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La meglio gioventù


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27 replies to this topic

#21 Guest_eustache_*

Guest_eustache_*
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Inviato 10 luglio 2006 - 16:08

Inoltre, nonostante i bravi mestieranti sceneggiatori, Rulli e petraglia (il muro di gomma, la piovra, il caimano, romanzo criminale etc.), che portano avanti un discorso politico sull'italia tramite il cinema e la televisione, il risultato scade spesso in un piatto moralismo in stile italia (commmencini, faenza e piccioni).
marco tullio giordana deve smettere di dire in giro che è il successore di pasolini.

#22 Icra

Icra

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Inviato 10 luglio 2006 - 17:40

Ribadisco che anche secondo me si avverte il fatto che sia stato fatto per la televisione. ma questo non pregiudica l'opera. Se questo film ( che non è perfetto, itendiamoci) non meritava di eseere proiettato al cinema quali film italiani  lo meriterebbero? Forse 2 o 3 ( a esagerare) l'anno?
Poi certo se  l'impostazione fosse stata "da cinema" probabilmente il risultato sarebbe stato anche migliore....
Inoltre non dimentichiamoci che, per quanto possa valere il premio,  la meglio gioventù ha vinto nella sezione "Un certain regard" a Cannes. Ossia la sezione, a Cannes, dove concorrono le opere più "alternative". Ossia ad uno dei festival del cinema più prestigiosi. No ai telegatti! ;D
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#23 b.b.

b.b.

    aspirante indie

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Inviato 17 luglio 2006 - 17:31

la scena finale è esilarante, è troppo stupida...hahaha
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#24 strangelove

strangelove

    Scaruffiano

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Inviato 18 luglio 2006 - 18:44

A me piacque parecchio all'epoca. Pur con i suoi alti e bassi (la prima parte con traiettorie on the road è eccellente, il fantasma che ritorna è l'unica caduta di stile rimproverabile), è in fondo un recupero in grande stile di cinema italiano popolare sullo sfondo della storia che scorre sui 1000 volti dell'italiano medio (credibilissime le caratterizzazioni dei personaggi). Stampo televisivo? Può darsi, ma in questo caso non si tratta di difetti: il respiro è ampio e appassionante.
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#25 Notker

Notker

    Scaruffiano

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Inviato 18 luglio 2006 - 19:30

Quanto al paraagone con "La famiglia" sinceramente lo capisco poco.
Cioè ,che centra la famiglia con la storia? A mio avviso il film di Scola non ha alcuna intenbzione di analizare nè la storia nel suo significato più puro e nè , paradossalmente, la storia della famiglia.
Scola  fa un elenco pazzesco di personaggi anzichè trattarne pochi ma bene perchè il suo fine non è tanto quello di tracciare la storia della famiglia ma trattare il tema del PASSARE DEL TEMPO, che tutto cambia, sfiorisce, cancella. Tanto è vero che una volta finita la visione de "La famiglia" uno tende a non ricordarsi un solo personaggio, a confonderli tutti tra loro. E questo secondo me era il suo obbiettivo: mostrare come la storia personale di UN uomo, tanto importante a livello individuale, è zero  rispetto alla storia DELL'uomo; come inpallidsce al cospetto dle passare del tempo........Quindi o si dice che passare del tempo= storia ( e mi pare un pò riduttivo) oppure proprio non capisco il tuo discorso.
Ti prego Notker( o qualcun'altro che la pensa come lui sul paragone La melio gioventù- La famiglia) rispondimi che  sono curioso.


il mio non voleva essere un paragone tra i due film; volevo solo evidenziare, aldilà delle intenzioni narrative degli autori, come Scola riesca meglio a "far sentire" la storia che attraversa, distorce e, infine, muta le vite dei protagonisti.
Ne La meglio gioventù i protagonisti sembra semplicemente attraversare la storia me non ne sembrano "toccati".
La mia è, ovviamente, solo un'impressione personale.
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« La schiena si piega solo quando l'anima è già piegata »
(Arturo Toscanini)

molti si chiedono se il pop/rock possa essere una forma d'arte musicale o meno; ebbene, lo è sicuramente... ma solo quando risponde al requisito esposto da Don Van Vliet:
« Non voglio vendere la mia musica. Vorrei regalarla, perché da dove l'ho presa non bisogna pagare per averla »

#26 Ejzenstejn

Ejzenstejn

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Inviato 23 agosto 2006 - 10:37

C'è passione. Sentimento. I personaggi sono ben studiati e convincenti. i dialoghi mai scontati. Il finale, per quanto zuchheroso, emozionante.
Affronta tematiche che hanno "scottato" la nostra storia recente e lo fa con sufficiente profondità, almeno per chi, come me, non le ha vissute. Sarei curioso di sapere se chi le ha vissute vi si è riconsciuto.
Che ne pensate?


Difficile riconoscersi nel vicende raccontate, il film è molto improbabile  ;)
Però. Va a tentare di colmare un vuoto terribile della nostra storia e delle nostre coscienze, un rimosso spaventoso che credo sia impossibile rappresentare con un film (per questo non vado mai a vedere film su quegli anni, fa troppo male). Ho apprezzato lo spazio dedicato alla storia del movimento antipsichiatrico, per citare un argomento su cui credo la gente sappia poco.
Il film è fatto bene, come dici tu appassiona, ed è quello che il cinema deve fare, non capisco l'atteggiamento di chi snobba un prodotto fatto per la TV, come se questo fosse un limite, con tutta l'evoluzione che c'è stata nel campo della visione! Ma forse alcuni pensano che il cinema sia finito con la nouvelle vague...

Per tornare alla tua domanda, a me invece il film ha suscitato una curiosità diversa: cosa ha capito e cosa ha provato chi quegli anni non li ha vissuti?
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#27 Notker

Notker

    Scaruffiano

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Inviato 23 agosto 2006 - 12:39

cosa ha capito e cosa ha provato chi quegli anni non li ha vissuti?


domanda intelligente; infatti spesso accade che avvenimenti storici o interi periodi (gli anni 60, gli anni di piombo, ecc.) vengano o mitizzati o demonizzati da parte delle generazioni che non li hanno vissuti.
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(Arturo Toscanini)

molti si chiedono se il pop/rock possa essere una forma d'arte musicale o meno; ebbene, lo è sicuramente... ma solo quando risponde al requisito esposto da Don Van Vliet:
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#28 Ejzenstejn

Ejzenstejn

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Inviato 25 agosto 2006 - 07:45


domanda intelligente; infatti spesso accade che avvenimenti storici o interi periodi (gli anni 60, gli anni di piombo, ecc.) vengano o mitizzati o demonizzati da parte delle generazioni che non li hanno vissuti.


Si, l??ho notato in occasione di dibattiti su film come The dreamers, per esempio. Quegli anni esercitano su chi non li ha vissuti fascinazione o repulsione, a seconda che prevalga la mitizzazione o il naturale rigetto per l??epoca dei ??padri?. Purtroppo la cancellazione di quell??epoca dalla memoria storica ha comportato non solo la perdita di risorse culturali e politiche (con conseguenze letali per la politica italiana, come tutti hanno potuto verificare) ma anche la perdita del vissuto individuale. L??epoca del fascismo o la seconda guerra mondiale, oltre che a essere riportati nei libri di storia, sono stati rivissuti nei racconti dei nostri nonni, che ci hanno permesso di conoscere la storia di quegli anni attraverso la narrazione di eventi personali, di emozioni, di storie di tedeschi e di polacchi, ecc. I sopravvissuti agli anni di piombo, coloro che non sono finiti in carcere o nella droga, non credo che raccontino le vicende di cui sono stati protagonisti ai propri figli la sera, nel letto, per farli addormentare. Piuttosto li piazzano davanti a un bel programma di mediaset (o della rai fa lo stesso).

Allora forse un film come La meglio gioventù va apprezzato per il tentativo di far tornare alle coscienze un rimosso storico, perché forse uno dei compiti del cinema è quello di rappresentare la storia attraverso le storie.
Una storia che non può essere priva di contraddizioni, che ha sempre il positivo e il negativo, intesi ovviamente non in senso moralistico, ma come aspetti opposti concorrenti a determinare un fenomeno. Penso a certi personaggi antieroici rappresentati da Sordi, per esempio, ma anche da altri, un cinema che ha saputo rappresentare l??Italia degli anni 50, 60, 70... e poi? Il nulla, o quasi. Perché certo la coppia Boldi-De sica non può essere rappresentativa di un modello di italiano degli anni 80-90. O forse si?

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