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Suspiria (Guadagnino, 2018)


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#141 solaris

solaris

    Simmetriade.

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Inviato 30 gennaio 2019 - 19:53

Non parlavo di te, infatti dicevo che alcune critiche erano interessanti :D
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#142 William Blake

William Blake

    Titolista ufficiale

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Inviato 30 gennaio 2019 - 20:01

 

 dopo due ore di film la Swinton la guarda intensamente, lei quindi(?) capisce di essere la Doctor Strange di Berlino una super strega semi onnipotente

 

Io l'ho interpretato proprio al contrario, la Johnson è consapevole (così come la madre moribonda) sin dall'inizio di essere la mater suspiriorum e si reca nella scuola proprio per quello, per rivendicare il suo ruolo e sapendo di trovare una possibile alleata nella Swinton. Ed è la Swinton che guardandola intensamente in quella scena intuisce davvero chi sia lei veramente, ecco perchè vorrebbe fermare il rituale.

 

P.S.: il mostro nero che fa scoppiare la testa a tutte è un'impersonificazione della morte che appare proprio nel momento in cui la madre della Johnson, dopo averla rinnegata, spira (e l'attrice che le interpreta è infatti la stessa).

 

 

il cinema di Guadagnino di questo tratta, di desiderio e della scoperta del sé. e Susie, come le altre protagoniste del suo cinema, si scopre e ciò si rispecchia nella tripartizione (freudiana/junghiana) del personaggio della Swinton con cui si confronta. senza questo passaggio, non solo non avrebbe senso lo showdown finale, ma non avrebbe senso l'intero film. la madre è l'unica a conoscere l'origine impura/demoniaca della figlia, che è un'emarginata con un dono naturale (ma appunto demoniaco: la danza).

 

 

Dick, però se fai un film serio che fa ridere converrai con me che è un problema.

 

bè allora è un problema anche per l'originale.

Davvero, sarà che dopo averlo visto mi sono rivisto vari altri film di Argento, ma se questo remake fa ridere molti dei classici Argentiani (che pure mi piacciono) sarebbero da considerare ridicoli, a partire dalla totale mancanza di fantasia nelle trame e la ripetizione sempre degli stessi clichè: il particolare che non si è capito inizialmente cosa fosse, il libro con gli indizi, la stanza segreta, il gay/la lesbica che muore eccetera... 

Cioè per me l'originale resta (nonostante tutti i difetti) un film memorabile per la messa in scena, ma penso che francamente stiate esagerando di brutto, ma veramente di brutto con le critiche a questo film, che non è affatto così male come dici.

 

 

 

complessivamente il cinema di Argento non brilla per coerenza e solidità nella scrittura, anzi molto spesso i suoi film hanno voragini e salti logici tenuti insieme dal ritmo e dalla potenza espressiva (quando era ispirato). Argento trova il suo quid nel dare forma all'orrore, alla violenza, lavorando sui movimenti di macchina, i colori, le luci e la musica e "Suspiria", in questo percorso, è il suo capolavoro, l'apice irripetibile che ha influenzato generazioni di registi e marchiato un immaginario (e, per carità, fa bene Menarini a ricordarlo). dopodiché anche quello aveva i suoi buchi, il finale affrettatissimo e al limite del ridicolo, i personaggi che fanno e dicono stronzate (il dialogo sulle streghe dell'originale fa cascare le palle ed è molto più espositivo di qualsiasi dei dialoghi dell'opera di Guadagnino).


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Ho un aspetto tremendo, e non bado a vestirmi bene o a essere attraente, perché non voglio che mi capiti di piacere a qualcuno. Minimizzo le mie qualità e metto in risalto i miei difetti. Eppure c'è lo stesso qualcuno a cui interesso: ne faccio tesoro e mi chiedo: "Che cosa avrò sbagliato?"

#143 Zimmerman

Zimmerman

    aspirante indie

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Inviato 30 gennaio 2019 - 20:47

Ripeto: È il primo film di Guadagnino che vedo, prima di entrare al cinema pensavo/speravo di poterne parlare ben e facciamo pure finta che il film di Argento non sia mai esistito, per me rimane un brutto film, pesante, verboso, insensato e platealmente ridicolo nelle scene prettamente horror.
Spero di poter avere un'opinione anch'io magari.

Chissà cosa ti ha spinto a vedere proprio questo.
Dall'accanimento pervasivo con cui continui a massacrarlo, direi - tuo malgrado - ti sia rimasto addosso molto più (ma tanto più) di quanto pensassi/sperassi.
Forse non valeva la pena sacrificarsi così. 
Potevi continuare col Te Deum al Sommo Maestro di ironia che - a proposito di ridicolaggini plateali - prende la futura etoile di Dirty dancing per scacciare i cattivissimi paracadutisti sovietici dal sacro suolo yankee in un sensatissimo capodopera di qualche tempo fa. 


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#144 Harry Caul

Harry Caul

    se ci dice bene finiamo nella merda

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Inviato 30 gennaio 2019 - 20:54

Ma che stai a dì? L'ho visto perché mi piacciono gli horror e perché mi intrigava un remake di Suspiria, poi se ne discute come si è sempre discusso di tutto...
Prendo atto anche che non apprezzi Milius che magari due cose in più di Guadagnino alla storia del cinema le ha pure date ma non vedo cosa c'entri col discorso.
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#145 Harry Caul

Harry Caul

    se ci dice bene finiamo nella merda

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Inviato 30 gennaio 2019 - 21:08

No dai, vedo già che mi accusano di accanimento e antipatia preconcetta manco mi avesse rigato la macchina.
Mi taccio.
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#146 Harry Caul

Harry Caul

    se ci dice bene finiamo nella merda

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Inviato 31 gennaio 2019 - 08:47

Anzi no, un'ultima cosa la dico a Solaris, Dick Laurent e anche al solitamente irreprensibile William Blake asd

A me va bene tutto, che il remake sia piaciuto anche più dell'originale, e mi va bene anche la sua difesa a oltranza ma se per farla mi si tirano fuori i buchi di sceneggiatura e la scarsa coerenza del film del 77 per quanto mi riguarda non ci siamo proprio: stiamo parlando di un regista che fa del programmatico smantellamento della logica narrativa una delle basi della sua ricerca cinematografica, criticarlo su questo mi dispiace vuol dire non aver capito assolutamente nulla del cinema di Argento.

Sono argomenti che si possono perdonare ai critici soloni e perbene dell'epoca ma che nel 2019 dopo anni di retrospettive e ricognizioni critiche sulla sua opera non si possono proprio sentire.


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#147 dick laurent

dick laurent

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Inviato 31 gennaio 2019 - 11:29

Anzi no, un'ultima cosa la dico a Solaris, Dick Laurent e anche al solitamente irreprensibile William Blake asd

A me va bene tutto, che il remake sia piaciuto anche più dell'originale, e mi va bene anche la sua difesa a oltranza ma se per farla mi si tirano fuori i buchi di sceneggiatura e la scarsa coerenza del film del 77 per quanto mi riguarda non ci siamo proprio: stiamo parlando di un regista che fa del programmatico smantellamento della logica narrativa una delle basi della sua ricerca cinematografica, criticarlo su questo mi dispiace vuol dire non aver capito proprio nulla del cinema di Argento.

Sono argomenti che si possono perdonare ai critici soloni e perbene dell'epoca ma che nel 2019 dopo anni di retrospettive e ricognizioni critiche sulla sua opera non si possono proprio sentire.

 

Ma meno male che lo dici, che ci si scanna in amicizia.

 

Comunque io non ho citato buchi di sceneggiatura o scarsa coerenza della stessa, anche perchè la trama è tutto sommato molto semplice. E tra l'altro lo metto senz'altro tra i migliori horror italiani. Personalmente preferisco Profondo rosso tra quelli di Argento che è forse meno sontuoso visivamente ma decisamente più riuscito e interessante nel racconto, ma è un altro discorso.

 

Ma non c'è nessun smantellamento della logica narrativa.

Anche senza considerare quello che dicevo sulla filmografia di Argento in generale (la ripetizione alla nausea sempre degli stessi elementi narrativi), o il fatto che in realtà è un film molto meno originale di quanto si dice, visto che prende a piene mani e in modo esplicito da Bava per l'uso di luci e colori, in particolare in Suspiria c'è un finale che è davvero una scorreggina: quello di Guadagnino mi ha lasciato perplesso con quegli effetti un po' pacchiani (iil trucco della Markos, la roba del petto aperto), ma con tutti i difetti è un finale che si ricorda, non una cosa che sembra pensata e realizzata e assai male negli ultimi cinque minuti di produzione del film, e non è un dettaglio.

A parte questo, ho qualche problema anche con l'accusa di verbosità: se penso che qui ci si spara e si acclamano non film, ma serie verbosissime come The Wire, Mindhunter o Il trono di spade che davvero Bergman e Tarkowski levatevi, vederla muovere a un film che non è affatto così verboso (o almeno, di certo non a quei livelli) mi sembra, un voler cercare il pelo nell'uovo. Così come il voler trascurare l'interpretazione eccezionale della Swinton come madame Blanc ("si ok, è brava", detto quasi con fastidio sembra quasi il succo di certi commenti) che per me vale da sola la visione del film.


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#148 George Kaplan

George Kaplan

    Giraghiere a tradimento

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Inviato 31 gennaio 2019 - 11:32

Ma non mi pare che le obiezioni fossero queste. Si faceva solo presente che, così come il film di Argento presta agevolmente il fianco a critiche di coerenza narrativa, quello di Guadagnino fa altrettanto con ciò che è stato detto "ridicolo involontario". E nello stesso modo in cui lo smantellamento della logica è il quid del cinema di Argento, la scomposizione dei codici dell'orrore lo è del film di Guadagnino, che cerca costantemente un pertugio per infilarsi nelle trame di Suspiria (1977), osservandolo, studiandolo, dissezionandolo, cogliendone i temi sottesi, i riflessi di contemporaneità, le deliziose lungaggini, le pulsioni squisitamente pacchiane e, in generale, tutto ciò che sta - o può stare - dietro sopra sotto al capolavoro argentiano. E lo fa, beninteso, con la passione del critico, col piglio di Tom Stoppard che fa un buco nelle pareti di carta del castello di Elsinore e vi intrufola costantemente i poveretti Rosencrantz e Guildenstern. Sul fatto che il lavoro sui materiali dell'orrore pecchi di visionarietà sono parzialmente d'accordo, ma, non essendo questo il punto del film (così come la coerenza o il buon gusto non lo sono di quello di Argento) mi pare pretestuoso battere sul tasto.

In ogni caso, più che antipatia preconcetta credo sia una pura questione di inclinazione. Mi pare si sia tutti d'accordo che Guadagnino abbia voluto fare un film d'Autore, ossia intelligente, ossia consapevolmente artistico, ossia legittimamente antipatico [*]. Non vedo, però, come questo punto possa volgersi in critica al film - che a me, per inciso, è piaciuto - quando tutte le cose buone che lo abitano trovano la propria origine appunto in questo atteggiamento preliminare. E' in qualche misura il film di un critico, di un teorico del cinema, più che di un regista ed è, del resto, cosa che si potrebbe dire dell'opera omnia di Guadagnino, ma in questo trasferimento di ruoli mi pare che il film, giovandosene, vada ad ammantarsi di una superficie alquanto seducente. Come ha detto Tom, questo Suspiria è (innegabilmente?) affascinante nella resa di una Berlino uggiosa, di interni lugubri e spazi dissezionati da un montaggio ben curato.
Detto questo, il film ha pure (innegabilmente?) i (molti) difetti che gli avete trovato - la coreografia, però, no, quella è splendida ed è uno degli ingressi a gamba tesa sull'originale che ho preferito - ma vorrei tentare l'esercizio di vedere in quest'abbondanza di apparenti imperfezioni una delle ragioni alla base del suo fascino. In ciò, parto ovviamente dal presupposto che il film mi ha incuriosito e stimolato sin dall'incipit e se ora mi impegno a difenderlo non è per pagar dazio all'intellighenzia del cinema italiano, ma per salvare (e spiegarmi) quell'originaria impressione. Ora, il numero di segn(al)i che Guadagnino lascia cadere qua e là per tutto il film è stupefacente: gli stacchi argentiani sul dettaglio, le plongée, le zoomate anni 70, gli innesti zulawskiani, il corto fassbinderiano in Germania in autunno, il Muro, il terrorismo, la Banda Baader-Meinhof, il nazismo, la psicanalisi, Freud, Jung, l'inconscio collettivo, LTI: Lingua Tertii Imperii, i giochi di ruolo (la Swinton una e trina). Se dicessi che ognuno di questi riferimenti sia ben calibrato e trovi il suo preciso posto nell'architettura filmica mentirei, senz'altro. A ben vedere, però, è proprio nell'affastellarsi senza tregua dei richiami, nel loro rimare internamente l'uno con l'altro e nel continuo prodursi in forma di riflessi che si scopre quella vertigine che ci coglie durante la visione. Il gioco di mettere ordine in questo flusso di coscienza temo che non porterebbe da nessuna parte o, comunque, non produrrebbe alcuna epifania, perché il valore del film è proprio nel suo non essere componibile: un labirinto da cui non si esce. Rimane, ora, da capire come un affastellarsi casuale di elementi spuri possa ragionevolmente generare questo fascino. La ragione è che, al netto della confusione e della probabile impossibilità di comporre un quadro, gli elementi messi in gioco non sono casuali e si rispecchiano l'uno sull'altro in un gioco di rimandi e connessioni terribilmente fitto. Perché la psicanalisi? Perché l'inconscio è in qualche misura l'ammesso substrato delle fantasie argentiane e allora il dottor Klemper e allora la Swinton che si triplica e si fa ego/es/super-ego. Perché il terrorismo? Perché è il dichiarato sfondo delle pellicola originale - non nel senso che ve ne si trovi traccia internamente al film, ma per dichiarazione dello stesso regista lo stato di inquietudine e allerta vissuti a Monaco durante la preparazione gettava ombre di sospetto "circa la maledizione delle streghe che sembrava aleggiare su tutti noi" [**] - e allora l'autunno caldo tedesco diviene il riflesso di una crisi politica interna alla congrega stregonesca. Un archetipo junghiano? E via di psicoanalisi.. Ribadisco che in questo calderone di risonanze credo sia difficile trovare una soluzione soddisfacente che ricomponga univocamente il quadro: è il difetto e al contempo il pregio del film, che riesce, incrociando teoria e immagine, a stimolare continui tentativi di esegesi. Legittimo rifiutarlo, ma, tenuto conto che questa era la scommessa di Guadagnino, mi sembra difficile dire, al netto dei molti e innegabili difetti, che non l'abbia vinta.
 
[*] Non credo, però, vi sia in questo della boria precostituita.
[**] Paura, Dario Argento, pag. 208: che il riferimento sia reale o inventato, compresa la trovata kinghiana di sospettare una vera maledizione stregonesca sul film, è abbastanza irrilevante. Guadagnino guarda certamente alla storia, ma soprattutto al racconto di questa nella prospettiva di Argento.


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#149 dick laurent

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Inviato 31 gennaio 2019 - 11:41



In ogni caso, più che antipatia preconcetta credo sia una pura questione di inclinazione. Mi pare si sia tutti d'accordo che Guadagnino abbia voluto fare un film d'Autore, ossia intelligente, ossia consapevolmente artistico, ossia legittimamente antipatico [*]

 

a proposito di questo, io trovo anche che l'idea che invece Argento volesse fare la trashata alla ma che ce frega, ma che ce 'mporta (e quindi più genuino? simpatico? meno consapevole della storia del cinema?) molto forzata. Argento voleva fare un film serio e cattivo e lo dice lui per primo, i dettagli ingenui e pacchiani dei suoi film sono cose che gli sfuggono di mano, non cose da celebrare con nostalgia come il pane e salame dell'era d'oro del cinema horror. Il rifarsi all'espressionismo tedesco o a Bava sono le stesse cose che sembrano volersi rinfacciare a Guadagnino quando gli si dice che vuole fare il film d'avte, l'opeva snob.


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#150 solaris

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    Simmetriade.

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Inviato 31 gennaio 2019 - 11:44

A me Suspiria di Argento piace, come mi piace Profondo Rosso o persino Inferno, mi piace soprattutto perché mi piace immergermi in quell'immaginario, quel tipo di interni, di arredi, di esterni metafisici (v. Blue bar), di caratteri anche. Oggi è rinfrescante. Non so se ho mai capito o meno il suo cinema, io penso di capirci poco di cinema in generale e parlo solo per gusti ed esigenze personali, e quel che dico è che come film in sé ci vedo molti limiti, che per i pregi che ci vedo riesco a far passare in secondo piano. Laddove la costruzione dell'immaginario è eccellente, lo svolgimento (e, come fa notare dick, le conclusioni) sono ingenue a esser benevoli, così come le motivazioni e la costruzione dei personaggi (che dovrebbero essere solidi anche quando poco approfonditi, poco importanti ai fini registici).

Il nuovo Suspiria va in tutt'altri territori, alcune cose mi son piaciute poco (ne parlavo nei primi post), solo non ho visto un disastro irrispettoso o noioso, e sono abbastanza distaccato da riconoscere in molte critiche una antipatia dovuta a divergenze di gusti e background col regista più che limiti effettivi della pellicola.
Poi la discussione mi piace realmente, vivaddio si parla di contenuti sul forum ogni tanto, solo preferirei maggior onestà nel valutare le posizioni proprie e altrui. A leggere il tono del post di Tom è evidente non un giudizio verso il film, ma verso tutto un modo di intendere il cinema (la vita?) di una fetta di persone a lui evidentemente (e legittimamente) molto lontana.


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#151 Harry Caul

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    se ci dice bene finiamo nella merda

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Inviato 31 gennaio 2019 - 11:51

A ben vedere, però, è proprio nell'affastellarsi senza tregua dei richiami, nel loro rimare internamente l'uno con l'altro e nel continuo prodursi in forma di riflessi che si scopre quella vertigine che ci coglie durante la visione.

 

 

Per quanto mi riguarda i richiami del film sono per lo più pedanti, meccanici, elementari, senza mistero e soprattutto ripetitivi sino allo sfinimento (veramente per far sentire il clima del terrorismo non si poteva trovare di meglio di mandare continuamente scene in cui se ne parla alla tv?) così come lo è la dissezione del corpo dell'opera argentiana, per quanto mi riguarda non c'è nessuna vertigine, nessun fascino, solo un tentativo pedestre di variazione sul tema, in cui la variazione è anche sostanziosa ma purtroppo di poco o nessun interesse né tematico né cinematografico.


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#152 cinemaniaco

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Inviato 31 gennaio 2019 - 11:55

vorrei solo dire che chi basa il parallelo (a sfavore del film di argento) sulla contrapposizione "film di serie B - suspiria77/ film d'arte - suspiria18" sbaglia clamorosamente

il nuovo suspiria vuole essere un horror "d'arte", arthouse, d'autore, chiamatelo come volete. ma anche il suspiria di argento lo era. argento come regista era più vicino ad antonioni che a wes craven o tobe hooper (loro sì che facevano exploitation)

qua semmai bisognerebbe aprire una parentesi su cosa era il cinema d'arte 40-50 anni fa e cosa è ora. esteticamente guadagnino riassume l'estetica indie/hipster di questi anni che personalmente aborro in ogni campo (dal cinema alla musica, fino a come ci si veste)
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#153 dick laurent

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Inviato 31 gennaio 2019 - 12:04

vorrei solo dire che chi basa il parallelo (a sfavore del film di argento) sulla contrapposizione "film di serie B - suspiria77/ film d'arte - suspiria18" sbaglia clamorosamente

il nuovo suspiria vuole essere un horror "d'arte", arthouse, d'autore, chiamatelo come volete. ma anche il suspiria di argento lo era. argento come regista era più vicino ad antonioni che a wes craven o tobe hooper (loro sì che facevano exploitation)

qua semmai bisognerebbe aprire una parentesi su cosa era il cinema d'arte 40-50 anni fa e cosa è ora. esteticamente guadagnino riassume l'estetica indie/hipster di questi anni che personalmente aborro in ogni campo (dal cinema alla musica, fino a come ci si veste)

 

 

 

 

 

vabbè ma tu tiri le somme da venti minuti di film, your argument is invalid

oltre al fatto che io ci ho visto più il Kubrick di eyes wide shut (e vabbè pure Hostel) e altri Zulawski, roba che ha poco a che fare con quel che dici.

 

Sono d'accordo invece con la prima parte del commento comunque.


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#154 solaris

solaris

    Simmetriade.

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Inviato 31 gennaio 2019 - 12:06

vorrei solo dire che chi basa il parallelo (a sfavore del film di argento) sulla contrapposizione "film di serie B - suspiria77/ film d'arte - suspiria18" sbaglia clamorosamente

il nuovo suspiria vuole essere un horror "d'arte", arthouse, d'autore, chiamatelo come volete. ma anche il suspiria di argento lo era. argento come regista era più vicino ad antonioni che a wes craven o tobe hooper (loro sì che facevano exploitation)

qua semmai bisognerebbe aprire una parentesi su cosa era il cinema d'arte 40-50 anni fa e cosa è ora. esteticamente guadagnino riassume l'estetica indie/hipster di questi anni che personalmente aborro in ogni campo (dal cinema alla musica, fino a come ci si veste)


Ti rendi conto che questa critica è stereotipata allo stesso modo dell'estetica hipster che tanto ti indigna?


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#155 cinemaniaco

cinemaniaco

    FЯEAK ON A LEASH

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Inviato 31 gennaio 2019 - 12:07

perché kubrick e zulawski non sono beniamini dell'indie/hipster medio ? :D

il fatto che abbia messo d'accordo 3/4 di questo forum è già un buon indicatore ashd
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#156 dick laurent

dick laurent

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Inviato 31 gennaio 2019 - 12:11

perché kubrick e zulawski non sono beniamini dell'indie/hipster medio ? :D

 

 

francamente no, non credo che l'estetica di Possession vada così per la maggiore in questi anni. In compenso ispirò proprio Argento per Tenebre (che vale un decimo di Possession) asd

 

E Kubrick è un beniamino di un botto di gente dagli anni sessanta.


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#157 Jahron

Jahron

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Inviato 31 gennaio 2019 - 12:44

vabbè ma tu tiri le somme da venti minuti di film, your argument is invalid

vero, il finale va contro qualsiasi tendenza indie horror à la A24


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#158 George Kaplan

George Kaplan

    Giraghiere a tradimento

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Inviato 31 gennaio 2019 - 13:56

Per quanto mi riguarda i richiami del film sono per lo più pedanti, meccanici, elementari, senza mistero e soprattutto ripetitivi sino allo sfinimento (veramente per far sentire il clima del terrorismo non si poteva trovare di meglio di mandare continuamente scene in cui se ne parla alla tv?) così come lo è la dissezione del corpo dell'opera argentiana, per quanto mi riguarda non c'è nessuna vertigine, nessun fascino, solo un tentativo pedestre di variazione sul tema, in cui la variazione è anche sostanziosa ma purtroppo di poco o nessun interesse né tematico né cinematografico.

 

Mah, non so. Io una simile ragnatela di riferimenti non l'avrei mai sospettata e il fatto che Guadagnino sia riuscito a costruirla interrogando costantemente il film di Argento mi ha sorpreso e affascinato [*]. Per dire, il clima del terrorismo, per me, si sente molto di più nell'atmosfera lugubre degli interni, nei colori smorti, nell'oppressione costante, nel riflesso che anima il clima di sovversione del gineceo piuttosto che nelle scene televisive, che sì chiariscono oltre ogni ragionevole dubbio l'ambientazione, ma non mi sono parse né così significative, né così invasive. Che poi Guadagnino non maneggi alla perfezione il tutto, siamo d'accordo e la ridondanza è uno dei suoi marchi di fabbrica (in negativo, beninteso), oltre alla fatica di arrivare a un finale (anche il film precedente mi pare peccasse in questo senso).
 

[*] di mistero ce n'è, solo che non è nella trama, perché la scommessa del film è che tutto sia già stato detto una volta per sempre, il corpo dell'originale è costantemente lì a guardarci. Piuttosto le ambiguità e i segreti sono trasferiti dal racconto alla struttura che lo sostiene. Ripeto: è un esercizio critico più che narrativo e ci sta che un simile approccio possa infastidire, però non mi pare un demerito del film.

Poi, per carità, non è un capolavoro (per quello basta l'originale), però film molto bello, affascinante e con tante cose da dire per me sì.


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#159 Harry Caul

Harry Caul

    se ci dice bene finiamo nella merda

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Inviato 31 gennaio 2019 - 14:12

De gustibus, capisco i motivi per cui ti è piaciuto ma secondo me il film fallisce proprio in quelli.

Anch'io trovo spesso interessanti i richiami storici, letterari, pittorici e cinematografici nei film ma è una materia che bisogna sapere maneggiare con perizia, devono essere pertinenti e per quanto possibile diventare discorso, Guadagnino invece mi sembra riduca il tutto a una ridda di riferimenti più o meno altisonanti che si esauriscono in un giochino pseudointellettuale assolutamente fine a se stesso.


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#160 floods

floods

    l'utente main$tream

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Inviato 31 gennaio 2019 - 15:33

Guadagnino invece mi sembra riduca il tutto a una ridda di riferimenti più o meno altisonanti che si esauriscono in un giochino pseudointellettuale assolutamente fine a se stesso.

 

Praticamente è il Battiato del cinema! asd


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