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#15781 William Wilson

William Wilson

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Inviato 12 marzo 2017 - 12:15

 

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In una memorabile pagina, Ray Bradbury scriveva che si ha letteratura laddove, come sotto il vetrino di un microscopio, si possa osservare, in fiumane in infinita profusione, la vita scorrere, pullulare, pulsare.
Cuore, libro che intende(va) preparare i futuri cittadini come soldati della patria sotto la duplice insegna dell'obbedienza e del sacrificio; che a fronte del buon Garrone pone l'elemento dialettico rappresentato da Franti, antitesi contrassegnata da perfidia e sottolineatura del ridicolo e simbolo parimenti dell'aspetto incorreggibilmente tragico del reale; che mette davanti ai fanciulli, rinfrescandone allo stesso tempo il ricordo ai "grandi", quelle virtù disprezzate da chi è incapace anche solo di concepirsele nell'animo; che ottimamente segue il Manzoni del "parlato" con il suo italiano mondato di regionalismi, ricercatezze e contorte torniture della frase, per mimare quella lingua  verosimilmente da tema in classe di uno scolaro di circa dieci anni (la cui competenza nello scritto corrisponderebbe oggigiorno a quella di un liceale che ci sa fare con la penna) che redige un diario; che secondo l'impeccabile prefatore all'edizione Einaudi, Gilberto Finzi, non va letto solo in quanto opera d'arte e di letteratura, ma anche come
 
"un amalgama di concezioni e ideologie, una concrezione di morale e pedagogia, di realtà concreta e di enfasi retorica, di storia patria e di utopie sociali e di buona volontà borghese (presto modificata in socialista)" (p. xxiv);
 
libro che, non esito ad ammetterlo, qua e là mi ha fatto venire i "lucciconi" e che, al pari di quanto accaduto a me, oggi come ieri, non lo dubito, scuote nell'intimo un gran numero di lettori, ne sconvolge i sentimenti più profondi e complessi (illusione in cui mi cullo e che mi fa ancora credere un poco nell'umanità), scopo (o uno degli scopi) questo, o funzione più propria (o una delle funzioni più proprie), a detta dello scrittore israeliano Abraham B. Yeoshua (lettore di De Amicis), della grande letteratura
 
("[...] provo gratitudine verso l'autore per quel pianto a cui attribuisco un grande valore letterario. [...] Io non piango per il personaggio ma per me stesso, dopo che questi si è insinuato in me ed è diventato parte della mia personalità. Il fine supremo della letteratura è [...] un'immedesimazione che permette di recepire le cose in maniera molto più profonda", p. 284: tesi che a pensarci si trova verificata da una moltitudine di esempi);
 
Cuore - dicevo - pulsa (in ambo i sensi), e pulsa ancora, e continuerà a battere per un pezzo se ci saranno petti disposti ad accoglierlo. Perché vanno bene le letture paradossali, e ci stanno i risolini, e ben vengano persino i veleni di celebri penne novecentesche. Nondimeno tutto ciò dovrebbe aver immunizzato il lettore di oggi, prevenendolo dal pericolo di farsi "possedere" da punti di vista sedicenti illuminati e scaltriti, e dovrebbe averlo oramai reso "lettore avvertito". Consapevole, soprattutto, che il contrario della poesia non è la prosa, è il cinismo.

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#15782 piersa

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Inviato 12 marzo 2017 - 12:34

Tu leggi robe strane per la tua età (qual è?)
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#15783 William Wilson

William Wilson

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Inviato 12 marzo 2017 - 12:48

Diciamo che ho l'età di chi muove i primi passi nell'insegnamento... :)
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#15784 William Wilson

William Wilson

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Inviato 12 marzo 2017 - 13:29

Sì, diciamo che il primo fa un'analisi sincronica, e a partire dalle forme e strutture individuate, inizia l'analisi del significato della fiaba nel tempo. Si specula sulla protostoria, nientemeno; seguendo le tracce giunte fino a noi.
Vorrei sapere cosa ne penserebbe un antropologo di oggi asd Però bellissimo lo stesso, anche se è tutto falso.

Perché "tutto falso"?
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#15785 Greed

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Inviato 12 marzo 2017 - 21:09

La struttura mono-tipo della fiaba e molti singoli elementi (la casetta con zampe di gallina, il bosco, la strega) sono ritenuti vestigia di antichi riti di iniziazione: narrazioni di un rito rimaste in vita da quando quel rito iniziò a perdere il suo significato sociale-esistenziale. Si riconducono i riti alle società di cacciatori-raccoglitori, che avrebbero sviluppato in parallelo e autonomamente fiabe simili, dovuti a riti simili, dovuti a un'identica economia e società: la quale implica un certo tipo di religione e concezione dei cicli di vita e morte. Il rito serviva a procurare una morte -vista come trasformazione in animale/inghiottimento da parte di un animale- e quindi una nuova rinascita, che avrebbe donato all'iniziando un nuovo sapere riguardo al mondo animale (necessario per il cacciatore, che solo di quello vive).

 

Ok, questo è a grandi linee il quadro di Propp, estremamente suggestivo e gravido di spunti (per dirne uno: Giona nella balena muore e torna in vita come altro uomo, iniziato alla via di Dio). Immagino però che l'antropologia successiva avrebbe contestato soprattutto ciò che ho sottolineato, cioè la parte materialista del ragionamento per cui a dato ordinamento socio-economico corrisponde una data tipologia di religione, in modo necessario. E' un presupposto importante. Così come la spiegazione della fiaba come "racconto del rito privato della sua funzione": su questa cosa mi pare che una critica gli sia stata mossa subito da Levi-Strauss.

Però non conosco direttamente niente dell'antropologia successiva, anzi, non è proprio il mio campo. Forse Reynard potrebbe chiarire meglio questa cosa (so che conosce bene pure Propp).

 

In ogni caso, a me la teoria di Propp piace. Molte cose sono indimostrabili e mi permetto di avere dei dubbi; però mi piace pensarla vera, ecco, e soprattutto c'è dietro un metodo nuovo che genera una lettura potente degli elementi della cultura popolare, e che illumina anche altri campi (letteratura, testi sacri).

 

Ultimo spunto: un cognitivista di oggi, tipo Dan Sperber, immagino che della struttura della fiaba darebbe questa lettura: le fiabe si sono diffuse forme simili perché, nell'ambito della cultura orale, quel tipo di forma era adatto ad essere memorizzato e riciclato all'infinito e con successo (un meme).


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#15786 combatrock

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Inviato 12 marzo 2017 - 21:14

http://imgur.com/a/YtaXa

EDNA O’BRIEN, PER PHILIP ROTH ‘LA MIGLIORE SCRITTRICE IN LINGUA INGLESE VIVENTE’

https://www.ibs.it/t...e/9788806233181

Se uno volesse iniziare, da quale libro dovrebbe farlo secondo te?
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A voi la poesia proprio non piace eh?Sempre a rompere il cazzo state.


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#15787 aldous

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Inviato 13 marzo 2017 - 07:32

 

http://imgur.com/a/YtaXa

EDNA O’BRIEN, PER PHILIP ROTH ‘LA MIGLIORE SCRITTRICE IN LINGUA INGLESE VIVENTE’

https://www.ibs.it/t...e/9788806233181

Se uno volesse iniziare, da quale libro dovrebbe farlo secondo te?

 

presumo dal suo più noto "Ragazze di campagna", che però non ho letto. (il libro fu bruciato sul sagrato delle chiese e messo all'indice per aver raccontato, per la prima volta con sincerità e in maniera esplicita, il desiderio di una nuova generazione di donne che rivendicava il diritto di poter vivere e parlare liberamente della propria sessualità).


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#15788 combatrock

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Inviato 13 marzo 2017 - 09:58

http://imgur.com/a/YtaXa
EDNA O’BRIEN, PER PHILIP ROTH ‘LA MIGLIORE SCRITTRICE IN LINGUA INGLESE VIVENTE’https://www.ibs.it/t...e/9788806233181

Se uno volesse iniziare, da quale libro dovrebbe farlo secondo te?
presumo dal suo più noto "Ragazze di campagna", che però non ho letto. (il libro fu bruciato sul sagrato delle chiese e messo all'indice per aver raccontato, per la prima volta con sincerità e in maniera esplicita, il desiderio di una nuova generazione di donne che rivendicava il diritto di poter vivere e parlare liberamente della propria sessualità).

E allora quale hai letto?
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#15789 aldous

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Inviato 13 marzo 2017 - 10:14

 

 

 

http://imgur.com/a/YtaXa
EDNA O’BRIEN, PER PHILIP ROTH ‘LA MIGLIORE SCRITTRICE IN LINGUA INGLESE VIVENTE’https://www.ibs.it/t...e/9788806233181

Se uno volesse iniziare, da quale libro dovrebbe farlo secondo te?
presumo dal suo più noto "Ragazze di campagna", che però non ho letto. (il libro fu bruciato sul sagrato delle chiese e messo all'indice per aver raccontato, per la prima volta con sincerità e in maniera esplicita, il desiderio di una nuova generazione di donne che rivendicava il diritto di poter vivere e parlare liberamente della propria sessualità).

E allora quale hai letto?

 

Oggetto d'amore, ma trattandosi di racconti, non ricordo una mazza, anzi non ricordo neanche se l'ho finito. Invece Tante piccole sedie rosse l'ho appena cominciato e devo dire che in poche pagine mi ha molto intrigato (per la cronaca è un romanzo e non una raccolta di racconti).


  • 0

#15790 ArchieFisher

ArchieFisher

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Inviato 13 marzo 2017 - 22:02

Ho appena finito questo:

 

9788899253028_0_500_0_75.jpg

 

 

 

E' una figata.


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in nineteen sixty-three

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"What kind of music do you usually have here?"
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#15791 dUST

dUST

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Inviato 14 marzo 2017 - 09:26

L'endorsement di Roth è effettivamente impegnativo. Della O'Brien non ho mai letto niente, ma questo me lo sono fatto regalare

Appena Piero decide che il mio periodo sabbatico è finito, magari lo attacco


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 mi ricorda un po' Moro.

 

 

 

 

Con trepidazione vivo solo le partite dell'Inter.

 

 

 

Io non rispondo a fondo perchè non voglio farmi bannare, però una cosa voglio dirla: voi grillini siete il punto più basso mai raggiunto dal genere umano. Di stupidi ne abbiamo avuti, non siete i primi. Di criminali anche. Voi siete la più bassa sintesi tra violenza e stupidità. Dovete semplicemente cessare di esistere, come partito (e qui non ci si metterà molto) e come topi di fogna (e qui sarà un po' più lunga, ma cristo se la pagherete cara).

 

 


#15792 combatrock

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Inviato 14 marzo 2017 - 11:07

L'endorsement di Roth è effettivamente impegnativo. 

 

 

"Impegnativo" nel senso che parecchia gente ammazzerebbe volentieri per averlo asd


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Rodotà beato te che sei morto


A voi la poesia proprio non piace eh?Sempre a rompere il cazzo state.


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#15793 Duck

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Inviato 15 marzo 2017 - 17:40

 

Canale Mussolini parte seconda, di Pennacchi. (sì, ho letto la prima parte)

 

Anch'io ho letto la prima parte, poi fai com'è la seconda, ché ce l'ho anch'io lì da cominciare.

 

 

Mentre Canale Mussolini a me pareva un romanzo molto sentito (e avevo sentito Pennacchi dire che fu parecchio doloroso, scriverlo), pieno com'è di storie di famiglia e delle famiglie dell'Agro Pontino, questa seconda parte mi sembra, per buona parte, meno necessaria, meno dolorosa, quasi superflua.

Non parte direttamente dal bellissimo finale della prima parte, ma più in generale dai bombardamenti e il successivo sbarco degli americani nel Lazio. Le storie dei vari membri della famiglia Peruzzi, schierati da una parte e dall'altra, si intervallano con la fine di Mussolini, con alcuni episodi della Resistenza, con la ricostruzione e la nascita del nuovo stato italiano.

Forse anche per il cambio di periodo storico, dagli albori del fascismo, effettivamente poco conosciuti, a un periodo storico molto più noto e anche con tutta una sua retorica, le parti "storiche" risultano meno interessanti, più prevedibili e meno provocatorie. Se il punto di vista della famiglia Peruzzi, socialista prima e fascistissima poi, aggiungeva un ottimo contorno ai Mussolini, ai Rossoni, ai Balbo, qui le due parti sono più scollegate e restano quasi solo le opinioni del protagonista (sempre lui) che si confonde nell'autore.

Il mio parere non è negativo: si legge volentieri, ha episodi divertenti, ma il ritorno in Agro Pontino non raggiunge (forse proprio per irripetibilità) i livelli della prima parte.


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«Mister, possiamo lavorare sulle diagonali?», la richiesta di qualche giocatore. No, la risposta del tecnico. 

 

 


#15794 Greed

Greed

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Inviato 16 marzo 2017 - 11:35

Joao Guimaraes Rosa, Mio zio il giaguaro. Edito da Guanda, 74 pagine più una postfazione del traduttore. Uscito su rivista per la prima volta nel 1961.

 

GUIMARAESROSA_giaguaro0.gif

 

<< Uhm? Eh-eh... sì. Gnorsì. An-han, volete entrare, potete entrare... Uhm, uhm. Voi sapevate che abito qui? Com'è che lo sapevate? Uhm-uhm...Eh. Gnornò, tst... Il cavallo vostro è solo questo? Hi! Il cavallo è zoppo, stremato. Vale più nulla. Puh... va bene. Uhm, uhm. Avete intravisto questo mio fuocherello da lontano? Sì. Ecco. Entrate, potete stare qui. >>

 

Questo è l'incipit, o meglio la soglia, il limen del racconto in cui dobbiamo entrare. Siamo ospiti in una capanna, e il nostro ospite si svela a noi nel suo parlare. La stessa struttura narrativa del lungo romanzo Grande Sertao (1956), di cui ho parlato qualche mese fa. Non mi sono stupito di ritrovarmi nella stessa "posizione" nei confronti del testo: ma già dalla prima pagina ho capito che il gioco si stava facendo più serio. E non mi sbagliavo: tu che leggi questo libro, sei un ospite, sei in pericolo. Chissà se George Steiner conosce questo libro: ma sicuramente sì, impossibile che io conosca anche solo un libro che lui non conosce.

Chi ci ospita, chi ci parla, è un mezzo indio, vecchio cacciatore solitario di giaguari nel sertao brasiliano, luogo aspro ma di tenebrosa vitalità animale. Conosce gli animali, le piante, si dice solo, e parente dei giaguari (parlavamo giusto giusto di Propp: tornerebbe a proposito): gran bevitore e gran paroliere che ci terrà svegli con le sue storie durante la notte in cui siamo smarriti nel sertao.

Forse anche chi lo ascolta è pericoloso.

 

_________

 

Mi segnalate i siti da cui comprare libri usati, robe che non si trovano? Maremagnum, i generali amazon e ebay, poi?


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#15795 100000

100000

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Inviato 16 marzo 2017 - 11:57

abebooks?

 

(bello comunque, mi fai venire voglia di procurarmelo ma vabbé, finirá nell´interminabile wishlist)


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#15796 Duck

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Inviato 16 marzo 2017 - 12:05

Non so se arriverò in fondo (in caso è pronto Il figlio del dio del tuono, di Arto Paasilinna, che si preannuncia gustoso e divertente), ma comincio questo:

9788815097095-it.jpg


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«Mister, possiamo lavorare sulle diagonali?», la richiesta di qualche giocatore. No, la risposta del tecnico. 

 

 


#15797 Gonzalo Pirobutirro

Gonzalo Pirobutirro

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Inviato 16 marzo 2017 - 12:05

Sto leggendo "The iron heel" di Jack London, in english ché ogni tanto fa bene. Per ora va che è una meraviglia.

 

Finito da poco "L'imbecillità è una cosa seria" di Maurizio Ferraris, libricino molto intelligente col quale mi son divertito molto.

 

Poi non indovinerete mai cos'altro sto leggendo.


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#15798 Duck

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Inviato 16 marzo 2017 - 12:06

Poi non indovinerete mai cos'altro sto leggendo.


andrea_scanzi-.jpg
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«Mister, possiamo lavorare sulle diagonali?», la richiesta di qualche giocatore. No, la risposta del tecnico. 

 

 


#15799 Greed

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Inviato 16 marzo 2017 - 12:08

abebooks?

 

(bello comunque, mi fai venire voglia di procurarmelo ma vabbé, finirá nell´interminabile wishlist)

 

Si legge in una-due sedute questo libro, però devo dire che è un autore complesso (poi è tradotto: non immagino che meraviglia possa essere la sua lingua), rischi di portartelo appresso insieme a molti interrogativi: molto sfugge, non siamo in Europa. Proprio per questo stavo cercando altro libro suo tradotto da feltrinelli negli anni Sessanta e mai più ristampato, Corpo di Ballo.

 

Questo "Mio zio" è fuori commercio, lo stavo comprando su ebay quando per puro caso ho visto che il venditore era di Cesena: ho preso la macchina e mi sono fiondato, me lo ha pure scontato da 5 a 4 euro asd


  • 0

#15800 Gonzalo Pirobutirro

Gonzalo Pirobutirro

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Inviato 16 marzo 2017 - 12:10

 

Poi non indovinerete mai cos'altro sto leggendo.


andrea_scanzi-.jpg

 

 

No, un po' meglio dai. Va bene conoscere il "nemico", ma mangiare la merda è un'altra cosa.

 

Ok:

 

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