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Space Afrika - Honest Labour (Dais, 2021)


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11 replies to this topic

#1 Ɲ●†

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Inviato 11 dicembre 2021 - 10:23

Faccio il bravo e apro il topic qui visto che c'è la rece di Maria Teresa Soldani, da cui riprendo l'incipit nello spoiler sottostante:
https://www.ondarock...onestlabour.htm

Spoiler


Più che propugnare l'LP di questo duo che agisce tra Manchester e Berlino, mi interessa sapere cosa ne pensa chi lo ha ascoltato, visto che a parte OR se ne dice bene da diverse parti. Io per ora sono a mezza via, tra archetipi e stereotipi, tra il già sentito e la pregevolezza di un lavoro per cui, dovendola risolvere con una singola definizione, mi viene istintivo dire: Post-Burial. C'è tutta la poetica della metropoli notturna, piovosa e malinconica canonizzata da Bevan in quelle che sono per lo più brevi istantanee (19 tracce per 45 e rotti minuti); squarci e vedute a comporre una mappa sotterranea dell'amore e degli esseri - uomini e donne - che se ne fanno girovaghi portatori, flâneurs dell'oggi in una deriva psicogeografica del desiderio e della perdita: ambient urbana quasi scevra da ritmi (con qualche eccezione laddove emergono beats spezzati o distorte ritmiche hip-hop), campioni vocali più o meno intelligibili, archi atmosferici e rumori metropolitani. A spostare un po' il tiro fanno capolino da una parte passaggi quasi dream-pop e dall'altra disturbi limitrofi all'industrial, più tipici della label che pubblica questo LP. Ma per la Dais rimane comunque un'uscita singolare, lontana dai canoni dark-industrial-techno.

Lo sto ascoltando con piacere perché la perizia nella costruzione di queste landscapes sonore e una certa varietà lo salvano dal rischio "tappezzeria". Poi, più che le parole scritte, fa la copertina, cliché finché si vuole ma perfetta nel tradurre in una immagine il contenuto del disco (nel booklet c'è addirittura l'interno di un "night bus" deserto, per tornare a Burial)

011586671850_T75275044080054.jpg

Link al full album sul canale YT di Dais
https://youtube.com/...6YjL74cydX74OMG
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A chemistry of commotion and style

#2 Damy

Damy

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Inviato 11 dicembre 2021 - 13:41

Io l'ho trovato stranamente affascinante.

 

Solito disclaimer: siamo nel campo del collage concettuale, nel quale identità e messaggio socio/politico costituiscono il motivo d'essere dell'intero progetto, e come tale, è facilissimo incappare in fuffa mediatica riscaldata ad arte per far parte del presente storico. In mia personalissima opinione, quest'anno ho riscontrato tale sensazione nei lavori di aya, L'Rain, l'ultimo dei SAULT e purtroppo anche Loraine James, che pure dal vivo in pista è molto più brava. Inserirei nella lista anche il precedente mixtape/album a nome Space Afrika del 2020, che avevo trovato davvero pretestuoso e indigesto.

 

Questo nuovo, invece, riesce ad andare oltre il mero messaggio per un motivo semplice: l'atmosfera notturna e vischiosa, a cavallo tra Burial, Actress e anche certi momenti di Theo Parrish (senza il beat). Ci sono delle tessiture di synth davvero molto belle, che avvolgono l'ascolto in una nube sinistra ma familiare. Ti coccola e ti commuove, ti fa pensare, ti intristisce. Insomma, è ambient de concetto ma con un cuore e una testa che pensa ma che non te la spiattella proprio lì in faccia, preferendo semmai suggerire delle idee, sta a te rielaborarle secondo una personale sensibilità. 


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OR

#3 paloz

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Inviato 11 dicembre 2021 - 20:39

Tipico disco per il quale devi trovarti nelle stesse condizioni spazio-temporali che descrive per apprezzarlo veramente - proprio come Burial, a tarda notte in macchina l'effetto è decuplicato. Ergo me lo tengo buono per il prossimo giorno di pioggia e trasporti pubblici  ;D


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esoteros

 

I have spoken softly, gone my ways softly, all my days, as behoves one who has nothing to say, nowhere to go, and so nothing to gain by being seen or heard.

 

(Samuel Beckett, Malone Dies)


#4 khonnor

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Inviato 13 dicembre 2021 - 10:00

La cosa peggiore che abbiano fatto nella loro carriera. E comunque di livello.


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noncuranti della fine, del calore, di poterci sciogliere.

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#5 Ɲ●†

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Inviato 13 dicembre 2021 - 10:29

Addirittura? Io avevo provato a sentire anche il precedente mixtape (quello che citava Damy) e mi ritrovo abbastanza nelle sue considerazioni. Comunque questo mi prende, al netto dell'iniziale "Ah sì" dovuto ai palesi richiami a Burial.

Per tornare al post di Damy anche a me pare che le "sovrastrutture" politiche del lavoro non siano messe lì in modo sfacciato. Come spesso accade per musiche prevalentemente strumentali non è che proprio il messaggio si imponga. Anzi, forse se non ne avessi letto nelle varie recensioni ci sarei proprio passato sopra. Non che mi dia fastidio il fatto che si usi la musica per veicolare questo tipo di istanze ma nel caso specifico di "Honest Labour" mi faccio bastare il certosino (per quanto ok, piuttosto derivativo*) lavoro di sound design del duo, l'immaginario urban-notturno etc. Nulla di nuovo ma da queste parti attecchisce sempre. 

 

Scendendo nei dettagli io mi sciolgo qui, dove mi pare che tutto il disco trovi il suo rilascio e il suo sunto, prima del mesto suggello finale della title-track per piano e cello. Ma molto bene anche B£e, con il suo MCing lentamente sovrastato e inghiottito dal romanticismo degli archi.

 

* qui molto si potrebbe giocare sul livello di una consapevolezza e di una citazione-rielaborazione di percorsi già battuti, su un piano di "concettualizzazione" o almeno di un ripiegamento riflessivo che torna su un continuum, ma così ci si spinge veramente molto in là. Meglio allora, almeno per me, godersi la bellezza del suono senza forzare letture potenzialmente paracule.


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#6 Liar

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    Roadie

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Inviato 14 dicembre 2021 - 09:05

A me sta piacendo molto, lo sto ascoltando da un paio di settimane.

Il lavoro di stratificazione sonora di elementi che arrivano da parti diverse è notevole, fanno confluire una parte sottilmente comune di materiali molto distanti fra loro e rendono tutto coerente.

L'atmosfera urbana e notturna richiama ovviamente Burial perché è il precedente più grosso e vicino, ma la forma la trovo meno fantasmatica e più concreta e a me ha ricordato un approccio Illbient, forse proprio un po' DJ Spooky.


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#7 Ɲ●†

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Inviato 14 dicembre 2021 - 09:13

Sì, Burial viene banalmente in mente per precisi tratti distintivi, quasi una firma (le voci pitchate, il "disegno" generale etc). Ecco magari la differenza è che io nelle cose di Bevan ci sento sempre un anelito o una invocazione verso l'alto, in un certo senso una preghiera. Mentre qui sembra più una ricognizione a volo d'uccello sul terrestre. 

 

Lo scarto maggiore è ovviamente in quei casi dove c'è un cantato vero e proprio, chiaramente riconoscibile, e devo dire che funziona.

 

Damy citava Actress, che conosco pochissimo. Qualcosa da cui partire?


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#8 Damy

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Inviato 14 dicembre 2021 - 10:06

Per stare in topic con gli Afrika, di Actress direi di partire dall'ultimo - "Karma & Desire". A me non aveva fatto troppo impazzire, a dir la verità, ma se sei in vena di soundscape cupi e intimisti da oscurità invernale può essere proprio il disco adatto.
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OR

#9 Ɲ●†

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Inviato 14 dicembre 2021 - 10:12

No beh, dimmi cosa merita di più, a prescindere dagli accostamenti con SA (che non è SentireAscoltare)
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#10 Damy

Damy

    pophead

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Inviato 14 dicembre 2021 - 21:12

L'esperto di Actress qui sul forum dovrebbe essere Rizzo, io non conosco tutta la discografia asd Ricordo solo che ai tempi di "Splazsh" ancora giocava con l'idea di techno e di dimensione club stile Drexciya, per quanto sempre molto umorale, avanguardista e prossimo a una decostruzione del ritmo. "R.I.P." fu un po' l'exploit nell'ambiente, ma in quel disco prende la via del collage e salpa verso ambient, elettronica e altri inciuci. Magari vai in ordine cronologico, io lo faccio spesso. Comunque sia, un tipetto molto interessante...


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#11 simon

simon

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Inviato 15 dicembre 2021 - 11:45

Ho ascoltato per anni e anni questo progetto, grazie alla benemerita NTS RADIO. Ho sempre considerato la dub techno come un genere di puro isolazionismo sociale e quindi che non riesce a trasmettere nessun tipo di messaggio sociale; come hanno scritto in tanti è buona musica per pomeriggi piovosi, devoti a Cioran.. e basta.

 

Immagino che Luca Galli sia letteralmente impazzito davanti a questo "pezzo d'arte".. credo invece che questo tipo di musica sia completamente sorpassata.. è musica anti-rivoluzionaria per eccellenza e in questo tradiscono quello che aveva scritto KODWO ESHUN sugli amati DREXCIYA ovvero:  

 

Kodwo Eshun said the Detroit techno duo Drexciya “exacerbated the dehumanization” of electronics in order to create “impalpable hallucinations that get on your nerves.”

 

Questo dovrebbe essere il "ruolo" dell'artista impegnato anche e soprattutto socialmente. KODWO ESHUN per chi non lo sapesse è uno dei più grandi intellettuali (e forse post filosofi) nella nostra contemporaneità, che tiene vivo con estremo rigore ed entusiasmo il non-concetto di Mille Piani e che scrive proposizioni straordinarie come queste:

 

"esploriamo le anomalie temporali, le inversioni antropiche e l'alienazione sintetica del postumano, dell'inumano, del non umano e della complessità delle condizioni ambientali della vita che tutti noi affrontiamo"

 

SPACE AFRIKA non fa nulla di questo.. è restaurazione pura. Sul POST BURIAL manco mi esprimo: questo progetto ha saputo decostruire con sapienza vent'anni di cultura rave e aggiungerci lo spleen del terzo disco dei MASSIVE ATTACK e.. basta.

 

CHRIS CLARK se li gioca in venti minuti.

 

Sintetica e tutto sommato piacevole la recensione della Soldani.


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„Non si può che confermarsi 'stranieri nella propria lingua'. Il plurilinguismo (crogiuolo di idioletti, arcaismi, neologismi di che trabocca il poema) è il contrario d'una accademia di scuola interpreti. È 'Nomadismo': divagazione, digressione, chiosa, plurivalenza, ecc. Il testo intentato è (deve essere) smentito, travolto dall'atto, cioè de-pensato.“

CARMELO BENE
 

 

 


#12 Ugo il re del judo

Ugo il re del judo

    direttore della scelta delle pietre miliari

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Inviato 30 dicembre 2021 - 22:31

io vorrei più o meno battiti, non mi piace questa via di mezzo che è troppo animata per essere ambient e troppo moviolosa per il dub-hop; non dico che tutto il genere ambient dub (esiste?) sia merda ma in questo caso mi lascia perplesso


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