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Ondalibri: Commenti Alle Classifiche 2018


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32 replies to this topic

#21 Bandit

Bandit

    Lorenzo Righetto

  • Redattore OndaRock
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Inviato 11 dicembre 2018 - 09:16

Tra le delusioni (libri che ho iniziato ma lasciato lì) devo mettere invece:

 

- Terminus radioso (Volodine): mi è sembrato un po' tutto privo di spessore, dalla storia all'ambientazione fino allo stile

- The Bottoms (Lansdale): 'impressione che ho avuto dall'excerpt dell'e-book era di un libro "ok", l'avrei anche finito probabilmente ma boh


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#22 Trickster017

Trickster017

    Rocker statale

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Inviato 11 dicembre 2018 - 10:27

 

 

Favole. Mi e' presa la passione, ma sara' per un paio di battute di mia moglie, sara' per la libraia carina che su due volte che ho comprato due volumi mi ha chiesto se doveva incartarli ed e' rimasta stupita che non fossero un regalo (sottinteso per un bambino)

 

Io me lo sarei fatto incartare, e subito dopo l'avrei spacchettato proprio davanti a lei, ostentando stupore e gratitudine.

 

 

Questo lo metto nella mia classifica dei post più belli del 2018.


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Keine Gegenstaende aus dem Fenster werfen


#23 ravel

ravel

    mon cœur est rouge

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Inviato 11 dicembre 2018 - 14:10

Bella lista, selva.


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"Ciò che l'uomo può essere per l'uomo non si esaurisce in forme comprensibili".
(k. jaspers)

 

Moriremotuttista


#24 Greed

Greed

    passive attack

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Inviato 12 dicembre 2018 - 18:30

Bene, ditemi un po' cosa scrive questo Volodine.


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#25 Nijinsky

Nijinsky

    Señorito En Escasez

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Inviato 12 dicembre 2018 - 18:52

Che vada a lavorare!
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Siamo vittime di una trovata retorica.


#26 Duck

Duck

    Categnaccio

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Inviato 18 dicembre 2018 - 19:45

1. Edgar Hilsenrath - Notte
2. Curzio Malaparte - Kaputt
3. Hans Fallada - Ognuno muore solo
4. Richard Yates - Undici solitudini
5. Friedrich Durrenmatt - La promessa
6. Irvine Welsh - Tolleranza zero
7. Winfried G. Sebald - Austerlitz
8. Isaac Bashevis Singer - Ombre sull'Hudson
9. Groucho Marx - Groucho e io
10. John Williams - Stoner

 
Nazismo e dintorni:

Alla fine, la mia top 3 sono romanzi ambientati tra il '39 e il '45. Io evidentemente c'ho un po' la fissa, ma non avevo fatto caso fino ad ora della coincidenza. Sono però tre romanzi completamente diversi: Notte è la lotta della sopravvivenza, la ferocia delle vittime e della fame in un ghetto rumeno. Kaputt è l'altro lato della barricata: il massacro si vede attraverso i discorsi e i racconti di ufficiali e governatori, un libro che riesce a provocare fastidio. Ognuno muore solo è il tentativo di agire e forse il romanzo più triste dei tre: combattere il nazismo mandando cartoline completamente inutili, contro la paura e l'assurdità del regime.

Potrebbe rientrare nella stessa categoria anche Ombre sull'Hudson, ma questa storia di ebrei sfuggiti all'olocausto è più il funerale di un modo di vivere, di pensare, di concepire i rapporti familiari.

 

Le famiglie:

Quello di Yates è un libro cattivissimo. Undici solitudini, a partire dal titolo, parla di come l'uomo non riesca, nè con le fidanzate e le mogli, nè con la famiglia, nè col lavoro, a sfuggire alla propria tragica solitudine. 11 racconti, 11 situazioni diverse, la stessa fine pessima.

Se però quella di Yates è una famiglia distrutta, figuratevi quella di Tolleranza zero. La storia di un uomo in coma, evirato dalla ragazza di cui ha abusato, che però riparte dalle follie di padri, zii, madri, sorelle e fratelli nella desolata periferia scozzese. Non si salva nemmeno quella di Stoner, pure se il romanzo va ben oltre moglie e figlia e traccia una vita inaspettatamente a tutto tondo.

Austerlitz, protagonista dell'omonimo romanzo, la propria famiglia e la propria storia se la va a cercare tra gli archivi e i racconti, riferendo al narratore della sua infinita ricerca.

 

Sono tutti libri abbastanza angoscianti a dir la verità (a parte Stoner, dai) e anche La promessa non fa eccezione. Se uno magari voleva prendersi una pausa con un bel romanzo giallo da tutti i propri drammi personali, non c'è più manco quello: Durrenmatt c'è passato sopra con un carrarmato con una storia a presa rapida ma dalla conclusione veramente assurda e contraria a ogni logica da Sherlock Holmes (che poi a me, tra parentesi, non è mai piaciuto).

In mezzo a tutti questi dispiaceri, mi sembrava obbligatorio mettere qualcosa di divertente e l'autobiografia di Groucho Marx va benissimo. Un libro disordinato, in cui le battute fulminanti non rispiarmiamo nessuno: nè lo spettacolo di varietà da due soldi nè Hollywood, nè i fratelli (e che fratelli!) nè le amanti, nè la miseria nè la ricchezza di una vita veramente pazzesca.


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«Mister, possiamo lavorare sulle diagonali?», la richiesta di qualche giocatore. No, la risposta del tecnico. 

 

 


#27 botty

botty

    mi chiamo nenzi

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Inviato 22 dicembre 2018 - 23:43

come mai così tanti landolfi nelle classifiche?


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I aim to misbehave


#28 Greed

Greed

    passive attack

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Inviato 23 dicembre 2018 - 07:03

Ormai è diventato un autore del canone del forum, mentre non mi pare sia letto molto in generale.
In alcuni libri ha una prosa eccezionale, tra cui Racconto d'autunno, che ho messo in classy. Quest'anno ho letto anche La pietra lunare, il primo romanzo: tante idee e tanto Landolfi, ma ancora stava schiarendo la voce.
  • 0

#29 selva

selva

    mainstream Star

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Inviato 23 dicembre 2018 - 16:29

come mai così tanti landolfi nelle classifiche?

è colpa di greed


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#30 mr_tankian

mr_tankian

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Inviato 23 dicembre 2018 - 21:38

I migliori libri letti o riletti quest'anno:

 

1. Israel Joshua Singer - I fratelli Ashkenazi (1936)

2. Ignazio Silone - Fontamara (1933) [riletto]

3. Irène Némirovsky - David Golder (1929)

4. Haruki Murakami - Norwegian Woods (1987)

5. Israel Bashevis Singer - Keyla la rossa (1977) [all'epoca fu pubblicato solo in yiddish]

6. Irène Némirovsky - Suite francese (2004) [pubblicazione postuma, romanzo incompiuto]

7. Lewis Carroll - Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie / Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò (1865, 1871)

8. Ignazio Silone - Vino e pane (1955) [versione riveduta di Pane e vino]

9. Thomas Mann - La montagna incantata (1924)

10. Michael Ende - La storia infinita (1979)

 

Provo a commentare brevemente la mia classifica.

 

1. Romanzo imponente di oltre 700 pagine che racconta la storia di 2 fratelli gemelli nati da una famiglia ebraica della Polonia. A metà strada tra il romanzo familiare e quello storico-popolare, I fratelli Ashkenazi a mio avviso è uno dei libri più avvincenti di sempre, scritto con una precisione, una ricchezza di particolari e un rigore che ha davvero pochi eguali nella storia della letteratura. 

Non ho ancora letto La famiglia Karnowski, ma conto di farlo nel 2019. Spero che sarà bello anche solo la metà de I fratelli Ashkenazi:wub:

 

2. Per quanto Ignazio Silone sia stato un autore tutt'altro che avaro di capolavori, Fontamara a mio avviso resta un libro che ancora oggi colpisce per la durezza con cui sono descritte le condizioni di vita degli abitanti di Fontamara (immaginario paesino dell'Abruzzo), nonché la ferocia dei servi del fascismo nei confronti della povera gente. 

 

3. Esordio di una maturità impressionante, specie se si considera che all'epoca l'autrice aveva solo 26 anni. David Golder è un romanzo asciutto e spietato nel descrivere l'avidità, i difficili rapporti con la moglie e la figlia scapestrata, nonché la paura della morte del 68enne David Golder.

 

4. Il primo libro di Murakami che ho letto mi ha davvero conquistato. Il romanzo è sicuramente forte nei contenuti, data la presenza della tematica del suicidio, però a mio avviso è riduttivo ritenerlo solo un libro tragico e angosciante, in quanto riesce anche a trasmettere un messaggio positivo.

 

5. E' davvero inspiegabile come un libro così bello, abbia visto la luce nelle principali lingue solo di recente. In italiano è arrivato l'anno scorso grazie all'Adelphi. Il romanzo ha per protagonista una ex-prostituta del ghetto ebraico di Varsavia di nome Keyla, che dovrà affrontare numerose difficoltà per non ritrovarsi nuovamente invischiata nella squallida vita che conduceva in precedenza. Essendo l'autore il fratello minore del sopracitato Israel, direi che buon sangue non mente.

 

6. La storia che si nasconde dietro la pubblicazione postuma di Suite francese ha davvero dell'incredibile. Per farla breve, si tratta di un manoscritto rinvenuto da una delle figlie della povera Irène, deceduta nei campi di sterminio nazisti a soli 39 anni. Il romanzo scritto intorno al 1941 purtroppo è incompiuto, dato che contiene solo 2 delle 5 parti pianificate. In ogni caso, anche solo le prime 2 parti sono davvero oro colato, data l'incredibile capacità dell'autrice di raccontare in presa diretta gli avvenimenti della seconda guerra mondiale in Francia.

 

7. Romanzo sempreverde che catapulta lo scrittore nel bizzarro mondo di questa graziosa bambina inglese. Tra giochi di parole, personaggi bizzarri e situazioni grottesche, il romanzo è un autentico spettacolo.

 

8. Uno dei libri più sottovalutati di Ignazio Silone e chi vede in questo libro una mera variazione sul tema di Fontamara si sbaglia di grosso, essendo qui presente un'ampia riflessione sulla diffusione in Italia del partito socialista. Finale mozzafiato e tra i più agghiaccianti di sempre.

 

9. Uno dei libri più impegnativi che abbia mai letto, però la ricchezza delle descrizioni e il profondo significato dei dialoghi tra Naphta e Settembrini davanti al protagonista Hans Castorp ripaga ampiamente dell'impegno speso.

 

10. Spesso venduto come romanzo fantasy per ragazzi, in realtà è un libro ricco di particolari e di spunti di riflessione sul fatto che nella vita spesso è difficile capire se si sta agendo nel giusto o se si sta ampiamente superando il limite. Bellissima l'edizione con i caratteri in rosso (per le parti ambientate nella realtà) e in verde (per le parti ambientate nel regno di Fantàsia).


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#31 100000

100000

    Enciclopedista

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Inviato 24 dicembre 2018 - 10:10

Ho aggiustato un po' la classi* e aggiunto la citazione per la miglior serie a fumetti dell'anno: orfano di Rat-Man sto recuperando i pochi numeri che mi mancano di Mercurio Loi ed è bellissimo (ne avete già parlato in fumetti?).

 

*mi ero scordato L'Eternauta (in quanto ristampa nel giusto formato) e ho aggiunto Incompiuto, molto interessante anche se l'oggetto libro poteva essere più curato (eufemismo)


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#32 Bustrofedico

Bustrofedico

    Schiavo Dell'Hype

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Inviato 17 gennaio 2019 - 23:23

4. Il primo libro di Murakami che ho letto mi ha davvero conquistato. Il romanzo è sicuramente forte nei contenuti, data la presenza della tematica del suicidio, però a mio avviso è riduttivo ritenerlo solo un libro tragico e angosciante, in quanto riesce anche a trasmettere un messaggio positivo.

 

 

 

Lessi Norwegian Wood una decina d'anni fa e me ne innamorai davvero molto. Poi, non so perché, non ho letto nient'altro di Murakami. Fino all'anno scorso, quando sotto mio malcelato suggerimento mi hanno regalato 1Q84. 

 

Orribile. 

 

Per deformazione ossessiva tendo a finire anche i libri lunghi lunghi che non mi piacciono, così è da mesi sul comodino a farsi leggere, misero boccone dopo misero boccone, mentre diversi altri libri gli sono passati davanti. Vanesio nelle descrizioni fino al midollo, finto e artificioso nei rapporti umani, sensuali e non. Mi ha fatto entrare in crisi, sono io a essere cambiato o Norwegian Wood era semplicemente più autentico? Qualcuno li ha letti entrambi? 


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#33 mr_tankian

mr_tankian

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Inviato 25 gennaio 2019 - 21:39

 

4. Il primo libro di Murakami che ho letto mi ha davvero conquistato. Il romanzo è sicuramente forte nei contenuti, data la presenza della tematica del suicidio, però a mio avviso è riduttivo ritenerlo solo un libro tragico e angosciante, in quanto riesce anche a trasmettere un messaggio positivo.

 

 

 

Lessi Norwegian Wood una decina d'anni fa e me ne innamorai davvero molto. Poi, non so perché, non ho letto nient'altro di Murakami. Fino all'anno scorso, quando sotto mio malcelato suggerimento mi hanno regalato 1Q84. 

 

Orribile. 

 

Per deformazione ossessiva tendo a finire anche i libri lunghi lunghi che non mi piacciono, così è da mesi sul comodino a farsi leggere, misero boccone dopo misero boccone, mentre diversi altri libri gli sono passati davanti. Vanesio nelle descrizioni fino al midollo, finto e artificioso nei rapporti umani, sensuali e non. Mi ha fatto entrare in crisi, sono io a essere cambiato o Norwegian Wood era semplicemente più autentico? Qualcuno li ha letti entrambi? 

 

 

1Q84 non ho ancora avuto il (dis)piacere di leggerlo, però trovo molto interessanti le tue parole. Di Murakami, oltre a Norwegian Wood, ho letto Kafka sulla spiaggia e After Dark. Quello che mi sento di dire è che lo scarto qualitativo tra NW e gli altri 2 libri l'ho avvertito molto. Mentre NW è un libro che si sicuramente si fa apprezzare per la sua solidità, Kafka sulla spiaggia invece l'ho trovato molto pretenzioso nella storia che vorrebbe raccontare su questo 15enne che lascia la sua casa in attesa della profezia del padre che si dovrebbe compiere, per non parlare dell'enorme pedanteria con cui l'autore cita le canzoni ascoltate e i libri letti da dal protagonista. Il libro si dilunga in questa maniera per 500 e passa pagine, per poi scoprire alla fine le tante/troppe falle nella storia. Se nonostante tutto salvo il libro, è solo per la presenza di 2 personaggi veramente geniali e avvincenti come il vecchio Nakata e il camionista Hoshino.

After Dark è una storiella piacevole che però si lascia dimenticare abbastanza in fretta, secondo me.


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