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Classifica O Lista Filosofi Viventi E Di Come Valutano L'attuale Condizione Dell'uomo Nel Mondo


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#161 LukakuFakeTroll

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    TOPAZIO

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Inviato 12 gennaio 2018 - 17:31

Io l'ho letto con molto piacere, lo rileggerei e meditavo di scrivere due parole su di esso e sulla versione del nipote Von Foerster, roba che toccherebbe anche alcune ossessioni di frankie, che però non vi sarebbe ricettivo, ma non solo non sono sicuro di aver capito certe cose, sono anche sicuro di non averne capite altre.
Ho bisogno di guide o compagni di viaggio.
  • 0

A proposito del Maurizio Costanzo show, a me l'ospitata del Joker al programma del personaggio di De Niro ha ricordato una di Aldo Busi, ma proprio uguale, compreso il balletto con cui si presenta al pubblico. Dubito che Phoenix si sia ispirato a quella, ma in certe parti, quando si mette a checcheggiare, la somiglianza era impressionante.

il primo maggiorenne che vedrò vestito da joker a carnevale, halloween o similia lo prendo per il culo di brutto
minimo un A STRONZOOOO, ANCORA STU JOKER? STRONZOOOO, vieni a casa mia che ho bisogno di una mano a sgomberare la mansarda, STRONZOOOO

There is a duality between thought and language reminiscent of that which I have described between dreaming and play

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#162 Stephen

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Inviato 12 gennaio 2018 - 17:40

Se hai letto anche il sequel devi leggere  +++ NON CREDERAI MAI A COSA LEGGERAI... +++ il remake del sequel. Effetto speciale da aggiungere: qui.

 

Ma quanto scriveva bene, il Ludwig, tra l'altro? http://forum.ondaroc...etto/?p=2238540


  • 1

E un passo di quella danza era costituito dal tocco più leggero che si potesse immaginare sull'interruttore, quel tanto che bastava a cambiare...

... adesso

e la sua voce il grido di un uccello

sconosciuto,

3Jane che rispondeva con una canzone, tre

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#163 LukakuFakeTroll

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Inviato 12 gennaio 2018 - 18:05

Ma sai che oltre a non poter ancora vedere come il remake sia remake del sequel (che non ho letto, se non gli inizi), non mi piglia molto l'estratto da Chi l'ha detto? ?
Poi è uno che amavo già basandomi sul nulla (nulla... si fa per dire, nulla si basa sul nulla, il nulla non...)
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A proposito del Maurizio Costanzo show, a me l'ospitata del Joker al programma del personaggio di De Niro ha ricordato una di Aldo Busi, ma proprio uguale, compreso il balletto con cui si presenta al pubblico. Dubito che Phoenix si sia ispirato a quella, ma in certe parti, quando si mette a checcheggiare, la somiglianza era impressionante.

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#164 Stephen

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Inviato 12 gennaio 2018 - 18:27

 

 

non mi piglia molto l'estratto da Chi l'ha detto?

In realtà posso capire; anche lui si considerava un pessimo scrittore (sicuramente era consapevole dello stile, ne parla più volte; io lo trovo magistrale ma va be', magari sbaglio).

 

 

 

non poter ancora vedere come il remake sia remake del sequel

La base è un'intervista di Foucault (Dits et écrits qualche volume) che dice che """copia""" Wittgenstein e ok, ma hai presente quella cosa multiforme e onnipervasiva (dalla filosofia alla credenza religiosa), ogni volta ribaltabile e modificabile, non originaria, sempre differita (non è l'arché, insomma), non appartenente a nessuno ma giocata da tutti, tipo il potere? Hai presente quelle cose multiformi e onnipervasive (dalla filosofia alla credenza religiosa), ogni volta ribaltabili e modificabili, non originarie, sempre differite (non sono il logos, insomma), non appartenenti a nessuno ma giocate da tutti, tipo i giochi linguistici? Ho provato a fare un po' l'hitchcockiano asd e alla fine direi che ci siamo.


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E un passo di quella danza era costituito dal tocco più leggero che si potesse immaginare sull'interruttore, quel tanto che bastava a cambiare...

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#165 LukakuFakeTroll

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Inviato 12 gennaio 2018 - 18:36

Ah, ok! https://www.adelphi....o/9788845902260
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#166 Reynard

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Inviato 12 gennaio 2018 - 21:35

Stephen, tu scaldi il mio cuore wittgensteiniano :wub: .

 

Due parole anche sugli altri due che ho consigliato.

Ricoeur ha avuto una carriera lunghissima, si è occupato di parecchi temi e ha cambiato metodo e approccio più volte. E' difficile condensarlo in poche parole. Se c'è un filo conduttore, però, è il suo tentativo di capire l'uomo come agente responsabile - come creatura che non solo agisce, ma porta anche il peso, per così dire, delle azioni che compie. Ed è sempre stato convinto che l'uomo non fosse trasparente a se stesso, che capire cosa si è e come e perché si agisce non sia faccenda semplice di introspezione e riflessione. Per questo si è rivolto a Freud, per questo lo ha accomunato a Marx e Nietzsche come 'maestri del sospetto' - sospetto nei confronti delle giustificazioni che diamo a noi stessi.

Nel suo percorso, molto lungo e molto complesso, è incappato a un certo punto nel problema della interpretazione dei testi, e ha usato anche questo problema come chiave dell'argomento che lo interessava. L'azione umana è spiegabile come una specie di testo; un testo è una unità narrativa e l'azione umana si sviluppa in forma di narrazione. Mi perdonerà la semplificazione se dico che l'uomo ne risulta un essere che vive nelle storie e raccontandosi storie (e mettendo in atto delle storie). Questo l'ha portato a dire delle cose molto interessanti sulla memoria, sulla storia, sul perdono...

I suoi limiti: è troppo buono, rende troppo giustizia ad autori diversissimi, e scrive troppo chiaramente per essere un francese.

 

Deleuze lo conosco poco, mi perdoni Simon se tento di ridurre in poche parole quello che so. Deleuze è avventuroso, non solo si occupa di faccende lontanissime ma lo fa a volte all'interno della stessa frase. Questo saltabeccare da un campo all'altro dell'esistenza fa parte della sua 'visione del mondo'; è perché in fondo l'essere è univoco, tutto si connette e tutto esiste con uguale dignità e importanza. Non ci sono più gerarchie, religiose o d'altra natura, né principi eterni di cui il gioco delle infinite variazioni dell'esistente sarebbe un fenomeno di superficie. Non ci sono entità 'platoniche' e le differenze estrinseche tra queste, ci sono solo differenze che si rinnovano l'una dall'altra (si 'ripetono', dice lui, ma la ripetizione di cui parla non è il ripresentarsi di qualche principio identico; al contrario, è il riproporsi ogni volta di una situazione nuova, 'differente'). E il succo per i comuni mortali di tutta questa ontologia alla deriva nel mare magno delle differenze? Che bisogna guardare con sospetto a tutto quello che diminuisce o mortifica l'esistenza. Quel che importa è l'attività, la creazione, l'imperativo è "sii attivo". (O almeno io l'ho capito così).

Tira fuori delle grandi genialate quando si confronta con l'arte (sul cinema ha detto parole bellissime), dove quel suo gioco di differenze ha campo libero. 

I suoi limiti: bisogna avere una conoscenza amplissima della storia della filosofia per capire tutti i suoi argomenti (che, a quel che ho notato, spesso sono in forma particolarmente abbreviata perché danno per scontato che il lettore conosca già le premesse), e col fatto che ha parlato di cinema ecc. capita spesso in mano a chi questa conoscenza non ce l'ha.


  • 3
La firma perfetta dev'essere interessante, divertente, caustica, profonda, personale, di un personaggio famoso, di un personaggio che significa qualcosa per noi, riconoscibile, non scontata, condivisibile, politicamente corretta, controcorrente, ironica, mostrare fragilità, mostrare durezza, di Woody Allen, di chiunque tranne Woody Allen, corposa, agile, ambiziosa, esperienzata, fluente in inglese tedesco e spagnolo, dotata di attitudini imprenditoriali, orientata alla crescita professionale, militassolta, automunita, astenersi perditempo.

#167 LukakuFakeTroll

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Inviato 26 settembre 2018 - 10:48

Scusi Succubus, questa pappardella è pure in inglese. Ma mi è girato di farne una specie di sunto, sperando sia invogliante.

Non avevo mai letto Reza Negarestani e penso si possa considerare di nicchia, fuori dalla sua nicchia, nonché difficile, nonché diverso da quando è diventato "famoso".

 

Però parla anche di contemporaneità, pur prendendola larga, e 100000 ha letto la medesima pappardella e mi dice che alcune questioni contemporanee non lo convincono, quindi sediamoci qua.

https://www.neroedit...fting-the-mind/

 

1. Reza Negarestani racconta della sua formazione, della sua opera prima e di cos'è cambiato dopo questa

 

2. Si parla di stile, o meglio della necessità di scrivere e pensare con attenzione al significato sopra allo stile e alle pulsioni che lo stile soddisfa. Un pensiero poetico ma oscuro, espresso in maniera troppo semplificata o inutilmente complicata, diventa un'arma in mano a chiunque non riconosce i significati originali (come parlano certi "fasci"? come fanno parlare gli altri?).
Si tratta anche di circoletti vari, in cui gli stili e le pose prendono sia forma sia il sopravvento sui contenuti (cfr. camere d'eco, bolle).
Da qui anche l'importanza tanto di istituzioni mature non tramontate quanto di Autodidattica: di estensione attenta di ciò che si impara e di quanto costa e quanto paga imparare, cos'è davvero la comprensione del mondo esterno e lo sviluppo delle nostre intelligenze, di cosa necessita questo sviluppo e quanto è necessaria l'Educazione per qualsiasi politica.

 

3. Una riflessione sulla comprensione storica che buona parte della realtà in cui ci muoviamo non è "oggettiva", "universale" e "necessaria" come si crederebbe a prima vista; questa comprensione ha permesso a volte di modificare lo stato delle cose, ha spostato l'attenzione sulla soggettività e l'intersoggettività, ma anche queste due non esauriscono tutti i nostri bisogni e addirittura ci limitano nell'azione sul mondo (che vorremmo sempre meglio orientare secondo questi bisogni, o almeno comprendere meglio per orientarci meglio), azione sempre meno efficace in propspettiva.
Segue pessimismo sulle pratiche attuali e ottimismo su quel che si può praticare e ottenere in futuro.

 

4. Filosofia&Ingegneria, riguarda in un certo senso la tecnocrazia, o meglio il bisogno che politici e filosofi (ma pure gli ingegneri stessi, in senso lato) capiscano cos'è l'ingegneria e in generale la tecnica, cioè qualcosa che viene *sviluppato* per raggiungere un obiettivo in seguito all'indagine attiva di un contesto.
Non [la ricezione di] qualcosa di già dato, non qualcosa di meccanico, bensì un'attività intellettuale vera e propria, utilissima non solo per dare forma ai nostri desiderata in un contesto politico o sociale dato, ma pure per indagare e modificare (possibilmente in maniera controllata) questo contesto.
Servono eccome ingegneri filosoficamente e politicamente _informati_ (non in senso nozionistico, ma capaci di riconoscere e produrre queste visioni in maniera non ingenua e dipendente).
Ed esistono comunque, da sempre [intuisco pure da figure che mi hanno sempre incuriosito, anche solo storicamente diciamo]

 

5. Il prossimo libro, un'estensione di quanto discusso, e poi passatempo e videogiochi


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#168 100000

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Inviato 26 settembre 2018 - 11:56

Riassumendo tantissimo, le mie perplessità vertevano (e vertono in generale, non solo in questo caso in particolare) sul concetto di ingegnerizzazione (e quindi ottimizzazione/massimalizzazione) senza uno scopo ben preciso.

Reza aspira giustamente a ingegneri formati anche filosoficamente e coscienti delle proprie scelte (piccola utopia se confrontata col mondo odierno, ma che mi piace molto), però quando parla di massimizzare la potenza di calcolo come unica via, mi fa storcere il naso.

 

Bon, per il resto molto interessante e pieno di spunti.


  • 0

#169 Stephen

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Inviato 26 settembre 2018 - 13:44

Servono eccome ingegneri filosoficamente e politicamente _informati_ (non in senso nozionistico, ma capaci di riconoscere e produrre queste visioni in maniera non ingenua e dipendente).

Ed esistono comunque, da sempre [intuisco pure da figure che mi hanno sempre incuriosito, anche solo storicamente diciamo]

Esistono e poi la pensano in maniera ben distante da come vorrebbero i più inquadrati accelerazionisti (Wittgenstein e Musil, forse anche Micheal Hardt – ma anche Gadda e Primo Levi*, al netto della polemica anti-idealista tutta italiana nella quale vanno letti e inquadrati).
 
* Levi è un po' OT visto che, sì, si può dire che Storie naturali siano contes philosophiques, però, insomma... 

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#170 ravel

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Inviato 26 settembre 2018 - 14:50


4. Filosofia&Ingegneria, riguarda in un certo senso la tecnocrazia, o meglio il bisogno che politici e filosofi (ma pure gli ingegneri stessi, in senso lato) capiscano cos'è l'ingegneria e in generale la tecnica, cioè qualcosa che viene *sviluppato* per raggiungere un obiettivo in seguito all'indagine attiva di un contesto.

 

Temo che la tecnica non abbia essenzialmente niente a che vedere con questo (che è in sostanza una definizione della tecnica a partire... dalla tecnica stessa).


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"Ciò che l'uomo può essere per l'uomo non si esaurisce in forme comprensibili".
(k. jaspers)

 

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#171 LukakuFakeTroll

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Inviato 26 settembre 2018 - 15:05

4. Filosofia&Ingegneria, riguarda in un certo senso la tecnocrazia, o meglio il bisogno che politici e filosofi (ma pure gli ingegneri stessi, in senso lato) capiscano cos'è l'ingegneria e in generale la tecnica, cioè qualcosa che viene *sviluppato* per raggiungere un obiettivo in seguito all'indagine attiva di un contesto.


Temo che la tecnica non abbia essenzialmente niente a che vedere con questo (che è in sostanza una definizione della tecnica a partire... dalla tecnica stessa).
Mah, mi sembra una concessione accettabile, magari costruttivista, a partire e a smontare le visioni più grossolane che non distinguono una eventuale realtà fenomenica dall'attività scientifica e questa dalla attività ingegneristica, e così via.
Avendolo scritto in una frase concisa e non essendo rilevante in quel momento del discorso, ma soprattutto essendo rilevato in altri momenti del medesimo discorso, non c'è accenno alla dimensione sociale, culturale, criptofoucoultiana o che, della questione.
Il senso non era "la tecnica è neutra", né nel mio riassunto né nell'intervista vera e propria, se l'ho capita.***
Insomma, la frase in rosso si può far passare eccome, specie nel contesto. Magari si può mettere "è o dovrebbe essere", in quella magra definizione.
Ammesso che abbia intuito l'obiezione.

Poi io Heidegger l'ho studiato coi piedi (sarebbe felice?) ma non espanderei la questione verso uno spregio della tecnica come insieme di cose che i filosofi non capiscono ma discutono, per elogiare i filosofi stessi.


***infatti a 100000 volevo dire già: ma guarda che andare di ottimizzazione numerica non è così neutro/vago/cieco, finché siamo noi a darci le funzioni a modino e col cuore.
Invece a Stephen volevo dire: elabora o non ti seguo perché ho le mie lacune e forse colgo meno il riferimento agli accelerazionisti che non i nomi grossi logico-letterari droppati dopo
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#172 Stephen

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Inviato 26 settembre 2018 - 15:16

Invece a Stephen volevo dire: elabora o non ti seguo perché ho le mie lacune e forse colgo meno il riferimento agli accelerazionisti che non i nomi grossi logico-letterari droppati dopo

 

Facciamo studiare filosofia agli ingegneri così diventano tecnoutopisti per il bene comune!

 

OK VA BENE

 

(Questo per dire che sarebbe giustissimo riformare l'uni in ottica interdisciplinare - parole che... - di critica delle ingerenze private o di ritorno-a-Humboldt (!) ma è meno sensato farlo perché ci si aspetta dei risultati di un certo tipo perché si manca il bersaglio clamorosamente.)


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#173 LukakuFakeTroll

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Inviato 26 settembre 2018 - 15:26

#postoscurofattoappostXstephen

E vabbuo', come sta W. lo avevo inteso e anche se sono una persona solare ci sto vicino, diciamo così.
Ma guarda, ci arrivo da solo in effetti, avevo trovato una pagina su facebook, proprio di accelerazionisti di sinistra, però non so se mi fanno pigliare la morale dallo stesso lato in cui la pigli tu. Mi fanno sentire a disagio però, perché pure io scherzo col fuoco. La morale sarebbe: non giocare con metafore scientifiche se non padroneggi sia la figura retorica sia la conoscenza che etc etc :(
Però allora uno deve stare zitto a guardarsi il sorrisino di W., che è poi la tipica mattata adolescenziale "questa settimana non dico una parola e leggo il Tractatus", ma finisce che né ti spari né leggi le Ricerche (sn io) e sabato in discoteca

Versione bonus della morale: amunì non fare il deleuziano se sei anglofono.

Comunque non è proprio questione di far studiare i filosofi la filosofia agli scienziati e agli ingegneri (cui è difficile far studiare sia la scienza che l'ingegneria). È più voglia di... farla, far vedere che la si fa comunque, etc. Se stai attento a lezione e fuori, te ne accorgi pure, qualcuno addirittura dice qualcosa e qualcuno dice altro, però in maniera spontanea, erratica, fortunosa, rara
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#174 100000

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Inviato 26 settembre 2018 - 16:25

Se ho capito qualcosa di Stephen (io sì che non ho studiato filosofia e si vede), mi trovo con lui stavolta.
 

***infatti a 100000 volevo dire già: ma guarda che andare di ottimizzazione numerica non è così neutro/vago/cieco, finché siamo noi a darci le funzioni a modino e col cuore.

Proprio per quello che non ci sto se mi dici che l'obiettivo primario è massimizzare la potenza di calcolo, quando per me l'obiettivo primario sarebbe avere una direzione, almeno di massima.
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#175 LukakuFakeTroll

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Inviato 26 settembre 2018 - 16:39

Premesso che devo rileggerlo perché noto una certa discrepanza proprio fra le letture che stiamo mostrando, io pensavo che massimizzare la potenza di calcolo fosse un'espressione (facilona?) per un obiettivo (che non so se ho capito e se mi interessa*), e quindi una direzione. Se non è un obiettivo come l'ho inteso, ma se rimane una specie di sineddoche per dire... Beh, per dire di accelerare, ha comunque senso nel contesto in cui lo dice, rispetto ad un ambiente stagnante che non sa come calcolare quel che deve calcolare per mettere in pratica tutta una serie di cose.

Io pensavo che il più di Stephen certificasse che l'ho capito, e non ho capito "dove si trova" però.

E comunque mi sembra un po' ingeneroso non vedere varie direzioni in cui punta mr.Negarestani, anche se non è politica in senso stretto (e fa bene a non farla e dire a chi vuole farla che per realizzare molte cose deve anche sapere come fare, senza dargli ingerenze su cosa realizzare, ma insomma parla alla sinistra, parla contro i reazionari, non è -tenetevi forte- neutro o casuale)


*non si capisce ma lo sto difendendo da una "accusa" quando quel che ho compreso io in realtà mi piace molto meno, ma dalle parti del "not even wrong" proprio, o insomma un salto logico dubbio per un obiettivo all'umanità fra milioni di anni... Però se dico così posso anche dire che non ci dice nulla per l'oggi e di fatto avete ragione voi. Devo rileggere
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Inviato 27 settembre 2018 - 07:09

Io forse devo fare una rettifica di cui nessuno sentiva il bisogno:

il mio problema con le massimizzazioni non è tanto/solo con la (presunta) assenza di una direzione, quanto con la massimizzazione in sé.

Forse proprio per l'impossibilità di una direzione precisa, sono sempre stato più interessato/propenso alle diversificazioni che alle massimizzazioni (anche se non lo so spiegare benissimo, credo sia molto importante preservare una diversità di idee come una diversità biologica). Quindi quando si mette assieme universalismo e ingegnerizzazione/ottimizzazione/massimizzazione hm...


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