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Genere Noir


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298 replies to this topic

#281 Kerzhakov91

Kerzhakov91

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Inviato 09 aprile 2020 - 21:09

Interpretazione della vita per Richard Widmark, che non avrà mai più un ruolo a questa altezza.

 

Beh dai almeno "Mano pericolosa" di Fuller sì  ;) È nei film western che rendeva di meno e gli venivano affidati dei ruoli da buono più convenzionali. Concordo comunque sul fatto che questa sia la sua miglior interpretazione - o quantomeno se la gioca con il killer psicopatico de "Il bacio della morte". 


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#282 kristofferson

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Inviato 22 aprile 2020 - 11:54

La fuga (1947) di Delmer Daves

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Terzo film della coppia Bogart-Bacall (dopo Il grande sonno e Acque del sud) e primo film importante del regista Delmer Daves, che poi si farà un nome soprattutto con i western (L’amante indiana e Quel treno per Yuma, per citarne solo due). Tratto dal romanzo Giungla umana dello scrittore "maledetto" David Goodis (particolarmente amato dai registi noir).
E’ un film che fatto storia soprattutto per la tecnica registica e la messa in scena inventiva e sperimentale.
La struttura della pellicola, infatti, è ancora oggi sorprendente. La prima mezz’ora è interamente in soggettiva, ripresa dagli occhi del protagonista fuggito dal carcere. Per tutta la seconda mezz’ora è invece in scena con il volto completamente fasciato dopo una plastica facciale. In pratica solo dopo un’ora di film, quando si toglie le bende e si guarda allo specchio, lo spettatore lo vede finalmente in viso e scopre che è Bogart.
La terza e ultima parte in cui il protagonista ricostruisce il contorto intrigo che lo ha condotto in prigione è quella più classica e rispettosa della sintassi del genere, tranne per un inopinato happy ending, completamente assente nel romanzo, probabilmente imposto a Daves dalle convenzioni cinematografiche del tempo, che lui però dirige in maniera quasi onirica, come fosse solo un sogno del protagonista.


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#283 kristofferson

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Inviato 11 maggio 2020 - 14:23

Una donna nel lago (1947) di Robert Montgomery

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Figata di film. L’attore Robert Montgomery, qui in veste di regista, realizza un’opera di incredibile audacia formale, portando alle estreme conseguenze le innovazioni stilistiche de La fuga e girando l’intero film in soggettiva, così che lo spettatore si immedesimi totalmente nel protagonista Philip Marlowe e segua il racconto attraverso quello che vedono i suoi occhi (vediamo in volto il protagonista solo in alcune brevi sequenze quando passa davanti allo specchio).
Tra le altre cose realizza probabilmente anche il più film chandleriano mai fatto (non necessariamente il più bello, che quello è probabilmente Il grande sonno di Hawks), vuoi per l’effetto transfert che per la riproposizione molto fedele dei dialoghi ironici e taglienti di Chandler (essendo tutto in soggettiva è un film giocoforza molto dialogato), tra l’altro di un romanzo di Marlowe tra i meno famosi (l’ho letto moltissimi anni fa e me lo ricordo piuttosto contorto e ingarbugliato).
Chapeau.


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#284 Harry Caul

Harry Caul

    se ci dice bene finiamo nella merda

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Inviato 11 maggio 2020 - 15:02

Il romanzo in realtà è tra i meno complessi di Marlowe e anche uno dei più corti ma per contro contiene alcuni delle migliori pagine chandleriane in assoluto, il duetto con il custode dello chalet di montagna dovrebbe essere stampato formato opuscolo col titolo "come si scrivono i dialoghi in un romanzo"....insomma una di quelle opere minori che non sono minori proprio per nulla.
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#285 bluetrain

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Inviato 11 maggio 2020 - 20:54

Anche io il romanzo lo ricordo molto bello e niente affatto minore, il film ce l'ho il lista di attesa da una vita, questa magari è la volta buona.


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#286 kristofferson

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Inviato 12 maggio 2020 - 08:08

Ribadisco che l’ho letto parecchio tempo fa, anzi mi sa che è stato in assoluto il primo di Chandler che ho letto, però bello fin che volete, ma snello e agile proprio no. Me lo ricordo decisamente più impegnativo da seguire di Addio, mia amata o Il lungo addio... e infatti anche al film un po' ci devi stare attento per non perderti


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#287 bluetrain

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Inviato 12 maggio 2020 - 10:47

Io anche lo lessi anni addietro e quindi potrei avere le idee annebbiate a riguardo. Chandler comunque lineare non lo è mai stato, il rischio di perdersi dentro i gorghi delle sue trame intricate è sempre in agguato, però io ricordo molto più incasinato ad esempio il grande sonno (sia il libro che il film).


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#288 Harry Caul

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Inviato 12 maggio 2020 - 10:53

Il più incasinato è Addio mia amata penso, comunque rillegetelo entrambi così vi togliete il dubbio.
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#289 Kerzhakov91

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Inviato 02 giugno 2020 - 21:31

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#290 kristofferson

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Inviato 29 giugno 2020 - 11:45

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La sanguinaria (1950) di Joseph H. Lewis

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Cinema low cost, ma di quello fatto come Dio comanda. Ispirato alle vicende di Bonnie & Clyde, questo film a basso budget diretto dal forzato dei B-movies Joseph H. Lewis e destinato alle sale di seconda visione si spinse a limiti che al tempo le produzioni mainstream non avevano il coraggio di raggiungere, dettando di fatto le regole per tutti i successivi film sulle “coppie criminali” (da Gangster Story a La rabbia giovane). La relazione tra i due protagonisti, seppur ovviamente ancora non esplicita, è improntata sulla fascinazione per le armi e la tensione sessuale e tutta la pellicola corre sulle coordinate “sesso & violenza”. Sceneggiato da Dalton Trumbo sotto pseudonimo, è un film che fa apertamente il tifo per i criminali. Lewis coreografa le rapine in banca con dei piani sequenza da applausi, mentre la Cummins con quest’unica interpretazione di rilievo si guadagna un posto d’onore nel firmamento delle dark ladies cinematografiche.
 


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#291 kristofferson

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Inviato 30 giugno 2020 - 09:04

La città è salva (1951) di Bretaigne Windust e Raoul Walsh

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Firmato dall’anziano regista di Broadway Bretaigne Windust, che si ammalò gravemente durante le riprese, ma in realtà diretto per buona parte da Raoul Walsh (chiamato d’urgenza da Bogart, ma che non si firmò per correttezza verso Windust o, secondo altre fonti, perché già impegnato con un’altra produzione ), e in effetti nella pellicola traspare tutto il suo stile ruvido e diretto. E’ una pellicola esemplificativa dell’ultima fase del noir classico e di come questo a partire dagli anni cinquanta cominciò a mescolarsi al poliziesco, anche per le spinte maccartiste che premevano perché il cinema trasmettesse un’immagine più rassicurante della società americana. Film molto dialogato, ispirato ai reali fatti di cronaca della Anonima omicidi, con una trama tutta a incastri con flashback all’interno di altri flashback, ma di gran ritmo e con un Humprey Bogart come sempre eccezionale.


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#292 Tom

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Inviato 30 giugno 2020 - 10:26

"La sanguinaria" l'ho visto una volta sola secoli fa e mi stupi' molto per la sua modernita', da confrontare con l'affine "La donna del bandito" di Nicholas Ray di due anni prima, ancora piu' incredibilmente moderno.

 

"La città è salva" me lo ricordo proprio come un capolavorissimo, con un'atmosfera a tratti surreale e con momenti molto inquietanti (le scarpe delle vittime dell'Anonima che richiamano quelle delle vittime dei lager nazisti). Sempre attribuito e mi pare visto attribuire a Walsh, mai saputo di Windust.


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#293 kristofferson

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Inviato 01 luglio 2020 - 08:39

Il bacio della morte (1947) di Henry Hathaway

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Grande noir del periodo d’oro del genere diretto da uno dei più classici registi americani, Henry Hathaway, ma improntato a un asciutto realismo e a una messa in scena minimalista. Tutto il film è una lunga parabola sull’impossibilità di sfuggire al proprio destino e scontare gli errori del passato. Momenti di grande tensione sono contrappuntati forse da un eccesso di sentimentalismo. Alla fine Hathaway (o la produzione) ci appiccica un mezzo lieto fine, altrimenti sarebbe stato troppo deprimente. Victor Mature non era probabilmente un grande attore, ma aveva quell’espressione perennemente sofferente che per questo ruolo è perfetta. Richard Widmark, che esordisce al cinema col botto (venne anche candidato all’Oscar), giganteggia invece nel ruolo del killer psicopatico ed è protagonista della scena probabilmente più celebre del film, quella in cui spinge la carrozzella dell’anziana paraplegica giù per le scale. C’è uno pseudo-remake del 1995, con Nicholas Cage al posto di Widmark.


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#294 Tom

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Inviato 01 luglio 2020 - 08:47

C’è uno pseudo-remake del 1995, con Nicholas Cage al posto di Widmark.

 

Me lo ricordo come un bel film anche quello, tra i primi e migliori dell'ondata taratiniana post-Pulp Fiction, del resto Barbet Schroeder e' un signor regista. E appunto mi sembra fosse un remake piu' nominativo che effettivo, anche se a livello di storia non e' che ricordo molto di entrambi i film.


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#295 lazlotoz

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Inviato 02 luglio 2020 - 09:57

"La sanguinaria" l'ho visto una volta sola secoli fa e mi stupi' molto per la sua modernita', da confrontare con l'affine "La donna del bandito" di Nicholas Ray di due anni prima, ancora piu' incredibilmente moderno.

 

"La città è salva" me lo ricordo proprio come un capolavorissimo, con un'atmosfera a tratti surreale e con momenti molto inquietanti (le scarpe delle vittime dell'Anonima che richiamano quelle delle vittime dei lager nazisti). Sempre attribuito e mi pare visto attribuire a Walsh, mai saputo di Windust.

 

 

"La sanguinaria" ha delle robe davvero incredibili, come il piano sequenza postato dal cugino Kristofferson. "La donna del bandito" di suo è un capolavoro vero, e leggo solo ora (shame on me) che è il film di esordio di Ray.  Lo è non solo per certe scelte di regia e fotografia (tipo le prime inquadrature aeree a seguire la macchina, immagino fatte con un crane montato su un mezzo mobile, oppure l'uso impressionante della profondità di campo, o forse più di tutto la composizione architettonica di certe inquadrature che denotano la formazione con Frank Lloyd Wright) ma anche per il mood sospeso e malsano che aleggia, per la creazione di due anti-eroi incredibili, che ritroveremo molte altre volte nel cinema, e che nella mia memoria cortissima mi rimandano direttamente ai due de "La rabbia giovane".

 

Due meraviglie comunque. 


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#296 Tom

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Inviato 25 agosto 2020 - 10:48

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1991 Dead Again (L'altro delitto) Kenneth Branagh

Lo ricordavo molto vagamente come un film intrigante ma irrisolto, rivedendo l'ho trovato un film intrigante e irrisolto.

Funziona l'omaggio al noir anni 40, quello piu' melo' e meno hard boiled, rievocazione di una California piena di inglesi, ipnotisti, antiquari, psicologi e splendide villette di modernariato barocco. Finche' Branagh sta sul classico e fa lo studente diligente citando le atmosfere di Hitchcock, Welles e Preminger (e non solo nella parte in b/n) tutto fila liscio. Il problema e' quando vuole fare il post-moderno che con quel classico ci gioca. Non avendo il controllo del linguaggio di un De Palma in quei momenti diventa goffo e persino caciarone (il finalone coi forbicioni). Alla fine un reperto anni 90 molto godibile, anche se resta una mezza occasione sprecata.


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#297 bluetrain

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Inviato 04 dicembre 2020 - 12:14

Senza apparente motivo nei giorni scorsi mi sono riguardato uno in fila all'altro i 3 film forse più noti (ce ne sarebbero altri, tra cui l'esordio di Antonioni Cronaca di un amore, curiosamente sempre con Massimo Girotti come protagonista, ma ho deciso che era meglio fermarsi qua per ragioni di salute mentale ashd), tratti dal celebre romanzo di James M. Cain Il postino suona sempre due volte (che, a latere, non ho mai letto!).

Ovvero: Ossessione di Luchino Visconti (1943), e gli omonimi Il postino suona sempre due volte di Tay Garnett (1946) e Bob Rafelson (1981).
 
Partiamo subito dal fondo: Ossessione è un capolavoro e fa piazza pulita della pur ottima concorrenza.
Geniale l'idea di ambientare, non accreditandolo, (anche per aggirare la censura fascista, per altro inutilmente: i simpatici sforbiciatori in camicia nera ordinarono comunque la distruzione di tutte le copie del film, se ne salvò una per mezzo miracolo) il romanzo di Cain nella miseria provinciale italiana del 1943, anticipando senza troppe mezze misure i temi e lo stile del noerealismo.
 
ossessione.jpg

Ma questo è solo uno dei molti motivi per stendere tappeti rossi al buon Luchino, che senza pietà mette in primo piano le tematiche sessuali - facendo vedere con l'occhio della mdp molto più di quanto non fosse lecito al tempo -, intreccia con non chalanche una evidente sottotrama omosessuale (ricordiamo sempre: nell'Italia del 1943) e ribalta a suo piacimento alcuni dei topoi del neonato noir americano, ad esempio facendo diventare Massimo Girotti il "dark boy" e l'oggetto sessuale dominante sempre al centro della scena, sia nel rapporto con Clara Calamai sia in quello omosessuale latente (meno esplicito naturalmente, ma comunque chiaro) con Elio Marcuzzo, "Lo Spagnolo".

Ossessione resta comunque, innanzitutto, un noir fatto e finito: il senso deterministico di ineluttabilità e di tragedia tipici del genere dominano la narrazione, anche grazie ad una messa in scena ed una fotografia impeccabili.

The Postman Always Rings Twice di Tay Garnett, uscito 3 anni dopo Ossessione è ovviamente più fedele al romanzo, che infatti è accreditato tra i titoli di testa e di cui porta lo stesso titolo.
Il film è un signor noir, che porta dentro di sé tutti i canoni tipici del genere, con una Lana Turner bomba sexy e dark lady che buca lo schermo come poche. Tutto funziona ed è al suo posto, e la pellicola è senza dubbio un classico del genere, certo che se però poi uno prova a fare il paragone con il film di Visconti... eh beh, lì son cazzi, vuol dire raffrontare un film molto buono con un capolavoro.
 
2.jpg

Il The Postman Always Rings Twice di Bob Rafelson del 1981, con sceneggiatura di David Mamet, Jack Nicholson nei panni di Frank Chambers e Jessica Lange in quelli di Cora Smith è un'operazione audace (visti anche i colossi del passato con cui si ritrova a doversi inevitabilmente confrontare), ma solo in parte riuscita. Il tentativo di dare una veste più sporca e cattiva al canovaccio (utilizzando per la prima volta la pellicola a colori), spingendo soprattutto sulla rappresentazione esplicita e in parte violenta dell'atto sessuale, ma anche sulla violenza morale dei personaggi nel momento in cui i rapporti tra di loro si incrinano, tutto sommato funziona e la messa in scena è eccellente, ma purtroppo la sceneggiatura non è impeccabile: si sono voluti apportare cambiamenti narrativi funzionali a quanto detto, non volendo però al contempo tradire la trama principale: questo ha causato alcune falle diegetiche che fanno perdere un po' di potenza al tutto.
Intendiamoci, il film resta nell'alveo della amplissima sufficienza, ma di sicuro è il più debole fra i tre.
 
3.jpg


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#298 Dudley

Dudley

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Inviato 27 dicembre 2020 - 17:27

Sto leggendo questo, e bene o male qualche titolo me lo sono segnato (che non conoscevo, o da recuperare, o da rivedere) ...

 

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#299 Kerzhakov91

Kerzhakov91

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Inviato 27 dicembre 2020 - 17:32

Ah ma non sapevo che avesse scritto anche il seguito... Lo metto subito nel carrello. 


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