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Genere Noir


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254 replies to this topic

#241 Tom

Tom

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Inviato 07 settembre 2018 - 09:34

Visto in omaggio a.

 

Hustle2.jpg

 

1975 Hustle di Robert Aldrich

Proprio recentemente ho letto un'intervista ad Aldrich in cui, da gran personaggione quale era, quasi si vergognava di aver girato "Piano piano dolce Carlotta" dopo "Che fine ha fatto Baby Jane?", perche' lo irritava essersi ripetuto con due film cosi' simili. Il fatto che entrambi avessero ottenuto un successo enorme non sembrava interessargli.

Errore, quello di ripetersi, che non fara' mai piu'. Tipo che dopo il mega-successo di "Quella sporca dozzina" tre anni dopo tornera' al cinema di guerra con il diametralmente opposto e quindi infinitamente meno fortunato "Non e' tempo di eroi", dove, dissimulato dall'ambientazione nella seconda guerra mondiale, inventava praticamente il vietnam-movie. (Nella stessa intervista, del 1965, si lamentava che a Hollywood nessuno dava soldi per girare film su temi controversi, come l'allora appena iniziato "incidente" in Vietnam.) Idem fara' con il suo dittico con Reynolds: enorme successo con "Quella sporca ultima meta", che consacrava Reynolds come una delle star del decennio, e subito dopo finta replica con questo "Hustle" che invece rappresenta l'esatto opposto dei film "alla Reynolds" . E fu un flop commerciale.

 

E' infatti un dramma-noir malinconicissimo che si inserisce in pieno nel filone di quegli anni degli investigatori che non riescono a mettere ordine nel caos delle indagini perche' non riescono a mettere ordine nel loro caos interiore. Col suo solito stile brusco e apparentemente inelegante Aldrich si spingeva ancora piu' in la' dei piu' giovani colleghi della New Hollywood, negando persino l'indagine stessa, non chiarendo neanche se c'e' davvero un delitto su cui indagare. La maggior parte del film passa tra chiacchiere, liti, amoreggiamenti, barzellette e casi di violenza quotidiana. Mentre televisione, cinema e musica pubblicizzano un romanticismo continuamente negato dalla volgarita' e violenza della realta', il personaggio di Reynolds sogna di mollare tutto e andare a vivere a Roma, dove era stato da giovane - non ho idea di come nel doppiaggio italiano possano aver reso il dialogo tra Reynolds e la Deneuve, in cui lei corregge a lui la pronuncia italiana. Ribaltato anche il machismo del film precedente, mostrando un mondo in cui le donne sono vittime ad ogni livello delle frustrazioni maschili.

 

Grande e sensibile interpretazione di Reynolds, forse quella in cui piu' si nota la sua somiglianza con Brando. Ma bisogna ammettere che mette in ombra tutti un gigantesco e dolente Ben Johnson, nella parte rabbiosa di un padre che non si rassegna alla morte violenta della figlia.

 

Perche' Aldrich non sia normalmente e regolarmente citato tra i piu' grandi registi americani di sempre e' un mistero.


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#242 Harry Caul

Harry Caul

    se ci dice bene finiamo nella merda

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Inviato 07 settembre 2018 - 09:54

 

 

Perche' Aldrich non sia normalmente e regolarmente citato tra i piu' grandi registi americani di sempre e' un mistero.

 

http://forum.ondaroc...1955/?p=2148455

 

asd


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#243 Harry Caul

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Inviato 07 settembre 2018 - 10:12

Qualche tempo fa ho rivisto per l'ennesima volta Nessuna pietà per Ulzana, veramente una delle opere western più grandi di sempre, eppure viene citato pochissimo quando si fa una lista dei classici del genere.

Tra l'altro pur cambiando notevolmente la vicenda storica* è uno dei pochi film che riesce a rendere in maniera realistica la ferocia della guerre apache.

 

*In realtà non fu ucciso ma morì in una riserva a quasi 90 anni e durante il suo famoso raid i soldati americani non riuscirono quasi nemmeno a vederlo subendo diverse imboscate e molte perdite, il bilancio quando Ulzana varcò indisturbato il confine messicano e fece perdere definitivamente le sue tracce parla di 38 morti tra bianchi e apache "civilizzati" a fronte di un solo guerriero indiano ucciso tra l'altro a tradimento.


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#244 Kerzhakov91

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Inviato 21 settembre 2018 - 10:24

La polizia bussa alla porta (The Big Combo) [1955] di Joseph H. Lewis
 
Girato con due soldi, con un budget veramente misero e le stesse scenografie riciclate più volte; con un cast senza star e composto da soli caratteristi (in un periodo in cui questi ultimi erano però spesso più bravi degli attori di grido). Eppure il risultato finale è sensazionale: trattasi di capolavoro assoluto che, per quanto mi riguarda, si piazzerebbe molto in alto in un'ipotetica classifica sui migliori film noir. L'ho trovato superiore al pur eccellente "La sanguinaria" (l'altro titolo di culto di Joseph H. Lewis), grazie anche agli straordinari giochi di luci e ombre realizzati dal direttore della fotografia John Alton, qui in evidente stato di grazia.
 
L'atmosfera è perversa e malsana, la violenza - considerato il periodo - è ai massimi livelli (e c'è pure una tortura atroce a base di assolo di batteria jazz! ashd), le allusioni sessuali sono piuttosto spinte (con nota di merito per la coppia di killer omosessuali composta da Lee Van Cleef ed Earl Holliman) e tutti i personaggi, compreso l'ossessionato poliziotto, sono negativi... Insomma, che cosa chiedere di più a un noir?
 
Cornell Wilde (che in un altro classico del genere, "Femmina folle", non mi aveva troppo convinto) qui è invece perfetto nel tratteggiare l'ambigua figura del protagonista. Quello di Richard Conte è, senza troppi giri di parole, uno dei gangster più cinici e detestabili mai apparsi sul grande schermo. E non si dimenticano facilmente neanche gli altri componenti della sua gang criminale, dal frustrato tirapiedi con problemi di udito interpretato da Brian Donlevy alla già citata coppia di assassini gay. Soddisfa anche il comparto femminile: Jean Wallace (bellissima, non la conoscevo) è una sorta di Grace Kelly ancora più algida, mentre Helene Stanton fa bella mostra delle sue gambe chilometriche.

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#245 Kerzhakov91

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Inviato 18 marzo 2019 - 12:15

Veneri rosse (Slightly Scarlet) [1956] di Allan Dwan
 
Con John Payne, Rhonda Fleming, Arlene Dahl, Ted De Corsia, Kent Taylor.
 
WlrNF0D.jpg
 
Un abile gangster doppiogiochista (Payne), stufatosi di essere maltrattato dal proprio boss (De Corsia), riesce prima a incastrarlo - collaborando con la polizia e seducendo la segretaria/amante (Fleming) del futuro sindaco locale (Taylor) - e poi a prenderne il posto. Ma quando la sorella cleptomane e ninfomane (Dahl) della donna esce di galera e si innamora di lui, la situazione si complica...
 
Un film interessante, tratto da un romanzo del solito James M. Cain sugli intrallazzi tra politica e criminalità organizzata. Innanzitutto, è uno dei pochissimi noir dell'età d'oro a essere girato a colori: ed è proprio lo splendido, barocco Technicolor il valore aggiunto dell'opera. Ci sono diverse inquadrature mozzafiato (alcune sembrano proprio dei quadri), bei contrasti tra giorno/notte, disposizione degli oggetti impeccabile negli interni, ricercatezza nei particolari... Da questo punto di vista, è una gioia per gli occhi (anche in questo caso, fotografia a cura di John Alton). 
 
Qualche esempio:
 
Spoiler
 
Interessante anche il rapporto ambiguo tra le due sorelle agli antipodi (le veneri rosse del titolo italiano), che peraltro mostrano scollature generose per l'epoca. E nel finale c'è un'esplosione di violenza e sadismo mica da ridere. 
 
Rhonda Fleming da infarto...
 

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#246 Tom

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Inviato 05 aprile 2019 - 22:33

Carl Franklin, classe 1949, regista di classe per la tv (tra le tante si e' alternato nientemeno che con David Fincher alla regia della prima stagione di Mindhnuter), ha lasciato un segno anche nel cinema con una bella trilogia di noir, per altro tre film totalmente diversi uno dall'altro. 
 
one-false-move-cinema-quad-movie-poster-
 
Qualcuno sta per morire (per una volta un titolo italiano piu' suggestivo di quello originale One False Move) del '92 e' uno dei migliori noir degli anni 90, e lo dico considerando i 90 un periodo d'oro per il genere. Franklin intreccia una parte noir glaciale (memorabile il massacro iniziale) a un'altra sentitamente romantica, precorrendo le geometrie rurali di Fargo e il senso di tragedia di Soldi sporchi di Raimi, di cui per altro metteva insieme gli stessi grandiosi attori protagonisti, Billy Bob Thorton e il povero Bill Paxton.
 
devil-in-a-blue-dress-cinema-quad-movie-
 
Quasi allo stesso livello, ma di tutt'altro genere, tre anni dopo Devil in a Blue Dress, perfetto hard boiled chandleriano ambientato negli anni 50, anche se non manca la scheggia tarantiniana allora d'obbligo: il solitamente melenso Don Cheadle nella fulminante parte del killer tossico. La particolarita' e' un protagonista nero (Denzel Washington), con tutte le amare implicazioni razziali che in quello scenario storico poteva avere la cosa. Franklin e' nero e la sfumatura razziale era importante anche nel film precedente.  
 
Out-Of-Time3.jpg
 
Mi e' venuto voglia di scrivere di Franklin perche' stasera ho visto quasi per caso Out of Time del 2003, sempre con Denzel Washington, e ho scoperto che aveva tirato fuori un terzo gioiello nel genere. Non all'altezza dei primi due, ma assolutamente riuscito nel suo. Stavolta l'omaggio e' al noir anni 40, con un protagonista in lotta contro il tempo in stile Il tempo si è fermato di John Farrow o Johnny O'Clock di Robert Rossen. O Nick of Time di Badham, volendo citare un film piu' recente dai medesimi riferimenti. Il titolo non si riferisce solo alla mancanza di tempo del protagonista, ma anche allo stile fuori da ogni moda del film, ben sintetizzato dai titoli di testa stile anni 60. Molto divertente e intelligente.


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#247 Tom

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Inviato 15 maggio 2019 - 22:21

1.jpg

 

2019 The Highwaymen di John Lee Hancock

Un bel film, il cui valore non e' dato dalla somma delle parti, ma da alcune sfumature che impreziosiscono l'insieme. Nel senso che regia, fotografia, sceneggiatura, ricostruzione storica sono tutte di livello (la generica colonna sonora non e' un granche', invece), ma il tutto non sarebbe niente di particolare senza un paio di elementi: il tono lento e crepuscolare con cui tutto e' raccontato e la magnifica accoppiata formata da un Kevin Costner con la panza improvvisamente invecchiato e un Woody Harrelson che, da sempre perfetto a fare il biascicone con lo sputazzo in canna, fa faville nella parte del vecchio decrepito. Ne esce fuori un noir-gangster-western fuori dal tempo che riempie bene le sue due ore e passa di durata.

Il film narra della caccia a Bonnie e Clyde ribaltando la consueta simpatia verso la coppia criminale, magari esagerando in senso opposto, mostrandoceli come dei gelidi e spietati Natural Born Killers (ah, vedi un collegamento con Harrelson a cui non avevo fatto caso). Gli autori giocano intelligentemente con il ricordo del film di Penn e della coppia Beatty / Dunaway, tenendo fuori campo e "fantasmizzando" i due criminali per tutto il film, fino al "colpo di scena" finale, quando

Spoiler
 


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#248 Tom

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Inviato 13 agosto 2019 - 15:48

Chi-e-senza-colpa-Tom-Hardy-foto-dal-fil

 

2014 The Drop di Michael R. Roskam con Tom Hardy, Noomi Rapace, James Gandolfini, Matthias Schoenaerts

L'avevo visto un paio d'anni fa e mi era piaciuto, ma rivedendolo per caso ieri sera mi e' piaciuto ancora di piu'. A riguardarlo si notano sottigliezze e sfumature, soprattutto nell'interprertazione di Hardy, che al primo giro non si notano. Lehane si conferma scrittore e sceneggiatore di alta filmabilita'.


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#249 Harry Caul

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Inviato 13 agosto 2019 - 16:29

Visto anch'io, ottimo, Tom Hardy grandissimo, anche senza far nulla, è uno di quegli attori che riempie lo schermo.
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#250 Tom

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Inviato 17 settembre 2019 - 09:29

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2017 Lowlife Ryan Prows
Low-budget, truce ed efficace. Un noir-thriller corale ad incastri temporali, sullo sfondo dell'ormai consueto inferno al confine tra America e Messico, direi ufficialmente il "Vietnam" della nostra epoca. Non sono sicuro quanto mi piaccia veder tarantineggiare e coenizzare su certi argomenti molto pesi (schiavismo sessuale, traffico di organi), gli stessi Tarantino e Coen non lo fanno mai, ma l'esordiente Ryan Prows imita e interpreta i maestri meglio di molti altri, spiazzando lo spettatore alternando trovate surreali, realismo sociale, splatter, commedia, assestando pugni allo stomaco in certi momenti e divertendo un mondo in altri: da tenere d'occhio se fara' altro.
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#251 Harry Caul

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Inviato 23 settembre 2019 - 14:07

Rilancio con

BLOOD TIES - La legge del sangue  di Guillaume Canet -  2013

 

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Guillame Canet in Francia è molto conosciuto, è uno dei migliori attori su piazza, un valente regista (Non dirlo a nessuno, Piccole Bugie tra Amici) e per sovrappiù è pure il marito della splendida Marion Cottilard.

Questo è il suo quarto film da regista, remake di un poliziesco francese di cui era protagonista, il primo in trasferta americana girato grazie all'interessamento di James Gray anche coautore dello script.

E proprio il regista americano di Little Odessa e I Padroni della Notte sembrerebbe il riferimento evidente dell'opera ma il buon Canet evita l'aria cupa da tragedia greca e l'apologo sulla malvagità del mondo tipiche di Gray e adotto anzi un taglio da polar, secco e senza enfasi, asciugando mirabilmente sia i momenti  più tesi e concitati (compreso il bel finale alla Carlito's Way) sia quelli più lenti e introspettivi col risultato di portare a casa un'opera godibillissima e riuscita.

Notevole il parco attori, sia quello maschile composto da un dolente Billy Cudrup (attore quantomai sottovalutato), da un Clive Owen cool e spietatissimo e da un crepuscolare James Caan, sia quello femminile con Zoe Saldana, Mila Kunis e la Cottilard tutte in ottima forma.

Quello che si dice un bel crime movie.

Voto: 7,5/10

 


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#252 Harry Caul

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Inviato 23 settembre 2019 - 14:25

Aggiungo che il personaggio di Clive Owen è forse il più riuscito della pellicola, ha la dirittura morale di un serpente, non va in cerca della redenzione, ammazza, mena e intrallazza senza nessun patema ma proprio per questo è credibile e alla fin fine quasi simpatico.


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#253 Tom

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Inviato 23 settembre 2019 - 19:26

Da un po' di tempo mi sto sparando un po' di noir degli ultimi anni che avevo mancato, ma devo dire che sto beccando parecchie delusioni, se non proprio dei veri e propri pacchi pieni di roba fumante. Farei meglio a rivedere, appunto, film come Blood Ties, di cui ricordo solo che pure a me era sembrato un filmone sottostimato.

 

Una delle poche promesse mantenute...

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2013 The Iceman Ariel Vromen

Glaciale (ah!) ricostruzione dell'allucinante carriera criminale di Richard Kuklinski, prima killer per un gangster e poi libero professionista in coppia con un socio, interpretato da Chris "Capt America" Evans, irriconoscibile sotto i baffoni e capelloni. Il "bello" e' che, nonostante le efferatezze che vediamo commettere con grigio spirito impiegatizio, il film pare edulcori parecchio le nefandezze del suo protagonista, descrivendolo anche come un padre ben migliore di quello che pare fosse.

Il mix tra storia familiare, criminale e sociale urla "Scorsese" dalla prima all'ultima inquadratura, ma per quanto sia tutto fatto per benino siamo lontanti dalla capacita' del maestro di destabilizzare lo spettatore trascinandolo negli stordimenti dei suoi personaggi. A sollevare il film dalla media e' l'interpretazione riempi-schermo di Micheal Shannon, che qui appare ancora piu' enorme e inquietante di quanto non appaia gia' di solito, col suo metro e 90 e il suo faccione da Frankestone. 


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#254 bluetrain

bluetrain

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Inviato 25 settembre 2019 - 14:02

 A sollevare il film dalla media e' l'interpretazione riempi-schermo di Micheal Shannon, che qui appare ancora piu' enorme e inquietante di quanto non appaia gia' di solito, col suo metro e 90 e il suo faccione da Frankestone. 

 

E, aggiungerei, dalla presenza di una serie di comprimari di lusso: a parte il già citato Chris Evans (che incredibilmente, dismessi i panni del supereroe, dimostra non solo di non avere la monoespressione un po’ ebete alla Ridge di Beautiful, ma di essere addirittura bravino), un formidabile Ray Liotta, un sempre ottimo James Franco (che purtroppo fa poco più di un cameo), della comunque più che dignitosa Winona Ryder. Forse un po’ fuori ruolo David Schwimmer (il Ross di “Friends”: per quanto ce la metta tutta, non ce l’ha proprio la faccia dello spietato scagnozzo al soldo dei mafiosi).

Visto ieri sera, non un capolavoro, ma comunque un film più che buono, a cui non riesco a trovare difetti evidenti.


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#255 Tom

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Inviato 21 novembre 2019 - 09:29

Asher-filmjpg.jpg

 

2018 Asher

di Michael Caton-Jones con Ron Perlman, Famke Janssen, Marta Milans, Jacqueline Bisset, Richard Dreyfuss

 

Indie-noir prevedibile come un semaforo, almeno per gli appassionati, eppure molto carino e gradevole. Il modesto veterano Michael Caton-Jones ("Rob Roy" forse il suo titolo meno anonimo) ha un tardivo soprassalto di artisticita' e dirige guardando chiaramente al Jim Jarmusch di "Ghost Dog", dal cui esempio tenta di modulare il ritmo "blues" e il tono impassibile. I risultati non sono paragonabili, ma quel poco che becca basta a rendere la pellicola superiore alla deprimente media attuale di prodotti di seconda fascia come questo. Riuscita in particolare la commistione di base: e' la solita storia di killer professionisti, ma stavolta della mafia ebrea e immersa in una New York alla Woody Allen.

Il film lo fa chiaramente quasi tutto Ron Perlman, che giganteggia dall'inizio alla fine, e coi suoi quasi 70 anni e il suo faccione neandertaliano riesce comunque a essere affascinante e cool. Qui seduce la faccia gommosa e tutta spigoli di Famke Janssen (la Fenice dei primi X-Men), che pure trova una fragilita' che fa dimenticare l'eccessiva frequentazione del chirurgo estetico. Chiaramente nemici di quest'ultima figura, in due parti minori, portano carisma e malinconia i serenamente invecchiatissimi Richard Dreyfuss e Jacqueline Bisset, lei riesce a essere ancora quasi bella a 75 anni nella parte di una vecchia demente che si caga addosso.


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