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Bohemian Rhapsody (Singer, 2018)


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222 replies to this topic

#201 Cliff

Cliff

    utente col favore delle tenebre

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Inviato 25 febbraio 2019 - 11:42

4 statuette per "Bohemian Rhapsody"


andiamo a parlarne nel topic apposito (Bohemian Rhapsody o Queen, vanno tenuti attivi entrambi)

  • 0
Ha detto bene il presidente del coni, che il mondo dei dilettanti...chapeau. On duà parler français monsieur, mettenan nous parlon français, tout suit, ma la question n’est parer, n’est pas, comme ça [Carlo Tavecchio]


Caro Sig.'Cliff' di Roma le confesso che non capito..


non vorrei sembrare pedante


#202 Japanese Commander

Japanese Commander

    l'uomo che sussurava ai citofoni

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Inviato 25 febbraio 2019 - 13:48

Successo strameritato.

Ha vinto la Musica, ha vinto il Rock, quello vero

Freddie Mercury vive!
  • 0
Qualcosa più di un freddo vuoto

#203 Kerzhakov91

Kerzhakov91

    X Offender

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Inviato 25 febbraio 2019 - 14:27

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#204 Trespassive-aggressive

Trespassive-aggressive

    Strawberry Switchblade

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Inviato 25 febbraio 2019 - 14:37

asd
Dai Kerzhy, si può dire tutto contro il film, ma Rami Malek non ha rubato nulla (e non penso sia stato premiato solo perché lo hanno truccato bene).

Avesse vinto "Miglior Film", sarebbero stati da internare e sarei stato d'accordo con le rivolte popolari.

Ma "Migliore Attore" ci può stare (nonostante l'ottima concorrenza).


  • 0

#205 dick laurent

dick laurent

    ...

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Inviato 25 febbraio 2019 - 14:53

asd
Dai Kerzhy, si può dire tutto contro il film, ma Rami Malek non ha rubato nulla (e non penso sia stato premiato solo perché lo hanno truccato bene).

Avesse vinto "Miglior Film", sarebbero stati da internare e sarei stato d'accordo con le rivolte popolari.

Ma "Migliore Attore" ci può stare (nonostante l'ottima concorrenza).

 

Per me per nulla, sarà la somiglianza ma per me ha lo stesso carisma di Theon Greyjoy.

Se come dice Solaris il successo del film me lo spiego perfettamente anche se il film è nammerda, il fatto che anche chi pensa che il film fosse tale elogi Malek lo capisco davvero poco. Denti o non denti, Malek fa sembrare Mercury un essere gracilino che secondo me non c'entra assolutamente niente con il Mercury originale.


  • 2

dai manichei che ti urlano o con noi o traditore libera nos domine


#206 The Careless Whisper

The Careless Whisper

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Inviato 25 febbraio 2019 - 23:53

Come Oscar paralimpico ci sta: l'attore con gli occhi a palla che per distrarre dagli occhi a palla interpreta uno coi denti fuori.

Poi ha fatto contenti anche i bambini (che si sono divertiti) e i due vecchi (che non incassavano così tanto dal 1992).

 

Comunque non conosco la concorrenza, magari funziona come certe preselettive, dove conta il rapporto partecipanti/vincitori e non il raggiungimento della sufficienza. Del tipo, per 100 posti ci sono 100.000 partecipanti, e lì vincono le eccellenze. Ma se per 1 posto ci sono 3 partecipanti tutti mediocri, vincerà il meno mediocre, e non il più bravo.


  • 0

#207 blackwater

blackwater

    Scaruffiano

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Inviato 26 febbraio 2019 - 00:25

Silent sembri Spalletti.

 

Il recriminatore.

 

Malek ha interpretato la versione rivista e corretta di Freddie Mercury, quella che doveva commuovere il grande pubblico, con tanto di occhioni dolci e dentoni esasperati.

 

Un Freddie pulcino da coccolare, da abbracciare, da conservare, all'interno di un progetto, partito come biopic e trasformato in favola accaparra lacrime e dollaroni.

 

La storia della somiglianza non c'entra nulla, non è quello il problema.


  • 0

... sei solo chiacchiere e Baraghini 

 


#208 Central Perk

Central Perk

    Il fu Chanandler Bong

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Inviato 26 febbraio 2019 - 11:05

La cosa che più mi spaventa è che quei due ingordoni di May e Taylor sono capaci di pensare a un Bohemian Rapsody 2, magari con Freddie che negli ultimi anni di vita riscopre la figa.


  • 4

#209 Robert Plant

Robert Plant

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Inviato 26 febbraio 2019 - 14:14

La cosa che più mi spaventa è che quei due ingordoni di May e Taylor sono capaci di pensare a un Bohemian Rapsody 2, magari con Freddie che negli ultimi anni di vita riscopre la figa.

 
2019-queen-adam-lambert-docu-banner-cqi-
 
Una nuovissima produzione ufficiale dei Queen in esclusiva sulla rete statunitense ABC il 29 aprile 2019
 
 
 
■ L'annuncio stampa


Il prossimo lunedì 29 aprile la rete televisiva statunitense ABC trasmetterà il nuovo documentario The Show Must Go On: The Queen+ Adam Lambert Story. Durata: 2 ore.




Sulla scia della performance dei Queen+ Adam Lambert in apertura agli Oscars di 24 febbraio, la Lincoln Square Productions ha acquisito i diritti televisivi per il  nuovissimo documentario della Miracle Productions sulla band. Prodotto da Jim Beach e dall'autore e regista Simon Lupton (che ha già lavorato per i Queen negli ultimi anni, arriva in supporto alla promozione del Rhapsody Tour nel Nord America, che vedrà impegnati Adam LambertBrian MayRoger Taylor e gli altri componenti della band fra luglio e agosto 2019; neanche a dirlo, è già sold-out.




Con filmati rari di concerti, con interviste e approfondimenti esclusivi sui membri della band, The Show Must Go On racconta l'incredibile percorso dei Queen e Lambert, iniziato nel 2009 quando hanno condiviso il palco di American Idol. Fra i contributi filmati ci sono quelli dei genitori di Lambert, di Brian May e Roger Taylor, di Simon Cowell (giudice di American Idol), di Taylor Hawkins dei Foo Fighters e del premio Oscar per il miglior attore, Rami Malek, la star del film Bohemian Rhapsody.



 
I Queen si tengono ancora oggi al passo nell'avanguardia degli spettacoli live in tutto il mondo. Il loro primo grande successo nel nuovo continente arrivò nel 1980, quando scalarono la vetta della classifica Billboard Hot 100. Si sono poi consolidati come mattatori delle arene e degli stadi di tutto il pianeta, con il picco di successo al Live Aid nel 1985, quando si esibirono per un pubblico globale di 3 miliardi di persone in tutto il mondo. 
In seguito alla scomparsa di Freddie Mercury nel 1991 a causa dell'AIDS, i suoi compagni di vita e di carriera organizzarono il mega evento in sua memoria al Wembley Stadium. Doveva essere il commiato dei Queen con il mondo, almeno per quanto riguardava i concerti, ma non andò così.



 
The Show Must Go segue infatti i successivi 17 anni della loro carriera, parallelamente a quella di Adam Lambert. Il giovane di Indianapolis iniziò il proprio percorso nel mondo dello spettacolo all'età di 10 anni, scoprendo l'amore per la  musica dopo diverse esperienze nel teatro. Intanto i membri superstiti dei Queen vedevano le proprie canzoni rimanere costantemente in uso nelle radio e nei film, diventando sempre più parte delle vite di milioni di persone per le quali sono diventate la colonna sonora di una vita. Lambert e Queen si incrociano in modo inaspettato e spettacolare quando il ragazzo si esibisce per la prima volta con la band cantando We Are The Champions da finalista della ottava stagione del talent American Idol. La reazione del pubblico fu notevole, innescando l'idea che forse si sarebbe potuto provare a fare ben di più che una apparizione televisiva. E così, nel 2012 sono nati i  Queen+ Adam Lambert.
​Ad oggi la band si è esibita in quasi 200 spettacoli, che hanno fatto registrare sold-out nelle arene e negli stadi di tutto il mondo.
 
 
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​The Show Must Go: The Queen+ Adam Lambert Story è prodotto da Simon Lupton e Jim Beach per la Miracle Productions, mentre Matt Lombardi è produttore esecutivo per la Lincoln Square Productions.

asd


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#210 Robert Plant

Robert Plant

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Inviato 02 marzo 2019 - 14:41

I see a little silhouetto of a man...

 

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#211 woody

woody

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Inviato 03 marzo 2019 - 17:28

Non so perchè, non mi piacciono i biopic su personaggi musicali e infatti non li guardo praticamente mai, ma questo visto tutto il chiacchiericcio me lo sono visto, pure in lingua originale ovviamente.
E niente, non sarà un film di merda ai livelli di Vacanze a Bitonto perchè perlomeno mi sembra girato bene ma è proprio un film di una banalità disarmante.
La tanto elogiata ricostruzione del Live Aid mi sembrava posticcia come gran parte della musica live in un film. Poi la gente esaltata dal fatto che poteva vedersi i Queen al Live Aid quando in realtà se vanno su youtube si vedono i veri Queen e non quattro tizi che fann ofinta di suonare  :facepalm: (poi vabbè qualche canzone dei primi Queen mi piace pure ma di quelle del Live Aid, gusto personale sia chiaro, non me ne garba una, quindi 20 minuti noiosissimi).

Scena da antologia, Freddy che annuncia di avere l'AIDS ma pretende che gli altri non facciano scenate melodrammatiche, come se gli avesse detto che si doveva operare al menisco.
E i membri della band ovviamente non fanno una piega, anzi il batterista, con gli occhi sognanti come se avesse visto Mercury per la prima volta, se ne esce con la frase "Freddy sei una leggenda!".
Parte scambio di battute ironiche e quel piccolo incidente di percorso come il cantante che sta per morire ce lo siamo levato dai coglioni.


  • 1

#212 The Careless Whisper

The Careless Whisper

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Inviato 03 marzo 2019 - 17:43

Su un altro forum in cui scrivo c'è chi dice che i Queen sono stati "i Renati Zeri londinesi" e che musicalmente non valgono niente, nel loro genere ci sono Boston, Roxy Music e altri che han fatto molto meglio.

Mi sono perso un Queen II di Renato Zero?


  • 0

#213 Robert Plant

Robert Plant

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Inviato 03 marzo 2019 - 18:00

Non scriverci più. Mai dare perle ai porci.


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#214 Giuseppe Bergman

Giuseppe Bergman

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Inviato 04 marzo 2019 - 18:08

Non scriverci più. Mai dare perle ai porci.

 

O mai grufolare con le perle al collo, come nel caso dei Queen.


  • 0

" Chi lo sa veramente? Chi può qui dichiarare

da dove è stata prodotta, da dove viene la creazione?

Dalla creazione di questo universo gli Dei vennero successivamente:
chi allora sa da dove ciò è sorto? "


#215 Robert Plant

Robert Plant

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Inviato 05 marzo 2019 - 10:03

 

Non scriverci più. Mai dare perle ai porci.

 

O mai grufolare con le perle al collo, come nel caso dei Queen.

 

Conosci il terreno sul quale grufolavano i Queen?


  • 0

#216 Giuseppe Bergman

Giuseppe Bergman

    Masturbatore

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Inviato 05 marzo 2019 - 11:35

Che puzza


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" Chi lo sa veramente? Chi può qui dichiarare

da dove è stata prodotta, da dove viene la creazione?

Dalla creazione di questo universo gli Dei vennero successivamente:
chi allora sa da dove ciò è sorto? "


#217 Robert Plant

Robert Plant

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Inviato 05 marzo 2019 - 11:52

La musica puzza?


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#218 Giovanni Drogo

Giovanni Drogo

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Inviato 31 agosto 2019 - 08:20

Visto ieri, mi è piaciuto moltissimo contro ogni pronostico, film riuscitissimo e con una tensione sempre costante ed un montaggio da paura. 

 

Invece si sono ridotti a fare una sorta di documentario a tappe, lievemente ironico, puntando esclusivamente sull'effetto scenico (costumi, musica live sparata a mille, stadi, ecc..).

 

Il tema dell'AIDS, ad esempio, è stato trattato per tre minuti netti: un colpo di tosse in cui gli è uscito un po' di sangue, lui che va dal dottore e poi la confessione agli altri con finale a tarallucci, vino e abbracci. Senza nessun tipo di approfondimento, pathos, o altro.

Idem il tema dell'omosessualità: due bacini, un paio di sguardi languidi e una marea di stereotipi (uomini baffuti vestiti di pelle). Fine.

Anche la composizione delle canzoni: a parte la scena di "Bohemian Rhapsody", tutti gli altri brani famosi sembrano nati per caso in trenta secondi, senza un minimo di background.

 

Una critica del genere la si può rivolgere a qualsiasi film, per via del formato, un conto è leggere un libro, o guardare una serie tv in cui il rapporto tra dettagli vita reale e dettagli fiction è più bilanciato, ma un film dura 2 ore, è quasi necessario abbandonarsi ad una forma di impressionismo. Ed infatti io amo il cinema per questo, perché mi riporta all'esperienza del sogno, non di certo di un trattato di psicologia.

 

 

Qui le tematiche psicologiche e i livelli di narrazione erano potenzialmente moltissimi, ed il regista ha voluto toccarli in qualche modo tutti, riuscendo benissimo a districarsi a livello narrativo. Ne risulta un film che ha un ritmo impressionante, un livello di dettaglio scenico che in altri film dello stesso tipo non avevo mai visto e vari spunti di riflessione. 

 

Tra le varie critiche, non capisco come si faccia a trovarlo un film omofobo, a me sembra il contrario, la crisi fondamentale di Mercury non è provocata dal fatto di non accettare la propria omosessualità - e non si vede nel film alcuna stigmatizzazione della stessa (nemmeno dal punto di vista estetico) - ma dalla paura di perdere Mary Austin e dal non accettare il fatto che lei potesse avere il desiderio di farsi una famiglia con un'altra persona. Io l'ho letta così, all'apice del successo ti guardi attorno, vedi che i membri del tuo gruppo hanno le loro famiglie, che la persona con cui avevi coltivato l'idea di stare insieme tutta una vita ha una famiglia, e la tua famiglia qual è? I Queen? 

 

Per me quasi un capolavoro. Coraggiosa la scelta di finire con tutta l'esibizione del Live Aid, anche se forse anch'io mi aspettavo qualcosa in più sulla malattia, che però non viene approfondita perché ci sarebbero volute probabilmente altre due ore. 


  • 1

Statisticamente parlando, non lo so.


#219 Trespassive-aggressive

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    Strawberry Switchblade

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Inviato 31 agosto 2019 - 13:59

Invece si sono ridotti a fare una sorta di documentario a tappe, lievemente ironico, puntando esclusivamente sull'effetto scenico (costumi, musica live sparata a mille, stadi, ecc..).

Il tema dell'AIDS, ad esempio, è stato trattato per tre minuti netti: un colpo di tosse in cui gli è uscito un po' di sangue, lui che va dal dottore e poi la confessione agli altri con finale a tarallucci, vino e abbracci. Senza nessun tipo di approfondimento, pathos, o altro.
Idem il tema dell'omosessualità: due bacini, un paio di sguardi languidi e una marea di stereotipi (uomini baffuti vestiti di pelle). Fine.
Anche la composizione delle canzoni: a parte la scena di "Bohemian Rhapsody", tutti gli altri brani famosi sembrano nati per caso in trenta secondi, senza un minimo di background.


Una critica del genere la si può rivolgere a qualsiasi film, per via del formato, un conto è leggere un libro, o guardare una serie tv in cui il rapporto tra dettagli vita reale e dettagli fiction è più bilanciato, ma un film dura 2 ore, è quasi necessario abbandonarsi ad una forma di impressionismo. Ed infatti io amo il cinema per questo, perché mi riporta all'esperienza del sogno, non di certo di un trattato di psicologia.


Capisco il tuo discorso. Diciamo che avrei preferito si fossero concentrati su una fetta più piccola di carriera, anche solo un biennio o triennio (gli inizi prima della fama, o il periodo d'oro di fine 70, ecc..) anche a costo di non spiegare tutta la storia. Però ci sta.


Tra le varie critiche, non capisco come si faccia a trovarlo un film omofobo, a me sembra il contrario, la crisi fondamentale di Mercury non è provocata dal fatto di non accettare la propria omosessualità - e non si vede nel film alcuna stigmatizzazione della stessa (nemmeno dal punto di vista estetico) - ma dalla paura di perdere Mary Austin e dal non accettare il fatto che lei potesse avere il desiderio di farsi una famiglia con un'altra persona.


Su questo sono totalmente d'accordo con te. Tacciarlo di omofobia denota una certa superficialità. Anche perché poi alla fine c'è il suo incontro con Jim Hutton che dimostra l'esatto contrario di chi ha visto omofobia nel film
  • 0

#220 Giovanni Drogo

Giovanni Drogo

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Inviato 31 agosto 2019 - 14:56

Capisco il tuo discorso. Diciamo che avrei preferito si fossero concentrati su una fetta più piccola di carriera, anche solo un biennio o triennio (gli inizi prima della fama, o il periodo d'oro di fine 70, ecc..) anche a costo di non spiegare tutta la storia. Però ci sta.

 

Eh, però sarebbe stato un film della serie "vabbè conosci chi sono i Queen, la storia, come si sono formati, i personaggi degli anni '70, ora passiamo a questo aspetto della storia, boom", invece han fatto bene a fare un film che non fosse né documentaristico né ad uso e consumo dei fan, infatti ho visto molti appassionati del gruppo essere contenti esclusivamente per l'esposizione mediatica sul gruppo (e quindi gente che se li andrà ad ascoltare) e detestare il film. Il che è un segnale positivo.  asd

 

Il commento di Brian May sull'accuratezza della storia filmica rispetto a quella reale:

 

Alcuni commenti al mio post precedente sull'accuratezza del film ‘Bohemian Rhapsody’ mi fanno capire che molte persone non capiscono il significato di ‘accurato’ nel contesto di un film biografico, piuttosto che di un documentario. Fermatevi e pensateci. Si stanno cercando di condensare 20 anni in due ore sullo schermo. E tu hai una storia che vuoi raccontare sul viaggio emotivo e spirituale di un uomo nel contesto della sua famiglia e dei suoi amici e dell’intero lavoro di tutta la sua vita. Vuoi raccontare la storia onestamente, decentemente, senza evitare i problemi importanti, ma senza inserire gratuitamente dettagli pruriginosi. Vuoi che abbia un senso per le persone di tutte le razze, colore, tendenze sessuali ed età. Pensa alla grande quantità di situazioni e alle milioni di parole pronunciate in 20 anni. Non c'è modo di raccontare la storia senza comprimere le scale temporali, spostare gli eventi, condensare più conversazioni avute negli anni in scene singole, amalgamare i personaggi, e lasciare fuori il 99,9 per cento di ciò che è accaduto!!! Pensi che, confrontando la narrativa del film con gli scarti che hai raccolto da storie di stampa, biografie non autorizzate, ecc. vedi degli ‘errori’? Posso assicurare che non c'è una singola parola, azione, emozione in ‘Bohemian Rhapsody’ che è lì per caso, o per qualsiasi altra ragione che fornire una visione, un indizio per il quadro generale, il pezzo di un ritratto coerente di un uomo, della sua vita e dei suoi sogni. Il fatto che questo film sia diventato di gran lunga il biopic di maggior successo nella storia mi dice che noi - o meglio, l'intero team di BR - nel suo complesso - abbiamo fatto bene”


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Statisticamente parlando, non lo so.





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