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Classifica O Lista Filosofi Viventi E Di Come Valutano L'attuale Condizione Dell'uomo Nel Mondo


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175 replies to this topic

#81 Suxxx

Suxxx

    Pietra Molare

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Inviato 07 gennaio 2018 - 15:31

grazie

posso dire che le tutte uguali conferenze di umerto galimberti non mi sono affatto dispiaciute?

 non dite nulla?

 

 

Succo tu che sei un'artista(Forse è un po' introduttiva ma alcune idee non sono male)

 

stasera ci riprovo, all'inzio credevo fosse uno scherzo, poi mi sono addormentato

 

 

 riguardo a Carl Shmitt

Mick volevi farmi conscere Galli o Shmitt? Shmitt è davvero notevole in ciò che viene spiegato dall'ottimo Galli


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Caro signor Bernardus...

 

 

Scontro tra Titanic

 


#82 Guest_Michele Murolo_*

Guest_Michele Murolo_*
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Inviato 07 gennaio 2018 - 15:39

Volevo farti conoscere Schmitt commentato dall'ottimo Galli



#83 bachi

bachi

    aspirante indie

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Inviato 07 gennaio 2018 - 16:08

una volta che si abbandona il metodo deduttivo, ma l'opera non acquisisce la sovranità dello stile - quello di nietzsche , chateaubriand, stirner, il voltaire saggista... - il rischio è che quell'opera parli dell' argomento anziché essere l'argomento, che diventi eteroreferenziale, "accessoria".
va precisato che lo "stile" non è solo belles lettres, ma soprattutto metafora, corrispondenza , analogia, espressione.
ora, io leggo volentieri autori come ricoeur e blumenberg, però restano autori "utili". e la filosofia non è nata per essere "utile", lo sai meglio di me e l'hai anche accennato.
una nota sullo stile, uso le parole di calasso , molto migliori delle mie :

"guide capricciose ed elusive, sono però gli unici a conoscere passo per passo il terreno: quando leggiamo i saggi di baudelaire o di proust, di hofmannsthal o di benn, di valery o di auden, do brodskij o di mandel'štam , di marina cvetaeva o di karl kraus, di yeats o di montale, do borges o do nabokov, di manganelli o calvino, di canetti o kundera, avvertiamo subito - anche se ciascuno poteva detestare l'altro , o ignorarlo o muovergli contro - che tutti parlano della stessa cosa. nom per questo sono ansiosi di nominarla. protetti da molteplici maschere, sanno che la letteratura di cui parlano si riconosce, più che dall'ossequio a una teoria, da una certa vibrazione della frase (o del paragrafo, della pagina, del capitolo, del libro intero). quella specie di letteratura è un essere che basta a sé stesso. ma questo non vuol dire che sia solo autoreferenziale, come vorrà una nuova specie di bigotti, speculare a quella degli ingenui realisti [...]. non si può sensatamente che la letteratura sia autoreferenziale: come potrebbe non esserlo una forma? ma al tempo stesso è onnivora, simile allo stomaco do certi animali, dove si incontrano chiodi, cocci ,fazzoletti. talvolta intatti, insolenti memento che qualcosa è successo, laggiù in quel luogo composto di molteplici, divergenti e mal definiti realia , che è l'alveo di tutta la letteratura. ma anche della vita in genere".


io penso che alla filosofia contemporanea spetti un compito essenzialmente "religioso". a questo tra l'altro sono arrivati un po' tutti quelli dell'ultima grande generazione : heidegger, wittgenstein, jaspers, jung (e aggiungo l'allievo hillman), weil , ecc.
dal secondo dopoguerra a oggi si percepisce un progressivo ottundimento , un inselvatichimento delle menti. siccome io trovo questa condizione altamente innaturale , credo si dovrà arrivare a un punto in cui nuove metafisiche , diverse da quelle precedenti, emergeranno in occidente (o, come è già successo col cristianesimo, verranno trasmesse da oriente). penso che la filosofia dovrà avere un ruolo in tutto questo. come vedi sono pensieri vaghi, in realtà non capisco bene dove si va a parare.

se ti va e hai tempo (anche non oggi perché capisco che è complesso) , estenderesti quel discorso su peirce e la trattazione matematica di una sinfonia (o di un modo di camminare, per riprendere l'esempio di pascal)?

altra cosa, che non c'entra molto. tu hai per caso dimistichezza col tolstoj "filosofo"? se sì, non mi dispiacerebbe chiacchierarne con te. qui o in un altro topic.
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#84 Reynard

Reynard

    segno zodiacale: salamandra ascendente testadicazzo

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Inviato 07 gennaio 2018 - 17:39

Capisco quel che intendi . Anche lo stile, visto in quel modo, è un modo d'indagine (non uso la parola 'metodo' perché evoca brutte cose, ma potrei farlo), almeno se non serve solo a rivestire di belle parole un'idea già elaborata altrove. 

Per come la vedo io "quella certa vibrazione della frase" è una struttura formale (Calasso parla di forma, no?) tanto quanto un 'modo di organizzare concetti, principi e leggi'. Si tratterebbe quindi non di descriverla ma di agirla/farla agire.

In questo il Wittgenstein delle Ricerche ci rientra, anche se è naturalmente diversissimo dagli autori che citi tu. La sua scrittura è fortemente performativa, impensabile separarne le 'idee' dall'appello continuo al lettore ad eseguire certi passi per presentarle in maniera manualistica.

 

Tolstoij è un gigantesco buco nella mia cultura :  :  :

(Fosse l'unico : )

 

Su Peirce provo a riassumere, ma lo faccio di là, nel topic della filosofia, se no qui monopolizzo il thread.


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La firma perfetta dev'essere interessante, divertente, caustica, profonda, personale, di un personaggio famoso, di un personaggio che significa qualcosa per noi, riconoscibile, non scontata, condivisibile, politicamente corretta, controcorrente, ironica, mostrare fragilità, mostrare durezza, di Woody Allen, di chiunque tranne Woody Allen, corposa, agile, ambiziosa, esperienzata, fluente in inglese tedesco e spagnolo, dotata di attitudini imprenditoriali, orientata alla crescita professionale, militassolta, automunita, astenersi perditempo.

#85 bachi

bachi

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Inviato 07 gennaio 2018 - 18:04

Si tratterebbe quindi non di descriverla ma di agirla/farla agire.


hai centrato il punto. che è anche quello che dice calasso quando scrive : "dicono la stessa cosa, ma non sono ansiosi di nominarla".

allora aspetto il tuo intervento nel topic della filosofia.
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#86 frankie teardrop

frankie teardrop

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Inviato 07 gennaio 2018 - 19:32

costruire un discorso razionale partendo da postualti imprecisi, non chiari e distinti, lontani dalla struttura su cui la coscienza organizza la realtà : questo è il vizio del procedimento filosofico.
 

 

Questo è il vizio del procedimento filosofico a cui non interessa fondare ciò che va enunciando... Perciò richiamavo l'attenzione, con forza, sulla "struttura originaria" di Severino.
Io parto da questo presupposto: al di fuori del nesso Io-Mondo (un nesso in cui non si dà ma "io" senza "mondo" e viceversa), l'oggetto è un non-problema, un impossibile... nel senso che non appare mai l'"oggetto" senza il "soggetto" che lo lascia apparire. Noi non siamo "soggetti" che hanno di fronte un "mondo". Noi siamo il "nesso" in cui l'"io" e il "mondo" si danno simultaneamente.
E vorrei capire in che modo questa "verità" può essere negata. Cioè, sono davvero interessato a comprendere se è possibile mostrare che quel "nesso" è solo un'interpretazione. 
 


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#87 LukakuFakeTroll

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Inviato 07 gennaio 2018 - 19:43

frankie, io ti avevo quasi messo in ignore, poi ti sei salvato col post che ti jo piùato, ma adesso chiamo la polizia.
Perché quello che stai (ri)scrivendo è non solo un principio più vecchio di te e S., ma è pure un principio con cui concordo e che però tiri fuori in ogni discussione lanciando solo una sfida a nichilisti probabilmente assenti, sfida a confutare, etc.

Possiamo andare oltre? Mi racconti che cosa succede dopo? Non chi siano i nemici, soprattutto quelli per voi ignari di esserlo etc. Mi racconti a livello di prassi, oltre la lettura dei libri di S., cosa ti muove e guida la lettura di S.?

Se no giuro che mi ammazzo
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A proposito del Maurizio Costanzo show, a me l'ospitata del Joker al programma del personaggio di De Niro ha ricordato una di Aldo Busi, ma proprio uguale, compreso il balletto con cui si presenta al pubblico. Dubito che Phoenix si sia ispirato a quella, ma in certe parti, quando si mette a checcheggiare, la somiglianza era impressionante.

il primo maggiorenne che vedrò vestito da joker a carnevale, halloween o similia lo prendo per il culo di brutto
minimo un A STRONZOOOO, ANCORA STU JOKER? STRONZOOOO, vieni a casa mia che ho bisogno di una mano a sgomberare la mansarda, STRONZOOOO

There is a duality between thought and language reminiscent of that which I have described between dreaming and play

Man the sum of his climatic experiences Father said. Man the sum of what have you


#88 frankie teardrop

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Inviato 07 gennaio 2018 - 21:13

ho semplicemente risposto a Bachi...

se vuoi ammazzarti, fallo pure, ma la mia risposta non sfida nessuno: ho anche scritto che è mio interesse comprendere se è possibile uscire da quel "nesso"...


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#89 bachi

bachi

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Inviato 07 gennaio 2018 - 23:27

sintetizzando: "io" , "mondo" , "nesso" non sono idee rigorose (a differenza di "punto" , "retta" , "numero") , quindi non possono supportare costruzioni logiche coerenti e universali. nessuno sa dire quando appare "l'io" nel mondo, precisamente. o quando scompare. i suoi limiti sono vaghi. è impossibile tracciarne le mutazioni , non dico durante una vita, ma anche solo nell'arco di 24 ore. e così via. eppure non si può neanche affermare , come si fa a volte, che l' "io" sia una "convenzione" o un'illusione.

forse dovrei sviluppare meglio le argomentazioni, ma lo trovo noioso per me e per gli altri.
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#90 Tana delle Tigri

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Inviato 08 gennaio 2018 - 12:37

Jurgen Habermas

 

Slavoj Zizek

 

 

Habermas noioso come pochi. Tra quelli che si limitano alla filosofia politica avrei detto Laclau, ma ho scoperto che é morto recentemente.

 

Zizek é un grandissimo divulgatore. Quello che dice lui é quasi sempre irrelevante (soprattutto le idee politiche) ma come comunicazione pop ha fatto bingo. Ormai é quasi un personaggio mainstream  asd

 

consiglio il suo libro su Hegel, si legge in pochissimo e senza la pesantezza dei colleghi. Anche quello su Lacan é ottimo. 


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#91 frankie teardrop

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Inviato 08 gennaio 2018 - 19:02

sintetizzando: "io" , "mondo" , "nesso" non sono idee rigorose (a differenza di "punto" , "retta" , "numero") , quindi non possono supportare costruzioni logiche coerenti e universali. nessuno sa dire quando appare "l'io" nel mondo, precisamente. o quando scompare. i suoi limiti sono vaghi. è impossibile tracciarne le mutazioni , non dico durante una vita, ma anche solo nell'arco di 24 ore. e così via. eppure non si può neanche affermare , come si fa a volte, che l' "io" sia una "convenzione" o un'illusione.

forse dovrei sviluppare meglio le argomentazioni, ma lo trovo noioso per me e per gli altri.

 

Io e mondo sono semplicemente lo "stesso". Infatti, non si dà mai io senza mondo e viceversa. Se appare un albero, quell'albero appare ad un soggetto, altrimenti, a rigor di logica, non si può nemmeno parlare di "apparire". Eccolo, il nesso: Soggetto-Oggetto. La simultaneità dei due è il nesso ineludibile. Un nesso che consente anche al "numero", alla "retta" e a tutte le idee possibile di essere ciò che sono. Infatti, se non appare lo sfondo ultimo (l'Apparire trascendentale), come può apparire un qualsiasi "ente"? 
Alla base della "struttura originaria", vi è sia l'immediatezza logica che quella fenomenologica. L'albero che appare è "albero" perché, insieme , non-è "qualcos'altro". Il suo apparire presuppone, insieme, l'apparire di uno sfondo (il Soggeto = Coscienza) e l'apparire dell'Oggetto. Soggetto e Oggetto = nesso.

Tu dici che nessuno sa dire quando l'io(-mondo) appare e quando scompare. Appunto: è impossibile, per un Io, sperimentare sia il proprio inizio che la propria fine. Ergo, l'Io è "eterno". Vedi Meister Eckhart. L'"io" non sperimenta mai la propria origine (non appare mai, in me, il mio "primo momento di coscienza"), e nemmeno la propria fine (non appare mai, in me, il mio "ultimo momento" --- > se apparisse, non sarebbe l'ultimo...).
 

P.s.: che, poi, se "io", "mondo" e "nesso" sono idee non rigorose, lo sono perché appaiono a qualcuno come tali... appaiono, come tali, ad un "io"... Ma se l'"Io" non è un'idea rigorosa, nemmeno "numero" o "linea" possono apparire "rigorose", venendo meno lo sfondo ultimo in cui ogni idea può apparire. Insomma, non si capisce in che modo un'idea qualsiasi possa apparire come "rigorosa" o "non rigorosa" se non si dà fondamento RIGOROSO allo sfondo ultimo dell'apparire. Se, ancora, la coscienza che mostra "a me" il mondo è una semplice astrazione, allora tutto è una semplice astrazione, anche la negazione della stessa coscienza. Ma, dunque, a chi appare il carattere "astratto" della coscienza se non alla coscienza stessa? Dunque, almeno la coscienza (nesso Io-Mondo) è ineludibile fondamento...


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#92 LukakuFakeTroll

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Inviato 08 gennaio 2018 - 19:25

Forte Schopenhauer
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#93 ravel

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Inviato 11 gennaio 2018 - 18:48

1)Si ha una strana coscienza delle leggi del pensiero se si pensa che i discepoli debbano decostruire(in che accezione poi?) Il pensiero del loro maestro.
2)Il fatto che non si abbia esperienza del nulla, non implica, come laconicamente diceva un mio professore, che abbiamo esperienza dell'annientarsi delle cose. Cosa che Severino sa benissimo(é la prima critica che gli fece Bontadini), per questo cercò di porre una peza al sistema tramite il concetto di orizzonte dell'apparire. Ma questa è un altra questione.
3) Succo non so quanto scherzosamente ha detto che quando noi discutiamo non capisce nulla. Ora se legge la struttura originaria non può capire nulla. Quindi altri filosofi/libri,anche dello stesso Severino(che comunque essendo scaltro come una faina ha pubblicato un numero impressionante di libri di merda, proprio loffi con rizzoli e invece si è riservato la possibilità di pubblicare poi quelli 'seri' da Adelphi. Già questo a me fa scendere il personaggio, che è cmq 30 anni buoni se non di più che si è trincerato dietro una storia della metafisica stile Heidegger dei poveri, che giustamente nessuno caga, dato che la sua ciccia filosofica è chiusa in un periodo molto limitato di tempo,la sua prima produzione) mi sembrano più adatti a quanto lui andava chiedendo.
4) L'atteggiamento più odioso è poi quello dei severiniani. Gente che imperterrita continua a ripetere sempre le stesse (2) cose, sorda a ogni critica. Che poi è una cosa che a 20 anni tutti facciamo, e tutti quella prima di noi con i rispettivi padri filosofici hanno fatto, poi si capisce che le cose non stanno come si pensa, e si incomincia a filosofare(che non vuol dire abbattere Cartagine e gettare sale sul terreno), significa partire da una posizione e magari superarla, integrarla, dire 'si ok, però'. E ragazzi quando uno comincia a dire però si aprono le cateratte. Questo non vuol dire che non si può essere fedeli a certe premesse(anche Severiniane). Discepoli ferventi andate via, abbiamo bisogno di pensare non di ripetere!

 

Quoto abbastanza.

 

E' dal '54 (anno di Ritornare a Parmenide, se non erro) che ripete la stessa cosa. Bontadini ci ha provato a farlo ragionare ma poi l'ha data su anche lui, arrendendosi alla monomania paranoica...
Clemente Rebora fu riformato a una visita militare durante la prima guerra mondiale, con la diagnosi (sic) di "mania dell'eterno", ma mi sa che la diagnosi sarebbe più adatta per il bresciano...
Fa molta scena (e molta impressione agli adolescenti).

 

Va be', come diceva quello là, "mo' me lo segno Emanuè... ".


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"Ciò che l'uomo può essere per l'uomo non si esaurisce in forme comprensibili".
(k. jaspers)

 

Moriremotuttista


#94 frankie teardrop

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Inviato 11 gennaio 2018 - 18:59

Bontadini provò a farlo ragionare cercando di negare i fondamenti del pensiero severiniano, ma senza riuscirci. Questo è un altro discorso. MI piacerebbe leggere qualcosa di concreto contro il pensiero di Severino, non parole che fanno "solo scena". 


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#95 ravel

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Inviato 11 gennaio 2018 - 19:00

 

grazie

posso dire che le tutte uguali conferenze di umerto galimberti non mi sono affatto dispiaciute?

 non dite nulla?

 

 

Guarda, quello che ti posso dire è una cosa a favore di Severino, per una volta.

 

E cioè che diversi suoi allievi hanno sviluppato una personalità originale e non disprezzabile. Galimberti è uno di questi (ma penso anche a Ruggenini...).
In fondo mi pare un bel complimento in definitiva...


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Moriremotuttista


#96 frankie teardrop

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Inviato 11 gennaio 2018 - 19:02

carino, grazie...

ma non vedo altro...


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#97 Suxxx

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Inviato 11 gennaio 2018 - 20:15

ho aperto sto topic con una richiesta e siete partiti per la tangente senza un minimo rispetto per ciò che veniva ingenuamente a voi affidato

 

NON SI POTREBBE SEMPLIFICARE per un novizio (è evidente nel titolo del topic l'intento di restare in superficie) la visione del mondo dei filosfi contemporanei?

 

cazzo, la metterei come compito per la tesi di laurea questa richiesta


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Caro signor Bernardus...

 

 

Scontro tra Titanic

 


#98 ravel

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Inviato 11 gennaio 2018 - 20:38

 

NON SI POTREBBE SEMPLIFICARE per un novizio (è evidente nel titolo del topic l'intento di restare in superficie) la visione del mondo dei filosfi contemporanei?

 

 

No. Non si può semplificare (tutto).

 

Se vuoi semplificare, se vuoi restare in superficie ci sono già i giornalisti e i sociologi.


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(k. jaspers)

 

Moriremotuttista


#99 Suxxx

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Inviato 11 gennaio 2018 - 20:44

 

 

NON SI POTREBBE SEMPLIFICARE per un novizio (è evidente nel titolo del topic l'intento di restare in superficie) la visione del mondo dei filosfi contemporanei?

 

 

No. Non si può semplificare (tutto).

 

Ci sono già i giornalisti e i sociologi per quello.

 

ma figurati dai

non c'è stato lo sforzo, perchè ci si è messi subito a litigare, perdendo l'occasione di far amare ciò in cui si crede


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Caro signor Bernardus...

 

 

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#100 LukakuFakeTroll

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Inviato 11 gennaio 2018 - 20:46

NON SI POTREBBE SEMPLIFICARE per un novizio (è evidente nel titolo del topic l'intento di restare in superficie) la visione del mondo dei filosfi contemporanei?

 
No. Non si può semplificare (tutto).
 
Se vuoi semplificare, se vuoi restare in superficie ci sono già i giornalisti e i sociologi per quello.

No ravel, qua ha ragione succo, almeno nelle intenzioni, poi si è espresso male.
Ha chiesto di nominare e possibilmente riassumere l'ambito in cui sono rivolte le attenzioni di filosofi moderni che parlino dell'uomo moderno; si è finiti a parlare delle solite (e questo è il grave) robe di Severino.
Io pure ho ribadito brevemente un appello un po' focalizzato e Ronald Regaz lo ha ripreso bene.
Poi se dovessi chiedere personalmente a te, ti chiederei di Heidegger e Jaspers, e anche a Reynard saprei un po' che domande fare, ad häxan, ma succo è stato più generale e a parte qualche buon suggerimento (che magari ancora non ha guardato) non è arrivato molto e soprattutto è arrivato "molto" altro.
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il primo maggiorenne che vedrò vestito da joker a carnevale, halloween o similia lo prendo per il culo di brutto
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