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Sul Presente Ci Scatarro Su: Ovvero Quanto Era Figo Il Cinema Muto


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65 replies to this topic

#1 Tom

Tom

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Inviato 03 ottobre 2018 - 19:52

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POPOLARE

Qualche notte d'insonnia + smart tv + necessita' di tenere il volume a zero per non disturbare = 1920 in horror

 

In ordine di gradimento...

 

gabinetedrcaligari6.jpg

 

Das Cabinet des Dr. Caligari Robert Wiene

Lo avevo visto secoli fa in una di quelle versioni tutte a scatti e immagini smangiucchiate, mi aveva lasciato l'idea di un film "importante", ma piuttosto farraginoso. Rivisto oggi splendidamente restaurato, in una definizione dei particolari persino eccessiva risulta il capolavorone che e'. Folle e onirico, incredibilmente "lynchiano" nel ritmo sonnambolico e "burtoniano" nelle fantastiche scenografie, e scusate la banalita' degli esempi. Sequenze come il primo piano del risveglio di Cesare sono ancora oggi inquietanti, all'epoca dovevano essere sconvolgenti. Il prologo e l'epilogo imposti dalla produzione sono in genere criticati, ma secondo me aggiungono al tutto un'ambiguita' molto moderna.

 

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Dr. Jekyll and Mr. Hyde di John S. Robertson

Notevolissima prima versione "moderna" del celebre romanzo. Come sempre il film mette in scena solo la seconda parte del romanzo, quella che conosco tutti, ponendo un'attenzione particolare agli stravizi di Hyde (la cui natura nel romanzo non e' mai specifiata), cioe' andare a puttane per bettole e fumerie d'oppio. Le allusioni sessuali sono per altro notevoli: 13 anni dopo con l'entrata i vigore del codice Hays non sarebbero state piu' possibili per un bel pezzo. La regia e' elegante e raffinata, la recitazione singolarmente compassata per gli standard del muto, l'atmosfera ottocentesca adeguatamente sinistra e opprimente. Il clima morboso funziona anche oggi, anche perche' tutte le donnine traviate da Hyde (se non ricordo male nel romanzo non ce n'era mezza) sono ancora piuttosto sexi. John Barrymore, il nonno di Drew, nella doppia parte, e' perfetto: bello e malinconico come Jekyll, vampiresco e man mano sempre piu' repellente come Hyde. Immagino che la scena in cui si trasforma sotto gli occhi del suocero e poi lo uccide a bastonate dovesse essere terrorizzante per l'epoca. L'allucinazione dell'Hyde-ragno che si impossessa di Jeckyll fa impressione anche adesso.

 

Golem_2.jpg

 

Der Golem Paul Wegener, Carl Boese

Confesso che del mito e della leggenda del Golem mi e' sempre fregato poco e il film racconta la storia nota: il rabbino Loew crea il Golem per difendere il ghetto, quello pero' si innamora della figlia di lui un po' zoccola e impazzisce. Il film pero' visivamente spacca. Senza arrivare al delirio di "Caligari" il ghetto ebreo e' una fantastica scenografia espressionista, e tutto il film ha un'atmosfera da fiaba un po' matta, o da pre-fantasy, che prende e affascina ancora oggi. Il Golem, un ciccione col parrucone, e' piu' grottesco che spaventoso, ma chissa' che effetto faceva all'epoca. Film pro-ebraico, ma inquieta parecchio il pensiero come anche un film cosi' deve aver contribuito parecchio a cementare l'idea degli ebrei come razza a parte detentrici di chissa' quali segreti. 

 

Penalty1920_9836.jpg

 

The Penalty di Wallace Worsley

Piu' che un horror un dark melodrama, come li chiamavano allora. Il davvero grandissimo Lon Chaney fa la parte politcamente scorretta di un tizio rimasto senza gambe quando era bambino a causa di un errore medico e "quindi" diventato un super-criminale anarchico, che sogna di mettere a ferro e fuoco San Francisco, sedurre la figlia del dottore che lo rovino', e a tempo perso farsi trapiantare le gambe del di lei fidanzato. Gli americani avevano gia' capito tutto: fottendosene delle ricercatezze formali degli europei, puntavano gia' tutto su ritmo, chiarezza di inquadrature ed esposizione narrativa, sequenze veloci e alternate, personaggi forti e moderni (c'e' pure una donna poliziotto che fuma e si infiltra nalla gang del protagonista... va beh, poi se ne innamora), una bella dose di violenza. E' il personaggio di Chaney, sinistro e satanico, ma anche tormentato, che sposta il film nei territori vicini all'horror. Ancora impressionante vederlo muoversi e recitare sulle ginocchia: sembra davvero senza gambe, occultate con qualche doloroso  trucco masochista dei suoi, immagino. 

 

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Genuine di Robert Wiene

Wiene ritenta il colpaccio di "Caligari", non riuscendoci. Storia di un eccentrico vecchio riccone che compra al mercato delle schiave (dove si vedono culi e tette appena velati) una sacerdotessa perversa rapita dal suo tempio. La porta nel suo palazzo, ma lei seduce il barbiere e gli fa tagliare la gola. Segue melodrammatica storia d'amore col nipote del morto. Motivo d'interesse del film e' il palazzo del riccone, uno sgangherato miscuglio di esotismo, espressionisimo, decorativismo e particolari stile famiglia Adams (un pendolo-scheletro), ma la regia e' staticissima, la storia noiosissima, incasinata e con troppi personaggi. Quel che affossa il tutto e' che la protagonista seduttrice e' un cesso inguardabile, resa ancora piu' grottesca dai ridicoli costumini futuristi che dovrebbero fare personaggio barbaro ed eccentrico. Lontanissimo il fascino ipnotico di "Caligari", probabilmente attribuibile solo in parte al lavoro di Wiene.

 

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per completezza...
Januskopf film perduto di Friedrich Wilhelm Murnau

E ahime' quando si parla di cinema muto bisogna parlare dei tanti film andati perduti. Questo di Murnau era un'altra versione di "Dottor Jeckill e Mister Hyde", raccontata dal punto vista di... una testa di gesso posta nel laboratorio del dottore. Premessa folle e genialoide di un probabile ennesimo capolavoro di Murnau, ma non lo sapremmo mai.  


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#2 Trickster017

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Inviato 04 ottobre 2018 - 06:16

Caligarissss

E Griffith?
Io lo adoro, è come se fosse mio padre.
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Keine Gegenstaende aus dem Fenster werfen


#3 100000

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Inviato 04 ottobre 2018 - 06:37

Caligari l'ho visto anch'io di recente, e anch'io ho pensato tutto il tempo a Lynch e Burton, ma anche: Shutter Island non ha più senso di essere visto dopo il finale del Dr. Caligari (non sapevo fosse voluto dalla produzione, uno dei pochi casi in cui ha fatto qualcosa di buono - tra l'altro strano che voglia un controfinale così disturbante a un film che altrimenti si era chiuso "bene", no?).


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#4 Tom

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Inviato 04 ottobre 2018 - 08:34

Mi par di ricordare che Caligari avrebbe dovuto ribaltare la situazione in suo favore e riuscire a far rinchiudere i protagonisti nel suo manicomio, insomma sarebbe rimasto chiaramente malvagio e non ci sarebbe stato lo scarto tra realta' e allucinazione. Se non sbaglio era prevista anche una spiegazione piu' logica degli omicidi. Insomma, per una volta viva i produttori.

 

A "Shutter Island" non ci avevo mai pensato, ma in effetti e' davvero la stessa cosa.


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#5 100000

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Inviato 04 ottobre 2018 - 08:36

Beh, prima del ribaltone, Caligari viene comunque incamiciadiforzato, quindi si poteva vedere come un finale più positivo. Credo.


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#6 Tom

Tom

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Inviato 04 ottobre 2018 - 08:59

L'ho visto una decina di giorni fa, "ovviamente" non mi ricordo gia' piu' i partcolari.
Magari i produttori erano gia' intervenuti in fase di sceneggiatura.
 

L'allucinazione dell'Hyde-ragno che si impossessa di Jeckyll fa impressione anche adesso.

 
Cioe'... :fear:
 

prima che arrivi qualcuno a commentare a vanvera: il fatto che si veda che e' un uomo travestito e' voluto, e' appunto Hyde.


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#7 100000

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Inviato 04 ottobre 2018 - 09:09

Fantastico, questo mi manca.

Comunque guardando questi vecchi film horror mi sembra di vedere davvero le origini della filmografia di Lynch, soprattutto.


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#8 ucca

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Inviato 04 ottobre 2018 - 10:10

L'ho visto una decina di giorni fa, "ovviamente" non mi ricordo gia' piu' i partcolari.
Magari i produttori erano gia' intervenuti in fase di sceneggiatura.
 

L'allucinazione dell'Hyde-ragno che si impossessa di Jeckyll fa impressione anche adesso.

 
Cioe'... :fear:
 

prima che arrivi qualcuno a commentare a vanvera: il fatto che si veda che e' un uomo travestito e' voluto, e' appunto Hyde.

 

ho capito da dove viene il video di lullaby dei cure!


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https://www.facebook...sychomusicband/

 

Mettere su un gruppo psichedelico a 40 anni.


#9 pooneil

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Inviato 04 ottobre 2018 - 10:20

Non mi ricordavo la scena del ragno ed infatti avevo visto la versione del 1931.


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#10 William Blake

William Blake

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Inviato 04 ottobre 2018 - 13:26

Fantastico, questo mi manca.
Comunque guardando questi vecchi film horror mi sembra di vedere davvero le origini della filmografia di Lynch, soprattutto.

Sì, manca all'appello La caduta della casa degli Usher di Epstein.
Su "Shutter Island" ricordo un prof. che ci invitò a vederlo, dicendo che era la rilettura Scorsesiana di Caligari (ma dando per scontato che tutti sapessero chi fosse Caligari asd)
  • 0
Ho un aspetto tremendo, e non bado a vestirmi bene o a essere attraente, perché non voglio che mi capiti di piacere a qualcuno. Minimizzo le mie qualità e metto in risalto i miei difetti. Eppure c'è lo stesso qualcuno a cui interesso: ne faccio tesoro e mi chiedo: "Che cosa avrò sbagliato?"

#11 100000

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Inviato 04 ottobre 2018 - 13:43

Segnato, ma il lapsus?


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#12 William Blake

William Blake

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Inviato 04 ottobre 2018 - 13:49

Il mio colto smartphone
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Ho un aspetto tremendo, e non bado a vestirmi bene o a essere attraente, perché non voglio che mi capiti di piacere a qualcuno. Minimizzo le mie qualità e metto in risalto i miei difetti. Eppure c'è lo stesso qualcuno a cui interesso: ne faccio tesoro e mi chiedo: "Che cosa avrò sbagliato?"

#13 Harry Caul

Harry Caul

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Inviato 04 ottobre 2018 - 14:53

Non mi ricordavo la scena del ragno ed infatti avevo visto la versione del 1931.

 

Ottimo anche quello, quello del 41 invece, pur diretto dal grande Victor Flemming è forse il meno efficace dei tre, un po' proprio a causa del codice Haynes che lo limita e un po' per uno Spencer Tracy decisamente fuori parte.

Il tutto ovviamente al netto del cast femminile di prim'ordine

 

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ma soprattutto

 

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:wub:  :sbav:  :eyebrows:


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#14 Tom

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Inviato 04 ottobre 2018 - 16:07

Quello con Tracy l'ho visto da ragazzino e la scena onirica in cui la Bergman viene presa a frustate come un cavallo mi conturbo' parecchio. Ma gia' allora Tracy mi era sembrato fuori parte, almeno come Hyde. Con quel faccione da nonno poteva anche fare il cattivo, ma non il cattivo pervertito e sinistro.


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#15 Harry Caul

Harry Caul

    se ci dice bene finiamo nella merda

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Inviato 04 ottobre 2018 - 16:19

E' fuori parte anche come Jekyll secondo me, per funzionare il buon dottore deve essere antipatico il giusto altrimenti si perde il senso di selvaggia liberazione della trasformazione in Hyde, infatti anche nel romanzo è il classico tipo snob con un palo ben ficcato nel culo asd

Poi Tracy non c'ha proprio la faccia giusta per il fantastico, è troppo terragno.


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#16 Reynard

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Inviato 05 ottobre 2018 - 12:30

Secondo me siete un po' troppo severi con il film di Fleming, vero che Spencer Tracy non funziona granché come Jeckyll/Hyde ma tutto il resto è ben fatto e confezionato con cura.

 

Il film di Mamoulian secondo me è più grezzo, ma straordinariamente efficace.

 

(E visti i conturbamenti di Tom, Miriam Hopkins non sarà la Bergman ma non la si butta via, dai)


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La firma perfetta dev'essere interessante, divertente, caustica, profonda, personale, di un personaggio famoso, di un personaggio che significa qualcosa per noi, riconoscibile, non scontata, condivisibile, politicamente corretta, controcorrente, ironica, mostrare fragilità, mostrare durezza, di Woody Allen, di chiunque tranne Woody Allen, corposa, agile, ambiziosa, esperienzata, fluente in inglese tedesco e spagnolo, dotata di attitudini imprenditoriali, orientata alla crescita professionale, militassolta, automunita, astenersi perditempo.

#17 Tom

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Inviato 13 ottobre 2018 - 16:36

Visto che ho ancora il sonno difettoso io continuo: 1921 in horror... anche se a 'sto giro nessuno e' un vero e proprio horror.

 

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Der müde Tod (Destino) Fritz Lang

Fantasmagoria scatenata di Lang, per quanto mi riguarda superiore ai piu' celebri "Metropolis" e "I Nibelunghi". Capi pure quelli, eh. Ma questo di piu'. Favola nerissima e caleidoscopica, con esplosioni di ironia grottesca. La Morte, un tetro signore, va abitare vicino a un paesino ottocentesco in una casa circondata da mura altissime senza cancelli o porte (gia' genialata visiva da applausi). Quando muore l'amato una donna va a supplicare la grazia e la Morte le offre una sfida: salvare tre vite in tre diverse epoche storiche. Da li' partono tre film nel film, girati in tre stile completamente diversi, che offrono un fantastico campionario dell'immaginario dell'epoca: l'episodio esotico e arabo girato come un film d'avventura, l'episodio veneziano girato come uno stilizzato dramma teatrale shakespeariano, l'episodio cinese girato come una buffa "cineseria" magica alla Méliès. E a far da cornice un perfetto gotico tedesco. Il sunto del film potrebbe essere: "il Male ha sempre trionfato e sempre trionfera', divertendosi pure", con in aggiunta svariati chili di misantropia, che pure offre lo spunto per una gag folgorante: la protagonista che si aggira per il paesino chiedendo agli anziani, ai malati e ai poveracci di offrire la loro vita alla Morte in cambio di quella del suo giovane amato: ovviamente tutti scappano. Insomma una capolavorone di quel genione di Lang. Ovunque si e' imposta la traduzione del titolo inglese "Destiny", ma il vero titolo tedesco e' bellissimo: "La morte stanca".

 

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Körkarlen (Il carretto fantasma) Victor Sjöström

Nonostante la fama non l'avevo mai visto. Capolavoro davvero impressionante e ancora oggi coinvolgente. Messa in scena raffinatissima, con flashback nei flashback, sequenze illusorie, scarti visivi tra atmosfere fantastiche e ambienti sordidamente realistici. Impressiona in particolare la modernita' della recitazione, sotto tono e misurata come in un film sonoro. Nonostante lo spunto fantastico (l'ultimo che muore prima di capodanno diventa il carettiere che deve portare le anime alla Morte), e' un foschissimo dramma realista sull'alcolismo. Sjöström (attore IMMENSO) e' una specie di Scrooge alcolizzato che il carrettiere di turno (un suo vecchio compare di bevute) tenta di far rinsavire mostrandogli le conseguenze delle sue azioni. Ma se Scrooge era un malvagio che in fondo strappava un'umana simpatia, il protagonista di questo film e' una vera incarnazione dell'abbruttimento umano (e maschile: come in molto cinema svedese le donne sono il polo positivo), un bastardo che corrompe e disprezza ogni cosa. Nonostante la morale cristiana un film che lascia addosso un certo disagio. Se e' riconosciuta l'influenza che il film ha avuto su Bergman ("Il settimo sigillo" e "Il posto delle fragole" vengono da qui) e Kubrick (alcol & ascia + porta -> "Shining"), mi pare poco considerata l'influenza sul Fellini de "La strada": o Fellini o Anthony Quinn dovevano avercelo molto presente per Zampano'

 

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The Ace of Hearts Wallace Worsley

Altro "dark melodrama" per Chaney, che qui limita il suo trasformismo a una pettinatura da "capellone" anarchico piuttosto ridicola. E' piu' un thriller-noir, con una setta di terroristi borghesi che sembrano usciti da un film di Bunuel. La setta organizza un attentato, ma l'unica donna del gruppo inceppa il meccanismo di morte... il succo pare essere che dopo aver rimediato di che scopare la voglia di diventare martiri per una causa non e' piu' tanto attraente. asd L'asso di cuori del titolo e' la carta che decide chi sara' il boia. Di "horror" c'e' l'atmosfera cupa e plumbea, con un senso di morte che aleggia su tutto. Notevole, per un film muto, che per una buona meta' del tempo si veda della gente cospirare attorno a un tavolo senza avvertire pesantezza o notare un eccessivo uso delle didascalie. Chaney e' quasi piu' un co-protagonista, ma il Gran Finale folle-romantico e' tutto suo.

 

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Schloß Vogelöd (Il castello di Vogelod) Friedrich Wilhelm Murnau

A dispetto del fuorviante titolo inglese (The Haunted Castle) questo di horror non ha manco l'atmosfera, c'e' giusto una notevole sequenza onirica, comunque ironica. E' un melodramma con colpo di scena finale, per altro ancora abbastanza ingegnoso. A Murnau sembra piu' che altro interessare ricreare un'atmosfera autunnale e da "nido di nobili", tra inquadrature pittoriche e raffinatezze registiche. Bello, ma siamo dalle parti di Visconti e Renoir.

 

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Príchozí z temnot (t.l. Venuto dalle tenebre) Jan S. Kolár

Gotico cecoslovacco che e' praticamente un film vampirico con le formule alchemiche al posto del sangue. Un nobile bibliofilo finisce in una stanza segreta, dove trova un tizio del 600 che attraverso una formula chimica si era auto-mummificato. Lo risveglia, ma quello vuole concupirgli la moglie, che guarda caso e' una sosia della sua amata morta di peste. L'inizio e' promettente e tetro il giusto, ma quando il tipo si risveglia dal sonno secolare e, sia per lui che per tutti, sembra la cosa piu' normale del mondo il film precipita nel ridicolo involontario. Da li' in poi diventa un pallosissimo dramma di gelosie e passioni poco appassionanti, che si risolve con l'espediente "era tutto un sogno o forse non tutto" che doveva sembrare vecchio come il cucco gia' allora. Peccato.

 

Drakula-hal-la-Drakula-and-Mary-Land.jpg

 

Dracula's Death [perduto] Károly Lajthay

Invece del mezzo ciofecone cecoslovacco qui sopra sarebbe stato meglio sopravvivesse questa prima trasposizione lunga di Dracula (un anno prima di Murnau) ungherese. Dai pochi fotogrammi arrivati fino a noi sembra interessante ed era pure l'unico vero horror dell'anno.


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#18 ucca

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Inviato 16 ottobre 2018 - 08:28

Fantastico, sono tutti muti?


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#19 Harry Caul

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Inviato 16 ottobre 2018 - 08:41

O signur.... :facepalm:


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#20 Tom

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Inviato 16 ottobre 2018 - 09:18

Fantastico, sono tutti muti?

 

Beh si', il cinema sonoro ha preso piede dal 1930 in poi.

 

Ma visto che piu' o meno e' tutto e' un grande OT e mi sto appassionando alla materia, chiederei al primo moderatore che passa di staccare in una nuova discussione questo post e i sucessivi. Titolo del topic: Sul presente ci scatarro su: ovvero quanto era figo il cinema muto


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