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Classifica Ufficiale Del Forum 2018 - Risultati


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131 replies to this topic

#81 wago

wago

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Inviato 30 dicembre 2018 - 16:38

Voglio fidarmi, ma per curiosità: a te cosa ne rende sicuro? Perché io di persone che ci seguono ne conosco un tot, e — pietre a parte — il feedback che ho ricevuto è davvero sempre quello: grazie delle segnalazioni, le recensioni però mica le leggo.
Visto poi il fatto che non le leggo manco io, il 2+2 che mi viene da fare è: vabbè, ma che le si scrive a fare?
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#82 PDeVo

PDeVo

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Inviato 30 dicembre 2018 - 16:54

Voto + genere anche io, raramente me ne vado a cercare qualcuna di dischi che mi sono particolarmente piaciuti, ma se un disco non lo conosco di certo non mi metto a leggere un wall of text il più delle volte estremamente pesante
Comunque dovreste pensare ad un canale youtube e fare recensioni come Fantano (che non mi ascolto quasi mai comunque), attirerebbero nuovi utenti di sicuro
  • 0

#83 Claudio

Claudio

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Inviato 30 dicembre 2018 - 17:00

Voglio fidarmi, ma per curiosità: a te cosa ne rende sicuro? Perché io di persone che ci seguono ne conosco un tot, e — pietre a parte — il feedback che ho ricevuto è davvero sempre quello: grazie delle segnalazioni, le recensioni però mica le leggo.
Visto poi il fatto che non le leggo manco io, il 2+2 che mi viene da fare è: vabbè, ma che le si scrive a fare?

 

Allora si vede che conosco qualche personaggio appartenente a una razza in via di estinzione  ;D 

Il punto è, però: cosa ti convince del fatto che se fossero racconti personali sarebbero più lette? Per me, semmai, è un problema di tempo e pazienza nel leggere: se uno si ferma al voto (il che a me è sempre andato bene lo stesso, intendiamoci), difficilmente ritroverà voglia di leggere solo per sapere cosa stava facendo pincopallo con gli amici quando ascoltava i Low e quale recondita sensazione gli ha suscitato l'ascolto dell'ultimo disco.

Io, da lettore, in una recensione, cerco essenzialmente tre cose: profondità di analisi critica, capacità di sintetizzare "com'è il disco", stile piacevole di scrittura. Era così 20 anni fa e continua a essere così oggi, ma magari nel frattempo è cambiato tutto: può darsi. Il dramma per me è la superficialità con cui si legge, ascolta, consuma, giudica tutto. Rispetto a questo, davvero ho sempre pensato che noi fossimo un argine per quanto un po' demodé.


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#84 Connacht

Connacht

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Inviato 30 dicembre 2018 - 17:47

*
POPOLARE

Il problema è solo la prosopopea (ma non capisco perché non usare termini tecnici: il dramma della retorica), infatti il piano solaris assomiglia fin troppo alle intro che già ci sono in home e che sono esercizi di letteratura potenziale in cui il vincolo è fingere di descrivere oggetti diversi usando 

modernariato pop

artigianato pop

gli alfieri [nazionalità] del [genere]

al fulmicotone

tornano con una prova

 

e così via ma non per molto

 

Ecco. Sovente, potrebbe capitare di leggere una recensione musicale il cui lessico è ricco di contenuti espressivi peculiari, se non proprio insoliti. A volte mi chiedo se nel mio caso, per quanto cotale lessico possa arricchire il testo, purtuttavia non possa anche alienare il lettore in qualche modo, per esempio non permettendogli di comprendere adeguatamente il messaggio espresso.

Di seguito, pertanto, vi elenco una breve spiegazione delle espressioni idiomatiche più comuni che potreste incontrare eventualmente almeno nel caso di una mia recensione:

 

"Bassi pulsanti!"

 

Il bassista è un cardiologo.

 

"Bassi intermittenti!"

 

Il bassista è uno stronzo e suona una nota sì e l'altra no.

 

"Cavalcata di batteria!"

 

Il batterista è entrato in studio di registrazione in sella a un cavallo. 

 

"Batterista tentacolare!"

 

Ph'nglui mglw'nafh Cthulhu R'lyeh wgah'nagl fhtagn.

 

"Tappeti di tastiera!"

 

Il parquet dello studio di registrazione è avanguardistico.

 

"Innovativo!"

 

Non sembra copiato da qualcuno in particolare.

 

"Ispirato da/Influenzato da/che cita/è un tributo a"

 

È copiato da qualcuno in particolare.

 

"Esplosivo!"

 

Lo stereo si è conflagrato liberando energia termica e meccanica. Quattro feriti in redazione.

 

"Al fulmicotone!"

 

Il disco è rivestito di nitrocellulosa e prenderà fuoco non appena avviato nel lettore cd.

 

"Terremotante!"

 

5.6 scala Richter, lo studio di registrazione è crollato.

 

"Sugli scudi!"

 

In studio di registrazione è stato reinscenato il dialogo di Leonida al primo incontro con i persiani in 300 ("earn the shield boys!")

 

"Elementi folk!"

 

C'è una chitarra acustica.

 

"Elementi jazz!"

 

C'è una tromba.

 

"Free jazz!"

 

C'è una tromba un po' vivace.

 

"John Coltrane!"

 

C'è un sassofono.

 

"Spumeggiante!" 

 

Lo stereo si è aperto riversando schiuma di spumante tutt'intorno.

 

"Sound moderno!"

 

Anno Domini 2018, il disco ha la produzione di un album rock alternativo uscito nel 1991.

 

"Sperimentazioni elettroniche!"

 

Ci sono tastiere che riprendono gli anni '80.

 

"Disco della maturità!"

 

Il disco secerne etilene, si consiglia di stivarlo assieme a frutta acerba per accelerarne il processo di sviluppo.

 

"Testi profondi!"

 

L'album è un concept su Jacques Cousteau.

 

"Atmosfere caustiche! Riff corrosivi!"

 

800px-GHS-pictogram-acid.svg.png PERICOLO GHS05 - il disco secerne sostanze o preparati che possono causare ustioni cutanee, gravi lesioni agli occhi e possono corrodere i metalli. Utilizzare protezioni per la pelle e per gli occhi per evitare gravi lesioni alla cute o agli occhi.

 

"Mesmerizzante!"

 

Ci tengo a farvi sapere che mi piacciono i Dead Can Dance.

 

"Virtuosistico!"

 

È un album per riccardoni.

 

"Ottantiano!"

 

Ho interrotto l'ascolto per mettere su Danger Zone dalla colonna sonora di Top Gun.

 

"Suoni delicati!"

 

Se alzi troppo il volume si rompono cd e stereo.

 

"Intimista!"

 

Il promo del disco ha allegato un flacone omaggio di Chilly.

 

"Onirico!"

 

Mi sono addormentato durante l'ascolto.

 

"Cura certosina!"

 

L'artista è un veterinario specializzato in gatti.


  • 14

You're an island of tranquillity in a sea of chaos. :.:: Last.fm

 

There is no theory. You have only to listen. Pleasure is the law. I love music passionately. And because l love it, I try to free it from barren traditions that stifle it. It is a free art gushing forth — an open-air art, boundless as the elements, the wind, the sky, the sea. It must never be shut in and become an academic art.

  • Claude Debussy
    quoted in An Encyclopedia of Quotations About Music (1981) by Nat Shapiro, p. 268 

 

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#85 wago

wago

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Inviato 30 dicembre 2018 - 18:20

 

Voglio fidarmi, ma per curiosità: a te cosa ne rende sicuro? Perché io di persone che ci seguono ne conosco un tot, e — pietre a parte — il feedback che ho ricevuto è davvero sempre quello: grazie delle segnalazioni, le recensioni però mica le leggo.
Visto poi il fatto che non le leggo manco io, il 2+2 che mi viene da fare è: vabbè, ma che le si scrive a fare?

 
Allora si vede che conosco qualche personaggio appartenente a una razza in via di estinzione  ;D
Il punto è, però: cosa ti convince del fatto che se fossero racconti personali sarebbero più lette? Per me, semmai, è un problema di tempo e pazienza nel leggere: se uno si ferma al voto (il che a me è sempre andato bene lo stesso, intendiamoci), difficilmente ritroverà voglia di leggere solo per sapere cosa stava facendo pincopallo con gli amici quando ascoltava i Low e quale recondita sensazione gli ha suscitato l'ascolto dell'ultimo disco.
Io, da lettore, in una recensione, cerco essenzialmente tre cose: profondità di analisi critica, capacità di sintetizzare "com'è il disco", stile piacevole di scrittura. Era così 20 anni fa e continua a essere così oggi, ma magari nel frattempo è cambiato tutto: può darsi. Il dramma per me è la superficialità con cui si legge, ascolta, consuma, giudica tutto. Rispetto a questo, davvero ho sempre pensato che noi fossimo un argine per quanto un po' demodé.

 

 
Claudio ho capito perché non ti assopisci leggendo le nostre recensioni: forse le affronti con lo stesso spirito selettivo ("Ho fatto un corso di lettura veloce, ho imparato a leggere a piombo, trasversalmente la pagina, e ho potuto leggere 'Guerra e pace' in venti minuti. Parlava della Russia.") con cui stai dedicandoti ai post in questo thread :D

 

Perché va' che non ho mai ma proprio mai-mai-mai suggerito di rendere più autobiografiche le recensioni di Ondarock, anzi ho esplicitamente affermato che non lo vorrei!

 

La proposta concreta che ho fatto è di mettere un tetto al numero di battute delle recensioni (per me 1500/2000 già bastano a consentire prolissità), tetto sfondabile solo in circostanze eccezionali. Quali? ci sono diverse opzioni: a) in occasione di dischi del mese o creste; b) in occasione di voti alti; c) previa del tutto arbitaria autorizzazione redazionale; b) un mix delle precedenti.
Questo in modo di distinguere tra recensioni "ordinarie", che cercano di andare al sodo senza menarla troppo, e recensioni "di punta" che rappresentano per il sito delle scommesse e meritano dunque analisi più approfondite — che dovrebbero a quel punto cercare di andare oltre al compitino "band che viene dal posto x e ha già pubblicato n dischi si trova ora alla prova [...] analisi brano 1 analisi brano 2 analisi brano 3 [...] analisi brano n conclusione stereotipata" per proporre riflessioni a raggio un poco più ampio.

 

Molti e rinomati siti internazionali da tempo puntano tutto su poche recensioni molto analitiche, che raramente si incentrano sul disco e basta ma più spesso cercano di scavare nelle scene, nelle tendenze emergenti, nei contesti che fanno sì che il disco in questione risulti significativo. Rispetto a queste testate noi abbiamo dalla nostra una capacità di mappare la produzione musicale con molto più dettaglio: la mole di recensioni che pubblichiamo è davvero impressionante. Epperò non siamo capaci di differenziare: trattiamo con lo stesso tedioso didascalismo il disco bello-ma-ordinario e il disco che davvero consentirebbe analisi di respiro ampio (che non facciamo)... talvolta perfino il disco bruttino-di-band-che-nessuno-si-fila (al che uno si chiede: ma che ne scriviamo a fare?). A tutti i dischi, tranne il disco del mese e le poco evidenziate "creste" diamo anche praticamente lo stesso risalto in home...

Perché non dare una smossa alla situazione cercando di essere davvero sintetici dove la lunghezza non è altro che allungamento del brodo (a.k.a. quasi sempre, e non è solo una questione di qualità del disco) e di andare davvero — ma davvero! — a fondo nelle analisi dove l'occasione per scrivere in modo interessante di cose interessanti esiste, e varrebbe la pena come testata scommetterci? Perché non ritagliare in home uno spazio chiaro per le recensioncine standard, brevi e dritte al punto, e un altro, più in evidenza, per quelle 2/3 davvero approfondite su cui stiamo mettendoci in gioco?


  • 0

#86 wago

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Inviato 30 dicembre 2018 - 18:33

Vabbè ditelo che è partita la gara a chi scrive il post più "chiudete tutto" in vista dell'annunciata e definitiva lucchettatura del forum :D


  • 0

#87 music won't save you

music won't save you

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Inviato 30 dicembre 2018 - 22:23

Bello constatare di aver lasciato ondarock sette anni fa e di ritrovare discorsi, dinamiche e proposte evolutive cristallizzate come il sito da quel tempo a oggi. Ne apprezzo la lodevole coerenza, ma non posso che constatare la scarsa capacità di mettere in discussione un modello che appare incurante della trasformazione della musica e della rete (e dunque della musica in rete), anche solo negli ultimi pochi anni.

 

Se a inizio degli anni Duemila il web sembrava la prosecuzione della carta stampata con altri mezzi, oggi è piuttosto diventato erede della radio, tra playlist e ascolti immediati, tutt'al più introdotti da un breve "lancio".

Dati dei click a parte, chi oggi si mette seriamente a leggere una cartella o più di recensione su una pagina web? Forse davvero - come dice il post-moderno wago - qualche sessantenne che se le stampa per leggersele a pausa pranzo, in metropolitana o al cesso, preoccupato di tenere una traccia nel caso quella pagina un giorno o l'altro imploda. Persino gli over-40 che ancora comprano le riviste sono abituati a stili più rapidi e immediati, tanto poi ci si mette un attimo ad andare di motore di ricerca e ascoltare il disco su bandcamp o un estratto su youtube....

 

Piuttosto che di contenitori editoriali, popolati da esteti della propria stessa scrittura, oggi ci sarebbe bisogno di aggregatori di personalità definite e riconoscibili. Chiamateli blog, canali di segnalazioni o non so cos'altro - tanto meglio se accomunati da una certa affinità nell'approccio - ma di certo il tempo dell'impersonalità della generica "rivista web" può ben dirsi superato. Dieci o più anni fa era ben diverso, e non ho difficoltà ad ammettere di essermi divertito e di avere avuto grande soddisfazione a lasciar andare liberamente la penna nel parlare di dischi e artisti che mi coinvolgevano, ma oggi faticherei io stesso a leggermi. Anzi, con le eccezioni dei pochi dischi nuovi veramente coinvolgenti, quante volte anche le 700 battute su carta sembrano persino troppe! È anche una questione di stile, visto che i limiti impongono di essere più densi, asciutti e "giornalistici", mentre l'infinito spazio della pagina web induce inevitabilmente a sbrodolarsi, a indulgere nella storia della band/scena/Paese, a fare di tutto per ostentare le proprie conoscenze per accreditarsi nei confronti del lettore.
Ecco, in tutti questi casi, se bisogna arrivare oltre metà recensione per leggere del disco, vuol dire che si è sbagliato mezzo e fine, e che oltre quella metà difficilmente ci arriveranno i tanti che non hanno tempo da perdere, perché studiano, lavorano, hanno una vita o semplicemente perché vogliono capire se un disco possa piacergli dopo trenta seconda di streaming, senza doversi sorbire gli sproloqui ombelicali del recensore di turno, magari sullo stesso disco sul quale sproloquiano in contemporanea tanti altri.

 

Do nuovamente ragione a wago quando sostiene che una maggiore articolazione di trattazione potrebbe aver senso soltanto se assistita da una capacità analitica tale da approfondire scene o scavare nelle tendenze, insomma da una visione d'insieme che non solo va ben oltre il "compitino" recensorio, ma che richiede tempi di sedimentazione diversi rispetto all'esigenza di pubblicare cento o più pezzi ogni mese.

Lo si diceva anni fa, vale a maggior ragione oggi: rispetto ai primordi del web, il mondo musicale è radicalmente cambiato, così come è cresciuto/invecchiato chi all'epoca ne è stato pioniere. Risposte univoche per analizzarlo in profondità probabilmente non ne esistono, però pretendere di rapportarlo ancora a categorie e modalità di rappresentazione di quei tempi è completamente scollegato da una realtà che si è evoluta e continua a evolversi con estrema fluidità, piaccia o non piaccia.

 

Saluti.


  • 4
in eremitaggio su http://musicwontsaveyou.com

#88 eaglerod

eaglerod

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Inviato 30 dicembre 2018 - 23:37

non facciamolo sapere in giro, mi raccomando, della crisi del forum, lo spread potrebbe aumentare

 

tom ma quello che piace a te e a not, è Marlon?

https://youtu.be/tAr1pbeX4RE

lui, mi pare di capire

sinceramente mi è sfuggito:sembra bello


  • 0

#89 Syddharta

Syddharta

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Inviato 31 dicembre 2018 - 01:52

Per me il grande problema delle recensioni è che nella maggior parte dei casi sono scritte da persone che non conoscono la musica. Il problema non è di OndaRock, non è tipico dei nostri tempi (ma quando tirava la critica jazz le cose stavano in maniera un tantino diversa), non è esclusivamente italiano. Semplicemente, gli articoli che a me possono interessare sono tendenzialmente quelli con un taglio storico-divulgativo. Motivo per il quale spesso leggo riviste per anziani come Classic Rock, dove ancora scrivono dinosauri della critica musicale italiana che sovente tirano fuori il pezzaccio sulla scena prog di Anversa o su quella folk di Aversa. Nella recensione ciò che vorrei leggere è una analisi musicale, perché il contesto storico e la narrazione sono meno rilevanti. So di essere noioso e di averlo scritto più volte, ma non riesco a fidarmi al 100% di recensori che a) non conoscono la teoria musicale; b) non hanno competenze di tipo tecnico, tecnologico, organologico. Senza competenze di questo genere (alle quali si dovrebbero aggiungere ulteriori competenze, magari di sociologia dei processi culturali), il giornalismo musicale è totalmente destituito della propria finalità critica.

Tendenzialmente, i linguaggi del del cinema sono ben noti ai critici cinematografici; in linea teorica, un critico cinematografico sarebbe in grado di scrivere una sceneggiatura, saprebbe di cosa si sta parlando da un punto di vista tecnico. Idem per il teatro, o per le arti visive, o per la musica classica, o per la letteratura. Qui (non su OndaRock, parlo in generale) la regola pare non dover valere: ci si permette continuamente di valutare il libro senza conoscere la lingua in cui è scritto, considerando solo la qualità della carta, dell'impaginazione, della copertina, della font utilizzata. L'erudizione non può bastarmi, per come sono fatto io. E ciò non significa che le recensioni debbano essere ricche di tecnicismi: è giornalismo, deve arrivare anche a chi non padroneggia certi linguaggi, ma io il giornalista musicale che conosce la musica lo riconosco immediatamente, e da quel riconoscimento discende l'attrattività esercitata dalla sua recensione su di me. Sogno una critica musicale senza più espressioni come "ottima scrittura", "ottima composizione" da parte di persone che non hanno nemmeno idea di dove stiano le note su uno spartito. Sogno un mondo senza più parole come "crescendo" (quasi sempre in luogo di accelerando) o "cadenza" (quasi sempre in luogo di andamento ritmico) o "sincope" (quasi sempre in luogo di contrattempo) utilizzate totalmente a cazzo di cane, oltre a un mondo in cui qualsiasi ensemble percussivo poliritmico non costringa all'utilizzo dell'aggettivo "tribale" (ma che diamine vuol dire "tribale"? Di che tribù parli? Leggiti un manuale di etnomusicologia, testa di cazzo!).


  • 3

M.

 


#90 Connacht

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Inviato 31 dicembre 2018 - 05:37

Ecco, aggiungo alla mia precedente lista:

"Sincope!"

L'ascolto del disco mi ha provocato una caduta del flusso sanguigno al cervello e sono svenuto per quanto è brutto.


  • 1

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#91 wago

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Inviato 31 dicembre 2018 - 07:43

Per me il grande problema delle recensioni è che nella maggior parte dei casi sono scritte da persone che non conoscono la musica. Il problema non è di OndaRock, non è tipico dei nostri tempi (ma quando tirava la critica jazz le cose stavano in maniera un tantino diversa), non è esclusivamente italiano. Semplicemente, gli articoli che a me possono interessare sono tendenzialmente quelli con un taglio storico-divulgativo. Motivo per il quale spesso leggo riviste per anziani come Classic Rock, dove ancora scrivono dinosauri della critica musicale italiana che sovente tirano fuori il pezzaccio sulla scena prog di Anversa o su quella folk di Aversa. Nella recensione ciò che vorrei leggere è una analisi musicale, perché il contesto storico e la narrazione sono meno rilevanti. So di essere noioso e di averlo scritto più volte, ma non riesco a fidarmi al 100% di recensori che a) non conoscono la teoria musicale; b) non hanno competenze di tipo tecnico, tecnologico, organologico. Senza competenze di questo genere (alle quali si dovrebbero aggiungere ulteriori competenze, magari di sociologia dei processi culturali), il giornalismo musicale è totalmente destituito della propria finalità critica.

Tendenzialmente, i linguaggi del del cinema sono ben noti ai critici cinematografici; in linea teorica, un critico cinematografico sarebbe in grado di scrivere una sceneggiatura, saprebbe di cosa si sta parlando da un punto di vista tecnico. Idem per il teatro, o per le arti visive, o per la musica classica, o per la letteratura. Qui (non su OndaRock, parlo in generale) la regola pare non dover valere: ci si permette continuamente di valutare il libro senza conoscere la lingua in cui è scritto, considerando solo la qualità della carta, dell'impaginazione, della copertina, della font utilizzata. L'erudizione non può bastarmi, per come sono fatto io. E ciò non significa che le recensioni debbano essere ricche di tecnicismi: è giornalismo, deve arrivare anche a chi non padroneggia certi linguaggi, ma io il giornalista musicale che conosce la musica lo riconosco immediatamente, e da quel riconoscimento discende l'attrattività esercitata dalla sua recensione su di me. Sogno una critica musicale senza più espressioni come "ottima scrittura", "ottima composizione" da parte di persone che non hanno nemmeno idea di dove stiano le note su uno spartito. Sogno un mondo senza più parole come "crescendo" (quasi sempre in luogo di accelerando) o "cadenza" (quasi sempre in luogo di andamento ritmico) o "sincope" (quasi sempre in luogo di contrattempo) utilizzate totalmente a cazzo di cane, oltre a un mondo in cui qualsiasi ensemble percussivo poliritmico non costringa all'utilizzo dell'aggettivo "tribale" (ma che diamine vuol dire "tribale"? Di che tribù parli? Leggiti un manuale di etnomusicologia, testa di cazzo!).

 

Io capisco quel che dici — perché il mio ideale di giornalismo musicale passa anch'esso per una messa a nudo delle strutture — ma penso che la tua campagna sia destinata, qui e in qualunque altro luogo, a restare una battaglia contro i mulini a vento. Almeno per un decennio ancora, più in là non oso spingermi.

 

Non sono un musicista vero (ho semplicemente preso qualche lezione di musica e coltivato una certa passione per gli aspetti teorici della disciplina) ma negli anni mi son costruito l'idea che a farmi piacere un pezzo sulla musica sia la sua capacità di farmi capire "perché funziona". "Perché funziona" significa diue cose: 1) identificare quali effetti crea su chi la ascolta (sia esso un singolo o una comunità) e dunque saper inquadrare in maniera dettagliata il ventaglio emotivo e l'immaginario evocati dalla musica; 2) individuare all'interno del brano o dello stile musicale quali sono gli elementi che concorrono a determinare il risultato e come questo determinarsi avvenga. Quest'ultimo passaggio richiede inevitabilmente conoscenze del tipo che tu indichi e porta inevitabilmente alla conclusione che "no, non ci siamo": salvo rarissimi casi, chi scrive di musica non ha le competenze per portare avanti un programma di questo tipo, almeno in maniera sistematica.

 

Credo però che un conto siano gli idealismi nostri, e un altro le esigenze e le possibilità del pubblico. Non è che soltanto i giornalisti non sanno un cazzo di come è fatta la musica: lo stesso vale per un'ampia fetta del pubblico. A chi cerca e legge critica musicale continuano a interessare essenzialmente le seguenti facacende: a) non so se ascoltare questa musica: potrà piacermi? b) ho sentito questa roba qua: che senso devo darle? c) mi è piaciuta questa musica: che altro posso sentire? d) ho paura di aver perso il punto: che cose devo ascoltare per sentirmi di nuovo sul pezzo?. A qualcuno poi — ma sospetto si tratti di una minoranza — interessano le menate di influenza, seminalità, l'ha fatto prima uno o l'ha fatto prima due, pochissimi ascoltarono il primo album dei Velvet Underground ma tutti quanti blablabla.

Per rispondere a queste domande, conoscere la struttura della musica non serve. Forse ostacola pure, perché inevitabilmente spinge a volersene fare qualcosa, di questa conoscenza, concentrandosi dunque su aspetti che non incontrano le esigenze immediate del lettore. Quel che serve è invece uno scrittore che sia come il lettore ma un po' meglio: che abbia sentito più dischi, conosca meglio la storia, abbia la capacità di raccontare ed entusiasmare terzi senza per forza doverne essere amico o confidente diretto.

 

Io mi dico: sticazzi, di gente che fa come fan tutti c'è già pieno il web, e pure di gente bravina a farlo — che me frega di essere l'uno in più? Provo a seguire l'altra strada, cercando come tu dici la sintesi tra un approccio tecnico (che nel mio caso è assai indebolito dal mio essere niente più che un amatore) e il giusto proposito divulgativo o, meglio ancora, giornalistico. E' molto sbatti, richiede studio, passi falsi, spesso consulenze e dunque tempi lenti... ed ecco una ragione (insieme alla sensazione del "ma che scrivo a fare pezzi che manco io leggerei" riferita al format-recensione) per cui ormai scrivo pochissimo.

Tanto quel che mi piacerebbe saper dire prima o poi lo racconterà — meglio — Earworm.


  • 3

#92 pooneil

pooneil

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Inviato 31 dicembre 2018 - 08:17

scusa Syd ma tu una recensione di un disco punk come la scriveresti?

e credi che il teenager appassionato di tale genere sia interessato ad una analisi della teoria musicale che ci sta dietro?


  • 1

#93 cerezo

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Inviato 31 dicembre 2018 - 10:12

a spezzare l'incantesimo di una discussione costruttiva

 

CLASSIFICA DEGLI ALBUM PIU' POPOLARI DEL 2018

(artista - album [n° di utenti che l'hanno messo in classifica])

 

1. Low - Double Negative [25 voti]
2. Beach House - 7 [22 voti]
3. Arctic Monkeys - Tranquility Base Hotel & Casino [19 voti]
4. Anna Von Hausswolff - Dead Magic [15 voti]
5. Nu Guinea - Nuova Napoli [14 voti]
6. Daughters - You Won'T Get What You Want [14 voti]
7. Sophie - Oil Of Every Pearl'S Un-Insides [14 voti]
8. Julia Holter - Aviary [13 voti]
9. Tim Hecker - Konoyo [12 voti]
10. Yves Tumor - Safe In The Hands Of Love [12 voti]
11. Autechre - Nts Sessions 1-4 [11 voti]
12. Leon Vynehall - Nothing Is Still [11 voti]
13. Sons Of Kemet - Your Queen Is A Reptile [10 voti]
14. Bilderbuch - Mea Culpa [9 voti]
15. Kali Uchis - Isolation [9 voti]
16. Christina Vantzou - No. 4 [9 voti]
17. Dj Healer - Nothing 2 Loose [9 voti]
18. Hookworms - Microshift [9 voti]
19. Baustelle - L'Amore E La Violenza Vol. 2 [8 voti]
19. Troye Sivan - Bloom [8 voti]
21. Soap&Skin - From Gas To Solid/You Are My Friend [8 voti]
22. Dead Can Dance - Dionysus [8 voti]
23. Suede - The Blue Hour [8 voti]
24. Pusha-T - Daytona [8 voti]
25. Beak> - >>> [8 voti]
Spoiler

  • 0

#94 cerezo

cerezo

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Inviato 31 dicembre 2018 - 10:17

CLASSIFICA "RYMmata" 2018

(artista - album [punteggio medio, n° di voti presi])

solo album con almeno 3 voti

in grassetto i migliori tra quelli che hanno preso almeno 10 voti

 

1. Autechre - Nts Sessions 1-4 [punteggio medio = 9,0909, 11 voti]
2. Rosalía - El Mal Querer [punteggio medio = 9, 4 voti]
3. Rival Consoles - Persona [punteggio medio = 9, 3 voti]
4. Suchmos - The Ashtray [punteggio medio = 8,8571, 7 voti]
5. Ryley Walker - Deafman Glance [punteggio medio = 8,3333, 3 voti]
5. Sallskapet - Disparition [punteggio medio = 8,3333, 3 voti]
7. Wolf Müller & Niklas Wandt - Instrumentalmusik Von Der Mitte Der World [punteggio medio = 8,25, 4 voti]
8. Beautify Junkyards - The Invisible World Of Beautify Junkyards [punteggio medio = 8, 3 voti]
8. Dj Healer - Planet Lonely [punteggio medio = 8, 3 voti]
10. Car Seat Headrest - Twin Fantasy [punteggio medio = 7,8, 5 voti]
11. Klaus Johann Grobe - Du Bist So Symmetrisch [punteggio medio = 7,6667, 3 voti]
11. Zenjungle - Fragmented Lives [punteggio medio = 7,6667, 3 voti]
13. Daniel Blumberg - Minus [punteggio medio = 7,5, 6 voti]
14. Khalab - Black Noise 2084 [punteggio medio = 7,4286, 7 voti]
15. Low - Double Negative [punteggio medio = 7,4, 25 voti]
16. Cero - Poly Life Multi Soul [punteggio medio = 7,3333, 3 voti]
16. Niño De Elche - Antología Del Cante Flamenco Heterodoxo [punteggio medio = 7,3333, 3 voti]
18. Esperanza Spalding - 12 Little Spells [punteggio medio = 7,25, 4 voti]
18. Rolling Blackouts Coastal Fever - Hope Downs [punteggio medio = 7,25, 4 voti]
18. Sarah Davachi - Gave In Rest [punteggio medio = 7,25, 4 voti]
21. Anna Von Hausswolff - Dead Magic [punteggio medio = 7,2, 15 voti]
22. Baustelle - L'Amore E La Violenza Vol. 2 [punteggio medio = 7, 8 voti]
22. Troye Sivan - Bloom [punteggio medio = 7, 8 voti]
24. Let'S Eat Grandma - I'M All Ears [punteggio medio = 7, 3 voti]
24. Serpentwithfeet - Soil [punteggio medio = 7, 3 voti]
24. Weeknd, The - My Dear Melancholy, [punteggio medio = 7, 3 voti]
Spoiler

  • 1

#95 cerezo

cerezo

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Inviato 31 dicembre 2018 - 10:21

MEDAGLIERE 2018

(artista - album [n° di primi posti, n° di secondi, n° di terzi])

 

1. Low - Double Negative [8 oro, 5 argento, 2 bronzo]
2. Autechre - Nts Sessions 1-4 [6 oro, 2 argento, 1 bronzo]
3. Suchmos - The Ashtray [5 oro,  argento, 1 bronzo]
4. Nu Guinea - Nuova Napoli [4 oro, 1 argento,  bronzo]
5. Anna Von Hausswolff - Dead Magic [3 oro, 3 argento, 3 bronzo]
6. Baustelle - L'Amore E La Violenza Vol. 2 [3 oro, 1 argento, 1 bronzo]
7. Leon Vynehall - Nothing Is Still [3 oro,  argento, 1 bronzo]
8. Beach House - 7 [2 oro, 3 argento, 1 bronzo]
9. Bilderbuch - Mea Culpa [2 oro, 1 argento, 2 bronzo]
10. Car Seat Headrest - Twin Fantasy [2 oro, 1 argento, 1 bronzo]
10. Daniel Blumberg - Minus [2 oro, 1 argento, 1 bronzo]
12. Julia Holter - Aviary [2 oro, 1 argento,  bronzo]
12. Khalab - Black Noise 2084 [2 oro,  argento, 1 bronzo]
14. Calcutta - Evergreen [2 oro,  argento,  bronzo]
14. Esperanza Spalding - 12 Little Spells [2 oro,  argento,  bronzo]
14. Fire! - The Hands [2 oro,  argento,  bronzo]
14. Ryley Walker - Deafman Glance [2 oro,  argento,  bronzo]
14. Sarah Davachi - Gave In Rest [2 oro,  argento,  bronzo]
14. Sarah Davachi - Let Night Come On Bells End The Day [2 oro,  argento,  bronzo]
20. Daughters - You Won'T Get What You Want [1 oro, 3 argento, 2 bronzo]
21. Rosalía - El Mal Querer [1 oro, 2 argento, 1 bronzo]
22. Arctic Monkeys - Tranquility Base Hotel & Casino [1 oro, 2 argento,  bronzo]
22. Wolf Müller & Niklas Wandt - Instrumentalmusik Von Der Mitte Der World [1 oro, 2 argento,  bronzo]
24. Sophie - Oil Of Every Pearl'S Un-Insides [1 oro, 1 argento, 3 bronzo]
25. Christina Vantzou - No. 4 [1 oro, 1 argento, 1 bronzo]
25. Rival Consoles - Persona [1 oro, 1 argento, 1 bronzo]
25. Suede - The Blue Hour [1 oro, 1 argento, 1 bronzo]
Spoiler

  • 1

#96 cerezo

cerezo

  • Moderators
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Inviato 31 dicembre 2018 - 10:29

*
POPOLARE

che poi, tutto questo giro per arrivare a questa qui

 

CLASSIFICA DEI RONZINI DEGLI UTENTI PIU' CONFORMISTI(?)

ad ogni disco viene assegnato un punteggio pari al numero di voti presi

ad ogni utente viene assegnato un punteggio pari alla somma dei punteggi dei dischi votati

il conformista mette in classifica i dischi più votati (diciamo che per i suoi ascolti fa affidamento assoluto al forum)

l'isolazionista vota dischi che ha scelto soltanto lui

solo utenti con almeno 8 dischi in classifica

 
1. ilramingo [108 punti] (come premio gli verrà intitolata la classifica del 2019, se me lo ricordo e se ci saremo ancora)
2. good vibrations [106 punti]
3. Claudio [101 punti]
4. Klan70 [97 punti]
5. prufrock [96 punti]
6. LM [95 punti]
7. Abdullah The Butcher [94 punti]
8. Cliff [93 punti]
9. rubiset [89 punti]
10. piersa [87 punti]
11. Mort Cinder [86 punti]
12. Ganzfeld [85 punti]
12. Karhunen [85 punti]
14. markmus [83 punti]
14. RobyMetrodora [83 punti]
16. thom [82 punti]
17. lollo9dp [80 punti]
18. Marshallnet [78 punti]
18. zefis [78 punti]
20. Alessandro xp [77 punti]
20. sfos [77 punti]
22. Pitcairn Island [76 punti]
22. Seattle Sound [76 punti]
24. azevedo [74 punti]
24. mr_tankian [74 punti]
26. matt [72 punti]
27. Liar [71 punti]
27. Spiritchaser [71 punti]
29. khruner [70 punti]
30. Dark Mavis [69 punti]
30. proL [69 punti]
32. Feynman [68 punti]
33. Carlo86 [67 punti]
33. Lucia Allende [67 punti]
33. selva [67 punti]
36. Lepao Mario [66 punti]
37. MilleLire [65 punti]
38. kjartan78 [64 punti]
38. Vatar [64 punti]
38. Wriss [64 punti]
41. Piper [62 punti]
41. White Duke [62 punti]
43. Incidente [61 punti]
44. corrigan [59 punti]
44. eaglerod [59 punti]
44. paloz [59 punti]
47. Central Perk [58 punti]
47. schnier80 [58 punti]
49. Resp into [57 punti]
49. Trespy Sledge [57 punti]
49. xone89 [57 punti]
52. floods [56 punti]
52. Life Is Insignificant [56 punti]
52. nuova delhi [56 punti]
52. Pancakes [56 punti]
56. Gika [55 punti]
56. lasa [55 punti]
58. Welsh Wizard [54 punti]
59. Cirro [53 punti]
59. Cyclo [53 punti]
59. Fast_Forward [53 punti]
59. Kerzhakov91 [53 punti]
63. Ɲ●† [52 punti]
64. cup [51 punti]
65. solaris [50 punti]
65. Vidrar Vel Til Loftarasa [50 punti]
67. beatoangelico [49 punti]
67. closer2008 [49 punti]
69. lelebi [47 punti]
69. maladiez [47 punti]
71. sorry for laughing [46 punti]
72. Tom [44 punti]
73. Damy [43 punti]
73. Rover [43 punti]
73. user [43 punti]
76. LurkerFakeTroll [42 punti]
76. walt-67 [42 punti]
76. wild horse [42 punti]
79. Stan Bowles [41 punti]
80. bungle [39 punti]
81. khonnor [38 punti]
81. Papa Francesco [38 punti]
81. sarah [38 punti]
84. gigiriva [37 punti]
84. Gonzo [37 punti]
86. Harvey [36 punti]
87. Dukebox [35 punti]
87. kingsleadhat [35 punti]
87. signora di una certa età [35 punti]
90. i'm a lurker [33 punti]
90. Syddharta [33 punti]
92. Panfilo Maria Lippi [30 punti]
92. wago [30 punti]
94. vuvu [29 punti]
95. frankie teardrop [28 punti]
96. debaptistismrc [27 punti]
96. ravintola [27 punti]
98. mongodrone [26 punti]
98. terminator [26 punti]
100. Plozzer [24 punti]
101. Giubbo [23 punti]
101. Raphaël de Valentin [23 punti]
101. River Potomac [23 punti]
104. Bandit [20 punti]
105. Alfredo Garpez Amato Lenin [19 punti]
106. Connacht [18 punti]
107. BackPack [14 punti]
108. InTheBasement [13 punti]
109. Liutprando [11 punti]
109. reese [11 punti]
111. HgM [10 punti]
 

  • 10

#97 floods

floods

    l'utente main$tream

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Inviato 31 dicembre 2018 - 11:04

Incredibbbole, sto sempre a metà!


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RYM enafffffffiiiiooooooooolllll

#98 eaglerod

eaglerod

    ALTRO CHE PIVELLO........

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Inviato 31 dicembre 2018 - 11:17

 

Per me il grande problema delle recensioni è che nella maggior parte dei casi sono scritte da persone che non conoscono la musica. Il problema non è di OndaRock, non è tipico dei nostri tempi (ma quando tirava la critica jazz le cose stavano in maniera un tantino diversa), non è esclusivamente italiano. Semplicemente, gli articoli che a me possono interessare sono tendenzialmente quelli con un taglio storico-divulgativo. Motivo per il quale spesso leggo riviste per anziani come Classic Rock, dove ancora scrivono dinosauri della critica musicale italiana che sovente tirano fuori il pezzaccio sulla scena prog di Anversa o su quella folk di Aversa. Nella recensione ciò che vorrei leggere è una analisi musicale, perché il contesto storico e la narrazione sono meno rilevanti. So di essere noioso e di averlo scritto più volte, ma non riesco a fidarmi al 100% di recensori che a) non conoscono la teoria musicale; b) non hanno competenze di tipo tecnico, tecnologico, organologico. Senza competenze di questo genere (alle quali si dovrebbero aggiungere ulteriori competenze, magari di sociologia dei processi culturali), il giornalismo musicale è totalmente destituito della propria finalità critica.

Tendenzialmente, i linguaggi del del cinema sono ben noti ai critici cinematografici; in linea teorica, un critico cinematografico sarebbe in grado di scrivere una sceneggiatura, saprebbe di cosa si sta parlando da un punto di vista tecnico. Idem per il teatro, o per le arti visive, o per la musica classica, o per la letteratura. Qui (non su OndaRock, parlo in generale) la regola pare non dover valere: ci si permette continuamente di valutare il libro senza conoscere la lingua in cui è scritto, considerando solo la qualità della carta, dell'impaginazione, della copertina, della font utilizzata. L'erudizione non può bastarmi, per come sono fatto io. E ciò non significa che le recensioni debbano essere ricche di tecnicismi: è giornalismo, deve arrivare anche a chi non padroneggia certi linguaggi, ma io il giornalista musicale che conosce la musica lo riconosco immediatamente, e da quel riconoscimento discende l'attrattività esercitata dalla sua recensione su di me. Sogno una critica musicale senza più espressioni come "ottima scrittura", "ottima composizione" da parte di persone che non hanno nemmeno idea di dove stiano le note su uno spartito. Sogno un mondo senza più parole come "crescendo" (quasi sempre in luogo di accelerando) o "cadenza" (quasi sempre in luogo di andamento ritmico) o "sincope" (quasi sempre in luogo di contrattempo) utilizzate totalmente a cazzo di cane, oltre a un mondo in cui qualsiasi ensemble percussivo poliritmico non costringa all'utilizzo dell'aggettivo "tribale" (ma che diamine vuol dire "tribale"? Di che tribù parli? Leggiti un manuale di etnomusicologia, testa di cazzo!).

 

Io capisco quel che dici — perché il mio ideale di giornalismo musicale passa anch'esso per una messa a nudo delle strutture — ma penso che la tua campagna sia destinata, qui e in qualunque altro luogo, a restare una battaglia contro i mulini a vento. Almeno per un decennio ancora, più in là non oso spingermi.

 

Non sono un musicista vero (ho semplicemente preso qualche lezione di musica e coltivato una certa passione per gli aspetti teorici della disciplina) ma negli anni mi son costruito l'idea che a farmi piacere un pezzo sulla musica sia la sua capacità di farmi capire "perché funziona". "Perché funziona" significa diue cose: 1) identificare quali effetti crea su chi la ascolta (sia esso un singolo o una comunità) e dunque saper inquadrare in maniera dettagliata il ventaglio emotivo e l'immaginario evocati dalla musica; 2) individuare all'interno del brano o dello stile musicale quali sono gli elementi che concorrono a determinare il risultato e come questo determinarsi avvenga. Quest'ultimo passaggio richiede inevitabilmente conoscenze del tipo che tu indichi e porta inevitabilmente alla conclusione che "no, non ci siamo": salvo rarissimi casi, chi scrive di musica non ha le competenze per portare avanti un programma di questo tipo, almeno in maniera sistematica.

 

Credo però che un conto siano gli idealismi nostri, e un altro le esigenze e le possibilità del pubblico. Non è che soltanto i giornalisti non sanno un cazzo di come è fatta la musica: lo stesso vale per un'ampia fetta del pubblico. A chi cerca e legge critica musicale continuano a interessare essenzialmente le seguenti facacende: a) non so se ascoltare questa musica: potrà piacermi? b) ho sentito questa roba qua: che senso devo darle? c) mi è piaciuta questa musica: che altro posso sentire? d) ho paura di aver perso il punto: che cose devo ascoltare per sentirmi di nuovo sul pezzo?. A qualcuno poi — ma sospetto si tratti di una minoranza — interessano le menate di influenza, seminalità, l'ha fatto prima uno o l'ha fatto prima due, pochissimi ascoltarono il primo album dei Velvet Underground ma tutti quanti blablabla.

Per rispondere a queste domande, conoscere la struttura della musica non serve. Forse ostacola pure, perché inevitabilmente spinge a volersene fare qualcosa, di questa conoscenza, concentrandosi dunque su aspetti che non incontrano le esigenze immediate del lettore. Quel che serve è invece uno scrittore che sia come il lettore ma un po' meglio: che abbia sentito più dischi, conosca meglio la storia, abbia la capacità di raccontare ed entusiasmare terzi senza per forza doverne essere amico o confidente diretto.

 

Io mi dico: sticazzi, di gente che fa come fan tutti c'è già pieno il web, e pure di gente bravina a farlo — che me frega di essere l'uno in più? Provo a seguire l'altra strada, cercando come tu dici la sintesi tra un approccio tecnico (che nel mio caso è assai indebolito dal mio essere niente più che un amatore) e il giusto proposito divulgativo o, meglio ancora, giornalistico. E' molto sbatti, richiede studio, passi falsi, spesso consulenze e dunque tempi lenti... ed ecco una ragione (insieme alla sensazione del "ma che scrivo a fare pezzi che manco io leggerei" riferita al format-recensione) per cui ormai scrivo pochissimo.

Tanto quel che mi piacerebbe saper dire prima o poi lo racconterà — meglio — Earworm.

 

Ma come si fa a fare una classifica dopo aver ascoltato -magari solo una volta -una manciata di quei CD che erano stati segnalati nei vari tabloids di musica e che poi sono ricomparsi regolarmente anche nelle classifiche dei redattori OR e dei followers,peraltro sovrapponibili?!?Io ,prima di stilare la mia list ,ho ascoltato più volte la maggior parte di musicisti  dientrambe le classifiche risultati poi top 50


  • 0

#99 Tom

Tom

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Inviato 31 dicembre 2018 - 11:19

 
1. ilramingo [108 punti] (come premio gli verrà intitolata la classifica del 2019, se me lo ricordo e se ci saremo ancora)

 

 

Grandissimo. 17 post in 12 anni, meta' dei quali nel 2006, poi solo classifiche di fine anno.

Uno stilita da forum.

 

Ma il tipo dei mega-listoni di fine anni contenenti solo cantanti donne? C'ha abbandonati anche lui? :(


  • 1

#100 Cyclo

Cyclo

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Inviato 31 dicembre 2018 - 11:28

 

 
1. ilramingo [108 punti] (come premio gli verrà intitolata la classifica del 2019, se me lo ricordo e se ci saremo ancora)

 

 

Grandissimo. 17 post in 12 anni, meta' dei quali nel 2006, poi solo classifiche di fine anno.

Uno stilita da forum.

 

Ma il tipo dei mega-listoni di fine anni contenenti solo cantanti donne? C'ha abbandonati anche lui? :(

 

 

No, Liutprando è vivo e lotta con noi asd

 

Ha messo nella sua classifica addirittura un album scelto anche da un altro votante (delusione  :rolleyes:).


  • 0

ma che te ne frega dei meno o dei più sei grande ormai, è ora di pensare a una moto di grossa cilindrata.

 




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