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[Monografia] Ridley Scott


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233 replies to this topic

#221 Stephen

Stephen

    Wannabe the Night Meister

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Inviato 16 maggio 2017 - 12:58

Ridley dietro la macchina da presa però ha ancora la sua da dire


Preciso che purtroppo non ha mai avuto altro da dire asd visto che avrebbe diretto anche le sceneggiature di Muk e Simon se gliele avessero mandate.
  • 0

E un passo di quella danza era costituito dal tocco più leggero che si potesse immaginare sull'interruttore, quel tanto che bastava a cambiare...

... adesso

e la sua voce il grido di un uccello

sconosciuto,

3Jane che rispondeva con una canzone, tre

note, alte e pure.

Un vero nome.


#222 cinemaniaco

cinemaniaco

    Classic Rocker

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Inviato 16 maggio 2017 - 14:18

apriteci il topic o finirà che quando lo apriranno con i loro tempi biblici i redattori la discussione si sarà esaurita e nessuno avrà voglia di ripetersi. la recensione di ondacinema c'è

io spero di riuscire a vederlo entro questa settimana
  • 0

#223 ucca

ucca

    CRM

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Inviato 16 maggio 2017 - 14:33

Se vedo un altro film in cui c'è uno/a che scivola sul sangue comincio a smadonnare in sala.

 

Comunque a me non è dispiaciuto (Alien: Covenant), malgrado la sceneggiatura scritta dalle scimmie e i personaggi tagliati a dir poco con l'accetta. Ridley dietro la macchina da presa però ha ancora la sua da dire, poco da fare; e infatti secondo me è proprio lui a salvare il tutto, dirigendo bene anche il cast.

 

ma perchè quello che sceso su un pianeta sconosciuto si mette ad annusare i funghi? o quell'altro che si apre un bocciolo e si ostina (dopo 5 puntate precedenti) a metterci la testa dentro?


  • 0

https://www.facebook...sychomusicband/

 

Mettere su un gruppo psichedelico a 40 anni.


#224 nobody

nobody

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Inviato 20 maggio 2017 - 09:27

Secondo me il grande problema di "Alien Covenant" è che non fa paura.


  • 3

#225 Reynard

Reynard

    Gummibaerchensuechtig

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Inviato 22 maggio 2017 - 15:48

 "invalidando" in particolar modo l'Aliens di Cameron 

Spoiler

 

Comunque ribadisco il mio giudizio: cagatina.


  • 0
La firma perfetta dev'essere interessante, divertente, caustica, profonda, personale, di un personaggio famoso, di un personaggio che significa qualcosa per noi, riconoscibile, non scontata, condivisibile, politicamente corretta, controcorrente, ironica, mostrare fragilità, mostrare durezza, di Woody Allen, di chiunque tranne Woody Allen, corposa, agile, ambiziosa, esperienzata, fluente in inglese tedesco e spagnolo, dotata di attitudini imprenditoriali, orientata alla crescita professionale, militassolta, automunita, astenersi perditempo.

#226 eastwood

eastwood

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Inviato 22 maggio 2017 - 22:55

Secondo me il grande problema di "Alien Covenant" è che non fa paura.


Quoto in pieno. L'alieno è mostrato troppo e per ovvie ragioni il pathos del capostipite va a farsi benedire. In realtà i problemi del film mi sembrano comunque altri rispetto al livello di paura provocato
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#227 Tom

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Inviato 22 maggio 2017 - 23:05

 

 "invalidando" in particolar modo l'Aliens di Cameron 

Spoiler

 

 

Non credo proprio. Anche se non credo alla teoria che voglia consapevolmente tagliarli fuori dal "canone" della saga, a Scott non gliene frega niente degli Alien successivi al suo. Non ha mai nascosto anzi il fastidio per il sovvertimento estetico dell'Aliens di Cameron rispetto al primo film (curioso che poi Scott fara' un cinema piu' simile a quello di Aliens che non di Alien). Si riallaccera' solo al primo e buonanotte.

 

Poi io sogno che non si ricolleghi a un bel nulla e crei una trilogia autonoma, ma so di sognare invano.


  • 0

#228 cinemaniaco

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Inviato 03 dicembre 2017 - 10:48

trova l'intruso ashd




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#229 Tom

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Inviato 03 dicembre 2017 - 11:11

asd

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Alcune considerazioni sparse:

 

1. La Williams che fa la mamma dolente di un figlio gia' adulto mi fa sentire vecchissimo

 

2. dai/l trailer sembra un thriller, ma essendo cronaca nera nostrana ben nota mi chiedo che razza di suspence possa avere il tutto.

 

3. i luoghi comuni cromatici con cui gli americani (Scott e' inglese, lo so - non cambia) sembrano esserci tutti, a cominciare quindi dal filtro giallino per i paesi latini.

 

4. considerando il punto 3 e che anche li' si parlava di ricchi vs "poveri" e anglossassoni vs latini, mi e' venuta la strana idea che potrebbe essere la versione nera e drammatica di..."Un'ottima annata". Che poi li', almeno, il reparto figa era di gran livello. 


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#230 cinemaniaco

cinemaniaco

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Inviato 12 gennaio 2019 - 11:02

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curioso, nel 2018 sono usciti un film e una serie tv sul rapimento getty, entrambi lavori di due registi inglesi – rispettivamente, ridley scott e danny boyle – eppure pur essendo quasi sovrapponibili nelle vicende narrate, due prodotti così diversi. non è tanto il differente medium a renderli diversi quanto la “mano”, il registro del regista: la serie tv adotta un registro sopra le righe e grottesco, focalizzandosi molto sulle eccentricità da miliardario alla howard hughes; il film invece ha lo stile del suo regista, quindi serio, cupo (nei colori e nei toni), sobriamente realistico, indubbiamente più convenzionalmente hollywoodiano con nessun accenno al sesso e pochissimi rimandi alla droga (non a caso il personaggio di getty jr rimane fuori scena). qual è il migliore? è una questione di affinità personali, secondo me: personalmente non ho concluso la visione della serie tv e ho apprezzato abbastanza il film, in linea di massima mi sento più affine a scott che a boyle. ma entrambi i prodotti hanno pro e contro

all the money in the world ha gli stessi limiti di molti film dello scott degli ultimi 20 e più anni in forza all’industria hollywoodiana. da una parte c’è l’autore, che porta avanti un proprio discorso sia estetico che contenutistico, dall’altra c’è il professionista, poco interessato a mettersi contro l’industria. e così anche questo film è stretto tra stereotipi hollywoodiani (vedasi la figura del mafioso “buono” o “redento” che aiuta paul; il discorso deus ex machina di chace a getty sr con il quale ottiene i soldi del riscatto facendo leva sul moralismo da favola per cui anche i “cattivi” alla fine della storia hanno un cuore… e poi ovviamente muoiono) e ambizioni autoriali, perché con questo film scott porta avanti la tendenza nichilista sempre presente sin dall’inizio nel suo cinema, ma che è emersa ancor più prepotentemente nell’ultimo decennio (con il capolavoro della vecchiaia che è the counselor). la battuta chiave del film l’hanno messa in bocca ad un brigatista, il quale risponde all’obiezione “politica” di chace (“pensavo che voi foste superiori al denaro”) con la frase: “nessuno è al di sopra del denaro”. comunisti, capitalisti, musulmani (da tenere a mente anche l’episodio iniziale in arabia saudita), giornalisti, mafiosi, le puttane: nessuno è al di sopra del denaro. il denaro è il grande burattinaio che muove i fili di ciascuno, in un mondo freddo e costantemente dominato dalle ombre. questa visione è parzialmente anestetizzata da uno svolgimento convenzionale che tende poi ad “eroicizzare” alcune figure, come quella di gail harris, ma alla fine scott non enfatizza neppure lo scontro tra il vecchio satiro avaro e la giovane “povera” ma forte donna/madre

in italia il film è stato parecchio criticato per la rappresentazione del nostro paese. roma è quella cristalizzata da fellini nell’immaginario mondiale privata però del surrealismo, con il suo caos babilonico, i paparazzi in vespa e le mignotte pasoliniane. in verità roma si vede davvero poco, in un film dominato da ombre, colori scuri, dalla notte. i mafiosi oscillano tra la rappresentazione da “contadino con la lupara” (per i criminali “semplici”) e quella cool hollywoodiana (per i boss). ma non ho trovato nessuno di questi stereotipi cinematografici particolarmente irritante, francamente dagli americani ho visto di peggio

ancora una parola sulla piccola grande impresa , o forse scommessa, di scott nella lavorazione di questo film: rigirare una ventina di scene in 8 giorni per sostituire christopher plummer ad un kevin spacey caduto in disgrazia nel ciclone metoo. missione più che riuscita: plummer era la prima scelta di scott per il ruolo (del resto getty aveva 80 anni ai tempi del fatto, plummer ne aveva 88, mentre spacey ne aveva 58 ed era stato invecchiato di quasi 30 anni), kevin spacey era stata una imposizione dei produttori che poi senza pensarci troppo ci hanno messo tre secondi a dare l’okay a scott per i reshoots e a mettere sul piatto altri 10 milioni di dollari (a proposito di business e denaro…). dopo aver visto plummer faccio fatica ad immaginarmi spacey nel ruolo – in effetti troppo giovane – ma soprattutto la sua è una interpretazione all’altezza di quella di donald sutherland nella serie tv trust, seppur anche queste due interpretazioni molto diverse, ma quasi speculari (da una parte il miliardario austero, plummer, dall’altra quello eccentrico, sutherland)
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#231 bluetrain

bluetrain

    Fourth rule is: eat kosher salamis

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Inviato 12 gennaio 2019 - 11:10

 

 

dopo aver visto plummer faccio fatica ad immaginarmi spacey nel ruolo – in effetti troppo giovane – ma soprattutto la sua è una interpretazione all’altezza di quella di donald sutherland nella serie tv trust, seppur anche queste due interpretazioni molto diverse, ma quasi speculari (da una parte il miliardario austero, plummer, dall’altra quello eccentrico, sutherland)

 

Non ho visto il film di Scott, ma uno dei motivi che mi ha fatto apprezzare la serie tv è stata l'interpretazione gigantesca di Sutherland, vero fuoriclasse. 


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#232 cinemaniaco

cinemaniaco

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Inviato 18 giugno 2019 - 12:50

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viene naturale chiedersi a distanza di parecchi anni, quando un film diventa o viene percepito come un classico. è il caso di gladiator? viene da dire tranquillamente di sì, però a rivederlo ridimensionato sul piccolo schermo non è che faccia più questa grande impressione. diciamocelo chiaramente: ha tutti i difetti del blockbusterone hollywoodiano dei nostri tempi. la scrittura è imbarazzante, di una sciatteria senza pari, immagino soprattutto a causa delle riscritture, degli intoppi di produzione (russell crowe ha detto che al momento dell'inizio delle riprese lo script non era finito, che durante la lavorazione lui stesso apportò parecchie modifiche, e che poi in seguito alla morte improvvisa di reed venne addirittura riscritto il finale). se il film ebbe il successo strepitoso che tutti ricordiamo, lo si deve alla direzione di scott - che volente o nolente ha riscritto le regole del kolossal storico: fotografia desaturata tutta grigi e blu; montaggio sincopato nelle scene di battaglia; maggiore realismo rispetto ai classici peplum; musica iconica di hans zimmer - e all'interpretazione di crowe, come dico sempre, più che un uomo, un toro

il film ha questi scarti di tono vistosi, dal melodramma serioso e pomposo kitsch in pieno stile hollywoodiano (in pratica tutto l'inizio in germania, le scene soffertone di confronto tra maximus e lucilla, il dolore di maximus) alla furia cazzara da b-movie delle lotte tra gladiatori (ancora oggi però veramente divertenti e ben coreografate) e tutto il corollario di eventi/frasi cringe (da dove inizio? dal fatto che maximus cavalca senza mangiare, bere e dormire dalla germania alla spagna e arriva alla sua casa con la cenere ancora calda del rogo? che per quanto commodo adorasse per davvero combattere nei giochi al colosseo, è totalmente privo di senso che un imperatore rischiasse la vita in un combattimento per dimostrare che cosa? di essere il più forte? già lo sei, sei l'imperatore… oppure il capovolgimento di ogni logica nel momento in cui la folla invoca a gran voce la morte di tigris delle gallie, ma maximus decide di risparmiarlo ed un secondo dopo diventa "massimo il misericordioso" per la folla schizofrenica… e vabbè grandi pagine di scrittura creativa)

i personaggi sono basici nella caratterizzazione: massimo è l'eroe per eccellenza, valoroso, onorevole, giusto, adorato dai propri commilitoni; commodo è arrogante, debole, tirannico, piagnucoloso ed ovviamente incestuoso. è un film fantastico non per le libertà storiche e le sviste linguistiche, ma perché il popolo acclama l'uomo giusto ed onorevole, con il corpo ancora caldo del povero commodo che non viene degnato di uno sguardo neanche dalla sorella ashd

nel genere che ha rilanciato per me ci sono poi stati esempi migliori (personalmente preferisco troy e il bistrattato alexander), ma resta un film godibile, uno scott che a volte preferisco nelle vesti caciarone piuttosto che in quelle seriose
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#233 Harry Caul

Harry Caul

    se ci dice bene finiamo nella merda

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Inviato 18 giugno 2019 - 14:13

Rivisto anch'io qualche mese fa, è proprio un filmaccio eh, concordo sulla netta superiorità sia dell'avventuroso, visionario, millusiano e scentrato Alexander e sia su quella del tanto bistrattato Troy che può vantare l'efficace ed elegante scrittura di David Benioff, semplicemente su altro pianeta rispetto al pasticciaccio che sorregge malamente l'opera di Scott.


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#234 username

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    granita di gelsi rossi

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Inviato 18 giugno 2019 - 14:35

Le crociate è bellissimo
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