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David Fincher


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199 replies to this topic

#141 kristofferson

kristofferson

    Giù la testa, coglioni

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Inviato 23 aprile 2014 - 15:33


Poi capisco benissimo che si possa non essere d'accordo con me eh


con te o con kristofferson? asd a proposito che fine ha fatto il tuo compagno di merende? siete un po' la coppia di fatto del forum: henry lee lucas/ottis toole, pacciani/vanni...



E che cazzo ;D

Personalmente ho visto ben poca roba di Fincher e Alien 3, per dire, m'è pure piaciuto...
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#142 Infinite dest

Infinite dest

    dolente o nolente

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Inviato 23 aprile 2014 - 15:43

Figurarsi, per me il film è meglio del libro - parlo di Fight Club ovviamente (ho letto prima il libro, allora ero un hipster - ma quando mai, ebbe un endorsement tosto, mi sembra la Pivano)
Il film non è un capolavoro ma è inscenato con i contro cazzi, ha una fisicità dirompente (mutuata dal libro e ancor pù accentuata, direi) e a tratti spiazzante: non un capolavoro, ribadisco, ma non banale e a suo modo molto peculiare.
Ho adorato le mise di Pitt, e la Carter è favolosa.
  • 2

 mi ricorda un po' Moro.

 

 

 

 

Con trepidazione vivo solo le partite dell'Inter.

 

 

 

Io non rispondo a fondo perchè non voglio farmi bannare, però una cosa voglio dirla: voi grillini siete il punto più basso mai raggiunto dal genere umano. Di stupidi ne abbiamo avuti, non siete i primi. Di criminali anche. Voi siete la più bassa sintesi tra violenza e stupidità. Dovete semplicemente cessare di esistere, come partito (e qui non ci si metterà molto) e come topi di fogna (e qui sarà un po' più lunga, ma cristo se la pagherete cara).

 

 


#143 Seattle Sound

Seattle Sound

    Non sono pigro,è che non me ne frega un cazzo.

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Inviato 24 aprile 2014 - 01:32

e la Carter è favolosa.


nell'edizione italiana per una volta bisogna dare merito ai nostri adattatori che regalano a Marla Singer la frase cult "Era dalle elementari che nessuno mi scopava così"
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Alfonso Signorini: "Hai mai aperto una cozza?"
Emanuele Filiberto: "Sì, guarda, tante. Ma tante..."
(La Notte degli Chef, Canale 5)

 

"simpatico comunque eh" (Fily, Forum Ondarock)

 

"passere lynchane che finiscono scopate dai rammstein"

"Io ho sofferto moltissimo per questo tipo di dipendenza e credo di poterlo aiutare. Se qualcuno lo conosce e sente questo appello mi faccia fare una telefonata da lui, io posso aiutarlo"
(Rocco Siffredi, videomessaggio sul web)


"Ah, dei campi da tennis. Come diceva Battiato nella sua canzone La Cura"


#144 StuntmanMike

StuntmanMike

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Inviato 21 ottobre 2014 - 14:43

un mistery-thriller sul lato oscuro del matrimonio. guardiamo cosa ne tira fuori fincher

 

Il lato oscuro del matrimonio ha un nome e cognome, finalmente.

 

cdn.indiewire.jpg?7ecc60

 

Presentato l'altro ieri al Festival di Roma, dai giudizi al di qua e al di là dell'Atlantico siamo in zona Fincher ai massimi livelli [Seven-Fight club-Zodiac-The social network].


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Quello che se ne fotte dei punti sulla patente.

#145 cinemaniaco

cinemaniaco

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Inviato 07 novembre 2014 - 09:47

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ho rivisto zodiac

 

niente: come tutto il fincher del nuovo millennio, ne riconosco la bontà ma non mi convince completamente. è sicuramente il mio fincher preferito dei suoi ultimi film - e ci vuol poco visto che dopo di questo ha fatto il film più brutto della sua carriera, il curioso caso di benjamin button. i primi 40-50 minuti - non ho il minutaggio preciso - diciamo sino all'omicidio nel taxi e la relativa analisi della scena del crimine, sono semplicemente fantastici. è fincher all'ennesima potenza: fotografia da sbavo, composizione dell'immagine perfetta, picchi visionari. poi la sua regia si normalizza - secondo me, il vero problema dell'ultimo fincher - e si accontenta di subordinarsi alla sceneggiatura-fiume. ed ecco un altro problema dell'ultimo fincher - riscontrabile soprattutto in the social network - la verbosità. l'immagine sottomessa alla parola, per uno che viveva solo di immagini

 

il film dall'ora in poi, secondo me, inizia a viaggiare tra alti e bassi, dimostrandosi profondamente squilibrato, nonostante fincher con la sua maestria faccia di tutto per non darlo a vedere (e infatti la capacità affabulatoria del racconto non la perde mai). prima seguiamo le indagini di toschi, poi finite queste, seguiamo quelle del vignettista graysmith. ed è come se alla fine avessimo visto 2 film in 1, o 3 film in 1 (se contiamo anche la prima parte dedicata agli omicidi, a suo modo indipendente). nella sua durata mastodontica, il film perde per strada troppe buone intuizioni. la suspense, l'elemento thrilling, dopo aver dominato tutto l'inizio, si stempera inevitabilmente soffocato dal cronachismo e dal fiume di parole, ed emerge ogni tanto qua e là (tipo la famosa scena dello scantinato) più che altro per tenere desta l'attenzione dello spettatore

 

è un buon film, ma per me non è un capolavoro, tanto meno il capolavoro di fincher. resta grandiosa tutta la prima parte, in particolare sequenze come l'omicidio al lago - dove fincher si rivela maestro del thriller - o la corsa notturna del taxi, abbandonato poi come natura morta nell'unico cono di luce della strada - veramente imbattibile nella composizione dell'immagine. il lavoro dello sceneggiatore james vanderbilt è comunque encomiabile e il film è un ottimo testo se si è interessati alla figura del killer dello zodiaco


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#146 TheMan(of constant sorrow)

TheMan(of constant sorrow)

    se ci dice bene finiamo nella merda

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Inviato 07 novembre 2014 - 11:16

L'ho rivisto anch'io ieri, è probabilmente il miglior film di Fincher e sicuramente uno dei migliori thriller degli anni 2000.

Per me poi il cambio di prospettiva del film a seconda del personaggio seguito dal regista, lungi da essere un punto debole, è uno dei suoi aspetti più interessanti così come il fatto di essere  un film assolutamente realista.

In un' epoca piena di superpoliziotti e supercattivi sempre più banali e grossolani ben venga un'opera come questa che non tenta di aruffianarsi il pubblico a suon di scene madri e momenti a effetto.

E pur non essendo un grande amante del regista devo ammettere che questa volta è arrivato molto vicino al capolavoro.


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#147 vegeta851

vegeta851

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Inviato 07 novembre 2014 - 12:58

per me con "Zodiac" ha davvero svoltato. nel senso che a partire da quello ha sfornato solo film ENORMI, ha trovato una sua cifra stilistica e narrativa


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#148 cinemaniaco

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Inviato 07 novembre 2014 - 13:53

per me con "Zodiac" ha davvero svoltato. nel senso che a partire da quello ha sfornato solo film ENORMI, ha trovato una sua cifra stilistica e narrativa


quindi per te benjamin button e the girl with the dragon tattoo sono film ENORMI? :blink:

 

okay che a me piace the game, ma non lo definirei mai un film enorme... ma comunque si pappa tranquillamente i due fincher sopra menzionati


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#149 vegeta851

vegeta851

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Inviato 07 novembre 2014 - 21:02

"Benjamin Button" è un film straordinario, assolutamente sì.

 

"The Girl with the Dragon Tattoo" è "solo" un buon film, un po' troppo di maniera, ma si mangia quello svedese a colazione. "The Game" (quasi) capolavoro incompreso, "Alien 3" il migliore della saga dopo quello di Ridley Scott.

 

Solo "Panic Room" mi fa cacà, e "Fight Club" mi è sempre sembrato molto furbetto (non amo Palaniuk però)


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#150 StuntmanMike

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Inviato 22 novembre 2014 - 13:47

Zodiac decisamente tra i classici anni duemila [l'altro -fondamentale- capolavoro fincheriano 2.0 è The social network], un tour-de-force autoriale che reimposta e rovescia i codici usurati del crimemovie: l'oggetto investigativo del nostro occhio\testimone non è più la causa [il serial-killer, marginale e intangibile sullo sfondo] ma l'effetto irreversibile che inocula nelle psicologie di chi indaga, nell'ambiente oramai infettato dove vivono, nelle contraddizioni e paranoie della società americana.

 

Dopo il plauso, più o meno unanime, della critica l'hitchcockiano Gone girl incassa in patria la bellezza di 152.699.000 milioni di $ [finora 322,8 globali].

 


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#151 Jules

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Inviato 17 settembre 2016 - 14:01

Prima che superasse i dieci film, abbiamo fatto in tempo a scegliere il miglior film di David Fincher. Roba di qualche mese fa, buona da ripescare per una sana polemica...

 

 

david-fincher.jpg

 

 

http://www.ondacinem...id_fincher.html


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#152 The Joker

The Joker

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Inviato 17 settembre 2016 - 16:15

Forse sbaglio io ma quando si parla di grandissimi registi non lo sento mai nominare, eppure questo c'ha due palle grosse così ed una filmografia praticamente impeccabile. Un po' sottostimato? Spero di no.


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#153 cinemaniaco

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Inviato 25 settembre 2016 - 13:48

non molto tempo fa si rumoreggiava che brad pitt stesse cercando di convincere fincher a dirigere il sequel di world war z. ora pitt ha altro a cui pensare - e non è detto che tutta la sua vicenda familiar-legale non abbia ricadute su molti dei suoi progetti in via di sviluppo

c'era anche il rifacimento di strangers on a train di nuovo con ben affleck

ma l'unico progetto certo per il prossimo anno è un'altra serie netflix: midhunter
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#154 cinemaniaco

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Inviato 01 agosto 2017 - 20:23

fincher produce e dirige 4 episodi



temo un eccesso di verbosità stile social network, ma inutile dire che l'attendo trepidante
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#155 cinemaniaco

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Inviato 03 dicembre 2017 - 12:20

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mindhunter si è confermato per me un gradito ritorno di fincher alle atmosfere thriller per cui è famoso. più affine a zodiac che a seven comunque. cerebrale e verboso come tutto il fincher della "maturità", ma viscerale nella materia trattata. in un sottogenere del thriller come quello riguardante i serial-killers ampiamente sfruttato da letteratura e cinema nell'ultimo trentennio, riesce a dire qualcosa di originale ed interessante. sposta infatti il focus sulla metodologia, sull'analisi, direi sulla teoria, restituendo un ritratto realistico del lavoro dell'fbi e prendendo quindi una strada differente rispetto al modello di questo genere con cui il silenzio degli innocenti ha fatto scuola. detto così potrebbe sembrare anche un po' noioso: no, assolutamente. è appassionante - almeno per chi come me si ciba di thriller a tematica serial-killers da sempre - , la tensione psicologica è tutto, la creazione di un clima opprimente e malato, il ritratto di un mondo pericoloso ed inquietante dove gli ed kemper e i jerry brudos possono tranquillamente nascondersi in nuce tra i piccoli alunni di una classe scolastica e un giorno mascherarsi dietro la "normalità" di una vita borghese come tante

john e. douglas, l'agente dell'fbi su cui è modellato il protagonista della serie holden ford, era già stato fonte di ispirazione per thomas harris nella delineazione di will graham , il profilers che grazie ad una particolare tecnica di "empatia" riusciva ad entrare nella mente dell'assassino e, a rischio di fottersi il cervello, "comprenderlo" e quindi catturarlo. il tema della "similarità", della linea d'ombra che spesso i detective di queste storie devono o rischiano di attraversare per catturare assassini fuori dall'ordinario, non è quindi una novità. in mindhunter questo aspetto è però spesso portato ad un livello di ambiguità e anche di perversione che difficilmente vediamo al cinema , per paura di alienarsi le simpatie del pubblico verso il protagonista, e costituisce un altro degli aspetti più interessanti della serie (che non è tutta farina del sacco di fincher, voglio specificarlo, visto che si limita a produrla e a dirigere i primi 2 episodi e gli ultimi 2)

insomma sono soddisfatto e attendo la seconda stagione
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#156 Fidelio

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Inviato 05 dicembre 2017 - 08:35

Mindhunter è uno dei migliori prodotti Netflix. Molte serie non mi stanno dando soddisfazione, eccezion fatta per Mindhunter, The Crown e un altro paio.


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#157 cinemaniaco

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Inviato 21 giugno 2018 - 16:24

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fight club. il più controverso film di fincher. il più chiacchierato. per alcuni anche il più sopravvalutato. in verità alla sua uscita spaccò la critica e fu pressoché ignorato dal pubblico. il suo culto si è fatto strada nell'home-video e nel passaparola. è indubbiamente un film che resterà, ma condivide con gli altri film dell'annata 1999 - un anno galvanizzante per il cinema made in usa: the matrix, american beauty, magnolia, three kings, essere john malkovich - pregi e difetti della hollywood contemporanea

mi piace la lettura che ne ha dato lo stesso fincher: fight club è un coming of age ma per degli spettatori trentenni. il suo ritratto di una generazione frustrata, alienata, abbandonata (materialmente e spiritualmente) è ancora oggi attuale, basterebbe giusto aggiornarlo alla tecnologia sempre più pervasiva nelle nostre vite quotidiane. è un film mainstream che osa, con grandi quantità di cinismo, nichilismo, ambiguità morale ed ideologica (si sprecano le accuse di fascismo). ma è pur sempre un film hollywoodiano e come tale si pone dei freni quando rischia di spingersi troppo oltre: come ad esempio quando si mette in piedi una organizzazione paramilitare che un po' richiama i black block di seattle con le loro attività sabotatrici, un po' ricorda le milizie neonaziste, un po' i militari fanatici dell'esercito usa, ma non si ha il coraggio di mostrare le reali conseguenze degli atti, nessuno si fa mai male per davvero, mai che un innocente finisca coinvolto in alcuni di questi attentati o pseudo tali. ci si ferma un secondo prima di alienarsi le simpatie del pubblico, prima di diventare troppo sedizioso

al netto di questi peccati di gola, fight club sta alla generazione dei "figli di mezzo della storia" come il laureato sta a quella dei 60 e gioventù bruciata a quella dei 50. un film di soli maschi sulla crisi del maschio occidentale, alienato, indebolito, annoiato dalla società dei consumi. la risposta di tyler durden alla non-vita del protagonista è riappropriarsi del controllo della propria vita riscoprendo/riaffermando la propria mascolinità originaria attraverso la violenza, fino all'(auto)distruzione. irriverente, irresponsabile, provocatorio come il bellissimo finale che lascia volutamente irrisolto il film, anche sul piano ideologico. nello scontro di bravura tra i due attori protagonisti, per me vince ai punti brad pitt: è vero che è suo il ruolo iconico e carismatico del film, ma è vero che lo interpreta senza remore o paure da superstar, tuffandosi nel personaggio con la fame di un attore all'esordio. è l'attore perfetto per il ruolo perché come tyler durden incarna tutte le contraddizioni ideologiche di fight club: bello come un adone predica l'autodistruzione e l'automacerazione, si riempie la bocca di tirate anticapitalistiche mentre i fantamiliardi ingrossano il suo conto in banca, predica la rivolta contro i consumi e poi costruisce la propria rete di fight club sul modello del franchising industriale

nelle sue contraddizioni sta la forza del film, ma ovviamente anche la sua debolezza per i critici. la verità la dice tyler in uno dei suoi ultimi scambi di battute con il protagonista senza nome: "non sono io che mi sono costruito un alter ego perdente per sentirmi meglio". chi lo farebbe? nel costruirsi il suo alter ego il protagonista lo crea secondo gli stereotipi piacenti e vincenti della nostra società: crea brad pitt. e chi non vorrebbe essere brad pitt? fight club celebra la rivincita sul mondo degli esclusi, degli incompresi, dei deviati, ma lungi dall'essere una rivoluzione all'insegna della giustizia e dell'altruismo, è soltanto una soddisfazione di bisogni e pulsioni primarie, primitive. violenza. caos. perché la verità è che l'unica cosa a cui aspira la vittima del bullo, è soltanto avere la forza per abusare e sopraffare chi è più debole di lui, trasformarsi quindi a sua volta in bullo. è quello che vediamo accadere quotidianamente in internet, dove folle di nickname senza volto si accaniscono sulla preda di turno per il pubblico ludibrio. o le numerose stragi americane parlano chiaro in questo senso. in fondo tyler è una fantasia proprio perché può agire libero da tutti quegli impedimenti che nella vita di tutti i giorni subiamo ed esperiamo, e che ci impediscono di vivere come veramente vorremmo
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#158 neuro

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    king (beyond the wall)

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Inviato 26 giugno 2018 - 09:25

ma il fumetto Fight Club 2 scritto dallo stesso Palaniuk l'hai letto?


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apri apri, apri tutto!

#159 Tom

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Inviato 26 giugno 2018 - 10:09

Io tra i cult Seven e Fight Club continuo a considerare sottovalutato The Game, una specie di rilettura thriller de il Canto di Natale di Dickens mescolando Fuori Orario e Ai confini della realta'. Lo si puo' criticare per molti motivi, ma mi intristisco ogni volta che che c'e' qualcuno che lo fa perche' "la trama e' assurda"... ma va?


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#160 cinemaniaco

cinemaniaco

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Inviato 26 giugno 2018 - 10:18

ma il fumetto Fight Club 2 scritto dallo stesso Palaniuk l'hai letto?


no… dopo essermi ciucciato per anni sequel, sto diventando un vecchio stronzo prevenuto ashd vuoi dirmi di ripensarci?

Io tra i cult Seven e Fight Club continuo a considerare sottovalutato The Game


è sottovalutato. personalmente, e lo avrò scritto decine di volte, lo preferisco persino ad alcuni ultimi fincher ben più lodati. per me è quasi una trilogia degli inizi quella seven-thegame-fightclub: molte tematiche in comune, anche una certa vena metacinematografica e una inclinazione a manipolare lo spettatore
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