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È Stata La Mano Di Dio (Sorrentino, 2021)


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76 replies to this topic

#41 Dottor Brewster

Dottor Brewster

    se ci dice bene finiamo nella merda

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Inviato 20 dicembre 2021 - 21:18

Guardalo.


Lo guarderò prima o poi ma il Sorrentino grande maestro, pur riconoscendone alcune virtù, non mi ha mai convinto del tutto, a Sinatra preferisco l'insalata e a Youth e This must be the Place pure l'Amico di Famiglia.
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#42 blackwater

blackwater

    Scaruffiano

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Inviato 20 dicembre 2021 - 21:57

La mano di Diego rappresenta l'esatto opposto dell'arte felliniana e, in generale, di un discorso autoriale.

 

Mi domando come sia possibile che un autore, o chiunque si definisca tale, sia esso letterario, cinematografico, musicale... possa scivolare nell'autobiografia didascalica.

 

Un autore ha il dovere, e il piacere, di inventare delle storie, delle visioni, degli scenari sui quali possono cadere, in maniera naturale, ma non certo dichiarata, esperienze da lui vissute, o magari sognate, sperate.

 

L'autobiografia è la negazione del racconto letterario, troppo facile, al netto delle capacità stilistiche, tecniche, fotografiche, lessicali, pentagrammatiche del principale.

 

Sono operazioni che piacciono (ricordo un libro di Gramellini incentrato sulla figura della mamma che vedette qualche milione di copie).

 

La mamma che ti coccola, il padre che ti guida, i primi baci, la nonna che ti fa i maccheroni, la tipa che ti scopa per la prima volta, gli amici che ti corrompono, la maestra che ti picchia

 

Poi, un film fatto bene da un campione, un po' troppo telefonato, dalla fotografia della famiglia napoletana borghese agli sguardi di Fabietto, a Servillo, italiano, scherzoso, intellettuale, comunista, traditore ma non è accettabile da parte di un autore, da uno che scrive, da uno che ha l'ambizione di creare non solo di girare, limitarsi al ricordo della propria giovinezza.

 

Ma... in Amarcord c'è un Fabietto?


  • 1

... sei solo chiacchiere e Baraghini 

 


#43 Dottor Brewster

Dottor Brewster

    se ci dice bene finiamo nella merda

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Inviato 20 dicembre 2021 - 22:11

Amarcord è fuori portata per chiunque credo (forse il Kusturica dei tempi d'oro è l'autore che gli si è avvicinato di più) non perché Fellini fosse inarrivabile ma perché quel tipo di film e quel tipo di approccio è troppo peculiare per essere riprodotto senza andare nella maniera, poi Amarcord non è un'autobiografia di Fellini (così come non lo è 8 e 1/2 che però è già più replicabile) e soprattutto ha l'ambizione di non voler insegnare nulla sul senso della vita cosa che molti registi fanno quando vanno sull'autobiografico.
Va beh a sto punto quasi mi costringete a fare il tampone e ad andare a vedere questo nuovo Sorrentino.
  • 0

#44 solaris

solaris

    Simmetriade.

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Inviato 20 dicembre 2021 - 22:22

seh Kusturica :lol:

 

Non so, vedo molti assolutismi qui. Devo dire che non concordo (per me c'è modo e modo di far tutto – così come c'è momento e momento – e questo è molto più dignitoso di come lo state dipingendo), ma comunque mi piace la tigna di blackwater.

 

Harry dicevo di vederlo perché sembra tu ti sia fatto l'idea da "film da maestro" quando invece ha un approccio tutt'altro che borioso.


  • 0

#45 Dottor Brewster

Dottor Brewster

    se ci dice bene finiamo nella merda

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Inviato 20 dicembre 2021 - 22:31

Ma che assolutismo, rimbalzo impressioni e rimandi a schema libero e senza pretese, tanto più che il film manco l'ho visto...
Quando lo vedrò ne riparleremo a ragion veduta dai.
Il Kusturica sino a Gatto Nero Gatto Bianco l'era un gran Kusturica però.
  • 0

#46 Twin アメ

Twin アメ

    pendolare pre post attilio lombardo

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Inviato 20 dicembre 2021 - 23:20

Va beh a sto punto quasi mi costringete a fare il tampone e ad andare a vedere questo nuovo Sorrentino.

 

Ah ora Netflix, oltre ai 10 euro, chiede pure il tampone? asd


  • 0

“Era un animale difficile da decifrare, il gigante di Makarska, con quella faccia da serial killer e i piedi in grado di inventare un calcio troppo tecnico per essere stato partorito da un corpo così arrogante." (Marco Gaetani  - UU)

 


#47 Dottor Brewster

Dottor Brewster

    se ci dice bene finiamo nella merda

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Inviato 20 dicembre 2021 - 23:32

Pensavo lo dessero al cinema, per me netflix non esiste.
  • 2

#48 Piper

Piper

    Life is too short For iTunes

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Inviato 21 dicembre 2021 - 08:24

la famiglia rappresentata sullo schermo da sorrentino non è affatto "finta". estremizzata si, o meglio condensata nella prima parte del film dando quindi l'idea di un esagerazione che c'è anche, nella misura in cui ci sono delle piccole forzature, ma ritengo siano piccole. il giggionare di servillo è assolutamente coerente ad un atteggiamento molto napoletano, come gli scherzi della moglie e le battute cattive e quasi insultanti. mi sembra evidente che sorrentino abbia riportato su schermo il suo ricordo condensato di un contesto, di un modo di vivere e di approcciare la vita (ridere tutti dei problemi mentali della vecchia, ridere sotto i baffi mentre i vicini li cazzeano, il "facc e cazz'" fuori all'ospedale mentre piangevano e tutti cominciano a ridere ), spingendo sicuramente un po' alcuni caratteri o momenti (quando picchano la vechia) ma non mi verrebbe di definire il risultato come finto

sorrentino fa una buona opera di ricostruzione della napoli anni 80 che lui ha vissuto, una napoli più feroce e assolutamente non politically correct in cui la borghesia si mischiava di più con il popolino (fabietto che esce col contrabbandiere, ecco una piccola forzatura anche se non così assurda)


  • 2
<< Poi ce la prestiamo... Insomma la patonza deve girare>>

Aurelio De Laurentiis ha lasciato la sede dove si stanno svolgendo i sorteggi dei calendari fermando uno sconosciuto che passava su un motorino dicendogli: "Portami via da questo posto". Ed è andato via come passeggero del motorino di uno sconosciuto

 
 Song 'e Ondarock - web Radio|

#49 kristofferson

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Inviato 21 dicembre 2021 - 08:44



Ma... in Amarcord c'è un Fabietto?

 

E certo

 

amarcordfoto011.jpg

 

Segnaliamo per completezza felliniana anche il finale speculare a quello de I vitelloni


  • 1

#50 bluetrain

bluetrain

    Fourth rule is: eat kosher salamis

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Inviato 21 dicembre 2021 - 09:28

Il Kusturica sino a Gatto Nero Gatto Bianco l'era un gran Kusturica però.

 

 

Beh non solo, al mio gusto il miglior Kusturica è di gran lunga superiore al miglior Sorrentino (che mi piace eh, soprattutto nella prima parte della carriera).

 

Quest'ultimo non l'ho ancora visto, per cui mi taccio.


  • 0

#51 Il Cappellaio Matto

Il Cappellaio Matto

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Inviato 21 dicembre 2021 - 11:22

Pensavo lo dessero al cinema, per me netflix non esiste.

 

Prima l'hanno portato al cinema, ma ora che sta su Netflix non lo so se lo puoi trovare ancora in sala.


  • 0

#52 lazlotoz

lazlotoz

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Inviato 21 dicembre 2021 - 19:24

Ci sono, per quanto mi riguarda, dei dettagli che parlano più del film in generale.

Qui è la scritta iniziale, la citazione di Maradona.

E poi la scritta a seguire "Il più grande calciatore di tutti i tempi".

 

Una roba che francamente trovo sintomatica del cinema di Sorrentino. Una banalizzazione di ciò che potrebbe tranquillamente lasciare sospeso, un tirarti tutto in faccia, sempre.

Semplicemente, con buona probabilità, Sorrentino non è un granché a scrivere i suoi film. 


  • 3

#53 il nostro caro angelo

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    Anello di Saturno

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Inviato 21 dicembre 2021 - 19:36

Per me è un grande film, il migliore (per distacco) di Sorrentino dopo l’Oscar.
  • 0

#54 Jean-Jacques

Jean-Jacques

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Inviato 22 dicembre 2021 - 08:26

fresco di visione, non comprendo perché venga staccato dal resto della filmografia: è sorrentino al 100% nonostante la pretesa autobiografica,

che forse limita leggermente l'aspetto narrativo (altrimenti sarebbe uscito qualcosa di simile al suo primo romanzo - l'unico che ho letto, hanno tutti ragione)

ma al di là di alcuni punti fermi mi pare abbia comunque reinterpretato e reimmaginato molto

ottimi momenti/scene/fotografie e il consueto stuolo di elementi eccentrici e bizzarri (la tizia con l'hula-hoop, il vocoder, lo sceicco felliniano)
e a volte maggici (l'incipit, stromboli, il mare, la chiusura mi è piaciuta molto nonostante tutto)

si ride, ma con quel dialetto è gioco relativamente facile se non si calca troppo la mano

la mia impressione, come per altre sue cose, è che spesso le singole visioni/intuizioni per quanto riuscite (e non tutte lo sono) non formino un tutto sensato o particolarmente significativo

non è un caso che uno dei film che ho apprezzato di più quest'anno, first cow della richardt, sia praticamente agli antipodi del suo cinema.


  • 0

#55 royaltyfree

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    pivello

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Inviato 22 dicembre 2021 - 23:54

Uno dei film più belli di tutti i tempi. Un grande poema sulla grazia. Apparentemente Postmoderno per il riuso di Maradona, Fellini, Dante e aggiungerei Leopardi ("La Ginestra"). Autenticamente romantico per lo spirito religioso, nel contesto storico della pandemia quasi profetico di una rinascita spirituale.

 

La dualità cristiana che Malick ha lanciato in cielo, riletta non con un "facile" capovolgimento (come aveva fatto Aronofsky con lo spettacolare "Mother!").

Ma con una reinterpretazione del tutto unica per l'intimità della trasformazione antropologica che racconta, nell'incrocio del racconto di una Napoli simbolo dell'"Occidente" in decadenza e una sessualità di cui cogliamo la trasformazione da una testimonianza del tutto intima quanto immensa, senza alcuna sovrastruttura se non gli occhi di un ragazzo che la vedono da vicino, ne tremano per il suo vulcanico, carsico bollire.

 

Luce e ombra sono sostituiti da figure del piacere e dispiacere, fortuna e sfortuna, talento e infertilità, vita e morte.

 

Su tutti nel mondo della famiglia, sospeso tra

Mozzarella, tette, zuppa di latte, scherzi, risate, fischi, talenti da due soldi, bellezze della porta accanto, Maradona, sogni

e

Litigate, tradimenti, incomunicabilità, immaturità, povertá, urla, botte, tremori, delusione, accontentarsi, gelosia, malattia

 

La riscoperta dell'esperienza familiare avvenuta nella pandemia, riletta come un momento di rivelazione.

Di un dualismo che rinvia a un mistero, che è sempre stato al centro dell'opera di Sorrentino, ora divenuto vero cristallo unico, inimitabile, sorrentiniano come dell'umanità (così si fa il cinema e la poesia, per questo si deve spiegare "il più grande calciatore di tutti i tempi", lo devono poter capire anche in taiwan e tra 200 anni).

Divenuto puro perché lo supera.

Al di là del mistero di cosa distingue le due facce del dualismo. L'oggi e il domani. La mano che dà vita e la mano che dà morte (mistero rappresentato dall'inquadratura delle pendici di Stromboli, tra nero e bianco con il fumo in mezzo, simbolo leopardiano del film).

Al di là del mostrare che è una grazia che tutto dà e tutto toglie, bella e terribile, ironica.

(spiega l'ironia in un intervista: Maradona dice di "aver fatto del suo meglio", ma ha avuto la grazia si fare qualcosa che non si può imitare.

In questo mistero c'è un invito più profondo dell'enigmatico dualismo)

Al di là di questo

 

Quando la vecchia contadina viene picchiata dalla famiglia per il suo avido egocentrismo spietato, più borghese lei del figlio imborghesito che ha rubato alla banca dei padroni.

Punita dopo il primo gol di Maradona della volontà, di mano, della resistenza ai bastardi imperialisti.

Mentre la picchiano, fra le urla, il secondo gol di Maradona, fatto col talento, inimitabile, fa del mistero del dualismo un invito a superarlo.

 

Se la storia la fa dio con la sua mano, noi è degli eroi che ci innamoriamo. Imperfetti, che danno del loro meglio. I nostri eroi familiari, sportivi, cinematografici. Ed è l'amore che ci fa resistere alla violenza della morte che la natura infligge, come la ginestra ai piedi del vulcano.

Non c'è comprensione teologica, borghese, non c'è metafora familiare malickiana risolta, 

Che possa dare un tale messaggio d'amore.

(Che fellini non ha mai saputo dare)

L'amore che rimane quando Maradona muore ispira a cercare la grazia, non a imitare lui.

Ispira la perseveranza nel resistere all'amore che se ne va.

Sognare che resti anche quando non si vede, come i genitori, come il monaciello.

Nonostante i litigi dei genitori, i tradimenti. L'orrore del patriarcato, tanto orribile da farci tremare come un vulcano.

 

Questo film mostra il mistero dell'amore come un qualcosa di attraente, in cui credere, che ti faccia crescere invece di farti ridere o piangere.

 

La vecchia contadina avidamente mangia una mozzarella, fertile quanto retrograda.

La giovane distribuisce il suo sesso generosamente, infertile quanto sognatrice.

Oltre i limiti della natura, la schiuma di un rigoglioso futuro.

 

Sorrentino dice in un intervista che è diventato grande quando la giovinezza finisce per un evento che ti fa accorgere che non hai limiti se non la grazia. Scopri che non hai autorità superiori che ti permettono o proibiscono di fare le cose.

 

Ma Patrizia ci dice che la giovinezza resiste alla vecchiaia, come l'amore resiste alla morte: è una pazzia, ma se la guardi attentamente esiste, è lì, semplice da cogliere, basta allungare la mano quando sentiamo che la sua grazia ci tocca, ci chiama, ne sentiamo il fischio lontano. La sua autorità ritorna dall'assenza come qualcosa di più puro, vero, comprensibile, che non ha bisogno di essere contestato. Ci riporta a una giovinezza più forte.

 

Un destino fragile, gloriosamente umile, si può fare un sogno per tutta l'umanità, diventare cinema, far vedere al mondo ciò che non si può vedere. Far sentire di nuovo la musica che era morta. Soltanto questo.

 

Come Dante intimo ed universale in modo unico. Il modo in cui questa storia privata è oggi universale è incredibilmente onesto, e comunque ragionato responsabilmente (anche a un anno della morte di Maradona, è anche un film sulla morte di dio ...).
Ridicolo dire che non sia autoriale il racconto della storia personale, ridicolo dire che non sia trasfigurata per farne un discorso universale.
Un film che ricostruisce una realtà intima con un onirismo infantile, semplice, da raccontare ad amici di tutto il mondo in qualsiasi lingua.
Una recitazione purissima, miracolosamente semplice, delicatamente gigionesca perché frutto della nostra lingua e dei nostri modi in un'opera che non ha bisogno di parodizzarli o esaltarli, qualcosa che in tutto il mondo potranno invidiarci per sempre.
 
Forse sarà ricordato come un pezzo importante di cambiamento della storia del cinema e del nostro paese per il suo coniugare spiritualità e vita contemporanea in un modo che davvero si offre ai giovani e a un linguaggio internazionale.

  • 4

#56 blackwater

blackwater

    Scaruffiano

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Inviato 23 dicembre 2021 - 01:45

Analisi molto bella.

 

C'è una frase su tutte che mi ha colpito, une vera e propria sentenza per chi considera il talento come un dono divino e basta, la sussurra il fratello a Fabietto, mentre Diego la mette ripetutamente all'incrocio dei pali durante la seduta di allenamento: «Sai come si chiama questa cosa che ha fatto Maradona? Si chiama perseveranza».


  • 2

... sei solo chiacchiere e Baraghini 

 


#57 William Blake

William Blake

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Inviato 27 dicembre 2021 - 10:15

L'origin story di Paolo Sorrentino. Un viaggio dentro la sua testa a ripercorrere a ritroso la genesi dei suoi desideri, delle sue paure e delle sue ossessioni. Un percorso iniziato con "L'uomo in più" e che di tappa in tappa è arrivato infine al trauma scatenante a cui più volte ha alluso. La prima parte è quella dell'idillio familiare, dell'infanzia che lascia il passo alle turbe adolescenziali, per essere spazzati via e accelerare il tempo delle scelte e delle decisioni. Per un'ora abbondante Sorrentino illustra una bellissima galleria di volti familiari, aprendoci le porte di casa sua con un'intimità a cui raramente era giunto: l'esilarante commedia umana non è priva di crisi né di drammi, ma è l'eden filtrato del ricordo, una realtà pacificata nel quale Fabietto osserva divertito i genitori e imbarazzato la zia bellissima e pazza. Dopo la morte dei genitori, Fabietto è costretto a diventare Fabio e la scrittura e la regia si contraggono, allontanando il protagonista fino a farlo partire per Roma. Gli eventi-chiave (l'iniziazione sessuale, la notte magica da contrabbandiere, la breve vacanza a Stromboli, la serata da bohémien passata con Antonio Capuano) costituiscono bozzetti esemplari, surreali e onirici nel tipico stile di Sorrentino, ma che, impaginati insieme in rapida successione, appiattiscono il ritmo rendendo ancora più imperscrutabile Fabio che, alla fine, deve inevitabilmente spiegarsi e giustificarsi di fronte all'aggressiva curiosità di Capuano. "A Roma ci vanno gli stronzi" e, dunque, Fabio si carica lo zaino sulle spalle e parte. Un coming of age sincero ma su cui rimane una distanza, forse un'ultima forma di pudore su un dolore profondamente privato che Sorrentino ha elaborato attraverso il cinema, ma sempre indirettamente, e che preso di petto fa percepire il peso ingombrante di ciò che non si può esprimere.


  • 3
Ho un aspetto tremendo, e non bado a vestirmi bene o a essere attraente, perché non voglio che mi capiti di piacere a qualcuno. Minimizzo le mie qualità e metto in risalto i miei difetti. Eppure c'è lo stesso qualcuno a cui interesso: ne faccio tesoro e mi chiedo: "Che cosa avrò sbagliato?"

#58 Infinite dest

Infinite dest

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Inviato 30 dicembre 2021 - 02:12

*
POPOLARE

Tra tutte le cazzate che mi è toccato leggere, quella di confondere l'offshore con gli hovercraft è forse la peggiore, perché è andata in recensione ufficiale su OR; quindi consiglio gratuito: le recensioni importanti assegnatele a dei normodotati, con magari un po' di esperienza.

Per il resto:
1. Qualcuno mi spieghi perché il cinema di Sorrentino sarebbe "barocco" mentre quello di Scorsese e De Palma invece no (non mi addentro nel barocco musicale per carità di patria)

2. Una volta che Sorrentino asciuga il suo stile massimalista per pudore e rispetto verso le sue origini, la sua storia e il suo dolore viene criticato per gli stessi motivi per il quale veniva criticato in precedenza. Leggi: cortocircuito logico

3. Per l'ennesima volta: Sorrentino con Fellini non c'entra un cazzo, filmicamente parlando. È un riferimento come un altro, come potrebbe essere Pietro Germi, per dire. Gli omaggi a Fellini nel cinema di Sorrentino sono due, e dichiarati: l'antro dantesco del chirurgo plastico ne la Grande Bellezza e la scena del casting del fratello Marco in questo. Amen. Sono omaggi e niente più

Per il resto: sarò di parte e va bene, però ci sono talmente tante emozioni (visive in primis: credo sia sfuggito a tutti, per dire, il fatto tutt'altro che casuale che È stata la mano di Dio cominci esattamente dove e come finisce La grande bellezza: con un magnifico piano sequenza sull'acqua. Lì il Tevere, qui il golfo, a stringere sull' automobile che attraversa il lungomare Caracciolo deserto) disseminate ovunque da rendere inutile ogni dissezione critica dettaglio per dettaglio. Non è così che si analizza il cinema di Sorrentino, che dipinge affreschi grandiosi - con tutti i difetti possibili, ma che non contano un cazzo nel disegno generale - e non semplici consolatorie (...) gouaches.

In sintesi: capolavoro, il suo miglior lavoro insieme al superlativo primo Young Pope e ai film più celebrati

Chioso: il personaggio del contrabbandiere romantico e nichilista allo stesso tempo è clamoroso, e per chi conosce il contesto (Piper) molto più plausibile di quanto non sembri. Il che la dice tutta sul valore del film, cui il tempo, come sempre, renderà il giusto merito
  • 10

 mi ricorda un po' Moro.

 

 

 

 

Con trepidazione vivo solo le partite dell'Inter.

 

 

 

Io non rispondo a fondo perchè non voglio farmi bannare, però una cosa voglio dirla: voi grillini siete il punto più basso mai raggiunto dal genere umano. Di stupidi ne abbiamo avuti, non siete i primi. Di criminali anche. Voi siete la più bassa sintesi tra violenza e stupidità. Dovete semplicemente cessare di esistere, come partito (e qui non ci si metterà molto) e come topi di fogna (e qui sarà un po' più lunga, ma cristo se la pagherete cara).

 

 


#59 rudic

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Inviato 30 dicembre 2021 - 11:38

Tra tutte le cazzate che mi è toccato leggere, quella di confondere l'offshore con gli hovercraft è forse la peggiore, perché è andata in recensione ufficiale su OR; quindi consiglio gratuito: le recensioni importanti assegnatele a dei normodotati, con magari un po' di esperienza.

Per il resto:
1. Qualcuno mi spieghi perché il cinema di Sorrentino sarebbe "barocco" mentre quello di Scorsese e De Palma invece no (non mi addentro nel barocco musicale per carità di patria)

2. Una volta che Sorrentino asciuga il suo stile massimalista per pudore e rispetto verso le sue origini, la sua storia e il suo dolore viene criticato per gli stessi motivi per il quale veniva criticato in precedenza. Leggi: cortocircuito logico

3. Per l'ennesima volta: Sorrentino con Fellini non c'entra un cazzo, filmicamente parlando. È un riferimento come un altro, come potrebbe essere Pietro Germi, per dire. Gli omaggi a Fellini nel cinema di Sorrentino sono due, e dichiarati: l'antro dantesco del chirurgo plastico ne la Grande Bellezza e la scena del casting del fratello Marco in questo. Amen. Sono omaggi e niente più

Per il resto: sarò di parte e va bene, però ci sono talmente tante emozioni (visive in primis: credo sia sfuggito a tutti, per dire, il fatto tutt'altro che casuale che È stata la mano di Dio cominci esattamente dove e come finisce La grande bellezza: con un magnifico piano sequenza sull'acqua. Lì il Tevere, qui il golfo, a stringere sull' automobile che attraversa il lungomare Caracciolo deserto) disseminate ovunque da rendere inutile ogni dissezione critica dettaglio per dettaglio. Non è così che si analizza il cinema di Sorrentino, che dipinge affreschi grandiosi - con tutti i difetti possibili, ma che non contano un cazzo nel disegno generale - e non semplici consolatorie (...) gouaches.

In sintesi: capolavoro, il suo miglior lavoro insieme al superlativo primo Young Pope e ai film più celebrati

Chioso: il personaggio del contrabbandiere romantico e nichilista allo stesso tempo è clamoroso, e per chi conosce il contesto (Piper) molto più plausibile di quanto non sembri. Il che la dice tutta sul valore del film, cui il tempo, come sempre, renderà il giusto merito

 

ciao,

 

ti ringrazio per l'appunto sull'offshore, vado subito a correggere. tuttavia, se una svista di motonautica è la cazzata peggiore che hai letto su un sito di cinema vuol dire che non abbiamo fatto poi un cattivo lavoro.

dunque,

 

1) non ho usato il termine

2) forse hai letto, ma non hai capito. cortocircuito logico (di comprensione)

3) credo Sorrentino sia in disaccordo con te 

https://www.repubbli...york-328712134/

 

Per il resto: 

 

accetto la sfida, sarà il tempo a giudicare. nel frattempo, in quel periodo, credo molto lungo, in cui un film discreto diventerà un capolavoro, io potrei imparare un po' di motonautica, e tu un po' di educazione


  • 8

#60 Infinite dest

Infinite dest

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Inviato 30 dicembre 2021 - 12:57

Sono troppo vecchio per imparare l'educazione ma tu sei abbastanza giovane per migliorare il tuo approccio al cinema. Quanto a Fellini, credo che sia di ispirazione per qualsiasi regista venuto dopo (che è quello che dice Sorrentino e anche altri qua dentro) ma io ho scritto filmicamente, che è un'altra cosa (l'uso della mdp, in buona sostanza)

 

Mi dispiace che ti sia offeso, facciamo così, io sono il tuo Capuano e tu il mio Sorrentino, ti porterà bene, farai la carriera di Giovanni Grazzini


  • 1

 mi ricorda un po' Moro.

 

 

 

 

Con trepidazione vivo solo le partite dell'Inter.

 

 

 

Io non rispondo a fondo perchè non voglio farmi bannare, però una cosa voglio dirla: voi grillini siete il punto più basso mai raggiunto dal genere umano. Di stupidi ne abbiamo avuti, non siete i primi. Di criminali anche. Voi siete la più bassa sintesi tra violenza e stupidità. Dovete semplicemente cessare di esistere, come partito (e qui non ci si metterà molto) e come topi di fogna (e qui sarà un po' più lunga, ma cristo se la pagherete cara).

 

 





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