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Ennio Morricone


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98 replies to this topic

#81 markmus

markmus

    cui prodi

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Inviato 12 luglio 2020 - 14:43

Strabuzzo gli occhi nel notare che Morricone era più vecchio di Leone, anche se di pochissimo.

 

5330891_2232_morricone_leone.jpg

 

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#82 Twin アメ

Twin アメ

    pendolare pre post attilio lombardo

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Inviato 12 luglio 2020 - 15:31

 

Strabuzzo gli occhi nel notare che Morricone era più vecchio di Leone, anche se di pochissimo.

 

5330891_2232_morricone_leone.jpg

 

182234581-cb04ea48-06fe-47ae-8a50-f8db06

 

 

Dura ammetterlo ma Salvini se li porta meglio.


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“Era un animale difficile da decifrare, il gigante di Makarska, con quella faccia da serial killer e i piedi in grado di inventare un calcio troppo tecnico per essere stato partorito da un corpo così arrogante." (Marco Gaetani  - UU)

 


#83 woody

woody

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Inviato 12 luglio 2020 - 15:50

Io sono un po' d'accordo con giovanni drogo e un po' con dick laurent.
Si parte dal presupposto che nemmeno io, come giovanni ma come il 99% degli utenti qui sul forum, condivido le posizioni di Morricone sui rockisti. Però è anche vero (non mi riferisco a giovanni in questo caso), che la maggior parte degli appassionati di rock, se si escludono gente parecchio appassionata tipo gli utenti di questo forum, non ha la minima conoscenza di musica classica e nemmeno jazz. Sono ultra-risentiti se qualcuno dalla musica colta critica il rock per partito preso e gli danno del chiuso di mentalità, ma sono allo stesso modo chiusi verso altri mondi che non sia la "popular music".

Quante volte poi ho sentito il banale luogo comune "è più difficile scrivere una bella canzone pop che una bella sinfonia". Punto primo basta vedere la quantità di canzoni pop composte nel 900 e paragonarlo a quelle delle sinfonie per capire che non è così facile, ma anche paragonare il numero delle canzoni pop ascoltate da colui che fa questa affermazione con il numero delle sinfonie ascoltate e anche li sarà la matematica a smentire l'ameno luogo comune. E in questo caso citerei pure l'esempio portato da giovanni che dice che un compositore con una canzone pop avrebbe costruito 20 minuti di materiale andando avanti di variazione, come se la canzone pop fossero merito dell'ispirazione e la sinfonia una mera questione di applicazione delle regole derivate da anni passati a studiare chiusi in casa.

Wyatt da qualche parte sosteneva proprio l'opposto di questa tesi. Era ospite di una stazione radiofonica e mise un pezzo di Bartok, gli piacevano tantissimo i primi 30-40 secondi e sosteneva che in una canzone questa parte bellissima sarebbe stata ripetuta tre volte, per il compositore classico quei primi 30-40 secondi erano già abbastanza, per tutto il resto del pezzo quella sequenza di note no nsarebbe più tornato.


Ah la parte in cui sono d'accordo con giovanni drogo è quella relativa all'invidia dei compisitori classici del successo dei musicisti pop-rock, invidia molto spesso ricambiata dai punk e sostenitori della "musica pura" che se fai più di due accordi ogni tre minuti diventi automaticamente segaiolo (in questo caso l'oggetto dell'invidia sarebbe la conoscenza della materia/tecnica strumentale o compositiva).


  • 4

#84 Giovanni Drogo

Giovanni Drogo

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Inviato 12 luglio 2020 - 17:39

E in questo caso citerei pure l'esempio portato da giovanni che dice che un compositore con una canzone pop avrebbe costruito 20 minuti di materiale andando avanti di variazione, come se la canzone pop fossero merito dell'ispirazione e la sinfonia una mera questione di applicazione delle regole derivate da anni passati a studiare chiusi in casa.

 

Non è così chiaramente, ma era per esemplificare un concetto di cui sono convinto, ovvero che stringi stringi anche in repertori infiniti come quelli di vari compositori classici non c'è più inventiva e materiale buono a livello musicale di quanto ce ne sia nel repertorio di vari geni della musica pop.


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Statisticamente parlando, non lo so.


#85 tonysuper

tonysuper

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Inviato 13 luglio 2020 - 20:05

Brahms o Beethoven possono sembrare uguali: e se uno non ascolta classica è così.


In questo esempio particolare si somigliano come padre e figlio anche se ascolti classica da 20 anni... 

 

Io non credo che Dylan o gli Stones non compongano, a volte improvvisano questo sì, ma la scrittura di una canzone anche blues o folk richiede un certo tipo di lavoro a tavolino, progettazione, che si può chiamare “comporre”.


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#86 Bernardus

Bernardus

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Inviato 14 luglio 2020 - 08:05

 

 

 

E' anche abbastanza comune che i musicisti di formazione accademica non siano interessati alla musica pop, non riescano ad apprezzarla, o abbiano dei gusti osceni che qualsiasi ondarocker condannerebbe.


Io non condanno i gusti di nessuno, condanno l'idea un attimino più reazionaria che senza studi accademici non si possa produrre musica di alto livello. Poi è chiaro che Morricone arriva anche da una generazione di musicisti precedente, è più facile magari pensarla diversamente avendo oggi 30 anni.

 

 

Sì, ma non essere letteralista sul "condannerebbe". Significa che certa gente raffinatissima nel campo della classica ha poi apprezzamenti che si fermano a quella parte di radio e mainstream che generalmente è ritenuta priva di qualsiasi interesse se non fastidiosa.

 

E qui parte un off topic. Desumo che:

 

- i due tipi di musica sono quasi due tipi d'arte diversa, con metodi compositivi e risultati diversi. Ovviamente ci sono zone grigie, tu stesso "componi" molto più della media della musica pop o rock, se il mio orecchio non erra. Ma di molti non si può dire neanche che "compongano": Dylan, i Rolling Stones componevano? Direi di no. Brian Wilson sì, ma è un'eccezione.

- Il non essere avvezzi alla diversità dei due tipi di musica porta a non saper distinguere tra cose che sembrano simili. Brahms o Beethoven possono sembrare uguali: e se uno non ascolta classica è così. Stesse atmosfere, stesso sound (grazie: nella classica lo studio di registrazione non è un musicista aggiunto come nel pop, vedi alla voce Phil Spector, Steve Albini ecc.). Allo stesso modo l'accademico potrebbe buttare Alberto Camerini, Battiato e (esagero) Ruggero dei Timidi nello stesso calderone. O i Velvet Underground con i Galaxie 500, o le 15 canzoni che usano la stessa progressione di Palchebel, dai Belle & Sebastian ai Maroon 5. Dirà: usano le stesse progressioni, gli stessi ritmi, melodie simili. E chiaramente ci si sta perdendo l'immaginario creato da ogni artista, tutti i significati che vanno oltre le note, l'importanza dell'esecuzione, della voce, dei suoni di ogni strumento ecc.

 

Chiaramente ho polarizzato il discorso in due estremi, ma senza fare dell'astrazione: ho davvero sentito parlare compositori e direttori che analizzavano e valutavano canzoni da questo punto di vista, traendone giudizi e preferenze che mi sembravano assurde.

 

Per quanto riguarda la questione dell'idea "reazionaria", ho pensato che questa idea in realtà è stata forse scardinata neanche troppo tempo fa. Dalla fine dell'Ottocento presumo. Pensa all'antiaccademismo degli impressionisti o di un Satie (oggi la rottura è molto meno percepibile). Insomma, l'idea che si possa arrivare all'Arte senza un certo tipo di formazione è piuttosto moderna se non contemporanea. Nell'ambito della musica (classica/colta) probabilmente si è anche più indietro rispetto a certe altre arti (nella letteratura lo scrittore che proviene da esperienze "altre" ormai è affermato persino in Italia).

Questo non per "scusare" Morricone (a parte che mi importa poco se gli piaccia o no il pop), ma per inserirlo in un contesto che mi pare ragionare come lui.

 

Dai sappiamo tutti qual è la fonte purissima di questo discorso di chi studia al conservatorio: è l'invidia. E' chiaro che se passi 10-20 anni a studiare 8 ore al giorno strumento, armonia, storia della musica e composizione, poi ti gira il cazzo a vedere che c'è gente (magari anche tantissima) che si esalta ascoltando dei peracottari che tengono male lo strumento, cantano stonati, nei live sbagliano una nota su dieci perché devono correre in giro per il palco e non sanno dare uno sviluppo alle idee melodiche ma si limitano a ripetere le stesse melodie per 4 minuti senza evoluzione, e poi finisce il brano. Ora ho cercato di sintetizzare il concetto che più o meno tutti sappiamo, ma non credo ci sia molto da aggiungere. 

 

Per quanto riguarda invece le zone grigie che citi, io ad esempio vivo proprio di quelle nella musica pop di questi decenni, ci sono composizioni mirabili che sono confinate nell'ambito pop e grazie a Dio hanno il dono della sintesi, magari un compositore classico con quel quantitativo di idee armoniche e melodiche avrebbe tirato avanti per 20 minuti costruendoci sopra variazioni e avrei sentito troppo il mestiere, mestiere che io personalmente sento nel 90% della musica classica dei più grandi compositori, solo perché sanno rigirarti una progressione in una miriade di modi diversi, in maniera puramente razionale quando non proprio meccanica. Lo stesso Morricone ha dovuto essere pop in questo e sintetizzare e puntare all'orecchiabilità nelle composizioni tonali che faceva, e la sua musica c'ha guadagnato, non perso. 

 

Nello studio accademico c'è poi l'aspetto di innovazione del linguaggio musicale, qui la musica classica per secoli è andata avanti rompendo i canoni tonali precedenti, fino a raggiungere un punto di saturazione delle novità armoniche, melodiche, ritmiche e timbriche oltre il quale si sono sviluppati linguaggi musicali psicoacusticamente inascoltabili senza dover prendere qualche libro in mano e studiarsi un attimino il modo di apprezzare in profondità cose altrimenti totalmente dissonanti, o senza appigli ritmici, armonici, melodici. E' chiaro che anche considerando questo cammino, rispetto alla storia della musica classica il pop e il rock sono un elemento di discontinuità totale, e per questo detestabili dal momento che della storia della musica precedente se ne sbattono. Questo discorso però lo reputo molto più complesso, e non me la sento di affrontarlo, ma da questo punto di vista non credo che Morricone sia stato chissà quanto rivoluzionario o abbia innovato particolarmente all'interno dell'ambito della musica colta, anzi il suo maggior contributo di innovazione è proprio quello di aver creato un ponte resistentissimo tra i due ambiti come forse pochissimi altri sono stati in grado di fare. E' stato innovativo in quanto compositore per il cinema, ma non in quanto innovatore del linguaggio musicale come ad esempio Schonberg, Stravinsky o Stockhausen. E nell'essere compositore per il cinema è finito a fare musica pop.

 

 

Nessuno discute la difficoltà della sintesi che avviene nel pop. Infatti,è una musica dove  si è relegati in una forma (la canzone) e in strutture armoniche piuttosto essenziali. Diventa quindi fondamentale far emergere un'estetica che riesca a valorizzare i pochi elementi a disposizione. Diventa un gioco di economia ma anche di creatività;  lavorare poco materiale porta a doverlo manipolare in una certa maniera e l'arrangiamento in tal senso occupa un ruolo predominante rispetto all'armonia stessa.

 

Di contro però, da un punto di vista delle possibilità formali, il materiale sonoro, armonico, melodico,ritimico che nella cosiddetta classica si ha a disposizione è enorme. E ciò va ben oltre lo sterile concetto di variazione sul tema. Gli stratagemmi e la complessità delle strutture è tale da permettere uno spazio di manovra tendente all'infinito.Ciò

a dire il vero avviene anche nel jazz, uscendo un attimo dal seminato ma sostanzialmente avviene ovunque ci sia uno studio ed un'indagine musicale di un certo tipo.

 

E se la forma canzone propone un numero grande ma finito di soluzioni, con differenti forme ed approcci le possibilità aumentano esponenzialmente.

 

Parli con disappunto del "sentire il mestiere" ma la verità è che se un pezzo pop lo consideri godibile è proprio perchè c'è tutto il mestiere del mondo a monte. Il fatto che tu non apprezzi fino in fondo un'altra estetica ha più che altro ragioni storiche e culturali e sono correlate ai tuoi ascolti. E' chiaro che la musica, essendo un linguaggio porta alle stesse conseguenze di quello parlato. Ascoltando un certo vocabolario, semplice ed essenziale ripetutamente, mi sembrerà forzato un periodare molto più forbito. E' una cosa abbastanza logica.


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#87 Giovanni Drogo

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Inviato 14 luglio 2020 - 08:22

Parli con disappunto del "sentire il mestiere" ma la verità è che se un pezzo pop lo consideri godibile è proprio perchè c'è tutto il mestiere del mondo a monte. Il fatto che tu non apprezzi fino in fondo un'altra estetica ha più che altro ragioni storiche e culturali e sono correlate ai tuoi ascolti. E' chiaro che la musica, essendo un linguaggio porta alle stesse conseguenze di quello parlato. Ascoltando un certo vocabolario, semplice ed essenziale ripetutamente, mi sembrerà forzato un periodare molto più forbito. E' una cosa abbastanza logica.

 

Guarda, ho cercato di non dirlo fino ad adesso ma dato che sei l'ennesima persona che tira fuori il discorso personale sulle mie idiosincrasie da quando mi sono permesso di lanciare delle critiche - che peraltro scompaiono di fronte agli elogi che gli ho fatto - a Morricone, ti informo che non solo la musica classica è la prima musica in assoluto a cui mi sono appassionato, ma adoro letteralmente almeno un centinaio di opere classiche, con una particolare predilezione per il tardo romanticismo e l'impressionismo, in cui sento allentarsi il peso di certi canoni, e possiedo una barca di dischi di musica classica. Non solo, ma nel corso della mia vita mi è capitato anche di consigliare a varie persone che avevano la passione per la musica di fare il conservatorio. Non ho capito da dove derivino queste tue considerazioni nei miei confronti e quelle di altri utenti del topic. Ammetto che di musica contemporanea ne capisco veramente poco ecco, e al momento non sono interessato a colmare questa mia lacuna. Ma che nel 2020 non si possa dire senza grossi problemi che formarsi musicalmente al di fuori delle accademie è assolutamente possibile ed in alcuni casi fondamentale e che chi lo nega fa un discorso retrogrado, questo è allucinante, in un forum di musica rock tralaltro.


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#88 tonysuper

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Inviato 14 luglio 2020 - 08:27

Ma anche il pop/rock è accademia, soprattutto in USA.
 
Tralascio il dramma che uno studente di liceo US a volte studi più teoria musicale di un diplomato in pianoforte italiano asd
ma senza pensare ai chitarristi che sarebbe vincere facile, cantautori e produttori e musicisti anche e soprattutto di pop mainstream si abboffano di teoria musicale.
 
Una teoria che non è 800ntesca e dove c'è molto jazz.
 
Sto libro qui lo troverai sugli scaffali di metà dei musicisti americani che partecipano ai vari Grammy's
 
 
https://en.wikipedia...al_Organization
 
Tecnicamente non vanno in un conservatorio, ma seguono corsi in scuole più o meno amatoriali dove studiano tanta teoria.
 
Questo guru della composizione e della produzione ha 1 milione  e mezzo di iscritti. Un milione  e mezzo!

Rick Beato:


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#89 Giovanni Drogo

Giovanni Drogo

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Inviato 14 luglio 2020 - 08:33

Ma anche il rock è accademia, soprattutto in USA.

 

No, semmai il rock è diventato accademia, e giustamente si è fatto notare che anche il pop ha il suo mestiere, soprattutto il mestiere di chi lavora in studio di registrazione, questo va detto. Ma il rock non si è sviluppato nelle accademie, e chi ha fatto musica uscendo dalle accademie nel rock l'ha fatto dopo aver fatto soprattutto percorsi didattici legati alla fusion, dinamica inesistente tra l'altro negli '60 e '70 e che tutt'ora non è assolutamente necessaria per fare della musica il proprio mestiere in ambito pop. Il che non vuol dire che non ci sia dello studio dietro, ma che semplicemente questo studio non avviene con le caratteristiche imposte dall'ambiente dei conservatori o delle accademie.


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#90 tonysuper

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Inviato 14 luglio 2020 - 08:44

Secondo me hai una visione molto romantica del rock anni 50 e 60, è più il punk che era così "romantico" come concetto di musica senza mezzi culturali.
 
Se leggi interviste ai musicisti (soprattutto di colore) certi concetti li masticavano e anche bene.
Persino i Beatles dei primissimi anni se ascolti gli audio durante i loro rehearsal si chiedono fra di loro "quante battute lo famo il bridge", "parti dalla seconda" (il levare invece che il battere), "io suono il sol con la chitarra, scegli tu il vero accordo con il basso" (a Paul, era lui che decideva l'armonia sottostante con la nota bassa).
 

 
I modi, le armonie, i ritmi, magari usavano un linguaggio approssimativo ma conoscevano molto più di quello che pensiamo noi.
 
Concordo è una scuola blues/jazz più che classica.
 
Quel tipo di educazione "classica" ce l'avevano più personaggi come Fripp, Banks, Emerson, Wakeman.
 
Hanno pubblicato un manuale di contrappunto moderno in cui studiano (anche) Beach Boys, Queen e King Crimson, oltre ai vari musicisti classici del 900.


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#91 Giovanni Drogo

Giovanni Drogo

    Non lo so

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Inviato 14 luglio 2020 - 09:08

Ma perché hai spostato il discorso sul dimostrare che anche chi fa rock e pop studia, quando il punto di partenza era totalmente diverso, ovvero la tesi secondo la quale se non si fanno degli studi strutturati e completi accademici al conservatorio non è possibile riuscire a fare arte? 

 

La preparazione di Fripp sarebbe stata giudicata da Morricone come totalmente insufficiente al fine di poter fare il compositore.

 

Dovevo smettere di scrivere due pagine dopo il post di Man Erg, che errore madornale.


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#92 tonysuper

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Inviato 14 luglio 2020 - 09:11

Verdi era un noto autodidatta, un uomo del popolo che si vantava di scrivere "ad orecchio" ed è passato alla storia della musica classica.

 

Anche Schoenberg se non ricordo male si è arrangiato da solo con studi personali senza frequentare scuole, prima di diventare addirittura l'autore di testi di riferimento per chi insegnava armonia "tradizionale".

 

Ma in questo secondo esempio è più un fatto "burocratico", ha studiato senza frequentare più che non studiare.

 

Un certo dilettantismo c'era molto probabilmente anche in Duke Ellington, riconosciuto come uno dei massimi compositori del 900.

 

Già la generazione venuta dopo (Mingus, Davis, Dolphy) ha fatto studi "ordinati".


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#93 Bernardus

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Inviato 14 luglio 2020 - 09:15

 

Parli con disappunto del "sentire il mestiere" ma la verità è che se un pezzo pop lo consideri godibile è proprio perchè c'è tutto il mestiere del mondo a monte. Il fatto che tu non apprezzi fino in fondo un'altra estetica ha più che altro ragioni storiche e culturali e sono correlate ai tuoi ascolti. E' chiaro che la musica, essendo un linguaggio porta alle stesse conseguenze di quello parlato. Ascoltando un certo vocabolario, semplice ed essenziale ripetutamente, mi sembrerà forzato un periodare molto più forbito. E' una cosa abbastanza logica.

 

Guarda, ho cercato di non dirlo fino ad adesso ma dato che sei l'ennesima persona che tira fuori il discorso personale sulle mie idiosincrasie da quando mi sono permesso di lanciare delle critiche - che peraltro scompaiono di fronte agli elogi che gli ho fatto - a Morricone, ti informo che non solo la musica classica è la prima musica in assoluto a cui mi sono appassionato, ma adoro letteralmente almeno un centinaio di opere classiche, con una particolare predilezione per il tardo romanticismo e l'impressionismo, in cui sento allentarsi il peso di certi canoni, e possiedo una barca di dischi di musica classica. Non solo, ma nel corso della mia vita mi è capitato anche di consigliare a varie persone che avevano la passione per la musica di fare il conservatorio. Non ho capito da dove derivino queste tue considerazioni nei miei confronti e quelle di altri utenti del topic. Ammetto che di musica contemporanea ne capisco veramente poco ecco, e al momento non sono interessato a colmare questa mia lacuna. Ma che nel 2020 non si possa dire senza grossi problemi che formarsi musicalmente al di fuori delle accademie è assolutamente possibile ed in alcuni casi fondamentale e che chi lo nega fa un discorso retrogrado, questo è allucinante, in un forum di musica rock tralaltro.

 

Potrebbe anche essere che ti piaccia un numero enorme di opere classiche ma questo non si evince dal post che ho commentato e sopratutto non giustifica a mio avviso un certo punto di vista. Lo rispetto e non lo condivido.

 

Adesso poi mi parli della didattica e dell'accademia, cosa che non ho minimamente tirato in ballo.  Non capisco perchè su questo forum bisogni sempre qualificarsi per commentare e che non si possa semplicemente discutere. Chi ha parlato di conservatorio? Mi hai sentito citare l'impostazione accademica classica? Assolutamente no.

Mi hai visto parlare delle differenze di approccio tra un compositore classico ed uno pop? Certo! Infine, mi hai visto screditare il pop ed i suoi processi compositivi? Assolutamente no, semmai è vero il contrario.

 

Che ci siano maggiori possibilità con un vocabolario maggiore credo sia chiaro a tutti. Era questo il sunto del mio discorso.

 

E visto che mi dai del retrogrado, mettendomi in bocca cose mai dette, senza conoscermi, ti dico un paio di cose (visto che siamo in vena di qualificarci). Io il conservatorio, il corso classico tradizionale l'ho fatto e finito ma ho studiato poi altro, sia in strutture private, che sopratutto autonomamente. Nessuno più di me conosce bene i problemi dell'istituzione conservatoriale. Il rock lo suono da 15 anni e ti posso dire che ha una didattica accademica enorme. Esistono oggi più metodi sul chitarrista rock che quanti ne siano mai esistiti sul chitarrista classico. Ogni stile ha oggi un forte approccio accademico. Ma la pratica, l'ascolto e l'analisi di ciò che si sente restano i passi migliori da compiere per approcciarsi a qualsiasi cosa.

 

Il problema dello studio della musica di stampo accademico che non era manco contemplato nel mio intervento è ovvio. La realtà professionale è sempre diversa da quella accademica e questo vale per ogni lavoro.

 

E che si sia padroni di ciò che si dice quando se ne parla, diamine.


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#94 Giovanni Drogo

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Inviato 14 luglio 2020 - 09:27

Non ho dato del retrogrado a te, vai tranquillo, hai solo enormi limiti di comprensione del testo.


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#95 Bernardus

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Inviato 14 luglio 2020 - 11:48

E' arrivato l'Ezra Pound dei poveri. Se fai un discorso quotando un mio messaggio e riferendoti a ME per il 99 percento di esso evidentemente il problema sei tu, non io. Sei tu, fino a prova contraria a non aver compreso il mio intervento e lo si evince dal tuo commento a cui ho risposto argomentando in un certo modo e tu non hai saputo/voluto controbattere.

 

Ho parlato di A e tu mi hai risposto dicendo Z. E poi sarei io ad avere seri problemi di comprensione del testo. Non credevo che un lettore di Buzzati potesse avere tutta questa puzza sotto il naso.

 

Aggiungo un'altra cosa. Qui è  un continuo voler dimostrare di avere il cazzo grosso, voler prevalere sull'altro. Stupidità disarmante, incapacità di arretrare di un passo,  presunzione. Vengo accusato, anzi insultato perchè questo è, di non comprendere un testo e me lo dice un ciuccio che discute argomenti che non conosce e padroneggia (come la dissonanza) ma che sopratutto non ha capito una cippa di ciò che ho scritto. Cioè, tu non hai capito un cazzo del mio testo, altrimenti non avresti risposto a capre dicendomi cavoli.

 

Eppure il grande Buzzati avrebbe dovuto insegnarti qualcosa, invece non hai capito proprio nulla.

 

Salti di palo in frasca senza cognizione di causa, senza logica. La tua comprensione del testo sarebbe questa?


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#96 woody

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Inviato 14 luglio 2020 - 15:29

Bernardus non ti arrabbiare, hai scritto un bel post con delle affermazioni condivisibili, non ho capito perchè Giovanni Drogo la prenda così sul personale ogni volta che qualcuno risponde a un suo post senza offenderlo minimamente, dovrebbe essere lo scopo del forum ma vabbè
 


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#97 Stebroc

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Inviato 15 luglio 2020 - 22:10

Io sono un po' d'accordo con giovanni drogo e un po' con dick laurent.
Si parte dal presupposto che nemmeno io, come giovanni ma come il 99% degli utenti qui sul forum, condivido le posizioni di Morricone sui rockisti. Però è anche vero (non mi riferisco a giovanni in questo caso), che la maggior parte degli appassionati di rock, se si escludono gente parecchio appassionata tipo gli utenti di questo forum, non ha la minima conoscenza di musica classica e nemmeno jazz. Sono ultra-risentiti se qualcuno dalla musica colta critica il rock per partito preso e gli danno del chiuso di mentalità, ma sono allo stesso modo chiusi verso altri mondi che non sia la "popular music".


Quante volte poi ho sentito il banale luogo comune "è più difficile scrivere una bella canzone pop che una bella sinfonia". Punto primo basta vedere la quantità di canzoni pop composte nel 900 e paragonarlo a quelle delle sinfonie per capire che non è così facile, ma anche paragonare il numero delle canzoni pop ascoltate da colui che fa questa affermazione con il numero delle sinfonie ascoltate e anche li sarà la matematica a smentire l'ameno luogo comune. E in questo caso citerei pure l'esempio portato da giovanni che dice che un compositore con una canzone pop avrebbe costruito 20 minuti di materiale andando avanti di variazione, come se la canzone pop fossero merito dell'ispirazione e la sinfonia una mera questione di applicazione delle regole derivate da anni passati a studiare chiusi in casa.

Wyatt da qualche parte sosteneva proprio l'opposto di questa tesi. Era ospite di una stazione radiofonica e mise un pezzo di Bartok, gli piacevano tantissimo i primi 30-40 secondi e sosteneva che in una canzone questa parte bellissima sarebbe stata ripetuta tre volte, per il compositore classico quei primi 30-40 secondi erano già abbastanza, per tutto il resto del pezzo quella sequenza di note no nsarebbe più tornato.


Ah la parte in cui sono d'accordo con giovanni drogo è quella relativa all'invidia dei compisitori classici del successo dei musicisti pop-rock, invidia molto spesso ricambiata dai punk e sostenitori della "musica pura" che se fai più di due accordi ogni tre minuti diventi automaticamente segaiolo (in questo caso l'oggetto dell'invidia sarebbe la conoscenza della materia/tecnica strumentale o compositiva).

Mi sento di condividere in pieno la parte grassettata. Ciò non significa che approvi il pensiero di Morricone eh, essendo ascoltatore e amante di tanti grandi del pop, grandi che peraltro sono spesso al confine con la musica "colta" (dove lo mettiamo un Bacharach ad esempio, o a maggior ragione Irving Berlin, Gershwin?). Lo giustifico però in virtù del suo percorso didattico, e per il fatto di vedere tanti ascoltatori pop/rock che ignorano la classica. Per il mio modo di intendere la musica, è un approccio che non condivido. 

 

Poi Morricone, per quanto non parli troppo bene del Pop, ha contribuito a nobilitarlo. I suoi capolavori cinematografici han creato un perfetto ponte tra musica popolare e musica " colta", e canzoni come "Se telefonando", o le decine di altre che ha arrangiato, stanno lì scolpite nel marmo come roba sua.

 

Quella Morriconiana è una sindrome di rigetto già vista e rivista. Anche l' autore del capolavoro "Core 'ngrato" ebbe a dire:" tutti in Italia cantano quella mia "porcheria" e che io mi sono fatto un nome grazie a essa, ma in tutti questi anni ho scritto molte altre canzoni vere ..»


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#98 tonysuper

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Inviato 15 luglio 2020 - 22:35

Forse Morricone giudicava la sua musica in base alla fatica che ci metteva.

 

Certi arrangiamenti di pop o certi western li faceva in poche ore, la sua musica “assoluta” richiedeva tanto studio.

 

Magari non gli è mai passato per la testa che per le melodie e per la musica d’atmosfera aveva talento e per questo gli veniva facile, mentre la musica d’avanguardia non era cosa sua e per questo gli richiedeva lavoro.


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#99 Bernardus

Bernardus

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Inviato 15 luglio 2020 - 23:28

Bernardus non ti arrabbiare, hai scritto un bel post con delle affermazioni condivisibili, non ho capito perchè Giovanni Drogo la prenda così sul personale ogni volta che qualcuno risponde a un suo post senza offenderlo minimamente, dovrebbe essere lo scopo del forum ma vabbè
 

Non capisco la mancanza di rispetto gratuita,la puzza sotto il naso e tutto ciò che ne consegue.


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