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Alela Diane - Cusp [2018]


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7 replies to this topic

#1 Tom

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Inviato 13 febbraio 2018 - 14:02

ALELA_DIANA_CUSP.jpg

 

2018 Alela Diane CUSP

 

Che bello quando un'artista che hai "curato" fin da giovinetta ti cresce sotto gli occhi e le orecchie e dopo dodici anni, al quinto album (o settimo, contando i due per nulla secondari album in collaborazione) ti mette in mano un disco cosi' tanto ben dipinto e ispirato, che conferma tutte le belle speranze e si impone come il piu' classico dei dischi della maturita'.

 

A dire il vero ho faticato un attimo ad entrarci, perche' buona parte delle canzoni le avevo gia' sentite nella lunga serie di concerti privati con cui l'autrice sta promuovedo l'album e di cui pubblica i video su facebook, e naturalmente dal vivo questo tipo di musica ha una luce che in studio puo' apparire piu' fredda. Ma su disco si possono apprezzare di piu' i ricami e le trame sonore, questa volta particolarmete curati e vari, pur non venendo mai meno la semplicita' della matrice pop-folk della sua musica.

 

Album per la prima volta (credo) da lei composto al pianoforte e non alla consueta chitarra acustica. Ci sento quindi dentro una specie di passo piu' felpato, pop e "borghese" rispetto alle sue cose del passato. D'altra parte questo sarebbe l'album della maternita', almeno quanto l'istant classic "About to Farewell" cinque anni fa fu quello del divorzio. Un album quindi morbido e accogliente, materno appunto, ma assolutamente non autoindulgente. Il paesaggio di Alela stavolta e' illuminato da un sole caloroso, ma resta un paesaggio di polvere e tempo che passa.

 

Di tutte le cantautrici indie-folk che ascoltavo una decina di anni fa lei e' l'unica ad essere rimasta fissa nei miei ascolti e sempre presente nella considerazione. Forse fissa mia, forse almeno un po' speciale lo e'...

 


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#2 user

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Inviato 13 febbraio 2018 - 15:52

potrebbe essere il mio primo ascolto del 2018, sembra interessante
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#3 lazlotoz

lazlotoz

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Inviato 13 febbraio 2018 - 17:35

Questo non l'ho ancora preso ma la Diane è una vera fuoriclasse. La vidi live, ma solo in apertura dei Fleet Foxes, e pure sul palco è eccezionale. 

Ha voce, tecnica, capacità espressive e poi, ma forse soprattutto, ha le canzoni che reggono alla grande.


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#4 AshesOnTheWater

AshesOnTheWater

    "But now I only smile..."

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Inviato 13 febbraio 2018 - 17:42

Su "Cusp" non mi esprimo ancora, ho iniziato ieri ad ascoltarlo, ma dopo quel capolavoro (perché di quello si tratta) di "About Farewell" è tipo il mio disco più atteso per questo 2018


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#5 Bandit

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    Lorenzo Righetto

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Inviato 16 febbraio 2018 - 13:32

Suona indubbiamente molto bene, come scrittura mi sembra un pochino convenzionale per adesso.


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#6 Tom

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Inviato 15 marzo 2018 - 11:05

Bella recensione, che tra l'altro mi ricorda che devo ancora andare a spulciare i testi.

Il primo singolo "Ether & Wood" inzialmente mi aveva lasciato stranamente un po' freddo, ora lo trovo anch'io "l'apice emotivo del disco", con quel toccante e attonito "ashes ashes" alla fine di ogni ritornello.

 


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#7 vuvu

vuvu

    الرجل المكرسة لقضية المرأة ويقع في

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Inviato 15 marzo 2018 - 11:21

L'ho recensito per il Mucchio. E mi trovo più o meno in linea con la disamina di Vassilios. Disco che ovviamente risente di un periodo di vita vissuto dalla Diane estremamente differente e importante, ci sono momenti intimi e passaggi tematici pesati a dovere, come la splendida Emigré dedicata al dramma dei migranti. Pur ritenendola da sempre tra le migliori cantautrici degli ultimi anni, non sono tra quelli che a mio avviso con lei forzano la mano con i soliti paragoni votati a scomodare Blue della Mitchell e altre perle del passato che forse sarebbe sempre meglio lasciare al loro posto, o quantomeno citarle solo come accostamento stilistico. E sono tra quelli che non la considerano affatto superiore alla Marling, che considero diversa e orientata in partenza su altri lidi pur appartenendo alla medesima categoria (altra piaga: il dualismo a tutti i costi). Adoro la sua scrittura, tanto semplice quanto avvincente e poetica, adoro moltissime sue canzoni, e questo disco conferma l'elevato spessore artistico e compositivo di una piccola grande musa. Siamo dalle parti del 7/7,5. 


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"L'intensità del rumore provoca ostilità, sfinimento, narcisismo, panico e una strana narcosi." (Adam Knieste, cit.)

 

"Deve rimanere solo l'amore per l'arte, questo aprire le gambe e farsi immergere dal soffio celeste dello Spirito." (Simon, cit.)

 

La vita è bella solo a Ibiza (quando non c'è nessuno).


#8 xtc

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    Gianfranco Marmoro

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Inviato 15 marzo 2018 - 11:51

potrebbe essere il mio primo ascolto del 2018, sembra interessante

non indugiare


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