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Primacy Effect – E Altra Psicologia Dei Gusti


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7 replies to this topic

#1 paloz

paloz

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Inviato 12 settembre 2018 - 13:41

Ci penso da parecchio tempo, mi mancava solo di recuperare il nome derivato dalla psicologia cognitiva.

 

L'idea, la teoria, il sospetto – per semplificare – è che quando veniamo a conoscenza di un artista/band e affrontiamo man mano la discografia, alla fine della fiera il nostro album preferito rimane sempre il primo che abbiamo scoperto.

Può essere che sia per valore "affettivo", oppure perché basandoci sui consigli di qualcuno (online o offline) siamo effettivamente partiti dal meglio e nulla ci è più sembrato paragonabile a quella esperienza. Può anche essere che sia un caso, ma a questo credo già un po' meno.

 

Va da sé che non è una regola assoluta, però se guardo specialmente ai miei anni formativi – gusti prog, di base – vedo che dopo tanti anni sopravvivono al primo posto gli album che ho approcciato per primi. Nel mio caso credo che il valore affettivo conti molto, ma è successo anche che negli anni avessi cambiato idea e poi in ultima istanza sia ritornato sui miei passi, rimettendo in cima alla lista il primo album che ho ascoltato.

 

Comunque faccio qualche esempio:

 

 

Genesis - Selling England By The Pound

Mike Oldfield - Tubular Bells

Yes - Fragile

King Crimson - In the Court...
Camel - Moonmadness (che pure se la gioca molto con The Snow Goose, ma se lasciassi da parte la qualità musicale sceglierei di certo MM)

Radiohead - Kid A

Joanna Newsom - Ys

Sigur Ros - ( )

Van Der Graaf Generator - Pawn Hearts

Mew - No More Stories...

Don Caballero - What Burns Never Returns

Uochi Toki - Libro Audio

 

Su Frank Zappa la questione è leggermente diversa: ho scoperto al contempo quattro album – Absolutely Free, Hot Rats, Burnt Weeny Sandwich, The Grand Wazoo – e mi verrebbe da dire che li amo tutti allo stesso modo rispetto al resto della sterminata discografia. Resta il fatto che il primissimo ascolto fu Hot Rats, e a esser sinceri penso vincerebbe sugli altri 3 in un torneo all'ultimo sangue.

 

 

Ripeto: in certi casi può essere che effettivamente non ci sia partita rispetto al resto della discografia, e che la scelta sia quasi "obbligata", ma visto che mi ritengo dotato di giudizio penso che a volte si possa andare anche controcorrente e difendere convintamente il presunto "album minore" a scapito del capolavoro conclamato.

 

 

Impressioni?

Altre teorie di derivazione psicologica applicabili alla nostra esperienza d'ascolto?


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I have spoken softly, gone my ways softly, all my days, as behoves one who has nothing to say, nowhere to go, and so nothing to gain by being seen or heard.

 

(Samuel Beckett, Malone Dies)


#2 Trespy Sledge

Trespy Sledge

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Inviato 12 settembre 2018 - 14:55

 

Può essere che sia per valore "affettivo", oppure perché basandoci sui consigli di qualcuno (online o offline) siamo effettivamente partiti dal meglio e nulla ci è più sembrato paragonabile a quella esperienza.

 

Può succedere anche l'inverso: dopo aver scoperto un artista tramite un disco consigliato (da amici o su internet), vai a sviscerare la sua discografia e ti affezioni di più ad un altro disco magari proprio per il fatto che, in un certo senso, lo senti più tuo rispetto a quello considerato dai più un capolavoro.

 

 

 

L'idea è che quando veniamo a conoscenza di un artista/band e affrontiamo man mano la discografia, alla fine della fiera il nostro album preferito rimane sempre il primo che abbiamo scoperto.

 

Ricollegandomi a questo, provo a darti un altro spunto (spero di spiegarmi bene): e se fosse, banalmente, per "l'effetto novità"?

Nel senso:

-approcci un nuovo artista/gruppo tramite un disco.

-ti piace molto e decidi di proseguire con il resto della discografia.

-magari trovi altri dischi molto belli, però il primo ti ha folgorato perché hai scoperto una nuova formula, un suono diverso, una chimica particolare, delle trovate geniali, ecc..per cui gli altri dischi ti suonano belli, anche bellissimi, ma è con il primo quello che hai scoperto le varie peculiarità di quell'artista/gruppo. (non dico che gli altri dischi ti suonino "già sentiti", anche perché spesso c'è una grossa evoluzione nelle discografie).

 

In questo caso, quindi, c'è sì un valore "affettivo" ma non solo perché sei legato a quel disco in quanto primo, ma proprio perché ti ha folgorato ed è grazie a quello se hai scoperto una cosa nuova.


  • 3

#3 wago

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Inviato 12 settembre 2018 - 20:07

Tema molto interessante; mi rendo per la prima volta conto che, nel mio caso, pare verificarsi piuttosto il fenomeno opposto.

Anche a me viene spontaneo pensare subito agli anni della mia "formazione" musicale (sì, capolavori li incontro ancora oggi, ma mi sconvolgono meno, perché si inseriscono assai più facilmente in una struttura di legami ormai assai elastica e consolidata), vado dunque per artisti:

 

Genesis — Scoperti con "Nursery Rhyme", o forse "Foxtrot", o forse "Selling England": manco mi ricordo. Ma ricordo bene che "The Lamb" all'inizio non mi piaceva proprio: troppo poco prog (mi pareva), troppo poco Banks (direi oggi). Beh oggi è senza dubbio il mio preferito, e lo è da parecchio.

King Crimson — Scoperti con "In the Court", poi pian piano scalzato da altri dischi man mano che li ascoltavo. "Red" sulle prime m'aveva lasciato perplesso: anche lì, sarebbe prog sta cosa, a me me pare hard rock... Per non parlare di "Islands", tra gli ultimi loro "classici" che ho ascoltato. Ora sono i miei due preferiti, insieme a "Larks' Tongues". "In the Court", per contrappasso, mi risulta quasi antipatico (o meglio: mi risulta antipatica la sua idolatria).

 

VDGG — Scoperti con "Pawn Hearts", da anni e anni propendo per "Godbluff", che all'inizio mi pareva na schifezza mezza punk.

 

Yes — Scoperti con "Fragile", oggi direi che il più bello è "Close to the Edge"... Ma il cuore va a "Relayer", che all'inizio schifavo perché ma chi è sto Moraz si sente che non è Wakeman (e poi do' sta Bruford suvvia).

 

ELP — Scoperti col primo, rapidamente scalzato da "Tarkus". "Brain Salad Surgery" enorme bruciatura post-adolescenziale: ho comprato il cd a scatola chiusa, quando ancora i cd li compravo e quando ancora 10-20 € spesi male mi scottavano per un mese o più. La reazione fu di sdegno e rabbia per quello che mi pareva un guazzabuglio di tronfiaggini senza senso. Ora è il mio preferito.

 

Area — Scoperti anche loro (ovviamente) col primo: mi è bastato sentire quelli dopo per accorgermi che eran tutti meglio. "Maledetti" uber alles da moltissimi anni, ma all'inizio è stato ostico.

 

Insomma, per trarre un bilancio direi che i dischi a cui sono più legato (nonché, nella maggior parte dei casi, quelli che ritengo migliori) non sono affatto quelli che mi hanno portato a conoscere l'artista bensì quelli che mi han fatto "lavorare" di più, costringendomi a rompere faticosamente la gabbia in cui avevo inquadrato l'artista e la sua arte. 


  • 2

#4 floods

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    l'utente main$tream

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Inviato 12 settembre 2018 - 20:41

E' tutto il giorno che ci penso (no dai ogni tanto ho pure lavorato), in alcuni momenti tendo a darti ragione e in altri no... mi sa che non c'è una regola fissa, forse quella de "il primo conosciuto è sempre il migliore" vale soprattutto per gli artisti conosciuti in giovane età, quando ancora non si ha forse un'ampia cultura e musicale, quindi ci si avicina a un artista per folgorazione e come dicevate prima poi subentrano dei fattori affettivi e nostalgici di quella scoperta.

Scoprire invece un artista in età più matura, con un certo bagaglio musicale sulle spalle, ti porta magari a scegliere come primo disco quello che (su carta o per via di quelche singolo) pensi possa soddisfare i tuoi gusti ma non sempre poi ci si azzecca.

Se anche io faccio il giochino dei miei artisti preferiti "acquisiti" in ordine cronologico:

 

Madonna: scoperta e primo acquisto con Like A Prayer, disco preferito Like A Prayer.

Bjork: scoperta e primo acquisto con Post, disco preferito Post.

Prince: mi ha incuriosito nel periodo di Come ma il primo acquisto fu Diamonds & Pearls, disco preferito Purple Rain.

Bowie: mi ha incuriosito nel periodo di Outside ma il primo acquisto fu Black Tie White Noise, disco preferito Outside o Aladdin Sane.

Suede: mi hanno incuriosito nel periodo di Coming Up ma il primo acquisto fu Head Music, disco preferito Dog Man Star.

Peter Gabriel: conosciuto da sempre, primo acquisto US, disco preferito US.

Kate Bush: conosciuta da sempre, primo acquisto Hounds Of Love, disco preferito Hounds Of Love ultimamente dopo anni di fedeltà per Never For Ever.

The Smiths: snobbati per anni, primo acquisto The Queen Is Dead, disco preferito Strangeways Here We Come.

Nick Cave: snobbato per anni, primo acquisto Abattoir Blues/The Lyre Of Orpheus, disco preferito The Good Son.

M.I.A.: primo acquisto Kala, disco preferito Kala.

 

Insomma siamo più o meno sul 50/50.


  • 1
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#5 Reynard

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Inviato 14 settembre 2018 - 18:59

Mi ritrovo abbastanza in questo effetto, e penso che nel mio caso la spiegazione di Tresp sia la più vicina al vero.

 

Ogni tanto mi capita invece che il primo album che ascolto di un gruppo mi lasci freddo/mi schifi proprio, e la folgorazione avviene al secondo o addirittura al terzo (e qui può essere perché effettivamente ho iniziato da uno mal riuscito: es. gli Stone Roses aprocciati con "Second Coming").

 

Grandi eccezioni: Jefferson Airplane e Walkabouts, amati dal primo album che ho ascoltato (rispettivamente "Takes Off" e "Ended Up A Stranger") che poi ho ridimensionato man mano che scoprivo gli altri.


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La firma perfetta dev'essere interessante, divertente, caustica, profonda, personale, di un personaggio famoso, di un personaggio che significa qualcosa per noi, riconoscibile, non scontata, condivisibile, politicamente corretta, controcorrente, ironica, mostrare fragilità, mostrare durezza, di Woody Allen, di chiunque tranne Woody Allen, corposa, agile, ambiziosa, esperienzata, fluente in inglese tedesco e spagnolo, dotata di attitudini imprenditoriali, orientata alla crescita professionale, militassolta, automunita, astenersi perditempo.

#6 Steamed Hams

Steamed Hams

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Inviato 15 settembre 2018 - 06:48

 Radiohead = scoperti con Ok Computer , mi piace ancora ma preferisco KId A

 Catherine Wheel " scoperti con Happy Days,, ma FERMENT ora domina i miei ascolti.

The Gathering =  Mandylion , ma poi How To Measure A Planet ha spostato gli equilibri 

Alice In Chains = Dirt , ma ora è un testa a testa con Jar Of Flies

Oasis = Be Here Now , ma poi Definitely Maybe  lo ha soppiantato.

For Love Not Lisa = Merge , ma poi Information Superdriveway  lo ha quasi spodestato.

Nirvana = ovviamente Nevermind, ma ora amo di più In Utero

Red House Painters = folgorato da Down Colorful Hill , a tutt'oggi è il mio disco preferito ( anche se Rolercoaster ci va vicinissimo)

Ida =  il primo disco , Tales of Brave Ida l'ho adorato alla follia, ma ora  preferisco il secondo , I Know About You.


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- Technics  Sl-Pj28A

 


#7 An Absent Friend

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Inviato 15 settembre 2018 - 09:40

Io ho provato questa sensazione soprattutto coi libri, ma in generale cerco in qualunque arte di non procedere cronologicamente con la fruizione delle opere, proprio per cercare di fregarmi e per capire solo dopo un po' di tempo quali periodi/opere di un artista preferisco. Poi, come dice paloz, trovo a volte difficile avere come preferita in assoluto proprio l'opera più celebre e condivisa, non sottovaluterei la forza di attrazione dell'underdog.


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l'abbandono al flusso teorizzato da Eno è una cosa che non so fare, mi affido ancora a macigni e certezze.

 

 

 

alle medie il tema "il mio idolo" era su Clarke, il mio eh; hanno chiamato mia madre subito

 


 
 
In pratica vogliono il magical negro senza i poteri magici, sai che palle.

 

 


#8 Tom

Tom

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Inviato 15 settembre 2018 - 10:23

Non mi pare sia un effetto a cui sono molto soggetto. Cioe', un po' si', ma con me non direi che vale come regola.

Piu' che considerarlo il disco migliore o il preferito, il primo ascoltato e' il disco a cui magari posso essere piu' affezionato, che non e' ovviamente la stessa cosa, dato che puo' essere anche un disco oggettivamente minore.

 

Nel caso la spiegazione giusta e' senz'altro quella di Tresp.

 

Aggiungo un'altra sfumatura: quando ti approcci per la prima volta a un artista e' spesso facile partire da prospettive ingenue e  "sbagliate", o comunque da preconcetti campati in aria, che poi svaniscono o mutano radicalmente con l'approfondimento. Quando poi ripensi a quel tuo primo approccio puoi magari sorridere della tua "inesperienza" di allora, ma ti sembra un po' come se all'inizio avessi ascoltato un altro artista e un po' ti spiace aver perso quel punto di vista ingenuo e "verginale". E' comunque un punto di vista in meno su un artista che apprezzi, non se se mi spiego. Anche da li', forse, l'aria speciale che mantengono i primi dischi scoperti.


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