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Fontaines D.c. - Dogrel (Partisan, 2019)


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#101 Владимир Гозерин

Владимир Гозерин

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Inviato 16 maggio 2022 - 11:38

Cercare per forza una sistematizzazione è rischioso

 

Per me è l'esatto contrario, ossia è la personalizzazione che falsifica la prospettiva. Gli artisti che hai elencato di fatto sono ascoltati tutti dallo stesso pubblico, la tua esperienza personale è sacrosanta ma non ha valore se si deve analizzare il fenomeno in sé. Io sono di sinistra e sono filoisraeliano, ma sono ben consapevole che a sinistra solitamente si sbava per la Palestina, e questo non verrà cambiato dalla mia posizione opposta. (Reductio ad Palestinum asd ).


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#102 Ɲ●†

Ɲ●†

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Inviato 16 maggio 2022 - 14:04

Ok, capisco il discorso e ci sta a livello macro, se si vuole analizzare un fenomeno etc. Sarà che diffido sempre delle generalizzazioni perché vanno a scapito di sfumature e differenze (personali appunto). Forse la mia inconsciamente era già una excusatio non petita, non so. E non voglio partire per la tangente dicendo che potenzialmente la "personalizzazione" potrebbe essere infinita, chiedere se non ci possa essere un metro d'analisi che possa salvare capra e cavoli. Personalmente (aridaje) mi fa un po' impressione pensare che tutti gli ascoltatori, i loro gusti, motivazioni, influenze esterne (che ci sono sempre) possano essere ridotte ad un minimo comune denominatore. Banalmente dire che tutti ascoltano la determinata cosa per gli stessi identici motivi. Ma so altrettanto bene che se si vuole fare un'analisi a grandi livelli, un certo margine di generalizzazione è necessario.

 

Poi ci sta la differenza che avete messo in risalto a proposito di questo postpostpostpunk tra UK e altre zone dove magari l'aspetto politico e meno sentito e forse queste musiche arrivano con meno connotazione di partenza (e quindi potrebbe valere maggiormente la semplice adesione a un certo tipo di sonorità o stile).


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A chemistry of commotion and style

#103 wago

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Inviato 16 maggio 2022 - 14:30

Creare modelli è sempre rischioso, è anche l'unico metodo però per provare a uscire dalla pura esperienza personale. Che è molto interessante e ha un suo valore (a mio avviso sottovalutato), ma difficilmente può fornire chiavi di lettura trasversali. Occorre essere consapevoli che ogni generalizzazione è una semplificazione, se no appunto si finisce a parlare di "ascoltatore medio" che è un abominio intellettuale, ma se si ricorda che che ogni astrazione si porta dietro la prospettiva di chi la elabora si pongono le premesse per farne uno strumento utile.
Tornando al post-post-punk, osservare che c'è una corrispondenza fra i gusti di chi ascolta più band fra quelle che fanno parte del calderone non mi sembra uno sragionare; non lo è nemmeno notare che l'hype attorno a questi nomi ha l'effetto collaterale di oscurare altre proposte interessanti di questi anni e creare la falsa impressione che "non ci sia altro". Altre analisi di quell'articolo, come ho detto, non mi convincono ma credo che gli sbrocchi abbiano comunque il loro valore di punto di vista schietto e sfacciatamente limitato: anche quando magari cercano di porsi come "obiettivi", sono palesi le premesse personali e dunque la prospettiva risulta a suo modo circostanziata e arricchente, cosa che a volte approcci presuntamente più asettici non riescono a essere (poi esistono anche lì quelli fatti bene eh, ci mancherebbe).

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#104 Ugo il re del judo

Ugo il re del judo

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Inviato 16 maggio 2022 - 14:43

Creare modelli è sempre rischioso, è anche l'unico metodo però per provare a uscire dalla pura esperienza personale.

è quello che ti dicevo prima, forse senza farmi capire: il pippone inteso come teoria articolata deve esistere al di là dell'esperienza personale e chi lo espone deve dare gli strumenti per potere applicare il modello; quindi se il ragionamento è "ripetono la formuletta dei WIre" benissimo ma questo vale per tutti i revival wave, complimenti che ci sei arrivato ora (mi riferisco all'autore dell'articolo) ma è tardi

stessa conclusione per l'hype che toglie spazio, la musica funziona così da sempre, non me lo deve spiegare un articolo sui Fontaines DC nel 2022

a me preoccupa la continua fissazione per l'entusiasmo altrui, quasi una sorta di invidia causata dalla propria incapacità di emozionarsi per dei dischi nuovi; e mi preoccupano pure tutte quelle recensioni che iniziano e proseguono con continue frecciatine tipo "eh se il mondo fosse giusto, i Kizz Kazz sarebbero più famosi dei Beatles", ecc ecc ecc ---- sono atteggiamenti che puzzano di ospizio, altro che i nostalgici della wave

dinamiche naturali, i Beatles sono più famosi dei Kizz Kazz per motivi semplici e leggi di mercato, non solo della musica, non c'è da stupirsi

gravissimo e pallosissimo, indice estremo della vecchiaia mentale di simili redattori che magari hanno 25 anni: in analisi come quella dell'articolo manca completamente l'aspetto ironico e divertente, una presa per il culo di questi postpostpostpunkers, sì che sarebbe uno sfogo bello da leggere, altro che le teorie tirate per i capelli e non applicabili a nulla; e dire che, già solo a livello estetico, ci sarebbe da scrivere pagine e pagine per ridicolizzare il copia&incolla dai maestri ---- servirebbe un minimo di simpatia per potersi approcciare a delle passioni, e soprattutto per tenere incollati i lettori, le incudini sul mercato manovrato dall'alto e altre scontatezze simili, sono trite e ritrite da 50 anni, altro che eccesso di revival, BASTA!!! Chi scrive dovrebbe pensare pure a chi legge, non solo a mettersi in mostra

non stiamo parlando della guerra in Ucraina o in Palestina ma del nuovo revival wave di un gruppo sfigato di universitari, un po' di leggerezza!!

edit: ah scusate, ho letto ora il post qua sopra, stiamo parlando anche della guerra in Palestina, non ci avevo fatto caso
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#105 wago

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Inviato 16 maggio 2022 - 15:39

Non mi sembra vero che non ci sia ironia; certo è ironia un po' (un bel po') saccente ma basta perché il lettore bendisposto verso lo sproloquio che sta leggendo si senta più acuto, e al tempo stesso contribuisce a fare incazzare ulteriormente chi non è per nulla d'accordo con quel che ci sta scritto. Comunque essere ironici E analitici è difficile, il più delle volte quando un testo cerca di essere "leggero" va a finire che invece che argomentare la butta in caciara ed ecco che sì, magari sarà anche spassoso da leggere ma quello che ti ha lasciato è giusto una risata. Invidio chi è capace di tenersi sul brioso e al tempo stesso evitare di nascondere la polvere sotto il tappeto dal punto di vista argomentativo, ma appunto è un'arte molto rara e francamente non è la prima cosa che cerco da lettore (a mio avviso poi è un'abilità di cui sotto sotto avere paura, può essere pericolosissima una persona così). Poi questo è uno sbrocco e quindi anche quel tipo di sfottò presuntuoso di cui l'articolo è pieno a me sembra ci stia.


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#106 Ugo il re del judo

Ugo il re del judo

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Inviato 16 maggio 2022 - 15:43

È uno sfogo perché ci sono delle band che ripetono la formuletta all'infinito e ottengono successo grazie a banali dinamiche di mercato?
Che originalità!
E poi, capisco elaborare una teoria ma perché allora non applicarla a tutti i movimenti?
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#107 markmus

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Inviato 16 maggio 2022 - 17:29

 

Cercare per forza una sistematizzazione è rischioso

 

Gli artisti che hai elencato di fatto sono ascoltati tutti dallo stesso pubblico

 

scientificamente provato in base al fatto che lo dice gozer.

 

come immagino gli oasis li ascoltano solo i lads, i nirvana solo quelli con le camicie di flanella, la rave music solo gli impasticcati e i radiohead i nerdoni che non trombano, per fare altre analisi sociologiche approfondite.

 

anche sulla sinistra filopalestinese... siamo sicuri che questa sia una verita' oggettiva e non una distorsione? (non lo so) magari su un 45% di elettori di sinistra la maggior parte e' neutra o contro ma siccome la destra dice che sono tutti filopalestinesi e la parte di sinistra filopalestinese e' piu' rumorosa passa questo sillogismo (un po' come quello post-post-punk = musica politicizzata che ascoltano solo i trentenni cobyniani nostalgici).

 

sulla bolla micro-sociale politicizzata di corrigan ed i testi a loro indirizzati, possiamo per facilitare la discussione dire quali sono i punti chiave che questi testi devono toccare per essere apprezzati dal target di lettori del guardian? prendiamo dal mucchio black midi, BCNR, fontaines DC, wet leg, fat white family per dire e buttiamo giu' qualche esempio di tratti comuni cosi' magari capisco meglio. 

 

qualche testo a tema vagamente politico fra idles, squid, yard act e shame ci sara' pure non lo nego, anche se nella maggior parte dei casi che ho sentito mi pare la solita caricatura del borghese che ha tutto ma a ben guardare e' uno sfigato, itema toccato da quasi ogni band brit dalla notte dei tempi (ce ne sono due o tre dei blur sul genere per dire, pure loro si rivolgevano alla stessa micronicchia?). da qui a dire che queste band hanno successo in uk per i temi trattati piu' che per la musica il passo mi pare abbastanza grande e personalmente lo vedo come una percezione distorta di chi fa l'analisi. magari sbaglio io ma mi piacerebbe vedere qualche prova in piu' a supporto di queste teorie.

 

 

 

Creare modelli è sempre rischioso, è anche l'unico metodo però per provare a uscire dalla pura esperienza personale

in teoria sarei pure d'accordo, purtroppo mi pare che di solito si trasformi in un espediente usato dal critico di turno per validare la propria esperienza personale invece di provare genuinamente a superarla. l'insieme di esperienze personali invece regala un quadro piu' veritiero e sfumato.

 

anche su questo forum per dire, vedere come i vari tipi di utenti vanno a pescare nel mucchio post-post-rock e' piu' interessante del raggruppare tutti gli utenti nel calderone "hanno apprezzato almeno 1-2 di queste band quindi sono ascoltatori del tipo x".

 

comunque sono con te che tutte le opinioni contrbuiscono ad arricchire il discorso, oltre all'ironia e la capacita' di apprezzare i limiti di queste generalizzaioni pero' raccomanderei anche meno suscettibilita' una volte che questi assolutismi vengono messi in dubbio (non sto pensando a nessuno in particolare, dicevo in generale ashd ).


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#108 Владимир Гозерин

Владимир Гозерин

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Inviato 16 maggio 2022 - 17:56

scientificamente provato in base al fatto che lo dice gozer.

 

come immagino gli oasis li ascoltano solo i lads, i nirvana solo quelli con le camicie di flanella, la rave music solo gli impasticcati e i radiohead i nerdoni che non trombano, per fare altre analisi sociologiche approfondite.

 

Se non umili la tua intelligenza in ogni singolo intervento che scrivi non sei contento eh?

Non stiamo parlando mica di musicisti di nicchia nel caso specifico, no no, stiamo parlando di gente con un pubblico paragonabile a quello degli Oasis e dei Nirvana ovviamente, come ho fatto a non accorgermene subito? 


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#109 Ugo il re del judo

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Inviato 16 maggio 2022 - 17:58

A leggere i nomi delle band nei festival europei, Italia compresa, il presunto target degli Squid e degli altri postpost, è lo stesso di alcune band storiche inglesi, Primal Scream e simili

O forse, tutto può essere, si tratta di festival multilivello con opposte aree di interesse
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#110 Владимир Гозерин

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Inviato 16 maggio 2022 - 18:00

I festival non mi sembrano un'ottima idea per giudicare i target degli artisti, ormai capita di vedere dj techno in cartellone accanto ad artisti bluegrass. asd


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#111 Ugo il re del judo

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Inviato 16 maggio 2022 - 18:05

Beh però c'è una continuità tra le vecchie glorie inglesi e questi nuovi gruppi; possono non piacere ma si rifanno ai nomi del passato e figurano assieme nei festival per un pubblico solo

Tutto può essere ma personalmente non pagherei un biglietto per un festival dove apprezzo solo 2 artisti su 10 e visto che piacciono tanto le spiegazioni sulle dinamiche commerciali, rifletterei sulla poca casualità delle band che finiscono a cartellone, non vengono sorteggiate da un bambino cieco, dietro ci sono delle organizzazioni turboC tanto quanto le case discografiche che monopolizzano il mercato, anzi spesso la connessione è forte

D'altra parte pure nel forum mi pare che markmus e co portino avanti un discorso che parte da lontano, marmus stesso ci starebbe bene in uno di quei festival asd
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#112 Владимир Гозерин

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Inviato 16 maggio 2022 - 18:08

Beh, ma che il pubblico dei Fontaines D.C. possa amare i Primal Scream lo trovo del tutto coerente con il loro target francamente, che ci sarebbe di contraddittorio? Mi stupirebbe il contrario.


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#113 wago

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Inviato 16 maggio 2022 - 18:21

in teoria sarei pure d'accordo, purtroppo mi pare che di solito si trasformi in un espediente usato dal critico di turno per validare la propria esperienza personale invece di provare genuinamente a superarla. l'insieme di esperienze personali invece regala un quadro piu' veritiero e sfumato.

 

Per poter partire da un insieme di esperienze serve avercele, e non è così banale. Più che altro perché tutte vengono filtrate dalla propria, e la alimentano. A patto poi che ci siano e siano indipendenti fra loro: io per dire vedo quel che di queste band scrivono le persone sui social network (in particolare sul FB di Ondarock), quel che ci si trova su RYM, quel che ne raccontano le testate di area indie/alternative (le uniche per cui esistono), e quel che ne dicono de visu le (poche) persone che conosco e le apprezzano — sono comunque punti di vista che hanno me al centro, è molto difficile staccarsene e servirebbe fare il sociologo musicale di mestiere per avere il tempo e le risorse per cercare di costruire panoramiche meno biased. Foss'anche, comunque, troverei più sensato impiegarle per trattare fenomeni che si trovano appaganti e non fonte di incazzatura — che poi nel piccolo è quello che si fa anche quando si scrive in sul sito anziché sul forum. C'è poi da dire che anche in posti come questo non è che tutti si espongano, anzi, sul nuovo disco qui è stato scritto davvero poco, e non si dica che è colpa dei pistolotti (invero è già stato detto).
Che i modelli siano di base complesse costruzioni teoriche edificate per dar corpo alle proprie impressioni è comunque vero anche in ambiti assai più solidamente scientifici di questo, non vedo vie di scampo se non il saperlo e prendere anche quelli con le pinze. Che non vuol dire non considerarli, ma appunto non vederli come quegli "assolutismi" che dici.

 

A me sta benissimo che si chiedano le evidenze dietro alle generalizzazioni, però vorrei anche che queste fantomatiche e salvifiche (faccio il pirla ma in parte lo penso davvero) "esperienze personali" venissero esternate, altrimenti è dura. Cos'abbia sto disco di fighissimo per gli ammiratori della band qui non lo si è ancora visto, per dire. Nel thread in cui si votavano le tracce il commento positivo più articolato è il mio (lol). E in realtà anche sul FB di Ondarock sono molto più argomentati le posizioni scettiche che quelle positive (che sono più che altro del tono di "capolavoro", "disco dell'anno", "gigantesco",  "un livello di ispirazione altissima", "stratosferici", "spettacolo", "straordinari", "davvero una bella novità". Il più articolato è "band ispirata con una poetica vera, peccato siano sempre meno", che mi pare una discreta conferma di quel che scrivevo). Poi è ovvio che si tratta di un bacino di utenza ristretto, ma almeno riguardo a quello mi sento di dire che "venerazione acritica" sembra un'espressione calzante.


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#114 wago

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Inviato 16 maggio 2022 - 18:44

A leggere i nomi delle band nei festival europei, Italia compresa, il presunto target degli Squid e degli altri postpost, è lo stesso di alcune band storiche inglesi, Primal Scream e simili

O forse, tutto può essere, si tratta di festival multilivello con opposte aree di interesse

 

Tanti megafestival indie, ormai da diverso tempo, includono uno spettro di stili decisamente ampio. Fino a qualche anno fa ne ho frequentati diversi e ho assistito "in diretta" alla transizione da "nomi piccoli e grandi dell'indie attuale + classici venerati dagli indie" a "tutto fa brodo". Nello stesso festival in cui ho visto nel 2012 gli Stone Roses e i Bloc Party e i Wilco e gli Shins e gli Horrors mi sono sparato anche Snoop Dogg (per l'occasione Snoop Lion, una delle scene più esilaranti mai viste a un concerto) e i Major Lazer. Diverso è se consideri festival più di nicchia, dedicati a singole scene o a pubblici più identificati: incrociando i cartelloni delle varie edizioni dell'Arctangent per esempio c'è modo di tracciare l'evoluzione del "popolo" attento all'intersezione prog/metal/postrock, ed è senz'altro interessante farlo.

Con questo non voglio negare che ci siano connessioni tra il pubblico di Squid & Fontaines e quello dei Primal Scream, anzi penso che ci sia un'ampia sovrapposizione: la mia pseudoteoria è proprio che ste band qua oltre a pescare fra i giovani vadano a genio proprio agli orfani dell'indierock che fu, quindi ben vengano i Primal Scream ma anche tutto il consueto inventario da maxifestival indie/alternative, anzi in qualche modo sono proprio band perfette per quelle occasioni lì nostop birra e revival.


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#115 markmus

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Inviato 16 maggio 2022 - 19:16

Wago sull'ultima parte sono d'accordo, anch'io sarei contento se la gente si sbottonasse di più, purtroppo sembra un'usanza che sta cadendo in disuso. Magari ci sono troppe opinioni in giro per l'internet e la gente pensa di esprimere concetti già messi da qualcuno nero su bianco sia superfluo, o forse fanno solo fatica ad andare oltre quelle due-tre parole. D'altra parte succede spesso per band abbastanza immediate, mi sa che anche per gli oasis ho letto raramente spiegazioni particolarmente dettagliate del perché piacciono musicalmente parlando asd

Sulla prima parte, non so neanche bene io dove volevo andare a parare ma forse la considerazione era che l'analisi delle differenze e dei diversi tipi di ascoltatore che possono venire attratti da un determinato calderone musicale può offrire più spunti del cercare di creare un profilo unico di ascoltatore per quel genere affibiandogli caratteristiche che trovo arbitrarie e difficili da comprovare.
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#116 good vibrations

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    Il primo disco del White Album è davvero un disc one

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Inviato 16 maggio 2022 - 20:24

anch'io sarei contento se la gente si sbottonasse di più, purtroppo sembra un'usanza che sta cadendo in disuso.


Il fatto è che la gente poi si affeziona a troppe cose.

Il troppo abuso mette disuso. Se la band dell'abuso ne fa strabuso finisce che ti svuota a crudo.
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#117 Ugo il re del judo

Ugo il re del judo

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Inviato 17 maggio 2022 - 12:09

 

Con questo non voglio negare che ci siano connessioni tra il pubblico di Squid & Fontaines e quello dei Primal Scream, anzi penso che ci sia un'ampia sovrapposizione: la mia pseudoteoria è proprio che ste band qua oltre a pescare fra i giovani vadano a genio proprio agli orfani dell'indierock che fu, quindi ben vengano i Primal Scream ma anche tutto il consueto inventario da maxifestival indie/alternative, anzi in qualche modo sono proprio band perfette per quelle occasioni lì nostop birra e revival.

 

 

beh, diciamo che stai decidendo tu quando siamo diventati orfani dell'indierock e della wave "buona"; potrei spostare l'asticella del tempo molto prima volendo, gli Interpol ad esempio avevano sfondato (anche) tra tutti i nostalgici agé che hanno il cuore negli anni 80, nel forum l'esempio è Il Duca --- in quel caso nessuno ha detto nulla, anzi addirittura il miracolo è stato talmente grande da dovere glorificare i dischi con delle pietre miliari (uso il termine ondarockiano ma ovunque hanno avuto un simile successo), in listoni che non contengono allcuni punti fondamentali della wave stessa, con l'invenzione di termini tipo NU NEW WAVE che è un po' l'inizio di tutto questo revival che spesso ha sfornato band la cui originalità è 0,0000001

 

quanto all'indierock, direi che la manipolazione dall'alto di certi movimenti, che ovviamente contengono anche dischi validissimi, è in atto da secoli, con la stampa dedita a montare, ovunque e comunque, i nuovi fenomeni che hanno cambiato la storia, esempio quelli del filone Merdchester, arrivando a pompare gli aspetti più pettegolistici e lontani dalla musica pur di tenere sul piedistallo gli artisti, i continui articoli sulla rivalità Blur - Oasis che si rubano le fidanzate sono un esempio nell'ambito britpop ma è pieno di roba simile; addirittura sono state incluse band tipo i Pulp, in vita dagli anni 80, senza alcuna considerazione sulle riviste indie e sul pubblico collegato, trattate invece negli ambienti più specifici legati a quel tipo di suono --- una volta recepiti nell'universo indie, sono stati riconsiderati e rielaborati all'interno dei canoni di moda con "giustificazioni" tipo questa: "Nel frattempo arriva un contratto con la Red Rhino che nell'aprile del 1983 pubblica il primo album a nome Pulp, It, che passa completamente inosservato e che dovrà attendere il 1994 e un rinnovato clima culturale per ottenere una necessaria ristampa che ne attesti in qualche modo l'esistenza. Sono due le cose che sorprendono riascoltando le otto canzoni di questo stranissimo esordio. La prima è che le composizioni sono tutt'altro che innocue o acerbe come si potrebbe ragionevolmente supporre (tutti i componenti del gruppo erano del resto giovanissimi all'epoca delle registrazioni). La seconda è che questo It contiene in embrione tutto o gran parte del percorso artistico che di lì a pochi anni avrebbe caratterizzato la vicenda dei Pulp, e il suo ascolto (anche fugace) è di conseguenza altamente consigliato." ---- scusa ma dove eri prima che si chiamasse britpop e che finisse sulle copertine di Novella 2000? E ancora, come mai parlavi solo dei REM schifando e mettendo ai margini i Current 93 e i Coil che poi di colpo sono diventati il tuo nuovo miracolo con canoni rielaborati all'interno del tuo giardinetto? E quando sparavi sull'elettronica che ritenevi "truzza" perché volevi fare il puro e poi di colpo hai deciso di metterla in copertina glorificando (grazie alla dritta di Aphex) le basi tipo Passarani che è passato dal Cocoricò di Riccione a BlowUp in un battito di mani? E il metal per intellettuali, e l'hip-hop per gli universitari, e i cantautori tristi con la barba che ricordano Mick Cave, glitch è bello perché salta la puntina, ecc ecc ecc, mavaffa! C'è da sfogarsi per 35 anni di boiate, altro che Idles

 

le generalizzazioni mi stanno bene ma questa pantomima postpostpostpunk è solo l'ultimo tassello di un lungo filone che è da analizzare nel modo di funzionare e non nelle singole band; la critica (sono tante le considerazioni sparse simili all'articolo postato) si sta concentrando in maniera ossessiva e miope sulla coda di un lungo processo, e lo vedi anche dal curriculum dei recensori/giornalisti che trattano questo fenomeno in modo positivo --- non sono nemmeno sicuro che gli Idles e i Fontaines diventeranno, nell'immaginario indie, pietre miliari come è successo spesso per i nomi passati di questo movimento che, a leggere bene e a volere generalizzare da un gradino più alto e meno miope, esiste da tanto tempo e andava bene così perché il redattore di turno si sentiva ancora giovane ed entusiasta o non riusciva a staccarsi dal passato e addirittura si vantava di questa psicopatia nostalgica 

 

nel 2022 alcuni indie vogliono fare penitenza e prendersela con i propri simili, ben venga ma è ridicolo dopo 30 e rotti anni; ed è assurdo scagliarsi così contro chi invece vuole proseguire --- sul web il tradimento ha spesso preso di mira l'universo scaruffiano, prima tutti a pescare la trota e a indossare la maglietta di Loveless, ora gli stessi sono contro, ridicolo

 

aprire un thread specifico, secondo me, avrebbe senso proprio perché è ridicola una analisi così limitata come se tutta questa revivalata indie fosse iniziata ieri; continuare in questo topic fa sembrare che i colpevoli siano i Fontaines e gli Idles, gruppi che erano nella culla quando la pupazzata indie aveva già finito la freschezza iniziale e si stava ritorcendo su se stessa

 

aspetta(te)mi qua, torno dopo, c'è stato un attentato in Palestina e voglio parlarne subito in Vota la trippa; intanto recita 4 Ave Maria e 1 Padre Nostro per gli Arcade Fire


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#118 wago

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Inviato 17 maggio 2022 - 13:21

Lassi io sono d'accordo con te sul fatto che questo fenomeno non sia, a livello di dinamiche di pubblico, così diverso da altri e segnatamente dalla nu wave inizio duemila. Ma secondo me ti perdi qualche aspetto:

1) Non è assolutamente vero che al tempo nessuno si lamentasse, anzi. Quelle band erano accusate di aver copiato dalle formazioni storiche anche il colore delle mutande. Pure su Ondarock, che come testata e al tempo anche come community è sempre stata decisamente filo-wave, commenti del tipo "i Bloc Party sono solo la copia dei Gang of Four" abbondavano. In lidi più "rockisti" anche peggio. Poi sì, formazioni come i Liars hanno sempre avuto un certo credito ma il consenso verso gli altri è stato nel tempo tutt'altro che unanime e certe cose che oggi molti di noi vedono come "pilastri" all'epoca erano assai controversi.

2) Non c'era al tempo la sensazione che queste band stessero "salvando il rock", che fossero gli unici sulla piazza a fare musica interessante contro il degrado imperante ecc. Espressioni simili si utilizzavano circa in quel periodo per il garage revival, ad esempio ricordo discorsi simili per i White Stripes (poi ok nella percezione midstream Strokes e White Stripes erano assimilabili quindi magari il discorso si estendeva anche a loro, ma oggi direi che le differenze sono assai percepibili). In quegli stessi anni comunque il rock aveva ancora una sua visibilità e pure su MTV passavano cose come Mars Volta e Muse, Queens of the Stone Age, System of a Down ecc.

3) Resto ancora sull'analogia colla nu wave: anche quella pescava il suo pubblico tra giovincelli dal clic facile (allora la destinazione era il P2P, oggi basta Spotify) e nostalgici di vario genere; la differenza guardando al grosso dell'utenza Ondarockiana (non a te e al Duca insomma) è che allora rientrava nella prima categoria, oggi nella seconda. Poi francamente credo che nei vostri casi parlare di pura smania di nuovi e nostalgici miti sia miope, siete senz'altro abbastanza smaliziati da conoscere bene questi meccanismi e prendere quel che viene senza attribuirgli virtù messianiche; a leggere i commenti del pubblico Ondarockiano sui social però non sembra potersi dire lo stesso per tutti gli ascoltatori. Ma magari è un effetto distorsivo dei social network (più tardi sondo, credo non vedano l'ora di rispondere a una domanda come "Cosa vi piace dei Fontaines DC"?).

4) Si, noialtri scassacazzo invece siamo decisamente passati al ruolo di vecchi brontoloni che sostengono che è tutto la copia di una copia di una copia. Anche questo fa parte della consolidata dinamica. È un gioco delle parti e a sto giro mi sta serenamente bene di prendere questa (potrei pure non prenderne nessuna ma sta roba è davvero troppo onnipresente nella nostra bolla per riuscire efficacemente a non considerarla).
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#119 Ugo il re del judo

Ugo il re del judo

    direttore della scelta delle pietre miliari

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Inviato 17 maggio 2022 - 13:27

punto 1) hai ragione, sto riguardando le recensioni e già allora, più che descrivere i dischi, si concentravano sulla difesa asd robe tipo "non sono solo i Joy Divisione ma anche cose nuove", e poi nell'elenco delle cose nuove ci sono i Sonic Youth che di nuovo non avevano nulla ed esistevano da 20 anni asd come se l'originalità stesse nel copiare 2 generi e non solo 1

 

punto 3) non associarmi al duca, ho sempre detestato il revival wave e ho più volte scritto di band che a mio avviso hanno recepito lo spirito postpunk pur non copiandone lo stile, band che secondo me hanno un (grande) senso; non è una critica al duca eh, come persona è in gambissima, lo posso dire in maniera abbastanza certa e senza basarmi solo sul web (che, 9 volte su 10, inganna) perché l'ho visto di persona diverse volte ---- insomma, prendo le distanze dal Duca solo a livello di approccio verso la musica e comunque, a livello di gusti "vecchi", vado spesso d'accordo--- la nostalgia, se non in forma scherzosa per alcuni miti ridicoli del passato, non mi appartiene, addirittura (faccio un esempio) odio le celebrazioni dei morti (anche di quelli che conosco), non andrei mai ad un funerale, spero che nessuno voglia fare il mio


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#120 Ugo il re del judo

Ugo il re del judo

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Inviato 17 maggio 2022 - 13:33

 

2) Non c'era al tempo la sensazione che queste band stessero "salvando il rock", che fossero gli unici sulla piazza a fare musica interessante contro il degrado imperante ecc 

 

ho dimenticato il punto 2: grunge e affini (molti affini) sono indie tanto quanto gli Interpolli, se mi dici che non c'era questa sensazione ti rispondo "fottiti"

 

secondo me sbagli a considerare solo certe declinazioni, una analisi generalizzata sarebbe da fare sulla piega presa dall'indie dopo la rivoluzione iniziale, indipendentemente dalla forma, poco conta se pop o rock; ti piace generalizzare? Ecco, non puoi farlo SOLO per la coda di un movimento esistente da anni

 

la moda indie ha fagocitato tutto, gli esempi che ti ho fatto sopra (elettronica, C93, ecc) lo dimostrano; ha rielaborato con un metodo modaiolo/turbocapitalistico   asd*** anche generi che inizialmente schifava

 

***passami questo termine delle orrende manifestazioni sinistrelle del liceo, mi faceva ridere già allora


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