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Jazz For Dummies


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63 replies to this topic

#41 wild horse

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    Classic Rocker

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Inviato 01 marzo 2018 - 13:06

Dovrò rassegnarmi all'idea che sono il sosia di ogni pelato con gli occhiali da sole

 

Non ha un decimo del tuo carisma. Lo vedi ad occhio nudo che non potrebbe tenere nulla in equilibrio sul cranio


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#42 Sandor Krasna

Sandor Krasna

    aspirante indie

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Inviato 02 marzo 2018 - 23:40

Non è il caso dell'autore del thread ma io penso che ad un neofita oltre il free, il bop / hard-bop e il cool jazz andrebbe consigliata una raccolta di Duke Ellington tipo questa:

 

R-2788245-1462570069-7948.jpeg.jpg


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#43 dick laurent

dick laurent

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Inviato 05 marzo 2018 - 21:46

 

 

2 - uno stile interpretativo, un "modo" di suonare attraverso il quale si può approcciare ogni tipo di repertorio. Inizialmente toccò agli standard di Tin Pan Alley (a tutti gli effetti secondo me inseribili nel filone al punto 1) 

 

 

ne approfitto per chiederti una cosa a questo proposito visto la tua passione per il Giappone. Conosco standard prodotti in diversi nazioni (che so, anche paesi come l'Italia o l'Argentina ne hanno un paio), che mi dici del paese del sol levante? Esistono brani che anche solo a livello nazionale si sono imposti e vengono riproposti di frequente? Intendo sia cose scritte da musicisti pop (o anche altri generi) sia da compositori più strettamente jazz.

Perchè la cosa più vicina a uno standard giapponese che conosco è "Left alone" del non esattamente giapponesissimo Mal Waldron


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#44 Sandor Krasna

Sandor Krasna

    aspirante indie

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Inviato 05 marzo 2018 - 22:53



Poi immagino Merry Christmas Mr. Lawrence
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#45 dick laurent

dick laurent

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Inviato 05 marzo 2018 - 23:21

ma è addirittura uno standard il tema di Lupin?


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#46 Sandor Krasna

Sandor Krasna

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Inviato 05 marzo 2018 - 23:39

Pensando ad un brano giapponese su cui si possa improvvisare mi è venuto in mente quello, ma più che altro forse è proprio il concetto di standard che è squisitamente americano, tu ad esempio per standard italiano che intendi?

In giappone poi avevano successo altri generi autoctoni ai tempi della Tin Pan Alley, tipo l'enka, il jazz immagino sia stato acquisito dopo la seconda guerra mondiale e di conseguenza non c'è stato tempo di assimilare il genere e produrre standards, se non appunto facendolo tramite la rielaborazione di temi pop famosissimi, che poi è esattamente quello che son sempre stati gli standards jazz.
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#47 dick laurent

dick laurent

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Inviato 06 marzo 2018 - 00:23

Pensando ad un brano giapponese su cui si possa improvvisare mi è venuto in mente quello, ma più che altro forse è proprio il concetto di standard che è squisitamente americano, tu ad esempio per standard italiano che intendi?
 

 

Estate di Bruno Martino per esempio è suonata in tutto il mondo. Senza fine di Paoli anche se non a quel livello l'ho sentita varie volte, e non solo in Italia. Ma c'è pure un libro che raccoglie pezzi che sono standard italiani (c'è un anteprima anche su google libri se ti interessa). Ci sono volendo pure i pezzi composti da italiani emigrati tipo Whispering di Vincent Rose). La Francia ha prodotto la famosissima Autumn leaves per esempio, l'Inghilterra ne ha diversi (A nightingale sung in Berkeley square, o Lullaby of Birdland), l'Argentina ha Sometime ago, il Brasile ne ha un sacco. Anche nell'est europa ce ne sono alcuni (mi viene in mente Dark blue world) o alcuni classiconi suonatissimi di Bronislaw Kaper tipo Invitation  o On a green dolphin street. Più o meno questa roba, anche se magari ci sono anche cose più recenti. Insomma pezzi di una certa qualità musicale che si sono imposti. Poi a dirla tutta della diffusione mi frega il giusto, mi interessa soprattutto trovare dei bei pezzi.


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#48 slothrop

slothrop

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Inviato 06 marzo 2018 - 07:43

Il jazz arriva in Giappone addirittura sul finire degli anni '10 e negli anni '30 già comincia a imporsi al punto di cambiare i costumi sociali del Paese.

Questo è il mio volume di riferimento:

https://www.dukeupre...n/?viewby=title

 

E in proposito scrissi qualcosa qui, anche se l'articolo è per lo più rivolto al free-jazz nipponico degli anni '70:

http://www.blowupmag...agosto-2011.asp

 

Deto ciò, come scrive Sandor Krasna i generi "novecenteschi" per eccellenza in Giappone sono l'enka e il kayokyoku, tecnicamente musiche "yogaku" - cioè di derivazione occidentale -, che però sono a tutti gli effetti patrimonio identitario del Sol Levante.

Detto che anche secondo me il tema di Lupin III di Yuji Ohno può passare per standard, il punto non è tanto il fatto di in sé di essere improvvisabile ma proprio la popolarità intrinseca della canzone, fermo restando che poi i jazzisti improvvisano più volentieri dove il terreno lo consente. Ma un brano come questo super classico di Kyu Sakamoto, famoso in tutto il mondo, ha una valanga di versioni:

https://www.youtube....h?v=C35DrtPlUbc

 

Poi i giapponesi improvvisano un po' su tutto: Otomo è famoso per le sue interpretazioni dei moderni standard del jazz americano (in particolare Ornette Coleman), mentre musicisti fusion come Masayoshi Takanaka facevano il samba sul tema di Star Wars:

https://www.youtube....h?v=NGJrPHJsMRU

 

Detto ciò, ne so molto meno di quanto vorrei, faccio fatica ad indicarti con precisione quali brani enka, kayokyoko o min yo (il folk vero e proprio) siano entrati più o meno comunemente nel patrimonio dei jazzisti giapponesi. Una decina d'anni fa, per esempio, il sassofonista Kazutoki Umezu fece un disco di clarinetto jazz su classici Enka, quindi esistono eccome operazioni del genere, solo che purtroppo non ne so abbastanza.


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#49 dick laurent

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Inviato 06 marzo 2018 - 11:22

Detto che anche secondo me il tema di Lupin III di Yuji Ohno può passare per standard, il punto non è tanto il fatto di in sé di essere improvvisabile ma proprio la popolarità intrinseca della canzone, fermo restando che poi i jazzisti improvvisano più volentieri dove il terreno lo consente. Ma un brano come questo super classico di Kyu Sakamoto, famoso in tutto il mondo, ha una valanga di versioni:

https://www.youtube....h?v=C35DrtPlUbc

 

 

questa non l'avevi per caso messa in una battle qualche anno fa? Perchè mi suona familiare in effetti.

Comunque si, in generale non basta che un jazzista o due decidano di provare a improvvisarci, altrimenti pure La sagra della primavera (di cui peraltro credo di aver sentito almeno quattro o cinque interpretazioni jazzistiche, è un quasi standard asd) o Smells like teen spirits lo sarebbero. I jazzisti improvvisano su un botto di roba diversa, da Monteverdi ai temi di Star Wars e Lupin che avete postato a boh, Britney Spears (non lo so in realtà di Britney, l'ho buttata lì ma non mi stupirebbe) specie oggi, in mancanza di un canone consolidato


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#50 slothrop

slothrop

    Enciclopedista

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Inviato 06 marzo 2018 - 12:40

non credo di averlo postato io, magari gozer. Comunque è una canzone famosa, conquistò persino l'hit-parade americana!


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#51 Denjo Zadkovic

Denjo Zadkovic

    Absolutni uničevalec vsakega komunizma.

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Inviato 06 marzo 2018 - 12:41

Ovviamente il topic che poteva essere una meravigliosa possibilità per postare cose meravigliose, spaziando per cento e passa anni di avanguardia, sta ritornando al dialogico, seppur di nobile livello.

 

Ad un certo punto si continua a parlare di Giappone, ma tranne pochi artisti dediti al jazz come Sakata e Takayanagi, e gli eroi dell'avant rock di cui anche tu spesso hai parlato su Blow Up, sono poco interessato...

 

Visto che il ragazzone ama visceralmente il rock, qui ti becchi almeno due geni: il chitarrista ha trovato una degna celebrazione su quella rivista mensile, ascoltalo pure quì.

 

15eebzr.jpg

 

e se ti piace Miles Davis in versione funk Prince... ecco prova questo cofano (lo trovi facilmente gratis in rete)

 

2lwsqax.jpg

 

 

... visto che sei un ragazzo predisposto al crossover ti consiglio VIVAMENTE di fiondarti su questo complesso krautrock che è praticamente guidato telepaticamente dal sassofonista, uno dei gruppi forse più underground del krautrock, ma incredibilmente affascinanti.

 

 

 

 

PS: l'utente che scrive su Blow Up è un assoluto genio in quanto scrive articoli davvero importanti senza mai scadere nell'auto-fiction alla Zingales, ma è libero di poter creare pagine indimenticabili.

 

 

questo ovviamente è per lui, che sotto sotto è jazz sotto mentite spoglie 

 


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Moja birokracija ne bo obrabljena. Tukaj ne skrbim za pravičnost; moja naloga je samo uničiti in iztrebiti; nič drugega. Hermann Göring

 

Il colpo più duro che l'umanità abbia ricevuto è l'avvento del cristianesimo. il bolscevismo è un figlio illegittimo del cristianesimo. L'uno e l'altro sono un'invenzione degli Ebrei. Adolf Hitler

 

Sai, sono automaticamente attratto dalla bellezza – inizio subito a baciarle, è così. È come una calamita. Bacio subito. Nemmeno aspetto. Quando sei famoso te lo lasciano fare. Puoi fare tutto. Afferrale dalla figa. Puoi fare tutto. Donald Trump

 

 


#52 Sandor Krasna

Sandor Krasna

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Inviato 06 marzo 2018 - 13:07

La condizione sine qua non della popolarità la davo per scontata eh!

Comunque grazie per i vostri input, purtroppo neanche io ne so abbastanza ma se avessi competenza mi sarebbe piaciuto fare un discorso di ordine "etnologico" sulla significatività del jazz in giappone. Di sicuro sono esistiti ed esistono musicisti jazz (il più famoso che mi viene in mente è Ryo Fukui), però ho l'impressione che non è mai stato un linguaggio entrato in modo totale fra le masse, se non in forma ibridata e nascosta con altre manifestazioni tra cui il city pop stesso e lo shibuya-kei negli anni '90, o in forma di reazioni avanguardistiche come negli esempi qui sopra. Di sicuro ci saranno state orchestre e ballrooms negli anni Venti e Trenta, però non mi sembra improbabile che un genere come l'enka avesse avuto enormemente più successo del jazz americano, in particolare poi per ovvie ragioni nazionalistiche di quei decenni.

Poi giustamente dovremmo anche interrogarci sul concetto di "standard" ai giorni nostri, problema tutt'altro che scontato che va ad intersecarsi giocoforza con quello che significa jazz nella contemporaneità.

Allego Ryo Fukui

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#53 dick laurent

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Inviato 06 marzo 2018 - 13:35

Sandor: per popolarità comunque intendevo tra i musicisti, più che tra le masse (se ho capito quello che stai dicendo). Anche nel jazz americano gli standard non sono necessariamente pezzi popolarissimi, ma lo sono tra i musicisti (penso a pezzi tipo Ramblin o Lonely Woman di Ornette Coleman, o alle composizioni molto cerebrali di Wayne Shorter o Monk.) Comunque penso che anche se qui l'avanguardia che forse qui arriva di più (o almeno la mia impressione è che in italia siano più ""famosi"" Masahiko Satoh o Masayuki Takayanagi che cose più classiche) che esista anche un mainstream. A parte quel bel disco di Fukui mi viene al volo in mente Toshiko Akiyoshi che è davvero famosa e non solo in giappone.

Ah comunque parlando di cose dallo spirito abbastanza rock, com'è che si chiamava quel gruppo che faceva una specie di versione "pop" e molto energica dell'Art ensemble of chicago (definizione un po' del cazzo, ma se pensate a "theme de yoyo" immagino che qualcuno possa arrivarci)?


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#54 slothrop

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Inviato 06 marzo 2018 - 18:02

E' meglio che facciamo un topic a parte, regaz, perchè sulla popolarità di Ryo Fukui io avrei molto da ridire, a meno che non mi si dimostri che tale popolarità si motiva con qualcosa di diverso da un album caricato su youtube e spinto a milionate di visualizzazioni non si sa come.

Un onesto album hard-bop, anzi bello non solo onesto, ma a me non risulta che Fukui sia stato un musicista particolarmente importante, solo che ultimamente me lo ritrovo spesso per effetto degli algoritmi di youtube.

 

Sandor, ti invito senza alcuna polemica a spiegarmi cosa ti spinge a credere che sia famoso, davvero è una cosa che mi interessa perchè questa cosa della musica giapponese la seguo da anni, e su mezzi anche poco internettari tipo libri stampati, quasi sempre di docenti universitari, e allora per quanto io ne sappia comunque poco rispetto a quanto vorrei (documentarsi sul Giappone è difficile anche se ci perdi tempo, e poi è un mare magnum falcidiato anche da trappole culturali continue), a me davvero non risulta che Fukui sia così importante.

 

 

Per quel che so, negli anni '30 in Giappone ci fu una vera jazz-craze, come in altri paesi sviluppati. L'epoca d'oro dell'Enka dovrebbe essere più avanti, tra gli anni '50 e '60. Occhio che si tratta comunque di due cose non del tutto paragonabili, poichè l'enka è musica melodica che fa di tutto per rimandare alla tradizione e a una forma piagnucolosa di nazionalismo (poi lascia stare che anche qui si annidi il germe della musica occidentale...), mentre il jazz di quegli anni era musica da ballo, con tutt'altri scopi e una storia diversissima (osteggiata in Giappone tanto dai tradizionalisti quanto dai benpensanti). Credo abbia agitato tumulti sociali superiori rispetto al rock'n'roll degli anni '50, poi ovviamente nei '60 il rock e le sue variabili nipponiche (dal foku al city-pop fino all'hard di japrocksampler) si è fatto sentire.

 

Giustamente tiri in ballo lo shibuya kei, una forma di musica modaiola degli anni '90 che aveva molto jazz nel dna, molto più di quanto ne avessero le coeve musiche trendy occidentali (ok, c'era il downtempo, ma nel complesso non è pop quanto lo shibuya kei e tanta musica nipponica di oggi, più o meno indie, flirta non poco con il jazz, sempre più dei corrispettivi occidentali). Anche per questo penso che il jazz in Giappone sia radicato eccome, magari in una nicchia ma parliamo di una nicchia enorme, vedi due fenomeni in particolare. Uno è quello delle mitiche stampe sacd giapponesi di dischi jazz. L'altra sono i jazz kissa, bar in cui si può stare ore ad ascoltare i dischi jazz. Furono una sorta di rifugio per gli appassionati quando il jazz, così scandaloso, venne bandito, e diventarono una culla per la controcultura underground nipponica. Esistono ancora, eh, trovi dei documentari in rete.


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#55 dick laurent

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Inviato 06 marzo 2018 - 18:31

E' meglio che facciamo un topic a parte, regaz, perchè sulla popolarità di Ryo Fukui io avrei molto da ridire, a meno che non mi si dimostri che tale popolarità si motiva con qualcosa di diverso da un album caricato su youtube e spinto a milionate di visualizzazioni non si sa come.

Un onesto album hard-bop, anzi bello non solo onesto, ma a me non risulta che Fukui sia stato un musicista particolarmente importante, solo che ultimamente me lo ritrovo spesso per effetto degli algoritmi di youtube.

 

 

 

non so su youtube ma I'ho visto spesso nominare su Rate your music, dove quel disco credo abbia un discreto "successo". Virgolette d'obbligo.


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#56 slothrop

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Inviato 06 marzo 2018 - 22:54

appunto, è un fenomeno della rete. Questo non significa che "oggi" non si possa considerare un album famoso, ma di rilievo storico-musicale nel suo contesto non mi risulta ne abbia.

E allora ben vengano le riscoperte, ma quando si traffica in materiali che una storia ce l'hanno, benchè poco nota dalle nostre parti, io farei qualche verifica prima di mettermi in testa di aver ascoltato una pietra miliare, perchè magari ho solo scoperto qualcosa perchè un algoritmo le ha fatto prender quota. Poi il disco è ok, ci mancherebbe, ma non merita di star davanti a decine di altri.


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#57 Sandor Krasna

Sandor Krasna

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Inviato 06 marzo 2018 - 23:15

Io so che quel disco, insieme a Mellow Dream, è stato ristampato dopo la morte di Fukui nel 2015, poi non so se l'algoritmo di YouTube sia stata la conseguenza o la causa della sua riscoperta. Poi confesso che anche io l'ho effettivamente conosciuto tramite l'algoritmo, però se c'è stato entusiasmo per le reissue posso immaginare che sia stato già famoso, ma non lo posso dimostrare a livello accademico, insomma lieto di essere smentito in caso contrario!

 

 

Comunque ho scoperto questo Yamamoto Hozan, virtuoso dello shakuhachi, strumento a fiato tradizionale del gagaku, che incorpora a sezioni ritmiche jazz occidentali.

Questo lo sto ascoltando adesso e mi sembra un lavoro interessantissimo:

 

 

 

Allego anche un video in cui esegue Take Five:

 

 

Qui addirittura un'ibridazione con la bossa nova:

 

https://www.youtube.com/watch?v=hQplIlrqAII


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#58 Sandor Krasna

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Inviato 06 marzo 2018 - 23:37

Stupenda scoperta pure questo di Terumasa Hino, considerato il Miles Davis giapponese:

 

 

in questo al piano c'è Yuji Ohno, quello di Lupin III


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#59 slothrop

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Inviato 07 marzo 2018 - 09:02

Eh, ma sia Hozan Yamamoto che (soprattutto) Terumasa Hino sono musicisti che hanno inciso molto nella storia musicale del Paese. Yamamoto era l'idolo dei tradizionalisti perchè usando lo shakuachi in qualche modo ibridava la tradizione hogaku con il jazz occidentale, mentre Hino è il primo grande musicista fusion giapponese, quello da cui sono andati a scuola tutti, se non sbaglio anche Yuji Ohno, quello di Lupin.


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#60 slothrop

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Inviato 07 marzo 2018 - 09:53

Io so che quel disco, insieme a Mellow Dream, è stato ristampato dopo la morte di Fukui nel 2015, poi non so se l'algoritmo di YouTube sia stata la conseguenza o la causa della sua riscoperta.

 

 

Stando a Discogs non ci sono ristampe del 2015 (ma ce n'è una del 2017, guarda caso a "hype" pienamente esploso), ma sui materiali nipponici anche Discogs ha le sue lacune. Diciamo che non mi stupirei affatto dell'esistenza di una stampa 2015 perchè proprio del 2015 è il video youtube che oggi sta a 5 milioni. L'utente che l'ha postato credo però sia un semplice appassionato, non un discografico o simili.

 

La dinamica dell'emersione in rete con conseguente ristampa - mi riferisco a quella accertata del 2017 - è simile ma non identica* alle operazioni di Palto Flats sul Giappone anni '80.

 

 

* le differenze sono che nel caso di Palto Flats parliamo di stampe americane (mentre con Fukui siamo sempre in Giappone, ma questo semmai potrebbe confermare la "riscoperta" anche per gli stessi giapponesi, quindi comproverebbe la scarsa rilevanza "in diretta" del suo lavoro, negli anni '70) e poi l'ambito è hipster-wave e non jazz.


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