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Nu Guinea - Nuova Napoli (2018 - Neapolitan Power)


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#41 wago

wago

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Inviato 17 maggio 2018 - 10:35

Ascoltato un paio di volte, senza leggere né recensioni né commenti su sto thread e notando soltanto un certo qual hype pompato in particolar modo dalla fronda partenopea dell'ondarocche.

 

Simpatico, ma davvero niente di più. Minestra riscaldata senza grande fantasia; e mi rattrista pure un pochino che ci si strappi le vesti a questo modo, perché quello che ne deduco è che non si è registrato che in ambiti analoghi ci sono in giro (magari non a Napoli, ma a me non è che cambi molto) progetti molto più cazzuti. I Sons of Kemet han sparato fuori giusto quest'anno un disco jazz/funk/afrobeat della madonna e non mi pare si stia impazzendo per quello.

La sensazione è davvero quella di un prodotto che, un po' come con Kamasi Washington, non ha nessun particolare merito ma per congiunture astrali arriva alle orecchie di chi certi ambiti proprio non li frequenta e provoca tutto lo stupore che un altro qualunque disco a caso preso da quell'ambito avrebbe saputo provocare se sufficientemente pompato.

 

Insomma, niente di negativo in sé riguardo a sti Nu Guinea: suonano bene, fanno una musica datata ma efficace e son contento per loro se qualcuno se li fila (più contento ancora se questa folgorazione non resta isolata ma diventa lo spunto per esplorare tanto gli ispiratori primi quanto gli altri emuli). Già solo col Carnifull Trio però si stava su un altro pianeta, eh. O Alex Puddu, sempre per stare sul passatismo spinto.


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#42 Piper

Piper

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Inviato 17 maggio 2018 - 16:53

bho wago, ti seguo fino ad un certo punto.

il disco mi sembra, semplicemente, molto bello. non vedo il motivo di dover andare a fare confronti per cercare presunti meriti o stupore.

è un operazione chiaramente passatista che recupera il sound di una scena musicale apparentemente morta, ed in parte pure dimenticata, più di 30 anni fa riuscendo nell'intento di svecchiarla un minimo con l'utilizzo di suoni leggermente più moderni. insomma nulla di nuovo nè di particolarmente trascendentale, solo molto ben riuscito

 

 

ci sono altre tremila band o progetti che meritavano di avere altrettanto seguito eppure non lo hanno avuto, non è neanche questa una novità. entrando nello specifico però devo dirti che non capisco cosa c'entrino nè i sons of kemet nè i carnifull trio, che guardano entrambi a cose diverse.


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<< Poi ce la prestiamo... Insomma la patonza deve girare>>

Aurelio De Laurentiis ha lasciato la sede dove si stanno svolgendo i sorteggi dei calendari fermando uno sconosciuto che passava su un motorino dicendogli: "Portami via da questo posto". Ed è andato via come passeggero del motorino di uno sconosciuto

 
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#43 slothrop

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Inviato 17 maggio 2018 - 17:11

Prima di dire che la penso esattamente come wago - magari un po' meglio, perchè è davvero ben fatto - voglio ascoltarlo bene e in cuffia, che si tratta di un disco di "sound". L'impressione ad ascolto frettoloso è che si tratti davvero di un'operazione tanto ben fatta quanto calligrafica. Un paio di articoli approfonditi in rete certificano l'esistenza di una scena intorno a questo disco, la qual cosa potrebbe giustificare l'hype senza ricorrere ai complottismi da cricca (che però - spero si capisca - non sto escludendo). Se non sbaglio hanno pure aperto l'affollatissimo concerto di Liberato.

Certo Piper che si tratta di "un'operazione chiaramente passatista che recupera il sound di una scena musicale apparentemente morta, ed in parte pure dimenticata, più di 30 anni fa riuscendo nell'intento di svecchiarla un minimo con l'utilizzo di suoni leggermente più moderni", solo che poi uno si legge le recensioni - in numero elevatissimo per un disco indie italiano nel 2018, e spesso molto lunghe e approfondite, soprattutto su Napoli  - e trova scritto:

 

--- Ascoltando e riascoltando un album così ricco come "Nuova Napoli", non vale la pena chiedersi se si tratti o meno di una delle migliori uscite italiane del 2018. Perché è sicuramente tra le più apprezzabili del genere degli ultimi dieci anni. E tra le più notevoli dei prossimi dieci almeno. ----

 

--- tutti quelli che “ne sanno” hanno incominciato a condividere roba da questo disco con commenti entusiastici - Già segnato per la lista dei dischi dell’anno. ---

 

--- è quasi impossibile non vi siate imbattuti in pareri su “Nuova Napoli” dei Nu Guinea, in queste settimane. Pareri positivissimi. Una gara a chi ne parla meglio. - [POI PERO' CHIUDE COSì:] Non è un lavoro innovativo, non è un lavoro visionario, non dice in realtà nulla di nuovo, proprio nulla, ma quello che dice lo dice dannatamente bene. Evitare insomma di trasformare “Nuova Napoli” in capolavoro geniale è il modo migliore per sfuggire a quella tenaglia della moda e dell’hype che ha fatto sì che per anni Lucio e Massi siano stati visti come due perdenti senza speranza. Non diamogli più meriti di quelli che ha, all’album. ---

 

 

 

PS: Sons of Kemet bravi - ma su disco preferisco di gran lunga la loro costola Hello Skinny -, però penso anch'io che c'entrino molto poco.


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#44 slothrop

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Inviato 17 maggio 2018 - 17:22

sto ascoltando un po' meglio: l'elemento migliore a me sembra essere il notevole connubio fra una tecnica para-jazzistica abbastanza aliena tanto all'italo-indie quanto all'elettronica&derivati e suoni che non lasciano nulla al caso (si sente il fiuto dei produttori). Il risultato è un sound molto molto appiccicoso (un'importantissima qualità), a cui va aggiunto il trattamento abbastanza originale riservato alle voci in dialetto napoletano (maschili), un buon misto fra modernità ed esotismo facile (Stann Fore mi pare il vertice del disco; le voci femminili invece non mi piacciono, tranne che in 'A Voce 'E Napule).

Qualitò ce ne sono, ma ancora non so se basti a giustificare un simile hype.


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#45 Piper

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Inviato 17 maggio 2018 - 17:23

Non è un lavoro innovativo, non è un lavoro visionario, non dice in realtà nulla di nuovo, proprio nulla, ma quello che dice lo dice dannatamente bene

 

 

questo mi pare il punto principale. ovvio che il dirlo dannatamente bene dipende anche dalle affinità personali con quel tipo di sound, ma di fatto il succo è questo.

non so se sono del tutto d'accordo con la parte " non dice proprio nulla di nuovo", perchè qui un appunto si potrebbe farlo. il sound che questo disco va a ripescare era già avvezzo alle contaminazioni, vedi lo stesso pino daniele, ma in questo caso la novità è contaminare ulteriormente quel modo di suonare (già contaminato di suo come detto) con ulteriori elementi come la disco music alla cerrone e tutto il bagaglio del club balearico degli anni 2000. quindi, anche qui, nulla di nuovo sul piano dell'idea di base (la contaminazione), ma qualcosa di nuovo io ce lo sento eccome negli elementi utilizzati per realizzarla.

 

p.s. la tecnica para jazzistica non ritengo sia del tutto estranea al mondo dell'elettronica, sopratutto nell'ambito dance dove di cose similari ce ne sono state (vedi deep house)


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#46 slothrop

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Inviato 17 maggio 2018 - 17:24

qualcosina anch'io, come scrivevo sopra. Anche sulle baleari ci sta


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#47 slothrop

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Inviato 17 maggio 2018 - 17:27

dai, alla fine metti un sound efficacissimo + Napule power che è sempre una cosa ok + quel paio di idee fikose sul cantato + questi vengono da Berlino ma tributano Napoli + il ricordo di una stagione veramente esaltante + la scena esiste davvero intorno + i producer elettronici incontrano la musica suonata bene (e non tutti ci sono abituati) e alla fine ci sto anch'io che scatti l'hype. Basta che non si esageri.


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#48 slothrop

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Inviato 17 maggio 2018 - 17:30

 

Non è un lavoro innovativo, non è un lavoro visionario, non dice in realtà nulla di nuovo, proprio nulla, ma quello che dice lo dice dannatamente bene

 


 

p.s. la tecnica para jazzistica non ritengo sia del tutto estranea al mondo dell'elettronica, sopratutto nell'ambito dance dove di cose similari ce ne sono state (vedi deep house)

 

 

 

hai ragione, però diciamo che con l'esposizione che hanno la trap e l'elettronica frigida (oltre a quel po' di electro-noise) il jazz e i suoi derivati (compreso persino il funk e le musiche vintage '70) non sono esattamente il piatto del giorno dell'hipster medio nel 2018. E qui, pur avendo appena benedetto l'hype, torno un po' sull'affaire Kamasi, nel senso che questo disco divulga un suono che a una certa platea arriva con una carica di esotismo un pelo ingiustifcata, ecco. Ma per me siamo alla piccolezza, alla fine promossi. (e così me lo sono ascoltato in cuffia!)


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#49 Piper

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Inviato 17 maggio 2018 - 17:40

nel senso che questo disco divulga un suono che a una certa platea arriva con una carica di esotismo un pelo ingiustifcata, ecco. Ma per me siamo alla piccolezza, alla fine promossi. (e così me lo sono ascoltato in cuffia!)

 

 

su questo punto sono d'accordo. questo disco paradossalmente piace a tipologie diverse di ascoltatori per motivi opposti.

chi, magari come me, vive di funk e musica "nera" risulta un gran disco perchè ripesca bene quel sound con piccole nuove contaminazioni che lo portano un minimo ai giorni nostri ma senza perdere il fascino originale; mentre ci sono ascoltatori nuovi che lo percepiscono effettivamente come roba esotica e nuova, ma solo perchè non hanno familiarità con quel tipo di sound di quell'epoca da cui deriva, probabilmente, l'hype generalizzato e dove non ce lo si aspetterebbe.

in fondo immagino che per il millenials abituato ad ascoltare trap e roba del genere questa musica possa sembrare un evoluzione 2.0, mentre in realtà è un ritorno al passato


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Aurelio De Laurentiis ha lasciato la sede dove si stanno svolgendo i sorteggi dei calendari fermando uno sconosciuto che passava su un motorino dicendogli: "Portami via da questo posto". Ed è andato via come passeggero del motorino di uno sconosciuto

 
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#50 wago

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Inviato 17 maggio 2018 - 20:16

Oh beh, che i Sons of Kemet non cantino in napoletano e guardino a riferimenti diversi da Tullio De Piscopo mi pare evidente, ma il mio discorso non voleva essere "in giro ci sono band che fanno la stessa cosa dei Nu Guinea ma la fanno meglio". Piuttosto, che se uno tiene d'occhio i territori in cui si incontrano jazz-rock, funky e revivalismi vari di progetti entusiasmanti e meno calligrafici ce ne sono in questo momento parecchi.

 

Livore a parte, e tornando a discutere nel merito, la mia impressione sull'album in esame è che i pezzi siano piacevoli ma tutto sommato sciapi, e che il gruppo affianchi a una sezione ritmica notevole (chitarra-basso-batteria san davvero il fatto loro, nonostante i groove memorabili latitino) una voce principale e delle linee di tastiera decisamente non all'altezza. In particolare, la cantantessa è di un'inconsistenza timbrica e una piattezza interpretativa davvero sorprendenti (per carità, è quasi rinfrancante dover constatare che anche il napoletano, spesso considerato l'espressività fatta lingua, è capace di monotonia), mentre per le tastiere il discorso è più sottile: in più di un brano, soprattutto quando si gioca sugli schemi classici dell'e-piano, sembra che non ce la facciano a stare sul pezzo col giusto piglio funky, e risultano "dritte" e un pelo amatoriali.

 

Poi "Ddoje Facce" funziona bene, e non c'è davvero dubbio; se però i toni della critica sono quelli dell'"uscita italiana dell'anno" diventa un po' inevitabile che chi tutto sommato i suoi Tony Esposito Cerrone e Napoli Centrale se li è ascoltati si chieda "beh, tutto qui?" (e magari noti che, dopo tutto, questi ultimi non hanno poi tanto in comune con le soluzioni assai più disco-oriented dei Nu Guinea).


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#51 dUST

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Inviato 17 maggio 2018 - 23:04

È molto probabile che la verità stia nel mezzo. Capolavoro no e va bene, ma se parliamo di calligrafia è calligrafico tutto - o quasi tutto - ciò che prende spunto dalla black+jazz oggi come oggi a.d. 2018.
Ciò detto, anche a me l'uso e l'arrangiamento dei cori non fa impazzire, si poteva lavorare meglio eccetera, ciò non toglie che il lavoro è comunque molto buono, si percepisce un grande entusiasmo e affetto per un mondo musicale che ha avuto uno spessore e una importanza a volte sottovalutati (e poi forse rivalutati in eccesso,ma è nell'ordine delle cose)
Fatte salve tutte le mie e le vs premesse, per me Stann' fore è una hit clamorosa, basterebbe da sola a dare il senso al lavoro e a scolpirlo nella pietra
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 mi ricorda un po' Moro.

 

 

 

 

Con trepidazione vivo solo le partite dell'Inter.

 

 

 

Io non rispondo a fondo perchè non voglio farmi bannare, però una cosa voglio dirla: voi grillini siete il punto più basso mai raggiunto dal genere umano. Di stupidi ne abbiamo avuti, non siete i primi. Di criminali anche. Voi siete la più bassa sintesi tra violenza e stupidità. Dovete semplicemente cessare di esistere, come partito (e qui non ci si metterà molto) e come topi di fogna (e qui sarà un po' più lunga, ma cristo se la pagherete cara).

 

 


#52 slothrop

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Inviato 18 maggio 2018 - 12:16

le critiche di wago mi sembrano molto precise e minuziose, tanto da indurre il sospetto dell'ingeneroso (sono azzeccate, eh! solo che sembra che tu ti stia concentrando molto su quello evitando di farti trasportare dal buono che c'è). Come dicevo, l'ascolto attento mi fa scivolare nella posizione del "bonariamente tollerante nei confronti dell'hype, perchè del buono ce n'è".

Interessante quello che dice Destino, perchè se da un lato il Neapolitan Power storico non è certo il più rivisitato fra gli stili del passato, è altrettanto vero che io in 40 anni ne ho sempre e solo sentito parlare benissimo, quindi la parola "sottovalutato" non la userei mai. Poco praticato magari, sottovalutato no. E lo dico da discreto sostenitore del filone, lo stesso hype dei Nu Guinea lo giustifico anche perchè riprendono uno stile che giustifica proprio l'esaltazione per le sue intrinseche caratteristiche


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#53 vuvu

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Inviato 18 maggio 2018 - 17:02

Il disco nel complesso è molto bello, l'unico neo, se proprio devo mettermi nei panni del pignolo, sono le voci che non mi entusiasmano, ma è il pelo nell'uovo. L'operazione di recupero non differisce dal 90% della retro-mania in qualsiasi ambito, il dramma è che quando accade in ambiti inflazionati la questione non si pone (rock, techno, house, folk hipsterino, moroder saltami addosso, post punk, synth pop etc..), mentre quando ci si trova dinanzi a ripescaggi di soluzioni così mediamente dimenticate e cult, si pone l'accento sull'attitudine di partenza. Il fatto che ci sia una sorta di hype iper localizzato in una ristretta cerchia di critici, musicofili, etc., non è di certo un deterrente. Anzi ultimamente sta capitando il contrario di qualche anno fa: più è considerato hype e quasi più mi incuriosisce. Viaggio in direzione opposta, pure perché la boa l'abbiamo un po' tutti vista diverse volte, girando e rigirando la frittatina su questa cosa. Ho incontrato Massimo di Lena prima di salire sul palco al concerto di Liberato a Napoli, e ci siamo messi a parlare. E' incredibile quanto siano semplici e praticamente dei produttori che vogliono solo divertirsi. Zero spocchia, zero dinamiche modello barbuti in converse ermetici sono triste perché mamma non mi ha stirato la camicia queste cose qui che non se ne può più. Il fatto che Tony Allen, che non è di certo Mr. Simpatia, li adori la dice lunga su quanto siano genuini, tutt'altro che costruiti. 


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"L'intensità del rumore provoca ostilità, sfinimento, narcisismo, panico e una strana narcosi." (Adam Knieste, cit.)

 

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La vita è bella solo a Ibiza (quando non c'è nessuno).


#54 Tony Randine

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Inviato 18 maggio 2018 - 19:14

Piuttosto, che se uno tiene d'occhio i territori in cui si incontrano jazz-rock, funky e revivalismi vari di progetti entusiasmanti e meno calligrafici ce ne sono in questo momento parecchi.

Ecco. Infatti ci troviamo di fronte al classico esempio di album di genere adatto a chi solitamente non frequentata queste sonorità.
Però nel complesso è caruccio e suona "sincero" e non stronzo. Che al giorno d'oggi non è poco.
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#55 wago

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Inviato 18 maggio 2018 - 19:38

 

Piuttosto, che se uno tiene d'occhio i territori in cui si incontrano jazz-rock, funky e revivalismi vari di progetti entusiasmanti e meno calligrafici ce ne sono in questo momento parecchi.

Ecco. Infatti ci troviamo di fronte al classico esempio di album di genere adatto a chi solitamente non frequentata queste sonorità.
Però nel complesso è caruccio e suona "sincero" e non stronzo. Che al giorno d'oggi non è poco.

 

 

Sì, diciamo che mi ritrovo in questi giudizi. Ha ragione sloth quando fa notare che sto sostanzialmente guardando apposta al bicchiere mezzo vuoto, ma oltre al contraccolpo dell'hype c'è anche un'altra circostanza nel mio caso non trascurabile: ormai più del 50% dei miei ascolti son cose al confine tra jazz, rock ed elettronica, con radici proprio in quella post-fusion 70/80iana in cui in fin dei conti sguazzano pure sti qua. Si tratta di un terreno in cui suonare molto molto bene è un po' la premessa essenziale, e a far svettare un progetto oppure un altro è la capacità di rielaborare, crearsi uno stile proprio e sfornare pezzi con elementi memorabili. Qua già il primo aspetto un poco traballa (le mie perplessità sulle tastiere sono un po' il pelo nell'uovo, ma che le voci siano meh mi pare di non essere l'unico a dirlo... peraltro i passaggi più coral-scazzati di cui alcuni si lamentano sono per me tra le cose più apprezzabili del disco), e il secondo non risulta proprio pervenuto...

Ma appunto, vesto la parte del rompicoglioni perché son per natura bastian contrario: come ho già detto, il disco è carino e sapere che cose così abbiano un qualche seguito mi rende certo più felice che il successo di Young Signorino.


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#56 dUST

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Inviato 19 maggio 2018 - 08:43

Sloth ho detto sottovalutati perchè con l'avvento della wave del punk eccetera quelle sonorità caddero un po'in disgrazia, criticamente parlando (lo ricordo bene).
Che poi ci fosse chi ha sempre frequentato il quartierino non lo nego, ma insomma non era un fenomeno di massa,ecco.
A questo proposito: a me dell'hype non frega nulla perchè ovviamente sono troppo una vecchia e pigra puttana per stare dietro a ste cose, quindi il fatto che nell'ambito ci sia qualcosa di meglio e più definito lo dò per scontato, senza dovermelo però andare a cercare. Forse questo rende la mia esperienza di ascolto più leggera - anche perchè di jazz e similia ho piena la casa - ma non meno godibile
Ad ogni modo il basso di Stann' fore è clamoroso
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#57 azevedo

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Inviato 24 maggio 2018 - 14:00

Segnalo che su Juno.uk è tornato in stock. Affrettatevi che entro un'ora sarà già sold out. Meno di 22 euro spedizione inclusa.
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#58 Greed

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Inviato 24 maggio 2018 - 18:07

Primo disco del 2018 che mi gusto davvero, bel groove trascinante e caloroso. Le voci hanno sì qualcosa che non suona bene -non sempre- però mi piacciono: premesso che non è musica vocale, secondo me non ci hanno messo le voci davvero giuste (o non le hanno sposate bene, a livello di produzione, col resto).
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#59 cerezo

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Inviato 27 giugno 2018 - 20:22

http://forum.ondaroc...tano/?p=2394168

compila curata dai tipi di ng
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#60 vuvu

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Inviato 29 giugno 2018 - 17:13

http://forum.ondaroc...tano/?p=2394168

compila curata dai tipi di ng

 

Ne ho scritto sul Corriere della Sera/Mezzogiorno due giorni fa come apertura della pagina degli spettacoli, intervistando anche Aquilina. C'è la Napoli di quei tempi, il sound di "No grazie, il caffè mi rende nervoso" di Gasperini e sopratutto questa perla. Idea nata dalla creazione di "Nuova Napoli", con i vinili acquistati nei mercatini della città come ispirazione primaria. Me l'hanno confessato proprio loro.  


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