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Sono Tornati, Proseguono Il Loro Diritto Alla Non-Comunicazione Con Il Mondo.


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81 replies to this topic

#1 simon

simon

    Scaruffiano

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Inviato 15 April 2018 - 15:45 PM

*
POPOLARE

Forse il più grande giornalista musicale italiano, Federico Savini, che considero tra l'altro una persona meravigiosa, mi ha ferito a morte pochi mesi fa descrivendo la LORO musica degli ultimi anni come "incerta"...

 

Ecco: come ben sapete ho DOVUTO scrivere un libro di oltre duemila pagine che non voglio ancora consegnare a tre persone che per ragioni di privacy totale NON posso nominare... ma sentendo per la prima volta in vita mia questo doppio con delle cuffie HQ e su questo mostro:

 

2sadu9x.jpg

 

 

Premesso che è tornato anche THE MOVER, IRRESISTIBLE FORCE e soprattutto (?) MR.FINGERS... ma questi due ragazzi modesti che sono partiti già con un piede e mezzo oltre qualsiasi genoma del classificabile nel 1991 e dopo la vitale immersione nel dolore umano hanno deciso di trasformare il collage di tutte le musice nere urbane e globali: jungle, techno, electro e l'europea industrial music in un processo materico che punta alla distrofia della materia stessa, ma senza arrivare al punto di liquescenza, ma, salvati da una sorta di iper digital di caos geometrico controllato, hanno riscritto la storia della musica elettronica, ormai l'unico livello di comparazione è Xenakis.

 

1jq4g0.jpg

wi7gqu.jpg

 

Su questo forum possediamo talenti filosofico-matematici di primissimo piano... persone che scrivono libri... so che DEVO scrivere qualche cosa su di loro, ma questo mio saggio come sempre (?) non seguirà la teoresi di Reynolds (che li disprezza come gli altri geni, FSOL) ma procederà da suggestioni iconiche e sulla prospettiva e trasformare questo indirizzo esplicativo incurvandolo nella scrittura stessa, uscendo per sempre dalle coordinate dell'UNO, verso una cogenza tra indagine post emotiva e ripensando a Wittgenstein e Leibniz (inevitabile).

 

Lo sto dicendo da anni, questi due ragazzi devono collaborare con qualche sassofonista importante, non dico Brotzmann perchè (affari suoi) non ha mai voluto intraprendere questi sentieri elettronici tranne una sola volta con il mitico leader dei 16-17, ma con Evan Parker si, con Braxton si... devono aprire la loro irrazionalità ontologica negativa agli altri spazi fenomenologici.

 

 

 

 

 


  • 10

#2 simon

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    Scaruffiano

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Inviato 27 April 2018 - 22:56 PM

https://not.neroedit...e-nts-sessions/

 

forse l'articolo del secolo... 

 

sono conteso, divorato: parola fine a Snezana e divorare la preda (scrittura) su Autechre, deflorando le teorie di Reynolds? ho ascoltato anche l'ultimo NTS. non esiste... non esiste... 

 

IL SAGGIO ovviamente si baserà su questi temi

 

DEMOLIZIONE DELLA SCRITTURA, DEMOLIRLA PER NON FARSI CAPIRE. IGNOTO, INCOGNITO.

 

LEIBNIZ

 

MELANDRI "LA LINEA E IL CIRCOLO". SULL'ANALOGIA VS. SINTESI

 

TARKOVSKIJ  PARALLELO CON LA LORO MUSICA.

 

FUORI DEFINITIVAMENTE DALLA PSICOLOGIA E DALLA PSICHIATRIA... AUTECHRE 2018.


  • 0

#3 khonnor

khonnor

    xy

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Inviato 28 April 2018 - 06:25 AM

sto ascoltando ora all end. puttana eva.


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noncuranti della fine, del calore, di poterci sciogliere.

or | mail


#4 vuvu

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Inviato 28 April 2018 - 09:51 AM

Simpatico Mattioli, e sempre genuino. 

 

Da queste parti invece sta accadendo di tutto da diversi giorni. Le notti insonni, il vuoto e il pienissimo. Più che non trovare le parole, direi che non riesco a spiegare il miracolo più grosso: al di là di tutto quello che ci pare, dell'isolamento, del post-tutto e il suo contrario, delle menate filo/pseudo accademiche d'ogni sorta che seguiranno, lo shock nasce dalle otto ore distribuite in quattro momenti che trascorrono come se fossero quattro minuti. E ne vuoi ancora. C'è quindi un miracolo che non torna. Che nessuno riuscirà mai a spiegarlo in toto è fuori discussione. Che in pochissimi feconderanno l'ovulo che hanno creato è ugualmente fuori discussione. Per me siamo dinanzi alla più grande opera degli ultimi dieci anni. Ma forse anche questa cosa di catalogarli nel tempo resta a suo modo un esercizio incompiuto. E' la più grande opera. Il tempo con loro non esiste, perlomeno subisce un restringimento notevole. Esiste solo lo spazio, con le sue infinite direzioni. 


  • 1

"L'intensità del rumore provoca ostilità, sfinimento, narcisismo, panico e una strana narcosi" [cit.Adam Knieste]

La vita è bella solo a Ibiza.

 

Solange Knowles è il mio amore. 

 

Song 'e ondarock


#5 Giuseppe Bergman

Giuseppe Bergman

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Inviato 28 April 2018 - 09:55 AM


  • 0

" Chi lo sa veramente? Chi può qui dichiarare
da dove è stata prodotta, da dove viene la creazione?
Dalla creazione di questo universo gli Dei vennero successivamente:

chi allora sa da dove ciò è sorto? "

 


#6 Gonzo

Gonzo

    Twenty-Three Lubed Up Schizophrenics With Delusions of Grandeur

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Inviato 28 April 2018 - 16:50 PM

debris_funk mi sta demolendo il cervello, 8 ore è una maratona pero  ashd


  • 0

the best ever death metal band out of Denton
never settled on a name.
but the top three contenders, after weeks of debate,
were Satan's Fingers, and the Killers, and the Hospital Bombers.


#7 simon

simon

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Inviato 30 April 2018 - 14:12 PM

https://rutracker.or...c.php?t=5554731


Simpatico Mattioli, e sempre genuino. 

 

Da queste parti invece sta accadendo di tutto da diversi giorni. Le notti insonni, il vuoto e il pienissimo. Più che non trovare le parole, direi che non riesco a spiegare il miracolo più grosso: al di là di tutto quello che ci pare, dell'isolamento, del post-tutto e il suo contrario, delle menate filo/pseudo accademiche d'ogni sorta che seguiranno, lo shock nasce dalle otto ore distribuite in quattro momenti che trascorrono come se fossero quattro minuti. E ne vuoi ancora. C'è quindi un miracolo che non torna. Che nessuno riuscirà mai a spiegarlo in toto è fuori discussione. Che in pochissimi feconderanno l'ovulo che hanno creato è ugualmente fuori discussione. Per me siamo dinanzi alla più grande opera degli ultimi dieci anni. Ma forse anche questa cosa di catalogarli nel tempo resta a suo modo un esercizio incompiuto. E' la più grande opera. Il tempo con loro non esiste, perlomeno subisce un restringimento notevole. Esiste solo lo spazio, con le sue infinite direzioni. 

 

 

TI AMO


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#8 paloz

paloz

    Poo-tee-weet?

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Inviato 01 May 2018 - 09:38 AM

01100001 01110101 01110100 01100101

01100011 01101000 01110010 01100101

 

 

:OR:

 

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  • 5

I have spoken softly, gone my ways softly, all my days, as behoves one who has nothing to say, nowhere to go, and so nothing to gain by being seen or heard.

 

(Samuel Beckett, Malone Dies)


#9 slothrop

slothrop

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Inviato 01 May 2018 - 14:54 PM

non ricordo dove ho definito "incerta" la produzione degli Autechre, che ho sempre seguito il giusto e non mi ci vedo a sparare sentenze nel merito, anche se "incerta" più che una sentenza si direbbe un'impressione e allora potrei pure averlo detto.

Del più importante disco di musica elettronica di tutti tempi - così decretato da tutti ancor prima che venisse interamente pubblicato - ho ascoltato un quarto e mezzo e il mio giudizio fin qui, per il poco che può valere, è sicuramente buono.

Per il momento mi sento di dire due cose in tutto:

 

1 - mi stupisce che nessuno dei tanti che ne scrivono utilizzi una semplicissima parola: "improvvisazione", magari su schemi o su pattern (e di un'estetica naturalmente lontanissima da jazz & derivati), preferendo inerpicarsi in complesse digressioni fanta-filosofiche, contestualmente pertinenti ma argomentativamente sfuggenti.

 

2 - non essendo un esegeta degli Autechre dovrei aspettare a dirlo, ma siccome siamo nel campo delle impressioni mi azzardo a scrivere che bello il disco lo è davvero, o per lo meno i due sono ottimi "musicisti", ma di propriamente "sconvolgente" non ho sentito nulla (detto che la terza traccia del secondo quarto è davvero notevole). A naso questo disco suona molto molto avanzato e impetuoso rispetto alle cose precedenti del duo, che ricordo quasi parimenti strombazzate dalla critica e pure io le ricordavo molto forti, ma questo quadruplo mi sembra le faccia suonare vecchie. Quindi la mia impressione è che gli osanna e i "10" vadano parametrati non già a "tutto il resto della musica" quanto a "il resto della carriera degli Autechre", che onestamente ricordavo più tosta (ma anche qui dovrei farmi una bella immersione a ritroso che non ho il tempo di fare).


  • 2

#10 slothrop

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Inviato 01 May 2018 - 15:50 PM

d'altra parte l'infinito dilemma della musica elettronica è se evolva più in fretta o se invecchi più in fretta


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#11 paloz

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Inviato 01 May 2018 - 16:09 PM

La nostra scelta del voto massimo non è stata affatto immediata e fino all'ultimo non ci siamo sbilanciati.

Se non si è usato il termine improvvisazione è perché, nonostante gli ae facciano chiaro uso di procedimenti caotici and so on, l'impressione è che abbiano sempre un controllo tale della situazione da non far pensare alla sua parziale aleatorietà.

 

Gli ultimi tre grossi lavori degli Autechre (i quali in passato già mi piacevano ma non alla follia, lo ammetto) - ossia Exai, elseq, NTS - me li sono ascoltati più volte con un senso di crescente meraviglia. Nelle presenti session c'è molta rielaborazione del passato ma credo ci siano passaggi anche più innovativi - o forse solo inusuali - rispetto a elseq, che già dava belle pedate in avanti alla (s)composizione elettronica.

Una cosa che forse valeva la pena dire su questo, sempre in relazione ai precedenti, è che la sua successione in 4 momenti distinti in qualche modo recupera anche un'idea di "narrazione", dà perlomeno l'impressione di una logica evolutiva e soprattutto di un vero finale (lunghissimo) che riesce a mettere tutto il resto in prospettiva, dando la misura di quel che si è vissuto nel corso di 8 (otto) densissime ore.

C'è senz'altro dell'entusiasmo nella scelta di piazzare un rarissimo 10 su Ondarock, ma credo anche che questa fosse davvero l'occasione giusta per farlo. Per uno come me, che alle soglie dei 30 anni crede di aver già sentito praticamente tutto, un'uscita così non può che lasciare interdetto, anzi se vogliamo sconvolto.

 

 

PS: forse, opinioni legittime a parte, dovresti davvero sentirlo tutto anche tu.


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#12 slothrop

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Inviato 02 May 2018 - 12:30 PM

ah, e perdonatemi, per essere gente "che non comunica col mondo" direi che gli Autechre hanno fin troppi estimatori


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#13 Ɲ●†

Ɲ●†

    Haunted

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Inviato 02 May 2018 - 12:54 PM

Io ho sempre avuto una sorta di timore reverenziale nei loro confronti, da un certo punto in poi (li ho ascoltati ed apprezzati fino a LP5+EP7 inclusi, quindi un bel po'di tempo fa. E per me il loro capo è Tri Repetae). Quindi chiedo, in modo molto ignorante: come mi consigliate di procedere con le cose successive? (Ammesso e - ahimè - non concesso che poi trovi il tempo di ascoltare certi mammozzoni)


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A chemistry of commotion and style

#14 paloz

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Inviato 02 May 2018 - 13:16 PM

ah, e perdonatemi, per essere gente "che non comunica col mondo" direi che gli Autechre hanno fin troppi estimatori

 

 

Oi, di sti tempi sei proprio in vena di polemica! Hai capito benissimo cosa si intende in quel caso, e non per questo è impensabile che abbiano estimatori.


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#15 Bara dei pupi

Bara dei pupi

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Inviato 02 May 2018 - 13:39 PM

Io ho sempre avuto una sorta di timore reverenziale nei loro confronti, da un certo punto in poi (li ho ascoltati ed apprezzati fino a LP5+EP7 inclusi, quindi un bel po'di tempo fa. E per me il loro capo è Tri Repetae). Quindi chiedo, in modo molto ignorante: come mi consigliate di procedere con le cose successive? (Ammesso e - ahimè - non concesso che poi trovi il tempo di ascoltare certi mammozzoni)

 

550px-Destroy-a-CD-or-DVD-Step-3-preview

 

sono stato a merenda a casa di Carmine: me li ha serviti così spezzettati, pucciati nel latte


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#16 slothrop

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Inviato 02 May 2018 - 14:06 PM

 

ah, e perdonatemi, per essere gente "che non comunica col mondo" direi che gli Autechre hanno fin troppi estimatori

 

 

Oi, di sti tempi sei proprio in vena di polemica! Hai capito benissimo cosa si intende in quel caso, e non per questo è impensabile che abbiano estimatori.

 

 

 

Ho vagamente colto che do questa impressione. Mi succede  quando a un "fenomeno chiacchierato" - diciamo così - mi viene istintivo dare letture radicalmente diverse e straordinariamente minoritarie rispetto a quanto leggo in giro.

Peraltro parliamo di un disco che mi sembra decisamente buono e quando dico "letture radicalmente diverse" non intendo nel giudizo finale, ma proprio nella prospettiva di partenza dell'analisi. Questa cosa evidenzia la mia distanza dal resto dell'uditorio e la cosa mi lascia segni addosso.

 

 

PS: il terzo disco promette alle mie orecchie meglio di quel che m'aspettavo leggendo la vostra descrizione, che è pertinente ma il disco mi piace più delle aspettative.


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#17 vuvu

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Inviato 02 May 2018 - 16:47 PM

 

 

 il disco mi piace più delle aspettative.

 

Attendo una tua disamina ultra dettagliata e pindarica a fine ascolto. Però a naso non mi pare siano la tua cup of tea in senso stretto, cioè il tuo lido balneare di fiducia. Certo, sono dei giganti e quindi conoscerai sicuramente tutti i loro dischi passati o perlomeno quasi tutti. Attenzione: stavolta è tutto resettato, e possiamo anche per un attimo pensare al piacere musicofilo con un'accezione più espansa. E' un investimento sensoriale, e al momento siamo nel campo delle previsioni futuristiche, e nella difficile, se non impossibile, contestualizzazione odierna. Bisognerebbe parlarne per almeno due anni, riascoltarlo una tantum e riunirci poi in cerchio per fare un po' il punto della (nuova) situazione. Onestamente, per ora possiamo solo confrontarci sommariamente e guardarci attraverso le lettere di questo schermo senza tuttavia aver molto da scrivere (non essendoci un rapporto di forza temporale e un confronto produttivo terzo). Circa la non comunicazione, la risposta di Michele è anche la mia. Tutto bene? : D  


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#18 slothrop

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Inviato 02 May 2018 - 17:07 PM

 

 

 

 il disco mi piace più delle aspettative.

 

 conoscerai sicuramente tutti i loro dischi passati.

 

 

 

No, tutti no. Ne conosco di più rispetto a quelli che conosco in media per singola band di questo ambito.

In estrema sintesi la mia opione ancora figlia di un ascolto incompleto, e meno immersivo di quello che dovrebbe, è che il disco sia più che buono, ma che getti - e qui vengo condizionato anche dall'hype giornalistico, ma non penso che il condizionamento sia un abbaglio - dicevo che getti una luce inquietante e retrospettiva su tutta l'elettronica di questi ultimi anni.

La musica elettronica per sua natura è percorsa da lampi di esaltazione (del pubblico del settore e della cosiddetta critica*) e come dicevo vive in un'interessante dialettica fra l'evoluzione fulminea e l'obsolescenza precoce.

Io credo che gli Autechre siano gli unici maestri del settore che tengono banco con una certa continuità da una ventina d'anni senza che nessuno, in questo mondo severo che è quello dell'elettronica, ne abbia messo in discussione il magistero e la spinta in avanti (Aphex è stato dimenticato per una vita e molti lo danno per bollito da un pezzo; i Daft Punk in definitiva sono troppo pop per questo mondo qui; i Pan Sonic son rimastri troppo legati a un approccio ultra-rigoroso; i Kraftwerk esaltiamoci quanto ci pare ma lo sappiamo tutti che son vecchi; i Basic Channell forse non hanno mai davvero raggiunto uno status paragonabile a quelli appena detti o forse sono sempre un pelino troppo "dance" rispetto all'ecumenismo elettronico degli altri giganti; il resto è roba che mediamente dura poco e passa in fretta).

In sostanza, gli Autechre sono dei maestri e sono dei grandi musicisti. Non cercano in modo maniacale l'invenzione di un nuovo suono, rielaborano suoni vecchi e comunque molto già sentiti (non so se lavorino di suono generato o elaborando sorgenti, ma in questo caso credo siano ben poche), sono dei minimalisti in termini di immaginario ossessivo ma anche di inventario sonico. Ergo, se sono bravi è perchè hanno del "manico", lavorano essenzialmente su forme, tempi e architetture, come voi avete scritto.

E questo disco qui è il disco di due musicisti che hanno un gran manico, ma anzichè suonare nell'ambito estetico del jazz lo fanno nell'elettronica, con modelli di "interplay" che non sono quelli del jazz ma delle "circuiterie al silicio" (passatemi la metafora, con la quale peraltro credo concorderete).

Riescono a rendere abbastanza sciroppabile un mastodonte simile perchè hanno manico, perchè da bravi minimalisti sanno quali suoni possono catturare l'ascolto e mantenerlo vigile pur nel martellamento, mentre da bravi improvvisatori (su schema) sanno andare avanti per minuti e minuti lavorando di fino sulle variazioni delle forme.

Io questo lo chiamo: "Due ottimi musicisti che fanno un ottimo disco".

L'unica "eccezionalità" che vedo - e qui vengo all'hype - è che questo disco sia stato prodotto in un ambito che mediamente coltiva altri "valori musicali", come appunto il mondo dell'elettronica più o meno trendy del presente (e di conseguenza non produce dischi che si avvicinino anche solo a questo livello "musicale") e che per di più la cosa sia stata fatta da due "vecchi" (ma questo, l'avrete capito, a me stupisce ben poco; anzi, è proprio la cosa che mi stupisce meno di tutte).

Spero di essermi spiegato, perchè credo di essere molto meno polemico di quel che viene ultimamente percepito. Ho semplicemente una mia visione delle cose - certamente non da insider e forse pure sbagliata -, ma che a me sembra lucida, semplice, pragmatica e tutt'altro che irrispettosa nei confronti del disco.

 

 

 

* in linea teorica il mondo della musica elettronica è tutt'altro che sprovveduto e incolto, perchè i poli estremi di chi "abita" questo cosmo musicale sono i dj e i compositori colti. Da una parte hai dei personaggi che compensano alcuni limiti musicali in senso classico con una enorme conoscenza discografica e anche con una sensibilità mediamente molto sviluppata per determinate caratteristiche della musica (sennò non riusciresti a far ballare la gente e a stare sul pezzo); dall'altra parte sei al massimo, o quasi al massimo, dell'intelighenzia accademia. Lo specifico perchè non mi si accusi di pregiudizio sulla cultura nel mondo della musica elettronica, che penso sia decisamente più alta che bassa.


  • 7

#19 Giuseppe Bergman

Giuseppe Bergman

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Inviato 02 May 2018 - 17:10 PM

Mi paiono 8 ore di roba che AFX già infilava nei pezzi per arricchirli senza farne centro unico

Comunque, piaciuto. Da varie e approfondite immersioni senza dubbio. Ma questo è un tipo di musica come molta altra credo, di abbandono totale. La logica e l'analisi vanno lasciati all'ingresso, inutili, verrebbero assorbite dal vuoto (sensazione piacevolissima)


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" Chi lo sa veramente? Chi può qui dichiarare
da dove è stata prodotta, da dove viene la creazione?
Dalla creazione di questo universo gli Dei vennero successivamente:

chi allora sa da dove ciò è sorto? "

 


#20 vuvu

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Inviato 02 May 2018 - 17:17 PM

 

 

 

 

 il disco mi piace più delle aspettative.

 

 conoscerai sicuramente tutti i loro dischi passati.

 

....

 

 

Condivido molte cose, tendo però a valutare la loro prova come qualcosa che esuli dal manierismo di qualità, dalla certezza di avere i mezzi di conoscere i gusti dei tuoi ascoltatori. Non possiamo, inoltre, ridurre tutto sempre ai soliti nomi, la stessa "elettronica" oggi è talmente variegata nelle sue infinite accezioni che tentare di dare dei fari assoluti come schema notevole da cui partire è quantomeno riduttivo. Certo, loro mirano allo straniamento come forma comunicativa. E questo rende tutto molto labile. Comunque, ho l'impressione che tu sia un po' ossessionato dall'hype nel suo dinamismo contemporaneo. E' una mia impressione, eh. Ma ultimamente tendi troppo a tirare in ballo questa cosa dell'hype, dando spesso tutta la colpa a questo fantomatico processo, che esiste ma non è possibile applicarlo ad ogni occasione. Mai come in questo caso l'hype è, per quanto mi riguarda, inesistente. E' un po' come se domani uscisse un disco di centodue ore di Merzbow e andassi nel thread a scrivere di hype (di cosa?) mentre ne parlate; hype come una sorta di effetto imprescindibile sul mero ri/eflusso critico. Spero comunque che possa continuare a piacerti e magari a indurti verso ulteriori riflessioni, così da confrontarci sempre più, hype o non hype. 


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