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Registi Da Grandi/medie/piccole Speranze Dei Moribondi 10S


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#101 cinemaniaco

cinemaniaco

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Inviato 27 gennaio 2019 - 21:53

the night comes for us in wachlist da mesi, non l'ho ancora recuperato


recuperato

un'orgia non-stop di violenza, persino più violento di the raid. forse il punto massimo raggiunto da questo filone cinematografico ma solo il tempo ce lo confermerà o meno. porta a saturazione la formula codificata dal film di evans ormai quasi 10 anni fa. ma questa volta mi sento di dire che per i mo brothers c'è anche un film attorno. nulla di particolarmente originale intendiamoci, motivi visti e rivisti nel cinema asiatico. in particolare ho sentito echi del cinema di hong kong: un po' del crime rarefatto di johnnie to e un po' del classico heroic bloodshed di john woo, ma l'estetica è indubbiamente contemporanea e le botte sono indonesiane. quello che fa iko uwais sullo schermo è pura fantascienza. ma non solo lui, ovviamente. pazzesco

stavo riflettendo sul fatto che in ogni decennio una differente cinematografia orientale ha marchiato a fuoco l'immaginario cinematografico ed influenzato significativamente anche l'occidente: nei 90 il cinema di hong kong; nei 2000 il cinema della corea del sud; nei 2010 il cinema indonesiano
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#102 cinemaniaco

cinemaniaco

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Inviato 01 febbraio 2019 - 17:43

john_wick_skip.png
 
Chad Stahelski, David Leitch
Con tre film - uno insieme e poi uno a testa - hanno fatto gia' scuola, gli action "alla John Wick" sono una piccola moda (effimera?) degli ultimi anni. Leitch > Stahelski, forse. Incombe, ahime', il cinefumetto.
2014 John Wick
2017 John Wick: Chapter 2 (Stahelski)
2017 Atomic Blonde (Leitch)


o gesù

sarà sopravvissuto al cinefumetto, ma non credo sopravvivrà a questo


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#103 Harry Caul

Harry Caul

    se ci dice bene finiamo nella merda

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Inviato 06 febbraio 2019 - 09:23

Già ammazzato dalla distribuzione internazionale ecco finalmente il trailer di uno dei più importanti film di questo 2019

 


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#104 cinemaniaco

cinemaniaco

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Inviato 07 febbraio 2019 - 11:48

Boh ma ci sta, come da tradizione ogni John Wick è un lancio al rialzo rispetto al precedente


ritorno sull'argomento perché ho rivisto il primo film

il primo john wick è più controllato dal punto di vista stilistico, è stilizzato in ogni sua componente, dalla messinscena alla violenza (me lo ricordavo decisamente più violento, ma è MOLTO più efferato, in pratica una serie non-stop di headshots, il 2° film). quindi pure gli elementi chiamiamoli "fumettistici" - l'underworld criminale che è in realtà un mondo parallelo al nostro, i siparietti surreali, ecc - sono appena accennati, lasciati intelligentemente in sospeso. al contrario nel capitolo 2 questi elementi deflagrano in faccia allo spettatore: improbabili gadget come in un james bond di pierce brosnam, figure di contorno parecchio camp, un mondo - quello in cui è ambientato il film - che non è più il nostro, ma assomiglia più ad un universo fantasy, ecc

ora non so a cosa si debba questo cambio: alla dipartita di leitch ? il 2° film secondo me è un film più convenzionale e dal trailer il 3° mi sembra andare in questa direzione sempre di più (con l'entrata in scena pure della partner femminile)

tutto questo per dire che secondo me si è fatto un passo indietro rispetto al prototipo. l'unica cosa buona è che si è giocato al rialzo in fatto di violenza
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#105 Tom

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Inviato 17 aprile 2019 - 11:54

Visto "Dragged Across Concrete".

Mamma mia.

Ci sarebbe talmente tanto da dire che mi passa la voglia.

Unica certezza a questo punto, per quanto mi riguarda...
 
s-craig-zahler.jpg


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#106 Harry Caul

Harry Caul

    se ci dice bene finiamo nella merda

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Inviato 17 aprile 2019 - 13:52

Non vedo l'ora di vederlo, purtroppo sperare in una sua uscita al cinema ormai penso sia dura, e sì che una volta almeno Mel Gibson era un nome da cartellone ma probabilmente non vogliono togliere sale a capolavori come i vari Acquaman o Captain Marvel.


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#107 cinemaniaco

cinemaniaco

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Inviato 17 aprile 2019 - 13:55

Acquaman


senza "cq" ignorante asd
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#108 Harry Caul

Harry Caul

    se ci dice bene finiamo nella merda

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Inviato 17 aprile 2019 - 14:11

...come quelli di Barbie Girl.


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#109 Tom

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Inviato 17 aprile 2019 - 14:21

Non vedo l'ora di vederlo, purtroppo sperare in una sua uscita al cinema ormai penso sia dura, e sì che una volta almeno Mel Gibson era un nome da cartellone

 

Guarda, avevano piu' chance i film precedenti. Questo e' relativamente il piu' normale e il meno violento (anche se non mancano le badilate in faccia), ma e' il piu' attuale e politico. E Zalher ne ha per tutti, senza concessioni e senza reticenze, ma ovviamente ce l'ha a morte in particolare con il neo-puritanesimo dilagante. C'e' andata gia' di culo che non ha fatto la fine dell'ultimo Allen o del film di Louis CK.

 

Per quanto riguarda Gibson, e' il suo grande ruolo da vegliardo, anche perche' a suo modo il film e' anche una specie di versione ultra-crepuscolare di "Arma letale", o comunque degli action anni 80 e 90.


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#110 kristofferson

kristofferson

    Giù la testa, coglioni

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Inviato 17 aprile 2019 - 14:43

Scaric... recuperato. Appena ho una serata libera me lo sparo.


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#111 Harry Caul

Harry Caul

    se ci dice bene finiamo nella merda

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Inviato 17 aprile 2019 - 16:01

Vecchia intervista a Zahler molto interessante (gli piace anche Lovecraft of course asd):
https://ilmanifesto....er-anima-metal/


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#112 cinemaniaco

cinemaniaco

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Inviato 17 aprile 2019 - 16:38

bisogna essere comunisti per poter leggere questo articolo, linka un'altra intervista
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#113 cinemaniaco

cinemaniaco

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Inviato 20 aprile 2019 - 11:43

per me delusione cocente dragged across concrete

zahler estremizza fino all'esasperazione il proprio stile: ritmo lento, lentissimo, liturgico; durata sproporzionata; chiacchiericcio ridondante. ogni minima azione viene dilata all'inverosimile, ogni momento di tensione viene scientificamente sabotato da un dialogo pedante o paradossale, il film in pratica si prende tempo per ogni cosa, dallo sbarazzarsi di un automobile dopo una sparatoria al mangiare un panino. quasi dalle parti del cinema verite

per la propria ostinata anti-commerciabilità, per l'esasperazione a cui può portare uno spettatore non "attrezzato", è un po' il suo solo dio perdona. e per me non è un complimento

è quasi superfluo provare a scrivere due cose sulla trama generale che non è chiaramente l'interesse di zahler, ma non lo era neanche nei film precedenti: in pratica un'idea che sarebbe bastata per coprire 15 minuti in un qualsiasi film hollywoodiano, qua viene dilatata per 158 minuti. resta questo sguardo più da romanziere che da regista, questo interesse per i bozzetti (vedasi il cameo di jennifer carpenter, probabilmente la cosa migliore del film), le piccole cose del quotidiano dall'influenza sempre molto tarantiniana. ma per tutto il resto il suo film più ambizioso mi è sembrato il suo più presuntuoso e vacuo
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#114 bluetrain

bluetrain

    Fourth rule is: eat kosher salamis

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Inviato 20 aprile 2019 - 14:46

Cine, mi hai convinto a guardarlo grazie a tutte le cose che tu reputi orrende. asd


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#115 William Blake

William Blake

    Titolista ufficiale

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Inviato 26 aprile 2019 - 19:21

A me piacque ma su alcune cose scritte da cine concordo
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Ho un aspetto tremendo, e non bado a vestirmi bene o a essere attraente, perché non voglio che mi capiti di piacere a qualcuno. Minimizzo le mie qualità e metto in risalto i miei difetti. Eppure c'è lo stesso qualcuno a cui interesso: ne faccio tesoro e mi chiedo: "Che cosa avrò sbagliato?"

#116 kristofferson

kristofferson

    Giù la testa, coglioni

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Inviato 29 aprile 2019 - 14:08

Visto anch’io Dragged Across Concrete. Sinteticamente concordo con Tom: grande film con un grande Mel Gibson. Andando più nello specifico però mi sento di condividere paradossalmente anche alcune delle osservazioni di cinemaniaco. Per quanto mi riguarda le prime due ore di film fatte quasi solo di dialoghi, appostamenti e inseguimenti dilatati fino all’esasperazione con le linee narrative che pian piano si incontrano mi hanno tenuto incollato al divano. La resa dei conti invece mi ha completamente spiazzato. Sarà che dopo il crescendo di tensione mi aspettavo qualcosa di esplosivo come in Brawl in Block Cell 99 però la sparatoria finale è veramente lenta, lunghissima, anti-spettacolare (tutte le uccisioni avvengono in campo lungo) e va clamorosamente contro a tutte le regole del cinema d’azione. Insomma, dovrei rivederla. Il messaggio politico è sicuramente arrabbiato però non sono sicuro che mi sia piaciuto. Certo il ritratto dell’America che emerge dal film è spaventoso.


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#117 cinemaniaco

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Inviato 29 aprile 2019 - 16:34

ma a voi il contenuto politico è sembrato così rilevante?

rispetto a tutto quello che avevo letto - si parlava più di questo che del film in sé , come piace fare ai commentatori americani - mi è sembrato davvero uno specchietto per le allodole. che poi il personaggio di mel gibson è il tipico antieroe da hard-boiled dai modi spicci e violenti che non scende a compromessi con la politica come fanno i suoi capi carrieristi e che si sente quasi un reperto di un'epoca passata che non vuole mettersi al passo coi tempi (di solito tempi dominati da liberal palle mosce). lo ha già detto tom, ma nella scena del confronto con don johnson sembra davvero la versione crepuscolare di arma letale

ma finisce tutto in quella scena

così come i rimandi alla contemporaneità (il video dell'arresto, la figlia aggredita dai bulli del quartiere con la battuta più ficcante messa in bocca alla moglie liberal di gibson) si esauriscono tutti nel primo segmento del film, ma non hanno un seguito. zahler si perde nel nulla, letteralmente. nel senso che non succede più nulla nel film
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#118 Tom

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Inviato 29 aprile 2019 - 17:11

Va beh dai, spariamole sempre piu' grosse adesso. Il film porta avanti dall'inizio alla fine il suo discorso in maniera chiara: non puoi combattere o arginare il Male senza esserne contaminato e finire tu stesso a spargerne o a esserne vittima. Con la parabola dell'ostaggio rischia quasi il didascalico (e il totale nichilismo) in tal senso. Discorso esistenziale piu' che politico, ma l'attacco e l'aggancio al politicamente corretto e' comunque cruciale: credere di combattare il Male rimuovendolo da ogni discorso, azione e rappresentazione finisce solo per favorirlo e renderlo "invisibile". I due protagonisti seguono e stanano i soliti "diavoli" zahleriani perche' gli unici in grado di vederli, quasi fossero fantasmi.

 

Il vuoto lo vedi solo perche' ci tieni tanto a vederlo, in questa tua nuova fase "tutto e' noia e delusione".

 

Kris, vero, l'anti-spettacolarita' del finale ha spiazzato anche a me all'inizio, ma la trovo coerente con l'impianto noir, quasi melvilliano, del tutto. E' il Jackie Brown di Zahler. 


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#119 bluetrain

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Inviato 01 maggio 2019 - 09:28

 

 

Kris, vero, l'anti-spettacolarita' del finale ha spiazzato anche a me all'inizio, ma la trovo coerente con l'impianto noir, quasi melvilliano, del tutto. E' il Jackie Brown di Zahler. 

 

Non ho ancora visto il film, ma mentre leggevo le considerazioni di Kristofferson sul finale mi è venuto in mente Melville in maniera pressoché pavloviana (ovviamente per me è un elemento di pregio). Devo vederlo quanto prima.


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#120 bluetrain

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Inviato 02 maggio 2019 - 11:49

Visto “Dragged across concrete”. Per me filmone-filmone, francamente non gli trovo i difetti che alcuni di voi hanno evidenziato. Anzi, dirò di più: per me è il miglior film di Zahler, quello in cui, pur mantenendo il suo stile peculiare, ha trovato l’equilibrio perfetto tra le svalvolate da b-movie e/o da cinema di genere e una certa impostazione, diciamo così, più autoriale.
Un noir tetrissimo che mi ha ricordato a tratti le atmosfere settantiane del capissimo (e cupissimo) “The friends of Eddie Coyle” di Yates e dell’altrettanto supremo “The killing of a chinese bookie” di Cassavetes: posso capire che chi si aspettava l’azione o le botte da orbi o le splatterate a profusione degli altri 2 film sia in parte rimasto deluso dal finale antispettacolare ed asciutto (o dal ragionare per sottrazione, come nella carneficina nel corso della rapina in banca saltata a piè pari, altro colpo da maestro), per me invece ha fatto il passo in avanti che gli mancava per entrare di diritto fra i grandi registi degli ultimi anni.
Sul piano diegetico, perfetto l’intreccio corale apparentemente a cazzo di cane che va poi a ricomporsi man mano fino a ricucire la linea narrativa senza forzature.
Sul discorso del messaggio politico, francamente lo trovo sovrastimato, mi pare che l’impianto di base (“è tutto una merda”) sia più funzionale allo sviluppo narrativo che non viceversa; ammesso che ci sia la volontà di veicolare un messaggio (e non ne sono affatto certo), resta comunque molto in secondo piano, l’unico vero spunto è la critica all’ipocrisia di certa borghesia progressista che vacilla nel momento in cui si trova a scontrarsi con realtà più crude e meno ovattate.
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