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Il Gioco Delle Coppie (Assayas, 2019)


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6 replies to this topic

#1 chinagirl

chinagirl

    pivello

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Inviato 16 gennaio 2019 - 20:38

Alain e Lèonard: si apre su un loro dialogo il nuovo film di Oliver Assayas e subito sentiamo il tocco caustico del regista, come un brivido sottopelle che ci punzecchia. Parole, parole e parole, un dialogo lungo ed estenuante che vede Lèonard impegnato a convincere il suo editore di una vita, che dovrebbe anche essere un suo amico, a pubblicare la sua ultima fatica.
Successivamente vedremo Alain, a casa, confrontarsi con la moglie Selena e distruggere impietosamente la creazione di Lèonard, a ulteriore testimonianza, se ce ne fosse ancora bisogno, della doppia natura del personaggio. Alain è però solo il primo ad essere svelato in questa sua indole bifronte. Mano a mano che il film scorre sotto i nostri occhi, un po’ come pezzi di un domino, cadranno uno dopo l’altro tutti i personaggi.
Nessuno verrà risparmiato, tutte le loro falsità e ipocrisie saranno progressivamente disvelate senza pietà come sotto la lente di un entomologo, mai pago nel suo lavoro di dissezione dei corpi dei nostri protagonisti.
Più alta è la loro supposta caratura intellettuale e più meschino sarà il loro profilo umano, con la sola eccezione della moglie di Leonard, Valèrie, il personaggio più semplice e con meno pretese artistiche, ma il più genuino, talmente corretta e “perbene” da credere fino a prova contraria che il politico di cui cura la comunicazione e l’immagine sia un uomo puro e senza macchia, salvo poi scontrarsi con la dura e assai diversa realtà delle cose.
Perfetto e assai ben congegnato è il meccanismo che muove i fili dei quattro protagonisti, che incrociano i loro destini in un esilarante teatrino, dove poi altri personaggi minori vanno a comporre un desolante sfondo di umanità assai gretta e meschina: dalla giovane e rampante assistente della casa editrice di Alain, agli amici dei salotti organizzati da Alain e Selena.
La sceneggiatura fenomenale del film viene esaltata dai bravissimi attori che in una sorta di “dialogo tennis” animano le scene di un gigantesco affresco che raffigura la nostra società moderna, sempre più iperconnessa ma sempre meno attenta al rispetto dei sentimenti altrui.

La recensione:

http://www.ondacinem...co-delle-coppie
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#2 piersa

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    Megalo-Man

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  • Location14-16 Fabrizi Nicola e Aldo

Inviato 16 gennaio 2019 - 22:37

Ad essere sincero non mi ha fatto impazzire; oltre al fatto che parlano tantissimo (cosa che sopporto poco in generale, al cinema e nella vita), mi avrebbero colpito di più se fosse stata una piece teatrale, mi piacesse il teatro, ma non mi piace molto perché si parla tantissimo, al teatro, e dopo pochi minuti stacco le orecchie. Il cinema di Assayas mi piace, a modo suo lo trovo molto rilassante, ma qui, cristo santo, parlano troppo!


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#3 cinemaniaco

cinemaniaco

    Classic Rocker

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Inviato 17 gennaio 2019 - 14:39

ultimamente vedo che è salito parecchio nei rank cinefili rispetto al decennio scorso… io di suo ho visto solo demonlover che era stato avvicinato al movimento del new french extremity… ma una palla, veramente una cazzatina. merita solo connie nielsen
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#4 MilleLire

MilleLire

    IL MORALIZZATORE

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Inviato 17 gennaio 2019 - 16:18

Ormai è un tratto distintivo della commedia francese sulla scia del filone tracciato da Carnage e ancor prima da La Cena dei Cretini quello di enfatizzare la parte dialogata creando una sorta di arte di mezzo tra teatro e cinema. A me il film è piaciuto e trovo stimolante questo tipo di approccio, ma è fondamentale che i dialoghi siano attuali, ben congeniati e acuti. Qui si tratta di botta e risposta velocissimi spesso vertenti su un tema che mi sta molto a cuore: il sentimento strisciante che il progresso possa non essere più un sicuro vettore di miglioramenti nelle nostre vite, ma anzi un elemento da temere e regolare il più possibile affinchè non prenda il sopravvento su di noi. Il tema dell'e-book vs libri cartacei è un pretesto per affrontare e sviscerare la paura di un futuro distropico che non siamo più in grado di prevedere. Spesso i dialoghi sono poi vere e proprie sessioni di psicoterapia di gruppo, lo scrittore non parla ai microfoni della radio o agli amici, ma a se stesso quando si arrampica su funamboliche spiegazioni per negare l'evidenza, e cioè che i suoi romanzi violano l'intimità dei suoi compagni di viaggio e rubano letteralmente le vite delle persone a lui vicine. Eppure l'occhio del regista rimane secondo me benevolo nei confronti dei suoi personaggi, sembra quasi che ciascuno impersonifichi un tratto distintivo delle paure umane e le metta a nudo davanti allo spettatore. 


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#5 piersa

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    Megalo-Man

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Inviato 17 gennaio 2019 - 17:20

boh, sembra un riassunto dei temi caldi di facebook. Conoscere abbastanza bene argomento e ambiente, poi, mi ha fatto notare tutte le pecche e i luoghi comuni.


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#6 chinagirl

chinagirl

    pivello

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Inviato 17 gennaio 2019 - 18:09

Parlano troppo è vero, ma credo che la cosa sia studiata di proposito proprio per infastidirci. Si parlano addosso e i loro discorsi sono volutamente dei nonsense in alcuni punti, soprattutto quelli di Alain e Lèonard, diciamo che fa parte del gioco secondo me. Si tratta del primo film di Assayas che vedo e mi è venuta voglia di vederne altri per approfondire. Ho letto qua e là e mi incurisisce Sils Maria...


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#7 piersa

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    Megalo-Man

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Inviato 17 gennaio 2019 - 18:17

Regista, e film, che merita, vai tranquilla.
Qui, lo scrittore sciatto e infantile mi ha sturbato, ecco. E poi parlano troppo molto.
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