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L' album che sto ascoltando (jazz,classica & avanguardie)


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2054 replies to this topic

#2041 Guest_Michele Murolo_*

Guest_Michele Murolo_*
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Inviato 22 febbraio 2018 - 12:17



#2042 Guest_Michele Murolo_*

Guest_Michele Murolo_*
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Inviato 22 febbraio 2018 - 15:07

Una ripassata ai classici non fa mai male

 



#2043 Connacht

Connacht

    :.::

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Inviato 01 marzo 2018 - 20:00

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Mi spiace non averlo scoperto prima perché mi sta piacendo. Appassionato, atmosferico e ricco di influenze ma senza sbrodolarle, quel che per me sarebbe dovuto essere Christian Scott nel 2017.

 

https://alfamist.ban.../album/antiphon


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#2044 wago

wago

    FURTHERMORE

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Inviato 02 marzo 2018 - 19:24

Gran bel disco, lo avevo messo anche nella playlista jazzofila di fine anno


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#2045 xone89

xone89

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Inviato 13 marzo 2018 - 10:00


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#2046 kebab

kebab

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Inviato 25 marzo 2018 - 15:40

In questi giorni ho recuperato My Point of View, lavoro giovanile di Herbie Hancock del 1963. Quando mi sono reso conto che, ai tempi, Hancock (autore di TUTTI i pezzi) ne aveva 23 e Tony Williams appena 17 ho avuto un mancamento.

 


  • 1

#2047 paloz

paloz

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Inviato 30 giugno 2018 - 14:22

Synesthetic Octet - In the Meanwhile Shoot Me a Movie (2017, Jazzwerkstatt)

 

 

synesthetic-octet-in-the-meanwhile-shoot

 

 

Incalzante e divertito, ascolto leggero ma ricco di  gusto e non privo di tecnicismi misurati. Dura 24 minuti, quindi va anche giù benissimo. Consigliato.

 

 

Vincent Pongrácz – clarinet, composition
Doris Nicoletti – flute
Clemens Salesny – bass clarinet, stritch and alto saxophone (except "Mark der Engländer")
Astrid Wiesinger - alto saxophone (on "Mark der Engländer")
Richard Köster – trumpet
Alois Eberl – trombone
Peter Rom – guitar
Manuel Mayr – e-bass and double bass
Lukas König – drums
Renee Benson - vocals (on "And Then")
August Baron - vocals (on "Pickedem")


  • 1

I have spoken softly, gone my ways softly, all my days, as behoves one who has nothing to say, nowhere to go, and so nothing to gain by being seen or heard.

 

(Samuel Beckett, Malone Dies)


#2048 ravel

ravel

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Inviato 06 luglio 2018 - 19:29

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"Ciò che l'uomo può essere per l'uomo non si esaurisce in forme comprensibili".
(k. jaspers)

 

Caballero del corazón rojo

 

"L'abbiamo messo là per quella ragione lì".

(s. marchionne)

 


#2049 Patrono

Patrono

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Inviato 09 agosto 2018 - 08:45

Sto ascoltando il Vol 6 delle bottleg Series di Miles davis: concerti a Parigi e Stoccolma del 1960, editi da Sony quest'anno.

 

E' il 1960, primo tour per Davis da bandleader in Europa: il set parigino si apre con questa All Of You. Tutto è disposto: bilanciato, adeguato, Miles non spreca una nota. Poi a 4 minuti irrompe un treno lanciato alla massima velocità, John Coltrane

 

Questo sarà l'ulrimo tour assieme per Davis e Coltrane e la tensione artistica tra i due si nota anche nella musica. Trane ormai era incontenibile persino per Miles, strabordante. Doveva intraprendere la sua strada. Miles, a malincuore, lo sapeva.

E' incredibile che due tipi cosi diversi siano stati tanto assieme. Uno estroverso, sicuro, ai limiti della strafottenza. Ma intelligentissimo, tosto.

L'altro umilissimo, silenzioso, quasi si vergognava,

Uno dopo i concerti andava a far baldoria; l'altro se usciva di stanza era un evento. Miles diceva che Coltrane non si si sarebbe accorto di una donna manco se se la fosse trovata davanti nuda. Finchè suonava quel sax, non pensava ad altro.

I soli di Coltrane quella sera a Parigi sono torrenziali, feroci, ma luminosi, limpidi, chiari allo stesso tempo; una roba obbiettivamente mai sentiti prima. E il pubblico parigino LO FISCHIA. Fischia Coltrane!

Non che la cosa facesse piacere a Miles, ovviamente, però difendeva sempre Coltrane. Nonostante le battutine - tipo invitarlo a togliersi quel sax dalla bocca ogni tanto - , lo adorava. E Coltrane adorava Miles; ma che non potessero andare avanti ancora, era evidente.

 

Eppure, da sta tensione sentite che roba.

 

E Miles se ne strabatte il flauto se uno dei suoi, un suo sideman - perchè quello era Coltrane - si prendeva tanto spazio, finchè faceva quelle robe, robe che a lui piacevano.

Successivamente Miles suonò con tantissimo straordinari sassofonositi - e fece cose straordinarie a sua volta - , primo fra tutti il geniale Wayne Shorter.

Ma come Trane non c'era veramente nessuno. Ed in effetti, come poteva essere possibile, che ci fosse anche solo un altro Coltrane?

 

 

https://www.youtube....h?v=ZG9GR2G85D8


  • 2

#2050 lazlotoz

lazlotoz

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Inviato 09 ottobre 2018 - 10:27

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Ci son arrivato attraverso Jim Black, che non conoscevo molto. Ma in giro si dice sia uno dei migliori batteristi sulla piazza... 

Concordo, se la cava piuttosto bene il ragazzo.

 

Qui è in trio con  Tim Berne e il sempre presente Nels Cline. Il tiro non gli manca a quei tre, per quanto il free in questo periodo mi sta stuccando un bel po', in questo disco ci son tante robe insieme che non so nemmeno bene definire. Insomma è meno respingente perché ha dei confini meno netti. Il rumorismo non sembra autoreferenziale.

 

Nei momenti in cui picchiano hanno davvero una potenza assurda.

 

Pubblicato dalla Cryptogramophone Records che ha in catalogo robe interessanti da Nels Cline Singers a Todd Sickafoose...


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#2051 beatoangelico

beatoangelico

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Inviato 11 ottobre 2018 - 19:27

In questi giorni ho recuperato My Point of View, lavoro giovanile di Herbie Hancock del 1963. Quando mi sono reso conto che, ai tempi, Hancock (autore di TUTTI i pezzi) ne aveva 23 e Tony Williams appena 17 ho avuto un mancamento.

Caso particolare quello di tony williams però, genio da teenager e poi una carriera alla fine un po' misera. Le cose sue o in dischi altrui dopo il 1970 non mi hanno mai colpito favorevolmente.
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#2052 Giovanni Drogo

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Inviato 29 dicembre 2018 - 21:55

Il Boris Godunov di Mussorgsky. Devastante. Tra i russi dell'800 lui rimane il più grande, il più viscerale, demoniaco e imprevedibile, e di conseguenza uno dei più grandi di sempre. In particolare però nel mio caso non c'è nessun'opera che mi piaccia come questa, mettici Verdi, Rossini, chi vuoi tu, ma da non amante della lirica questa mi penetra. 

 


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Statisticamente parlando, non lo so.


#2053 Greed

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Inviato 31 dicembre 2018 - 09:23

Non la conosco ma mi interessano alcune metaquestioni. Ascolti e basta? Ascolti e guardi? Leggi la trama, te ne fotti?

La lirica, per quel poco che conosco, mi ha sempre ripagato dopo averla accostata da ogni lato (il testo, la trama, la musica) e ascoltata varie volte, in modo poi da entrare dentro la musica senza affaticarsi sul resto.

 

Le uniche non in italiano che ho ascoltato o visto sono Il flauto magico (qui l'ho proprio ascoltata tralasciando tutto il resto) e Jenufa di Janaceck (teatro, sovratitoli). Poi proverò The turn of the screw di Britten.

 

ps. intanto sto tenendo sotto Godunov ed è davvero forte, ma d'altronde..


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#2054 Giovanni Drogo

Giovanni Drogo

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Inviato 02 gennaio 2019 - 09:27

Eccomi, allora, cerco a differenza di altri tipi di opera musicale di star anche dentro la trama, che tra l'altro sul Boris Godunov sembra bella psichedelica, ma comunque anche in un'opera lirica l'aspetto prettamente musicale e quindi nel mio caso astratto è preponderante, che poi è anche probabilmente il motivo per il quale non è che sia un grande appassionato di lirica. Anche perché ad esempio sul Godunov mi piace molto il suono delle parole della versione originale in russo, ma è abbastanza chiaro che in questa versione non riesco a seguire la trama punto per punto (a meno di non mettersi sotto testo originale in russo, traduzione in italiano, e riuscire a collegare quello che stanno dicendo al momento alla parte giusta del testo), ma ne ho solo una visione abbastanza stilizzata data da ciò che succede nei diversi atti.


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#2055 Giovanni Drogo

Giovanni Drogo

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Inviato 02 gennaio 2019 - 13:06

Comunque qui trovi il libretto con versione russa e traduzione in italiano affianco, figata!

 

http://www.dicoseunp..._Godunov_74.pdf

 

Mi ci metterò, perché alla fine il Boris Godunov io l'ho appena scoperto, su Mussorgsky ero fermo alle opere che conosco da quando ero pischello, Quadri di un'esposizione e Una notte sul monte calvo. 


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