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Registi Da Grandi/medie/piccole Speranze Dei Moribondi 10S


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#121 Tom

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Inviato 06 giugno 2019 - 17:37

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I registi-attori Matthew Kennedy, Adam Brooks, Conor Sweeney nella scena che piu' mi ha fatto ridere negli ultimi anni. Giuro.

 

Astron-6 [Adam Brooks, Jeremy Gillespie, Matthew Kennedy, Steven Kostanski, Conor Sweeney]
Collettivo di zuzzurelloni canadese, seguaci del cinema grindhouse come settato da Tarantino e Rodriguez. "Mansborg" e' gia' un piccolo classico del cinema no-budget del decennio, con il fuori di testa "Father-s Day" (per la Troma) hanno superato i maestri in fatto di follia e radicalita' trash, con "Void" (prodotto esterno al gruppo) hanno dimostrato di saperci fare anche con un prodotto serio. Il bravo della cumpa dovrebbe essere Steven Kostanski, infatti l'unico film in cui manca ("The Editor" - omaggio ai thriller italiani anni 70 e 80) e' il piu' debole, anche se comunque divertente.

 

2011 Manborg [Steven Kostanski]

2011 Father's Day [Adam Brooks, Jeremy Gillespie, Matthew Kennedy, Steven Kostanski, Conor Sweeney]

2014 The Editor [Adam Brooks, Matthew Kennedy]
2016 The Void [Jeremy Gillespie, Steven Kostanski]
2019 Chowboys [Adam Brooks, Jeremy Gillespie, Matthew Kennedy, Steven Kostanski, Conor Sweeney]

 

beatrice-scirocchi-carla-in-berberian-so

 

Peter Strickland

Regista inglese con parecchie affinita' con la coppia Catet - Forzani: anche lui ama il cinema weird anni 70, specialmente quello italiano (direttamente omaggiato in "Berberian Sound Studio") e crea film onirici, caleidoscopici e anti-narrativi. Comunque meno ostico e sperimentale della coppia belga, piu' portato all'eleganza che al delirio visivo. Probabilmente nei suoi film c'e' dentro anche molto amore per Polanski.

 

2012 Berberian Sound Studio  

2014 The Duke of Burgundy

2018 In Fabric


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#122 corrigan

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    気持ち悪い

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Inviato 11 giugno 2019 - 21:15

Sia Berberian che Burgundy sono visivamente stupendi, grande atmosfera, ma li ricordo abbastanza inconcludenti a livello narrativo. In entrambi i casi ho fatto fatica a rimanere "interessato" fino alla fine
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I distrust orthodoxies, especially orthodoxies of dissent
「その時僕はミサト さんから逃げる事しかできなかった。 他には何もできない、 他も云えない… 子供なんだと ... 僕はわかった

 


#123 100000

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    Enciclopedista

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Inviato 11 giugno 2019 - 22:12

Berberian Studio per me molto interessante, anche se alla fine forse gira un pochino a vuoto.

Poi insomma, oltre all'atmosfera e ad alcune trovate fantastiche (il documentario inglese che esplode e lascia intravedere l'orrore sottostante! le parti doppiate!*), bellissimo il soggetto metacinematografico e soprattutto metasonoro. Sarò di parte, ma a me è piaciuto molto, ora viene pajjo e vi spiega perché.

 

*a proposito: come si fa a vedere un film simile doppiato, è possibile?


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#124 lazlotoz

lazlotoz

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Inviato 11 giugno 2019 - 22:26

Urca, Duke of Burgundy non mi ricordavo di averlo visto.

Era tipo al TFF del 2014 e mi piacque, però a pensarci mi pare che fosse tipo di quei film che poi a un certo punto girano a vuoto e a me mi girano le palle. 

All'epoca l'attrice giovane era fidanzata di un mio caro amico. 


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lazlotoz, [...]: sei un gigantesco coglione. Ma proprio un cretino senza pari, [...] Sparati, che fai un favore al mondo.


#125 Tom

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Inviato 09 luglio 2019 - 07:18

Astron-6 [Adam Brooks, Jeremy Gillespie, Matthew Kennedy, Steven Kostanski, Conor Sweeney]
Collettivo di zuzzurelloni canadese


Gli ho dato il bacio della morte, si sono sciolti.


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#126 pooneil

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Inviato 22 agosto 2019 - 10:41

Ho visto ieri Bone Tomahawk, qualche tempo fa Brawl in Cell Block 99 e mi sono piaciuti molto entrambi.

Oggetti strambi, non li definirei cinema di serie B dati i cast, la cura della confezione e la mancanza di quell'orgoglio da cinema sfigato che si puo' permettere più nefandezze rispetto ad Hollywood. 

Una visione sicuramente personale del regista é molto presente (io la definirei autoriale), con questa ottusa lentezza Brechtiana e la messa in scena teatrale negli interni (penso ad esempio al saloon).

Difficile non collegare questo stile al Refn di Too Old To Die Young, con una estetica meno patinata of course.

 

Violenza e sadismo nella media per me, oppure la mancanza di autocompiacimento nel proporla non me l'ha fatta percepire come esagerata. Ogni gesto é presentato come necessario a mio avviso.

 

Direi che il tipo si merita un topic tutto suo, moderatori se non avete voglia di bannare i fake almeno spostate due messaggi.


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#127 Pancakes

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Inviato 08 settembre 2019 - 16:55

Mi sono preso coraggio e ho visto la netflixata di Gareth Evans, Apostle.
Dopo un'ora e un quarto stavo gia' rimuginando il post polemico contro le stroncature lette in questo topic: pur con i suoi evidenti difetti, mi stavano intrigando la splendida atmosfera, il tono da esoterico 70s, la costruzione comunque talentuosa di molte sequenze. Ma poi c'e' l'ora successiva e, purtroppo, c'avete ragione voi. Non che il film peggiori chissa' che, ma quando avrebbe dovuto scoppiare si ingolfa e inizia a tergiversare in mezzo a particolari inutili, dialoghi goffi, scene melodrammatiche (e Dan Stevens e' davvero un cagnaccio).

Per carita', il suo lavoraccio da onesto horror lo fa, non fosse un film di un regista da cui era lecito aspettarsi molto, moltissimo, di piu' credo saremmo stati tutti piu' clementi. Pero' si', un flop. Non mi fa perdere le speranze su Gareth ma me le fa parecchio ridimensionare, quello si'.

 

Era meglio se faceva il film di superereroi asd


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Is the only notion to obey


#128 pooneil

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Inviato 15 settembre 2019 - 12:22

Peter Strickland

2018 In Fabric

 

Fantastico questo, spinto come i film di Panos Cosmatos*, in cui seguiamo le interazioni di questo feticcio con i suoi possessori o meglio posseduti in un clima malsano ma che il regista riesce a far sovente virare sul comico.

Ambientato in un possibile presente ma senza precisi riferimenti temporali, con due o tre personaggi da antologia (in particolare gli impiegati del grande magazzino -tra cui una commessa dalla dialettica assurda- e il capo della ditta di riparazioni) ed una usuale ma non logora, grazie alla disinvoltura con cui viene messa in scena, descrizione/critica delle dinamiche del consumismo.

 

Molto più agile e leggero del film precedente (un po' troppo compiaciuto a mio avviso), mi spinge a recuperare anche Berberian Sound Studio, evitato per l'impressione che fosse un film di sola rielaborazione stililistica del cinema di genere italiano anni '70.

 

*entrambi registi di ascendenza ellenica ed entrambi di grande valore, quindi guardatevi 'sti film, so' greci!


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#129 Tom

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Inviato 15 settembre 2019 - 12:49

Mi e' piaciuto, il suo piu' divertente e bunueliano, anche se ho preferito gli altri due.

Prendere una trama da horror di serie Z (o grindhouse vista la divisione netta tra prima e seconda parte quasi fossero due film diversi accostati) e girarla come un'opera di pop art non e' cosa nuova, ma Strickland lo fa particolarmente bene. Anche come horror in se' ha una sua surreale efficacia, sempre in bilico tra l'inquietante e il comico: davanti alla reiterata "gag" dell'idraulico che ipnotizza la gente con la sua noia non sapevo se irritarmi o sganasciarmi. Per come resta sul filo del morboso e del ridicolo in scene come quella del sabba col manichino l'ho trovato molto piu' coraggioso e "streghesco" di... altri esempi recenti di cinema con le streghe.

Il parente piu' stretto che mi viene in mente e' l'ancor piu' assurdo e beckettiano Rubber di Quentin Dupieux, su un copertone assassino.


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#130 cinemaniaco

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Inviato 17 settembre 2019 - 15:02

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faccio fatica a considerare una nuova promessa l'australiano LEIGH WHANNELL, braccio destro di james wan sin dai tempi di saw e poi insidious, ma come regista è sicuramente un esordiente di questi anni 2010s agli sgoccioli

parlo di lui perché ho visto upgrade (2018), poco pubblicizzata seconda regia del nostro, e mi è piaciuto davvero molto. whannell aveva esordito con il terzo capitolo di insidious, che credo anche di aver visto, ma di cui non ricordo un frame. non bene, ma del resto per me era apparso come meritevole soltanto il primo film. in upgrade cambia genere e si sposta in territori da cyberpunk. se leggete la trama vi sembrerà buona per un film di serie b, una stronzatona da cheesy action movie. e invece whannell, in linea con le tendenze e l'estetica di questo decennio, gira un film "serio", "rigoroso", inizialmente anche parecchio cupo poi via via più contaminato con momenti ironici (anche questo un po' un marchio di fabbrica di questi anni), in ogni caso non si tratta di un film pesante o deprimente. la violenza è quella di un horror, ma gli elementi sci-fi e la distopia messa in scena (a metà tra cronenberg e blade runner) possono accalappiare una platea più ampia. per girare le sequenze d'azione che vedono fronteggiarsi umani potenziati, whannell opta per una regia cinetica, in particolare usa questo stratagemma per cui la telecamera segue costantemente l'attore "tracciandolo" e tenendolo nel centro del frame

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non avendo grande budget a disposizione, queste trovate tentano di dare dinamismo, ma anche di camuffare un semplice combattimento in qualcosa di maggiormente intenso e "super". si possono sicuramente vedere anche affinità con il cinema supereroistico , ma in un'ottica alternativa e di genere. il finale nichilista poi appagherà tutti gli spettatori cinici come me


2015 Insidious 3 - l'inizio
2018 Upgrade


p.s: il suo nome gira già per il nuovo film sull'uomo invisibile e per il remake di fuga da new york… ugh, bene ma non benissimo
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#131 pooneil

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Inviato 28 ottobre 2019 - 21:59

Visto anche io Dragged Across Concrete, molto molto bello e volevo che non finisse mai, ma l'ho trovato meno stentoreo dei due precedenti, dove ogni scena non concedeva replica. Ad esempio durante la scena dell'inizio dell'appostamento, ho trovato mal espresse le motivazioni che adduce il personaggio di Mel Gibson per giustificare il suo proponimento, troppo articolate e con un velo di malinconia.

Forse si voleva instaurare una specie di commozione, che però per me è fuori luogo nei suoi film caratterizzati dal distacco con lo spettatore o forse Zahler non è ancora capace di essere emotivo.

E come questa altre scene che interrompono la magia dell'immersione nell'atmosfera del film.

Comunque ripeto molto bello, in particolare ho apprezzato l'esposizione delle critiche alla political correctness odierna, queste sì sferzanti nella loro brevità e tangenzialità ai dialoghi in corso. 

Dialoghi in generale sempre ottimamente caratterizzati da un linguaggio semi-aulico e molto artefatto (anche se dallo scontro finale ne esce fuori vittorioso quello che -ironicamente?- parla volutamente peggio di come potrebbe) in bocca a personaggi che non ce li vedo la sera a leggere la letteratura russa dell'ottocento ma che funzionano alla grande (a differenza di quelli di The Sisters Brothers di Audiard che invece erano proprio fuori luogo).


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