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Howard Phillips Lovecraft


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107 replies to this topic

#21 Harry Caul

Harry Caul

    se ci dice bene finiamo nella merda

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Inviato 23 gennaio 2019 - 08:10

Libro consigliatissimo.


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#22 Merlo

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Inviato 23 gennaio 2019 - 10:22

The Man hai letto le opere di Alan Moore ispirate al Nostro?

 

The Courtyard e Neonomicon li consiglio a tutti, Providence è una figata ma è più per i geek di HPL (come me).

 

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#23 Harry Caul

Harry Caul

    se ci dice bene finiamo nella merda

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Inviato 23 gennaio 2019 - 10:32

Ancora no, le copertine di Providence in particolare mi piacciono molto però, si vede che c'è dietro un grande conoscitore dell'opera del nostro.


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#24 Harry Caul

Harry Caul

    se ci dice bene finiamo nella merda

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Inviato 23 gennaio 2019 - 10:58

19 - I CARI ESTINTI (The Loved Dead) 1923 con Clifford M. Eddy

 

Come scrive giustamente Giuseppe Lippi uno dei motivi del fascino imperituro di Lovecraft è il suo essere un pervert letterario, ma è un pervert lucido, consapevole, quasi scientifico, nel suo approccio non c’è mai traccia ne del puerile tentativo di épater le bourgeois di tanta letteratura scandalistica ne della facile immedesimazione che regala brividi precostituiti, e quando questa c’è è sempre comunque con l’anormale, il demoniaco, il non umano. Cari Estinti, storia di un serial killer necrofilo narrata in prima persona e scritto in collaborazione con Clifford M. Eddy, è il racconto in cui l’autore affronta in maniera più esplicita uno dei suoi temi ricorrenti: l’amore per la morte. Il racconto, pubblicato su Weird Tales, costò il sequestro della rivista in diversi stati americani e per un pezzo il direttore Wright non accettò più lavori di Lovecraft.

 

18 - L'ILLUSTRAZIONE NELLA CASA (The Picture in the House) 1920

 

narratio_regionum_indicarum_per_hispanos

 

È il primo racconto di Lovecraft dove viene citata Arkham e il fiume Miskatonic, non è però una storia di entità ultraterrene ma un piccolo gioiello di suspense, Lovecraft prima  culla il lettore in una illusoria sicurezza per poi finirlo in un crescendo che non lascia scampo. Esempio perfetto di New England Gothic, ispirato forse a Hawthorne ma con una marcia in più del suo illustre predecessore perché il nostro non ha complessi intellettuali e remore morali, anzi si compiace abbastanza chiaramente della decadenza e delle perversioni della sua patria di origine.


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#25 paloz

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Inviato 23 gennaio 2019 - 11:40

Scrittore che purtroppo ho avuto il piacere di leggere solo in italiano qua e là – da qualche anno ho l'integrale in volume unico della Newton.

Letto due volte "Le montagne della follia" e per me sinora rimane la sua opera più convincente: la prima volta fu per imprinting, la seconda mi sono reso conto che era effettivamente una narrazione dell'orrido vivida ed efficace come poche.

 

I racconti sono godibili ma mi sembra che sfruttino sempre lo stesso canovaccio: tot anni fa al protagonista è successa una cosa che fatica persino a riportare per iscritto, ma che che si trova costretto a fare per giustificare la perdita della sua salute mentale. Eccetera, eccetera.

Comunque penso sia l'unico scrittore di genere che posso sopportare, a piccole dosi.


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I have spoken softly, gone my ways softly, all my days, as behoves one who has nothing to say, nowhere to go, and so nothing to gain by being seen or heard.

 

(Samuel Beckett, Malone Dies)


#26 100000

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Inviato 23 gennaio 2019 - 11:57

Mi sembra tu sminuisca un po' troppo i racconti, criticando più l'impostazione o cornice che il loro contenuto.
Detto che poi, per quanto ricorrente, non mi sembra che la struttura sia sempre sempre quella (Randolph Carter?).
Comunque forse Le montagne della follia anche il mio preferito, ma è davvero troppo tempo che non leggo niente di Lovecraft.


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#27 Harry Caul

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    se ci dice bene finiamo nella merda

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Inviato 23 gennaio 2019 - 14:34

17- L'ESTRANEO (The Outsider) 1926

 

Piccolo racconto profondamente Poetico e lunare, è una dichiarazione di intenti e una rinuncia, Lovecraft ha capito che per la società e la letteratura rimarrà sempre un outsider.

 

 

16- HERBERT WEST, RIANIMATORE (Herbert West, re-animator) 1922

 

Herbert_West.png

 

Commissionato dalla rivista Home Brew e scritto secondo le regole stringenti del racconto a puntate, imposizioni che Lovecraft detestava, è per contro uno dei racconti tematicamente più liberi e scatenati del solitario di Providence.

Il modello è ovviamente  Frankestein ma allo studioso romantico e pieno di dubbi della Shelley Lovecraft contrappone una specie di medico nazista antelitteram, psicopatico e criminale, la cui unica preoccupazione è procurarsi soggetti sempre più freschi per i suoi esperimenti, anche perché se quello si accontentava di resuscitare un’unica creatura il buon Herbert West riporta alla vita intere legioni di non morti che, ovviamente, invece di discettare di filosofia in tono compito hanno come massima aspirazione quella di banchettare con una succulenta razione di carne umana.

Un racconto potente, percorso da una vena di follia cupa e sardonica, lo scrittore comincia a pigiare l’acceleratore dopo poche pagine e non lo molla più sino alla fine, in un’escalation orripilante e grottesca che non ha forse eguali nella sua produzione.

Molti i momenti di orrore puro, cito tra tutti la scena, memorabile, quando svegliato da un sommesso raspare alla porta il nostro medico si ritrova davanti uno dei suoi ritornanti insanguinato e coperto di fango che pasteggia allegramente con quel che resta di un bambino.

George A. Romero, che NON ha inventato gli zombi dementi e cannibali, sentitamente ringrazia.

 


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#28 corrigan

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Inviato 23 gennaio 2019 - 14:42

bellissimissimo questo. più in là scriverò anche io qualcosa sulle mie preferite. gran topic, necessario.


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「その時僕はミサト さんから逃げる事しかできなかった。 他には何もできない、 他も云えない… 子供なんだと……僕はわかった

 


#29 Reynard

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Inviato 23 gennaio 2019 - 14:47

17- L'ESTRANEO (The Outsider) 1926

 

Piccolo racconto profondamente Poetico e lunare, è una dichiarazione di intenti e una rinuncia, Lovecraft ha capito che per la società e la letteratura rimarrà sempre un outsider.

 

 

 

 

Bellissimo anche questo


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La firma perfetta dev'essere interessante, divertente, caustica, profonda, personale, di un personaggio famoso, di un personaggio che significa qualcosa per noi, riconoscibile, non scontata, condivisibile, politicamente corretta, controcorrente, ironica, mostrare fragilità, mostrare durezza, di Woody Allen, di chiunque tranne Woody Allen, corposa, agile, ambiziosa, esperienzata, fluente in inglese tedesco e spagnolo, dotata di attitudini imprenditoriali, orientata alla crescita professionale, militassolta, automunita, astenersi perditempo.

#30 Harry Caul

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Inviato 23 gennaio 2019 - 16:23

15 - LA CHIAVE D'ARGENTO (The Silver Key) 1926

     - ATTRAVERSO LE PORTE DELLA CHIAVE D'ARGENTO (Through the gates of the Silver Key) 1932 con Edgar Hoffman Price      

 

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Sono due importanti racconti che ruotano intorno a Randolph Carter e al mondo dei sogni che sarà protagonista del romanzo La Ricerca onirica dello sconosciuto Kadath, il primo ne è in pratica un prologo, il secondo un epilogo.

La prima parte de La Chiave d'Argento è importantissima anche perché mette nero su bianco la filosofia lovecraftiana, c’è il rifiuto del mondo e delle sue regole come in The Outsider ma in un’accezione totalmente positiva, anche se a prima vista la sua potrebbe sembrare una rinuncia in realtà questa volta l'eroe lovecraftiano si oppone e mette in atto una resistenza attiva all'insensatezza della vita e della società. 

Altrettanto importante il secondo racconto, è la conclusione del ciclo di Randolph Carter, ci viene infatti svelato il destino dell’alter ego lovecraftiano per eccelenza, in pratica si è trasformato in un tapiro interstellare, come dicevo uno dei motivi del fascino dello scrittore di Providence è quello di essere un pervert letterario ma non sottovaluterei nemmeno il fatto che fosse più prosaicamente fuori come un balcone asd

 

 


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#31 atlas

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Inviato 23 gennaio 2019 - 21:38

17- L'ESTRANEO (The Outsider) 1926
 
Piccolo racconto profondamente Poetico e lunare, è una dichiarazione di intenti e una rinuncia, Lovecraft ha capito che per la società e la letteratura rimarrà sempre un outsider.


questo è il Lovecraft che adoro, vale a dire quei racconti dai quale emerge nitidamente ed esplicitamente l'autoritratto dell'autore. va da sé, il vertice è "the shadow over innsmouth".
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#32 debaser

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Inviato 23 gennaio 2019 - 22:20

17- L'ESTRANEO (The Outsider) 1926

Piccolo racconto profondamente Poetico e lunare, è una dichiarazione di intenti e una rinuncia, Lovecraft ha capito che per la società e la letteratura rimarrà sempre un outsider.


16- HERBERT WEST, RIANIMATORE (Herbert West, re-animator) 1922

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Commissionato dalla rivista Home Brew e scritto secondo le regole stringenti del racconto a puntate, imposizioni che Lovecraft detestava, è per contro uno dei racconti tematicamente più liberi e scatenati del solitario di Providence.
Il modello è ovviamente Frankestein ma allo studioso romantico e pieno di dubbi della Shelley Lovecraft contrappone una specie di medico nazista antelitteram, psicopatico e criminale, la cui unica preoccupazione è procurarsi soggetti sempre più freschi per i suoi esperimenti, anche perché se quello si accontentava di resuscitare un’unica creatura il buon Herbert West riporta alla vita intere legioni di non morti che, ovviamente, invece di discettare di filosofia in tono compito hanno come massima aspirazione quella di procurarsi una succulenta razione di carne umana.
Un racconto potente, percorso da una vena di follia cupa e sardonica, lo scrittore comincia a pigiare l’acceleratore dopo poche pagine e non lo molla più sino alla fine, in un’escalation orripilante e grottesca che non ha forse eguali nella sua produzione.
Molti i momenti di orrore puro, cito tra tutti la scena, memorabile, quando svegliato da un sommesso raspare alla porta il nostro medico si ritrova davanti uno dei suoi ritornanti insanguinato e coperto di fango che pasteggia allegramente con quel che resta di un bambino.
George A. Romero, che NON ha inventato gli zombi dementi e cannibali, sentitamente ringrazia.


Ovviamente anche il film è un capolavoro
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Codeste ambiguità, ridondanze e deficienze ricordano quelle che il dottor Franz Kuhn attribuisce a un'enciclopedia cinese che s'intitola Emporio celeste di conoscimenti benevoli. Nelle sue remote pagine è scritto che gli animali si dividono in (a) appartenenti all'Imperatore, (b) imbalsamati, c) ammaestrati, (d) lattonzoli, (e) sirene, (f) favolosi, (g) cani randagi, (h) inclusi in questa classificazione, (i) che s'agitano come pazzi, (j) innumerevoli, (k) disegnati con un pennello finissimo di pelo di cammello, (l) eccetera, (m) che hanno rotto il vaso, (n) che da lontano sembrano mosche.
 
non si dice, non si scrive solamente si favoleggia


#33 nobody

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Inviato 24 gennaio 2019 - 08:22

"Il colore venuto dallo spazio" è qualcosa di meraviglioso, forse il mio preferito, anche se è una scelta ardua...


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#34 Harry Caul

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Inviato 24 gennaio 2019 - 08:27

Il colore venuto dallo spazio, la maschera di Innsmouth, l'orrore di Dunwich, tutta roba che fa parte di quelli che Houellebecq chiama i "grandi testi", e sicuramente nella mia classifica non li vedrete tanto presto.


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#35 Merlo

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Inviato 24 gennaio 2019 - 08:54

"Il colore venuto dallo spazio" è qualcosa di meraviglioso, forse il mio preferito, anche se è una scelta ardua...

 

Pare che ne uscirà un nuovo adattamento cinematografico con protagonista Nicolas Cage

 

https://www.projectn...o-dallo-spazio/


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#36 corrigan

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Inviato 24 gennaio 2019 - 09:17

"Il colore venuto dallo spazio" 

non so se si tratti del suo miglior racconto, ma di sicuro è il più opprimente, lascia proprio un orribile sensazione di malessere addosso.


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#37 Harry Caul

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Inviato 24 gennaio 2019 - 09:30

Diciamo che dal 1926, anno del Richiamo di Cthulhu, Lovecraft non sbaglia praticamente più un colpo.

L'unico racconto "minore" è il comunque splendido L'Abitatore del Buio, tra l'altro in una lettera a Robert Bloch dice di averne scritti e stracciati una decina di decisamente migliori, a quanto sembra il perfezionismo lovecraftiano, acuito dal rifiuto ricevuto per Alle Montagne della Follia, ci ha privato di un bel po' di grande letteratura.


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#38 Harry Caul

Harry Caul

    se ci dice bene finiamo nella merda

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Inviato 24 gennaio 2019 - 10:35

14- I RATTI NEI MURI (The Rats in the Walls) 1924

 

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L'ultima e la più perfetta delle ghost-stories inglesi di Lovecraft, da qui in avanti il suo interesse sarà quasi unicamente nella creazione del suo personale New England da incubo.

Il nostro dimostra ormai di padroneggiare con estrema perizia tutti gli strumenti del racconto horror, del resto tra gli autori della prima metà del secolo, come dimostra anche il suo fondamentale saggio Supernatural Horror in Literature composto proprio in questi anni, non è solo il più dotato ma anche il più preparato e consapevole.

In questo caso abbiamo echi di Hodgson e Machen più un pizzico di M.R.James ma la rivelazione cannibalica finale è prettamente lovecraftiana che ci mette per sovrappiù pure una comparsata del vecchio Nyarlathotep.


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#39 nobody

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Inviato 24 gennaio 2019 - 10:39

 

"Il colore venuto dallo spazio" 

non so se si tratti del suo miglior racconto, ma di sicuro è il più opprimente, lascia proprio un orribile sensazione di malessere addosso.

 

 

Sì, esattamente...


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#40 100000

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Inviato 24 gennaio 2019 - 10:47

Bello I ratti nei muri, me lo ricordo molto vividamente.

Questa carrellata sta facendo riemergere un sacco di trame e dettagli che avevo sepolto nella memoria, grazie The Man.


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