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Adelphi (Per Roberto Calasso)


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32 replies to this topic

#21 Mr. Atomic

Mr. Atomic

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Inviato 07 settembre 2021 - 21:11

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é uscito questo recentemente, vediamo se riesco farmelo regalare per mano di qualche parentuolo 


  • 1

#22 simon

simon

    Scaruffiano

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Inviato 07 settembre 2021 - 22:49

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é uscito questo recentemente, vediamo se riesco farmelo regalare per mano di qualche parentuolo 

 

 

Sono ripartiti alla grandiosa. Questo tuo libro mi tenta moltissimo, ma è questo libro che fa la differenza (per me)

 

29Rtz2.jpg

 

Il "risvolto" è fantastico:

 

 

Che cos’è la musica? Per rispondere a questa capitale domanda, Ramón Andrés insegue – dalla preistoria al composito mondo greco-romano, con frequenti incursioni nelle tradizioni asiatiche – le esperienze primordiali che hanno risvegliato il nostro inconscio alla vibrazione universale, le riflessioni filosofiche che hanno eretto l’armonia a principio fondante del cosmo e dell’etica, le meditazioni artistiche e religiose attraverso le quali la musica ha preso forma come elemento insostituibile del vivere umano. E alla maniera degli antichi rapsòdi, «cucitori di canti», raccoglie nel suo tour de force una scintillante collezione di storie, citazioni memorabili e interpretazioni animate da un contagioso senso di stupore. Se mousikḗ è, come pensavano i greci, non solo una «tecnica combinatoria dei suoni», ma una disciplina che «permette di costruire uno spazio confacente alle necessità spirituali e fisiche dell’uomo», l’itinerario tra suono e vibrazione, proporzione e spazio, intelligenza e danza cui Andrés ci invita è allora un viaggio necessario. Tanto più oggi, quando la musica rischia di risolversi e dissolversi nell’entertainment, nell’emporio dei suoni smaterializzati, nella persecuzione delle nenie di sottofondo orchestrate da algoritmi. La musica, invece, è infinitamente di più: intermediaria celeste, abissale «frammento delle nostre origini», motore armonico della convivenza, voce che «placa e compone la tempesta cosmica». Per Rilke l’orecchio è un «tempio»: Andrés ha predisposto una doviziosa liturgia musicale, e dalla soglia ci invita all’introibo


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„Non si può che confermarsi 'stranieri nella propria lingua'. Il plurilinguismo (crogiuolo di idioletti, arcaismi, neologismi di che trabocca il poema) è il contrario d'una accademia di scuola interpreti. È 'Nomadismo': divagazione, digressione, chiosa, plurivalenza, ecc. Il testo intentato è (deve essere) smentito, travolto dall'atto, cioè de-pensato.“

CARMELO BENE
 

 

 


#23 simon

simon

    Scaruffiano

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Inviato 04 ottobre 2021 - 14:01

Arrivano questa settimana:

 

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André Breton
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Isaiah Berlin
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Sergio Quinzio
€ 42,00 -5% € 39,90
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Wendy Doniger
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Benedetto Croce
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Edgar Wind
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Jurgis Baltrušaitis
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„Non si può che confermarsi 'stranieri nella propria lingua'. Il plurilinguismo (crogiuolo di idioletti, arcaismi, neologismi di che trabocca il poema) è il contrario d'una accademia di scuola interpreti. È 'Nomadismo': divagazione, digressione, chiosa, plurivalenza, ecc. Il testo intentato è (deve essere) smentito, travolto dall'atto, cioè de-pensato.“

CARMELO BENE
 

 

 


#24 Mr. Atomic

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    Classic Rocker

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Inviato 04 ottobre 2021 - 14:52

sulla Doniger ricordo un commento particolarmente acido della mia insegnante di lingua e letteratura hindi, diceva che (la Doniger) aveva un punto di vista molto soggettivo/personale dell'induismo, molto lontano (secondo lei, l'insegnante) di un possibile reale, etc... poi facci sapere Simon! 

 

Ma questi saggi li avevi giá letti in precedenza? ricordo dei tuoi commenti molto entusiasti sul libro di Breton (che prima o poi dovró rubare da qualche Feltrinelli) o su quello su Wilder.  


  • 1

#25 simon

simon

    Scaruffiano

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Inviato 04 ottobre 2021 - 15:31

sulla Doniger ricordo un commento particolarmente acido della mia insegnante di lingua e letteratura hindi, diceva che (la Doniger) aveva un punto di vista molto soggettivo/personale dell'induismo, molto lontano (secondo lei, l'insegnante) di un possibile reale, etc... poi facci sapere Simon! 

 

Ma questi saggi li avevi giá letti in precedenza? ricordo dei tuoi commenti molto entusiasti sul libro di Breton (che prima o poi dovró rubare da qualche Feltrinelli) o su quello su Wilder.  

 

Sono due capolavori assoluti che avevo scaricato sul solito posto.. era arrivata l'ora di prenderli.


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„Non si può che confermarsi 'stranieri nella propria lingua'. Il plurilinguismo (crogiuolo di idioletti, arcaismi, neologismi di che trabocca il poema) è il contrario d'una accademia di scuola interpreti. È 'Nomadismo': divagazione, digressione, chiosa, plurivalenza, ecc. Il testo intentato è (deve essere) smentito, travolto dall'atto, cioè de-pensato.“

CARMELO BENE
 

 

 


#26 maladiez

maladiez

    Kosmische express courier

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  • LocationMagna Grecia

Inviato 04 ottobre 2021 - 16:37

Qualche giorno fa mi è arrivato La nube della non conoscenza, devo ancora leggerlo, tu lo hai mai letto Simon?
  • 1

"Chi vuol brillare, si metta in ombra"

 

 

Alice: "Quanto tempo è per sempre?"

Bianconiglio: " A volte solo un secondo"


#27 simon

simon

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Inviato 05 ottobre 2021 - 01:24

Purtroppo no.

 

Pensavo anche a qualche commento sul paccone che mi arriva questa settimana.

 

Come ben sapete il mio amore per Martin Heidegger è disperato, o meglio nei momenti più difficili della mia vita (spirituali) scrivevo ripetutamente il nome e il cognome del mio grande amore sui muri dei garage, anche in camera mia.

 

Benedetto Croce su M.H. scriveva questo:

 

Scrittore di generiche sottigliezze, arieggiante a un Proust cattedratico, egli che, nei suoi libri non ha dato mai segno di prendere alcun interesse o di avere alcuna conoscenza della storia, dell'etica, della politica, della poesia, dell'arte, della concreta vita spirituale nelle sue varie forme – quale decadenza a fronte dei filosofi, veri filosofi tedeschi di un tempo, dei Kant, degli Schelling, degli Hegel! –, oggi si sprofonda di colpo nel gorgo del più falso storicismo, in quello, che la storia nega, per il quale il moto della storia viene rozzamente e materialisticamente concepito come asserzione di etnicismi e di razzismi, come celebrazione delle gesta di lupi e volpi, leoni e sciacalli, assente l'unico e vero attore, l'umanità. […] E cosi si appresta o si offre a rendere servigi filosofico-politici: che è certamente un modo di prostituire la filosofia.“

 

Questa stroncatura da parte di don Benedetto mi esalta e conferma ampiamente che è il mio SCRITTORE ITALIANO preferito, assieme a VICO.

 

Percepisco la sua voce interiore, il farsi dell'anima, non la sua poetica ma quell'espressione forte autentica dello scritto. Stessa cosa vale per SCHMITT: percepisci una ferita emotiva impossibile da guarire, senti l'uomo nella sua contraddizione interiore che si invera nella filosofia del diritto per espandersi a una metafisica topologica (Torneremo su questo quando parleremo di SCHURMANN).

 

Quinzio è un'altra apocalissi, tutto sommato la TANATOLOGIA di Cioran viene ulteriormente ingrigita, incupita nell'anti-sogno cristiano. La voce di Quinzio non è forte come quella di Benedetto o del giurista tedesco.. ma voglio penetrarlo a fondo, voglio uscire dal dolore universale (che è di tutti) entrando nel cervello delle Sacre Scritture.

 

WIND è fondamentale per motivi fin troppo palesi: ermeneutica, vera ermeneutica della scuola post kantiana. WIND è stato uno dei pochi che ha saputo intrecciare nella sua interpretazione fenomenica-estetica la storia filosofica e il ritratto (la morfologia del ritratto) il farsi immagine (immagine qui intesa alla Wittgenstein).

 

Sul libro della DONIGERG: Capisco e non capisco le critiche.. è tutto relativo o relativista. Questo libro è BORGES-IANO è un gioco di specchi che fonde culture diverse, ed ho bisogno di sentirmi (a volte) altrove, sfuggire al già pensato.

 

Gli altri libri sono apodittici: sono libri d'arte sull'arte. BALTRUSAITIS è conosciuto per i suoi studi sul mostruoso medievale e sulla nascita impossibile di Bosch. Sono venuto a conoscenza di BALTRUSAITIS grazie a DELEUZE nel suo libro su LEIBNIZ.

 

Di BRETON e WILDER ho già scritto lungamente, è un regalo che ho voluto farmi: sono percorsi estetici nominali.


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„Non si può che confermarsi 'stranieri nella propria lingua'. Il plurilinguismo (crogiuolo di idioletti, arcaismi, neologismi di che trabocca il poema) è il contrario d'una accademia di scuola interpreti. È 'Nomadismo': divagazione, digressione, chiosa, plurivalenza, ecc. Il testo intentato è (deve essere) smentito, travolto dall'atto, cioè de-pensato.“

CARMELO BENE
 

 

 


#28 Mr. Atomic

Mr. Atomic

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Inviato 06 ottobre 2021 - 15:53

 

Sul libro della DONIGERG: Capisco e non capisco le critiche.. è tutto relativo o relativista. Questo libro è BORGES-IANO è un gioco di specchi che fonde culture diverse, ed ho bisogno di sentirmi (a volte) altrove, sfuggire al già pensato.

 

provo interpretare le critiche: anni fa ho seguito un corso intitolato Etnologia dell'Africa, corso che frequentai sopratutto (ma non esclusivamente) per la presenza fissa di una bellissima ivoriana, una ragazza ventenne che faceva mille domande (tutte molto intelligenti) e che emanava un certo odore fortissimo di sudore aggressivo che mi faceva impazzire. Quando dovetti buttare giú una bibliografia per una mia presentazione (del tutto trascurabile) usai Storia della civilitá africana di Leo Frobenius, questo testo qua

 

cover__id3234_w240_t1383061610.jpg

 

All'epoca ero molto interessato al lato mitologico dell'Antropologia culturale, e avevo eletto Adelphi come massimo punto di riferimento. Con questo testo qua mi credevo invincibile, il non-plus ultra dell'Antropologia in campo africano. Invece con qualche stupore devo dire che fui preso a risate, con la docente che mi ricordo disse: "Frobenius? ma se si leggeva al massimo 40 anni fa" 

 

Ecco dunque la mia interpretazione: occorre dividere tra testi di notevole contenuto mitologico, scritti benissimo e quasi fiabeschi, e tra testi didattici che puntano solo alla divulgazione, piccoli testi di settore che peró hanno il pregio di essere costantemente aggiornati. Questi piccoli testi non usciranno probabilmente mai del loro contesto (in questo caso dell'etnologia) ma resteranno quelli squisitamente accademici, ove invece i grandi testi alla Frobenius resteranno visti invece con scetticismo. La critica alla Doniger e a Frobenius penso si muova su questo binario qua, cioé quello del mondo academico piú interessato a portare avanti un discorso pseudo-scentifico e poco interessato alle grandi narrazioni.   


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#29 Greed

Greed

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Inviato 06 ottobre 2021 - 17:26

L'accademia vuole il positivismo, i dati, le bibliografie aggiornate, insomma tutte cose pallosissime con cui i ricercatori campano (male). Eri sempre tu che parlavi delle critiche di un docente a un testo che parlava di induismo?


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#30 Mr. Atomic

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Inviato 06 ottobre 2021 - 21:53

L'accademia vuole il positivismo, i dati, le bibliografie aggiornate, insomma tutte cose pallosissime con cui i ricercatori campano (male). Eri sempre tu che parlavi delle critiche di un docente a un testo che parlava di induismo?

yep! 

 

so proprio due binari diversissimi, l'accademia si culla di questo suo continuo aggiornarsi, sopratutto tra i studiosi di sociologia e antropologia é divenuto un totem. Concetti nuovi che fanno fuori concetti vecchi, nuove visioni che fanno piazza pulita di altri vecchi, etc... anche tra i studiosi di storia é un fatto noto, letture aggiornate superano altre letture di stampo meno recente. 

 

Ho tra le mani Medio Oriente di Ugo Fabietti, ed é tutto un: "questo concetto vecchio ormai é stato superato, il concetto xyz non rifletteva abbastanza su abc, etc" chi voleva leggersi semplicemente l'interpretazione di un qualche rito di alcuni beduini sparsi per il deserto viene fregato nel susseguirsi di tam-tam tra concetti.  


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#31 simon

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Inviato 07 ottobre 2021 - 03:43

 

 

Sul libro della DONIGERG: Capisco e non capisco le critiche.. è tutto relativo o relativista. Questo libro è BORGES-IANO è un gioco di specchi che fonde culture diverse, ed ho bisogno di sentirmi (a volte) altrove, sfuggire al già pensato.

 

provo interpretare le critiche: anni fa ho seguito un corso intitolato Etnologia dell'Africa, corso che frequentai sopratutto (ma non esclusivamente) per la presenza fissa di una bellissima ivoriana, una ragazza ventenne che faceva mille domande (tutte molto intelligenti) e che emanava un certo odore fortissimo di sudore aggressivo che mi faceva impazzire. Quando dovetti buttare giú una bibliografia per una mia presentazione (del tutto trascurabile) usai Storia della civilitá africana di Leo Frobenius, questo testo qua

 

cover__id3234_w240_t1383061610.jpg

 

All'epoca ero molto interessato al lato mitologico dell'Antropologia culturale, e avevo eletto Adelphi come massimo punto di riferimento. Con questo testo qua mi credevo invincibile, il non-plus ultra dell'Antropologia in campo africano. Invece con qualche stupore devo dire che fui preso a risate, con la docente che mi ricordo disse: "Frobenius? ma se si leggeva al massimo 40 anni fa" 

 

Ecco dunque la mia interpretazione: occorre dividere tra testi di notevole contenuto mitologico, scritti benissimo e quasi fiabeschi, e tra testi didattici che puntano solo alla divulgazione, piccoli testi di settore che peró hanno il pregio di essere costantemente aggiornati. Questi piccoli testi non usciranno probabilmente mai del loro contesto (in questo caso dell'etnologia) ma resteranno quelli squisitamente accademici, ove invece i grandi testi alla Frobenius resteranno visti invece con scetticismo. La critica alla Doniger e a Frobenius penso si muova su questo binario qua, cioé quello del mondo academico piú interessato a portare avanti un discorso pseudo-scentifico e poco interessato alle grandi narrazioni.   

 

 

Gentilissimo amico,

 

hai scritto un post di assoluto valore e ti rispondo immediatamente anche se non dovrei farlo. Come spesso ho detto sono impegnato filosoficamente almeno una dozzina di ore al giorno e questo mi sta portando a una sorta di devastazione nervosa che presto mi porterà o alla follia di Nietzsche o alla depressione endogena grave con dialoghi non alternati con il Demonio come previsto dalla gigantomachia di ALTHUSSER.

 

A parte gli scherzi: il libro di Leo doveva essere mio nel 2014.. ma per motivi personali da un momento all'altro della mia vita esistenziale mi sono trovato dalla possibilità di spendere sei-settecento euro al mese in libri a vendere completamente tutta la mia collezione di libri, dischi per salvare una situazione famigliare disperata. 

 

Dio mi vuole bene ed ora sono benestante (come mai sei benestante? anni e anni di sacrifici e di scelte intelligenti) certo non sono Berlusconi ma nemmeno una persona che ha vissuto lo choc di vendere per un bianco e nero una delle collezioni più intelligenti che erano disponibili a buon mercato.

 

FROBENIUS è un testo sacro, è immune da critiche in quanto è pura narrazione, è documento storico fondamentale per affrontare l'antropologia filosofica (SCHELER) da un punto di vista, se si vuole, anche meta meta narrativo.

 

GIRARD ha portato avanti con brillantezza estrema un solo concetto, quello di CAPRO ESPIATORIO. Ma ogni suo libro da quelli più classici a quelli pseudo aforisti inseriti in un contesto dialogico pur non essendo meta narrazioni sono capolavori di possibilità democratica.. ermeneutica della storia.. come il commento biblico di Quinzio o la storia della retorica (dalla fine del Cinquecento agli inizi del Settecento) del mio amato FUMAROLI: punti di vista che non fanno teoresi filosofica (MILLE PIANI per intenderci come vertice assoluto dalla letteratura del Novecento, letteratura filosofica ma non solo filosofica: lo scontro tra DELEUZE e il Pensiero Germanico nel capitolo decisivo per l'umanità che è SUL RITORNELLO..).

 

Alla maestra non piace FROBENIUS, lo considero datato.. ecco è una sua opinione personale. POPPER che non è esattamente la maestrina della scuola media-universitaria italiana se ha fatto sempre centro sul piano logico nelle sue straordinarie critiche ai metodi scientifici è assolutamente imbarazzante nei confronti del Marxismo e del Freudismo. POPPER ha detto una frase che mi ha fatto morire dal ridere: "Platone è il GIUDA di Socrate" voglio dire, pur amando l'austriaco anche visceralmente per le sue posizioni democratiche liberale NON per questo motivo vedo Platone come un pericoloso traditore. Stessa cosa per il commento su ADLER, siamo da opinioni da baretto di periferia: ma è il classico del genio e lo rispetto anche per questo.

 

DONIGERG: questo libro l'ho comprato per un semplice motivo. Sono interessato alla comparazione degli sudi culturali di culture molto lontane dalla mia CON i classici del pensiero occidentale che adoro fino all'impazzimento (tra mille virgolette). Ma è la struttura borgesiana del libro che mi ha portato alla scelta del libro.. questo labirinto dentro altri labirinti, quasi una Teodicea alla LEIBNIZ per intenderci o un film di ROBBE-GRILLET.

 

Nei primi anni Dieci il mio amore per HEGEL e HEIDEGGER era disperato.. credo di essere arrivato al punto di amarli anche dal punto di vista fisico (tra mille virgolette). Leggere per la prima volta la Fenomenologia dello Spirito è stato uno choc intellettuale inarrivabile, mi sono domandato a lungo se HEGEL fosse una persona normale o un marziano. La sua voce era allo stesso tempo immune da storicità (sensualità rigida ma parlava la sua anima) ma scriveva in un modo totalmente ALTRO, come accade leggendo il secondo-terzo HEIDEGGER: sono i massimi testimoni della difficoltà di vivere interiormente la malattia della continua metamorfosi gestaltica del pensiero e la condanna a una mediazione cartacea.. 


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„Non si può che confermarsi 'stranieri nella propria lingua'. Il plurilinguismo (crogiuolo di idioletti, arcaismi, neologismi di che trabocca il poema) è il contrario d'una accademia di scuola interpreti. È 'Nomadismo': divagazione, digressione, chiosa, plurivalenza, ecc. Il testo intentato è (deve essere) smentito, travolto dall'atto, cioè de-pensato.“

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#32 simon

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Inviato 29 novembre 2021 - 14:49

Purtroppo oggi vi scrivo in maniera molto breve, per un semplice "fatto". Dopo venti ore consecutive di studio e scrittura che attraversano le filosofie da DUNS SCOTO fino ad approdare ai coniugi CHURCHLAND come risultato finale del mio saggio sulla DECREAZIONE, non mi permettono virtuosismi.

 

Dopo una discussione pubblica con Adelphi, vi informo di una cosa: ristampato e dunque disponibile in tempi brevissimi.

 

QDHTRr.jpg


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„Non si può che confermarsi 'stranieri nella propria lingua'. Il plurilinguismo (crogiuolo di idioletti, arcaismi, neologismi di che trabocca il poema) è il contrario d'una accademia di scuola interpreti. È 'Nomadismo': divagazione, digressione, chiosa, plurivalenza, ecc. Il testo intentato è (deve essere) smentito, travolto dall'atto, cioè de-pensato.“

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#33 simon

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Inviato 26 dicembre 2021 - 07:48

Pur essendo un patito di ADELPHI, da innamorato devo segnalare anche dei veri e propri orrori (considerando che il libro è ancora disponibile e in un formato assolutamente delizioso).

 

vUomYj.jpg

 

un'edizione economica per un libro d'arte che si trova nel catalogo a un prezzo oserei dire modesto rispetto alla cura dell'impaginazione, la nitidezza del supremo materiale fotografico etc.

 

Continuano a farmi arrabbiare e ferocemente. Questo libro è un capolavoro per coloro che vogliono studiare la filosofia della mente, secondo me superiore alle opere seppur sublimi del professor ANTONIO DAMASIO.

 

NkB3GB.jpg

 

Ho chiesto-proposto all'Adelphi di pubblicare quello che potrebbe essere l'evento letterario dell'anno prossimo: REINER SCHURMANN "ORIGINS" in questo capolavoro abissale, il gigante che ha unito il misticismo renano con il pensiero del Professor Martin Heidegger.. si confessa in un certo qual modo ho notato lo stesso conflitto pasoliniano che appariva bruciante proprio nelle prime poesie friulane: l'amore omosessuale da una parte e la fede domenicana dall'altra parte (era un teologo domenicano).


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