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Philip K. Dick


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30 replies to this topic

#21 Araki

Araki

    Utente Tracotante

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Inviato 12 October 2017 - 16:38 PM

Mi avete convinto, ho iniziato La Svastica Sul Sole.


  • 1
Dream baby dream.

#22 Duckquoise

Duckquoise

    Categnaccio

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Inviato 12 October 2017 - 16:43 PM

Non t'aspettare Turtledove*, Fatherland (puah) o Il complotto contro l'America di Roth, con tutti i dettagli. Detto questo, ha un grandissimo fascino.

 

*di cui ho solo letto metà del primo romanzo a, boh, 15 anni. Non so se, dieci anni dopo, faccia più ridere la premessa o il fatto che tutto il resto sia calibrato al dettaglio. Comunque mi è simpatico.


  • 0

«Mister, possiamo lavorare sulle diagonali?», la richiesta di qualche giocatore. No, la risposta del tecnico. 

 

 


#23 Araki

Araki

    Utente Tracotante

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Inviato 12 October 2017 - 16:52 PM

Di Turtledove mi pare di aver letto qualcosa di fantasy, ma la mia memoria è traballante.

In realtà ho pure Ma gli androidi sognano pecore elettriche? sulla scrivania, ma quello lo leggerò poi.


  • 0
Dream baby dream.

#24 piersa

piersa

    DOMERATORE - DATTERO RE

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Inviato 13 February 2018 - 09:22 AM

Dick, Do androids dream of electric sheep?

  

Facci sapere anche se per me non è poi tutta sta roba, nè in generale nè rapportato a Dick

  

Dick, Do androids dream of electric sheep?


In inglese? Edizione?
  

Dick, Do androids dream of electric sheep?


In inglese? Edizione?
Edizione Pdf trovata su Internet  :unsure:  Al momento per le mie quattro ore di pendolarismo quotidiano gli unici libri che possano accompagnarmi son quelli che mi entrano in una tasca purtroppo - unico motivo per cui aspetto che ricomincino i corsi obbligandomi a portare lo zaino, anche perché per leggerlo fin dove sono arrivato (e lo finirò domani probabilmente) penso di essermi giocato le tre diottrie che mi rimanevano.
Comunque, giudizio parziale, molto carino. Dico carino perché non mi sento di dire di più. Ad ogni modo sicuramente aiuta a rischiarare anche alcune cose su Blade Runner (sì, non si dovrebbe tirare in ballo un film uscito lo stesso anno della morte dell'autore, ma in questo caso è inevitabile dai) ma, ecco, manca un po' di qualcosa, brillantezza narrativa o non so che. Di Dick però non ho letto nient'altro, in caso cosa mi consigliereste?
  

Dick, Do androids dream of electric sheep?


In inglese? Edizione?
Edizione Pdf trovata su Internet  :unsure:  Al momento per le mie quattro ore di pendolarismo quotidiano gli unici libri che possano accompagnarmi son quelli che mi entrano in una tasca purtroppo - unico motivo per cui aspetto che ricomincino i corsi obbligandomi a portare lo zaino, anche perché per leggerlo fin dove sono arrivato (e lo finirò domani probabilmente) penso di essermi giocato le tre diottrie che mi rimanevano.
Comunque, giudizio parziale, molto carino. Dico carino perché non mi sento di dire di più. Ad ogni modo sicuramente aiuta a rischiarare anche alcune cose su Blade Runner (sì, non si dovrebbe tirare in ballo un film uscito lo stesso anno della morte dell'autore, ma in questo caso è inevitabile dai) ma, ecco, manca un po' di qualcosa, brillantezza narrativa o non so che. Di Dick però non ho letto nient'altro, in caso cosa mi consigliereste?
 
Ma certo, figurati. Te lo chiedevo perché ho trovato l'introduzione del volume Fanucci (ce l'ho per il kindle) interessante e piena di stimoli per capire pienamente il romanzo. Ad esempio c'è tutto un discorso su cosa poteva significare l'androide per Dick all'epoca, con un'ottica storica diversa da quella che possiamo avere noi; forse è anche per questo che, come segnalava Duck, oggi quel romanzo risulta invecchiato peggio di altri e comunque si fatica a considerarlo il miglior Dick. Se ho tempo, ti trascrivo domani quel passaggio dell'introduzione. In ogni caso, tirare in ballo il film ci sta benissimo proprio per fare un raffronto con la lettura che ne fece all'epoca (che non era già più quella della stesura) il regista. Voglio dire: al netto delle letture personali, il mondo in cui Scott vive e immagina il futuro distopico di Blade Runner non è più quello di Dick (se suona macchinoso, provo a spiegarmi meglio).
 
Consigli... Boh, tutti. D'altra parte ne ha scritti tanti e molto vari, pesca un po' dove vuoi. In ordine sparso il primo Valis, Ubik (anche se Duck non sarà d'accordo), Cronache dal dopobomba, La svastica sul sole, Un oscuro scrutare (bellissimo e il meno fantascientifico dei romanzi di fantascienza di Dick), In senso inverso (uno dei miei preferiti anche se considerato minore), tra i primi direi Redenzione immorale, i quattro volumi che raccolgono tutti i racconti brevi. Auguri e buona lettura, in ogni caso trovi parecchie discussioni in merito se scorri il topic all'indietro.
  

Facci sapere anche se per me non è poi tutta sta roba, nè in generale nè rapportato a Dick

 
Quoto, purtroppo nonostante la fama cinematografica è Dick di serie B.
 
Il meglio per me Ubik e Le tre stimmate di Palmer Eldritch. Poi a parte l'autore che mi sta sui coglioni obiettivamente la biografia di Carrére merita.
  

Dick, Do androids dream of electric sheep?


In inglese? Edizione?
Edizione Pdf trovata su Internet  :unsure:  Al momento per le mie quattro ore di pendolarismo quotidiano gli unici libri che possano accompagnarmi son quelli che mi entrano in una tasca purtroppo - unico motivo per cui aspetto che ricomincino i corsi obbligandomi a portare lo zaino, anche perché per leggerlo fin dove sono arrivato (e lo finirò domani probabilmente) penso di essermi giocato le tre diottrie che mi rimanevano.
Comunque, giudizio parziale, molto carino. Dico carino perché non mi sento di dire di più. Ad ogni modo sicuramente aiuta a rischiarare anche alcune cose su Blade Runner (sì, non si dovrebbe tirare in ballo un film uscito lo stesso anno della morte dell'autore, ma in questo caso è inevitabile dai) ma, ecco, manca un po' di qualcosa, brillantezza narrativa o non so che. Di Dick però non ho letto nient'altro, in caso cosa mi consigliereste?
 
Ma certo, figurati. Te lo chiedevo perché ho trovato l'introduzione del volume Fanucci (ce l'ho per il kindle) interessante e piena di stimoli per capire pienamente il romanzo. Ad esempio c'è tutto un discorso su cosa poteva significare l'androide per Dick all'epoca, con un'ottica storica diversa da quella che possiamo avere noi; forse è anche per questo che, come segnalava Duck, oggi quel romanzo risulta invecchiato peggio di altri e comunque si fatica a considerarlo il miglior Dick. Se ho tempo, ti trascrivo domani quel passaggio dell'introduzione. In ogni caso, tirare in ballo il film ci sta benissimo proprio per fare un raffronto con la lettura che ne fece all'epoca (che non era già più quella della stesura) il regista. Voglio dire: al netto delle letture personali, il mondo in cui Scott vive e immagina il futuro distopico di Blade Runner non è più quello di Dick (se suona macchinoso, provo a spiegarmi meglio).
 
Consigli... Boh, tutti. D'altra parte ne ha scritti tanti e molto vari, pesca un po' dove vuoi. In ordine sparso il primo Valis, Ubik (anche se Duck non sarà d'accordo), Cronache dal dopobomba, La svastica sul sole, Un oscuro scrutare (bellissimo e il meno fantascientifico dei romanzi di fantascienza di Dick), In senso inverso (uno dei miei preferiti anche se considerato minore), tra i primi direi Redenzione immorale, i quattro volumi che raccolgono tutti i racconti brevi. Auguri e buona lettura, in ogni caso trovi parecchie discussioni in merito se scorri il topic all'indietro.
 
 
Sì purtroppo l'idea che sia l'empatia a dividerci dagli esseri artificiali oggi suona quasi infantile. Meglio lo spiraglio che si apre sul rapporto con la religione, anche se nel libro è corollario delle reazioni empatiche.

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#25 Bugskull

Bugskull

    Been going to bed early

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Inviato 13 February 2018 - 19:50 PM

Finito. Come diceva Stephen, effettivamente, il divario col film è davvero ampio, e penso si scorga soprattutto verso la fine: fino all'ultimo ti aspetteresti che Roy faccia qualcosa per cambiare lo statuto degli androidi, e invece... Sicuramente tutto il fatto di Mercer dà alla storia un certo spessore per quanto riguarda la differenza dagli umani, anche se l'aspetto religioso non viene esplicitato quanto quello relativo all'empatia (che non è proprio quello più interessante, ecco). Ad ogni modo, restando detto che i paragoni tra libro e film lasciano il tempo che trovano, la sceneggiatura di Blade Runner credo ad oggi sia di gran lunga più interessante e ricca di spunti: Rachel e Roy nel libro sono androidi - come nel film, ma nel libro sono solo androidi. Non c'è davvero commensurabilità con gli umani, e qualcosa come l'Io ho visto cose... è impensabile (non come scena, come esibizione di umanità proprio). Resta valido il fatto che certamente il libro aiuta a riflettere sui già ricchi spunti del film: i personaggi di Deckard (del libro), Isidore e Resch, soprattutto, credo siano quelle che hanno più da dire, insieme all'ossessione del protagonista per il possedere un animale: forse il bisogno di una certezza sull'essere diverso da un androide, capace di empatia?


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#26 simon

simon

    Scaruffiano

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Inviato 14 February 2018 - 01:58 AM

Era completamente schizofrenico mi basta questo: non ho mai avuto la possibilità di leggerlo in lingua originale. Mi piace ma giustamente non ha vinto il Nobel, se parliamo delle distonie percettive del Tempo Interiore nonnino Bergson giustamente ha catturato il prestigioso premio. La mia concezione di romanzo è avulsa completamente da questi abili scrittori, penso non a una scrittura psico-dinamica, che ci informa dei fatti, ma a una sorta di eterno Auto da fé canettiano a cui ambisco umilmente in una strage illusoria del meta pensiero filosofico che converge nelle memorie del sottosuolo del Fedor.


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#27 pasquale

pasquale

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Inviato 14 February 2018 - 02:16 AM

Non ho letto il libro, ma solo un'intervista in cui Dick parlava del film. Ebbene, lui che era entusiasta del lavoro di Scott ("Ma come avete fatto? Avete cablato il mio cervello, questo è quello che io vedevo!"), disse che la grossa differenza fra le due opere risiedeva nel rapporto umani-androidi. Ovvero.. mentre nel film gli androidi erano più umani degli umani, per cui la morale era che in fondo doveva arrivare qualcuno di non umano per insegnare ad un umano il vero significato della parola, nel libro l'autore si era invece soffermato su come gli esseri umani avessero assunto ormai i tratti degli androidi, e fossero diventati freddi, distaccati e incapaci di amare.


  • 0
Concerto di Bruce Springsteen a Roma, Ippodromo Capannelle - 11.07.2013, in audio e video, il link alla playlist apposita è questo

http://www.youtube.c...feature=mh_lolz

#28 Bandit

Bandit

    Lorenzo Righetto

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Inviato 14 February 2018 - 10:57 AM

Qualcuno ha visto o sta vedendo Electric Dreams, la serie di Amazon Prime basata sui suoi racconti? E' abbastanza di serie B purtroppo, anche se sembra che ci abbiano speso dei soldi (in un episodio c'è Cranston, per dire).


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#29 combatrock

combatrock

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Inviato 14 February 2018 - 11:54 AM

 

Ma certo, figurati. Te lo chiedevo perché ho trovato l'introduzione del volume Fanucci (ce l'ho per il kindle) interessante e piena di stimoli per capire pienamente il romanzo. Ad esempio c'è tutto un discorso su cosa poteva significare l'androide per Dick all'epoca, con un'ottica storica diversa da quella che possiamo avere noi; forse è anche per questo che, come segnalava Duck, oggi quel romanzo risulta invecchiato peggio di altri e comunque si fatica a considerarlo il miglior Dick. Se ho tempo, ti trascrivo domani quel passaggio dell'introduzione.

  

Ecco qua, finalmente. Sbagliavo: è la postfazione al volume, scritta da Gabriele Frasca. La trovi qui, a me è parsa interessante perché suggerisce in che modo può aver percepito il romanzo un lettore coevo.

 

http://scrapsfromthe...abriele-frasca/

 

 

A tener conto delle date di questa ‘rilettura’ (1982, e 1991 in seconda battuta), appare fin troppo facile rintracciare in tale sostanziale modificazione di uno dei temi più aspri del paesaggio con rovine dickiano il manifestarsi di quell’intensa «emozione culturale» (Jurij M. Lotman) sortita dalla diffusione domestica, e friendly, dei computer, strumenti questi ultimi nati per l’interazione faccia a faccia e progressivi dispensatori di ‘mondi interiori’, programmati non a caso sempre di più (da cui la stessa ‘estetica’ cyberpunk) per lasciarsi penetrare. Ma nel ‘68 di Ma gli androidi… le macchine, gli elettrodomestici in verità, per quanto forma umana possano assumere, restano ancora quello che sono: una propaggine ‘stupida’ di chi le ha programmate per ripetere il ‘destino’ stampigliato nei loro circuiti, un ‘falso di vita’ insomma fornito dalle grandi concentrazioni capitalistiche (la Rosen di questo mondo sta alla Ford del nostro, e non ancora alla Microsoft) per arredare confortevolmente la vita divenuta falsa, e dunque un prodotto di serie (Pris e Rachael sono identiche, perché sono lo stesso modello; circostanza che costringerà gli sceneggiatori di Blade Runner dare a Pris le connotazioni di Irmgard, non a caso eliminata dalla storia). E quando Rick Deckard giungerà riluttante e frastornato a fare l’amore con una cosa-non-viva, con un’interfaccia in poche parole capace di simulare risposte emotive in base al proprio specifico programma (perché è in verità la Rosen, in un ultimo tentativo di ‘corruzione’, che gli sta offrendo il corpo di Rachael), il ‘lettore ideale’ di Ma gli androidi…, che è naturalmente un ‘alternativo’ americano di quegli anni (uno di quelli in lotta ‘contro il sistema’, la ‘società dei consumi’ e bla bla bla), avrebbe dovuto provare un intenso brivido di disgusto (emozione che nessun lettore di oggi potrà mai richiamare in sé), come se Deckard si fosse fatto convincere, nel fondo di quella sua disperazione sociale che lo sta trasformando, a sua stessa detta, in «an unnatural self», a scoparsi il frigorifero. La scena di sesso fra Deckard e Rachael portava dunque a compimento, nel ‘68, quella lunga teoria di scivolamento verso l’inorganico e l’inanimato descritta lucidamente da McLuhan già in The Mechanical Bride (La sposa meccanica, del 1951 !), e cantata con il suo cipiglio da storiografo espressionista da Thomas Pynchon in V. (1963), dove, non a caso, l’incunearsi della materia morta nella viva (evento posto alla base di tutto l’incubo della storia novecentesca) viene prefigurato, nelle primissime pagine del romanzo, dal rapporto stabilito dalla ragazza a suo modo amata da Benny Profane con un’elegante e potente MG. Profane, che è già solito pensare a lei (in cui si è imbattuto giusto nel momento in cui stava per essere investito dalla sua MG) come un «inanimate object», capace di usare nella sua conversazione solo «inanimate-words», una notte scorge non visto questa seducente ragazza lavare appassionatamente la sua auto, e rivolgerle nel contempo parole d’intenso desiderio, per poi infine scivolarle dentro, e lì prendere a carezzarle delicatamente la strumentazione, fino ad afferrarle il cambio, e masturbarlo, dolcemente.


  • 1
 

A voi la poesia proprio non piace eh?

Sempre a rompere il cazzo state. 

 

la retorica antisinistrella è 1000 volte più moralista di un Manu Chao a caso. 

 

Non bisogna sottovalutare l'influenza delle seghe mentali sull'animo umano.

 

"Il parco è chiuso a quest'ora e adesso il fumo dove vola?"

 


#30 Duckquoise

Duckquoise

    Categnaccio

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Inviato 14 February 2018 - 12:34 PM

Qualcuno ha visto o sta vedendo Electric Dreams, la serie di Amazon Prime basata sui suoi racconti? E' abbastanza di serie B purtroppo, anche se sembra che ci abbiano speso dei soldi (in un episodio c'è Cranston, per dire).

 

solaris diceva nell'apposito thread che non era granchè


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«Mister, possiamo lavorare sulle diagonali?», la richiesta di qualche giocatore. No, la risposta del tecnico. 

 

 


#31 Bandit

Bandit

    Lorenzo Righetto

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Inviato 14 February 2018 - 13:59 PM

Sinceramente non conosco i racconti originali, per cui non so giudicare fino in fondo. A volte si percepisce che l'idea di fondo è meglio della realizzazione televisiva (Autofac per chi conosce la storia), a volte non è molto chiara, l'idea di fondo, a volte lo è troppo. Insomma assomiglia molto alla sigla (orrenda), un po' un guazzabuglio, un po' scarsa qualità (soprattutto sugli effetti digitali, sui quali hanno speso davvero poco mi sembra, siamo ai livelli di Battlestar Galactica).

 

I primi due episodi comunque si guardano senza problemi.


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