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Album Inafferrabili


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103 replies to this topic

#101 simon

simon

    Scaruffiano

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Inviato 24 novembre 2021 - 13:37

Chiudiamo così?

 

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„Non si può che confermarsi 'stranieri nella propria lingua'. Il plurilinguismo (crogiuolo di idioletti, arcaismi, neologismi di che trabocca il poema) è il contrario d'una accademia di scuola interpreti. È 'Nomadismo': divagazione, digressione, chiosa, plurivalenza, ecc. Il testo intentato è (deve essere) smentito, travolto dall'atto, cioè de-pensato.“

CARMELO BENE
 

 

 


#102 Damy

Damy

    pophead

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Inviato 27 novembre 2021 - 20:12

Stina Nordenstam - Dynamite

 

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Sono anni che ascolto religiosamente la musica di Stina, ho tutta la discografia in cd. La avverto tantissimo a livello emotivo e psichico, per questo suo essere così schiva e refrattaria. Ma poi in musica ha un modo di cantare, comporre e arrangiare che trovo alieno. Non riesco a comprendere come mai una tipa così fragile e dalla cantilena appena accennata sia capace di cotanta potenza. Nemmeno la (comunque divina) PJ Harvey dei Nineties riesce a farmi questo effetto, perché nel suo caso c'è un'aggressività dark-blues molto pronunciata e finanche conturbante, che ti attacca subito alle ginocchia. Stina invece fa il contrario, l'effetto è straniante.

 

Tra tutti i suoi lavori, Dynamite è quello più inafferrabile, sono anni che lo ascolto e ancora non so trovargli una definizione: schegge di rock alternativo, bassi ruggenti e sbertucciati a tratti quasi grunge, ma anche striature chamber di archi e ottoni, catanonia slowcore e un melodismo impercettibilmente popular eppure presente in ogni singola istanza. Sarà che è scandinava, e gli scandinavi hanno un'affinità con la melodia tutta loro? Fosse nata in America forse ne sarebbe venuta fuori una cosa totalmente diversa. Non lo sapremo mai. Quello che so è che le 10 canzoni di questo disco si muovono in un magma tutto loro.

 

E visto che siamo in tema, direi anche:

 

Heather Duby - Post To Wire 

 

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Lei è americana di sicuro e viene dal circuito della Sub Pop. Ad ascoltare il singolo "Judith" ci si può trovare anche aggradati da questo pop angolare e nevrotico da pre-millennium tension (il disco è del 99). Ma se lo si ascolta una seconda volta, si inizia a notare tra le pieghe della produzione un'elettronica vischiosa e perversa, spesso appena accennata ma che sta lì in agguato tipo belva pronta allo scatto. Infatti presto il disco inizia a virare verso una sorta di trip-hop chitarristico estatico e desolato, e infine parte per la tangente: i sette minuti dell'ipnotico sabba angelico "For Jeffrey", i quasi nove della deriva etno-bass di "Halo Sky", gli altri sette di "Soulflower" che pare Talvin Singh, la sferzata drum'n'bass della conclusiva di "Amygdala". Non riesco a immaginare come si possa avere la visione per mettere assieme un album del genere e condurlo con tale naturalezza. Una voce che sarebbe potuta entrare tranquillamente nel calderone del post-trip-hop, o prendere la strada dell'alt-rock o del dream-pop. Invece nisba, "Post To Wire" rifugge tutto e tutti. Ogni volta che lo ascolto ci trovo dentro qualcosa di nuovo, ma la sua essenza mi rimane proprio inafferrabile.


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OR

#103 simon

simon

    Scaruffiano

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Inviato 15 dicembre 2021 - 07:15

@WAGO

 

 

Sto studiando GEORGE LAKOFF e dunque devo ammettere la grandezza in questo campo di RAFAEL NUNEZ* che avevi citato in quell'attimo di controversia sulla precomprensione NON GADAMERIANA. 

 

*Stupidamente, nella concitazione dello scrivere, lo avevo associato al professor MATURANA.

 

Mi scuso profondamente con te.

 

simon


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„Non si può che confermarsi 'stranieri nella propria lingua'. Il plurilinguismo (crogiuolo di idioletti, arcaismi, neologismi di che trabocca il poema) è il contrario d'una accademia di scuola interpreti. È 'Nomadismo': divagazione, digressione, chiosa, plurivalenza, ecc. Il testo intentato è (deve essere) smentito, travolto dall'atto, cioè de-pensato.“

CARMELO BENE
 

 

 


#104 bosforo

bosforo

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Inviato 15 dicembre 2021 - 08:58

anche:
 
Heather Duby - Post To Wire 


Mo lo riascolto.
Questo lo ricordo proprio il classico porridge insipido tra trip hop e post grunge di fine 90 ma in effetti sono passati tre lustri o giu di lì ashd
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