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Tully (Reitman, 2018)


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#1 Conato

Conato

    Roadie

  • Redattore OndaCinema
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Inviato 08 luglio 2018 - 16:02

Una nuova commedia dal regista candidato all’Oscar® Jason Reitman (“Tra le nuvole”) e dello sceneggiatore premio Oscar ® Diablo Cody “Juno”). Marlo (l’attrice premio Oscar ® Charlize Theron), madre di tre figli di cui uno appena nato, su consiglio del fratello (Mark Duplass) assume una tata per la notte. Titubante all’inizio per via della stravaganza della ragazza, col tempo Marlo stringe un legame unico con la giovane, premurosa, sorprendente e a volte provocatoria bambinaia di nome Tully (Mackenzie Davis).

 

Tully_locandina.jpg

 

http://www.ondacinem...ly-reitman.html


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Ogni uomo nella culla
succia e sbava il suo dito
ogni uomo seppellito
è il cane del suo nulla

#2 tiresia

tiresia

    Sue Ellen

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  • 4104 Messaggi:

Inviato 24 luglio 2018 - 09:58

Qui di seguito opinioni spudoratamente di parte e, quindi, in quanto assolutamente non oggettive, decisamente false.
Tully chiude il trittico di collaborazione di Jason Reitman con Diablo Cody incardinato sul corpo e l’età della donna, ma soprattutto continua la storia narrata in Young Adult, stessa interprete, protagonista calata pochi anni dopo quegli eventi.

La maternità, la terza, il corpo esausto, i 40 e passa nella vita più che media di una donna, la stanchezza, l’arrivo quasi magico di una Mary Poppins notturna, taumaturgica e catalizzatrice del mondo crepuscolare. Ecco il film, si divide in due mondi, quello diurno della routine, della razionalità che fatica a fare quadrato sulle incombenze quotidiane e quella notturna, la culla dell’inconscio, dei desideri, delle creature e delle creazioni dell’immaginifico in cui Marlo, la protagonista, si scioglie in compagnia della tata.
Reitman centra la narrazione sul crinale della vita in cui si fanno i conti con se stessi, nel momento in cui le scelte sono state compiute e le possibilità si sono ridotte fino a divenire quasi nulle, ma il moto delle aspirazioni, dei desideri riemerge continuamente disgregandosi contro la monoliticità della realtà come la notte, ad ogni risveglio, si polverizza nel giorno.
Il film è delicatamente realistico, spietatamente ironico, ma magico e, forse, un po' accondiscendente, come se l'orrorifica visione di Young Adult (che fotografava i giovani vecchi abbondantemente dopo i 30) si fosse pacificata sulla necessità di venire a patti con le proprie scelte ormai compiute.
La crisi di Marlo progredisce per segmenti leggeri: il confronto con il figlio più piccolo assediato dall’ansia; l’incontro con un amore della giovinezza che fa riemergere i ricordi universitari; il parto.
Ecco che le pieghe dell’io di Marlo si incrinano e vengono raccolte, con l’arrivo del buio, come in un incantesimo, dalla giovane tata notturna che instaura un dialogo esclusivo con Marlo specchiandola nella propria caotica, energetica e dinamica età.

- Dottoressa “sua moglie ha avuto comportamenti critici?”
- Marito “no, certo a parte l’altra sera che ha lasciato i bambini soli e incustoditi a casa”
- Dottoressa “Incustoditi? Ma lei non era in casa?”
- Marito “Sì, sì, certo, naturalmente”
92 minuti di applausi

L’interpretazione della Theron è maiuscola, una meravigliosa gamma di sentimenti che esplodono dalla sua fisicità rotonda e dolcissima.
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