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Sergio Endrigo


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12 replies to this topic

#1 Tom

Tom

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Inviato 30 giugno 2018 - 15:17

*
POPOLARE

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la Classe
 
Sergio Endrigo
 
Rischio che il fantasma di Endrigo venga stanotte a tirarmi i piedi iniziando un topic su di lui parlando delle sue canzoni per i bambini. Un lato della sua carriera a cui si dedico' negli anni 70 con amore e rispetto, sfornando capolavori assoluti, ma che si trasformo' in un inferno personale quando, scemata la fama, veniva ricordato quasi avesse fatto solo quelle.

Eppero' come non cogliere l'occasione per un po' di auto-epica personale nel raccontare che questo 45 giri...
 
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...e' stato il primo disco che i miei mi regalarono, a un'eta' in cui manco capivo cos'era un regalo. Dovrebbe esserci ancora da qualche parte a casa dei miei, tutto rovinato e con quel che rimane della copertina. Ma in quegli anni le canzoni di Endrigo erano una costante anche all'asilo e nei programmi tv del pomeriggio. Sono anni che tento di identificare a quale programma o cartone fosse associata come sigla questa genialata di canzone...
 
Ma, appunto, per riuscito e poetico sia stato l'approccio di Endrigo all'universo della musica infantile, non si puo' ridurre tutto a quello. E manco alle splendide canzoni con cui vinceva e nobilitava i Festival di Sanremo e sbancava nell'epoca dei jukebox. Endrigo era un cantautore completo, con una sua poetica che illuminava tutte le sue canzoni, e con una serieta' e consapevolezza di approccio verso la propria arte quasi sconosciuta nel mondo della canzone in cui inizio'. Tanto e' vero che fu autore di una discografia ordinata e precisa, che nel riproporre su LP i successi gia' usciti su 45 giri evitava ripetizioni e sovrapposizioni, cosa che negli anni 60 non faceva praticamente nessuno.
 
Del persino drammatico oblio e isolamento personale che lo circondo' dagli anni 80 in poi ci sarebbe tanto da dire e tanto da dedurre. Certo, oggi come l'altroieri, difficile tovarla una figura piu' demode' di quella di Endrigo, con quella sua aria austera da signore vecchio stile, la sua fede comunista composta e senza gli anarchismi di tanti suoi colleghi, quella sua bruttezza portata con classe borghese d'altri tempi, quell'aria melanconica e pensierosa che, nel mondo imbecille dello spettacolo italiano, fini' per appioppargli la fama di menagramo, una cosa di cui soffri' tantissimo, tanto che arrivo' a minacciare l'imitatore Alighiero Noschese di andare a prenderlo a pugni, se in TV avesse continuato a imitarlo presentandolo come uno jettatore (Noschese smise).
 
Idem la sua musica. Una canzone italiana rifinita con cura artigianale fuori dal tempo, testi e musiche appartenenti al miglior e piu' poetico cantautorato, ma buoni anche per far serata con la morosa alla balera. Musica di un'Italia di provincia scomparsa anche dal ricordo, come le balere. Non la provincia sgangherata e popolana tante volte (ipocritamente) rievocata da tanta musica, cinema e tv, ma quella austera e dignitosa, che portava signorilmente anche la sua poverta'. Ma poi l'aveva gia' spiegata bene lui.
 
I suoi testi sono pieni di un buon senso e di un'onesta' di intenti talmente trasparenti da essere commoventi per noi assuefatti al distacco e all'illusoria scaltreria del post-tutto.
 
Prendete tipo una "murder ballad" di classe inifinita come Via Broletto: nessun filtro poetico, la canzone da direttamente voce al suo protagonista, tanto che senza che vi sia il minimo accenno a descriverlo si puo' tranquillamente figurarne la sagoma di borghesone o aritstocratico decaduto, azzimato e di mezz'eta'.
 
Toh, va' qua 'na roba che spiega il fascino di Endrigo e di quell'Italia li' meglio di tante parole: una delle piu' belle scene di uno dei film piu' belli di sempre. 
 

 
Il topic e' partito da un post in cui avevo ricostruito la discografia essenziale e "sensata" di tutte le canzoni di Sergio Endrigo. Metto sotto spoiler la discografia nel dettaglio e in chiaro il riassunto:
 
LP
 
1962 Sergio Endrigo
1963 Endrigo
1966 Endrigo
1968 Endrigo
1969 La vita, amico, è l'arte dell'incontro
1970 L'Arca di Noè (doppio album live)
1971 Nuove canzoni d'amore
1972 L'Arca
1974 La voce dell'uomo
1974 Ci Vuole Un Fiore
1976 Canzoni venete
1977 Sarebbe bello
1978 Donna mal d'Africa
1980 ...e noi amiamoci
1982 Mari del sud
1986 E allora balliamo
1988 Il giardino di Giovanni (album doppio, il secondo LP sono vecchi brani rivisitati)
1993 Qualcosa di meglio
 
le canzoni uscite su 45 giri mai pubblicate sugli LP ufficiali:
- Il giovedì (1965)
- La rosa bianca (1965)
- Ti amo (1965)
- Oggi è domenica per noi (1965)
- L'alba viene a cercare te (1966)
- Camminando e cantando (1968)
- Lontano Dagli Occhi (1969)
- San Firmino (1969)
- Sophia (1969)
- 1947 (1969)
- Una Breve Stagione
- L'Arca Di Noè (1970) versione differente di quella sull'album omonimo
- Dall'America (1970)
- Oriente (1970)
- Lorlando (1970)
- Una Storia (1971)
- Lettera Da Cuba (1971)
- Angiolina (1972)
- Elisa Elisa (1973)
- Antiqua (1973)
- Quando c'era il mare (1976)
- A Barbara (1976)
- Scende La Notte (1976)
- E così sia (1976)
- C'era una volta, anzi domani (1978)
- Homo Volans (1978)
- Il Paese Del No (1979)
- Mozart (1979)
- Tango Rosso (1990)
- Donna Pubblicità (1990)
- Altre emozioni (2003)
 

Spoiler


  • 23

#2 Cyclo

Cyclo

    Su X-Factor ci scatarro su

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Inviato 30 giugno 2018 - 20:43

Che vuoi scrivere a Tom se non un bravo quando apre questi topic?

 

Solo una domanda: esiste un Greatest Hits (oppure un Il Meglio di) sufficientemente ricco per farsi un'idea sulla produzione di Endrigo negli annI?

 

Riguardo a c'era una volta, anzi domani, una scheda piuttosto interessante sul programma del quale era sigla: http://www.anni70.ne...hp?t=603&p=8247(io non me lo ricordavo assolutamente).


  • 1

ma che te ne frega dei meno o dei più sei grande ormai, è ora di pensare a una moto di grossa cilindrata.

 

#3 Yugin

Yugin

    Sporco Lennoniano Fanatico [(C) BillyBud]

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Inviato 02 luglio 2018 - 13:31

Autore immenso, colui che dieci anni dopo Modugno portò un cantautore a vincere un Sanremo, un giuliano di fede comunista (quasi una contraddizione, però stupenda la sua canzone sul Che!) e lontano mille miglia dall'immagine dell'istriano tignino e bracciacorte. La descrizione fatta da Tom è perfetta.

Mio padre in auto cantava spesso "L'arca di Noè".


  • 0
QUANDO SI SPARA, SI SPARA! NON SI PARLA!

#4 Tom

Tom

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Inviato 02 luglio 2018 - 15:12

Bella intervista alla figlia: https://www.avvenire.../pagine/endrigo

 

sergio_e_claudia_endrigo_2344567.jpg

 

Mio padre Sergio Endrigo, molto più grande di come viene ricordato
Andrea Pedrinelli, martedì 24 ottobre 2017

 

Pochi cantautori hanno saputo toccare vertici di poesia e umanità come accaduto a Sergio Endrigo: signore elegante, cantante maiuscolo, autore di rare profondità e coraggio che questo Paese è riuscito a dimenticare quando ancora in vita licenziava dischi maiuscoli come Il giardino di Giovanni o Qualcosa di meglio, che non venivano neppure distribuiti. Ci voleva, un libro che mettendo ordine nella sua biografia (e pure nella sua vastissima discografia) andasse oltre l’ovvia quanto ingiusta etichetta di cantore della melanconia, o il banale per quanto meritato plauso a colui che con Gianni Rodari creò inedita canzone d’autore per bambini. Perché Endrigo non è stato solo quello di Canzone per te né dei capolavori degli esordi, da Aria di neve a Io che amo solo te: è stato anche quello di canzoni colte e intelligenti dedicate alla fine del Comunismo o al razzismo, nonché colui che mise in musica Pasolini, Alberti, Dickinson. E quanto sarebbe orgoglioso oggi, Sergio Endrigo, di sapere che il libro decisivo per conoscerlo davvero l’ha scritto sua figlia Claudia: dando alle stampe per Feltrinelli Sergio Endrigo, mio padre (pagine 204, euro 16,00), volume commosso e delicato quanto brioso e stuzzicante, ricco di aneddoti ma anche di verità a volte dolorose o sottaciute.

Claudia Endrigo racconta delle origini del padre e di un mestiere che egli rese arte con rigore, riannoda i fili che lo legavano a Bruno Lauzi e Marisa Sannia, ne rimette in luce il coraggio di dar spazio nel ’76 alla già emarginata Mia Martini, soprattutto ha la forza e la serietà per ricordarne l’alcol quale via di fuga, i problemi all’udito, una solitudine a tratti voluta, l’ischemia e gli ultimi giorni. Ha ragione Claudio Baglioni nella prefazione a sottolineare quanto contino per noi oggi gli occhi di Claudia, che “cantando” di suo padre in un libro con la stessa passione con cui davvero cantò con lui in passato, ci fa rimettere a fuoco la grandezza di Sergio Endrigo: come diceva Lauzi, l’unico nostro artista comparabile a Brel.

 

Che obiettivi si era posta scrivendo il libro?

 

«Non realizzare un’agiografia. Volevo rispettare papà raccontandone la storia con tutti i chiaroscuri».

 

Quali sono state le maggiori difficoltà del lavoro?

 

«Affrontare i periodi bui, la malattia di mamma, la sua perdita dell’udito: in centinaia di consulti mai ci hanno parlato di acufeni; facemmo visite su visite e alla fine papà perse l’uso di un orecchio».

 

A chi assomigliava più Sergio, al padre o alla madre?

 

«Di mio nonno si sa poco o nulla, lui in pratica non lo conobbe: senz’altro molto prese dalla mamma, e molto però fece la sua indole. Era un uomo buono».

 

Che soffrì tantissimo l’etichetta per cui era triste…

 

«Non aveva la faccia che ride come Gianni Morandi, ma scriveva di amori finiti come fa anche Tiziano Ferro: però il mondo dello spettacolo ha il vizio di creare stereotipi che poi paghi. Papà comunque cantava una cosa bellissima: bisogna vi- vere d’amore, mai morire».

 

Cosa rappresentò il Brasile per suo padre?

 

«Una scoperta, fin dal ’64 quando tornò a casa con dischi dai suoni nuovi. Alla fine si sentiva quasi più brasiliano che italiano: e provava più nostalgia del Brasile che dell’Istria, anche perché non si era reso conto di ciò che era accaduto nel ’47 quando dovette lasciare Pola per Venezia. Era un bambino».

 

Pochi seppero che perse l’udito già negli anni ’80…

 

«Lo ricordo come fosse ieri, il suo smarrimento a Sanremo quando non sentì più la musica. In prova era andata bene, ma quel problema era pure legato alla sua insicurezza: anche alle serate sentiva fischi, fruscii, o come se avesse acqua nell’orecchio».

 

Quanto influì sul silenzio degli ultimi anni la vedovanza, per la morte della moglie avvenuta nel 1994?

 

«Tanto, fu un amore grandissimo anche se travagliato: da anni poi la mamma si era chiusa e quando si ammalò papà divenne rabbioso, fu incapace di reagire».

 

Endrigo sincero, orgoglioso, coerente: lo pagò?

 

«Ormai non vale la pena tornarci su, direi. Però certo in ambienti come la tv era a disagio, non si trovava: era coerente e orgoglioso sui principi».

 

Aveva ragione Bardotti a dire che non credeva in sé?

 

«Assolutamente sì. Sa, viveva male il fatto di non aver studiato, non si sentiva all’altezza perché gli era stato impossibile studiare musica… E non pensava mai a quanto aveva saputo scrivere da autodidatta!».

 

Si era isolato anche dai colleghi?

 

«Tendeva a isolarsi: viveva lontano dal mondo della canzone, a parte le telefonate frequenti con Lauzi».

 

Ma alla fine cosa ferì di più suo padre, per lei?

 

«In realtà diceva di essere grato per quanto avuto, si stupiva che la sua carriera fosse durata decenni e in effetti il successo gli aveva dato tranquillità economica. Negli ultimi anni però trovava riduttivo l’essere ricordato solo per Ci vuole un fiore».

 

continua qua


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#5 murphy

murphy

    mainstream Star

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Inviato 02 luglio 2018 - 18:23

1969 La vita, amico, è l'arte dell'incontro

Conosco poco Endrigo al di fuori di questo, a cui sono molto legato e che credo sia uno dei più noti.

Delicatissime le sue interpretazioni dei versi di Moraes, quasi a bilanciare alcuni momenti di furia declamatoria di Ungaretti. Compostamente onirico, quasi fuori dal tempo, leggero e conciso ma profondissimo. Meriti ovviamente da dividere tra i tre e Toquinho, lo adoro in questo pezzo ("Perché"):

 

http://www.youtube.c...vZybh_Nyp-OWkpx


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#6 maladiez

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    Barilete cosmico

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Inviato 02 luglio 2018 - 21:16

Anch'io ammetto di conoscerlo pochissimo a parte i singoloni, da piccolo mi piaceva La casa che ogni tanto cantavo a mia figlia come ninna nanna, su di lui invece ho trovato questa foto che lo ritrae nel bar della RCA forse una delle pochissime foto riguardo a questo luogo dove avvenivano incontri, nascevano collaborazioni, amori, ma soprattutto canzoni.

rca.jpeg


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"Chi vuol brillare, si metta in ombra"

 

 

Alice: "Quanto tempo è per sempre?"

Bianconiglio: " A volte solo un secondo"


#7 tupelo

tupelo

    mainstream Star

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Inviato 13 luglio 2018 - 08:46

Grande Tom!

Un sito piuttosto spartano ed antico.
http://www.sergioendrigo.it/

Il sito ufficiale www.sergioendrigo.com

Sergio ha anche scritto un libro, Quanto mi dai se mi sparo, amara parabola di un cantante a fine carriera.
Secondo me un bel libro.
Però dovrebbe essere fuori catalogo.
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#8 The Man

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    se ci dice bene finiamo nella merda

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Inviato 27 luglio 2018 - 14:55

Sergio Endrigo. Già il nome sembra quello di un protagonista di una serie di romanzi noir italiani, anni 70, ambientazione milanese, tra nebbia e navigli, I giorni del Commissario Endrigo, Un Cadavere per Endrigo...

Poi vedi la sua faccia e ti rendi conto che quei romanzi avrebbe potuto benissimo interpretarli per lo schermo, una tipo a metà tra Jean Gabin e Lino Ventura.

Ricordo quand'ero bambino, andavamo da mia zia che stava di fianco a noi, ci sedevamo nel suo salottino nei pomeriggi estivi, ci dava una spumiglia o una sfogliatina e ascoltavamo vecchie canzoni sul suo giradischi, c'era Antoine con Ho perduto la tramontana, c'era Beruschi col suo ..E allora?! e c'era Endrigo che cantava l'Arca di Noè... partirà, la nave partirà, dove arriverà, questo non si sa, sarà come l'arca di noè, il cane, il gatto, io e te...

Qualche anno dopo c'era una sua canzone favolosa che era la sigla di "Di tasca vostra" uno dei primi programmi economici della televisione italiana, qui c'è veramente tutto Endrigo secondo me, la malinconia distratta, la tranquilla rassegnazione di chi ha capito da un pezzo come gira il mondo (..ma per chi ha sempre avuto il culo sul velluto/era uno scherzo bruciarle in un minuto), il romanticismo adulto (con millelire ci compravi anche la luna/ belle donne e velocipedi a motore/ ma non la gloria, gli amici, la fortuna/ non si compra con la borsa il primo amore), il rimpianto del tempo che passa con la consapevolezza che spesso i così detti bei tempi non erano magari neanche tanto belli (mille lire, mille lire che bellezza/ ma si doveva cantare giovinezza/ a dire il vero io ero appena nato/ ma mi basta quello che mi hanno raccontato).

 

 


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#9 Tom

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Inviato 27 luglio 2018 - 15:21

Sergio Endrigo. Già il nome sembra quello di un protagonista di una serie di romanzi noir italiani, anni 70, ambientazione milanese, tra nebbia e navigli, I giorni del Commissario Endrigo, Un Cadavere per Endrigo...

Poi vedi la sua faccia e ti rendi conto che quei romanzi avrebbe potuto benissimo interpretarli per lo schermo, una tipo a metà tra Jean Gabin e Lino Ventura.

 

Questo e' un giochino che faccio anch'io. Leggendo gialli a volte appioppo ai personaggi volti di cantanti famosi.

Endrigo infatti perfetto per la parte del fuorilegge malinconico e crepuscolare. Lui e Ciampi coppia criminale d'oro. Conte perfetto per personaggi alla Maigret o da investigatore privato di provincia disilluso. De Andre' giovane una specie di Alain Delon meno bello, ma dal fascino piu' pericoloso. Guccini giovane il gigante montanaro che va a fare giustizia nell'inferno cittadino di una qualche sorella o ex... uccisa dal laido pappone Venditti. asd


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#10 The Man

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    se ci dice bene finiamo nella merda

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Inviato 27 luglio 2018 - 15:31

Lucio Dalla e Ivan Graziani coppia di eccentrici killer della mala, Ornella Vanoni pupa del boss, Celentano capo di una gang di teppisti di strada ma in fondo delinquente dal cuore buono, Bertoli vecchio poliziotto rimasto paralizzato per una pistolettata in servizio e ora chiuso in archivio a fumare ma che alla fine da da la dritta giusta al comissario Conte o Endrigo* per risolvere il caso.... asd

 

* io Endrigo continuo a vederlo anche come sbirro disilluso, proprio come Ventura puoi piazzarlo sia da una parte che dall'altra della legge


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#11 Yugin

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Inviato 27 luglio 2018 - 15:35

Non oso immaginare il ruolo di un Tenco :o .


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#12 The Man

The Man

    se ci dice bene finiamo nella merda

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Inviato 27 luglio 2018 - 15:39

Mi sembra ovvio: il morto. Apparentemente suicidio, ma sarà proprio così?


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#13 Yugin

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Inviato 27 luglio 2018 - 16:14

Più facile quelli di un Califano e di un Bennato asd .


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