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Lucky (Carroll Lynch, 2018)


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8 replies to this topic

#1 Conato

Conato

    Roadie

  • Redattore OndaCinema
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Inviato 05 settembre 2018 - 09:46

Lucky segue il viaggio spirituale di un ateo novantenne e dei singolari personaggi che abitano nella sua cittadina sperduta nell’entroterra degli Stati Uniti. Sopravvissuto a tutti gli amici di una vita, Lucky si trova davanti al precipizio della sua esistenza, pronto a un ultimo viaggio alla scoperta di se stesso, e forse a un passo da un vero stato di “illuminazione”. Esordio alla regia dello straordinario caratterista John Carroll Lynch, Lucky è una lettera d’amore alla carriera di oltre mezzo secolo e alla vita del geniale Harry Dean Stanton, recentemente scomparso, volto e corpo iconico amato da registi come David Lynch (che partecipa anche al film in un ruolo secondario) e Wim Wenders, ma anche una riflessione intima e poetica sulla mortalità, la solitudine, la spiritualità e le connessioni umane.

 

Lucky_LOC.jpg

 

http://www.ondacinem...roll-lynch.html


  • 0
Ogni uomo nella culla
succia e sbava il suo dito
ogni uomo seppellito
è il cane del suo nulla

#2 paloz

paloz

    Poo-tee-weet?

  • Redattore OndaRock
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Inviato 06 settembre 2018 - 13:34

Solo a me è sembrato un film tremendamente normale – per non dire qualunque? Al di là del fatto che ci sia un eroico Stanton novantenne, ci ho trovato molta meno poesia e "acidità" di quanto speravo. Forse me lo aspettavo più radicale, mentre tutto sommato ha anche molto i toni della commedia drammatica, puntando ai Coen senza però nemmeno sfiorarli.


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I have spoken softly, gone my ways softly, all my days, as behoves one who has nothing to say, nowhere to go, and so nothing to gain by being seen or heard.

 

(Samuel Beckett, Malone Dies)


#3 Bandit

Bandit

    Lorenzo Righetto

  • Redattore OndaRock
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  • LocationMilano

Inviato 06 settembre 2018 - 13:53

Io sono d'accordo con paloz, a me è sembrato una testimonianza sulla vecchiaia e un tributo reciproco all'attore e dall'attore ma niente di più.


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Immagine inserita


#4 Giubbo

Giubbo

    Classic Rocker

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Inviato 06 settembre 2018 - 14:28

sicuramente è normale, ma proprio per questo è un film nudo e diretto.

 

Il discorso del personaggio di Lynch, sull'accettazione e sul lasciar andare ("ho capito che Roosevelt aveva qualcosa di imprtante da fare, perciò lo lascio andare con serenità, e il mio cancello sarà sempre aperto se lui vorrà tornare") mi ha sinceramente e profondamente toccato: non mi vergogno a dire che, quando è tornato Roosevelt in scena, dopo il sorriso di Stanton verso la telecamera, mi sono commosso, e probabilmente ero l'unico in sala.


  • 0

#5 solaris

solaris

    Simmetriade.

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  • 5077 Messaggi:

Inviato 06 settembre 2018 - 14:40

Accidenti a te Giubbo, ho intraletto qualcosa, son spoiler quelli, vero?

(non leggerò la risposta)


  • 0

#6 khonnor

khonnor

    xy

  • Redattore OndaRock
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  • 16500 Messaggi:

Inviato 06 settembre 2018 - 15:08

a me ha fatto piangere forte, soprattutto la scena finale.


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noncuranti della fine, del calore, di poterci sciogliere.

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#7 Tom

Tom

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  • 11926 Messaggi:

Inviato 06 settembre 2018 - 16:17

Accidenti a te Giubbo, ho intraletto qualcosa, son spoiler quelli, vero?

(non leggerò la risposta)

 

Dai su, ma che "spoiler" vuoi che abbia un film del genere!?

 

Comunque si', e' una commedia, non un film per imbottirsi di immagini. Una commedia a volte riuscitamente stralunata, a volte un po' goffa. Col difetti di tanti film odierni di essere troppo esplicito a livello di dialoghi. Con i suoi difetti riesce a far sorridere e un po' a commuovere.


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#8 paloz

paloz

    Poo-tee-weet?

  • Redattore OndaRock
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  • 22655 Messaggi:

Inviato 06 settembre 2018 - 16:35

Io avrei voluto commuovermi* ma sinceramente non ci sono riuscito. Come dice Tom, spiattella un po' troppo la morale, l'insegnamento di vita, anche la malinconia del personaggio - che dovrebbe essere intrinseca - a volte mi è risultata poco convincente.

 

 

* In realtà l'ho fatto ma non nel finale, bensì nella scena in cui canta la canzone in spagnolo alla festa. Mi ha fatto sorridere e brillare gli occhi, mi è parso bucare la quarta parete e ammiccare alla vita vera molto più di tutto il resto del film.


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I have spoken softly, gone my ways softly, all my days, as behoves one who has nothing to say, nowhere to go, and so nothing to gain by being seen or heard.

 

(Samuel Beckett, Malone Dies)


#9 woody

woody

    mainstream Star

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  • 1988 Messaggi:

Inviato 06 settembre 2018 - 16:47

Boh sarà che in questi ultimi anni sono in astinenza da commedie (aiutatemi voi se ne trovate di buone) ma a me sto film già commuoveva se pensavo che a sto povero Stanton hanno dato il secondo ruolo importante della carriera a 90 anni.
Poi si è un film normale ma è un film normale di quelli che alla fine ti lasciano con una sensazione positiva e almeno a me ha lasciato qualcosa.
Poi film normale, come sempre bisogna vedere da che ottica si parte, se si parte da Satantango è un film normale, se si parte dal prodotto medio hollywoodiano odierno allora siamo ai livelli di Ozu.
Non ce ne sono tantissimi che hanno come protagonisti un novantenne.

Da quando vidi l'Art Ensemble of Chicago dal vivo ho un debole per i vecchi artisti. Avevo 21 anni e loro ne avevano di media 65, per uno che aveva visto solo concerti rock dai 2/3 mila spettatori in su trovarsi a un concerto dove suonano delle leggende del jazz e nel pubblico ci saranno circa 150 persone fu un bel salto. Entrai e riconobbi il batterista vestito come un idraulico durante il lavoro e cercò di vendermi un cd (altro differenza abissale con un concerto rock), li guardavo e pensavo, cazzo che sfiga, non potevo beccarmeli dal vivo una ventina d'anni fa?
Poi mezzi cenciosi e barcollanti si avviarono sul palco, il bassista era tutto tremolante, sarebbe morto pochi mesi dopo, ma che concerto incredibile. Nessun musicista rock da me visto era riuscito con tutti i suoi decibel e gli strumenti elettrici a darmi un impatto fisico del genere, e che musica complessa!
Da quel giorno ho un debole per i vecchietti, che sia nella musica, al cinema o in qualsiasi forma d'arte.

Magari il mio giudizio su Lucky è influenzato da questo, magari dalla simpatia che mi ispirava la figura di Stanton, eterno perdente ma con stile, magari è il monologo finale che per alcuni sarà pure banale ma fiinisce con la parola "smile" che è un po' anche la mia filosofia di vita (ho fatto l'ITI non aspettatevi una persona saputa o profonda!), però per me è un film da consigliare, pur nella sua semplicità.

Scusate la digressione, sto diventando vecchio pure io, se inizio a parlare poi mi spiace fermarmi e ripeto sempre le stesse cose....


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