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Best Jazz/impro 2017


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36 replies to this topic

#21 crocus behemoth

crocus behemoth

    Roadie

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Inviato 24 dicembre 2017 - 15:38

Comunque mi è sembrato pure strano che nella lunga e come sempre interessante lista di crocus non appaia il disco dei Toxic (Mat Walerian, Matthew Shipp e William Parker) con il modesto titolo "This is beautiful because we are beautiful people" (cosa che a seguire Shipp su facebook sembrerebbe pure poco vera!).

.

 

 

Quel disco mi piace molto..Non l'ho messo perché è dello scorso anno. O no?

Mi incuriosisce questa cosa di Shipp su facebook. Cosa avrebbe scritto?


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Le merendine di quand'ero bambino non torneranno più! I pomeriggi di Maggio!

#22 Connacht

Connacht

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Inviato 24 dicembre 2017 - 16:51

I dischi che ho preferito tra quel poco che ho ascoltato e che ho messo anche nella mia top di fine anno generale:

 

Ambrose Akinmusire - A Rift In Decorum: Live At The Village Vanguard

Blue Note All-Stars - Our Point of View

Chris Thile & Brad Mehldau - Chris Thile & Brad Mehldau
David Gilmore - Transitions
Dayna Stephens - Gratitude

Jazz at Lincoln Center Orchestra - The Music of John Lewis

 

Altri lavori che ho ascoltato mi sono piaciuti ma non li ho apprezzati altrettanto, mi hanno deluso o annoiato (tipo la Centennial Trilogy di Christian Scott), oppure mi sono sembrati interessanti ma non nelle mie corde nonostante le recensioni positive in giro (de gustibus).


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aretha-2.jpg 

 

There is no theory. You have only to listen. Pleasure is the law. I love music passionately. And because l love it, I try to free it from barren traditions that stifle it. It is a free art gushing forth — an open-air art, boundless as the elements, the wind, the sky, the sea. It must never be shut in and become an academic art.

  • Claude Debussy
    quoted in An Encyclopedia of Quotations About Music (1981) by Nat Shapiro, p. 268

#23 woody

woody

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Inviato 24 dicembre 2017 - 18:28

 

Comunque mi è sembrato pure strano che nella lunga e come sempre interessante lista di crocus non appaia il disco dei Toxic (Mat Walerian, Matthew Shipp e William Parker) con il modesto titolo "This is beautiful because we are beautiful people" (cosa che a seguire Shipp su facebook sembrerebbe pure poco vera!).

.

 

 

Quel disco mi piace molto..Non l'ho messo perché è dello scorso anno. O no?

Mi incuriosisce questa cosa di Shipp su facebook. Cosa avrebbe scritto?

 

Allora se non erro il disco dei Toxic è uscito pochi mesi fa, ma comunque nel 2017. Veramente un bel disco, non conoscevo Walerian, sembra uno da tenere d'occhio.
Per quanto riguarda lapagina facebook di Shipp diciamo che è ovviamente anti-Trump (ovviamente perchè un musicista free di colore mi sembra più facile sia anti-Trump che pro). Comunque su questo sono d'accordo pure io, il fatto è che spesso eccede in odio e offese verso persone che non la pensano come lui (scum, cunt, i hope everyone that voted for Trump is gonna die etc) oppure posta video di una qualche tragedia (tipo famiglie senza lavoro) e esprime felicità per le disgrazie altrui perchè questi hanno votato per Trump. Questo non me lo fa vedere molto come "beautiful people". Ripeto, pure a me Trump fa abbastanza schifo, ma l'odio continuo e le offese continue a volte mi fanno venire voglia di smettere di ricevere suoi aggiornamenti.
Questo per la parte che me lo fa sembrare un po' troppo astioso. Oltretutto è completamente ossessionato, credo che linki una media di 50-60 articoli anti-Trump al giorno (ripeto, capisco che uno odi Trump e capisco che uno di colore che vive in USA si senta minacciato da un idiota simile), se non sapessi che è un grande e rispettato pianista crederei che è un idiota che non ha un cazzo da fare e passa le sue giornate a linkare articoli su Trump (invece guarda un po' è il contrario, io con i miei tre post su facebook al mese sono l'idiota che ha poco da fare, lui colla sua condivisione compulsiva di post molte volte pure scemi è il pianista rispettato).

L'unica volta che gli ho scritto qualcosa aveva pubblicato una cosa del tipo "Abbiamo molti bambini che sono depressi e diamo la colpa ai cellulari. Mentre la realtà è che le tasse aumentano, è sempre più difficile ottenere un mutuo e abbiamo un presidente razzista e sessista". Io gli dissi:"non credo che un bambino di 9 anni si preoccupi delle tasse o del mutuo o di Trump". Lui ha risposto "non ti immagni nemmeno quanti si preoccupano per queste cose!!"

 


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#24 woody

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    mainstream Star

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Inviato 24 dicembre 2017 - 18:33

 

Comunque mi è sembrato pure strano che nella lunga e come sempre interessante lista di crocus non appaia il disco dei Toxic (Mat Walerian, Matthew Shipp e William Parker) con il modesto titolo "This is beautiful because we are beautiful people" (cosa che a seguire Shipp su facebook sembrerebbe pure poco vera!).

.

 

 

Quel disco mi piace molto..Non l'ho messo perché è dello scorso anno. O no?

Mi incuriosisce questa cosa di Shipp su facebook. Cosa avrebbe scritto?

 

Approposito...solo ora ho visto il tuo avatar, hai sentito il nuovo di Lurie sotto falso nome (Marvin Pontiac un musicista inventato a fine anni 90)? Se si, sono outtakes del vecchio disco o è proprio tornato a suonare?


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#25 Connacht

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Inviato 24 dicembre 2017 - 18:44

Geniale asd https://riccardofacc...flop-jazz-2017/


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There is no theory. You have only to listen. Pleasure is the law. I love music passionately. And because l love it, I try to free it from barren traditions that stifle it. It is a free art gushing forth — an open-air art, boundless as the elements, the wind, the sky, the sea. It must never be shut in and become an academic art.

  • Claude Debussy
    quoted in An Encyclopedia of Quotations About Music (1981) by Nat Shapiro, p. 268

#26 wago

wago

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Inviato 25 dicembre 2017 - 09:31

Per caso, nell'affaire Mitchell/Molvaer il pubblico ci provò, almeno, ad ascoltare il secondo o sparirono prima dell'inizio del concerto?

 
Ci provarono. Guarda, non penso che fossero molti in sala a conoscere Molvaer: è un festival provinciale, molti spettatori (io per primo) ci vanno "a sentire un po' di jazz" o magari ad aggiornarsi un po' rispetto al proprio background ultra-storico. Penso siano poche le persone che vengono da fuori o scelgono se venire o no in base ai nomi. Io ci vado da una dozzina d'anni e tanti volti nel pubblico son sempre gli stessi.
Nel caso specifico la gente cominciò a uscire dalla sala prima lentamente, ai primi accenni elettronici, e poi a fiumane quando fu sfoderato un basso distorto. Alla fine della performance in platea eravamo rimasti circa un quarto di quelli di partenza!
 
Grazie per la mini-carrellata di nipponici comunque: essendo quella una terra dove le barriere tra generi vengono totalmente stravolte, la categoria di kitsch ha un perimetro diverso dal nostro e la mentalità prog è stranamente permeata e rimasta un po' ovunque - ancorché profondamente riletta, è capitato anche a me di trovarci cose assai interessanti. Spero che l'anno prossimo Hiromi Uehara butti fuori qualcosa (siamo in territorio "fusion fatta come Cristo comanda"), ma se anche progetti finto-jazz come Mouse on the Keys e Jizue (entrambi al confine col post-rock) pubblicano qualche dischetto io non mi lamento certo. Poi ci sono i Trix - in qualche maniera che non so bene figli dei Casiopea - che sono forse l'unica band del pianeta assieme agli Snarky Puppy a fare oggi fusion tamarra in modo che mi risulta divertente anziché irritante. Sarà appunto la faccenda "colori e follia" che giustamente rilevi.
Dei nomi che tu dici conosco i Tipographica, gli altri a sto punto vedrò di esplorarli perché mi fido (tempo fa avevo provato con gli Hose, da te suggeriti, che sulla carta son parecchio lontani dalle mie coordinate ma in realtà mi son piaciuti anzichenò).
 

Di quelli cha hai indicato ho ascoltato la Andromeda Orchestra ma solo di sfuggita..Non male, mi ricorda un po’ i Jaga Jazzist di qualche tempo fa che mi gustavano mucho..
The Kraken Quartet me ne hanno parlato come di qualcosa di simile al post rock alla Tortoise ma non so quanto ci sia di vero..
Buio totale su Saagara o Yazz Ahmed e anche sul tuo primo della lista..
Qualsiasi dritta è ben accetta.

Sì, la Andromeda è in un'area vicina all'avant-prog più disciplinato e cameristico, ancorché variopinto e "frivolo". Il paragone coi Jaga Jazzist ci sta, anche se i norvegesi sono parecchio più "robusti" come sound (visti a Londra quest'anno, un concerto da tirar giù il Soutbank Centre sia come qualità della performance che, banalmente, come volumi dell'effettistica): gli AMEO puntano più spesso sul versante opposto del cursore del volume, arrivando più spesso che talvolta a lambire i territori della Penguin Café Orchestra.

Sui Kraken poco da aggiungere: sono quella roba lì che dici. Diciamo che riprendono quegli sporadici spunti jazz dei Tortoise e ci ricamano sopra dall'inizio alla fine (lo fanno bene, va detto).

 

Saagara è per me il progetto più interessante della lista. Capitanato da Waclaw Zimpel, fonde jazz europeo di area post-minimalista e musica classica indiana. Il riferimento più immediato che mi viene in mente è il leggendario live di Don Cherry con Terry Riley: la trascendalità è grossomodo quella, ma qui la tavolozza è più ampia e l'andamento è assai meno psichedelico e "a briglia sciolta". In tutto quanto anzi si respira una buona dose di rigore, e la si apprezza pure. La precedente uscita del progetto (del 2015) era comunque leggermente migliore, quindi dovendo partire comincerei da lì.

Con Yazz Ahmed siamo su un jazz post-Bitches Brew piuttosto cinematografico e fortemente incentrato su temi mediorientali. C'è molta melodia nella sua tromba e i brani giocano su una tavolozza timbrica che sfrutta bene i fiati per dare profondità al suono (notevole il ruolo del clarinetto basso). E' un disco ad altissima digeribilità penso per chiunque, e il batterista è un fenomeno. Linko la cover di "Organ Eternal" dei These New Puritans, abbastanza atipico nel quadro dell'album perché evidentemente virato più sul versante idm/post che su quello world, ma rappresentativo delle potenzialità della formazione in termini di capacità evocativa:

 

 

Il disco degli Stuff. è invece un jazz-rock/nujazz molto aggiornato, imperniato su ritmi wonky/hip-hop, sviluppi tra math e idm e un estro tra il funambolico e il deliberatamente trattenuto che fa pensare immediatamente ai sopraccitati Tortoise se non a Squarepusher. Anche qui un riferimento molto diretto sono i Jaga Jazzist, ma qui la componente elettro-intellettualoide si fa sentire molto di più. Il disco è molto vario, come lo è il precedente: qua linko un pezzo piuttosto bilanciato e dalle evidente reminiscenze funky.

 


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#27 norb

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Inviato 25 dicembre 2017 - 16:30

I meglio:

 

STUFF. - Old Dreams New Planets

Andromeda Mega Express Orchestra - Vula

Portico Quartet - Art in the Age of Automation

Saagara - 2 

Mark de Clive-Lowe - Live at the Blue Whale [EP]

EABS - Repetitions (Letters to Krzysztof Komeda) 

MediaBanda - Bombas en el aire 

Yazz Ahmed - La saboteuse 

Hidden Orchestra - Dawn Chorus

The Kraken Quartet - Separate | Migrate

Anne Quillier - 6tet Dusty Shelters

Nomade Orquestra - Entremundos

Jazzpospolita - Humanizm

 

Notevole come i miei ascolti non si intersechino nemmeno per un album con le tonnellate di dischi di crocus (e viceversa, suppongo)

 

i belgi STUFF. hanno fato un nuovo disco nel 2017??? bello come il primo?


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#28 wago

wago

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Inviato 25 dicembre 2017 - 17:22

Per me un po' meglio, ma ho sentito altri sul forum sostenere il contrario


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#29 crocus behemoth

crocus behemoth

    Roadie

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Inviato 26 dicembre 2017 - 17:48

 

 

Comunque mi è sembrato pure strano che nella lunga e come sempre interessante lista di crocus non appaia il disco dei Toxic (Mat Walerian, Matthew Shipp e William Parker) con il modesto titolo "This is beautiful because we are beautiful people" (cosa che a seguire Shipp su facebook sembrerebbe pure poco vera!).

.

 

 

Quel disco mi piace molto..Non l'ho messo perché è dello scorso anno. O no?

Mi incuriosisce questa cosa di Shipp su facebook. Cosa avrebbe scritto?

 

Allora se non erro il disco dei Toxic è uscito pochi mesi fa, ma comunque nel 2017. Veramente un bel disco, non conoscevo Walerian, sembra uno da tenere d'occhio.
Per quanto riguarda lapagina facebook di Shipp diciamo che è ovviamente anti-Trump (ovviamente perchè un musicista free di colore mi sembra più facile sia anti-Trump che pro). Comunque su questo sono d'accordo pure io, il fatto è che spesso eccede in odio e offese verso persone che non la pensano come lui (scum, cunt, i hope everyone that voted for Trump is gonna die etc) oppure posta video di una qualche tragedia (tipo famiglie senza lavoro) e esprime felicità per le disgrazie altrui perchè questi hanno votato per Trump. Questo non me lo fa vedere molto come "beautiful people". Ripeto, pure a me Trump fa abbastanza schifo, ma l'odio continuo e le offese continue a volte mi fanno venire voglia di smettere di ricevere suoi aggiornamenti.
Questo per la parte che me lo fa sembrare un po' troppo astioso. Oltretutto è completamente ossessionato, credo che linki una media di 50-60 articoli anti-Trump al giorno (ripeto, capisco che uno odi Trump e capisco che uno di colore che vive in USA si senta minacciato da un idiota simile), se non sapessi che è un grande e rispettato pianista crederei che è un idiota che non ha un cazzo da fare e passa le sue giornate a linkare articoli su Trump (invece guarda un po' è il contrario, io con i miei tre post su facebook al mese sono l'idiota che ha poco da fare, lui colla sua condivisione compulsiva di post molte volte pure scemi è il pianista rispettato).

L'unica volta che gli ho scritto qualcosa aveva pubblicato una cosa del tipo "Abbiamo molti bambini che sono depressi e diamo la colpa ai cellulari. Mentre la realtà è che le tasse aumentano, è sempre più difficile ottenere un mutuo e abbiamo un presidente razzista e sessista". Io gli dissi:"non credo che un bambino di 9 anni si preoccupi delle tasse o del mutuo o di Trump". Lui ha risposto "non ti immagni nemmeno quanti si preoccupano per queste cose!!"

 

 

 

Con il disco dei Toxic in realtà ho fatto confusione io. In realtà mi riferivo al doppio live at Okuden uscito lo scorso anno per la Esp sempre con Walerian e Shipp ma con Hamid Drake alla batteria.

Questo:

https://www.discogs....release/8449792

Quello che hai indicato tu in effetti è 2017.

 

Non sapevo di questa cosa di Shipp su fessbuk .. a guardalo sembra un tipo pacioso.

Anche se da una parte capisco un po’ l’incazzatura nei confronti dei suoi connazionali che hanno eletto presidente una un energumeno...


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#30 crocus behemoth

crocus behemoth

    Roadie

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Inviato 26 dicembre 2017 - 17:55

Approposito...solo ora ho visto il tuo avatar, hai sentito il nuovo di Lurie sotto falso nome (Marvin Pontiac un musicista inventato a fine anni 90)? Se si, sono outtakes del vecchio disco o è proprio tornato a suonare?

 

 

 

The  Asylum Tapes è uscito circa due mesi fa ed è il seguito del monumentale The Legendary Marvin Pontiac Greatest Hits del 1999.

E’ il mio disco dell’anno non-jazz. Confesso di avere un debole per John Lurie e per tutto quello che ha fatto ( dai Lounge Lizard, i film, le colonne sonore fino a  Marvin Pontiac..)

Piacevolissima sorpresa anche perché aveva più volte annunciato di avere smesso con la musica per questioni di salute (John  è affetto da una malattia invalidante piuttosto grave: il morbo di lyme)

Invece se ne esce dopo circa 18 anni  con questo disco pazzesco, registrato in completa solitudine con un quattro piste, armonica, chitarra e banjo.

Come puoi immaginare trattasi di blues  straniante, primitivo, asciutto, intensissimo dal primo all’ultimo brano.

E poi la voce…cazzo che voce! Profonda, calda, baritonale che a tratti mi ricorda il compianto Leonard Cohen..

Il disco purtroppo è uscito solo in streaming sulle principali piattaforme da spotify in poi.. Lurie ha dichiarato nel suo profilo twitter che è il massimo che è riuscito a fare e di non avere le forze per occuparsi della pubblicazione(anche se io ci spero....).

Ascoltalo e fammi sapere cosa ne pensi.


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Le merendine di quand'ero bambino non torneranno più! I pomeriggi di Maggio!

#31 crocus behemoth

crocus behemoth

    Roadie

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Inviato 26 dicembre 2017 - 17:59

 

 

Di quelli cha hai indicato ho ascoltato la Andromeda Orchestra ma solo di sfuggita..Non male, mi ricorda un po’ i Jaga Jazzist di qualche tempo fa che mi gustavano mucho..
The Kraken Quartet me ne hanno parlato come di qualcosa di simile al post rock alla Tortoise ma non so quanto ci sia di vero..
Buio totale su Saagara o Yazz Ahmed e anche sul tuo primo della lista..
Qualsiasi dritta è ben accetta.

Sì, la Andromeda è in un'area vicina all'avant-prog più disciplinato e cameristico, ancorché variopinto e "frivolo". Il paragone coi Jaga Jazzist ci sta, anche se i norvegesi sono parecchio più "robusti" come sound (visti a Londra quest'anno, un concerto da tirar giù il Soutbank Centre sia come qualità della performance che, banalmente, come volumi dell'effettistica): gli AMEO puntano più spesso sul versante opposto del cursore del volume, arrivando più spesso che talvolta a lambire i territori della Penguin Café Orchestra.

Sui Kraken poco da aggiungere: sono quella roba lì che dici. Diciamo che riprendono quegli sporadici spunti jazz dei Tortoise e ci ricamano sopra dall'inizio alla fine (lo fanno bene, va detto).

 

Saagara è per me il progetto più interessante della lista. Capitanato da Waclaw Zimpel, fonde jazz europeo di area post-minimalista e musica classica indiana. Il riferimento più immediato che mi viene in mente è il leggendario live di Don Cherry con Terry Riley: la trascendalità è grossomodo quella, ma qui la tavolozza è più ampia e l'andamento è assai meno psichedelico e "a briglia sciolta". In tutto quanto anzi si respira una buona dose di rigore, e la si apprezza pure. La precedente uscita del progetto (del 2015) era comunque leggermente migliore, quindi dovendo partire comincerei da lì.

Con Yazz Ahmed siamo su un jazz post-Bitches Brew piuttosto cinematografico e fortemente incentrato su temi mediorientali. C'è molta melodia nella sua tromba e i brani giocano su una tavolozza timbrica che sfrutta bene i fiati per dare profondità al suono (notevole il ruolo del clarinetto basso). E' un disco ad altissima digeribilità penso per chiunque, e il batterista è un fenomeno. Linko la cover di "Organ Eternal" dei These New Puritans, abbastanza atipico nel quadro dell'album perché evidentemente virato più sul versante idm/post che su quello world, ma rappresentativo delle potenzialità della formazione in termini di capacità evocativa:

 

 

Il disco degli Stuff. è invece un jazz-rock/nujazz molto aggiornato, imperniato su ritmi wonky/hip-hop, sviluppi tra math e idm e un estro tra il funambolico e il deliberatamente trattenuto che fa pensare immediatamente ai sopraccitati Tortoise se non a Squarepusher. Anche qui un riferimento molto diretto sono i Jaga Jazzist, ma qui la componente elettro-intellettualoide si fa sentire molto di più. Il disco è molto vario, come lo è il precedente: qua linko un pezzo piuttosto bilanciato e dalle evidente reminiscenze funky.

 

 

 

Interesting!

Grazie mille per le info  :) 

Visti i riferimenti e la descrizione che hai fatto il primo che vado a recuperare (di corsa) è Saagara. Poi Yazz Ahmed.

Ascolterò anche  quello dei Portico Quartet anche se sono un po’ altalenanti..


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#32 giallo

giallo

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Inviato 03 gennaio 2018 - 22:39

Croc grazie come sempre per il prezioso listone.

Come tipo d'ascolto, io mi trovo in una situazione ibrida tra la tua e quella di Wago:

o derive o improvvisazione pesa...  il jazz "normale" (gli ascolti citati da Connacht) proprio non mi riesce.

Classifiche come sempre non riesco a farne, mi limiterò ad aggiungere titoli che non avete citato che mi hanno colpito.

 

Cevdet Erek - Davul

Julian Sartorius - Hidden Tracks: Basel – Genève

Liz Durette - Four Improvisations

Marcelo dos Reis & Eve Risser - Timeless

Mugwisa International Xylophone Group - Iganga Embaire

Irreversible Entanglements - Irreversible Entanglements


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#33 giallo

giallo

    Groupie

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Inviato 03 gennaio 2018 - 22:51

Altri titoli sensibilmente inferiori

Joshua Abrams & Natural Information Society - Simultonality

Oba Loba - Sir Robert Williams

Marcelo dos Reis - Cascas
Hieroglyphic Being, Sarathy Korwar, Shabaka Hutchings ‎– A.R.E Project

Nubya Garcia - Nubya's 5ive

 

Invece per quanto riguarda box et ristampe:

Okay Temiz & Johnny Dyani - Witchdoctor's Son
Brother Ah - Divine Music
Maalem Mahmoud Gania ‎– Colours Of The Night


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#34 Stephen

Stephen

    Gatto disidratato

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Inviato 05 gennaio 2018 - 21:14

Una prima infornata di tre album.

core01.jpg
C'è la no-imput mixboard di Toshimaru Nakamura che è inconfondibile, questa volta perfettamente amalgamata con la voce declamante di David Sylvian e con cupi e delicati rintocchi percussionistici.

30128_emmanuele-waeckerle-wandelweiser.j

Spoken word bilingue (inglese e francese) basate su Histoire d'O con i grandi fiati del Wandeweiser come Antoine Beuger.

R-10111992-1491821662-7782.jpeg.jpg

I Pancrace: organo, cornamuse, elettronica e "field recording" (sullo stile di Dancing in Tomelilla) per un'improvvisazione sempre più libera fino all'estremo, modellata solo sulle circostanti suggestioni ambientali ecclesiastiche.


  • 4

"Proprio luiii... Piątek, il pistoleeerooo!!!"

... ho disturbato parecchio la visione chiedendo di continuo "quando arrivano gli Avengers?".


#35 Fast_Forward

Fast_Forward

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Inviato 06 gennaio 2018 - 17:19

 

I meglio:

 

STUFF. - Old Dreams New Planets

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Saagara - 2 

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Nomade Orquestra - Entremundos

Jazzpospolita - Humanizm

 

Notevole come i miei ascolti non si intersechino nemmeno per un album con le tonnellate di dischi di crocus (e viceversa, suppongo)

 

i belgi STUFF. hanno fato un nuovo disco nel 2017??? bello come il primo?

 

 

 

Per me un po' meglio, ma ho sentito altri sul forum sostenere il contrario

 

io ho trovato il precedente superiore. quest'ultimo mi annoia: tutte le volte che ho provato ad ascoltarlo ho fatto molta fatica a finirlo. a mio parere si sono appiattiti.


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#36 Stephen

Stephen

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Inviato 09 gennaio 2018 - 17:14

Due dischi importanti che avevo lasciato per strada.

Bosetti-cover.jpg
Alessandro Bosetti ridà vita, in un'operazione filologica su commissione, al taccuino di Jànacek, composto dai frammenti di discorso, dalle frasi spezzettate, dalle parole accennate, dai suoni naturali e dalle note casuali che il compositore ceco udiva passeggiando e che meticolosamente - non solo per descrizioni, ma anche su pentagramma - appuntava. Muovendosi nell'ambito che più di ogni altro merita l'appellativo di improvvisativo, ossia quello dei suoni della quotidianità, la composizione in questione, rivisitata per voci, manipolazioni elettroniche, field recording e pianoforte, risulta organica e brillante, ricca di stimoli e sempre gradevole.

5065002106292_T33037138890054.jpg
La compositrice propone un minimalismo malinconico la cui espressività è inversamente proporzionale agli orpelli compositivi, che sono praticamente nulli: si tratta di una quarantina di minuti di geometrie sonore cristalline e ripetizioni regolari di intervalli per organo e ottoni dai quali emerge una spiritualità tanto marcata quanto inattesa.
  • 1

"Proprio luiii... Piątek, il pistoleeerooo!!!"

... ho disturbato parecchio la visione chiedendo di continuo "quando arrivano gli Avengers?".


#37 paloz

paloz

    Poo-tee-weet?

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Inviato 16 gennaio 2018 - 20:40

Due ripescaggi free/avant-jazz da Clean Feed (ormai tra le nuove etichette migliori):

 

 

Cortex - Avant-Garde Party Music

 

cf441cd-600.jpg

 

 

Nate Wooley - Knknighgh (Minimal Poetry For Aram Saroyan)

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Entrambi di matrice ed entusiasmo "zorniani": il primo più equilibrato, alla Masada, un aperitivino gustoso; il secondo totalmente fuori controllo, ispirato al quartetto free "classico" di Ornette Coleman, un tour de force piuttosto lungo e non per l'ascoltatore casuale.


  • 1

I have spoken softly, gone my ways softly, all my days, as behoves one who has nothing to say, nowhere to go, and so nothing to gain by being seen or heard.

 

(Samuel Beckett, Malone Dies)





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