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Sintetizzatori


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198 replies to this topic

#181 vit vit

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    cap&cazz

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Inviato 11 aprile 2021 - 23:37

Tra l'altro guardando i vari video,sono incappato in questo DJ Shadow con un bel disco ed un ottimo uso della drum machine,quasi protagonista in certi pezzi.
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#182 wago

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Inviato 12 aprile 2021 - 07:41

Dici "Endtroducing....."? Strano non lo conoscessi, anche se in effetti se ne parla soprattutto per gli aspetti relativi al crate-digging (e al conseguente riassemblaggio/ricontestualizzazione ad opera del musicista) che per quelli riguardanti il resto della tecnologia musicale impiegata. Io lo ho visto due volte dal vivo a distanza molto ravvicinata ai tempi di Shadowsphere, e sebbene si sia trattato di una delle performance live più entusiasmanti e scenografiche che abbia mai visto a livello di strumentazione pareva piuttosto minimale.

 

 

Ma vabbè, il live è il live. In realtà deve essere un fissato mica da ridere, nel 2016 per "The Mountain Will Fall" utilizzò nientepopodimeno che il Synthi 100.


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#183 vit vit

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Inviato 12 aprile 2021 - 10:03

Si proprio quel disco,diciamo che in prevalenza sono orientato su altri tipi di Fare musica,calcolando anche che sono eternamente distratto.


Infarciamo le info percussive parlando del Korg Wavedrum che viene definito proprio come un synth percussivo.
L'ho usato per anni abbinato alla mia batteria acustica e vari aggeggi elettroacustici, è un .eraviglioso strumento,sensibilissimo alla dinamica ed al tocco,avendo un microfono che miscela il segnale con il processore.Non è un semplice simulatore di altri strumenti(membranofoni,idiofoni)ma è in grado di miscelare i due mondi tramite la pressione e movimenti sulla pelle,per esempio premendolo si producono dei glissati sintetici e contemporaneamente percuotere in vario modo il corpo.

Un eccellente complemento creativo,su YT ci sono molti esempi anche se non conosco dischi in cui sia stato usato in maniera preminente.


https://www.korg.com...global_edition/
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#184 wago

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Inviato 12 aprile 2021 - 10:46

Molto divertente questo, non lo conoscevo affatto. Capisco bene che è un synth wavetable senza interfaccia midi? Non mi è chiaro quanto "personalizzabile" sia in fatto di suono: si possono combinare fra loro filtri e preset, miscelare i preset, caricare forme d'onda nuove?
Le info che un po' sbrigativamente ho trovato in rete hanno l'aria di essere pensate per batteristi, ovvero di tagliar corto sui dettagli tecnici riguardo ai metodi di sintesi ed andare al sodo riguardo a suoni e trick che ci si possono fare. Senz'altro cercando meglio salta fuori altro, ma faccio prima a chiedere visto che lo hai.
Peraltro la versione "mini" (che immagino sia più limitata) ha un costo piuttosto contenuto.

Dici che non conosci dischi in cui compaia in modo preponderante, ma qualche singolo pezzo? Tu come lo hai incontrato?


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#185 vit vit

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Inviato 12 aprile 2021 - 11:30

Il WD permette un'ampia personalizzazione,partendo però da preset preimpostati,ma non è midi e non ha la possibilità di aggiungere sample.
L'interfaccia è ostica(display a 2-3 cifre) si può intervenire nel pitch, combinare più voci,effetti,curva dinamica ecc ecc
Essendo uno strumento "chiuso"è stato oggetto di critiche,ma ha molte potenzialità.
Ho avuto anche il WD mini,chiaramente un giocattolino in confronto anche se aveva dei plus come il Looper in tempo reale e gli effetti inseribili al momento è una fantastica mollettina/trigger da applicare su qualsiasi superficie.

Fin dagli inizi degli anni 90 sono stato interessato ad espandere il mio linguaggio batteristico,il mio ambito d'elezione sarebbe la totale improvvisazione anche se sono un eterno cazzaro.Mi ero dotato di due synth percussivo marchiato hipercussion che era un trigger da agganciare ai tamburi

con vari controlli che innescava un rudimentale modulo sonoro(noto anche come Coron ds7)

https://youtu.be/kCAenl74e-s

Questa era una piccola parte del mio setup
https://www.flickr.c...1526@N00/kQQM64
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#186 vit vit

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Inviato 12 aprile 2021 - 11:37

PS:brani in cui sia riconoscibile il WD(e non come una percussione generica) non me ne vengono in mente,ma in passato qualcosa ho sentito.
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#187 wago

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Inviato 12 aprile 2021 - 12:14

Stando a discogs ed equipboard, lo hanno impiegato (cito quelli che conosco):
Bluvertigo
Boris

Joe Strummer & The Mescaleros

Mietta (!)

Roger Hodgson

Pat Mastellotto
Danny Carey
Residents

 

In teoria il pezzo dei Bluvertigo in cui è impiegato è questo qui:

L'utilizzo, ammesso che sia percettibile, mi pare però minimale... Sbaglio?

 

Anche nel brano di Hodgson (molto bello, non lo conoscevo) non lo avrei mai sgamato, e a dire il vero anche ora sapendolo non è che sia sicuro di associarlo ai suoni giusti.


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#188 vit vit

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Inviato 12 aprile 2021 - 12:35

Ah sì Danny Carey usa il preset di tabla in
Pneuma,il resto me li ascolto volentieri appena recupero un paio di cuffie

PS nel pezzo dei Blue Vertigo riconosco il suono del tamburo(simil Japponese) ma sarebbe anche in grado di riprodurre quel suono che si sposta a dx/
Nel brano di Hodgson ho individuato solo l'uso a colpo singolo nella prima parte del brano,accoppiato ad uno shaker/caxixi manuale.
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#189 dick laurent

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Inviato 12 aprile 2021 - 19:42

Bello! Domani leggo con calma, per quanto mi riguarda è sostanzialmente IT visto il taglio preso dalla discussione (e i quattro gatti che ci postano :D)

 

assolutamente si.

Bellissimo il Chamberlin Rhytmate!


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#190 wago

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Inviato 13 aprile 2021 - 06:23

Un'altra piccola curiosità su "I Dream of Wires": la colonna sonora, originale, è stata realizzata dal musicista e coautore del film Jason Amm, in arte Solvent, utilizzando sintetizzatori modulari. Fa il suo lavoro ed è piacevole anche ascoltata da sola, ma artisticamente parlando non la definirei strabiliante. Ha però un elemento che può renderla interessante per chi avesse voglia di approfondire: ciascuna traccia è composta con l'idea di esplorare qualche specifica possibilità delle macchine impiegate.
In gran parte dei casi questo si traduce nell'adattamento di spunti di secondaria importanza forniti dalle opzioni di questo o quell'altro modulo eurorack, ma in un paio di occasioni ho trovato che i pezzi consentano effettivamente di farsi un'idea efficace delle dinamiche alla base di alcuni metodi di sintesi.
 

Mi riferisco nello specifico a "Transfer Function", dedicata alla sintesi additiva (di cui si percepiscono abbastanza bene le progressive sovrapposizioni di armoniche) e a "Burn the Tables", incentrata sulla sintesi wavetable (che consente di muoversi "con continuità" da una forma d'onda a un'altra, alterando il timbro in maniera molto plastica).

 


 

 

Nel booklet ovvero su discogs si trovano le descrizioni traccia per traccia fornite dall'autore dei brani:

 

R-7500964-1518435101-9266.jpeg.jpg

 

R-7500964-1518435101-7760.jpeg.jpg

 

R-7500964-1518435101-2689.jpeg.jpg

 

In questi giorni spinto da curiosità mi sono documentato un po' meglio sugli aspetti pratici e teorici della sintesi wavetable, quando ho un attimo vedo di buttar giù qualcosa (così almeno lo ritrovo quando me lo sarò dimenticato) :D


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#191 Dark Mavis

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Inviato 13 aprile 2021 - 08:52

"Vince Clarke's infamous synthesizer studio"

 

Discreto posticino

 

v5-9010.jpg

 

VC_LongWall_3_TWO.jpg

 

3aa8214af34b811ceaa289f296c190cd.jpg

 

 

Una volta stava qui

http://www.cocoelect...es-dome-studio/


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#192 dick laurent

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Inviato 13 aprile 2021 - 10:45

Un'altra piccola curiosità su "I Dream of Wires": la colonna sonora, originale, è stata realizzata dal musicista e coautore del film Jason Amm, in arte Solvent, utilizzando sintetizzatori modulari. Fa il suo lavoro ed è piacevole anche ascoltata da sola, ma artisticamente parlando non la definirei strabiliante. Ha però un elemento che può renderla interessante per chi avesse voglia di approfondire: ciascuna traccia è composta con l'idea di esplorare qualche specifica possibilità delle macchine impiegate.
In gran parte dei casi questo si traduce nell'adattamento di spunti di secondaria importanza forniti dalle opzioni di questo o quell'altro modulo eurorack, ma in un paio di occasioni ho trovato che i pezzi consentano effettivamente di farsi un'idea efficace delle dinamiche alla base di alcuni metodi di sintesi.
 

Mi riferisco nello specifico a "Transfer Function", dedicata alla sintesi additiva (di cui si percepiscono abbastanza bene le progressive sovrapposizioni di armoniche) e a "Burn the Tables", incentrata sulla sintesi wavetable (che consente di muoversi "con continuità" da una forma d'onda a un'altra, alterando il timbro in maniera molto plastica).

 


 

 

Nel booklet ovvero su discogs si trovano le descrizioni traccia per traccia fornite dall'autore dei brani:

 

R-7500964-1518435101-9266.jpeg.jpg

 

R-7500964-1518435101-7760.jpeg.jpg

 

R-7500964-1518435101-2689.jpeg.jpg

 

In questi giorni spinto da curiosità mi sono documentato un po' meglio sugli aspetti pratici e teorici della sintesi wavetable, quando ho un attimo vedo di buttar giù qualcosa (così almeno lo ritrovo quando me lo sarò dimenticato) :D

 

Spero di finirlo di scaricare in fretta pure io I dream of wires. 

Non ne avevamo già parlato un po' di wavetable? O forse è roba che ho letto per i fatti miei e mi confondo, comunque ovviamente butta dentro che leggo volentieri.


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#193 wago

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Inviato 13 aprile 2021 - 11:39

Credo avessimo accennato all'inizio del thread ma francamente non avevo capito davvero cosa fosse (anzi, mi pare che il mio apporto alla discussione fosse stato proprio del tono di "boooh, chissà cos'è" :D.
Sarà monomania sarà deformazione professionale, ma finché non realizzo almeno a grandi linee cosa matematicamente caratterizzi le modalità di emissione/trasformazione del segnale mi trovo sempre molto disorientato. Dall'altro lato, l'interesse per questo tipo di aspetti tecnico/scientifici rappresenta buona parte di ciò che alimenta la mia curiosità per l'argomento, quindi tutto sommato come tara è a fin di bene.


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#194 wago

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Inviato 13 aprile 2021 - 17:21

Premessa: mi sono imbattuto in questo coso qui e ho stabilito che sarà mio entro breve:

 

 

È un giocattolino ma mi sembra che illustri bene il senso e le potenzialità della sintesi wavetable.
Un analogico vecchia scuola fa bordello con un oscillatore "sporco" (che produce un'onda grossomodo quadra o triangolare) e poi filtra per ottenere un timbro più interessante: è un metodo efficace per produrre nuove sonorità, ma sostanzialmente barbaro perché ha come premessa la rinuncia a gran parte dei timbri teoricamente possibili. Un sintetizzatore additivo costruisce spettri personalizzati mettendo insieme tante sinusoidi indipendenti: la gamma raggiungibile è virtualmente illimitata, ma il costo (economico e computazionale) rischia di diventare facilmente proibitivo.
Esistono strade alternative (es. la sintesi FM), ma soprattutto esiste una sorta di "via di mezzo": anziché costruire il suono a partire da poche forme d'onda da filtrare o sommare, si può ampliare il numero di forme d'onda "elementari" a disposizione, e cercare un modo per combinarle fra loro. Un sintetizzatore wavetable funziona così: ha in memoria una serie di disegnini di oscillatori virtuali (la wavetable) che contiene sinusoidi, onde quadre, triangolari... ma volendo anche molto altro; utilizza poi questi schemini per controllare digitalmente l'oscillatore reale facendogli produrre la forma d'onda desiderata. Soprattutto, però, permette attraverso una "media pesata" (tecnicamente una combinazione convessa) tra più forme d'onda di spaziare con continuità dall'una all'altra, realizzando suoni ibridi e che evolvono nel tempo da un timbro a un altro in un processo fluido.
Nel video sopra, si sente (e si visualizza attraverso il grafichino dell'app associata) la transizione tra coppie di forme d'onda corrispondenti a preset dello strumento. In linea di principio se ne potrebbero creare altre, arbitrariamente complesse, da lasciare in memoria: il campo di possibilità è quasi quello di un synth additivo (con meno armoniche e meno libertà di morphing), ma ottenibile a un costo computazionalmente molto inferiore grazie alla premorizzazione delle forme d'onda e all'algoritmo molto "leggero" per il passaggio dall'una all'altra.

Quello sopra è un oggetto dimostrativo uscito nel 2018, ma le macchine a cui è associata con più celebrità questo metodo di sintesi sono quelle della serie PPG Wave, realizzata dalla tedesca Palm Products GmbH tra il '78 e l'87.
Il primo modello in circolazione è stato il WaveComputer 360, che era polifonico (4 o 8 voci) ma era puramente wavetable (niente filtri) e dotato di tabelle ricche ma non espandibili. Aveva anche un solo oscillatore per voce, e risultava piuttosto rozzo come sound. Ha avuto successo molto limitato: si dice che ne siano stati realizzati in tutto 40 esemplari.

360_bk.jpg

 

Molto più diffuso fu il PPG Wave 2, il particolare nella versione 2.2 uscita nel 1982, che ha una delle "livree" più immediatamente riconoscibili di sempre:

 

600px-PPG_WAVE_2.2.jpg

 

Oltre ad aggiungere filtri, sequencer multi-timbrico, oscillatori aggiuntivi per ogni voce, display digitale e pulsantiera che ne rendevano più semplice il controllo, il PPG Wave 2 poteva essere connesso a un'unità apposita (il Waveterm) che lo trasformava di fatto in un campionatore e rendeva le wavetable espandibili con forme d'onda personalizzate.

 

Webp-net-resizeimage-3.jpg

 

Il PPG Wave 2 fu un grande successo e lo si ritrova in moltissime band degli anni Ottanta. Scorrendo una lista mi rendo conto che più che di tanti nomi synth-pop di cui ammiro particolarmente il sound (A-ha, Alphaville, Naked Eyes, Talk Talk, Thomas Dolby) forse sono sempre stato appassionato senza saperlo delle possibilità del PPG Wave.

Il prezzo di un gingillo del genere stava sugli 8000 $ - 9000 $ nell'84 (20mila euro attuali); con l'aggiunta del Waveterm (un po' meno di 25mila euro attuali) veniva fuori un sistema completo con potenzialità analoghe a un Fairlight a un prezzo che era poco più della metà. Niente male, e infatti vendette parecchio (per il potenziale pubblico), ma l'avvento dei campionatori "low cost" come l'Emulator ne mise in crisi il mercato nella seconda metà degli anni Ottanta.
PPG nel frattempo si era imbarcata nel tentativo di creare un sistema integrato, il Realizer, che non andò mai in porto e portò alla chiusura nel 1987. Il signor Wolfgang Palm passò negli anni seguenti a Waldorf, che da allora ha dominato la nicchia dei synth wavetable con prodotti apprezzati come il Microwave (1989), il Microwave II (1997) e l'odierno Quantum (2018).

Il video che segue, per inciso di un pezzo pazzesco, contiene un buon esempio di utilizzo combinato di PPG WaveComputer e PPG Wave 2. Solo il primo viene inquadrato, ma il timbro molto "vocale" che rende magica tutta la seconda metà del pezzo (da 5:00 in poi) è creato col PPG Wave 2:

 

(Ho altre due cosine da dire ma ci faccio un altro post, anche perché massimo due video per post).


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#195 Dark Mavis

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Inviato 13 aprile 2021 - 18:09

Bello il PPG wave a partire dal design. Continuo a rimanere abbastanza basito dai prezzi che all’epoca dovevano essere considerevoli; capisco anche che dovevano essere delle macchine enormi ed innovative a quei tempi e un po’ è giustificato il costo, però colpiscono ugualmente le cifre.

La sintesi FM mi ha fatto venire in mente quel bestione dello Yamaha DX1, credo aggeggio abbastanza raro (credo l’abbiano usato i Teats for Fears tra gli altri). Con la coda dell’occhio ho intravisto un 40k in rete. 
FM sarebbero i digitali?


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#196 wago

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Inviato 13 aprile 2021 - 18:19

Anche i PPG erano digitali, come rule of thumb si può dire che gli analogici sono sottrattivi e tutto il resto (additivi, wavetable, FM, distorsione di fase e chi più ne ha più ne metta) è digitale. Poi ci sono le eccezioni ma sono più curiosità storiche che altro, almeno mi pare.

 

Sì la faccenda dei costi è sbalorditiva anche per me. Io mi inquieto quando vedo i prezzi che hanno i moderni synth "fighi" sul mercato, ma sono valori che stanno un ordine di grandezza buono al di sotto di quello che era il costo di un synth qualunque qualche decennio fa.
Da piccolo trovavo che la mia Yamaha preset puri che mi avevano regalato i miei fosse carina e non capivo per quale ragione certi miei compagni avessero in casa robacce dei fratelli maggiori come gli organi Bontempi. Non avevo idea che solo qualche anno prima dispositivi comunque sia del tutto digitali come quello che i miei avevano raccattato a poco avrebbero avuto prezzi del tutto fuori dal budget di un ordinario Babbo Natale.

 

p.s. FM sarebbe modulazione di frequenza, è un modo diverso di "fare bordello" per ottenere timbri interessanti. Il DX7 è stato il primo a sfruttarlo in modo massiccio, ma mi sa che anche la tastiera che avevo io da bambino era di quel genere lì (ovviamente molto più cheap).


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#197 wago

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Inviato Ieri, 20:24

Un pezzo che ho scoperto in questi giorni e ho trovato molto affascinante è "Dreamsong", brano del 1978 del ricercatore e compositore americano Michael McNabb, allora al CCMRA (Center for Computer Research in Music and Acoustics) dell'università di Stanford. Si tratta di musica elaborata al calcolatore, con un derivato del software MUSIC sviluppato da Max Mathews a partire dal 1957 (Mathews è quello a cui è dedicato fin dal nome il software MAX, attualmente assai utilizzato). Tecnicamente insomma non ci sono "sintetizzatori" coinvolti, ma arrivo presto a spiegare il nesso.

 

 

"Dreamsong" è per quanto mi riguarda un pezzo entusiasmante su due livelli. Il primo è che lo trovo, musicalmente parlando, profondamente ammaliante e coinvolgente. È un lavoro post-minimalista, praticamente privo di ritmo e in ampie porzioni anche di modularità: dovrebbe essere la mia nemesi, invece mi rapisce per tutti i dieci minuti circa di durata. Sarà che è largamente basato sulla sovrapposizione di voci femminili e tintinnii — una combinazione che mi frega sempre; sarà che rispetto ad altre composizioni avaguardistico/sperimentali che per curiosità ho sentito in sti giorni ci sento dentro uno spirito prima di tutto evocativo ed emotivo. Un intento mirato a costruire una zona liminale tra alieno e umano, popolata di suoni fluttuanti che sembrano impossibilmente sospesi tra l'una e l'altra polarità.
Poi c'è l'altro piano, quello tecnico. E qui viene il legame col thread. Per realizzare il brano, McNabb ha sfruttato una pluralità di tecniche di sintesi, che vanno dalla sintesi additiva/resampling a quella FM a una forma originale di sintesi wavetable (approccio allora del tutto nuovo). L'idea dietro al pezzo è quella di esplorare lo "spazio intermedio" tra suoni di origine diversa. I costituenti principali sono:

  • 10 note isolate cantate dal soprano Marilyn Barber (più un glissando completo), campionate e risintetizzate additivamente;
  • uno pseudo-strumento a fiato (che tavolta suona più ad arco che altro) e che è in realtà un timbro puramente sintetico ottenuto additivamente
  • suoni scampanellanti prodotti tramite sintesi FM (i suoni di campana sono notoriamente la bestia nera della sintesi additiva, perché hanno una miriade di armoniche spurie e gli oscillatori armonici dei synth additivi non bastano a star dietro a tutte). 

Questi timbri sono trattati come forme d'onda indipendenti che mutano l'una nell'altra nel corso del pezzo, in un processo di interpolazione che è sostanzialmente quello tipico della sintesi wavetable (con una complessità maggiore invero, perché l'interpolazione è condotta sul dominio delle frequenze, poi sottoposto a trasformata di Fourier, e non direttamente su quello dei tempi).
Stringi stringi l'effetto sono passaggi sconvolgenti come la trasformazione di un coro in tappeto d'archi (minuto 1:10-1:30), o la coesione di n campane in voce solista (3:40 - 3:55) immediatamente seguita da quella di un coro soprano in drone profondissimo. Davvero un esempio trasparente delle potenzialità di quella che, negli anni a seguire, sarebbe diventata la base di tanti suoni accattivanti — anche se magari sfruttati con intento meno consapevolmente esplorativo.

Per chi volesse, il pezzo sta su Spotify e altre piattaforme analoghe nella raccolta "Music with Computers", in cui figurano anche altri due lavori di McNabb, realizzati negli anni seguenti con il Systems Concept Digital Synthesizer realizzato da Peter Samson del CCMRA (per gli amici, il "Samson Box" — vedi foto). Lo stile generale delle composizioni è simile, ma sul piano tecnico gli aspetti teorici su cui si focalizzano sono differenti. Ho comunque trovato molto belle anche quelle, quindi consiglio il tutto.

 

Pete-Samson-with-the-Systems-Concepts-Di


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#198 dick laurent

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Inviato Oggi, 14:37

Anche i PPG erano digitali, come rule of thumb si può dire che gli analogici sono sottrattivi e tutto il resto (additivi, wavetable, FM, distorsione di fase e chi più ne ha più ne metta) è digitale. Poi ci sono le eccezioni ma sono più curiosità storiche che altro, almeno mi pare.

 

Sì la faccenda dei costi è sbalorditiva anche per me. Io mi inquieto quando vedo i prezzi che hanno i moderni synth "fighi" sul mercato, ma sono valori che stanno un ordine di grandezza buono al di sotto di quello che era il costo di un synth qualunque qualche decennio fa.
Da piccolo trovavo che la mia Yamaha preset puri che mi avevano regalato i miei fosse carina e non capivo per quale ragione certi miei compagni avessero in casa robacce dei fratelli maggiori come gli organi Bontempi. Non avevo idea che solo qualche anno prima dispositivi comunque sia del tutto digitali come quello che i miei avevano raccattato a poco avrebbero avuto prezzi del tutto fuori dal budget di un ordinario Babbo Natale.

 

p.s. FM sarebbe modulazione di frequenza, è un modo diverso di "fare bordello" per ottenere timbri interessanti. Il DX7 è stato il primo a sfruttarlo in modo massiccio, ma mi sa che anche la tastiera che avevo io da bambino era di quel genere lì (ovviamente molto più cheap).

 

a proposito dei tipi di sintesi, devo dire che una cosa che mi manca è proprio la possibilità di capire a livello di resa sonora qualsi siano le differenze tra i vari metodi. CIoè si, ho visto parecchi demo e video (anche quelli messi in questa discussione), ho un'idea rudimentale sul suono ma mi manca. probabilmente per il non averci mai messo le mani sopra, la comprensione dei limiti sonori di un metodo di sintesi rispetto a un altro. Forse mi è più un po' più chiaro tra l'analogico e il digitale, ma tra l'additivo e l'fm molto meno per esempio. Si, ho un'idea dei preset di un DX7 (vabbè, come chiunque abbia mai sentito musica anni ottanta probabilmente, anche quelli che non sanno cosa sia il DX7), meno dei limiti di un metodo rispetto all'altro, proprio come resa sonora.


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#199 dick laurent

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Inviato Oggi, 14:50

Davvero interessantissimo come pezzo Dreamsong (e anche davvero avanti come sonorità per l'epoca). 

Mi chiedo a proposito di dove dici

 

 

 

(i suoni di campana sono notoriamente la bestia nera della sintesi additiva, perché hanno una miriade di armoniche spurie e gli oscillatori armonici dei synth additivi non bastano a star dietro a tutte). 

 

quanto adesso e nei prossimi anni, visto l'incremento enorme della capacità di calcolo dei processori rispetto agli anni settanta quanto siano migliorati in questo.


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