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#15761 bELLE ELLEish

bELLE ELLEish

    TOPAZIO

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Inviato 06 marzo 2017 - 20:12

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Geniale.  :ossequi:

 

Ci dici di più? Almeno a me, quindi non ti imbarazzare.

 

 

 

 

Io sto leggendo Le Onde di Virginia Woolf, primo contatto con lei. Inizio molto bello e anche se la narratrice formalmente prende il punto di vista dei personaggi, senza "esserli", mi sono molto identificato con quelle visioni e sensazioni d'infanzia. Sono ancora al collegio, eventualmente dirò qualcosina in più.


  • 0

A proposito del Maurizio Costanzo show, a me l'ospitata del Joker al programma del personaggio di De Niro ha ricordato una di Aldo Busi, ma proprio uguale, compreso il balletto con cui si presenta al pubblico. Dubito che Phoenix si sia ispirato a quella, ma in certe parti, quando si mette a checcheggiare, la somiglianza era impressionante.

il primo maggiorenne che vedrò vestito da joker a carnevale, halloween o similia lo prendo per il culo di brutto
minimo un A STRONZOOOO, ANCORA STU JOKER? STRONZOOOO, vieni a casa mia che ho bisogno di una mano a sgomberare la mansarda, STRONZOOOO

There is a duality between thought and language reminiscent of that which I have described between dreaming and play

Man the sum of his climatic experiences Father said. Man the sum of what have you


#15762 Duck

Duck

    Categnaccio

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Inviato 06 marzo 2017 - 20:20

Canale Mussolini parte seconda, di Pennacchi. (sì, ho letto la prima parte)


  • 0

«Mister, possiamo lavorare sulle diagonali?», la richiesta di qualche giocatore. No, la risposta del tecnico. 


consigli per il futuro: leggere i fantaconsigli dell'UU e fare l'esatto opposto


l'appestato è tale se è una eccezione, non se è la normalità


#15763 William Wilson

William Wilson

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Inviato 06 marzo 2017 - 21:45

 

31C1rZcrdbL._SX289_BO1,204,203,200_.jpg

 

Geniale.  :ossequi:

 

Ci dici di più? Almeno a me, quindi non ti imbarazzare.

 

 

E' il saggio di un antropologo e linguista che, partendo dal presupposto che i casi seguenti hanno delle costanti:

 

1.  Il re dà ad un suo prode un'aquila. L'aquila lo porta in un altro regno.

2.  Il nonno dà a Sucenko un cavallo. Il cavallo lo porta in un altro regno.

3.  Lo stregone dà a Ivan una barchetta. La barchetta lo porta in un altro regno.

4.  La figlia del re dà a Ivan un anello. I giovani evocati dall'anello lo portano in un altro regno.

 

 

ha preso un corpus di 100 "favole di magia" (la raccolta Afanas'ev), le ha scomposte, e ha dimostrato, con un rigore e un'asciuttezza quasi matematici, che gli elementi costanti, che lui chiama "funzioni dei personaggi", sono in numero limitato, 31, e si presentano in una successione sempre identica. Tutte queste favole di magia possono essere ricondotte a una struttura monotipica. Nessuna fiaba presenta tutte e 31 le funzioni contemporaneamente e a volte si riscontra qualche inversione nella successione dell'ordine delle stesse... La casistica è minuta e talvolta difficile da seguire, ma se si è anche solo un minimo interessati alle questioni di narratologia si legge con piacere, e i risultati sono dal mio punto di vista impressionanti.


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#15764 Gonzalo Pirobutirro

Gonzalo Pirobutirro

    Tony Nelli

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Inviato 06 marzo 2017 - 23:20

Canale Mussolini parte seconda, di Pennacchi. (sì, ho letto la prima parte)

 

Anch'io ho letto la prima parte, poi fai com'è la seconda, ché ce l'ho anch'io lì da cominciare.


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#15765 Tom

Tom

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Inviato 07 marzo 2017 - 08:38

brontessm.png

 

^_^


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#15766 ucca

ucca

    CRM

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Inviato 07 marzo 2017 - 08:42

Sto leggendo questo, opera prima scritta da un mio amico. All'inizio ero molto scettico vista la dimensione (quasi 400 pagine) e l'inizio da neuro deliri.

Poi mi sono ritrovato da a ricercarlo (dopo averlo lanciato da tutte le parti) e alla fine penna in mano a sottolineare passaggio dopo passaggio. 

 

In alcuni passaggi mi sta ricordando "L'inferno" di Strindberg". 

 

cromosoma-p-652x1024.jpg


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#15767 piersa

piersa

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Inviato 07 marzo 2017 - 09:18

Ucca, volere sapere


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#15768 Dark Mavis

Dark Mavis

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Inviato 08 marzo 2017 - 18:13

9788845908088_0_200_336_75.jpg

 

Un omaggio delicatissimo e spassionatamente amorevole, colto e poetico, impregnato di un lirismo trasognato che trascende e travalica i generi raggiungendo climax poetici trasversali ed intensi, attraverso una pacata gioia che pervade l'opera, sferzata sottilmente da una tensione impalpabile e sublime che porta ad una dichiarazione d'intenti espressa come una dedica raffinatissima che analizza ed erge a monumento universale di bellezza ed armonia incontrastata una città unica e passionale.

Venezia raccontata e sublimata districandosi attraverso i suoi canali, creando un passaggio nella fittissima e densissima nebbia che come una coltre di nebulosa e di grigiore prevarica sulle viuzze e nasconde le splendenti architetture che vengono esaltate ed elevate come simbolo di purezza e bellezza dall'acqua del mare, attraverso le sue increspature, il suo placido ondulare e la sua superficie lucidissima che riflette il baluginare della luce e governa la città ed i suoi abitanti che specchiandosi vedono la loro figura proiettata attraverso il filtro della bellezza rappresentato dall'elemento primario simbolicamente riconosciuto come l'epitome di questa illustre virtù.

Brodskij porta a compimento un viaggio ripercorrendo le varie tappe della sua vita che l'hanno portato ad entrare in contatto con la città, ormai impregnata dei suoi personali ricordi in ogni suo anfratto. Ne conosce perfettamente gli umori, i sapori, gli odori, qui ha vissuto felicemente ed infelicemente, è ormai un pezzo di sè da cui non riesce a rifuggire, si porta dentro questi eterni momenti come un sogno che scalfisce i contorni che squadrano la realtà, come a complementarsi, integrarsi e confondersi in un virtuoso gioco di specchi e rimandi infiniti portando lo stile e l'estetica ad essere la madre dell'etica come diceva Brodskij stesso.

L'autore è impegnato in un bellissimo gioco sensoriale, uno scambio di umori fluidi, liquidi, gassosi ed è immerso in un mondo di stimolazioni continue che bombardano la sua retina così come il suo apparato olfattivo o il tatto racchiudendolo e trasformandolo in un gigantesco organo di senso, un'essenza ormai estremamente e totalmente emozionale pronta concedersi interamente alla sua musa.


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#15769 Greed

Greed

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Inviato 08 marzo 2017 - 23:17

Ho scoperto che dal sito della Treccani si possono comprare i classici Ricciardi (quelle cose grandissime che hanno tutte le biblioteche e nessuno sfoglia) in ebook a un prezzo ridicolo (10).

 

5_-_POETI_DEL_DUECENTO_-_VOLUME_I.jpg_82

 

Mo provo a comprarne uno per vedere se sono impaginati degnamente (ho paura di no, sarebbe troppo bello). 

 

Questo post è solo per Ninì e Gonzalo e WW, penso.


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#15770 William Wilson

William Wilson

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Inviato 09 marzo 2017 - 07:28

31C1rZcrdbL._SX289_BO1,204,203,200_.jpg

Geniale. :ossequi:


Ci dici di più? Almeno a me, quindi non ti imbarazzare.

E' il saggio di un antropologo e linguista che, partendo dal presupposto che i casi seguenti hanno delle costanti:

1. Il re dà ad un suo prode un'aquila. L'aquila lo porta in un altro regno.
2. Il nonno dà a Sucenko un cavallo. Il cavallo lo porta in un altro regno.
3. Lo stregone dà a Ivan una barchetta. La barchetta lo porta in un altro regno.
4. La figlia del re dà a Ivan un anello. I giovani evocati dall'anello lo portano in un altro regno.


ha preso un corpus di 100 "favole di magia" (la raccolta Afanas'ev), le ha scomposte, e ha dimostrato, con un rigore e un'asciuttezza quasi matematici, che gli elementi costanti, che lui chiama "funzioni dei personaggi", sono in numero limitato, 31, e si presentano in una successione sempre identica. Tutte queste favole di magia possono essere ricondotte a una struttura monotipica. Nessuna fiaba presenta tutte e 31 le funzioni contemporaneamente e a volte si riscontra qualche inversione nella successione dell'ordine delle stesse... La casistica è minuta e talvolta difficile da seguire, ma se si è anche solo un minimo interessati alle questioni di narratologia si legge con piacere, e i risultati sono dal mio punto di vista impressionanti.

Finito. L'ho divorato.
Arricchiscono l'edizione Einaudi da me letta alcune riflessioni di Lévi-Strauss e un contro-articolo di Propp: quest'ultimo (Eroe), avendo già supplito a una mancanza di studi debitamente rigorosi sull'argomento (x) con la pubblicazione trentott'anni prima di questo classico delle scienze umane (Rm), incassate le pretese del "falso eroe" Lévi-Strauss (F), lo ha smascherato e punito (Sm Pu), per riconfermarsi un genio e ascendere infine al trono (N) che gli spetta: quello di uno dei maggiori studiosi in campo umanistico, e antropologico-folcloristico in particolare, che il Novecento abbia conosciuto, nonché uno dei miei punti di riferimento nell'ambito della critica letteraria.
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#15771 Greed

Greed

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Inviato 09 marzo 2017 - 08:08

Leggi anche "Radici storiche dei racconti di magia"; abbinato ad Afanasev, in cui ci sono fiabe più oscure e strane di quelle a cui siamo abituati. Il secondo studio è ancora più interessante e coraggioso. È anche datato e criticabile "scientificamente", ma fervido di idee.

Sabato chiedo in prestito, di Propp, Edipo alla luce del folklore.
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#15772 piersa

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Inviato 09 marzo 2017 - 09:06

A 'sto punto, aggiungi Bachtin su Fiodor e amen.
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#15773 William Wilson

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Inviato 09 marzo 2017 - 12:27

Leggi anche "Radici storiche dei racconti di magia"; abbinato ad Afanasev, in cui ci sono fiabe più oscure e strane di quelle a cui siamo abituati. Il secondo studio è ancora più interessante e coraggioso. È anche datato e criticabile "scientificamente", ma fervido di idee.
Sabato chiedo in prestito, di Propp, Edipo alla luce del folklore.

Ho "Le radici storiche dei racconti di magia" già da qualche parte a casa da qualche anno (l'avevo trovato in regalo in una cesta della biblioteca conunale). È lì che mi aspetta per essere letto. D'altra parte Propp l'ha inteso come la necessaria continuazione storica del suo primo lavoro (osservazione-analisi empirica del materiale).
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#15774 Greed

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Inviato 09 marzo 2017 - 13:07

Sì, diciamo che il primo fa un'analisi sincronica, e a partire dalle forme e strutture individuate, inizia l'analisi del significato della fiaba nel tempo. Si specula sulla protostoria, nientemeno; seguendo le tracce giunte fino a noi.
Vorrei sapere cosa ne penserebbe un antropologo di oggi asd Però bellissimo lo stesso, anche se è tutto falso.
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#15775 Greed

Greed

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Inviato 09 marzo 2017 - 15:14

Ho scoperto che dal sito della Treccani si possono comprare i classici Ricciardi (quelle cose grandissime che hanno tutte le biblioteche e nessuno sfoglia) in ebook a un prezzo ridicolo (10).

Mo provo a comprarne uno per vedere se sono impaginati degnamente (ho paura di no, sarebbe troppo bello). 

 

Ovviamente è un file pdf (quindi ebook stucazz!) con buonissima leggibilità; ma si tratta sempre di copie digitalizzate, con alcune pagine un po' storte e una definizione non alta.

Insomma, per 10 euro si può comprare un buon libro digitale da consultazione, non la felicità.

 

 

A proposito di fiabe, sto leggendo Lo cunto de li cunti di Giambattista Basile.

 

412-LUmtXjL._SX305_BO1,204,203,200_.jpg

 

In napoletano ovviamente. Ogni ripetizione fiabesca è la scusa per infilare nuovi sinonimi, dar fondo a un lessico infinito e improponibile. Le uniche cose che mi sono per ora venute in mente, quanto a esuberanza linguistica, sono Shakespeare e Plauto.

A breve qualche esempio.


  • 1

#15776 ucca

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Inviato 10 marzo 2017 - 07:42

Leggi anche "Radici storiche dei racconti di magia"; abbinato ad Afanasev, in cui ci sono fiabe più oscure e strane di quelle a cui siamo abituati. Il secondo studio è ancora più interessante e coraggioso. È anche datato e criticabile "scientificamente", ma fervido di idee.
Sabato chiedo in prestito, di tePropp, Edipo alla luce del folklore.

scusami non ho capito on quale libro trovo queste fiabe oscure a cui accenni
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#15777 Greed

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Inviato 10 marzo 2017 - 09:53

Antiche fiabe russe, raccolte da Afanas'ev. Io ho questo:
https://www.ibs.it/a...e/9788806401887
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#15778 Greed

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Inviato 10 marzo 2017 - 11:24

ps. Masha e Orso è una fiaba russa?

 

9788817084420_0_0_300_80.jpg


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#15779 aldous

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Inviato 11 marzo 2017 - 08:21

http://imgur.com/a/YtaXa

EDNA O’BRIEN, PER PHILIP ROTH ‘LA MIGLIORE SCRITTRICE IN LINGUA INGLESE VIVENTE’

 

https://www.ibs.it/t...e/9788806233181


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#15780 William Wilson

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Inviato 12 marzo 2017 - 12:15

 

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In una memorabile pagina, Ray Bradbury scriveva che si ha letteratura laddove, come sotto il vetrino di un microscopio, si possa osservare, in fiumane in infinita profusione, la vita scorrere, pullulare, pulsare.
Cuore, libro che intende(va) preparare i futuri cittadini come soldati della patria sotto la duplice insegna dell'obbedienza e del sacrificio; che a fronte del buon Garrone pone l'elemento dialettico rappresentato da Franti, antitesi contrassegnata da perfidia e sottolineatura del ridicolo e simbolo parimenti dell'aspetto incorreggibilmente tragico del reale; che mette davanti ai fanciulli, rinfrescandone allo stesso tempo il ricordo ai "grandi", quelle virtù disprezzate da chi è incapace anche solo di concepirsele nell'animo; che ottimamente segue il Manzoni del "parlato" con il suo italiano mondato di regionalismi, ricercatezze e contorte torniture della frase, per mimare quella lingua  verosimilmente da tema in classe di uno scolaro di circa dieci anni (la cui competenza nello scritto corrisponderebbe oggigiorno a quella di un liceale che ci sa fare con la penna) che redige un diario; che secondo l'impeccabile prefatore all'edizione Einaudi, Gilberto Finzi, non va letto solo in quanto opera d'arte e di letteratura, ma anche come
 
"un amalgama di concezioni e ideologie, una concrezione di morale e pedagogia, di realtà concreta e di enfasi retorica, di storia patria e di utopie sociali e di buona volontà borghese (presto modificata in socialista)" (p. xxiv);
 
libro che, non esito ad ammetterlo, qua e là mi ha fatto venire i "lucciconi" e che, al pari di quanto accaduto a me, oggi come ieri, non lo dubito, scuote nell'intimo un gran numero di lettori, ne sconvolge i sentimenti più profondi e complessi (illusione in cui mi cullo e che mi fa ancora credere un poco nell'umanità), scopo (o uno degli scopi) questo, o funzione più propria (o una delle funzioni più proprie), a detta dello scrittore israeliano Abraham B. Yeoshua (lettore di De Amicis), della grande letteratura
 
("[...] provo gratitudine verso l'autore per quel pianto a cui attribuisco un grande valore letterario. [...] Io non piango per il personaggio ma per me stesso, dopo che questi si è insinuato in me ed è diventato parte della mia personalità. Il fine supremo della letteratura è [...] un'immedesimazione che permette di recepire le cose in maniera molto più profonda", p. 284: tesi che a pensarci si trova verificata da una moltitudine di esempi);
 
Cuore - dicevo - pulsa (in ambo i sensi), e pulsa ancora, e continuerà a battere per un pezzo se ci saranno petti disposti ad accoglierlo. Perché vanno bene le letture paradossali, e ci stanno i risolini, e ben vengano persino i veleni di celebri penne novecentesche. Nondimeno tutto ciò dovrebbe aver immunizzato il lettore di oggi, prevenendolo dal pericolo di farsi "possedere" da punti di vista sedicenti illuminati e scaltriti, e dovrebbe averlo oramai reso "lettore avvertito". Consapevole, soprattutto, che il contrario della poesia non è la prosa, è il cinismo.

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