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Folk E Pop: Il Labile Confine Dei Due Generi Nella Musica Italiana


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4 replies to this topic

#1 Pino Astrubale

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Inviato 16 ottobre 2023 - 18:40

Salve a tutti, apro questo topic per affrontare un discorso che mi ha sempre incuriosito e affascinato, ovvero capire quali artisti italiani possano essere considerati prettamente folk, quali invece prettamente pop (e magari confrontare le varie considerazioni su quest'ultimo, un genere spesso difficile da inquadrare) e infine chi è passato dall'uno all'altro durante la sua carriera artistica e in tal caso QUANDO è avvenuto, con quale disco, questo passaggio - a volte fatale nei giudizi su quell'artista.

Ovviamente mi piacerebbe partire dai nomi più mainstream del panorama musicale italiano, ma sarebbe bello se venissero fuori nomi più underground che con piacere, nella mia limitatezza, mi piacerebbe scoprire, sia del passato che del presente artistico.


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"Con marina ironia paturnie notturne ormeggio
Sogno un mio volteggio umano, da gabbianone"


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Inviato 17 ottobre 2023 - 05:49

Ciao, bentrovato.

Non sono sicurissimo di aver compreso la tua questione: a titolo di esempio, di quali artisti stiamo parlando? Di Branduardi? Dei Tazenda? Dei Modena City Ramblers? O hai in mentre altre figure, anche meno popolari o meno legate al folk tradizionale?

Inoltre: ma il confine deve esserci per forza? Di un Branduardi non saprei davvero dire se "La pulce d'acqua" o "Cogli la prima mela" siano album solo folk o solo pop, direi che sono tutte e due le cose e che proprio lì sta il loro punto di forza. Lo stesso in realtà vale per gran parte dei nomi che possono venirmi in mente, che a meno di repentini cambi di stile hanno sempre conservato entrambi i tratti nella loro musica. Anche perché in fin dei conti se adatti la materia tradizionale al mercato musicale già stai facendo tuoi meccanismi pop, non è che oggi possa esistere - salvo forse in ambito locale - il folk come fenomeno di consumo che resti tuttavia totalmente scisso dal pop, questo quantomeno nel nostro paese.


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"It's a strange world." "Let's keep it that way."

#3 Pino Astrubale

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Inviato 17 ottobre 2023 - 13:05

Ciao, bentrovato.
Non sono sicurissimo di aver compreso la tua questione: a titolo di esempio, di quali artisti stiamo parlando? Di Branduardi? Dei Tazenda? Dei Modena City Ramblers? O hai in mentre altre figure, anche meno popolari o meno legate al folk tradizionale?
Inoltre: ma il confine deve esserci per forza? Di un Branduardi non saprei davvero dire se "La pulce d'acqua" o "Cogli la prima mela" siano album solo folk o solo pop, direi che sono tutte e due le cose e che proprio lì sta il loro punto di forza. Lo stesso in realtà vale per gran parte dei nomi che possono venirmi in mente, che a meno di repentini cambi di stile hanno sempre conservato entrambi i tratti nella loro musica. Anche perché in fin dei conti se adatti la materia tradizionale al mercato musicale già stai facendo tuoi meccanismi pop, non è che oggi possa esistere - salvo forse in ambito locale - il folk come fenomeno di consumo che resti tuttavia totalmente scisso dal pop, questo quantomeno nel nostro paese.


Ciao a te, come paradigmi di questo discorso penso per esempio a Venditti e De Gregori, ma anche Dalla, giusto per capirci con dei grandi nomi
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Inviato 17 ottobre 2023 - 13:38

Ah, ma allora non li chiamerei mai folk io, "cantautori" mi sembra vada bene.

Poi possono esserci cantautori più pop e meno pop, stesso discorso che sopra, non vedo i due aspetti come in contraddizione fra loro.


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#5 Pino Astrubale

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Inviato 17 ottobre 2023 - 13:50

Ah, ma allora non li chiamerei mai folk io, "cantautori" mi sembra vada bene.
Poi possono esserci cantautori più pop e meno pop, stesso discorso che sopra, non vedo i due aspetti come in contraddizione fra loro.


Ecco, quello che chiamiamo "cantautorato italiano" io lo definisco folk, come farei parlando di Dylan o Baez. Non folklore eh, ma folk, se vogliamo folk rock. Che so, Bufalo Bill, album che amo in maniera sistematica, sia per testi che per stile musicale, lo definisco folk (di matrice molto Dylaniana, penso ad Atlantide che si rifà a Three Angels nella musica), mentre una canzone come Sempre E Per Sempre di qualche anno dopo la penso più come canzone pop --> battistiana, per capirci. Penso appunto al caso forse più emblematico della musica leggera italiana, quello di Venditti, uno dei pochi a fare del cantautorato piano-voce, cioè per la prima volta rinunciando alla chitarra acustica come primo elemento, con testi di protesta e musica scarna (ma non sempre), trasformandosi quasi completamente da metà anni 80 facendo invece canzoni pop radiofoniche e da classifica. Allora mi chiedo, convenendo con te che almeno nel mainstream quel folk non esista più o al massimo è divenuto - forse - indie, per esempio parlando di questi artisti qual è il confine, il momento chiave in cui avviene questo mutamento, se avviene? Ci sono invece artisti più coerenti con le proprie radici (e non sto giudicando la qualità o le scelte) che magari dopo tanti anni di carriera fanno ancora qualcosa di meno pop e invece più avvicinabile a quel folk sviluppato negli anni 60 e 70?
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