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CONTROL il film su Ian Curtis


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156 replies to this topic

#21 Guest_eustache_*

Guest_eustache_*
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Inviato 27 maggio 2007 - 22:26

Sono certa che uscirà, magari non in tutte le città, ma uscirà!!
Non aspetto altro da un anno, non possono fare proprio ora i moralisti, del resto ci hanno propinato quella gran cosa inutile di "last days" ed anche Cobain è un suicida.
No, Curtis non può essere tagliato fuori, ne sono certa.


abche io lo aspetto. last days non lo definirei proprio una cosa inutile

#22 sibylvain

sibylvain

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Inviato 27 maggio 2007 - 22:28

Credo che il tipo di film sta volta sia nettamente diverso, niente drammatizzazione (ci spero), niente fatti poeticizzati :)
Anche se all'inizio ero contrarissima a questa mercificazione dei Joy Division, tuttosommato, forse questo film vale qualcosa di più...
  • 0

#23 Guest_eustache_*

Guest_eustache_*
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Inviato 27 maggio 2007 - 22:31

Credo che il tipo di film sta volta sia nettamente diverso, niente drammatizzazione (ci spero), niente fatti poeticizzati :)
Anche se all'inizio ero contrarissima a questa mercificazione dei Joy Division, tuttosommato, forse questo film vale qualcosa di più...


in questo sono totalmente daccordo, un film in stile free cinema inglese anni '60 (come ho già detto). anche in last days non c'era una drammatizzazione ma una trafigurazione.

#24 OldfieldReturn

OldfieldReturn

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Inviato 27 maggio 2007 - 22:38

per la cronaca io non criticavo i film ma i personaggi in questione  asd
  • 0

#25 Guest_vegeta_*

Guest_vegeta_*
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Inviato 27 maggio 2007 - 22:56


Non aspetto altro da un anno, non possono fare proprio ora i moralisti, del resto ci hanno propinato quella gran cosa inutile di "last days" ed anche Cobain è un suicida.


"Last Days" è un film sicuramente "difficile", ma a mio parere diventa più bello dopo ogni visione.

#26 iancurtis80

iancurtis80

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Inviato 27 maggio 2007 - 23:38

No, non serviva. Non è nella storia dei Joy Division essere per il "pubblico" e il gruppo (la loro vita) non è da film.
Non credo di che andrò a vederlo. Lo vedrò più in là. Fuori dai giudizi delle prime visioni.
  • 0

#27 sibylvain

sibylvain

    pivello

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Inviato 28 maggio 2007 - 12:42

Probabilmente erano nati per essere un gruppo di nicchia, sicuramente ci sarà molto da ridire sulla scelta dei personaggi (sopratutto su quello che è stato scelto per fare Ian) ma ancora non si può esserne sicuri...
  • 0

#28 Guest_eustache_*

Guest_eustache_*
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Inviato 28 maggio 2007 - 13:09

Probabilmente erano nati per essere un gruppo di nicchia, sicuramente ci sarà molto da ridire sulla scelta dei personaggi (sopratutto su quello che è stato scelto per fare Ian) ma ancora non si può esserne sicuri...


l'impressione che ho avuto dal trailer è che il film tratta i joy division esattamente come un gruppo di nicchia, non una super rock band (come in the doors di stone). questo mi fa ben sperare

#29 Francis

Francis

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Inviato 28 maggio 2007 - 13:55

Mah, secondo me invece la storia di Curtis e dei Joy Division è assolutamente meritevole di un film biografico, molto più delle pappette kolossal/agiografiche tipo The Doors di Oliver Stone o il film su Johnny Cash.

Tra l'altro, dai 4 minuti e mezzo di trailer, non mi sembra che sia una pellicola che strizzi l'occhio al grande pubblico, anzi.....(menzione speciale per gli attori scelti che sono UGUALI ai musicisti).

Ora, la speranza principale è che nessuno OSI fare il doppiaggio, rovinando i toni sommessi e glaciali dei dialoghi con la melodrammaticità tipica dei nostri doppiatori.
  • 0

#30 Guest_Cannibal Ox_*

Guest_Cannibal Ox_*
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Inviato 28 maggio 2007 - 15:31


Ora, la speranza principale è che nessuno OSI fare il doppiaggio, rovinando i toni sommessi e glaciali dei dialoghi con la melodrammaticità tipica dei nostri doppiatori.


E già che ci sono, per la versione italiana cloneranno Ian Curtis cosicchè possa ridoppiare il suo personaggio asd

#31 Jules

Jules

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Inviato 28 maggio 2007 - 15:46

Effettivamente L'amore diviso è forte...strano che non esista ancora un film con quel titolo..
  • 0

#32 nim

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Inviato 03 giugno 2007 - 20:17

O anche "Divisioni d'amore"  asd
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#33 nim

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Inviato 05 giugno 2007 - 18:30

Comunque Control sarà in programmazione a Roma durante le anteprime (7-13 giugno) del Festival di Cannes ai cinema Alcazar e Nuovo Sacher.

  • 0

#34 Guest_Noir_*

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Inviato 08 giugno 2007 - 14:44

Mah, secondo me invece la storia di Curtis e dei Joy Division è assolutamente meritevole di un film biografico, molto più delle pappette kolossal/agiografiche tipo The Doors di Oliver Stone o il film su Johnny Cash.

Tra l'altro, dai 4 minuti e mezzo di trailer, non mi sembra che sia una pellicola che strizzi l'occhio al grande pubblico, anzi.....(menzione speciale per gli attori scelti che sono UGUALI ai musicisti).

Ora, la speranza principale è che nessuno OSI fare il doppiaggio, rovinando i toni sommessi e glaciali dei dialoghi con la melodrammaticità tipica dei nostri doppiatori.

quoto


#35 nim

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Inviato 10 giugno 2007 - 11:12

L??ho visto ieri sera al cinema, in lingua originale. A me è piaciuto un sacco, è un film molto riuscito, per svariati motivi. E?? un film lontano anni luce dal film di Stone sui Doors: tanto quello era spettacolare, estetizzante, barocco, visionario, qui abbiamo il bianco e nero, dialoghi banalmente quotidiani, recitazione scarna e quasi teatrale (su tutti mostruosa la Morton, la moglie di Ian nel film), nessun ammiccamento al pubblico. E?? un dramma borghese, in cui domina il problematico matrimonio di Curtis (la sceneggiatura è tratta dal libro biografico della moglie, che è anche co-produttrice) e il tetro sobborgo di Manchester dove si svolge praticamente tutto il film, che tra l??altro è girato quasi tutto in interni.
Stupende le scene dei live, tutte in piccoli club, forse la cosa migliore del film, bravo l??attore, praticamente identico.



Spoiler






Il film non è la storia dei Joy Division ma la storia di Curtis, dall??adolescenza fino al maggio ??80, dove il gruppo è ??solamente? una degli aspetti della vita del protagonista. Anzi il tema dominante del film è la malattia di Ian, l??epilessia, e i suoi tentativi ?? vani ?? di riuscire a ??controllarla?, a conviverci. Da qui, oltre che ovviamente dalla canzone ??she??s lost control? il titolo del film.
Mentre la storia del gruppo, molto fedele, ??classico? gruppetto di provincia di studenti, è una sorta di scalata verso il paradiso ?? l??anonimato, i fiaschi, i primi successi locali, il disco, il contratto, e poi il tour (che non avverrà mai) negli Stati Uniti, la parabola di Curtis è una discesa agli inferi, discesa che appunto comincia quando gli viene diagnosticata la malattia. Altro tema fondamentale del film è quello dell??impossibilità che ha il protagonista di scendere dai ??treni? che prende: il matrimonio, la figlia, appunto la band proiettata verso la notorietà, la sua relazione extra-coniugale dal quale non riesce a liberarsi: sono tutti eventi della sua vita in cui lui si lancia all??inizio con entusiasmo (è lui che decide di sposarsi presto e di avere un figlio, è lui che cerca di entrare nella band, è lui che cerca la giornalista-amante) ma che poi non riesce ad abbandonare quando non ne può più, perché ??devono? far parte della sua vita per forza, e di cui lui ha invece perso il ??controllo?.
Le uniche scene del film che non mi hanno molto convinto: Debbie (la moglie di Ian) scopre che il marito ha un??altra rovistando tra le sue carte e notando il numero di telefono di Annik, la giornalista belga, il tutto condito dal sottofondo di ??Love will tear us apart?: una scena troppo scontata e quasi da fiction;
l??altra, l??unica molto simile al film sui Doors di Stone, quando i JD devono esibirsi all BBC: il conduttore raccomanda di non dire stronzate in diretta, gli altri ci scherzano sopra, dicendo tipo ??ma culo è una parolaccia?? e il conduttore dice sì, e allora il bassista rilancia dicendo ??e grande cazzo di cane è una parolaccia?? etc.. La scena è divertente ma troppo simile al film dei Doors (dove veniva chiesto al gruppo di modificare un verso di ??Light my fire? perchè osceno e Morrison rilanciava etc).
L??unico che sembra piombato dritto dritto da Hollywood è l??attore che interpreta il manager dei JD, ha una recitazione completamente diversa dagli altri, ma probabilmente così era il suo personaggio: fa sbellicare dalle risate ogni volta che parla, comunque.



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#36 corey

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Inviato 11 giugno 2007 - 09:57

a me invece non ha entusiasmato. difetta di sottrazione ed eccede in autocoscienza, per usare una formula che vuol dire poco o nulla. di fatto mi ha spesso lasciato indifferente, raramente divertito, sostanzialmente annoiato.
la tela è quella di un biopic abbastanza tradizionale ma con sfumature sulfuree e grigiastre. mi ha evocato svariati riferimenti cinematografici (garrel, molto vagamente alan clarke, addirittura qualcosa di impalpabilmente bertolucciano) e deliziato gli occhi per alcune immagini di innegabile talento visivo. potabile ma nulla di più (sulle performance musicali non mi pronuncio perché filologicamente impreparato, anche se mi sono sembrate piuttosto convincenti). ovviamente rispetto alle cagate uscite ultimamente sui vari ray charles, johnny cash e edith piaf qui siamo su un altro pianeta, Control un suo perché ce l'ha senz'altro. la morton è davvero stratosferica, impossibile non esserne irretiti.
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i periti hanno dimostrato che non vi è alcuna certezza.

#37 Guest_eustache_*

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Inviato 11 giugno 2007 - 12:04

a me invece non ha entusiasmato. difetta di sottrazione ed eccede in autocoscienza, per usare una formula che vuol dire poco o nulla. di fatto mi ha spesso lasciato indifferente, raramente divertito, sostanzialmente annoiato.
la tela è quella di un biopic abbastanza tradizionale ma con sfumature sulfuree e grigiastre. mi ha evocato svariati riferimenti cinematografici (garrel, molto vagamente alan clarke, addirittura qualcosa di impalpabilmente bertolucciano) e deliziato gli occhi per alcune immagini di innegabile talento visivo. potabile ma nulla di più (sulle performance musicali non mi pronuncio perché filologicamente impreparato, anche se mi sono sembrate piuttosto convincenti). ovviamente rispetto alle cagate uscite ultimamente sui vari ray charles, johnny cash e edith piaf qui siamo su un altro pianeta, Control un suo perché ce l'ha senz'altro. la morton è davvero stratosferica, impossibile non esserne irretiti.


lo vedo venerdì.io pensavo molto free cinema inglese, ma se mi tiri fuori il nome di garrel (il migliore regista francese contemporaneo insieme a civeyrac e guirodie) accresce (se possibile) il mio interesse

#38 corey

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Inviato 11 giugno 2007 - 13:49


a me invece non ha entusiasmato. difetta di sottrazione ed eccede in autocoscienza, per usare una formula che vuol dire poco o nulla. di fatto mi ha spesso lasciato indifferente, raramente divertito, sostanzialmente annoiato.
la tela è quella di un biopic abbastanza tradizionale ma con sfumature sulfuree e grigiastre. mi ha evocato svariati riferimenti cinematografici (garrel, molto vagamente alan clarke, addirittura qualcosa di impalpabilmente bertolucciano) e deliziato gli occhi per alcune immagini di innegabile talento visivo. potabile ma nulla di più (sulle performance musicali non mi pronuncio perché filologicamente impreparato, anche se mi sono sembrate piuttosto convincenti). ovviamente rispetto alle cagate uscite ultimamente sui vari ray charles, johnny cash e edith piaf qui siamo su un altro pianeta, Control un suo perché ce l'ha senz'altro. la morton è davvero stratosferica, impossibile non esserne irretiti.


lo vedo venerdì.io pensavo molto free cinema inglese, ma se mi tiri fuori il nome di garrel (il migliore regista francese contemporaneo insieme a civeyrac e guirodie) accresce (se possibile) il mio interesse


il free cinema lo conosco pochissimo, quindi è anche probabile ci sia a palate e che non me ne sia minimamente accorto. garrel l'ho percepito qua e là, forse anche (scioccamente) nella somiglianza di Annik (Alexandra Maria Lara) con Clotilde Hesme. magari è una mezza allucinazione e non c'entra nulla, non lo escluderei. quanto al cinema di philippe garrel, diamine, chiunque non sia esente dai travagli dell'intelligenza lo adora. personalmente venero tutto quello che sono riuscito a vedere dell'autore di j'entends plus la guitare e la naissance de l'amour. comuqnue diffida di quello che dico perché ho un modo tutto mio di vedere il cinema e di concepire riferimenti intertestuali, somiglianze, analogie e quant'altro. probabilmente non c'era neanche bisogno di dirlo, ma così mi sembra tutto più chiaro. figurati che in un dato momento ho pensato addirittura allo skolimowski di deep end. forse la mia immaginazione aveva preso il volo...
la cosa che personalmente non mi ha convinto in definitiva è che questi piccoli (e preziosi certo) richiami cinematografici restino per così dire in superficie e non lavorino il cuore del film, che rimane intatto nella sua "anonimità" stilistica. donde la noia. sono impressioni un po' casuali e improvvisate, il film merita senz'altro una seconda visione e uno sguardo più attento. intanto mi sono limitato ad esprimere una valutazione complessiva che sento sostanzialmente solida.
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#39 nim

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Inviato 11 giugno 2007 - 18:01



a me invece non ha entusiasmato. difetta di sottrazione ed eccede in autocoscienza, per usare una formula che vuol dire poco o nulla. di fatto mi ha spesso lasciato indifferente, raramente divertito, sostanzialmente annoiato.
la tela è quella di un biopic abbastanza tradizionale ma con sfumature sulfuree e grigiastre. mi ha evocato svariati riferimenti cinematografici (garrel, molto vagamente alan clarke, addirittura qualcosa di impalpabilmente bertolucciano) e deliziato gli occhi per alcune immagini di innegabile talento visivo. potabile ma nulla di più (sulle performance musicali non mi pronuncio perché filologicamente impreparato, anche se mi sono sembrate piuttosto convincenti). ovviamente rispetto alle cagate uscite ultimamente sui vari ray charles, johnny cash e edith piaf qui siamo su un altro pianeta, Control un suo perché ce l'ha senz'altro. la morton è davvero stratosferica, impossibile non esserne irretiti.


lo vedo venerdì.io pensavo molto free cinema inglese, ma se mi tiri fuori il nome di garrel (il migliore regista francese contemporaneo insieme a civeyrac e guirodie) accresce (se possibile) il mio interesse


il free cinema lo conosco pochissimo, quindi è anche probabile ci sia a palate e che non me ne sia minimamente accorto. garrel l'ho percepito qua e là, forse anche (scioccamente) nella somiglianza di Annik (Alexandra Maria Lara) con Clotilde Hesme. magari è una mezza allucinazione e non c'entra nulla, non lo escluderei. quanto al cinema di philippe garrel, diamine, chiunque non sia esente dai travagli dell'intelligenza lo adora. personalmente venero tutto quello che sono riuscito a vedere dell'autore di j'entends plus la guitare e la naissance de l'amour. comuqnue diffida di quello che dico perché ho un modo tutto mio di vedere il cinema e di concepire riferimenti intertestuali, somiglianze, analogie e quant'altro. probabilmente non c'era neanche bisogno di dirlo, ma così mi sembra tutto più chiaro. figurati che in un dato momento ho pensato addirittura allo skolimowski di deep end. forse la mia immaginazione aveva preso il volo...
la cosa che personalmente non mi ha convinto in definitiva è che questi piccoli (e preziosi certo) richiami cinematografici restino per così dire in superficie e non lavorino il cuore del film, che rimane intatto nella sua "anonimità" stilistica. donde la noia. sono impressioni un po' casuali e improvvisate, il film merita senz'altro una seconda visione e uno sguardo più attento. intanto mi sono limitato ad esprimere una valutazione complessiva che sento sostanzialmente solida.


Per me il film non è stilisticamente anonimo: i riferimenti sono chiari e passano dal free cinema alla fotografia di Corbijn, che è riuscito nella doppia impresa di non svendere nè Curtis e i JD nè se stesso.
I riferimenti da te citati io personalmente non li ho visti, forse solo un po' bertolucci nella primissima parte.
La pellicola è l'onesto biopic di Curtis, recitato bene, girato meglio e con scene live molto coinvolgenti: abbastanza per definire Control un ottimo film. Perchè Corbijn avrebbe dovuto perdersi dietro a citazioni metacinematografiche che tra l'altro non c'entravano niente con la storia narrata?
Poi la critica "difetta di sottrazione ed eccede in autocoscienza" non l'ho proprio capita come frase, ma a quanto pare ha poco senso anche per te.

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#40 corey

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Inviato 11 giugno 2007 - 19:01




a me invece non ha entusiasmato. difetta di sottrazione ed eccede in autocoscienza, per usare una formula che vuol dire poco o nulla. di fatto mi ha spesso lasciato indifferente, raramente divertito, sostanzialmente annoiato.
la tela è quella di un biopic abbastanza tradizionale ma con sfumature sulfuree e grigiastre. mi ha evocato svariati riferimenti cinematografici (garrel, molto vagamente alan clarke, addirittura qualcosa di impalpabilmente bertolucciano) e deliziato gli occhi per alcune immagini di innegabile talento visivo. potabile ma nulla di più (sulle performance musicali non mi pronuncio perché filologicamente impreparato, anche se mi sono sembrate piuttosto convincenti). ovviamente rispetto alle cagate uscite ultimamente sui vari ray charles, johnny cash e edith piaf qui siamo su un altro pianeta, Control un suo perché ce l'ha senz'altro. la morton è davvero stratosferica, impossibile non esserne irretiti.


lo vedo venerdì.io pensavo molto free cinema inglese, ma se mi tiri fuori il nome di garrel (il migliore regista francese contemporaneo insieme a civeyrac e guirodie) accresce (se possibile) il mio interesse


il free cinema lo conosco pochissimo, quindi è anche probabile ci sia a palate e che non me ne sia minimamente accorto. garrel l'ho percepito qua e là, forse anche (scioccamente) nella somiglianza di Annik (Alexandra Maria Lara) con Clotilde Hesme. magari è una mezza allucinazione e non c'entra nulla, non lo escluderei. quanto al cinema di philippe garrel, diamine, chiunque non sia esente dai travagli dell'intelligenza lo adora. personalmente venero tutto quello che sono riuscito a vedere dell'autore di j'entends plus la guitare e la naissance de l'amour. comuqnue diffida di quello che dico perché ho un modo tutto mio di vedere il cinema e di concepire riferimenti intertestuali, somiglianze, analogie e quant'altro. probabilmente non c'era neanche bisogno di dirlo, ma così mi sembra tutto più chiaro. figurati che in un dato momento ho pensato addirittura allo skolimowski di deep end. forse la mia immaginazione aveva preso il volo...
la cosa che personalmente non mi ha convinto in definitiva è che questi piccoli (e preziosi certo) richiami cinematografici restino per così dire in superficie e non lavorino il cuore del film, che rimane intatto nella sua "anonimità" stilistica. donde la noia. sono impressioni un po' casuali e improvvisate, il film merita senz'altro una seconda visione e uno sguardo più attento. intanto mi sono limitato ad esprimere una valutazione complessiva che sento sostanzialmente solida.


Per me il film non è stilisticamente anonimo: i riferimenti sono chiari e passano dal free cinema alla fotografia di Corbijn, che è riuscito nella doppia impresa di non svendere nè Curtis e i JD nè se stesso.
I riferimenti da te citati io personalmente non li ho visti, forse solo un po' bertolucci nella primissima parte.
La pellicola è l'onesto biopic di Curtis, recitato bene, girato meglio e con scene live molto coinvolgenti: abbastanza per definire Control un ottimo film. Perchè Corbijn avrebbe dovuto perdersi dietro a citazioni metacinematografiche che tra l'altro non c'entravano niente con la storia narrata?
Poi la critica "difetta di sottrazione ed eccede in autocoscienza" non l'ho proprio capita come frase, ma a quanto pare ha poco senso anche per te.


che dire? abbiamo visto film diversi. non metto in dubbio tu abbia ragione e che il tuo punto di vista sia assolutamente pertinente (senz'altro più del mio, che è del tutto improvvisato), solo che a me non ha entusiasmato. forse perché non ho colto i riferimenti giusti e forse perché non conosco bene né la figura di corbijn né la musica dei jd. è probabile che abbia applicato codici eccentrici e sballati a un film che ne richiedeva altri. resta il fatto che secondo me il film non è un granché. guardabile e apprezzabile in alcuni momenti ma sostanzialmente non mi è parso questo capo d'opera. piacerà senza dubbio a molti e questo per me non è affatto un problema o una preoccupazione.
però a dire il vero non comprendo l'ostilità nei confronti di chi esprime idee e opinioni magari un po' balorde e raccogliticce (non sostengo che le mie siano di natura diversa da quella appena esposta), ma che vengono presentate come tali e non come citazioni di verità o sentenze altisonanti. io non la penso come te e non ho trovato Control "un ottimo film". poi provo ad argomentare come meglio mi riesce o come mi va di fare in quel momento, ma quello che mi sembra fondamentale è che non si stigmatizzi chi la pensa e si esprime diversamente. se tu l'hai trovato un ottimo film e lo motivi dicendo che è "recitato bene, girato meglio e con scene live molto coinvolgenti" mica me la prendo perché la pensi diversamente da me e adoperi espressioni che io non impiegherei. bon!
quanto alle presunte "citazioni", non ho usato questo termine. ho parlato di riferimenti. il termine che avrei voluto e dovuto usare sarebbe stato "stilemi", vale a dire elementi di stile. ma sarei senz'altro andato incontro ad accuse di tecnicismo, così ho ripiegato sul più ordinario "riferimenti", andando evidentemente incontro al fraintendimento. e quanto ai suddetti stilemi, un cineasta può utilizzarli a prescindere dalle citazioni che avrebbero attinenza con la storia narrata, dal momento che appartengono ad un livello semantico superiore, ovvero quello del linguaggio. ciò non toglie che anche su questi io possa aver equivocato, cosa che del resto ho immediatamente precisato. resta il fatto che se a qualcun altro durante la visione venissero in mente i "cinemi" che sono venuti in mente a me forse dal solipsismo si potrebbe passare al dialogo anche su questi punti. ho messo carne al fuoco insomma. troppa? può darsi.
la formula che mi contesti non è che sia un granché, lo ammetto. tuttavia se la leggi alla luce delle mie affermazioni ti sembrerà meno crptica di quanto appare a prima vista. quel "difetta di sottrazione" (dal mio punto di vista ovviamente) si riferisce al fatto che la vicenda rappresentata spesso assume accenti drammatici e melodrammatici che cozzano con altri momenti più "soffocati" e "abrasivi" (sono quelli che mi sono piaciuti di più, come l'inquadratura finale, il primo incontro tra ian e debbie, il momento in cui ian esce dal reparto di ostetricia per fumarsi la sigaretta, il dialogo in camera con annik, quello del blue city per intenderci). la mia impressione insomma è stata che nei momenti in cui toglie corbjin raggiunge maggiore intensità estetica, cosa che invece non ottiene rappresentando direttamente e "frontalmente" altre situazioni (che non cito per non spoilerare). sicché "difetta di sottrazione", inaspettatamente, un suo senso ce l'ha. "eccede in autocoscienza" illustra lo stesso limite del film, ma dalla parte opposta, nel senso che una rappresentazione rabbiosa, impetuosa, veemente della vicenda è inibita da una consapevolezza nella gestione delle emozioni che  ne impedisce il libero dipanarsi. la messa in scena, insomma, è eccessivamente controllata per abbandonarsi alla completa adesione con la materia rappresentata. spero di essere stato sufficientemente involuto :-)
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