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Tony Williams ,drums..


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30 replies to this topic

#1 fabiodrummy

fabiodrummy

    pivello

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Inviato 17 gennaio 2019 - 17:15

Ecco qua, ben due esitazioni di Tony Williams ed il suo Drums Solo non va avanti.

Le esitazioni di Tony Williams sono quando alza le braccia con l' intenzione di fare, suonare qualcosa.

Vediamo però che l'espressione del viso è di uno che non sa più cosa suonare.

Come possiamo vedere il 'ripristino' del tempo sul piatto è davvero esagerato
e frettoloso, sintomo di un ''nervosismo'' del Tony Williams che inizia bene il
solo di batteria, ma che ci finisce impantanato dentro..!!


,https://www.youtube....h?v=RsCjeHWXiGY

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#2 woody

woody

    mainstream Star

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Inviato 18 gennaio 2019 - 20:34

Ho letto pure i commenti su youtube, un paio sono d'accordo con te, a me non ha dato quella sensazione, ma non essendo un batterista potrebbe benissimo essermi sfuggita qualcosa che un musicista capisce più facilmente.
Bel canale però guarda dovresti imparare  a scrivere perchè a me passa la voglia di vederlo dopo 5 minuti, spazi messi a caso, parole abbreviate altrettanto a caso, punteggiatura manco a dirlo a caso, due virgole insieme, un punto in mezzo a due virgole, duemila puntini di sospensione, fra poco siamo nel tremila siamo ancora a ste cose?

Probabilmente così facendo sei pure penalizzato nelle ricerche youtube (voglio essere sincero non ne so niente di ste cose sto solo tentando di convincerti).
 


  • 1

#3 fabiodrummy

fabiodrummy

    pivello

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Inviato 18 gennaio 2019 - 22:28


Grazie caro sig. Woody per aver espresso il suo parere sul video che ho postato.

Ho voluto far vedere un giovane Tony Williams che ha suonato un solo di batteria
che per me non è stato tanto bello.

Certo che se si è batteristi, i giudizi e le valutazioni possono essere più oculate ed attente. Mi auguro che i prossimi commenti siano espressi sia da batteristi, che da musicisti sia di Jazz o di altre forme e stili musicali.


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#4 Cyclo

Cyclo

    AutoRetrocesso al ruolo di lurker

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Inviato 18 gennaio 2019 - 22:43

 Mi auguro che i prossimi commenti siano espressi sia da batteristi, che da musicisti sia di Jazz o di altre forme e stili musicali.

 

Fossi in te, mi accontenterei di quello che passa il convento.


  • 2

ma che te ne frega dei meno o dei più sei grande ormai, è ora di pensare a una moto di grossa cilindrata.

 

#5 Bernardus

Bernardus

    aspirante indie

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Inviato 20 gennaio 2019 - 03:26

Cambia titolo al thread, pensavo fosse una discussione costruttiva sulla figura Tony Williams in toto non una critica specifica al suo solo.

 

Un giovane Tony Williams in un solo su un milione  può anche farla fuori dal vaso. Il jazz è un linguaggio improvvisato, così come improvvisate sono la maggior parte delle conversazioni umane. Capita in un discorso di rimanere impantanati di tanto in tanto.

 

Il concetto legato all'improvvisazione certo è meno astratto che in altri tipi di jazz o di musica contemporanea perchè in questo caso si rifà alla forma ed alla struttura. Ma ciò non deve trarre in inganno. Anche quando parliamo improvvisiamo, così come fa Tony Williams nel suo soli. Noi ci rifacciamo ad una forma (la sintassi) per articolare estemporaneamente ciò che la nostra mente partorisce, non produciamo discorsi sconnessi. Williams dovrebbe fare lo stesso, nessuno te lo contesta questo.

 

Ma a te non capita mai di parlare tanto per dire qualcosa o perchè te lo rrichiede un particolare  contesto, anche se non sai cosa dire e dici cose vuote, prive d'ispirazione o perfino insulse? Oppure non ti capita mai d'intripparti nel dire una parola e poi correggerti?

 

Questo è il jazz, libertà di azione con pregi e difetti.

 

Aggiungiamoci un paio di dettagli, fonti autobiografia di Miles Davis.

 

Tony Williams era un musicista che amava il concetto di errore. Vale a dire che nei soli e nell'accompagnamento provava sempre ad allontanarsi dal seminato, cioè da quello che lui stesso aveva studiato e provato e questo va da sè porta più facilmente a qualche errore o assolo non proprio felicissimo. Ti dirò di più, amava anche i musicisti che facevano errori e parliamo ovviamente di artisti  che sbagliano perchè coinvolti in un processo esplorativo ancor prima che creativo (anche se le due azioni spesso coincidono), non dell'errore da due soldi della band che suona le cover di Ligabue e le suona male perchè piena di bidoni strimpellatori della Domenica pomeriggio. Penso tu abbia  compreeso il mio discorso  ma lo specifico ugualmente a scanso di equivoci anche verso altri ipotetici lettori di questo commento. Un errore in un pezzo pop è un qualcosa di potenzialmente "grave" e comunque in ogni caso mai ben accetto. Nel jazz è tutta un'altra questione.

 

Credo tu sappia già tutto questo. Ecco perchè non capisco la natura di questo thread. Cosa vorresti dirci? Che Tony Williams in questo assolo è stato scadente? Che anche lui è umano e sbaglia? Che per te è grave abbia esitato? Non comprendi il continuare a suonare nonostante la mancanza di un filo conduttore logico che renda l'idea degna di questo nome?

 

Spiegati meglio, al netto di alcune osservazioni giuste, perfino acute rimane l'interdizione nel leggere un commento fine a se stesso.


  • 2

#6 Suxxx

Suxxx

    Pietra MIliare

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Inviato 20 gennaio 2019 - 07:19

Io non mi sono accorto di nulla, anzi, la parte finale dell'assolo la preferisco a quella iniziale, assomiglia molto al mio modo percussivo quando improvviso alla batteria (non sono batterista, soo polistrumentista cazzone).
Non conosco bene questo musicista, sono un ascoltatore distratto di jazz, sono più per il jazzrock. Molto interessante l'intervento di Bernardus, mi mette ancora più curiosità per questo batterista.
  • 0

#7 woody

woody

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Inviato 20 gennaio 2019 - 16:19

Beh se sei per il jazz-rock mi stupisce che tu non abbia mai ascoltati i primi dischi dei Tony Williams Lifetime.

Il primo con formazione abbastanza atipica con un giovane e molto misurato McLaughlin alla chitarra (è grazie a Williams che MIles Davis poi lo fece suonare su Bitches Brew e Jack Johnson) e Larry Young all'hammond. Nel secondo, che sono secoli che non ascolto a dire il vero, si aggiunge anche Jack Bruce.

 

Poco prima di morire (metà anni 90 ancora giovane per infarto) avrebbe pure messo su un gruppo con Bill Laswell in cui hanno suonato tra gli altri Derek Bailey, Buckethead e Pharoah Sanders, almeno il primo dei due prodotti da Zorn.


  • 1

#8 dick laurent

dick laurent

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Inviato 20 gennaio 2019 - 16:26

Beh se sei per il jazz-rock mi stupisce che tu non abbia mai ascoltati i primi dischi dei Tony Williams Lifetime.

Il primo con formazione abbastanza atipica con un giovane e molto misurato McLaughlin alla chitarra (è grazie a Williams che MIles Davis poi lo fece suonare su Bitches Brew e Jack Johnson) e Larry Young all'hammond. Nel secondo, che sono secoli che non ascolto a dire il vero, si aggiunge anche Jack Bruce.

 

Poco prima di morire (metà anni 90 ancora giovane per infarto) avrebbe pure messo su un gruppo con Bill Laswell in cui hanno suonato tra gli altri Derek Bailey, Buckethead e Pharoah Sanders, almeno il primo dei due prodotti da Zorn.

 

 

 

 

c'è anche il trio con Allan Holdsworth nel 75


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#9 Suxxx

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    Pietra MIliare

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Inviato 20 gennaio 2019 - 22:12

Woody, amo il jazzrock, ma ho poca roba rispetto al rock
Andrò a pescarmi Lifetime
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#10 tupelo

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Inviato 21 gennaio 2019 - 09:17

Ecco perchè non capisco la natura di questo thread. Cosa vorresti dirci?


"... for a trade , copy , e-mails"

...
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#11 fabiodrummy

fabiodrummy

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Inviato 21 gennaio 2019 - 13:39


Ecco perchè non capisco la natura di questo thread. Cosa vorresti dirci?


"... for a trade , copy , e-mails"

...




Caro sig. Tupelo basta cercare nel sito di..: YouTube e si trova di tutto.

Con queste ricerche si possono evitare trattative di scambi, o costi d' acquisto.

Inoltre si evitano pure dei male intenzionati che 'bidonano' le persone.


Miles Davis Quintet - In Karlsruhe 1967 t,42'..-

, https://www.youtube....h?v=LbZeJ7wal5I


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#12 Bernardus

Bernardus

    aspirante indie

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Inviato 21 gennaio 2019 - 22:27

Io non mi sono accorto di nulla, anzi, la parte finale dell'assolo la preferisco a quella iniziale, assomiglia molto al mio modo percussivo quando improvviso alla batteria (non sono batterista, soo polistrumentista cazzone).
Non conosco bene questo musicista, sono un ascoltatore distratto di jazz, sono più per il jazzrock. Molto interessante l'intervento di Bernardus, mi mette ancora più curiosità per questo batterista.

 

Ti ringrazio per l'apprezzamento, allora ti consiglio di partire dai lavori con Miles Davis tra cui comincerei con Sorcerer.


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#13 fabiodrummy

fabiodrummy

    pivello

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Inviato 21 gennaio 2019 - 23:53

Cambia titolo al thread, pensavo fosse una discussione costruttiva sulla figura Tony Williams in toto non una critica specifica al suo solo.Un giovane Tony Williams in un solo su un milione  può anche farla fuori dal vaso. Il jazz è un linguaggio improvvisato, così come improvvisate sono la maggior parte delle conversazioni umane. Capita in un discorso di rimanere impantanati di tanto in tanto.Il concetto legato all'improvvisazione certo è meno astratto che in altri tipi di jazz o di musica contemporanea perchè in questo caso si rifà alla forma ed alla struttura. Ma ciò non deve trarre in inganno. Anche quando parliamo improvvisiamo, così come fa Tony Williams nel suo soli. Noi ci rifacciamo ad una forma (la sintassi) per articolare estemporaneamente ciò che la nostra mente partorisce, non produciamo discorsi sconnessi. Williams dovrebbe fare lo stesso, nessuno te lo contesta questo.Ma a te non capita mai di parlare tanto per dire qualcosa o perchè te lo rrichiede un particolare  contesto, anche se non sai cosa dire e dici cose vuote, prive d'ispirazione o perfino insulse? Oppure non ti capita mai d'intripparti nel dire una parola e poi correggerti?Questo è il jazz, libertà di azione con pregi e difetti.
 
Aggiungiamoci un paio di dettagli, fonti autobiografia di Miles Davis.Tony Williams era un musicista che amava il concetto di errore. Vale a dire che nei soli e nell'accompagnamento provava sempre ad allontanarsi dal seminato, cioè da quello che lui stesso aveva studiato e provato e questo va da sè porta più facilmente a qualche errore o assolo non proprio felicissimo. Ti dirò di più, amava anche i musicisti che facevano errori e parliamo ovviamente di artisti  che sbagliano perchè coinvolti in un processo esplorativo ancor prima che creativo (anche se le due azioni spesso coincidono), non dell'errore da due soldi della band che suona le cover di Ligabue e le suona male perchè piena di bidoni strimpellatori della Domenica pomeriggio. Penso tu abbia  compreeso il mio discorso  ma lo specifico ugualmente a scanso di equivoci anche verso altri ipotetici lettori di questo commento. Un errore in un pezzo pop è un qualcosa di potenzialmente "grave" e comunque in ogni caso mai ben accetto. Nel jazz è tutta un'altra questione.
 Credo tu sappia già tutto questo. Ecco perchè non capisco la natura di questo thread. Cosa vorresti dirci? Che Tony Williams in questo assolo è stato scadente? Che anche lui è umano e sbaglia? Che per te è grave abbia esitato? Non comprendi il continuare a suonare nonostante la mancanza di un filo conduttore logico che renda l'idea degna di questo nome? Spiegati meglio, al netto di alcune osservazioni giuste, perfino acute rimane l'interdizione nel leggere un commento fine a se stesso.
………...

……………..


Caro sig. Bernardus confesso che il suo intervento è davvero complesso, e per me (*ex-portalettere in pensione) anche difficile da capire.

-Lei contrappone, confronta le parole ed il suonare uno strumento.
-Certo che le parole, il parlare sono situazioni improvvisate che nascono da 'zero' che poi via via le frasi i concetti si formano. E' sufficiente entrare in un bar il lunedì mattina per avere il massimo dei discorsi calcistici, dei commenti, di frasi che vengono correte, o ripetute meglio, contestate e così via.

-Per la musica, ed in particolare suonare uno strumento non è così.
-La musica la si impara e ci si esercita seriamente ogni giorno.
-Un musicista non suona il suo strumento così ''come viene , viene'', tanto poi si corregge, o magari ripete dopo se ha sbagliato qualcosa.
-Ora, con riferimento al solo di batteria di Tony Williams, mi spiace ma non ci sono scuse o motivazioni per accettare ''errori'' .

-Se lei sig. Bernardus, ascolta il Jazz(*L.P.-CD) e segue dal vivo i concerti si sarà reso conto che le
esecuzioni musicali sono perfette. Il solista di sax, tromba, ect. NON è come il 'tizio' del Bar dello Sport che si corregge, o si ripete durante i discorsi e che deve inoltre affrontare il contradditorio che disturba, impedisce il ..parlare..
Il solista di jazz nella sua improvvisazione deve essere perfetto e preciso dalla prima nota all' ultima.C' è da considerare che il solista di jazz fa le prove con il gruppo, si scelgono i brani da suonare insieme, si stabiliscono gli accordi e gli arrangiamenti che POI vengono eseguiti, suonati in modo perfetto.

Per me rimane un mistero per come il Tony Williams si sia impantanato 'dentro quel solo di batteria'. Non penso (* e non pensiamo) lontanamente che il Quintetto di Miles Davis non faceva le prove, ma come tutti stabiliva la modalità dei brani dando precise indicazioni a Shorter, Hancock.. ect .
Posso azzardare a pensare che il 'solo di batteria' non era previsto per quel brano, e che il povero Tony Williams si sia trovato con il ''cerino acceso in mano'' ed ha dovuto per forze di cose ''fare un solo di batteria''!! che gli è venuto 'male'.


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#14 Bernardus

Bernardus

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Inviato 22 gennaio 2019 - 10:44

Non capisco la saccenza della tua risposta francamente. 

 

Se vuoi metterla su questo piano beh allora, detesto mostrare le referenze in un forum anonimo ma io sarei un musicista PROFESSIONISTA, plurititolato che suona tra le altre cose il Jazz.

 

Va da sé che il linguaggio parlato sia improvvisato come quello suonato "in potenza". Il magrebino che nel bar stenta l'italiano oppure il tamarrone che beve la peroni la mattina e dice cafonate sono paragonabili a musicisti inesperti, poco preparati (dei cafoni del loro strumento) che si cimentano nell'improvvisazione.

 

Mi sembra chiaro, al netto di faziosità tipiche di chi come te, vuole soltanto aver ragione (ed avrei dovuto comprenderlo vista la spocchia della discussione da te creata dove critichi un Dio della batteria) di quanto sia inutile dibattere con alcuni che non sono interessati ad arretrare di un metro, nemmeno innanzi a manifesta ignoranza.

 

Ti svelo subito che i jazzisti spesso e volentieri i brani (a meno che non siano loro composizioni) non le provano. Hai capito bene!

 

Esiste un libro chiamato real book che racchiude i temi e gli accordi dei principali standard. Uno standard o lo conosci di tuo o dando un'occhiata fugace ci improvvisi.

 

Settimana scorsa ho registrato un album in ensemble da 15 musicisti di free jazz "controllato", seguendo cioè i nuovi codici musicali tra cui la musica parametrica. 

 

Ho suonato la composizione di un sassofonista e ci ho dato una lettura ed abbiamo registrato.

 

L'errore è un concetto cardine del jazz, guarda cosa dice Stefano Bollani a riguardo in molte interviste. 

 

Il discorso cambia nella musica pop, rock o che non ha una componente improvvisata. 

 

I jazzisti studiano? Certo, da morire! Per rendere quelle forme estemporanee brillanti bisogna acquisire il linguaggio. In questo senso il linguaggio parlato di un Umberto Eco (e non del tuo barista di fiducia) è paragonabile ad un solo di Tony Williams.

 

Ma cosa ne posso sapere io che ho studiato, studio e studierò musica tutta la vita e che mi sbatto per continuare a specializzarmi, prendere sempre nuovi titoli e che suono vari generi musicali. 

 

Penso di aver sbagliato tutto nella vita, attendo lezioni private da te ;)


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#15 tupelo

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Inviato 22 gennaio 2019 - 12:32

Caro sig. Tupelo basta cercare nel sito di..: YouTube e si trova di tutto.

Con queste ricerche si possono evitare trattative di scambi, o costi d' acquisto.

Inoltre si evitano pure dei male intenzionati che 'bidonano' le persone.


Resta il fatto che hai aperto 3 discussioni in cui non ci fai mancare il bel linkino al tuo canale youtube.
A casa mia si chiama spam.

Buona prosecuzione.

tup.
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#16 fabiodrummy

fabiodrummy

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Inviato 22 gennaio 2019 - 16:40


Resta il fatto che hai aperto 3 discussioni in cui non ci fai mancare il bel linkino al tuo canale
YouTube. A casa mia si chiama spam. Buona prosecuzione. tupelo.
..……...[/quote]………..


Quindi ho commesso l' errore di aver postato delle video-Clips ..prese.. dalla mia pagina di YouTube.

Sono stato un' imprudente, dovevo cercare ''altre'' Clips di 'altri' upLoaders riferite a Ginger Baker,
poi di un chitarrista(* credo Kenny Burrell )e di Tony Williams che lo ''spam'' non ci sarebbe stato.

Caro sig. Tupelo, la vorrei rassicurare e tranquillizzare che nessuno mi ha contattato ne per Ginger Baker, tanto meno per il chitarrista e neppure per Tony visto che c' è il Video-links dell' intero concerto.


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#17 fabiodrummy

fabiodrummy

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Inviato 22 gennaio 2019 - 17:49


Caro sig. Bernardus le mie risposte, o il mio argomentare stanno tutte ''dentro il tema principale dove il 'giovane' Tony Williams suona un solo di batteria dove(*per misteriose motivazioni ??) per me ci si perde dentro. I momenti precisi sono quando alza per due volte le braccia,!!.

Tant' è che riprende il brano suonando il piatto in modo 'nervoso' e credo pure .. aumentando .. il tempo del brano. Lei è batterista quindi capisce meglio di me.

Capisco che quando si tocca, o si critica Tony Williams c' è il rischio di toccare i fili scoperti dell' alta tensione elettrica.!. Io ripeto e sostengo che il solo di batteria della video-clips è ''partito bene, ma poi quando alza per due volte le braccia, mi dispiace sig. Bernardus, ma il Tony non sa più dove andare a parare.,!!. Visto che lei è batterista..: vede, sente, capisce che il ''piatto'' del rientro del tema è tenuto/portato in modo 'nervoso'..

Sempre con riferimento a ''QUESTO'' concerto del 1967, dobbiamo(*fabio ,e, Bernardus)
tener conto di un' acerbo e giovane Tony Williams.,!!. Mi permetto di farle sentire il concerto di Antibes,1963(* qui il Tony è ancora più giovane.!) di Miles Davis con George Coleman, sax.. sentirà e capirà che il solo di batteria è tutto perfetto.!!

, https://www.youtube....h?v=igR1G6BLYMs

Ora volendo confrontare i due soli..: 1963 e 1967 la differenza c' è e si sente,(*oltre che a vedersi).!!. Come vede le mie argomentazioni di critica si ..fermano.. al Tony Williams del 1967, quindi ad un periodo ''acerbo e giovanile''.

Il Tony Williams che ..V E R R A'.. in seguito negli anni è certamente totalmente diverso.



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#18 dick laurent

dick laurent

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Inviato 22 gennaio 2019 - 20:45

ma veramente il Tony Williams del secondo quintetto con Miles Davis è uno dei batteristi più celebrati di sempre, per esempio la sua parte su Footprints è leggendaria, ed è proprio del 1967

 


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#19 fabiodrummy

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Inviato 22 gennaio 2019 - 23:02

[dick laurent:" ma veramente il Tony Williams del secondo quintetto con Miles Davis è uno dei batteristi più celebrati di sempre, per esempio la sua parte su Footprints è leggendaria, ed è proprio del 1967
 
, https://www.youtube....h?v=62p-CXrYmf4


Grazie caro sig. Laurent per il contributo di questo famoso e particolare brano dove si sente un' ottima esecuzione di in(breve)'solo di batteria' di Tony Williams.

Là dove c' è da riconoscere la bravura di Tony mi si trova pienamente d' accordo.

Anzi 'aggiungo' l' ancora più famoso 'drums-solo' di Tony Williams nel brano ^Seven Steps to Heaven^ del 1963,! che sicuramente l' ha reso ben più famoso del successivo *Footprints*(1967)da lei postato.

, https://www.youtube....h?v=pQMJv3HuZdU

Mi permetto di far notare a chi suona la batteria nel Jazz, che il 'sound' di Tony Williams, qui in 'Seven Steps.. richiama lo *Snaps Crcklin (del Rullante..) di Roy Haynes...

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#20 Bernardus

Bernardus

    aspirante indie

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Inviato 30 gennaio 2019 - 00:35

Non sono un batterista, non l'ho mai detto. 

 

Il fatto che Tony Williams non sappia dove andare a parare è una tua idea. Anche se fosse,il discorso sull'improvvisazione che ti ho fatto nel precedente post resta valido.

 

Domani sera che ho un pò più di tempo ti copio per intero ciò che viene detto, parola per parola su una biografia di Coltrane riguardo il discorso dell'improvvisazione. Vedrai che viene espresso lo stesso concetto che ti ho già esposto. L'improvvisazione è linguaggio, non è parlato ma è suonato ma sempre linguaggio rimane e con la parola ha in comune molte caratteristiche:

 

1) Pronuncia: vale per la parola quanto per la musica. Suonare una frase, una nota, un accordo con pronunce differenti si può, anzi si fa!

2)Vocabolario: i vocaboli sono le parole per la lingua e le note, gli accordi, le scale ma anche le cellule ritmiche lo sono per la musica

3) Interpretazione: vale a dire come viene detta una cosa quando la si dice e nel caso di un attore come la si recita, come la si suona nel caso di un musicista

4) Errori: così come l'errore può far parte di un discorso, anche il più strutturato, così lo ritroviamo nella musica.

 

Nella musica senza una componente improvvisata l'errore è spesso un'aggravante per il risultato finale, allo stesso modo lo sarebbe in un discorso scritto da leggere alla perfezione.

 

Nella musica con una componente improvvisata (non solo il jazz ma anche la musica dei clavicembalisti del 700, determinato tipo di rock, il blues, parte della world music e qualsiasi altro tipo di musica con improvvisazione) può rappresentare un'opportunità, un punto di vista differente da cui far muovere il discorso.

 

Bach d'altronde era un fortissimo improvvisatore ed a questo si deve gran parte del suo prodigio. Con uno studio accurato della pratica improvvisata che, come e più della musica cristallizzata richiede una conoscenza vasta della materia Bach ha affinato il suo bagaglio armonico e melodico fino a diventare non un punto di riferimento ma IL RIFERIMENTO per la musica occidentale.

 

Hai sviato da questo discorso da te malamente contestato che è inconfutabile. Non è un mio punto di vista, è semplicemente così e sarebbe opportuno che tu, per un progredire della discussione faccia un passo indietro rispetto a questa verità che è sotto l'occhio di tutti, musicisti e non.

 

Ripeto che per me hai contestato Williams per mostrare delle tue velleità in campo batteristico. Diciamo pure che per criticare da un punto di vista che non sia del gusto dove tutti siamo sovrani di noi stessi e giudici (giustamente) ma squisitamente tecnico e pratico bisogna poterselo permettere.

 

Un conto è dire "Tony Williams mi fa schifo". Sarebbe un giudizio forte e forse anche sgradevole ma rientrerebbe pienamente nelle tue possibilità di espressione. Ognuno può pensare ciò che vuole a livello emozionale ed il gusto non si comanda.

 

Ma parlare in questi termini di Tony Williams senza avere una reale cognizione in materia non è lecito, abbi pazienza. 

 

Il tuo punto di vista vale quanto il mio o quello di chiunque altro se rapportato al gusto ma non può valere quanto il mio ed il mio non sarà mai all'altezza di qualcuno con conoscenze superiori alle mie su questioni che solo un professionista capisce pienamente. In ogni campo della vita c'è un'area di competenza specifica e su quella non bisognerebbe mai sindacare senza le competenze necessarie. Perchè tu quindi sindachi il presunto (da te) errore di Tony Williams dandogli addosso di brutto in una musica dove il concetto stesso di errore è fondamentale?

 

Sbagliano perfino i solisti delle grandi orchestre che non dovrebbero mai sbagliare visto il loro essere esecutori di una parte già scritta ed un Jazzista che nello sbaglio ci sguazza e trova nuove direzioni non dovrebbe?

 

In attesa delle fonti che ti riporterò ti invito ad una nuova riflessione ed un passo indietro. Non andrò sul tuo canale, lo spam puoi farlo altrove.


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