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Low - Hey What (Sub Pop, 2021)


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53 replies to this topic

#41 Claudio

Claudio

    I am what I play

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Inviato 18 settembre 2021 - 14:29

 

I Low recenti sono il nuovo grande bluff della critica dopo i nuovi Swans. Una band che ormai si rifiuta di anche solo provare a imbastire uno straccio di canzone

 

 

Fate cadere le braccia. Ormai basta un suono non consono per mandarvi in crisi e dire bestialità.

 

Sta ormai succedendo l'opposto di quanto accadeva in questo forum all'inizio, quando per conquistare tutti bisognava per forza fare a pezzi il formato canzone (o con almeno metterci dentro un po' di noise, feedback e droni vari), altrimenti eri solo derivativo. I tempi dei Liars, dei Microphones, degli ONEIDA. I tempi in cui i Franz Ferdinand erano solo dei banali scopiazzatori, una band futile e così via. The Times They Are A-Changin' (e ovviamente entrambi gli estremismi sono folli).


  • 1

#42 sfos

sfos

    utente unisalento

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Inviato 18 settembre 2021 - 15:23

Beh nessuno ha cambiato idea sui Microphones di Mount Eerie (gli ultimi invece - atroci - ricadono perfettamente nella stessa categoria di questi Low), né sui Radiohead di Kid A, ecc.
Quella lagna postata prima a esempio di canzone ben fatta, peraltro dal disco precedente, cosa dovrebbe indicare esattamente?
  • 1
"The sun was setting by the time we left. We walked across the deserted lot, alone. We were tired, but we managed to smile."

#43 starmelt

starmelt

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Inviato 18 settembre 2021 - 15:43

Non sono un grandissimo fan, il problema che ho con i loro è che album e discografia mi sono sempre sembrati impenetrabili e più passa il tempo peggio è, ricordo che lo pensavo già ai tempi di Drums & Guns.
 
Double Negative l'ho saltato (volevo ascoltarlo ma è ancora lì in attesa) ma questo almeno nei primi ascolti mi sta prendendo abbastanza bene, sound promosso, White Horses, Days Like These e The Price You Pay mi sembrano tre pezzoni, per il resto o la monotematicità copre perle nascoste oppure qualcosa potevano rivedere in termini di scaletta, ad esempio More scuote il torpore ma arriva troppo tardi.

 

Non capisco molto la critica sul fatto che non facciano più canzoni (o almeno che non ci siano in Hey What), cambia il suono ma mi sembrano in linea col resto che conosco.

 


  • 0

#44 Twin アメ

Twin アメ

    pendolare pre post attilio lombardo

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Inviato 18 settembre 2021 - 16:07

Beh nessuno ha cambiato idea sui Microphones di Mount Eerie (gli ultimi invece - atroci - ricadono perfettamente nella stessa categoria di questi Low), né sui Radiohead di Kid A, ecc.
Quella lagna postata prima a esempio di canzone ben fatta, peraltro dal disco precedente, cosa dovrebbe indicare esattamente?

 

L'ultimo Microphones è atroce anche per me, se penso a un pezzo come Always Trying To Work It Out direi che non rientra assolutamente nella stessa categoria.


  • 0

“Era un animale difficile da decifrare, il gigante di Makarska, con quella faccia da serial killer e i piedi in grado di inventare un calcio troppo tecnico per essere stato partorito da un corpo così arrogante." (Marco Gaetani  - UU)

 


#45 bosforo

bosforo

    ¬`¬`

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Inviato 18 settembre 2021 - 16:17

Mi trovo abbastanza nel mezzo.  A me le cose recenti dei Low non piacciono perche' e' tutto lavoro di texture mentre come songwriting non si sono mai spostati da quel minimalismo totale che li ha sempre contraddistinti ma che ad esempio fino a The Great Destroyer sfruttavano per pezzi molto efficaci, quando venivano loro. Percorso legittimo e immagino molti preferiscano questo corso, ma per me la critica di sfos sul rifiutarsi di comporre canzoni e' a fuoco.

 

Ho sentito questa Fly (anche versione su disco perche' trovo che le voci e i field recording del video distraggano - oltre ad aggiungere al minutaggio) e difatti la definirei piu' una jam ambient-pop ritoccata. Il primo minuto o giu' di li' e' ambient, sembra musica composta per un film o documentario. La parte cantata e' al solito basata su un giro semplicissimo con l'arrangiamento che si riempie, aggiungendo ora una chitarra, un basso, ecc. finche' la voce si sfila sfumando e restano gli strumenti. Tirando fuori un cliche' del forum direi che e' musica circolare, immagino che piaccia se quel tipo di immaginario o testo colpisca certe corde, ma e' per l'appunto una "traccia" che gioca sulla produzione e l'arrangiamento che non una canzone con un lavoro compositivo.

 

 

 

Beh nessuno ha cambiato idea sui Microphones di Mount Eerie 

ehm... ashd


  • 2

#46 wago

wago

    FURTHERMORE

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Inviato 18 settembre 2021 - 17:43

 

Beh nessuno ha cambiato idea sui Microphones di Mount Eerie 

ehm... ashd

 

Certifico che anche io non l'ho cambiata  asd


  • 0

#47 Giubbo

Giubbo

    Classic Rocker

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Inviato 20 settembre 2021 - 14:53

sono sempre stato un fan dei Low.

 

quello che mi è sempre piaciuto di loro, e che non mi ha mai stancato, album dopo album, è la loro grande spritiualità unita al loro grande cuore. credo che le loro armonie vocali intarsiate verranno ricordate per sempre, sono gioielli che fanno sgorgare lacrime anche quando non credevi di aver bisogno di piangere.

 

Double Negative non mi ha mai convinto del tutto: troppo focalizzato sul suono e meno sul cuore. e quando parlo di suono intendo proprio suono, non sperimentazione. perchè per me a parte le texture in Double Negative non mi pare abbiano fatto qualcosa di incredibilmente nuovo.

 

Claudio ad esempio tirava fuori i Liars, ed ecco per me i loro album "They Were Wrong..." prima e "Drum's Not Dead" dopo erano veramente passi in avanti, che infatti inizialmente risultavano inafferrabili, non si sapeva da che parte guardarli. al terzo ascolto il genio esplodeva.

 

con Double Negative (Hey What l'ho ascoltato troppo poco, ma mi pare vada in quella direzione) anche il decimo ascolto era freddino.

 

stando nel territorio dei Low, per me un grandissimo pezzo che veramente creava qualcosa di nuovo, non solo nel suono, ma anche nelle intenzioni (si passava dalla malinconia alla trascendenza), era questo:

 

https://www.youtube....h?v=PGjnCB3o4TY


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#48 Ɲ●†

Ɲ●†

    Haunted

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Inviato 20 settembre 2021 - 16:34

Immenso Giubbo. Quel pezzo per me è l'apoteosi dei Low.
Bravo anche ad aver messo l'accento sul canto. C'è differenza tra canto e canzone (che pure ne hanno fatte). I Low afferiscono più alla prima che alla seconda forma. Da questo punto di vista pensavo giorni fa, prima di leggere post che lamentavano l'assenza di canzoni sotto alle textures / arrangiamenti, che se togli tutto agli ultimi due dischi e lasci solo le voci sarebbero più o meno gli stessi Low di sempre, perché alla base di tutto ci sono le voci di Alan e Mimi. Come se le loro radici non stessero tanto nello slowcore che hanno contribuito a coniare, non nel rock (indie o meno) o nel folk o nel country da cui pure hanno attinto praticamente da sempre, ma più ancora nel canto puro. Di base insomma sono un duo a cappella, io li sento così, poi gli arrangiamenti fanno il resto e decidono degli spostamenti stilistici che nel corso della loro carriera sono occorsi e che ne hanno dectetato una longevità sulla carta sorprendente visti i presupposti iniziali che li legavano ad uno stile ben definito e a facile rischio di inaridimento.

Sugli ultimi due dischi mi esprimerò più avanti: basti dire che DN all'inizio lo avevo snobbato ed è come se lo stessi scoprendo adesso per la prima volta (c'è da dire che i pezzi che preferisco restano quelli dove le voci sono meno pesantemente trattate, tolta Always Trying to Work It Out che vedrei bene affidata alle mani di un Burial).
Quindi mi farò un'idea su HEY WHAT approssimativamente fra 3 anni asd
  • 6
A chemistry of commotion and style

#49 Giubbo

Giubbo

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Inviato 21 settembre 2021 - 07:47

Immenso Giubbo. Quel pezzo per me è l'apoteosi dei Low.
Bravo anche ad aver messo l'accento sul canto. C'è differenza tra canto e canzone (che pure ne hanno fatte). I Low afferiscono più alla prima che alla seconda forma. Da questo punto di vista pensavo giorni fa, prima di leggere post che lamentavano l'assenza di canzoni sotto alle textures / arrangiamenti, che se togli tutto agli ultimi due dischi e lasci solo le voci sarebbero più o meno gli stessi Low di sempre, perché alla base di tutto ci sono le voci di Alan e Mimi. Come se le loro radici non stessero tanto nello slowcore che hanno contribuito a coniare, non nel rock (indie o meno) o nel folk o nel country da cui pure hanno attinto praticamente da sempre, ma più ancora nel canto puro. Di base insomma sono un duo a cappella, io li sento così, poi gli arrangiamenti fanno il resto e decidono degli spostamenti stilistici che nel corso della loro carriera sono occorsi e che ne hanno dectetato una longevità sulla carta sorprendente visti i presupposti iniziali che li legavano ad uno stile ben definito e a facile rischio di inaridimento.

Sugli ultimi due dischi mi esprimerò più avanti: basti dire che DN all'inizio lo avevo snobbato ed è come se lo stessi scoprendo adesso per la prima volta (c'è da dire che i pezzi che preferisco restano quelli dove le voci sono meno pesantemente trattate, tolta Always Trying to Work It Out che vedrei bene affidata alle mani di un Burial).
Quindi mi farò un'idea su HEY WHAT approssimativamente fra 3 anni asd

immenso anche tu Not, dai facciamoci le seghe a vicenda asd

 

immenso perchè di Double Negative hai tirato fuori il pezzo per me più grande di tutti, proprio perchè è il più Low, il più epico, il più sofferto senza marchingegni.

 

ed è vero, non ci avevo mai pensato, i Low sono in fondo un gruppo a cappella, ed infatti DN secondo me prende meno perchè gli intarsi vocali sono volutamente più offuscati.


  • 0

#50 brachilone

brachilone

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Inviato 21 settembre 2021 - 19:40

Anche io adoro la spiritualità di cui è imbevuto il canto dei Low, e in Hey What ne ho trovata moltissima, penso soprattutto a Days like these (forse perché è stata la prima canzone ad uscire). La prima volta che l’ho ascoltata ho pensato esattamente questo, quanto il loro stile sia diventato quasi gospel e come questo contrasti con le texture che scelgono come contrappunto. Quella canzone è Do-Sol-Re in sostanza, ma non lo avevo mai sentito suonato e cantato in questa maniera. Io è da molti anni che sento questo contrasto nei Low, e in Hey what mi pare lo abbiano reso estremamente esplicito.
  • 0

#51 Giubbo

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Inviato 22 settembre 2021 - 13:27

trovo che il loro album più spirituale e caldo sia Trust, mi riferisco ai pezzi lunghi, dato che in quell'album c'è una netta divisione stilistica tra i pezzi brevi (indie) e quelli lunghi (moviola-gospel)


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#52 brachilone

brachilone

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Inviato 22 settembre 2021 - 20:08

Scusa ho sbagliato, era un più perché condivido le tue parole su Trust
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#53 Enri1968

Enri1968

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Inviato 28 settembre 2021 - 15:32

Buongiorno, vi leggo sempre e questa è la prima volta che scrivo. I Low li ho visti nel tour di Double Negative e per me è stato un concerto molto emozionante, penso che pure quest'ultimo album sia significativo.


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www.sullamaca.it


#54 vuvu

vuvu

    الرجل المكرسة لقضية المرأة ويقع في

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Inviato 03 novembre 2021 - 12:59

Nuovo guazzabuglio, stavolta a tratti anche simpatico e con qualche soluzione "elettrica" in più. Ma siamo lontani dal concetto di stupore e meraviglia che leggo un po' ovunque. Sei per il coraggio di continuare a "esplorare" e "mutare" in qualche modo forma, ma non di più. 


  • 0

"L'intensità del rumore provoca ostilità, sfinimento, narcisismo, panico e una strana narcosi." (Adam Knieste, cit.)

 

"Deve rimanere solo l'amore per l'arte, questo aprire le gambe e farsi immergere dal soffio celeste dello Spirito." (Simon, cit.)

 

La vita è bella solo a Ibiza (quando non c'è nessuno).





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