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Contributi Filosofici


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15 replies to this topic

#1 simon

simon

    Scaruffiano

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Inviato 08 agosto 2021 - 23:05

Sono circa dieci giorni che sto cercando di fare una scaletta per questo topo filosofico. Il problema fondamentale che la mia abilità con il computer in senso generale non arriva al punto di elaborare schemi grafici per la storia non della filosofia, ma la storia (che è tutto) dei sistemi teoretici della filosofia.

 

Sono rimasto impressionato da un utente nel topo chiamato Filosofeggiando, lui potrebbe tranquillamente visto la sua passione, contribuire a questo mio schematismo.

 

Diciamo che NON ho voluto trascrivere i miei appunti filosofici perché risulterebbero impossibili da capire in quanto è lo stesso lavoro del matematico, soltanto che io calcolo con i pensieri, con l'intuizione dei pensieri e sono eternamente sospeso se abbandonare la filosofia degli Antichi per arrivare a una mia teoretica, soprattutto sull'etica ma il fantasma dei grandi maledetti della filosofia purtroppo sempre mi attrae.. 

 

Ho deciso dunque di linkare le migliori tesi di laurea (che sono effettivamente delle vere opere ermeneutiche) su argomenti generali che se alcuno vuole può leggersi con la dovuta calma e cautela.

 

In questo momento sto meditando su DERRIDA, su come la sua GRAMMATOLOGIA sia uno dei percorsi fondamentali della filosofia post contemporanea, mi ha affascinato questo sottile terrorismo che riesce a neutralizzare definitivamente quello che ho scritto sopra: lo schematismo. In DERRIDA attraverso un complicato e a volte indocile sofisma costruttivo (tra mille virgolette il sofisma costruttivo) riesce a massacrare la prima critica kantiana, quella della Ragione Pura: per DERRIDA la LOGICA TRASCENDENTALE viene posta prima dell'ESTETICA TRASCENDENTALE il che significa l'atto prettamente filosofico che detronizza definitivamente il sapere kantiano e il kantismo.

 

Ma DERRIDA in questo momento (anche se le sue disseminazioni sono sempre uno spettro delizioso all'interno del circuito teoretico moderno e post moderno) come incipit mi va bene, per aprire un piccolissimo discorso che risale a Platone, ovvero al parricidio parmenideo del non-essere, rivisto e corretto dalla Grazia della Morte, dell'estasi totale (il porno come plusvalore dell'eros o il porno come oggettivazione totale dell'Oggetto in quanto tale?): BATAILLE mi affascina come mi affascina il SADE riletto da KLOSSOWSKI, ovvero questa inclinazione francese non esistenzialista nel senso accademico del termine di accedere a quel non-essere che è l'Altro (ecco perché vi è questa grande costruzione, questa muraglia cinese tra due anime simili-dissimili come quella di BLANCHOT e di LEVINAS) un Altro definito splendidamente da Foucault, il primo Foucault, che non marginalizza la sensualità di questo discorso.

 

La prima tesi di laurea che voglio linkare è la seguente:

 

NIETZSCHE ARTAUD BATAILLE tra RAGIONE del corpo e ERLEBNIS della coscienza

 

http://dspace.unical...esi_Bornino.pdf

 

 

ANTONIN ARTAUD: Follia PAESAGGI DEL CORPO e Teatro.

 

https://arcadia.sba....toninArtaud.pdf

 

 

BATAILLE, come KLOSSOWSKY e lo stesso FOUCAULT non si sono mai liberati dello spettro indomito di HUSSERL il padre della fenomenologia classica. L'estrema fascinazione di questo filosofo che è e rimane un teorico del fondamento, dell'ego trascendentale, della meditazione assoluta su Cartesio dunque è un ontologista, risiede nel fatto che la fenomenologia classica viene rivista dall'Analitica Esistenziale di Martin Heidegger e da MAX SCHELER che fa del sentimento il darsi dell'Essere nel mondo, nella coabitazione con l'Altro fino ad arrivare al CORPO preso in tutta la sua ambiguità nel dramma della vita in MERLEAU-PONTY.

 

 

LA MATRICE MORFOLOGICA DEL PENSIERO ESTETICO DI MAURICE MERLEAU-PONTY

 

 

https://iris.unipa.i...rleau-Ponty.pdf


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„Non si può che confermarsi 'stranieri nella propria lingua'. Il plurilinguismo (crogiuolo di idioletti, arcaismi, neologismi di che trabocca il poema) è il contrario d'una accademia di scuola interpreti. È 'Nomadismo': divagazione, digressione, chiosa, plurivalenza, ecc. Il testo intentato è (deve essere) smentito, travolto dall'atto, cioè de-pensato.“

CARMELO BENE
 

 

 


#2 simon

simon

    Scaruffiano

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Inviato 11 agosto 2021 - 13:12

DELEUZE e SPINOZA ovvero il punto massimo di umanità, assieme a MAX SCHELER che la filosofia abbia saputo donarci (parere personalissimo e discutibile ci mancherebbe altro).

 

DELEUZE è sicuramente uno delle personalità filosofiche più importanti del Novecento, ma una cosa va detta, senza il maggio francese non ci sarebbe mai stato un ANTI-EDIPO e tutta una filosofia dell'anarchia che inizia con lui per superarla verso nuovi orizzonti pluralisti e Altri (oltre Lacan naturalmente).

 

Sul concetto di ALTRO che molte volte ho usato, non si può fare chiarezza definitiva ma nel mio caso si associa al neutro di BLANCHOT scrittore-filosofo che ha saputo esprimere una profonda teoresi post esistenzialista ed è stato "applicato" almeno parzialmente da DELEUZE nel suo secondo tomo del cinema, quando per ALTRO intende il fuori 

 

Su DELEUZE sono stati scritti molte tesi e soprattutto moltissimi libri di grande spessore concettuale, siamo arrivati (finalmente) a una teoretica che illustra il lato dark di DELEUZE, esemplificato qui dalle tendenze da parte del francese di assimilare tutto nel suo slancio vitale, dalla discussa (in sede teorica) del CSO che deriva completamente da ARTAUD all'inno all'esperienza lisergica, dalla demolizione della semiotica alla frantumazione definitiva dell'epoca freudiana, fino a raggiungere la musica da Schumann a Stockhausen. La scrittura pop di DELEUZE ha ispirato mille e più mille epigoni, tra cui Simon REYNOLDS e in maniera indiretta e contorta da Cacciari stesso.

 

Volevo fare un regalo, uno dei libri più belli di DELEUZE che sono i seminari su SPINOZA.

 

https://cumo.it/2015...orte (2013).pdf

 

 

Visto che siamo un forum che si occupa di musica, ritengo questa tesi di laurea potrebbe essere cosa gradita.

 

JOHN CAGE e DELEUZE

 

https://cumo.it/2015...orte (2013).pdf

 

 

Sul NEUTRO di BLANCHOT, propongo una tesi di laurea che riesce senza tanti giochi di parole ad arrivare a un dunque

 

http://www.fedoa.uni...Filosofiche.pdf

 

 

Se DELEUZE ha scritto i due tomi definitivi sul cinema, non fa mai male fare una carrellata su quanto ha proposto l'intero corpus filosofico francese quando si è mostrato al cinema

 

https://dspace.unica...ella filoso.pdf

 

 

NEGRI scrisse un bellissimo per quanto riassuntivo articolo su DELEUZE e SPINOZA, lo ripropongo testualmente:

 

Elegantemente tradotto da uno specialista, Saverio Ansaldi, appare finalmente in italiano Spinoza e il problema dell'espressione di Gilles Deleuze (Quodlibet, pp. 288, £. 46.000). Da quando questo libro è apparso- eravamo nel '68 - non ha finito di rivoluzionare gli studi spinozisti. Nello stesso anno fu anche pubblicato 1'altro testo fondamentale del rinnovamento spinoziano, Individu et communauté chez Spinoza di Alexandre Macheron: opera questa che, pur venendo dalla tradizione accademica (ed in particolare affondando sulle ricerche di Martial Gueroult e sull'ispirazione di un certo althusserismo), singolarmente concordava con quella deleuziana nei punti centrali di lettura del filosofio olandese.
L'operazione era paradossale: sia Deleuze che Machemn prendevano infatti sul serio la secolare denuncia di materialismo che le chiese e le inquisizioni di tutti i Regni avevano rivolto contra la filosofia di Spinoza, l'accettavano. L'immanentismo assoluto dello spinozismo non era dunque panteismo, bensì materialismo.
Così venivano, d'un sol colpo, eliminate le varie versioni della sostanza spinozista, di volta in volta più o meno cartesiana, più o meno hegeriana, sempre trascendentale: no, quella sostanza era materia che produceva, mostrata attraverso una maniera innocente di pensare a partire dall'infinito. Ora, l'infinita sostanza che produce, è espressione.
A questo punto, se Macheron devia la ricerca, dalla teoria del1'espressione, verso possibili (ma improbabili) fonti ebraiche e mistiche della medesima (salvo ritornare ad una forte insistenza sul discorso materialista attorno ad un terra - quello della comunità- fin'allora insufficientemente considerato dalla filosofia spinoziana), Deleuze vi si trattiene con grande forza. Qui esplode l’originalità della sua lettura, quando qualifica l’espressione in termini ontologici, in termini di potenza. È difficile spiegare brevemente che cosa sia potenza. Per farlo, andrebbe riassunto l'intero corso della filosofia di Deleuze, cosi com'essa si propone al limite estremo dei «moderno» - corso che Deleuze, al contrario di e contro Heidegger, fa convergere interamente su questo concetto. Possiamo, privi dello spazio per una più larga discussione, dire che la potenza non è, aristotelicamente, né un vuoto né una possibilità: è, bensì, una forza che vive, megliio, è corpo.
Non è dunque né un vuoto né un pieno, ma un corpo, cioè un groviglio di desideri, tesi nel conoscere, nel resistere, nel creare. Nosse volle posse: la trinità rinascimentale è qui rinnovata. Ora, se volete andare in fretta nel leggere lo Spinoza di Deleuze (fareste un grave errore a non studiarvelo tutto!), se dunque volete abbreviare, prendete i capitoli da XIV a XVII (Che cosa può un corpo?, Il problema del male, La visione etica del mondo, Le nozioni comuni): qui comprenderete come la fisica dei corpi possa mostrarsi quale movimento delle passioni; vedrete l'essere nel mondo esprimersi in infinite oscillazioni attraverso le quali le potenze si singolarizzano; e solo il positivo farsi esistenza laddove il male è assenza assoluta di essere; comprenderete come il comportamento etico possa essere affermazione pura e 1'uomo saggio sempre gioioso.
In più, assisterete qui ad un feroce attacco, spinoziano e deleuziano, contro ogni possibile forma di universalismo e di trascendentalismo, -superstizioni popolari e strumento di dominio per coloro che detengono il potere. Demistificazione ovvero critica, illuminismo ovvero etica, materialismo ovvero rivoluzione: qui i termini di una possibile sovversione moderna, concepita da Spinoza, si articolano alla proposta post moderna vissuta da Deleuze: nella ontologia della potenza.
Un'ultima questione: perché questo libro è stato così poco letto in Italia (a differenza di quanto è avvenuto in Francia o negli Usa, per non parlare che dei maggiori)? Quando sottolineo questa situazione, non parlo evidentemente degli specialisti della filosofia di Spinoza, che pure l'hanno, in Italia, debolmente ritenuto; parlo piuttosto dei lettori più interessanti, di coloro che si muovono al bordo del postmoderno; essi sembrano, purtroppo, avere assunto - del superamento del moderno - solo il principio di krisis e mai quello di potenza. Questa definizione insufficiente del materialismo e della genealogia del presente partecipa di un'ideologia monca e parassitaria, di uno storicismo perenne e di un'ermeneutica debole, dell'incapacità di assumere la produzione (ed eventualmente resistenza e rivolta) come motori di trasformazione ontologica e quindi come paradigmi della singolarità e del divenire etico. Scappa da ridere, assistendo alle attuali esibizioni della filosofia debole post-moderna, sia essa d'origine heideggeriana e d'ontologia negativa, oppure ermeneutica ed umanistica, di esser costretti a riconoscere che l'unica «novità» (per così dire) è in esse la negazione della potenza affermativa della prassi e la sconcia ripetizione della non creatività della libertà della moltitudine. Proprio il contrario di quel che diceva Spinoza e ci conferma Deleuze.   


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„Non si può che confermarsi 'stranieri nella propria lingua'. Il plurilinguismo (crogiuolo di idioletti, arcaismi, neologismi di che trabocca il poema) è il contrario d'una accademia di scuola interpreti. È 'Nomadismo': divagazione, digressione, chiosa, plurivalenza, ecc. Il testo intentato è (deve essere) smentito, travolto dall'atto, cioè de-pensato.“

CARMELO BENE
 

 

 


#3 Reynard

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Inviato 11 agosto 2021 - 13:51

Grazie per l'articolo di Negri, è molto interessante.


  • 1
La firma perfetta dev'essere interessante, divertente, caustica, profonda, personale, di un personaggio famoso, di un personaggio che significa qualcosa per noi, riconoscibile, non scontata, condivisibile, politicamente corretta, controcorrente, ironica, mostrare fragilità, mostrare durezza, di Woody Allen, di chiunque tranne Woody Allen, corposa, agile, ambiziosa, esperienzata, fluente in inglese tedesco e spagnolo, dotata di attitudini imprenditoriali, orientata alla crescita professionale, militassolta, automunita, astenersi perditempo.

#4 simon

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Inviato 11 agosto 2021 - 14:20

Grazie per l'articolo di Negri, è molto interessante.

 

Aspetto i tuoi contributi, ti ho letto spesso e mi farebbe un piacere enormi averti ospite qui :)


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„Non si può che confermarsi 'stranieri nella propria lingua'. Il plurilinguismo (crogiuolo di idioletti, arcaismi, neologismi di che trabocca il poema) è il contrario d'una accademia di scuola interpreti. È 'Nomadismo': divagazione, digressione, chiosa, plurivalenza, ecc. Il testo intentato è (deve essere) smentito, travolto dall'atto, cioè de-pensato.“

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#5 simon

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Inviato 16 agosto 2021 - 13:35

PREMESSA:

 

Consiglio a tutti gli utenti che amano la filosofia e che vorrebbero comprare i libri ma non riescono a farlo per motivi economici, di abbonarsi mensilmente ad AVAXHOME.

 

Troverete ad esempio le Ricerche Logiche di HUSSERL che costano un patrimonio in formato PDF e di altissima qualità. Tutto HEIDEGGER pubblicato dalla Adelphi e dalla Bompiani, Max SCHELER, ABBAGNANO, DELEUZE, SEVERINO.. e se non basta anche delle preziose storie della filosofia come quelle di Reale e di Umberto Eco. La qualità è top.

 

 

HEGEL secondo il mio punto di vista è un DONO di Dio. Se Kant è stato il primo pensatore che ha saputo oltrepassare il sonno dogmatico edificando la scienza legale della conoscenza, dell'etica universale e dell'estetica, il suo punto "debole" ovvero l'io penso che paradossalmente deve trovare il proprio esserci solamente in una relazione con i fenomeni, è stato capovolto e reso causa sui dal Romanticismo tedesco, soprattutto da Fichte fino ad arrivare appunto al genio oltre il genio di HEGEL.

 

Per fare solo un piccolo esempio, senza HEGEL non ci sarebbe mai stato MARX, senza HEGEL via KOJEVE non ci sarebbero mai stati ne LACAN ne BATAILLE che assistettero alle famose lezioni liberatrici, catartiche tenute da KOJEVE sulla Fenomenologia dello Spirito hegeliana. 

 

Hegel è stato senza alcun dubbio un uomo di Stato, molti anno parlato di fanatismo dello spirito oggettivo che si incarna appunto nello Stato come uno dei simboli più evidenti di una sorta di "giustificazionismo" hitleriano, mentre a sinistra assieme all'empiriocriticismo è stato usato da LENIN e da i filosofi occidentali come base di partenza per la Rivoluzione.

 

Senza Hegel non avremmo mai avuto l'idealismo italiano, nemmeno Gioberti che a volte copia letteralmente Hegel. Capitolo a parte per Gentile che si rifà più a Fichte che non a Hegel, e il suo attualismo non ha NULLA a che vedere con il fascismo, è una nobile contraddizione che non sarebbe stata concessa al nazismo, così come il liberalismo di Croce fiero oppositore del fascismo stesso.

 

 

Proprio su questo ultimo punto vorrei pubblicare una tesi di laurea tergestina, di immane spessore (e ci mancherebbe altro.. un giorno vi spiegherò il perché,,):

 

BENEDETTO CROCE E RAYMOND ARON: DUE LIBERALISMI A CONFRONTO

 

https://www.openstar...esi freschi.pdf

 

 

Su Giovanni Gentile considero molto importante la lettura di questa tesi di laurea: L'etica dell'intersoggetività in Giovanni Gentile.

 

http://archivia.unic...ATO AGPESCE.pdf

 

 

HEGEL-KOJEVE 

 

da perdersi soprattutto per coloro che "sentono" le vibrazioni morali di Hegel, la sua sensualità.

 

https://tel.archives...686609/document

 

 

Spero dal profondo del mio cuore visto che comunque abbiamo un pubblico che questi miei umili contributi possano servire per i laureandi, sono ovviamente accenni.. ma il vostro compito è quello di svilupparli PERSONALMENTE. 

 

 

Su Benedetto Croce mi piacerebbe moltissimo un contributo da parte di Francesco Nunziata, sempre se ha tempo e voglia, ci mancherebbe altro.


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„Non si può che confermarsi 'stranieri nella propria lingua'. Il plurilinguismo (crogiuolo di idioletti, arcaismi, neologismi di che trabocca il poema) è il contrario d'una accademia di scuola interpreti. È 'Nomadismo': divagazione, digressione, chiosa, plurivalenza, ecc. Il testo intentato è (deve essere) smentito, travolto dall'atto, cioè de-pensato.“

CARMELO BENE
 

 

 


#6 Mr. Atomic

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Inviato 18 agosto 2021 - 11:14

SEDICESIMI PARTE ALTA

 

Kierkegaard: Derrida 7:6 6:3 6:1

Leibniz: Lukàcs 6:4 7:6 6:3

Lacan: Walter Benjamin 5:7 4:6 3:3 (rit)

Aristotele: Adorno 6:2 6:4 6:2

Hegel : Marx 6:1 6:1 6:0 

Heidegger : Husserl 4:6 7:6 6:4 5:7 9:7

Platone : Nietzsche 7:5 7:5 3:6 6:7 6:4

Wittgeinstein : Ricoeur 6:4 7:6 6:7 6:4

 

SEDICESIMI PARTE BASSA

 

Merleau-Ponty: Foucault 6:4 6:3 6:3

Cartesio: Sorel 6:4 6:2 6:0

Feuerbach: Schelling 2:6 6:4 7:6 6:1

Gentile: Fichte 3:6 2:6 6:4 7:6 6:3

Federer : Rousseau 6:2 6:4 7:5

Kant: Deleuze 7:6 6:0 6:7 7:5

Hume: Locke 6:2 6:0 6:1

Spinoza: Althusser 6:4 6:4 7:6

 

OTTAVI

 

Platone : Heidegger 6:4 6:2 6:4

Wittgeinstein : Aristotele 4:6 6:4 6:4 6:4

Hume : Feuerbach 7:5 6:2 7:6

Leibniz: Kierkegaard 4:6 7:6 1:6 7:6 6:4 

Federer: Gentile 6:4 6:4 7:6

Hegel: Lacan 6:4 6:3 5:7 6:7 6:2

Cartesio : Merleau-Ponty 7:6 6:4 4:1 (rit)

Kant : Spinoza 2:6 7:6 7:6 7:6

 

QUARTI

 

Federer: Leibniz 6:4 7:6 6:4

Platone: Hume 2:6 6:4 4:6 6:3 6:3

Wittgeinstein: Cartesio 7:6 4:6 7:6 0:6 10:8

Hegel: Kant 4:6 6:4 7:6 7:6

 

SEMIFINALI

 

Hegel: Federer 6:7 5:7 7:5 7:6 6:4

Platone : Wittgenstein 6:4 6:4 2:6 6:3

 

Platone : Hegel 7:6 3:6 6:4 7:6


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#7 simon

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Inviato 24 agosto 2021 - 22:41

Era mia intenzione dare una definizione estesa di ESSERE, ma questo mi comporterebbe una fatica immane e fino a prova contrario non devo fare esami, ma la cosa che a me sempre fondamentale è questa: se noi continuiamo a pensare l'ESSERE come ciò che è (per dirla brutalmente) da un lato continuiamo a prendere il sussidio da Parmenide e dalla storia della filosofia occidentale.

 

Heidegger, Lacan, DERRIDA, ci hanno insegnato un concetto fondamentale, la destituzione del potere dell'uomo e il rapporto con l'Essere (post divino) con l'inconscio e con la fine del logos-fallo-centrismo che marginalizzano il soggetto e le sue pretese di tecnica azzerante sugli enti.

 

Ma che cosa rimane veramente di filosofico nel 2021? credo che solo l'ermeneutica (interpretazione dei testi) ci può salvare dalla bancarotta definitiva e la via di DELEUZE che è quella di liberazione definitiva da ogni concetto per esprimerci in un nuovo mondo in maniera del tutto libera dai dogmi: da pensare la differenza ad essere la differenza stessa in un contesto narrativo; paganesimo di estrema destra contro post cattolicesimo di estrema sinistra che nella sua corrente coscienziale non si pone davanti alla realtà ma ne fa parte, in una totalità impossibile da tiranneggiare: questo lo ha capito perfettamente Cacciari che nonostante il caos magmatico, le spirali hegeliane dell'inizio ha ritrovato nel giardino delle delizie della pazzia filosofica momenti per inverare il presente (continuamente instabile e problematico su tutti i livelli di percezione, conoscenza..), ha svelato il caos di relazioni tra la stella di ROSENZWEIG in NOMOS di Carl Schmitt, ma ci ha insegnato soprattutto a trovare vie nuove schiettamente filosofiche interpretando i testi letterari, soprattutto Kafka e donando alla penisola il pensiero sull'icona (ma è troppo riduttivo pensare solamente a questo) di FLORENSKIJ.

 

Come ho scritto da un'altra parte dopo la diatriba tra filosofia continentale e analitica è evidente che l'impegno sociale critico francofortese deve essere riletto e reinterpretato in chiave assolutamente creativa (alla DELEUZE) e dare sempre più spazio alla perversione (tra mille virgolette) di cani sciolti come BATAILLE.

 

La Struttura Originaria è anch'essa interpretabile ma ciò che ne caviamo sarà sempre un limite, quello di non creazione singolare: destrutturare La Struttura Originaria a sua volta significa fare del male alla filosofia, ci sono dei codici etici impliciti-espliciti nella filosofia dei testi. Ma la destrutturazione deve esserci, un posto nel nostro mondo, anzi è posizionarsi nel mondo come persone libera, capaci di comprendere e rivoluzionare la sintesi genetica della prima critica kantiana. Da scienza dell'essere che nonostante gli sforzi mostruosi di rifondare l'universo di Heidegger non possiamo farci più niente, tranne fare tesoro del comprendere il valore della Cura e applicare l'analitica esistenziale nei campi più disperati: dalla psicoanalisi alla filosofia mentale, alla cibernetica: è stato già fatto ma noi siamo liberi di aggiungere il nostro contributo filosofico perché siamo anche pensiero, pensiero come etica, pensiero come volontà affermativa in un mondo sempre più piccolo e sempre più complesso.

 

PEIRCE si è parlato tanto di lui.. meditando su questo genio della logica matematica e della scienza dei segni mi è venuta in mente una cosa: se interpretiamo il segno come sensualità facciamo cadere il suo presupposto teorico e la sua struttura che nonostante tutto rimane una scienza della fondazione, una sensualità del segno che è altamente possibile sentire quando ci relazioniamo a un segno reale. La sensualità e la dottrina fenomenologica in generale, per non parlare della GESTALT ma soprattutto dell'economia di Mach ci pone nella situazione di rendere il segno come pura sensazione, anche come pura intenzionalità dell'ego trascendentale. Come si rapportano i segni sensuali nelle varie ontologie regionali? in un certo senso la sensualità che manca a tanta filosofia potrebbe essere una qualità destabilizzante e realizzante.

 

Liberarci dal politico sembrerebbe essere impossibile in quanto antropologicamente scrivendo, siamo ancora servi e i padroni istruiti da altri servi hanno lasciato o ridicolizzato qualsiasi semiotica del Potere per raggiungere attraverso il logos dell'immagine il ponte invalicabile del nuovo agire strumentale che è il residuo umano che si fonde con l'Economia alleandosi con l'informatica più avanzata. Il denaro è per i poveri, per i servi, ormai si cerca di ontologizzare il Potere come per tanti secoli si è cercato di azzerare l'essere dell'ente. Tecnologia e liberazione creativa questo secondo me sarà il nuovo dualismo, il mondo della vita se troverà lo svelamento definitivo dell'Essere sarà non solo nella poesia, ma nella assoluta creatività, nel dono inconsapevole la risoluzione di tensioni tra la fisica e la metafisica. 

 

 

RIFLESSIONI CRITICHE SULLA POTENZA DESTITUENTE NEL PENSIERO DI GIORGIO AGAMBEN

 

https://iris.unipa.i... Cinquemani.pdf

 

 

L'ORIGINE E L'INIZIO. HANS URS VON BALTHASAR E MASSIMO CACCIARI (non una semplice tesi di laurea ma il libro più importante degli ultimi vent'anni che non è stato pubblicato da nessuna casa editrice)

 

http://othes.univie....-13_1067623.pdf

 

 

LA FILOSOFIA DI HANS-GEORG GADAMER e IL PROBLEMA DEL DISAGIO DELLA Modernità. Ermeneutica, estetica, etica e politica.

 

http://amsdottorato....ino_Stefano.pdf

 

 

VERSO UN REALISMO CRITICO Esperienza e Soggettività nella fenomenologia di PEIRCE e HUSSERL

 

https://arcadia.sba....ogiaPeircee.pdf


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#8 Reynard

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Inviato 25 agosto 2021 - 07:31

 

 

VERSO UN REALISMO CRITICO Esperienza e Soggettività nella fenomenologia di PEIRCE e HUSSERL

 

https://arcadia.sba....ogiaPeircee.pdf

 

Questa me la leggo.

 

Intanto, per chi è interessato, penso possa essere utile avere sott'occhio i testi in cui Peirce presenta la sua fenomenologia. Il più importante di tutti, "Lectures on Pragmatism", è disponibile online:

https://www.textlog.de/7619.html

 

Il passo chiave per comprendere la concezione di Peirce sulla pura sensazione (senza di cui ogni discorso sul segno che fa verrebbe frainteso) è il seguente:

https://www.textlog.de/7646.html


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La firma perfetta dev'essere interessante, divertente, caustica, profonda, personale, di un personaggio famoso, di un personaggio che significa qualcosa per noi, riconoscibile, non scontata, condivisibile, politicamente corretta, controcorrente, ironica, mostrare fragilità, mostrare durezza, di Woody Allen, di chiunque tranne Woody Allen, corposa, agile, ambiziosa, esperienzata, fluente in inglese tedesco e spagnolo, dotata di attitudini imprenditoriali, orientata alla crescita professionale, militassolta, automunita, astenersi perditempo.

#9 simon

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Inviato 26 agosto 2021 - 21:35

DELEUZE ha pubblicato molte monografie galattiche, basti pensare a quella su Bacon. 

 

Esiste una vera e propria chicca nel corpus del grande filosofo o post filosofo francese: una monografia su Kant.. ecco ci troviamo davanti al più grande duello nella storia della filosofia moderna assieme al tomo mostruoso di Heidegger su Nietzsche (la pietà e la morte della pietà).

 

Mi hanno detto che Kant passa un annetto circa nella scemenza escrementizia della scuola superiore.. non è colpa degli studenti mezzi handicappati da una società che li informa e basta, ma soprattutto dei docenti. Se il testo scelto è quello di ABBAGNANO potrebbe andare anche bene.. ma se tutto va male Kant lo liquido in un mese, con schemi e transfert, l'atteggiamento drammatico ma non attoriale (e non scherzo su queste cose).

 

Ritorniamo sulle cose belle: DELEUZE in questo incredibile libro e nella più ancora incredibile tesi di quasi quattrocento pagine che posterò in seguito, usa Kant come Tyson potrebbe usare un peso mosca: lascia lavorare i suoi concetti, la sua più che dignitosa grandezza, para qualche colpo basso, poi inizia a fare sul serio. Se un DERRIDA avrebbe utilizzato gli effetti speciali per farlo fuori, invece in DELEUZE vi è questa grande umanità, silenzia Kant con grande nobiltà pugilistica.

 

La cosa fondamentale in Kant o in Hegel.. sotto il loro incredibile pensato esiste una vera e propria archeologica umanistica o preumana che è il compito di DELEUZE approfondire e allora questo rimanere dentro la caverna starci più a lungo possibile e penetrarla ancora più a fondo, la macchina pensante francese arriva a trovar(si) in una sorta di immanentismo della possibilità ontologica, quel NOIMENO che prende il posto definitivamente delle categorie ontologiche kantiane. 

 

DELEUZE non interpreta come ho cercato di spiegare, non offende il principe tedesco, ma lo lascia fare.. per poi fargli capire che è il momento di tornare a letto o immergersi con tutta l'aspra dolcezza nel suo sublime matematico.

 

Ermeneutica allo stato puro: quando arriva dal nulla un genio che pubblica una tesi del genere non solo si afferma come il supplente di DELEUZE, teleguidato dal genio francese, ma riesce ad andare ancora più in profondità laddove giace l'Abisso di SCHELLING o la violenza che ci spinge a pensare, a farsi pensiero ben distanti dalla ONTOTEOLOGIA aristotelica. 

 

Tutto sommato l'estrema poesia sull'Essere di Heidegger (ultimo paragone anche se il mastodonte germanico impazzisce, mentre il mastodonte francese rimane rigorosamente stoico e umanista e aperto al dialogo..) che credevo fosse impossibile da raggiungere e invece si, viene superata in questo libro e in questa tesi che accoglierebbe la distorsione di Heidegger assieme ad Avicenna rivoluzionario del '68 in un gioco sistole-diastole, molare molecolare da un piano all'altro di questa immanenza.

 

Ritornerò su Heidegger sui Quaderni Neri, questa volta aprendo i libri per (non) farci capire e uscire definitivamente dalla realtà, questa è vera arte lisergica, non a caso CASTANEDA stravedeva per questo profeta dell'Essere e DELEUZE si è nutrito di CASTANEDA per almeno un lustro.. ma mi viene in mente Borges, sempre e comunque Borges come un piatto di pasta non del tutto digerito.

 

Attenzione, questa tesi rispetto alle altre (che erano sicuramente impegnative ma come posso dire, con-formate) è veramente impegnativa, se non conosci Kant evita tutto e vai a ballare in discoteca, se invece conosci il tutore della legalità della ragione, dell'estetica ecco, passate da queste parti che non vi pentirete. 

 

Se Cacciari un esempio, in Icone della Legge non riesce a scavare fino in fondo pur restando un libro capitale della filosofia saggistica continentale degli anni ottanta, (dallo sperma di LEIBNIZ alla Gruber) questa monografia segna l'acme del pensiero di DELEUZE e un confronto con eredi e presunti tali, senza nulla togliere ad AGAMBEN e SLOTERDIJK e HABERMAS.

 

GILLES DELEUZE. UN EMPIRISMO ASTRATTO. (ed inizia citando CAGE)

 

http://dspace.unical...i Colacitti.pdf

 

 

In Italia non si parla mai di uno dei miei grandi idoli, ovvero REINER SCHURMANN. Se avessi la possibilità di dirigere l'Adelphi pubblicherei l'omnia di questo gigante misconosciuto dalla massa.

 

un testo per REINER..

 

https://www.archeolo...el-fantasma.pdf

 

 

una lezione spinoziana, uno dei grandi vertici della storia trentennale di Internet per le masse

 

 

 

per finire.. con BERNARD STIEGLER

 

 

 

e uno stimolo letterario filosofico 

 

 

Gottfried Benn (l’«imperdonabile Benn», come lo chiamò Cristina Campo) fu poeta e sifilopatologo. Come poeta: uno dei creatori dell’espressionismo e autore di alcune fra le liriche perfette del Novecento. Come medico: continuò a praticare oscuramente, fino all’ultimo, nella Berlino del dopoguerra. Ma Benn fu anche l’autore di alcuni saggi (qui presentati in un’ampia scelta) letteralmente senza pari, per la mobilità nervosa, fosforeggiante dello stile, per il continuo germinare delle immagini, come anche per il taglio imprevedibile degli argomenti. Non si ha idea di che cosa possa essere la prosa moderna (ma che cosa è moderno? «Purtroppo io non ho la minima idea di che cosa sia moderno» scrisse una volta Benn, beffardamente) se non si è lasciata risuonare in noi questa prosa, con i suoi scarti micidiali e repentini, gli accostamenti allucinatori, l’uso sovrano e predatorio di testi preesistenti. Di che cosa parla Benn? Di ere geologiche e di Goethe (qui si leggerà la più bella rivendicazione di Goethe come scienziato), di nichilismo (come esperienza sottintesa di tutto l’Occidente) e di stile («Lo stile è superiore alla verità, porta in sé la prova dell’esistenza»), di teorie scientifiche e del mondo dorico, del cervello e delle tare, di poesia (naturalmente) e di climi storici. In breve: parla di tutto. E nulla lascia intatto di ciò che di accomodante e stantio si perpetua nel pensare. Ma ogni volta il tratto che noteremo per primo è il «sacrilego azzurro» della sua prosa, un colore, un timbro che solo qui riusciremo a trovare e che ci dà una scossa di segreta euforia.   


  • 0

„Non si può che confermarsi 'stranieri nella propria lingua'. Il plurilinguismo (crogiuolo di idioletti, arcaismi, neologismi di che trabocca il poema) è il contrario d'una accademia di scuola interpreti. È 'Nomadismo': divagazione, digressione, chiosa, plurivalenza, ecc. Il testo intentato è (deve essere) smentito, travolto dall'atto, cioè de-pensato.“

CARMELO BENE
 

 

 


#10 simon

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Inviato 07 settembre 2021 - 03:26

Sono stati due giorni spaventosi dal punto di vista squisitamente filosofico.. quando avrò il telefono cellulare cibernetico che fa le foto e i video posterò una panoramica del mio studio e primi piani sulle composizioni-filosofiche. Una ragazza che ho tanto amato e di cui ho parlato diffusamente, in tempi non sospetti mi disse: è tutto dentro di te.

 

Questa anamnesi-induttiva (tra mille virgolette) mi è servita parecchio.

 

Aspetto fondamentale per progredire la formazione dei concetti è il mio rapporto con le varie arti, soprattutto il cinema (i due libri di DELEUZE soprattutto) e la musica (esperimenti di natura fenomenologica ed estetica nella sua complessità).

 

Ho definito il cinema pochi giorni fa come rappresentazione della rappresentazione di una realtà virtuale, che comunque esiste. Aspetti ontologici nel cinema sono resi manifesti da autori che hanno sezionato e giocato con il Tempo: da TARR passando per tutto il cinema di ROBBE-GRILLET (Tempo Quantico o Tempo agostiniano).

 

Ma il cinema per me significa ben altro: rifacendomi all'ultimo capitolo di immagine-tempo: la famosa disgiunzione tra voce e immagine potrebbe essere l'avvio di un enorme saggio o comunque, grazie al cinema e alle sue interpretazioni creative sulla creatività, di un approfondimento filosofico nel suo assieme.

 

Mentre la Parola ascende, una Parola dentro o fuori il SACRO? (RICOEUR) comunque marxisticamente intesa come liberata è autonoma rispetto a ciò che ci mostra le immagini, uno scavo della terra, uno scavo archeologico che in questo punto di vista non è più inteso alla Foucault ma si riannoda a MILLE PIANI a quel leggendario capitolo sulla stratificazione della Terra e il convegno scientifico totalmente schizoide, dove si rintraccia (la traccia di DERRIDA) la diade molare-molecolare per produrre una completa premessa ai capitoli legati alla semiotica, alla semantica come strumenti di Potere, di controllo. Radice-Rizoma criticando ad esempio CHOMSKY.

 

Che cosa è la filosofia? non lo so, non esisterà mai una definizione unica. Per me è questo continuo gioco di rimandi che devono essere appresi, appercepiti e convertiti in materiale scientifico (scientifico avulso da filosofie delle scienze, numeri, equazioni etc.). Pensiamo al SIMBOLO. Può essere declinato alla CASSIRER (e dunque il primo rimando è al neokantismo ottocentesco) o più specificatamente al SIMBOLICO di Lacan.. SIMBOLO-METAFORA-ALLEGORIA e allo stesso tempo gli studi sulla retorica di FUMAROLI.. come si vede piani potenzialmente divergenti e immanenti alla fine si incrociano e dunque gli statuti ontologici vanno a farsi friggere.

 

Heidegger aveva capito tutto questo: la sua scrittura è enigmatica in quanto è supremo gioco dell'Essere, questa nostro essere interni al Linguaggio equivale a livello funzionale all'essere interni allo Spazio e al Tempo di Kant. Questa notte mi sono domandato, quale può essere l'oggetto di una etica heideggeriana? è molto semplice. 

 

La tecnica che ha immiserito l'uomo spiritualmente, la scienza che ha distrutto completamente la radura dell'Essere, condizione già intuita dalla parte terminale della carriera accademica di HUSSERL, diventa ETICA: una difesa della poesia come rivelazione dell'Essere in primis e in seconda battuta la dignità umana nel soffrire per la mancanza di una luce piena. 

 

DELEUZE e HEIDEGGER rimane un rapporto molto complesso e che potrei enunciare attraverso una mia esperienza psicoanalitica del profondo.. per quale motivo non possiamo parlare di compensazione ? è il NOI-MENO (NOUMENO) della critica del filosofo francese che apre definitivamente le porte ai mille piani. Ma l'aspetto più importante è la MEMORIA, e non mi riferisco al solito BERGSON, ma una MEMORIA COSMICA o meglio una memoria che si relaziona con il cosmo immemore o con Dio stesso, la vera memoria è riflessione.

 

L'Essere è davvero l'abisso dei mistici renani, quella lotta amorosa tra Bene e Male dell'ultimo SCHELLING, ma è soprattutto qualche cosa di superiore dell'essenza dell'ente chiamato uomo: il pensiero presocratico, penso alla tragicità di Eraclito e ad Empedocle.

 

Quando gli scienziati si riuniscono come per magia evocano il nitore della spiegazione, dello svelamento.

 

Basterebbero solamente queste cinquecento pagine per capire Heidegger e dunque evitare speculazioni, o reiterazioni della speculazione di un GALIMBERTI, mentre VOLPI rimane e rimarrà sempre.

 

SPENGLER e HEIDEGGER è un nesso che non avevo mai messo in evidenza.

 

https://iris.unive.i...a dell'uomo.pdf

 

 

L'ESSERE DISUMANO

 

https://air.unimi.it...nimi_R11694.pdf


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„Non si può che confermarsi 'stranieri nella propria lingua'. Il plurilinguismo (crogiuolo di idioletti, arcaismi, neologismi di che trabocca il poema) è il contrario d'una accademia di scuola interpreti. È 'Nomadismo': divagazione, digressione, chiosa, plurivalenza, ecc. Il testo intentato è (deve essere) smentito, travolto dall'atto, cioè de-pensato.“

CARMELO BENE
 

 

 


#11 ravel

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Inviato 07 settembre 2021 - 13:05

La tecnica che ha immiserito l'uomo spiritualmente, la scienza che ha distrutto completamente la radura dell'Essere, condizione già intuita dalla parte terminale della carriera accademica di HUSSERL, diventa ETICA: una difesa della poesia come rivelazione dell'Essere in primis e in seconda battuta la dignità umana nel soffrire per la mancanza di una luce piena.

 

 

Avrai certamente notato come nel (cosiddetto) "secondo Heidegger" (che è solo la continuazione del "primo" con altri mezzi) cominci ad affacciarsi quella che (con termini di oggi) potremmo chiamare una embrionale coscienza ecologica, ambientalista, sostenibile ecc.
Tema, p. es., sostanzialmente assente nella tradizione marxista (quella ortodossa, almeno, cioè esclusi "eretici" geniali e lungimiranti come Sebastiano Timpanaro, qui da noi).

E' una cosa che non si nota mai, a merito del Mago di Messkirch (i cui demeriti non necessitano di essere ricordati qui).

Anzi, potremmo perfino dire che le sue ripetute riflessioni sul Bestand e sul Ge-stell costituiscono una potenziale fondazione teorica per una posizione ambientalista declinabile in campo politico.

 

Uno dei discrimini con Husserl passa proprio da qui: per il Maestro la radice della ragione occidentale (che origina l'impresa della conoscenza scientifica) è sana, soffre una Krisis dalla quale però può e deve riprendersi (tramite la fenomenologia e il recupero di un rapporto sensato fra ragione ed esistenza), ma è un po' come una "parentesi" (per riprendere un'infelice metafora crociana).
Per l'Allievo invece è proprio la radice ad essere guasta dall'inizio, un inizio nel quale è già contenuto il progetto di un dominio completo sul tutto dell'ente, cui la tecnica da(rà) la crescente compiutezza cui assistiamo.


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«Ciò che l'uomo può essere per l'uomo non si esaurisce in forme comprensibili».
(k. jaspers)

 

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#12 simon

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Inviato 07 settembre 2021 - 13:09

 

La tecnica che ha immiserito l'uomo spiritualmente, la scienza che ha distrutto completamente la radura dell'Essere, condizione già intuita dalla parte terminale della carriera accademica di HUSSERL, diventa ETICA: una difesa della poesia come rivelazione dell'Essere in primis e in seconda battuta la dignità umana nel soffrire per la mancanza di una luce piena.

 

 

Avrai certamente notato come nel (cosiddetto) "secondo Heidegger" (che è solo la continuazione del "primo" con altri mezzi) cominci ad affacciarsi quella che (con termini di oggi) potremmo chiamare una embrionale coscienza ecologica, ambientalista, sostenibile ecc.
Tema, p. es., sostanzialmente assente nella tradizione marxista (quella ortodossa, almeno, cioè esclusi "eretici" geniali e lungimiranti come Sebastiano Timpanaro, qui da noi).

E' una cosa che non si nota mai, a merito del Mago di Messkirch (i cui demeriti non necessitano di essere ricordati qui).

Anzi, potremmo perfino dire che le sue ripetute riflessioni sul Bestand e sul Ge-stell costituiscono una potenziale fondazione teorica per una posizione ambientalista declinabile in campo politico.

 

Uno dei discrimini con Husserl passa proprio da qui: per il Maestro la radice della ragione occidentale (che origina l'impresa della conoscenza scientifica) è sana, soffre una Krisis dalla quale però può e deve riprendersi (tramite la fenomenologia e il recupero di un rapporto sensato fra ragione ed esistenza), ma è un po' come una "parentesi" (per riprendere un'infelice metafora crociana).
Per l'Allievo invece è proprio la radice ad essere guasta dall'inizio, un inizio nel quale è già contenuto il progetto di un dominio completo sul tutto dell'ente, cui la tecnica da(rà) la crescente compiutezza cui assistiamo.

 

 

 

Grazie mille :)


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„Non si può che confermarsi 'stranieri nella propria lingua'. Il plurilinguismo (crogiuolo di idioletti, arcaismi, neologismi di che trabocca il poema) è il contrario d'una accademia di scuola interpreti. È 'Nomadismo': divagazione, digressione, chiosa, plurivalenza, ecc. Il testo intentato è (deve essere) smentito, travolto dall'atto, cioè de-pensato.“

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#13 simon

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Inviato 08 settembre 2021 - 22:28

Piccoli esempi di filosofia musicale 

 

Prendiamo come esempio lo spartito (il pentagramma). Quante specializzazioni filosofiche potremo porre?

 

A) Ermeneutica ovvero interpretazione soggettiva

 

L'interprete del brano musicale ha una conoscenza assoluta del testo (dunque sfera cognitiva*) e la sua padronanza esecutiva accentuano o sminuiscono la presunta chiarezza del compositore (decisione estetica, intenzionalità-gnoseologia). 

 

*circolo ermeneutico

 

B) Ermeneutica sul testo dal punto di vista semiotico ed edificazione di una possibile struttura (strutturalismo appunto) che cerchi la differenza tra la sincronia e la diacronia (il patrimonio culturale come formazione della lingua: dunque Ermeneutica interpretativa della storicità del testo e di tutto quanto di non-ontologico possa essere individualizzato).

 

C) Classico esempio di semiosi.

 

 

Poniamo il caso che il testo musicale sia non solo aperto a soluzioni di puro atletismo sullo strumento (la cui qualità potrebbe incidere sulla collezione di gesti e/o di GESTUS) ma che questo testo sia il seguente:

 

 

Havw0C.jpg

 

L'interprete non ha nessuna conoscenza di meccanica quantistica, ma deve eseguire entro cinque minuti questa partitura. La conoscenza pura (gli studi al conservatorio i master etc.) viene subordinata dall'intuito puro, produttore di una creazione libera, in quanto il compositore non ha voluto conferire all'esecutore piena libertà tecnica, ma una vera e propria sfida a tutte le sue competenze:

 

In questo caso l'intuito svela il corpo, la funzione del corpo nella sua complessità come posizione o traslazione fenomenologica: l'emozione cambia, vi è la mancanza di intenzionalità pura e l'interprete deve improvvisare. 

 

il problema della scelta

 

la scelta potrebbe essere ironica, ovvero l'esecuzione di questo testo ricordandosi di essersi laureato in BRAHMS in una sorta di vorticoso taglia e cuci che fa del nitore l'esperienza qualitativa esteticamente sensibile all'ascoltatore

 

la scelta potrebbe essere di puro genio, lavorando, contraendo, spezzando, rendendo situazionista il brano stesso usando lo strumento: pensiamo ad un pianoforte NON preparato

 

la scelta potrebbe essere quella di una protesta creativa emulando il famoso silenzio di Cage facendo risaltare gli umori e le risonanze dell'ambiente circostante

 

TEMATICA AMBIENTALE

 

 

Questa partitura non ha tempo, ma si rivolge al tempo interiore, alla durata interiore dell'interprete e forse al suo flusso di coscienza.

 

 

Questo mio piccolo esempio musicale è partito da un semplice testo e può essere lo spunto per un saggio di estetica filosofica in quanto mette in luce: ermeneutica, estetica musicale, questione temporale, questione della tecnica come dominio sullo strumento, questione della scelta, circolo ermeneutico, la verità nell'opera d'arte, l'autonomia coscienziale rispetto all'oggetto-testo etc.

 

 

Da questo microcosmo, si potrebbe passare con la dovuta calma a un vero e proprio macrocosmo di filosofia estetica musicale, allargandone la portata con questioni più allargate come quella della metafisica della presenza, delle categorie e delle relazioni che formano la sostanza (Aristotele) o l'Essere (Heidegger) che si rivela nel linguaggio, non poetico ma musicale, il più vicino di tutte le arti all'immediatezza del sentimento.

 

Storia del sentimento e del gusto (estetica) dal Settecento fino alla frattura del Bello con l'avvento della atonalità etc. etc.

 

Non è difficile scrivere un saggio musicale o una tesi di laurea, qui il rizoma non serve a nulla, mentre una struttura ad albero servirebbe moltissimo..

 

 

Questa tesi su Salvatore Sciarrino ne è perfetto esempio:

 

https://www.salvator..._Carratelli.pdf

 

 

DRAMMATURGIE DEL POST DRAMMATICO: Teorie e Tecniche del Testo Teatrale fra gli ultimi decenni del Novecento e il primo Duemila. Ne è un altro esempio:

 

https://tesionline.u... DEFINITIVA.pdf

 

 

La domanda è la seguente: come si può uscire dal formalismo (formalismo di gerarchie) di una struttura ad albero che rende una tesi perfetta ma in qualche modo culturalmente predeterminata?

 

Sull'estetica musicale rimando a questa tesi di laurea, che è un vero e proprio DONO DI DIO

 

L'ESTETICA MUSICALE DI G.W. LEIBNIZ

 

https://core.ac.uk/d...df/55280539.pdf

 

 

 

L'interrelazione diadica molare-molecolare così tanto sostenuta in Mille Piani che si occupa diffusamente di musica ma in maniera ORIGINALE, destrutturando l'albero.. è la condizione dell'aperto ovvero a una post sociologia ecologista affrancatasi da micro ontologismi come quello della psicoanalisi freudiana e della scienza del linguaggio: dalla semantica, alla semiotica (e della pragmatica). Ritmo e caos sulla scorta di Nietzsche e di Schumann. 


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„Non si può che confermarsi 'stranieri nella propria lingua'. Il plurilinguismo (crogiuolo di idioletti, arcaismi, neologismi di che trabocca il poema) è il contrario d'una accademia di scuola interpreti. È 'Nomadismo': divagazione, digressione, chiosa, plurivalenza, ecc. Il testo intentato è (deve essere) smentito, travolto dall'atto, cioè de-pensato.“

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#14 simon

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Inviato 08 ottobre 2021 - 06:12

Potrebbe essere la topica più allargata di sempre.. ma sono considerazioni autoriali e dunque difficilmente spartisco così allegramente teoresi che mi sono costate un sacco di tempo ma..

 

Alcuni giorni fa è stato aperto un topo sulle città italiana e mi sono ricordato della distruzione dei manicomi ad opera di BASAGLIA.

 

Ho parlato (in tempi non sospetti) di psicoanalisi come pura noia borghese, un gioco libidinoso per uomini e donne assai poco inclini alla guarigione, ma al gaudio.

 

Un'altra cosa è la malattia mentale, la vera fonte della creazione universale: vedi Nietzsche.

 

Sono andato a studiarmi le influenze filosofiche di BASAGLIA e stranamente, non avendo mai esperito questo contesto se non in termini ipotetici, ho fatto centro.

 

Le sue influenze: HUSSERL, il primo SARTRE, MERLEAU-PONTY e tutto questo viene sintetizzato dall'oltre il genio di Foucault e ovviamente di GUATTARI-DELEUZE con il celebre manifesto dell'antipsichiatria e.. ESSERE e TEMPO del pericolosissimo criminale nazista, il professor Martin Heidegger.

 

In questo forum quando ho parlato di fenomenologia classica non sono stato davvero compreso.. sembrava una boutade goliardica, una presa per i fondelli.

 

La fenomenologia classica, il suo parziale aggiornamento con lo stesso HUSSERL tra l'altro, la sua deflagrazione francese e.. il concetto di CURA nell'Esserci heideggeriano sono STRUMENTI DI CURA talmente essenziali che anche il più idiota dei professori della scuola media-universitaria dell'obbligo capirebbe.

 

Posso solo sintetizzare che la cura psichiatrica (ma sono cose MOLTO PERSONALI: in quanto ci sto discutendo con un famoso psichiatra forse il numero uno in Italia per quanto riguarda i disturbi ossessivi compulsivi gravi) deve smetterla di portare i malati di mente al parco o cercare una sorta di collettivizzazione (gelato-pizza tra alienati) o il fare arte.. NON ho la bacchetta magica, NON sono DIO ma qualche cosa l'ho scritta, l'ho detta e questa mia teoresi che assolutamente non rivelo ma lascio accennare è fondamentale per una parziale rettifica dello schizoide, dello psicotico, del depresso endogeno grave.

 

ROVATTI (di cui ho parlato tre anni fa, senza essere capito, nella sezione politica) sta facendo una cosa interessante: conferenze nei Dipartimenti di Salute Mentale su DELEUZE, DERRIDA (!) e FOUCAULT. Mi domando come possano i malati di mente capire questi tre grandi liberatori.. ma ROVATTI ha capito tutto: dal flusso di parole può accadere il miracolo NON della comprensione (bombardati da psicofarmaci come sono) ma della SENSAZIONE, dello choc traumatico che riesce a raddrizzare la curva verso una possibilità logica.

 

Perché lo scrivente ha una relazione pragmatico-scientifica con un psichiatra? sono matto, sono bombardato da psicofarmaci, mi hanno legato al letto e mi fanno l'elettro-choc? Assolutamente no, ma l'idiota che sta scrivendo e che senza se e ma sta dando a questo Forum momenti di cultura che difficilmente possono essere trovati da altre parti.. due anni fa (per la precisione due anni e tre mesi fa) mentre stava ritornando a casa da una passeggiata a dir poco romantica, leggendo dell'omicidio per strangolamento della moglie di ALTHUSSER ha provato uno choc talmente grande che ho associato (o meglio è stato associato dal mio cervello) con l'efferatezza da pena di morte a priori del sedicente MOSTRO di Foligno.

 

Ho subito una sorta di monade-psicotica, un istante in cui le coordinate razionali si erano smarrite e l'Altro mi ha visitato. In poche parole sono rimasto ossessionato e identificato con questo spaventoso pedofilo-criminale che sta marcendo in un ospedale per pazzi criminali in quanto nessun psichiatra riesce a capire se costui è veramente pentito o se è pronto a strangolare-violentare altri poveri bambini.

 

Ho sofferto in silenzio questa identificazione per quasi un anno, un tormento che mi attanagliava giorno e notte, paralizzando le mie capacità di pensare e di vivere la vita come avevo fatto prima di questo evento.

 

Sono stato da uno psichiatra a Monfalcone, una persona molto in gamba e mi ha detto di scrivere una sorta di diario.. cosa che non solo ho fatto, ma sono andato a cercarmi tutti i manuali possibili sul DISTURBO OSSESSIVO COMPULSIVO.

 

Come sono guarito da questa situazione? Andando gratuitamente proprio dove si ergono i frattali dell'ex Ospedale Psichiatrico di San Giovanni da un famosissimo esperto in DOC (Disturbo Ossessivo Compulsivo). Mi ha raccomandato certamente un fortissimo anti-depressivo ma ha capito, nei nostri dialoghi, che aveva difronte una persona con una certa cultura.

 

Ma arriviamo al dunque, come sono guarito? Rafforzando a dismisura il mio Super Io attraverso

 

A) Dapprima una fortificazione interiore dal punto di vista squisitamente teologico

 

B) In seguito un approfondimento oserei definirlo extra cognitivo in materia di ETICA e DIRITTO.

 

La cognizione di ciò che sono stato da ragazzo (uno studioso di giurisprudenza, un fanatico nel senso positivo del DIRITTO) assieme alla scienza filosofica dell'ETICA hanno fatto il miracolo di riportarmi nel mondo-della-vita; ero paralizzato dalla paura, ho sconfitto questa paura non con la logica (ho sempre avuto una certa difficoltà con i logici) formale, ma con i grandi teoreti dell'etica da Aristotele a PAREYSON.

 

Secondo il mio parere la COMPRENSIONE in qualsiasi settore del mondo è il primo indizio che porta alla guarigione o alla consapevolezza di essere dominati da qualche cosa.. il malato di mente (parlo di quelli rinchiusi nei DSM) può reagire, ritornare se stesso se inserito non in una società produttiva (mangiare gelato, provare a lavorare pulendo i cessi, comunicare con gli altri) ma in uno SPAZIO SENSORIALE che può provocare una collezione di choc terapeutici sostitutivi delle medicine stesse.

 

ROVATTI che parla di DELEUZE, DERRIDA(!) e FOUCAULT riesce ad entrare nel cervello dell'alienato? se per qualche micro-secondo il malato riesce ad INTUIRE di avere un corpo, può risalire ad avere un cervello in comprensione, un cervello fenomenologicamente in posizione o secondo JASPERS una coscienza nuovamente in situazione.

 

Visto che mi piace l'argomento sto cercando di capire come la fisica quantistica possa portare qualche cosa di buono in questo universo sregolato, ma allo stesso tempo lo scrivente difende la libertà creativa che a volte può essere di una bellezza devastante della poiesi del pazzo: il caso del martirio-scrittura di ARTAUD è la.. alla portata di tutti come consultazione-studio-lettura. Per non parlare dell'Inconscio di Jung che in questa sede è assolutamente impossibile da trattare.

 

 

Esercizi di Complessità: l'approccio fenomenologico alla follia

 

https://core.ac.uk/d...df/79617682.pdf

 

 

MINKOWSKI

 

https://boa.unimib.i...ssuto. def..pdf

 

 

DOPO IL MANICOMIO: GENEALOGIA E CRITICA DELLA RAGIONE PSICHIATRICA

 

https://arts.units.i...187099/TESI.pdf

 

 

CRIMINI DI PACE

 

http://www.ristretti...ini_di_pace.pdf

 

 

L'INCONSCIO DOPO LACAN

 

https://www.ledonlin...-dopo-lacan.pdf


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CARMELO BENE
 

 

 


#15 ravel

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Inviato 08 ottobre 2021 - 12:29


Sono andato a studiarmi le influenze filosofiche di BASAGLIA e stranamente, non avendo mai esperito questo contesto se non in termini ipotetici, ho fatto centro.

 

Le sue influenze: HUSSERL, il primo SARTRE, MERLEAU-PONTY e tutto questo viene sintetizzato dall'oltre il genio di Foucault e ovviamente di GUATTARI-DELEUZE con il celebre manifesto dell'antipsichiatria e.. ESSERE e TEMPO del pericolosissimo criminale nazista, il professor Martin Heidegger.

 

In questo forum quando ho parlato di fenomenologia classica non sono stato davvero compreso.. sembrava una boutade goliardica, una presa per i fondelli.

 

La fenomenologia classica, il suo parziale aggiornamento con lo stesso HUSSERL tra l'altro, la sua deflagrazione francese e.. il concetto di CURA nell'Esserci heideggeriano sono STRUMENTI DI CURA talmente essenziali che anche il più idiota dei professori della scuola media-universitaria dell'obbligo capirebbe.

 

 

Tutta la (migliore) cultura psichiatrica (e antipsichiatrica) di quegli anni ha quel background di formazione (aggiungendoci, anche se non per tutti,  Jaspers).

 

Se esso possa essere direttamente uno strumento di cura non so (e forse manterrei dello scetticismo) ma che possa esserlo indirettamente (cioè attraverso la consapevolezza, la formazione professionale e la disposizione di cura di chi deve terapeuticamente avere a che fare con i sofferenti) è fuori discussione.

 

L'impostazione efficientistica, normalizzante e adattiva (principalmente attraverso la farmacologia, che è la versione "dolce" della contenzione e della camicia di forza) tipica della cultura angloamericana è però quella dominante oggi.
E non solo in psichiatria, ovviamente.


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«Ciò che l'uomo può essere per l'uomo non si esaurisce in forme comprensibili».
(k. jaspers)

 

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Inviato 08 ottobre 2021 - 12:52

 


Sono andato a studiarmi le influenze filosofiche di BASAGLIA e stranamente, non avendo mai esperito questo contesto se non in termini ipotetici, ho fatto centro.

 

Le sue influenze: HUSSERL, il primo SARTRE, MERLEAU-PONTY e tutto questo viene sintetizzato dall'oltre il genio di Foucault e ovviamente di GUATTARI-DELEUZE con il celebre manifesto dell'antipsichiatria e.. ESSERE e TEMPO del pericolosissimo criminale nazista, il professor Martin Heidegger.

 

In questo forum quando ho parlato di fenomenologia classica non sono stato davvero compreso.. sembrava una boutade goliardica, una presa per i fondelli.

 

La fenomenologia classica, il suo parziale aggiornamento con lo stesso HUSSERL tra l'altro, la sua deflagrazione francese e.. il concetto di CURA nell'Esserci heideggeriano sono STRUMENTI DI CURA talmente essenziali che anche il più idiota dei professori della scuola media-universitaria dell'obbligo capirebbe.

 

 

Tutta la (migliore) cultura psichiatrica (e antipsichiatrica) di quegli anni ha quel background di formazione (aggiungendoci, anche se non per tutti,  Jaspers).

 

Se esso possa essere direttamente uno strumento di cura non so (e forse manterrei dello scetticismo) ma che possa esserlo indirettamente (cioè attraverso la consapevolezza, la formazione professionale e la disposizione di cura di chi deve terapeuticamente avere a che fare con i sofferenti) è fuori discussione.

 

 

 

La pensiamo esattamente allo stesso modo, forse il problema come sempre è stata la posizione della Chiesa anche in questa materia così delicata.

 

La Chiesa va demolita, ma esistono ancora teologi con le palle (mi scuso per il francesismo) come BOFF.

 

Sappiamo tutti che cosa ha significato la Chiesa nella storia dell'Uomo: un ostacolo per l'Uomo di arrivare a se stesso. Cartesio stesso, prima di arrivare alla distruzione di tutta la filosofia precedente, ha dovuto sempre e comunque stare attento alla Chiesa.

 

Abbiamo avuto GIORDANO BRUNO, ma purtroppo abbiamo avuto una CHIESA più che nazista che non ha permesso all'Uomo di progredire, di arrivare a se stesso e disintegrare questa architettura della giustificazione, della pedofilia e del culto della non resurrezione. 

 

Se noi andiamo a leggere o rileggere la maggioranza dei testi novecenteschi di teologia ci troviamo davanti al nulla, al ritorno di un nazismo "normale" che trova nell'Elogio dell'Eloquenza, nella Retorica un conforto, una barriera che l'ermeneutica e l'anarchia filosofica post strutturalista deve distruggere per sempre.


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„Non si può che confermarsi 'stranieri nella propria lingua'. Il plurilinguismo (crogiuolo di idioletti, arcaismi, neologismi di che trabocca il poema) è il contrario d'una accademia di scuola interpreti. È 'Nomadismo': divagazione, digressione, chiosa, plurivalenza, ecc. Il testo intentato è (deve essere) smentito, travolto dall'atto, cioè de-pensato.“

CARMELO BENE
 

 

 





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