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Julia Holter - Aviary (Domino 2018)


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132 replies to this topic

#81 paloz

paloz

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Inviato 02 novembre 2018 - 19:25

Ah ok, il QUID. Tutto a posto.


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I have spoken softly, gone my ways softly, all my days, as behoves one who has nothing to say, nowhere to go, and so nothing to gain by being seen or heard.

 

(Samuel Beckett, Malone Dies)


#82 Bugskull

Bugskull

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Inviato 02 novembre 2018 - 23:13

Ma infatti "Loud City Songs" è l'altro disco suo che ho ascoltato di più (e che nelle ore buie fa il suo porco effetto). Le produzioni homemade erano proprio scadenti secondo me, e quel salto l'ho percepito anch'io. Ma nessun disco per ora me l'ha rivelata come un'autrice di vero rilievo.
Peraltro non ci tengo particolarmente a tenere separati gli ambiti avant e pop, possono benissimo coesistere e lei non è certo la prima a tentare di farlo. Solo che non le riesce in maniera molto brillante - secondo me.

Bah, scadenti... Per me Tragedy è tipo il miglior disco degli ultimi 10 anni o giù di lì, e Celebration continuo a riconfermarla ad ogni nuovo ascolto come uno dei pezzi più grandi di qualunque cosa la musica sia stata negli ultimi anni, per le mie povere orecchie almeno. (Hai toccato un tasto sensibile, non si fosse capito)
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#83 mr_tankian

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Inviato 03 novembre 2018 - 18:29

Ho provato ad ascoltare qualche pezzo della Holter tanto dell'ultimo album, quanto dei precedenti 2. Per me è decisamente NO. La sua voce mi sembra una nenia di quelle difficili da reggere, con l'aggravante che lei si avvale di arrangiamenti orchestrali e rarefatti (a mio modesto avviso pretenziosi) che fanno da sottofondo a brani melodicamente molto poveri. Non me ne vogliate, ma faccio davvero fatica a capire tutto sto clamore attorno a lei.


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#84 Tony Randine

Tony Randine

    Groupie

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Inviato 03 novembre 2018 - 22:46

Ho provato ad ascoltare qualche pezzo della Holter tanto dell'ultimo album, quanto dei precedenti 2. Per me è decisamente NO. La sua voce mi sembra una nenia di quelle difficili da reggere, con l'aggravante che lei si avvale di arrangiamenti orchestrali e rarefatti (a mio modesto avviso pretenziosi) che fanno da sottofondo a brani melodicamente molto poveri. Non me ne vogliate, ma faccio davvero fatica a capire tutto sto clamore attorno a lei.


Qualcuno diceva che non basta avere un orchestra sinfonica per creare una sinfonia. Quest'ultimo album della Holter credo ne sia l'esempio lampante.
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#85 Claudio

Claudio

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Inviato 04 novembre 2018 - 10:57

Ho provato ad ascoltare qualche pezzo della Holter tanto dell'ultimo album, quanto dei precedenti 2. Per me è decisamente NO. La sua voce mi sembra una nenia di quelle difficili da reggere, con l'aggravante che lei si avvale di arrangiamenti orchestrali e rarefatti (a mio modesto avviso pretenziosi) che fanno da sottofondo a brani melodicamente molto poveri. Non me ne vogliate, ma faccio davvero fatica a capire tutto sto clamore attorno a lei.

 

Sì, in questo caso c'è una certa povertà melodica che compromette un po' le cose, anche se alcuni spunti restano sublimi (voce inclusa). A me era piaciuto nettamente di più il precedente: più conciso, più a fuoco.


  • 5

#86 nevvero?

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Inviato 04 novembre 2018 - 11:15

Per me la vetta holteriana è Loud, senza il minimo dubbio.

Have al secondo posto, anche se l'ho ascoltato di più perché più facile.

Sulla produzione dei primi lavori la penso come paloz.

E poi, alla luce dei dischi di cui sopra, erano solo esperimenti sonori.

 

L'ultimo l'ho sentito ancora alla cazzo.

Ma credo si posizionerà al terzo posto nella mia personale classifica di gradimento, cioè dietro Have e prima degli esperimenti, pur interessanti, di gioventù.


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#87 Vatar

Vatar

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Inviato 10 novembre 2018 - 14:10

Dopo alcuni ascolti direi che è sicuramente un buon disco; un lavoro dove si alternano brani geniali come Whether, Underneath the moon, Les jeux to you a brani lenti di faticoso ascolto come In Gardens' Muteness, Colligere, Why Sad Song, purtroppo la lunghezza del lavoro non aiuta...voce stupenda e ottimi effetti completano l'opera, sicuramente nella mia Top Ten, non so ancora dove...non di certo al numero uno come avevo fatto con il disco precedente.


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#88 Patrono

Patrono

    pivello

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Inviato 11 novembre 2018 - 22:57

Dopo alcuni ascolti direi che è sicuramente un buon disco; un lavoro dove si alternano brani geniali come Whether, Underneath the moon, Les jeux to you a brani lenti di faticoso ascolto come In Gardens' Muteness, Colligere, Why Sad Song, purtroppo la lunghezza del lavoro non aiuta...voce stupenda e ottimi effetti completano l'opera, sicuramente nella mia Top Ten, non so ancora dove...non di certo al numero uno come avevo fatto con il disco precedente.

 

Io dico ancora BOH.

Personalmente penso che da 1 a 8 sia una delle cose più fighe che ho ascoltato da un po' di tempo a questa parte, poi...

poi diluisce tanto, tanto, tanto. Le trovate sono belle e ci sono cose pregevoli e difatti se li guardo singolarmente non riesco a dire che uno di questi pezzi sia brutto/da togliere. 

 

Ma è proprio una questione di insieme, in fondo ci arrivi completamente esausto, e dire che c'è, nel disco due, una Les Jeux To You e una Words I Heard che sono clamorose Ma c'è un rallentamento di passo che è estenuante se lo si vuole ascoltare tutto in un unica seduta (psicanalitica). E in un disco che svia, svicola e ti dia pochi appigli a livello melodico, tutte ste ballate un po' sghembe, sempre al limite tra l'aprirsi e il rinchiudersi in se stesse, quando ne piazzi praticamente un intero secondo disco cosi, è dura vederne la fine.

Nonostante siano canzoni intelligenti, costruite bene, ben suonate, intriganti.

 

Ho capito che la Holter stessa dice che per lei ogni canzone è un mondo a sè, e che ognuno può ascoltarsi il disco come minchia gli pare, ma per uno che se lo vuole sentire da inizio alla fine...è dura. . 

Sparo: ascoltare uesto disco è un po' come quando guardo un film. So che non sarò mai attento per tutta l'ora e mezza di durata, ma comunque me lo gusto, più guardandolo nel complesso. 

Questo disco mi fa la stessa impressione: forse lo gusto meglio come mondo sonoro a sè, che ascolto "dall'alto" senza andare troppo in dettaglio, se mi metto con le cuffie stabndo seduto in poltrona, è estenuante. 

 

Magari la holter stessa l'ha intesa cosi, come disco molto narrativo e continuo a pensare che questo disco non voglia minimamente essere perfetto nè cesellato già nelle intenzioni...

e tuttavia mi chiedo cosa minchia poteva essere anche solo con 2 brani in meno e personalmente mi mangio un po' le mani. 


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#89 LukakuFakeTroll

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Inviato 12 novembre 2018 - 12:48

Sì ma questo spero valga solo per un [pomposo] giudizio critico, io spero che a quarant'anni [non so quanti ne hai e non mi interessa davvero, ci mancherebbe], oltre ad ascoltare solo se ti interessa ascoltare, tu sappia anche come ascoltare con le modalità che ti soddisfano, capendo se davvero ti soddisfano, perché non ci guadagni niente ad ascoltare 2h filate di musica se facendo 1 e 1 in due giorni diversi stai sensorialmente appagato.

 

Detto questo, mi confermate che il primo CD finisce con la traccia 8? Se no mi faccio saltare in aria in piazza Cordusio asd


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Stamani sono stato al fucking gazebo della Lega.

ma secondo te ti credo?


There is a duality between thought and language reminiscent of that which I have described between dreaming and play

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#90 Ɲ●†

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Inviato 12 novembre 2018 - 13:19

No finisce con la 7 (I shall love 2).

Per me se avesse fatto uscire solo il secondo cd sarebbe stato disco dell'anno o giù di lì. Così invece la questione si fa più complessa. Io comunque sto dalla parte di Julia, ci mancherebbe.
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#91 Patrono

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Inviato 12 novembre 2018 - 13:24

Sì ma questo spero valga solo per un [pomposo] giudizio critico, io spero che a quarant'anni [non so quanti ne hai e non mi interessa davvero, ci mancherebbe], oltre ad ascoltare solo se ti interessa ascoltare, tu sappia anche come ascoltare con le modalità che ti soddisfano, capendo se davvero ti soddisfano, perché non ci guadagni niente ad ascoltare 2h filate di musica se facendo 1 e 1 in due giorni diversi stai sensorialmente appagato.

 

Detto questo, mi confermate che il primo CD finisce con la traccia 8? Se no mi faccio saltare in aria in piazza Cordusio asd

 

 

perchè pomposo? chiedo per cuorisità, anche se sappi che sono permalosissimo :D

 

Guarda di anni ne ho 28 ;)

Dette queste formalità, certo che ormai ho trovato i modi che più mi soddisfano e la modalità che prediligo è l'ascolto intero, perchè personalmente amo quel tipo di ascolto, amo i dischi cosi. 

Non mi lamento se lei stessa - che personalmente adoro - ne abbia scelto un altro, dico solo che a me piaciucchia poco. 

Ma rimane per me, aldilà di tutto ciò e delle seghe mentali, il fatto che il disco 2 sia pesantuccio in sè stesso, ascoltato dopo 10 minuti o dopo una settimana...

 

 

e alla fine se lo devo valutare, personalmente sta roba conta.  Con tutto che il disco indubbiamente merita


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#92 LukakuFakeTroll

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Inviato 12 novembre 2018 - 13:35

Beh chiaro, se il disco 2 di suo ti risulta pesante (anche secondo me lo è rispetto al disco 1, ma ho sempre fatto le pause in mezzo e noto in quasi tutti i doppi album che il 2 mi richiede più tempo per apprezzarlo pienamente), quello è. A maggior ragione se ti risulta pesante l'insieme senza interruzioni, e può pure non piacerti (non è così, anzi ti piace nonostante questi scogli).

Dico solo che ci dovremmo sciogliere un po' nelle modalità di ascolto, non solo in casi come questo in cui è l'artista stessa a dire che l'opera è pensata come un raccoglitore a disposizione di chi lo esplora e non una sequenza bloccata.

 

Pomposo non tu, pomposa qualsiasi relazione di un'esperienza, rispetto all'esperienza stessa (che poi manco è vero, mi sono svegliato grossolano oggi)


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Inviato 12 novembre 2018 - 14:10

Ma davvero il secondo ciddì vi risulta così pesante? Underneath the Moon (il funk stralunare di Julia) e Les Yeux to you sono tipo i pezzi più brillanti del lotto. Le tre ballate messe di seguito e che separano i due pezzi suddetti mi sembrano molto diversificate tra loro: Colligere è la più "ardua" ma molto soddisfacente per come si evolve internamente; In Gardens' Muteness è un piano-voce meraviglioso, con quel motivetto vocale malinconico che ad un certo punto entra e ti porta via, poi il piano acquisisce urgenza e diventa una sorta di accompagnamento da film muto prima che anche il registro vocale di Julia si faccia grave con quel The ride is long, the story old che mi ricorda una The End fusa con The Only Child di Nico. I Would Rather See è maestosa nel suo porsi, con quell'organo o simil-tale che sale.
Poi arriva la pimpante Les Yeux to You con linea vocale capolavoro, un momento di passaggio che vale il prezzo del biglietto e poi un andare quasi raincoatsiano prima che il motivo torni quello iniziale.

Words I Heard è un peregrinare orchestrale da cui è bello farsi prendere fino a che diventa invocazione, accorata richesta di salvezza.
I Shall Love 1 è reprise che si specchia naturalmente nella sua gemella 2 del primo CD (Julia fa sempre casino con i numeri). Il disco dovrebbe finire specularmente qui ma c'è spazio per l'ottima Why Sad Song (stupendo come ci metta un minuto buono a crearsi il motivo base tra strumenti che chiacchiericciano, si accordano, fanno finte, poi parte la voce e di lì a un attimo si rivela tutto)

Trovo ben più ostica (sarà questa la voliera di uccelli stridenti?) la prima parte di Every Day is an Emergency sul primo ciddì prima che lasci spazio a un semplice incanto piano-voce. Sempre sul primo CD c'è quel mood da jazz alla ricerca di se stesso che è l'abbacinante e avvolgente Voice Simul , uno dei pezzi migliori tra tutti, che ad un certo punto (o mi confondo con un altro pezzo?) diventa quasi Dead Can Dance. Di I Shall Love 2 e dei suoi coretti velvettiani si è già detto bene e anche benissimo. Another Dream è Julia in fotta medievale come altrove e volentieri. Chaitus non è una passeggiata ma ci sta. Ecco, non mi sconfinfera semmai la scelta di iniziare tutto con due pezzi così tonitruanti come Turn the Light On e Whether.

Ciò detto, la sostanza è tanta e mai meno che interessante. Julia è in grado di creare autentici mondi fatati e di circondare l'ascolto da una sorta di ovattante bolla di fiaba. Certo, la sua vocina (croce e delizia) ben si presta anche se nelle parti più imponenti (es. I Would Rather See) se ne scoprono un po' i limiti. Avrei poi qualcosa da (ri)dire sulla produzione, che avrei gradito più spaziosa tra gli strumenti, a volte si tende un po' all'ingorgo e all'ingolfamento. Ma sono dettagli in un disco a cui sono dentro, e credo ci resterò per un bel po'. Poi sì, per come è costruito si presta a qualche calo, ma insomma prendetelo come meglio vi aggrada. Io lo vedo più come una sovrabbondanza di verve creativa (e la possibilità di decidere liberamente che fare da parte di Julia che ha un'etichetta alle spalle che deve averle dato carta bianca) che non come la volontà di creare IL disco definitivo di Julia Holter.

 

Sono impressioni ancora un po' alla rinfusa; questo disco d'altronde ha bisogno del tempo che chiede, inutile provare a troncarla con giudizi netti / detti troppo presto. E dire che Have You in my Wilderness è meglio ci può stare soggettivamente, figuriamoci, ma dal punto di vista "critico" (soprattutto se si allarga lo sguardo sull'intera produzione della Holter) vuol dire poco e niente.


  • 4
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#94 Cyclo

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Inviato 12 novembre 2018 - 14:43

Io trovo bellissima, intensissima ma al tempo stesso onirica, proprio la tripletta di brani che -a quanto leggo- è la zona dell'album che resta più ostica a molti (Colligiere/In Gardens' Muteness/I Would Rather See).


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ma che te ne frega dei meno o dei più sei grande ormai, è ora di pensare a una moto di grossa cilindrata.

 

#95 Patrono

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Inviato 12 novembre 2018 - 16:20

Underneath the Moon è uno de pezzi migliori del disco anche per me, anzi, mi sbilancio, uno dei pezzi più fighi che ho sentito quest'anno :D  e nel disco 2 ci sono cose bellissime come Les Jeux To You (pezzone) e Words i Heard. Non amo molto il reprise di I Shall love.

Ma non sono pezzi brutti nè inutili, come ho già detto. ;)

 

Il primo disco è sicuramente più ostico ma boh, lo digerisco meglio.

 

Comunque come scritto, non ho voglia di dare giudizi sul lavoro: è troppo presto ed è tanto materiale, facevo cosi pour parler. Che l'intento non sia quello di fare un disco definitivo ma invece di fare un lavoro diverso tenendone anche le asprezxze formali, mi sembra un punto su cui si è d'accordo. 

Secondo me questo disco si caratterizza tanto nei suoi limiti, che non è necessariamente una brutta cosa. 

 

Comunque si parla di un'artista davvero stimolante!


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#96 paloz

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Inviato 16 novembre 2018 - 14:03

Terzo ascolto integrale tra ieri sera e stamane.

 

Al primo ascolto si ha la naturale impressione di aver perso per strada tante cose: spunti diversissimi, quasi vulcanici, condensati spesso anche nello stesso brano. Mi dico: ci ritornerò con più attenzione.

Secondo ascolto: col beneficio della memoria di alcuni passaggi, entro più nella logica del lavoro nel suo insieme, ma qualcosa continua a non tornare. Emergono ancora tratti confusi, matasse troppo intricate di sonorità da camera ed elettroniche. La terza sarà quella decisiva, mi dico.

E infatti lo è stata: a me continua a risultare come un album sfilacciato, a tratti proprio debole nella scrittura, più confuso che eclettico. Esteriormente sembra un passo avanti – il classico "disco della maturità" – e invece per me (che pure non la amavo) è una prova del fuoco con cui la Holter ha finito per scottarsi parecchio. Ha voluto esibire più talento di quanto ne abbia, e convincere tutti della stessa cosa.

Poi tanto l'hype fa il suo corso e le quotazioni rimangono alte, ma per me è bocciato, seppur non irrecuperabile.


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#97 Giubbo

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Inviato 16 novembre 2018 - 15:48

Terzo ascolto integrale tra ieri sera e stamane.

 

Al primo ascolto si ha la naturale impressione di aver perso per strada tante cose: spunti diversissimi, quasi vulcanici, condensati spesso anche nello stesso brano. Mi dico: ci ritornerò con più attenzione.

Secondo ascolto: col beneficio della memoria di alcuni passaggi, entro più nella logica del lavoro nel suo insieme, ma qualcosa continua a non tornare. Emergono ancora tratti confusi, matasse troppo intricate di sonorità da camera ed elettroniche. La terza sarà quella decisiva, mi dico.

E infatti lo è stata: a me continua a risultare come un album sfilacciato, a tratti proprio debole nella scrittura, più confuso che eclettico. Esteriormente sembra un passo avanti – il classico "disco della maturità" – e invece per me (che pure non la amavo) è una prova del fuoco con cui la Holter ha finito per scottarsi parecchio. Ha voluto esibire più talento di quanto ne abbia, e convincere tutti della stessa cosa.

Poi tanto l'hype fa il suo corso e le quotazioni rimangono alte, ma per me è bocciato, seppur non irrecuperabile.

 

in base a questa tua rece, doveva intitolarlo Prometheus (sarebbe stato figo!)


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#98 Ɲ●†

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Inviato 16 novembre 2018 - 18:33

Giubbo ma tu non ti esprimi? (A dire il vero non mi ricordo neanche se lei a te piaccia)

Comunque disco che non sposterà una virgola nella considerazione che si può avere di lei: chi la detesta o anche solo la deprezza non si ricrederà di certo (vedi Paloz, che tra le altre cose tira in ballo un hype* che, se anche contasse qualcosa, sinceramente non vedo); chi viceversa la apprezza / ama / adora ci troverà quantomeno del buono anche se non porrà Aviary in cima alle sue preferenze. Alla fine forse aveva ragione chi parlava di "disco di transizione".

Per Paloz aggiungo che di dischi "della maturità" la Holter ne aveva già fatti un paio. Si può dire che l'abbia presa un po' larga ma credo più per semplice sovrabbondanza che per una malcelata ambizione di fare il suo disco "definitivo".

* Mi pare che ormai "hype" sia la parolina magica che viene comodamente usata per screditare in estrema sintesi (letteralmente) qualcosa che non piace. Devo dire che preferivo il vecchio "indie" come segno d'infamia.
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#99 xtc

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    Gianfranco Marmoro

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Inviato 16 novembre 2018 - 20:46

Ogni tanto catturo un pezzo random e resto impressionato, affascinato, che sia Julia o altra non importa è un bel disco pieno di idee, questo non è un disco scritto ma immaginato per questo non ha una scrittura apparentemente  meno solida, ma questo valeva anche per i primi due album che andrebbero rivalutati


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#100 naviossab

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Inviato 19 novembre 2018 - 14:57

Sospesi al momento gli ascolti, segnalo un primo tour europeo che va ad iniziare tra poco e finisce a metà dicembre, naturalmente nessuna data italiana...


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