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Ondalibri: Commenti Alla Classifica 2017


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72 replies to this topic

#61 Nijinsky

Nijinsky

    Señorito En Escasez

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Inviato 13 dicembre 2017 - 17:24

Io ho letto Il postesotismo in dieci lezioni e boh, non mi è parso un libro bello (leggibile eh), riproverò con Scrittori (il tomazzo col cazzo).
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Siamo vittime di una trovata retorica.


#62 Reynard

Reynard

    poligraf poligrafovic pallinov

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Inviato 13 dicembre 2017 - 18:04

Duck, che ti è parso di Manhattan Transfer?


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La firma perfetta dev'essere interessante, divertente, caustica, profonda, personale, di un personaggio famoso, di un personaggio che significa qualcosa per noi, riconoscibile, non scontata, condivisibile, politicamente corretta, controcorrente, ironica, mostrare fragilità, mostrare durezza, di Woody Allen, di chiunque tranne Woody Allen, corposa, agile, ambiziosa, esperienzata, fluente in inglese tedesco e spagnolo, dotata di attitudini imprenditoriali, orientata alla crescita professionale, militassolta, automunita, astenersi perditempo.

#63 Duck

Duck

    Categnaccio

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Inviato 13 dicembre 2017 - 18:12

Più tardi vi commento tutto.


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«Mister, possiamo lavorare sulle diagonali?», la richiesta di qualche giocatore. No, la risposta del tecnico. 

 

 


#64 100000

100000

    Enciclopedista

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Inviato 13 dicembre 2017 - 18:20

Sì comunque mi riferivo a Volodine, che ho in canna anch'io (comunque vedi, häxan mi ha anche dato un motivo plausibile).
Come al solito, gli altri me li segno ma non li leggo.


  • 0

#65 Pitcairn Island

Pitcairn Island

    le patatine sweee

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Inviato 13 dicembre 2017 - 18:25

Io comunque, dopo aver visto il vecchissimo post quotato di Corkan che apre il topic della classifica, vorrei tanto leggere "puttane puttane" di Don Mazzi


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#66 Duck

Duck

    Categnaccio

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Inviato 13 dicembre 2017 - 21:48

1. John Steinbeck - La valle dell'Eden
2. Gunter Grass - Sbucciando la cipolla
3. Israel Joshua Singer - La famiglia Karnowski
4. John Dos Passos - Manhattan Transfer
5. Salman Rushdie - La caduta dei Golden (2017 questo eh, pure l'attualità c'abbiamo)
6. Clemens Meyer - Eravamo dei grandissimi
7. Aldo Busi - Un cuore di troppo
8. Emanuel Carrère - Io sono vivo, voi siete morti
9. Antonio Pennacchi - Mammut
10. Luke Rhineheart - L'uomo dei dadi
 
Saggio immenso, pure se immerso nei dettagli:
Hans Voller - I conti con il fascismo
 
Un Maigret per gradire: L'impiccato di Saint-Pholien


Qualche commento:
1. Steinbeck era un po che non lo riprendevo, principalmente perchè temevo (sbagliando eh, non dico di no) di ritrovarci le stesse storie di Furore in qualche altra salsa. La luna è tramontata era diverso per forza, L'inverno del nostro scontento idem... su La valle dell'Eden non ero sicuro. Preso, tenuto in libreria per tre mesi e iniziato senza troppa convinzione: strike. Un romanzo su tutta l'umanità.

2. Avevo timori anche per Grass asd Letto tanti anni fa Il tamburo di latta (lo dovrò rileggere), faticato ma soddisfatto con Anni di cani di cui però temo di non aver capito nulla, abbandonato dopo manco 30 pagine La ratta al grido di "ma chi me lo fa fare?". Qui tutt'altro discorso. Non è una lettura troppo facile, Grass tende sempre a prenderla molto larga e il flusso dei ricordi non è per nulla lineare. Tutto è lasciato alle bucce di cipolla che vengono via, con strati perfino divertenti e alcuni veramente sofferti.

3. Cercavo una bella saga familiare, magari un po' complicata, ma La famiglia Karnovski si è rivelato meno faticoso del previsto. Preso senza sapere una mazza, leggendo il retro della copertina cercando di capire chi diavolo fossero tutti quei Singer, non me ne sono pentito.

4. Manhattan transfer invece ricordo di averlo preso perchè era uno dei remainders su Amazon. Ne avevo sentito già parlare qua e mi son detto "ma sì". Per usare una formula volutamente del tutto assurda e che mi viene in mente ora, è un frullato tra il grande romanzo americano e Mattatoio n. 5 di Vonnegut: frammentario, polifonico, sconnesso, con personaggi che vanno e vengono a costruire una città caotica con tutti gli strati della società.

5. Rushdie invece l'ho comprato perchè ho visto la sua comparsata con Larry David in Curb your enthusiasm, giuro. Anche di lui apprezzati I versi satanici, I figli della mezzanotte e il memoir sulla fatwa Josephn Anton, ma poi ho abbandonato La vergogna e me ne sono tenuto lontano per qualche tempo. E' un romanzo nuovo e del tutto attuale, con una storia drammatica nel contesto di tutti i giorni in cui Trump è il Joker di Batman.

6. Consigliato da combat. Meyer si offende ma sostanzialmente "un Trainspotting della caduta del muro". Se però gli scozzesi non sembravano avere nessuna speranza, qui il mondo crolla portandosi con sè una generazione di adolescenti.

7. Opera minore, pure nel formato (200 paginette di quegli Oscar Mondadori piccolini), del secondo scrittore bresciano più famoso d'Italia. Storia di un centro per dimagrire con la sua folata di pazienti isterici e ridicoli, con al centro ovviamente Busi.

8. La biografia di Philip K. Dick sarebbe già interessante di per sè, visto quante se n'è inventate, se poi ci aggiungiamo la bravura nel raccontarla e nello spiegare i romanzi principali (alcuni dei quali poi con momenti di vero delirio) siamo a posto. Anche questo, letto di qualcuno che lo leggeva qua e segnato. Grazie.

9. Ho letto anche Canale Mussolini parte seconda, quest'anno, ma ho preferito inserire questa breve storia di fabbrica. La lotta, la vittoria, la resa di un sindacalista, operaio metalmeccanico.

10. Una follia: uno psichiatra decide di passare la vita lasciando tutte le decisioni, da quelle più idiote a quelle fondamentali, al lancio dei dadi e rimettendosi completamente alla loro volontà casuale. Una satira continua.


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«Mister, possiamo lavorare sulle diagonali?», la richiesta di qualche giocatore. No, la risposta del tecnico. 

 

 


#67 Bandit

Bandit

    Lorenzo Righetto

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Inviato 14 dicembre 2017 - 09:15

La biografia di Dick l'avevo letta io, tanto è bella quella (forse più per il soggetto ma credo si capisca che ci sono lavoro e devozione dietro, anche se non sono d'accordo con i giudizi negativi sulla scrittura di Dick - ma chi te l'ha chiesto, a parte tutto, e da che pulpito), tanto è brutto "L'avversario", che ha un soggetto pazzesco, una delle storie più incredibili e malate mai sentite, pur nella sua umanità deragliata. Lì Carrere mi è sembrato davvero sovrastato dalla storia, alla fine non ci ha capito niente e ne è venuto fuori un resoconto comunque interessante, anche se gli unici a essere giudicati sono generalmente tutti tranne il "protagonista" (la traduzione suggeriva robe tipo "donnetta banale", ma che è?). Molto meglio il film, per me un vero torcibudella.


  • 0

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#68 aldous

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Inviato 16 dicembre 2017 - 13:03

'tacci vostra, l'unica classifica con mennanco un più... quasi quasi la cancello :)


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#69 Nijinsky

Nijinsky

    Señorito En Escasez

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Inviato 16 dicembre 2017 - 13:32

Commentaci Mari (l'unico che ho letto).
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Siamo vittime di una trovata retorica.


#70 aldous

aldous

    mainstream Star

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Inviato 16 dicembre 2017 - 13:44

se avete amato Verderame, vi consiglio vivamente di leggerlo. il racconto della sua infanzia un po' orrorifica con un padre (il grande Enzo) quasi anaffettivo e chiuso nel suo lavoro e una madre perennemente depressa. Poi, lui scrive veramente da dio. Ah, vedo che lo hai letto... e allora il mio commento è del tutto inutile ;)


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#71 Duck

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    Categnaccio

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Inviato 27 dicembre 2017 - 19:13

joseph mi commenti Il falò delle vanità? Io l'ho letto una vita fa (forse troppo presto) e c'ho ottimi ricordi.


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«Mister, possiamo lavorare sulle diagonali?», la richiesta di qualche giocatore. No, la risposta del tecnico. 

 

 


#72 joseph K.

joseph K.

    Tout est pardonné

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Inviato 28 dicembre 2017 - 14:43

joseph mi commenti Il falò delle vanità? Io l'ho letto una vita fa (forse troppo presto) e c'ho ottimi ricordi.

 

Ti riporto quanto misi nel topic Cosa state leggendo

 

Un buon romanzo "classico", una storia in cui un tizio di Wall Street che si crede padrone del mondo rimane coinvolto in un guaio giudiziario che diventa indicatore di tutte le ipocrisie del sistema sociale, giudiziario, economico, relazionale americano.

Un insieme di personaggi arrivisti, pronti a sacrificare il prossimo per il proprio successo personale, l'esatta rappresentazione ad ogni livello sociale dell'homo homini lupus dove anche gli pseudo-buoni arrivano a fare di tutto pur di affermare sé stessi, la loro forza, la loro posizione e poi difenderla a scapito degli altri e della verità.

Non si salva quasi nessuno in questo enorme gioco di soprusi e vacuità, gossip e colpi bassi. Forse si salva solo il protagonista che alla fine vive il suo disastro giudiziario come una crescita personale. Il romanzo alla fine è anche un "romanzo di formazione" dove il protagonista parte come un bulletto di alta classe, si perde psicologicamente, ritrova la sua forza di uomo proprio grazie al disastro giudiziario che affronta.


  • 1

Ora l'inverno del nostro scontento è reso estate gloriosa da questo sole di York, e tutte le nuvole che incombevano minacciose sulla nostra casa sono sepolte nel petto profondo dell'oceano.


#73 Duck

Duck

    Categnaccio

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Inviato 28 dicembre 2017 - 17:38

Grazie. All'epoca (è il caso di dirlo) io avevo preferito il seguente Un uomo vero. Gli altri due romanzi grossi molto peggio (Io sono Charlotte Simmons mi cala ogni anno che passa, Le ragioni del sangue orrendo).


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«Mister, possiamo lavorare sulle diagonali?», la richiesta di qualche giocatore. No, la risposta del tecnico. 

 

 





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