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Pino Daniele


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209 replies to this topic

#1 Notker

Notker

    Scaruffiano

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Inviato 01 maggio 2007 - 11:53

da alcune settimane è uscito il nuovo lavoro di questo "mito" della musica pop italiana e della napoletanità; un disco ancora lontano, forse per sempre, dai fasti del taramblù, quel misto di tradizione partenopea (identificata nella tarantella) e idiomi musicali d'oltreoceano (il blues e il jazz-rock), immortalati in dischi entrati nell'immaginario collettivo della Napoli moderna che, lacerata dalla più sanguinosa guerra di camorra mai conosciuta (fine anni 70-80) e dallo stratificarsi di atavici drammi sociali, tentava di lasciarsi alle spalle la cecità della "cartolina" per affacciarsi alla modernità industriale, economica e sociale tentando di conservare, anzi ribadire le sue peculiarità e la sua ecletticità. un esperimento fallito, come tutti possono vedere.
al di là dei meriti o meno di quest'ultimo disco (leggermente più grintoso dei loffi prodotti che Pinuccio ha spacciato negli ultimi 10 anni), l'occasione potrebbe essere utile per parlare di questo artista, la figura più rappresentativa (insieme a Senese) di quel vasto movimento musicale che sdoganava la napoletanità della canzone classica per impiantarla nel jazz, nella fusion, nel rock.
un movimento variegato, che va dal jazz-rock "cafone" dei Napoli Centrale all'etnica della NCCP, dal rock'n'roll alla pummarola di Bennato alla lounge pop di Avitabile; un movimento che annovera musicisti del calibro di Esposito, Amoruso, Cercola, De Piscopo, ecc. ecc. e che attorno a Pino Daniele hanno dato vita alla cosiddetta "scuola partenopea" che ha contribuito in maniera fondamentale allo svecchiamento della canzone italiana.

listone:
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1977 - Terra mia 8,5/10
il capolavoro di Daniele, un disco nel quale il pathos cantautorale è mescolato perfettamente con gli idiomi della canzone popolare napoletana; una mescolanza che genera episodi di grande spessore artistico, di forte emozione e che, nel giro di pochi anni, diventa una sorta di colonna sonora della Napoli moderna così come O sole mio o Torna a Surriento lo erano state per la Napoli di fine 800. Canzoni come Terra mia, 'Na tazzulella 'e cafè e Napule è erano talmente rappresentative dell'epoca che non hanno faticato molto per entrare nell'umore collettivo di un'intera città, per trasmetterlo all'ascoltatore. La Napoli in cui le periferie, tanto quelle legate al porto (S. Giovanni a Teduccio, Barra, Portici e S. Giorgio) che quelle legate all'Italsider (Bagoli, Campi flegrei), riempirono le nicchie artistiche lasciate vuole dalla Napoli del centro storico, ancorata a un passato esotico ma divenuto sterile. un capolavoro, appunto.

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1979 - Pino Daniele 8/10
grazie a Senese, leader dei Napoli Centrale nei quali aveva militato come bassista, Daniele comincia a guardare a ovest e incorporare lievi elementi fusion, soprattutto per gli arrangiamenti che si arrischiscono del fender e dell'elettroacustica pur non rinunciando alle sonorità della canzone popolare. Tecnicamente è anche superiore al precedente ma mancano quei due-tre capolavori. Je so' pazzo e Je sto vicino a te sono canzoni che farebbero la fortuna di qualunque cantautore.

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1980 - Nero a metà 8/10
quando in un disco c'è una canzone come Quanno chiove non si può far altro che inginocchiarsi. il disco è bello, suonato superbamente e finalmente si delinea quella schiera di musicisti (quelli della "parlesia") che faranno la fortuna del primo Daniele, il quale finalmente approda a quella taramblù che rappresenta il maggior lascito musicale di questo cantautore.

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1981 - Vai mò 7,5/10
grazie alla hit Yes I know my way anche il grande pubblico si accorge di Pino Daniele. E' dopo l'uscita di questo disco che Daniele intraprende un tour che lo porterà in tutta Italia e che parte proprio da Napoli, proprio da piazza del Plebiscito, che per l'occasione si riempie di 200.000 ragazzi e ragazze e recupera la sua vera funzione urbanistica, ben 15 anni prima di Bassolino, anche se per una sola notte... ma una notte rimasta nella memoria di ogni giovane napoletano di allora.

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1982 - Bella 'mbriana 7,5/10
ancora un disco di grande qualità artistica; Daniele e il suo entourage vive un momento di grazia e ormai sono diventati una certezza nel panorama pop italiano. per questo disco vengono scomodati addirittura Alphonso Johnson e Wayne Shorter, inaugurando quella stagione di partecipazione di nomi di grido stranieri nei dischi italiani. Daniele per la prima volta varca i confini italiani e si fa apprezzare in tutta Europa: in Francia e Svizzera è letteralmente idolatrato (nell'83 registra un epico live per la televisione della svizzera italiana).

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1984 - Musicante 7/10
questo disco, sempre di grande fattura, ha il difetto di scorrere troppo liscio; Daniele è talmente padrone del suo taramblù che ormai non si sforza nemmeno più di tanto. la sua band suona, come sempre, da padreterno e per l'occasione annovera tra le fila nientemenoché Nana Vasconcelos, all'epoca il più grande percussionista in circolazione.

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1984 - Sciò live (live, 2cd) 8/10
questo E' il live per eccellenza di Pino Daniele; formazione in gran spolvero, canzoni strappapplausi, pubblico in delirio... insomma un successone garantito in partenza. Sull'onda di questo vasto movimento musicale, anche nel cinema (Troisi), nel teatro, e nella cultura in generale Napoli sembra vivere una stagione incredibile ed entrerà di diritto nelle pagine della storia recente, dando continuità artistica alla stagione degli Eduardo e dei Murolo.
ecco, questo live ne è la colonna sonora.


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1985 - Ferryboat 7/10
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1987 - Bonne soirée 6,5/10
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1988 - Schizzichea With Love 6,5/10
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1989 - Mascalzone latino 6/10
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1991 - Un uomo in blues 5/10
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1991 - Sotto 'o sole 6,5/10
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1993 - Che Dio ti benedica 5,5/10
Pino Daniele è ormai uno standard; i suoi dischi si susseguono con regolarità e altrettanto regolarmente regala ancora canzoni di grande emozione (Bonne soire, Jesce juorno, Anna verrà, Femmena, O ssaje comme fa 'o core, su testo di Troisi, Sicily, su musica di Corea) ma la verve blues-fusion dei dischi fino a Sciò sembra aver lasciato il posto a un pop più di maniera e che guarda a certi modelli mediterranei.

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1995 - Non calpestare i fiori nel deserto 5,5/10
l'incontro con il mentore Pat Metheny, a parte una bella tournee, purtroppo non partorisce grandi risultati artistici. questo disco che gode del sound del Metheny Group, forse pure troppo, colleziona uan serie di banalità pop che lasciano intravvedere il baratro nel quale sta per cadere Pinuccio. Sebbene canzoni come O cammello 'nnammurato, Anima e Oasi siano a loro modo dignitose e ironiche, robaccia come Io per lei, Se mi vuoi, Bambina (uno dei punti più bassi della sua carriera) fanno pensare più a un ultraquarantenne invasato che cerca di sottrarre giovanissime fan a Nek e Ramazzotti piuttosto che a uno stimato cantautore che appena 15 anni prima aveva regalato capolavori assoluti come Terra mia. c'è da rimanere senza fiato...

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1997 - Dimmi cosa succede sulla terra 4,5/10
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1999 - Come un gelato all'equatore 3/10
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2001 - Medina 4/10
senza parole... dischi del genere non dovrebbero mai vedere la luce, nemmeno sotto tortura; soprattutto se poi sopra ci stampano il nome di Pino Daniele. uno schiaffo a tutto ciò che ha fatto, a tutte le Napule è della sua carriera... ma che cazz' è fatt pinù!!? t'ammeritass nu caucio 'n culo!

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2004 - Passi d'autore 6/10
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2005 - Iguana cafè 5/10
qualcuo deve averglielo fatto notare oppure se n'è accorto da solo... fatto sta che Pino Daniele tenta, seppur goffamente, di cambiare rotta e abbandonare certe pose. per l'occasione cambia pure nome (Pino Daniele Project) ma musicalmente le cose non è che migliorino di molto. tra qualche timida sortita nel madrigale napoletano, farcita dalla perizia tecnica del Peter Erskine Trio, in fondo anche leggermente piacevole e l'obrobrio di una presleyana It's now or never (versione star&stripes di O sole mio... cose 'e pazz), insomma tra piccoli alti e grandi tonfi, Daniele cerca di ricucirsi una verginità musicale.

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2007 - Il mio nome è Pino Daniele e vivo qui 6/10
insomma, considerando la munnezza precedente, questo disco non suona proprio malvagio. Pino ancora non sa (non vuole) rinunciare del tutto a certe cazzate da pop contemporaneo che, come direbbe Di Pietro, "ma che c'azzeccano" con lui? boh... si fa fare compagnia da Giorgia (aaah... aaaaahh... aaaaahahahahahaa) e dall'Art Lounge Ensemble e confezionano 10 canzoni 10 che, sostenuti da arrangiamenti anche simpatici, propongono un mix di ritmi latini e mediterranei che, sebbene siano a tratti anche ridicoli, per lo meno tengono lontano Pinuccio da quel pop di merda alla Ramazzotti che l'aveva, chissà per quale arcana e recondiota ragione, rapito.
  • 2
« La schiena si piega solo quando l'anima è già piegata »
(Arturo Toscanini)

molti si chiedono se il pop/rock possa essere una forma d'arte musicale o meno; ebbene, lo è sicuramente... ma solo quando risponde al requisito esposto da Don Van Vliet:
« Non voglio vendere la mia musica. Vorrei regalarla, perché da dove l'ho presa non bisogna pagare per averla »

#2 norb

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Inviato 01 maggio 2007 - 13:02

wow!
perchè non trasformni il tuo bel post in una scheda (che ne pensi Claudio?)?

un mio amico al tempo lo chiamva il Prince italiano, volendone sottolineare il lato funk e pop.
  • 0

#3 Notker

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    Scaruffiano

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Inviato 01 maggio 2007 - 13:13

un mio amico al tempo lo chiamva il Prince italiano, volendone sottolineare il lato funk e pop.


curioso ma forzato accostamento. il funk sghembo di Prince si addice più a un certo Dalla che a Daniele.
il riferimento principe del sound di Daniele (almeno da Nero a metà a Non calpestare i fiori nel deserto) è Pat Metheny; se si ascoltano Pat Metheny Group, American Garage, Offramp e First Circle si rimane stupiti per quanto Daniele abbia letteralmente "saccheggiato" quei dischi.
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« La schiena si piega solo quando l'anima è già piegata »
(Arturo Toscanini)

molti si chiedono se il pop/rock possa essere una forma d'arte musicale o meno; ebbene, lo è sicuramente... ma solo quando risponde al requisito esposto da Don Van Vliet:
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#4 norb

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Inviato 01 maggio 2007 - 13:17


un mio amico al tempo lo chiamva il Prince italiano, volendone sottolineare il lato funk e pop.


curioso ma forzato accostamento. il funk sghembo di Prince si addice più a un certo Dalla che a Daniele.
il riferimento principe del sound di Daniele (almeno da Nero a metà a Non calpestare i fiori nel deserto) è Pat Metheny; se si ascoltano Pat Metheny Group, American Garage, Offramp e First Circle si rimane stupiti per quanto Daniele abbia letteralmente "saccheggiato" quei dischi.


..e più tardi quelli della Chick Corea Elektric Band da cui saccheggiò anche qualche musicista. Si, Daniele è sempre stato innamorato della fusion. Ma non avevo mai colto la similitudine tra American Garage e Nero a metà.
  • 0

#5 Notker

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    Scaruffiano

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Inviato 01 maggio 2007 - 13:20



un mio amico al tempo lo chiamva il Prince italiano, volendone sottolineare il lato funk e pop.


curioso ma forzato accostamento. il funk sghembo di Prince si addice più a un certo Dalla che a Daniele.
il riferimento principe del sound di Daniele (almeno da Nero a metà a Non calpestare i fiori nel deserto) è Pat Metheny; se si ascoltano Pat Metheny Group, American Garage, Offramp e First Circle si rimane stupiti per quanto Daniele abbia letteralmente "saccheggiato" quei dischi.


..e più tardi quelli della Chick Corea Elektric Band da cui saccheggiò anche qualche musicista. Si, Daniele è sempre stato innamorato della fusion. Ma non avevo mai colto la similitudine tra American Garage e Nero a metà.


sì e tieni conto che anche Amoruso, secondo me, era innamorato di Lyle Mays... anche più di Daniele verso Metheny.
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« La schiena si piega solo quando l'anima è già piegata »
(Arturo Toscanini)

molti si chiedono se il pop/rock possa essere una forma d'arte musicale o meno; ebbene, lo è sicuramente... ma solo quando risponde al requisito esposto da Don Van Vliet:
« Non voglio vendere la mia musica. Vorrei regalarla, perché da dove l'ho presa non bisogna pagare per averla »

#6 Guest_kobaia_*

Guest_kobaia_*
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Inviato 01 maggio 2007 - 13:22

fino a sciò li ho tutti
stupendi davvero...ne abbiamo parlato tante volte
lo amavo alla follia per tutta una serie di motivi
i primi 3 sono spettacolari
avrei dato 8.5 al secondo: ma come mancano i capolavori??  ??? ???
sono tutti capolavori
  1. Je sto vicino a te
  2. Chi tene 'o mare
  3. Basta 'na jurnata 'e sole
  4. Je so' pazzo
  5. Ninnananinnanoè
  6. Chillo è nu buono guaglione
  7. Ue man!
  8. Donna Cuncetta
  9. Il mare
  10. Viento
  11. Putesse essere allero
  12. E cerca 'e me capi'



#7 Guest_JackNapier_*

Guest_JackNapier_*
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Inviato 01 maggio 2007 - 13:29

proprio adesso ne stavo parlando con mio cugino di napoli  O_O...
Grande, Pino Daniele è stato uno degli artisti che più ho ascoltato durante la mia infanzia (prima dell'emigrazione asd)... Ho consumato all'inverosimile Terra Mia e il live "E sona mò"...
dopo, con calma mi leggo il tuo post...

[EDIT] :-[ Gagà, leggendo il tuo messaggio mi sono venute le lacrime agli occhi... Terra mia, Pino Daniele, Nero a metà... tutti dischi che ho ascoltato e riascoltato durante gli anni della mia infanzia napoletana. Leggendo questi commenti mi sono commosso...grande pino, spero che riprenda a suonare come un tempo, perché da dopo "Non calpestare i fiori del deserto" (compreso) ho odiato tutti i suoi dischi :-X

#8 Notker

Notker

    Scaruffiano

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Inviato 01 maggio 2007 - 13:52

avrei dato 8.5 al secondo: ma come mancano i capolavori??  ??? ???
sono tutti capolavori


ma certo che sono canzoni stupende! non ho scritto il contrario. è solo che le tre canzoni citate dal primo disco sono davvero diventate dei classici senza tempo; tutto qua. :)
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« La schiena si piega solo quando l'anima è già piegata »
(Arturo Toscanini)

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#9 Guest_kobaia_*

Guest_kobaia_*
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Inviato 01 maggio 2007 - 14:47

Musicalmente 'Na tazzulella 'e cafè non mi è mai piaciuta  :)
unica nota "stonata" di quel disco
hai scritto "mancano quei due tre capolavori" ( che poteva riscriverli? )e per me questi lo sono

  1. Je sto vicino a te
  2. Chi tene 'o mare
  3. Basta 'na jurnata 'e sole
  4. Je so' pazzo
 
  9. Il mare
  10. Viento
  11. Putesse essere allero
  12. E cerca 'e me capi'

questi pezzi non hanno nulla di inferiore ai tre da te citati per terra mia anche se magari non sono entrati nell'immaginario collettivo napoletano e della napoletanità
daniele guarda già oltre e meno male che avrebbe rischiato di ripetersi (anche se quel disco a dire il vero passò inosservato a molti e recuperarto più tardi sulla scia dei successivi che ebbero più diffusione radio)
non solo è tecnicamente migliore ma anche come sequenza di canzoni a mio avviso è superiore al primo: chi tene 'o mare, il mare e viento parlano del lato oscuro più introspettivo dell'animo partenopeo ( Daniele come Thomas Hardy per intenderci speriamo  :D) certamente quello meno vistoso e sguaiato della Napoli standardizzata che comunque già il primo lavoro aveva contribuito a demolire ed era ora...



#10 Notker

Notker

    Scaruffiano

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Inviato 01 maggio 2007 - 15:25

...


ho aumentato di mezzo punto, da 7.5 a 8 (non chiedermi di più :D ), il voto dato all'omonimo del 79... contento????? O_O
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« La schiena si piega solo quando l'anima è già piegata »
(Arturo Toscanini)

molti si chiedono se il pop/rock possa essere una forma d'arte musicale o meno; ebbene, lo è sicuramente... ma solo quando risponde al requisito esposto da Don Van Vliet:
« Non voglio vendere la mia musica. Vorrei regalarla, perché da dove l'ho presa non bisogna pagare per averla »

#11 Guest_JackNapier_*

Guest_JackNapier_*
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Inviato 01 maggio 2007 - 15:29


...


ho aumentato di mezzo punto, da 7.5 a 8 (non chiedermi di più :D ), il voto dato all'omonimo del 79... contento????? O_O

secondo me l'otto è perfetto. anche se odio i voti.

#12 Guest_kobaia_*

Guest_kobaia_*
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Inviato 01 maggio 2007 - 15:48

mah non so per mia natura tendo ad essere sempre insoddisfatto e scontento quindi
la mia risposta è no  :D :D

dai non era il voto in sè il motivo per discutere
alla fine i primi album si equivalgono nelle rispettive differenze
sono tutti eccezionali

da sciò in poi per me Pino Daniele è morto

Come un gelato all'equatore : che copertina tamarra!!!
non voglio sapere altro di questo disco



#13 Malato_del_vinile

Malato_del_vinile

    Roadie

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Inviato 01 maggio 2007 - 18:13

1. Je sto vicino a te
  2. Chi tene 'o mare
  3. Basta 'na jurnata 'e sole
  4. Je so' pazzo
  5. Ninnananinnanoè
  6. Chillo è nu buono guaglione
  7. Ue man!
  8. Donna Cuncetta
  9. Il mare
  10. Viento
  11. Putesse essere allero
  12. E cerca 'e me capi'

Solo 1 cosa... :-*

Comunque,il primo lavoro non l'ho mai ascoltato a fondo (tranne i soliti capolavori come la Title-Track e "Napul'è"...mi sembra che nella line-up ci sia anche la partecipazione di Enzo Avitabile se non sbaglio),il 2 e il 3 sono semplicemente  :-* :-*
L'altro giorno su nannucci volevo prendere "Live Sciò" ma lo sbattevano a più di 16 ? e siccome non ho molte finanze ho preferito risparmiare (x ora).
Non ho mai ascoltato "Vai Mò" e "Bella Mbriana" ma ne ho sentito parlare molto bene...credo che approfondirò in futuro.

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#14 Guest_Pablito_*

Guest_Pablito_*
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Inviato 01 maggio 2007 - 18:16

Beh ha scritto tutto talmente perfettamente notker/gagà che non ho altro da aggiungere se non che forse, almeno per le impressioni che avevo io a Roma all'epoca, Pino Daniele divenne un successo su scala nazionale prima di "Vai mò", per quel che ricordo io Pino Daniele era amatissimo anche a Roma e comunque un artista stimatissimo.
E' bello poi il parallelo che fai con Troisi, perchè sono stati davvero due artisti capaci di coniugare rinnovamento, tradizione e successo popolare in tutti i sensi, se non fosse stato per loro la Napoli popolare sarebbe stata Totò/Peppino per sempre, e con tutto il rispetto, sarebbe stato il segno di un'aridità preoccupante... piuttosto è triste vedere come ora in Italia ora non ci siano più personaggi del genere di tale spessore.

#15 vandergraaf

vandergraaf

    Groupie

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Inviato 01 maggio 2007 - 22:59

Beh ha scritto tutto talmente perfettamente notker/gagà che non ho altro da aggiungere se non che forse, almeno per le impressioni che avevo io a Roma all'epoca, Pino Daniele divenne un successo su scala nazionale prima di "Vai mò", per quel che ricordo io Pino Daniele era amatissimo anche a Roma e comunque un artista stimatissimo...


Assolutamente vero...
A scuola si duplicavano come pazzi cassette di "Pino Daniele", il secondo,album che considero il migliore, e poi di "Nero a Meta" che fu il primo vinile di Daniele che ho acquistato.
Altro disco che mi e' rimasto nel cuore e' "Musicante", album che mi ha fatto  immaginare , sentire e amare Napoli, pur non essendoci mai stato...
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#16 lux

lux

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Inviato 03 maggio 2007 - 09:29

Penso che i primi 3 album di Pino Daniele siano più o meno sullo stesso livello, ma, dovessi sceglierne uno, opterei per "Nero e metà": oltre ad essere quello meglio suonato, riesce a fuoriuscire dalla "napoletanità" a tutti i costi. I testi, per la prima volta, non risentono di quell'obbligo indissolubile di mare, vento e Donna Cuncetta e guardano ad una visione generale di stati d'animo ("Alleria" è il suo capolavoro). Forse è la prima raccolta di canzoni pop nel senso più "internazionale" del termine, ferma restando la grande incisività del dialetto partenopeo.

La scrittura di Pino Daniele è fluida e popolare: non riesco a non sorridere compiaciuto quando ascolto i suoi vecchi brani, non riesco a non strimpellare qualcosa di suo durante ogni "reunion" dilettantistica alla chitarra. Pino Daniele è stato uno di quei fenomeni aggreganti positivi della Napoli moderna, riuscendo a coniugare prospettiva e riguardo delle tradizioni in ogni suo scampolo di composizione. La sua città era giustificata nelle proprie nefandezze, sempre con un po' di scelleratezza e ironia. Le fotografie dei personaggi hanno sempre messo in risalto il "valore" e l'eclettismo dello scugnizzo che diventa ora ladro, ora spinellaro, ora "buono guaglione", ora pazzo. 

Terra mia (Emi, 1977). 7,5/10
Pino Daniele (Emi, 1979). 8/10
Nero a metà (Emi, 1980). 9/10
Vai Mò (Emi, 1980). 7/10
Bella 'mbriana (Emi, 1982). 7/10
Musicante (Emi, 1984). 6,5/10
Sciò - Live (2XCD Emi, 1984). 6/10
Ferryboat (Emi, 1985). 6/10
Bonne Soirée (Emi, 1987). 5/10
Schizzechea With Love (Emi, 1988). 6/10
Mascalzone latino (Emi, 1989). 5/10
Un uomo in blues (CGD, 1991). 5,5/10
Che Dio ti benedica (CGD, 1993). 6/10
E sona mo' - Live (CGD, 1993). 6,5/10
Non calpestare i fiori del deserto (CGD, 1995). 5/10
Dimmi cosa succede sulla terra (CGD, 1997). 4/10
Come un gelato all'equatore (CGD, 1999). 2/10
Medina. 3/10
Poi basta, non ce l'ho fatta più.


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#17 mr.paradise

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Inviato 03 maggio 2007 - 09:50

esistono nordisti a cui piace la musica di pino daniele?
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soldato witt: lei non si sente mai solo?
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mi sono innamorato di un'attrice hard

Non morite come me

#18 forced_to_smile

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    mi piace Elena.

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Inviato 03 maggio 2007 - 10:12

io non vorrei essere blasfemo, ma qualsiasi cosa ascolti del buon Pino mi causa sofferenze atroci... mi farò curare.
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#19 Guest_kobaia_*

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Inviato 03 maggio 2007 - 10:26

piaceva pure tanto in Svizzera più nordisti di così!
avevo un amico di Zurigo che tra krokus e altra robaccia simile poi andava matto per Pino...
mi ricordo che quando lo vidi dal vivo (Brindisi campo comunale estate 1984) c'erano incredibilmente tanti stranieri del nord quelli che insomma vengono ad insozzare le stupende spiaggie pugliesi e poi ci chiamano quando ritornano su terroni di merda ...
mah misteri della fede

testi, per la prima volta, non risentono di quell'obbligo indissolubile di mare, vento e Donna Cuncetta ...

si lux ma l'approccio non è oleografico in quei testi come forse tu intendi
o forse fraintendo io

nero a metà è un altro grande disco ma nei testi non raggiunge il secondo
per introspezione ed analisi e incazzatura
diventa più leggero e meno intenso il che non è un demerito eh
semplicemente già un altro lavoro diverso

#20 Bateman

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Inviato 03 maggio 2007 - 10:27

Gran topic Notker, complimenti.
Io sono tra coloro che fatica a trovare il capolavoro di Daniele nei dischi che vanno da Terra Mia a Bella 'mbriana. Certo, forse, Terra Mia e Vai Mò, si stagliano qualcosina al di sopra degli altri. Comunque tutti i primi 5 album (beh, anche Musicante non scherza: che canzone è Lassa che vene?) mettono in luce un percorso straordinario in quanto a chiarezza e ambizione degli intenti. Percorso musicale che non deve essere discinto da quello strettamente correlato ai testi. Spesso sottovalutati, li ritengo, in alcuni casi, straordinari, talvolta astratti, criptici, arcani, ma in grado di segnare il loro passaggio nella mente dell'ascoltatore in maniera quasi post moderna (talvolta ho quasi intravisto una scrittura alla La Capria).
Inoltre, la capacità che ha avuto il nostro di convogliare in maniera stimolante e rinnovatrice quel gruppo di musicisti napoletani di grande calatura tecnica ha del miracoloso. Peccato per la deriva pop-italiota degli anni successivi nella quale, tuttavia, è spesso emerso un talento melodico di tutto rispetto.  
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“La poesia del lirico non può dire nulla che nella sua più immensa universalità e validità assoluta non sia stato già nella musica che costringe il lirico a parlare per immagini. Appunto perciò il simbolismo cosmico della musica non può essere in nessun modo esaurientemente realizzato dal linguaggio, perché si riferisce simbolicamente alla contraddizione e al dolore originari nel cuore dell’uomo primordiale, e pertanto simboleggia una sfera che è al di sopra di ogni apparenza e anteriore a ogni apparenza. Rispetto a tale sfera ogni apparenza è piuttosto soltanto un simbolo: quindi il linguaggio, come organo e simbolo delle apparenze, non potrà mai e in nessun luogo tradurre all’esterno la più profonda interiorità della musica, ma rimarrà sempre, non appena si accinga ad imitare la musica, solo in un contatto esteriore con la musica, mentre neanche con tutta l’eloquenza lirica potremo avvicinarci di un solo passo al senso più profondo di essa.”
F.Nietzsche, La nascita della tragedia




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