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Influenza, Successo, Percezione E Critica: L'eterogenesi Dei Fini E Il Cinema


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#61 Tom

Tom

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Inviato 03 agosto 2018 - 11:07

mi permetto di dire tom che secondo me il tuo bersaglio polemico dovrebbero essere più i film che si sono rifatti a seven - o a il silenzio degli innocenti - più che seven stesso. immagino ad esempio che saw sia un film che ti sta proprio sul cazzo ashd

 

No va beh, posso criticare l'ideologia di un film, ma comunque poi farmelo piacere.

Wan lo preferisco nei gotici e parapsicologici, ma il primo "Saw" mi piace, anche se in effetti rientra perfettamente nella categoria dei serial-killer "moralisti".

Un film che mi ha fatto un po' ribrezzo da quel punto di vista e', ad esempio, "Split" di Shyamalan, le due tipe "punite" perche' "non hanno sofferto" con il film che in fin dei conti sta dalla parte dell'assassino e' una scelta di campo registica che trovo abbastanza stomachevole.

 

A me "Seven" piace molto, eh.

Ovvio che sono sempre gli imitatori a rovinare tutto.


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#62 cinemaniaco

cinemaniaco

    FЯEAK ON A LEASH

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Inviato 03 agosto 2018 - 11:24

Un film che mi ha fatto un po' ribrezzo da quel punto di vista e', ad esempio, "Split" di Shyamalan, le due tipe "punite" perche' "non hanno sofferto" con il film che in fin dei conti sta dalla parte dell'assassino e' una scelta di campo registica che trovo abbastanza stomachevole.


in questo caso siamo arrivati esplicitamente alla narrativa supereroistica, come e più che in dexter. io considero split un fantasy infatti. non ce la faccio ad arrabbiarmi perché è come arrabbiarsi per il fatto che il joker è cool: sono personaggi di pura finzione, sono innocui

invece mi irrita di più tutto quel filone di thriller realistici che edulcorano la figura del serial-killer. il serial-killer dal bel faccino, quasi "gentiluomo" che non stupra, non mutila, non uccide bambini, ecc. questo per me vuol dire glamourizzare gli assassini e renderli prodotti innocui per il pubblico della prima serata (spesso televisivo)

onore sempre a fincher e al suo straordinariamente disturbante mindhunter
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#63 Tom

Tom

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Inviato 03 agosto 2018 - 11:34

Interessante la questione, soprattutto perché io ho una percezione molto diversa dalla tua. A tratti antitetica. 

Per i Coen, io quando vidi "Il grande Lebowski" al cinema avevo già la percezione di un istant-cult.

 

 

A livello personale siamo d'accordissimo. Caso piu' unico che raro di film che sono tornato al cinema a rivedere.

E fu anche un buon successo di pubblico, sicuramente piu' dei precedenti film dei Coen, Fargo compreso.

 

Cio' non toglie che per molta critica erano dei Coen leggeri e minori, un divertimento passeggero che non avrebbe lasciato il segno. Mi ricordo la Bignardi da Venezia che dopo la proiezione diceva (concordando) di come il film fosse stato accolto dai critci in sala con "ammirata indifferenza". Di sicuro nessuno immaginava che attorno al film si sarebbe creato il culto che poi si e' creato.

 

Comunque che quasi ogni uscita dei Coen venga considerata "minore" e' un tormentone che si ripete praticamente ad ogni nuovo loro film fin dai tempi di "Arizona Junior", gia' quello considerato minore rispetto a "Blood Simple".


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#64 lazlotoz

lazlotoz

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Inviato 03 agosto 2018 - 11:45

 

Interessante la questione, soprattutto perché io ho una percezione molto diversa dalla tua. A tratti antitetica. 

Per i Coen, io quando vidi "Il grande Lebowski" al cinema avevo già la percezione di un istant-cult.

 

 

A livello personale siamo d'accordissimo. Caso piu' unico che raro di film che sono tornato al cinema a rivedere.

E fu anche un buon successo di pubblico, sicuramente piu' dei precedenti film dei Coen, Fargo compreso.

 

Cio' non toglie che per molta critica erano dei Coen leggeri e minori, un divertimento passegero che non avrebbe lasciato il segno. Mi ricordo la Bignardi da Venezia che dopo la proiezione diceva (concordando) di come il film fosse stato accolto dai critci in sala con "ammirata indifferenza". Di sicuro nessuno immaginava che attorno al film si sarebbe creato il culto che poi si e' creato.

 

Comunque che quasi ogni uscita dei Coen venga considerata "minore" e' un tormentone che si ripete praticamente ad ogni nuovo loro film fin dai tempi di "Arizona Junior", gia' quello considerato minore rispetto a "Blood Simple".

 

'sta cosa dei Coen minori è verissima e fa ridere (se non fosse portata avanti dai critici, ma vabbè)... Che poi dovessimo dire quali sono i minori:

 

Fratello, dove sei? (O Brother, Where Art Thou?) (2000)
Prima ti sposo poi ti rovino (Intolerable Cruelty) (2003)
Ladykillers (The Ladykillers) (2004)
Burn After Reading - A prova di spia (Burn After Reading) (2008)
Ave, Cesare! (Hail, Caesar!) (2016)
 
Mentre il resto non può essere considerato minore in nulla.

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#65 William Blake

William Blake

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Inviato 03 agosto 2018 - 12:35

Ma infatti, Tom non ho capito la tua lista...

Carlito's way ebbe in italia una grande fortuna critica, De Palma da noi era (ed è) molto amato. All'epoca pure di successo. Ad oggi forse il suo "valore" è aumentato per il suo modo di essere un oggetto abbastanza fuori dal tempo. Non mi pare che sia affatto dimenticato, così come The Piano. 

 

Che i più giovani non li conoscano è altamente probabile (se non è di Tarantino meglio non andare più in là del 1999), ma quelli della nostra età che poco poco hanno amato o amano il cinema ce li hanno ben ficcati nel cervello quei due film. Spero.

 

concordo pienamente. De Palma è oggi assai trascurato dalla nuova cinefilia, ma "Carlito's Way" è uno dei classici titoli per iniziati che hanno superato Tarantino. 


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Ho un aspetto tremendo, e non bado a vestirmi bene o a essere attraente, perché non voglio che mi capiti di piacere a qualcuno. Minimizzo le mie qualità e metto in risalto i miei difetti. Eppure c'è lo stesso qualcuno a cui interesso: ne faccio tesoro e mi chiedo: "Che cosa avrò sbagliato?"

#66 Seattle Sound

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    Non sono pigro,è che non me ne frega un cazzo.

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Inviato 03 agosto 2018 - 13:20

tra i film che hanno fatto il botto di critica e pubblico e oggi semi dimenticati senza dubbio Shakespeare in love


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Alfonso Signorini: "Hai mai aperto una cozza?"
Emanuele Filiberto: "Sì, guarda, tante. Ma tante..."
(La Notte degli Chef, Canale 5)

 

"simpatico comunque eh" (Fily, Forum Ondarock)

 

"passere lynchane che finiscono scopate dai rammstein"

"Io ho sofferto moltissimo per questo tipo di dipendenza e credo di poterlo aiutare. Se qualcuno lo conosce e sente questo appello mi faccia fare una telefonata da lui, io posso aiutarlo"
(Rocco Siffredi, videomessaggio sul web)


"Ah, dei campi da tennis. Come diceva Battiato nella sua canzone La Cura"


#67 lazlotoz

lazlotoz

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Inviato 03 agosto 2018 - 13:54

 

Ma infatti, Tom non ho capito la tua lista...

Carlito's way ebbe in italia una grande fortuna critica, De Palma da noi era (ed è) molto amato. All'epoca pure di successo. Ad oggi forse il suo "valore" è aumentato per il suo modo di essere un oggetto abbastanza fuori dal tempo. Non mi pare che sia affatto dimenticato, così come The Piano. 

 

Che i più giovani non li conoscano è altamente probabile (se non è di Tarantino meglio non andare più in là del 1999), ma quelli della nostra età che poco poco hanno amato o amano il cinema ce li hanno ben ficcati nel cervello quei due film. Spero.

 

concordo pienamente. De Palma è oggi assai trascurato dalla nuova cinefilia, ma "Carlito's Way" è uno dei classici titoli per iniziati che hanno superato Tarantino. 

 

 

Forse anche nel discorso di influenza e percezione ci entra il fatto che negli Ottanta e tutti i Novanta quando si parlava di De Palma si parlava di Hitchcock (prima forse era più puramente New Hollywood), anche se poi a rivedere la filmografia ci son cose eterogenee.

Su di lui pesa il fatto che ultimamente ha fatto molto poco. 

Ma soprattutto che ha fatto Redacted nel 2007. A quello la critica (specie americana ovviamente) ha dovuto mediamente alzare un muro. Io non lo rivedo da allora, ma lo ricordo come uno dei suoi lavori più potenti di un vero autore.

 

All'epoca, quando ero un ragazzino cinefilo, De Palma era intoccabile per la critica europea. Oggi non più.


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#68 Matthew30

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Inviato 03 agosto 2018 - 19:47

Mi infilo nella discussione, quali erano i pareri su Oliver Stone negli anni '90, diciamo da Natural Born Killers in avanti?

 

Riprendendo la voce su Wikipedia, non è propriamente un autore amato dalla critica:

 

Ogni suo film crea delle attese e delle polemiche e la critica lo conosce bene come regista altamente politicizzato (lo stesso Stone si definisce anarchico). La critica cinematografica statunitense non ha quasi mai risparmiato il regista e per certi versi lo ha anche temuto: per fare un esempio basti pensare alla paura ed al dissenso creato tra la critica e l'industria cinematografica statunitense quando si seppe che Stone stesse lavorando ad un film sugli attentati dell'11 settembre 2001: il motivo del dissenso fu la paura che il tema affrontato dal regista sarebbe stato la teoria del complotto sull'attentato del 2001 quando in realtà era una semplice storia di eroismo di alcuni uomini durante quel triste giorno. Alla sua uscita infatti, World Trade Center, non aveva nessuno sfondo politico-ideologico.[7] Altro esempio fu la dura critica, da parte della stampa e delle alte cariche politiche statunitensi, lanciata al film JFK - Un caso ancora aperto già un mese prima che uscisse nelle sale, in quanto considerato un film assolutamente falso e con riferimenti storici distorti e non reali, questo perché il regista abbraccia la tesi della teoria del complotto sull'assassinio di John Fitzgerald Kennedy.


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#69 lazlotoz

lazlotoz

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Inviato 03 agosto 2018 - 21:28

Mi infilo nella discussione, quali erano i pareri su Oliver Stone negli anni '90, diciamo da Natural Born Killers in avanti?

 

Riprendendo la voce su Wikipedia, non è propriamente un autore amato dalla critica:

 

Ogni suo film crea delle attese e delle polemiche e la critica lo conosce bene come regista altamente politicizzato (lo stesso Stone si definisce anarchico). La critica cinematografica statunitense non ha quasi mai risparmiato il regista e per certi versi lo ha anche temuto: per fare un esempio basti pensare alla paura ed al dissenso creato tra la critica e l'industria cinematografica statunitense quando si seppe che Stone stesse lavorando ad un film sugli attentati dell'11 settembre 2001: il motivo del dissenso fu la paura che il tema affrontato dal regista sarebbe stato la teoria del complotto sull'attentato del 2001 quando in realtà era una semplice storia di eroismo di alcuni uomini durante quel triste giorno. Alla sua uscita infatti, World Trade Center, non aveva nessuno sfondo politico-ideologico.[7] Altro esempio fu la dura critica, da parte della stampa e delle alte cariche politiche statunitensi, lanciata al film JFK - Un caso ancora aperto già un mese prima che uscisse nelle sale, in quanto considerato un film assolutamente falso e con riferimenti storici distorti e non reali, questo perché il regista abbraccia la tesi della teoria del complotto sull'assassinio di John Fitzgerald Kennedy.

 

No, amato proprio no. Ma Stone è sempre stato considerato un outsider, forse più un personaggio che un regista in molti aspetti. Specie dopo Natural Born Killers.

È sempre stato un po' un trombone bastian contrario effettivamente. E su quello han sempre fatto presa chi ne scriveva.

 

Ma è un altro che fra '80 e '90 era in prima fila, ora non più. All'epoca molti suoi film erano eventi, ora passano via che quasi non ce ne accorgiamo.


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#70 Stan Bowles

Stan Bowles

    Socialista dalle tasche buche

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Inviato 04 agosto 2018 - 07:35

 
Ma è un altro che fra '80 e '90 era in prima fila, ora non più. All'epoca molti suoi film erano eventi, ora passano via che quasi non ce ne accorgiamo.

Un altro è anche Lawrence Kasdan,oggi praticamente sparito .
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