Oggi voglio parlare di una band italiana messa su da due giovani vicentini che ha fatto un disco di esordio straordinario, e più in generale, ha messo su un progetto unico per caratteristiche e qualità della proposta in Italia.

Lo stile musicale dei sordi è uno di quelli che vuole essere estremamente eterogeneo, con un grosso nucleo sicuramente fusion (e l'uso di progressioni armoniche estremamente avanzate che partono dal jazz), ma citazioni di una moltitudine di stili che però rimangono miracolosamente coerenti tra loro (non c'è mai l'effetto mappazzone o una frattura di stile nella loro proposta), la volontà di abbracciare scelte molto attuali come quella di lavorare molto con l'autotune, ma in maniera dignitosa e oserei dire artistica.
Se andiamo sulla poetica invece è evidente la ricerca nell'ambito del surrealismo e del dadaismo, innestata però all'interno di tematiche estremamente attuali e urgenti come la crisi di ansia delle nuove generazioni, la distruzione della concentrazione causata dall'uso intensivo delle nuove tecnologie, le difficoltà ad avere rapporti sociali veri, e via discorrendo.
L'immagine è molto curata, sia nei video che nel look, e non c'è un aspetto su cui non stiano investendo in estrema dedizione e visionarietà (oltre che soldi immagino), anche l'artwork di Shockini merita di essere posseduto e coccolato, con una copertina modificabile e componibile.
Fatte queste premesse ad un primo ascolto verrebbe da associarli ad una nuova corrente di progetti cabarettistici quali Elio e le Storie Tese in ambito mainstream o Musica per Bambini in ambito alternativo e indipendente, ma la verità è che i Sordi sono una fusione delle virtù dell'approccio dei primi e del secondo, col pregio di suonare anche terribilmente attuali, nei suoni, nella composizione dal punto di vista armonico e ritmico nel modo in cui si presentano. Questo lo dico perché suonano molto più originali e meno turnistici di Elio e le Storie Tese (nonostante ci sia del virtuosismo non si ha mai la sensazione di essere da un saggio del corso del CPM), e allo stesso tempo molto più "progressive" e impegnati musicalmente di Musica per Bambini, ma con le stesse carte da giocare nell'urgenza delle cose da dire che hanno.
Shockini è un viaggio che parte da un problema filosofico concreto detto senza mezzi termini e strane metafore, sputato in maniera diretta, e nel corso del disco decide di approdare ad uno scenario in cui la soluzione è la schizofrenia, in cui al significato delle parole si sostituisce il significante (Lo stupendo brano Associazione Sale con echi del Battiato più surreale). E in conclusione del disco i significanti diventano inventati con Ghendarà, 10 minuti di crescendo rock con ritmi rubati alle sessioni percussive senegalesi e parole in veneto che danno il ritmo inseguito da percussioni e synth, annaffiate di un autotune che diventa quasi uno strumento a fiato etnico, per poi essere realmente sostituito da uno strumento del genere.
Posso dire con abbastanza sicurezza che in Italia un disco d'esordio di questo genere non era mai uscito, per ambizione, cura, estro, doti tecniche (entrambi sono multi-strumentisti a loro agio con più strumenti) e visione poetica. E' un unicum e tale rimarrà, a prescindere dal successo che avrà (la banda sta facendo concerti, ha qualche numero sui social, ma per la portata del progetto per ora mi sento di dire che sta raccogliendo il 5% del successo che merita, ma del resto nascono in Italia in questi anni e manca proprio una cassa di risonanza decente ormai per progetti di questo genere).
Lascio un paio di brani di ascolto di partenza (non mi ricordo come si embeddano i brani su youtube perché non scrivo un post qua dentro da 6 anni, poi mi ripasso come si fa e sistemo, chiedo scusa intanto):
Ansia Diva:
Cose che non riesco a dire (in collaborazione con Manuel Bongiorni aka Musica per Bambini):
I Sordi
#1
Inviato 02 maggio 2026 - 08:39
Statisticamente parlando, non lo so.
#2
Inviato 02 maggio 2026 - 09:00
#3
Inviato 02 maggio 2026 - 14:24
Giusto un altro paio di assaggi, "Associazione Sale" sempre tratto dal disco, forse il brano più lineare ma allo stesso tempo uno dei momenti più emotivi del disco (non a caso alla fine del disco arrivano i momenti forse più puramente musicali):
Cose arrivate prima del loro esordio come LP, perché per 5 anni circa hanno pubblicato cose preparatorie all'esordio (spesso pregevoli):
Sordofaben (divertentissima):
Questo un brano invece atipico rispetto al loro classico repertorio, con un video che io trovo straordinario:
http://www.youtube.c...h?v=QNM3bjR4zPE
Ascoltandoli tra l'altro mi rendo conto di come negli ultimi anni si sia evoluto in maniera considerevole il modo di gestire le ritmiche in ambito rock, anche quando si fa un 4/4, c'è stata negli ultimi due decenni una tensione costante a livello di ricerca per liberare il ritmo nell'ambito della musica pop e rock dai soliti accenti e dai soliti stacchi, e contaminarlo con sensibilità ritmiche anche non appartenenti alla cultura musicale occidentale, mi sembra che loro si siano formati molto con questo approccio ritmico molto libero, anche quando si fanno tempi che di base sono semplici.
Statisticamente parlando, non lo so.
0 utente(i) stanno leggendo questa discussione
0 utenti, 0 ospiti, 0 utenti anonimi











