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Influenza, Successo, Percezione E Critica: L'eterogenesi Dei Fini E Il Cinema


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#41 Tom

Tom

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Inviato 19 luglio 2018 - 21:31

"Thelma & Louise" è rimasto nell'immaginario collettivo, ma comunque meno rispetto a quanto ci si aspettava (doveva essere il film femminista definitivo). Credo che Tom intendesse questo.

 

Esatto. All'epoca fu accolto come un instant cassic, oggi spesso non viene neanche citato tra i migliori di Scott.

Comunque mi riferivo all'Italia, in America come dice Cine credo anch'io sia rimasto di piu' almeno come iconografia.


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#42 cinemaniaco

cinemaniaco

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Inviato 20 luglio 2018 - 13:51

chi sarà il primo ad azzardare una lista invece dei film all'uscita poco acclamati ma poi cultizzati degli anni 2000? ashd

io qualche titolo ce l'ho già, ma ci penso ancora un po' va
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#43 razzledazzle

razzledazzle

    Classic Rocker

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Inviato 20 luglio 2018 - 19:20

Tra gli svalutati dei 2000s direi Crash, all'uscita acclamatissimo, poi scivolato nel dimenticatoio assieme a Haggis, memorabile solo nel documentario di Scientology come testimone.

Avatar lo chiamai merda secca già all'epoca, ora giustamente affondato assieme a tutto il carrozzone del 3D. Eppure si parlò di rivoluzione e nuova era. 

Con Inland Empire (parlando solo di critica, non di botteghino) uccidiamo un uomo morto.

 

 

 

I rivalutati? Troppo presto.


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#44 cinemaniaco

cinemaniaco

    FЯEAK ON A LEASH

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Inviato 21 luglio 2018 - 09:35

su avatar penso non sia un caso che cameron tenta di farne il sequel da ormai 10 anni, ma la fox continua a posticipare la data di uscita...
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#45 William Blake

William Blake

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Inviato 30 luglio 2018 - 09:39

possibilmente non andando più indietro degli anni 80

 
E' semplicemente, a livello collettivo, lo stesso processo di selezione che fai tu quando poni limiti come questi.
 
Restando ai soliti maledetti anni 80: oggi passano per gli anni dei neon, dei colori acidi, delle ost coi synth, dei film coi ragazzini.
In realta' all'epoca andava molto forte anche un cinema piu' accedemico, adulto e minimalista, infatti spesso premiato con oscar e nomination. Tipo che nel 1986 mica premiavano "Top Gun" e "Aliens", ma gli oscar nominavano "La mia Africa", "Il colore viola" "Il bacio della donna ragno", "L'onore dei Prizzi" e "Witness". Ora quello quello stile meditativo e classicheggiante non quaglia piu' con il racconto che si fa degli anni 80 e quindi si fa quasi finta che non sia mai esistito.

L'ultimo libro di Pier Maria Bocchi dovrebbe proprio parlare di questo.
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Ho un aspetto tremendo, e non bado a vestirmi bene o a essere attraente, perché non voglio che mi capiti di piacere a qualcuno. Minimizzo le mie qualità e metto in risalto i miei difetti. Eppure c'è lo stesso qualcuno a cui interesso: ne faccio tesoro e mi chiedo: "Che cosa avrò sbagliato?"

#46 Tom

Tom

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Inviato 02 agosto 2018 - 17:39

Continuando il giochino coi 90.

 

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1993 Carlito's Way Brian De Palma
Mi piange il cuore, ma sono costretto ad ammettere che questo mio ultra-cultone del cuore non e' rimasto. Fu un discreto flop in America, ma chissa' perche e per come incasso' bene in Italia, accompagnato da recensioni per lo piu' entusiaste, dove ricorreva il concetto che era "meglio di Scarface". Ma dopo un quarto di secolo Tony Montana e' ancora li' nell'immaginario collettivo, mentre il ricordo del malinconico e buon Carlito e' sfumato.   
 
1993 The Piano (Lezioni di piano) Jane Campion
Si potrebbe citare un po' tutta la filmografia della Campion come esempio di titoli decaduti nella memoria collettiva, ma questo film e' esemplare in quanto a ridimenisionamento avvenuto col tempo. Palma d'oro a Cannes, tre oscar, "scoperta" collettiva della Nuova Zelanda, film "caso" (tipo che mi pare che andarono a vederlo anche i miei), Holly Hunter, Harvey Keitel e Anna Paquin sulle copertine delle riviste anche non di cinema, successo discografico per la colonna sonora di Nyman. Cosa e' rimasto di quel successo?

 

1993 Kalifornia Dominic Sena
Questo thriller-action famoso non lo e' mai stato, ma lo cito in quanto esempio di film divorato dagli sviluppi successivi del genere, tipo i gruppi hair metal sulla rampa di lancio dei primi 90 rimasti fregati dall'esplosione del grunge. Ai tempi suscito' un certo interesse, lanciando Brad Pitt e confermando Juliette Lewis come fidanzatina psicopatica d'America. Lo stile era quello colorato e ultra-cool alla Tony Scott e come film in se' non era affatto male, pur piuttosto telefonato a livello di trama. Ma senza saperlo commetteva un errore madornale nell'era gia' dominata dalla figura di Hannibal Lecter: metteva in discussione la "cultura" e il mito del serial killer. L'anno dopo lo stesso Pitt interpretera' "Seven" che viceversa rappresentera' la definitiva consacrazione del serial killer come il bau bau dei nostri giorni, personaggio biblico su misura della Babilonia moderna. A chi fregava piu' di un film il cui senso ultimo era dimostrare che i serial killer sono dei miserabili semi-ritardati senz'anima?

 

1993 Arizona Dream Emir Kusturica
1993 What's Eating Gilbert Grape Lasse Hallström
1993 Benny & Joon Jeremiah S. Chechik
1994 Juan DeMarco Jeremy Leven

1997 The Brave Johnny Depp
Ovvero il film lunari e storti con Johnny Depp, Quasi un genere a parte di quegli anni, quando era un attore simbolo del cinema americano indipendente e di culto. Un'era geologica prima di diventare una megastar dei botteghini e due era geologiche prima di essere un candidato al totomorto come star sul viale del tramonto e dell'inciccionimento. E' interessante notare come nella percezione collettiva ogni nuova fase della carriera di Depp sembra cancellare della memoria la precedente. Anche la fase "cult" dei 90 d'altra parte aveva cancellato a sua volta la fase televisiva anni 80 di Depp, pur di enorme successo anche quella.
 
1993 Raining Stones (Piovono pietre) Ken Loach

Ai tempi nella mia compagnia d'amici era quasi un obbligo andare a vedere ogni nuovo Loach in uscita. Io ci andavo volentieri e mi ricordo i cineforum pieni e le recensioni sempre positive. Questo in particolare e' stato uno dei suoi piu' amati all'epoca. Ora mi chiedo cosa rimane di quei pur bei film, di quei personaggi pur cosi' vivi, del pur sempre lucido discorso sociale di Loach? Personalmente mi accorgo di sovrapporre trame e attori e che non saprei dire perche' quello mi era piaciuto piu' dell'altro... 

 

1994 Killing Zoe Roger Avary

Ahime', altro mio mega-cultone svaporato. Non che ebbe gran successo all'epoca, anzi, ma folgoro' parecchi. Non era raro nelle recensioni imbattersi nella parecchio snobistica opione "Avary meglio di Tarantino" o nell'ipotesi che fosse lui la "vera anima di Pulp Fiction". Fatto sta che e' un gran film, ma non se lo ricorda piu' nessuno, come il povero Avary che pure qualcosa di bello lo fara' ancora.

 

1995 Things to Do in Denver When You're Dead Gary Fleder

Ancora in zona figli di "Pulp Fiction". Anche qui non grande successo ma culto di tutto rispetto. Dalla serie "non solo arrivo prima di tutti sulla scia di Tarantino, ma faccio meglio di tutti i coglioni che verranno dopo". Finito nel dimenticatoio pure lui, messo nello stesso mazzo dei travistori di Taratino venuti dopo. 

 

1995 Underground Emir Kusturica

Film evento di meta' decennio e consacrazione di Kusturica come il Fellini+Pecknipah venuto dal Far Est di fine millennio. Tra i tanti sintomi dell'epocalita' del film: "Kalashnikov" di Bregovic un classico delle feste giovani ad alta gradazione. Momento magico che illuminera' anche il successivo "Gatto nero gatto bianco". Poi qualcuno nella carriera di Kusturica (forse lui stesso) preme l'interruttore e nel dopo 2000 tutto si spegne. Non solo i suoi (rari) film escono nell'indifferenza generale, ma pare sparito anche il ricordo di quando era uno dei registi piu' famosi del mondo. 

 

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1993 True Romance Tony Scott

Come passare da film cagato da quattro gatti a cult da recuperare da tutti in poco meno di un anno, perche' nel frattempo il tuo sceneggiatore e' diventato il tizio piu' cool dei paraggi. Notare che dopo "Revenge" e "L'ultimo boy scout" era il terzo floppone per Tony Scott, che invece otterra' buoni incassi con i successivi "Allarme rosso" (buono) e "The fan" (bruttino): eppure vedi un po' cosa e' piu' noto oggi tra quei flop e quei successi.

 

1993 Groundhog Day Harold Ramis

Un buon successo all'epoca, ma nulla poteva anche solo lontanamente far presagire sarebbe diventato un film quasi proverbiale, imitatissimo paradigma dei film con il loop temporale e cult televisivo di varie generazioni.

 

1993 Demolition Man Marco Brambilla

Caso di simpatico filmetto sgangherato a cui il tempo conferisce sempre piu' tutta una serie di involontarie risonanze e intuizioni, uscito quando il politicamente corretto sembrava una stramba moda tutta americana.

 

1994 Una pura formalità Giuseppe Tornatore

Uscito in sordina anche se Tornatore era ai tempi all'apice della fama, notato per lo piu' perche' Tornatore non faceva il Tornatore,  con qualche sospetto - giustificato - che Polanski da attore c'avesse messo almeno una grossa influenza. Lo stesso Tornatore non capi' e prudentemente torno' nei film successivi alla solita solfa patetico-nostalgica. Oggi generalmente considerato uno dei film italiani piu' interessanti del decennio e il miglior Tornatore.  

 

1995 Heat Michael Mann

Ora considerato un classicone imprescindibile del decennio, ma quando usci' non solo non ottene il successo che forse oggi si puo' pensare abbia avuto, ma fu accolto tiepidamente anche da molta critica, con molti che gli imputavano l'eccessiva lunghezza e la troppa classicita' della trama. Direi che il tempo e' stato galantuomo.


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#47 An Absent Friend

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Inviato 02 agosto 2018 - 17:53

 

 

1994 Killing Zoe Roger Avary

Ahime', altro mio mega-cultone svaporato. Non che ebbe gran successo all'epoca, anzi, ma folgoro' parecchi. Non era raro nelle recensioni imbattersi nella parecchio snobistica opione "Avary meglio di Tarantino" o nell'ipotesi che fosse lui la "vera anima di Pulp Fiction". Fatto sta che e' un gran film, ma non se lo ricorda piu' nessuno, come il povero Avary che pure qualcosa di bello lo fara' ancora.

 

Ho giusto visto Le regole dell'attrazione, strano oggetto in bilico tra fighetteria politicamente scorretta, virtuosismo formale compiaciutissimo, romanticismo tra i synthoni e i tipici personaggi ellisiani apatici ma anche no, che inizia con ​uno stupro mit sboccata in mezzo all'atto su stuprata indifferente (giuro) e si chiude (anzi, si tronca, fedelmente) su un nichilismo talmente falsato da sembrare più una pagina di critica che di narrazione. Come se un cult dei '90 (capito o meno come Trainspotting, Fight Club e gli altri)  fosse già impossibile nei primi anni Zero e il faccione di Van Der Beek mentre vampireggia facesse ridere prima di tutto i suoi autori.

 

Due estratti per capire il tono nei momenti peggiori (o migliori):

 

 

 

Voglio vedere altro di suo, a questo punto.


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Talmente brutto che e' da considerare 90

 

 
In pratica vogliono il magical negro senza i poteri magici, sai che palle.

 

 

I voti sono sull'attività svolta e sulle iniziative dichiarate o parzialmente avviate

 


#48 cinemaniaco

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Inviato 02 agosto 2018 - 18:20

1993 Carlito's Way Brian De Palma
Mi piange il cuore, ma sono costretto ad ammettere che questo mio ultra-cultone del cuore non e' rimasto. Fu un discreto flop in America, ma chissa' perche e per come incasso' bene in Italia, accompagnato da recensioni per lo piu' entusiaste, dove ricorreva il concetto che era "meglio di Scarface". Ma dopo un quarto di secolo Tony Montana e' ancora li' nell'immaginario collettivo, mentre il ricordo del malinconico e buon Carlito e' sfumato


forse è rimasto di più benny blanco ashd



c'è pure un produttore famoso che si fa chiamare così. e ti posso citare alcune canzoni rap se ti va asd

a parte gli scherzi. come per thelma & louise del post precedente, ti contesto questo giudizio. secondo me per i cinefili, almeno per loro, almeno per quelli italiani, il film è rimasto. per il grande pubblico? obiettivamente non so. ma il fatto che sia uscito un sequel - pardon prequel - negli anni 2000, seppur dtv, qualcosa vorrà dire…

che mi dici invece di donnie brasco? che te lo dico a fare per qualche anno è stato un must però ora che ci penso in effetti… boh


p.s: tom non sapevo fossi un estimatore di kalifornia
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#49 Tom

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Inviato 02 agosto 2018 - 18:56

p.s: tom non sapevo fossi un estimatore di kalifornia


L'ho visto solo recentemente, in realta'. Quando mi capitava di incrociarlo in tv non mi diceva granche', nonostante la Lewis e pure la notevolissima moretta. Meglio cosi'. Prima non mi sarebbe piaciuto, l'avrei trovato troppo convenzionale e laccato. Oggi che quello stile da spot di alcolici costosi e' fuori moda e un po' dimenticato l'ho apprezzato di piu': il che rientra nel discorso del topic.


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#50 Harry Caul

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    se ci dice bene finiamo nella merda

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Inviato 02 agosto 2018 - 18:57

Vedo che sinora nessuno ha citato uno dei film più rivalutati della storia: IL GRANDE LEBOWSKI
Sia in America che in Italia all'uscita ebbe incassi medio bassi e critici freddini, i più entusiasti lo definirono una divertente opera minore dei Coen, per diversi anni quando parlavo a qualcuno di sto film mi rispondevano "che roba è?" asd
Poi il boom, il dudeismo, le gif, le battute a memoria, l'influenza culturale vastissima...ma all'epoca non ci avrebbe scommesso nessuno.
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#51 Tom

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Inviato 02 agosto 2018 - 19:05

Vero. E la stessa cosa vale incredibilmente per "Fargo".

Invece sembrano un po' calati nella considerazione generale (quel capolavoro di) "Miller's Crossing" e, soprattutto, "Barton Fink", Palma d'oro a Cannes sponsorizata da Polanski. A certificare la fama dell'epoca la memorabile gag dei Simpsons, con i ragazzini tutti eccitati di andare a vedere di nascosto un film "vietato ai minori": Barton Fink appunto. asd  


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#52 cinemaniaco

cinemaniaco

    FЯEAK ON A LEASH

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Inviato 02 agosto 2018 - 19:12

Prima non mi sarebbe piaciuto, l'avrei trovato troppo convenzionale e laccato. Oggi che quello stile da spot di alcolici costosi e' fuori moda e un po' dimenticato l'ho apprezzato di piu': il che rientra nel discorso del topic.


lo stile in effetti è stato un po' una pregiudiziale di tutto quel cinema che aveva tony scott come nume tutelare: era appunto considerato laccato, patinato e pubblicitario, quando in realtà erano tutti film con una visione della violenza per nulla fumettistica od edulcorata, e dalle tematiche realistiche. a tal proposito tarantino ha sempre detto che lui e tony in verità facevano un cinema molto simile, cambiava solo lo stile (si che uno potrebbe dire: e scusa se è poco asd però non è così strano che tarantino apprezzasse scott)

kalifornia alla sua uscita si beccò anche il plauso di ebert, quindi è vero non fu un successo di pubblico, ma molti lo misero tra i migliori film del 1993. oggi è decisamente sparito

certo anche per me ha molti limiti (tipo che pitt che fa il serial killer … vabbè ashd ), ma gli spunti provocatori sul genere come sottolinei sono sempre molto interessanti (anche controversi, perché poi potrebbe benissimo essere accusato di essere una tipica glamourizzazione hollywoodiana del serial killer)
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#53 Sandor

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    Classic Rocker

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Inviato 03 agosto 2018 - 08:51

1993 The Piano (Lezioni di piano) Jane Campion
Si potrebbe citare un po' tutta la filmografia della Campion come esempio di titoli decaduti nella memoria collettiva, ma questo film e' esemplare in quanto a ridimenisionamento avvenuto col tempo. Palma d'oro a Cannes, tre oscar, "scoperta" collettiva della Nuova Zelanda, film "caso" (tipo che mi pare che andarono a vederlo anche i miei), Holly Hunter, Harvey Keitel e Anna Paquin sulle copertine delle riviste anche non di cinema, successo discografico per la colonna sonora di Nyman. Cosa e' rimasto di quel successo?

 

Sicuramente abbastanza dimenticata,anche perchè non fa un film dal 2009 ma questo e "Un angelo alla mia tavola" per me rimangono dei film notevoli ,sicuramente trai migliori degli anni 90.

Mi ricordo anch'io che The piano ebbe un gran successo di pubblico ,ogni tanto succedeva che un film di nicchia arrivava anche al grande pubblico per qualche circostanza favorevole,ora è praticamente impossibile.


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#54 lazlotoz

lazlotoz

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Inviato 03 agosto 2018 - 09:04

Ma infatti, Tom non ho capito la tua lista...

Carlito's way ebbe in italia una grande fortuna critica, De Palma da noi era (ed è) molto amato. All'epoca pure di successo. Ad oggi forse il suo "valore" è aumentato per il suo modo di essere un oggetto abbastanza fuori dal tempo. Non mi pare che sia affatto dimenticato, così come The Piano. 

 

Che i più giovani non li conoscano è altamente probabile (se non è di Tarantino meglio non andare più in là del 1999), ma quelli della nostra età che poco poco hanno amato o amano il cinema ce li hanno ben ficcati nel cervello quei due film. Spero.


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#55 Tom

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Inviato 03 agosto 2018 - 09:32

Mettiamola cosi', non e' tanto questione di titoli piu' o meno dimenticati, ma di memoria dell'impatto che ebbero (o non ebbero) all'epoca in cui uscirono.

 

Certo che "The Piano" e' ancora un film noto, ma qualcuno direbbe che e' stato quel mezzo fenomeno commerciale e culturale che e' stato? Persino chi ha vissuto in diretta il fenomeno fa un po' fatica a ricordarsene. Almeno io.

 

Esempio contrario: "Balla coi lupi" oggi non e' ovviamente piu' un titolo centrale come lo era nei primi 90, ma mi pare sia rimasto nella memoria collettiva almeno l'impressione del forte impatto iconico e dell'enorme successo commerciale che ebbe all'uscita. Ancora viene percepito come un film "importante" o che comunque significo' qualcosa alla sua uscita. 

 

Stesso discorso al contrario. Come si diceva sopra, qualcuno direbbe oggi che "Fargo" e "Il grande Lebowski" quando uscirono venivano considerati dei film minori dei Coen, mentre il film coeniano per eccellenza era considerato "Barton Fink"?


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#56 Ganzfeld

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Inviato 03 agosto 2018 - 09:45

Che ne pensate dell'esordio dei Coen? Mi sa che è il loro film che preferisco, eppure mi pare che sia uno dei loro meno considerati, perlomeno a livello di pubblico.


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Tuttavia nella mia vita non ho mai smesso di masturbarmi


#57 avatar blackwolf

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Inviato 03 agosto 2018 - 10:47

e  Mr. Hula Hoop? 

 

Visto al cinema quando è uscito.  Nel corso degli anni l'ho quasi totalmente dimenticato eccetto per una scena

Spoiler
. Rivisto recentemente , mi è piaciuto più di quanto potessi credere.


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#58 cinemaniaco

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Inviato 03 agosto 2018 - 10:55

non toccatemi i listoni di tom che è l'unico che si è sbattuto per dare un senso al topic


io invece sono tentato dall'aprire un OT - anzi, proprio un topic ashd - sui serial-killers al cinema stimolato dalle riflessioni di tom su questa figura che gli ho spesso visto esternare soprattutto in relazione a seven

mi permetto di dire tom che secondo me il tuo bersaglio polemico dovrebbero essere più i film che si sono rifatti a seven - o a il silenzio degli innocenti - più che seven stesso. immagino ad esempio che saw sia un film che ti sta proprio sul cazzo ashd ecco, lì si che è amplificato il giochino "morale" che critichi. ma se andiamo a vedere bene è un elemento dell'horror americano assai precedente a seven: il caro vecchio slasher, dove figure come jason incarnavano in tutto e per tutto la lunga mano dell'america puritana

in seven prima di tutto non c'è nessuna glamourizzazione del serial-killer: john doe non ha neppure una identità, è un uomo anonimo (come sono realmente i serial-killer) non è di certo un antieroe o addirittura un supervillain da narrativa supereroistica come diventerà questa figura in una serie tv di successo come dexter; in maniera anticonvenzionale compare soltanto nel finale del film senza che prima sia mai apparso; oggi tutti conosciamo kevin spacey ma nel 1995 era ancora un volto più famoso a teatro che al cinema quindi non paragonabile al richiamo e al glamour invece di un brad pitt ad esempio (o ad un anthony hopkins che fa lecter)

per me seven non vuole mitizzare questa nuova figura di babau contemporaneo - è una conseguenza indiretta dell'influenza avuta dal film. vuole provocare. la geniale provocazione sta tutta nel bellissimo dialogo in macchina tra john doe e l'agente mills: il discorso di john doe è paradossalmente convincente. noi sappiamo cosa ha fatto quest'uomo, non ci è stata indorata la pillola. però allo stesso tempo nel nostro profondo sappiamo che in fondo su certe cose ha anche ragione… e lo sa anche mills. "solo in questo mondo di merda si possono definire innocenti persone come quelle e rimanere con la faccia seria". seven sfuma così tanto il confine tra bene e male, giusto e sbagliato, innocente e colpevole, da gettarci nell'abisso e nell'angoscia. io non ho mai più visto un film hollywoodiano così radicale. è un film che problematizza, provoca, non glamourizza, non mitizza
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#59 Harry Caul

Harry Caul

    se ci dice bene finiamo nella merda

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Inviato 03 agosto 2018 - 10:59

Fincher poi ha fatto il notevolissimo Zodiac, secondo me film definitivo sull'argomento, che  tra le altre cose demitizza la materia in maniera mirabile.


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#60 lazlotoz

lazlotoz

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Inviato 03 agosto 2018 - 11:05

Mettiamola cosi', non e' tanto questione di titoli piu' o meno dimenticati, ma di memoria dell'impatto che ebbero (o non ebbero) all'epoca in cui uscirono.

 

Certo che "The Piano" e' ancora un film noto, ma qualcuno direbbe che e' stato quel mezzo fenomeno commerciale e culturale che e' stato? Persino chi ha vissuto in diretta il fenomeno fa un po' fatica a ricordarsene. Almeno io.

 

Esempio contrario: "Balla coi lupi" oggi non e' ovviamente piu' un titolo centrale come lo era nei primi 90, ma mi pare sia rimasto nella memoria collettiva almeno l'impressione del forte impatto iconico e dell'enorme successo commerciale che ebbe all'uscita. Ancora viene percepito come un film "importante" o che comunque significo' qualcosa alla sua uscita. 

 

Stesso discorso al contrario. Come si diceva sopra, qualcuno direbbe oggi che "Fargo" e "Il grande Lebowski" quando uscirono venivano considerati dei film minori dei Coen, mentre il film coeniano per eccellenza era considerato "Barton Fink"?

 

Interessante la questione, soprattutto perché io ho una percezione molto diversa dalla tua. A tratti antitetica. 

Per i Coen, io quando vidi "Il grande Lebowski" al cinema avevo già la percezione di un istant-cult. E la cosa poi si è confermata. A dire la verità direi che i Coen in quegli anni erano (giustamente) messi sul piedistallo. 

Solo grazie a un biennio terribile, il 2003-2004, Prima ti sposo poi ti rovino (Intolerable Cruelty) (2003) e Ladykillers (The Ladykillers) (2004) furono messi in discussione. E come sempre, stupidamente, si crearono le fazioni pro e contro.

 

Barton Fink era un assoluto, e forse oggi è stato completamente dimenticato. Quello sì.

 

Il discorso su The Piano è anche legato al fatto che forse non è stato un successo così grande. Vero che vinse gli Oscar, ma con una controllata veloce vedo che ha incassato 140M. Mentre il vincitore di quell'anno come miglior film ne incassò 320, e quello direi che nessuno se lo potrà mai scordare come impatto (era Schindler's List). 

La Campion è stata sempre ben vista, ma soprattutto da una certa critica (per me miope) che la inseriva in un discorso di femminismo che però la sminuiva per quello che è, cioè una grandissima regista e un'ottima sceneggiatrice. 


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