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50 Anni Dalla Morte Di John Coltrane


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32 replies to this topic

#21 beatoangelico

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Inviato 24 July 2017 - 20:08 PM

Si sicuramente su questo sono d'accordo, cioè sul fatto che Coltrane era musicista più conosciuto all'epoca dei vari Ornette Coleman (che più o meno nel periodo in cui Coltrane si era dato al free lui si era ritirato appunto perchè non ci campava) o Albert Ayler.
Quindi negli anni a venire Coltrane ha sicuramente ampliato, almeno di un po', l'utenza del free, però è anche vero che a volte a posteriori si rischia di mitizzare un po' troppo un passato non vissuto.
Ricordo un'intervista letta secoli or sono qui sul web, non ricordo chi era l'intervistato, se un collaboratore fisso di Trane o qualche musicista comunque a lui vicino tipo Archie Shepp, comunque lui diceva che gli ultimi due anni di Coltrane dal punto di vista commerciale furono un fiasco assoluto, il pubblico disertava i concerti, Coltrane si trovava a suonare davanti a 10-20 persone a sera, a detta del misterioso intervistato erano concerti bellissimi, ma appunto appannaggio di pochissimi!
Anche la maggior parte dei dischi sono stati pubblicati postumi (Ascension e Meditations credo le eccezioni), tipo Interstellar Space fu pubblicato nel '74 quando anche la seconda ondata free si stava esaurendo (per seconda ondata diciamo che intendo AACM e i primi dischi da leader dei vari Marion Brown, Alan SIlva, Marzette Watts etc), quindi magari se di influenza di COltrane nel free si può parlare, più per i musicisti recenti che per i musicisti a lui coevi, eccetto magari per gente tipo Sanders e la mai troppo lodata Alice Coltrane.

Visto che la mia teoria si basa su di una sola intervista letta appunto diverso tempo fa, mi chiederei se qualcuno sapesse qualcosa di più in merito, ma di solito si cerca sempre di mitizzare il musicista e di tenere nascoste le storie meno positive (a meno che non si tratti di droga o morte), tipo pure che Ornette Coleman si ritirò per 3-4 anni, amareggiato per lo scarso riscontro ottenuto ma anche per mere questioni finanziarie è una cosa di cui si tende sempre a soprassedere nelle varie agiografie jazz.

 

bhe che negli anni 60 i musicisti più radicali fossero poveri in canna è noto e confermato, chi vendeva e faceva i sold out erano ben altri (cannonball adderley, wes montgomery, dave brubeck ...) adesso non so se anche coltrane rientrasse in questo discorso, qualche settimana c'era un documentario con un affollato live in europa del '65, ancora con il quartetto ma pienamente free


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#22 woody

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Inviato 24 July 2017 - 20:33 PM

 

Si sicuramente su questo sono d'accordo, cioè sul fatto che Coltrane era musicista più conosciuto all'epoca dei vari Ornette Coleman (che più o meno nel periodo in cui Coltrane si era dato al free lui si era ritirato appunto perchè non ci campava) o Albert Ayler.
Quindi negli anni a venire Coltrane ha sicuramente ampliato, almeno di un po', l'utenza del free, però è anche vero che a volte a posteriori si rischia di mitizzare un po' troppo un passato non vissuto.
Ricordo un'intervista letta secoli or sono qui sul web, non ricordo chi era l'intervistato, se un collaboratore fisso di Trane o qualche musicista comunque a lui vicino tipo Archie Shepp, comunque lui diceva che gli ultimi due anni di Coltrane dal punto di vista commerciale furono un fiasco assoluto, il pubblico disertava i concerti, Coltrane si trovava a suonare davanti a 10-20 persone a sera, a detta del misterioso intervistato erano concerti bellissimi, ma appunto appannaggio di pochissimi!
Anche la maggior parte dei dischi sono stati pubblicati postumi (Ascension e Meditations credo le eccezioni), tipo Interstellar Space fu pubblicato nel '74 quando anche la seconda ondata free si stava esaurendo (per seconda ondata diciamo che intendo AACM e i primi dischi da leader dei vari Marion Brown, Alan SIlva, Marzette Watts etc), quindi magari se di influenza di COltrane nel free si può parlare, più per i musicisti recenti che per i musicisti a lui coevi, eccetto magari per gente tipo Sanders e la mai troppo lodata Alice Coltrane.

Visto che la mia teoria si basa su di una sola intervista letta appunto diverso tempo fa, mi chiederei se qualcuno sapesse qualcosa di più in merito, ma di solito si cerca sempre di mitizzare il musicista e di tenere nascoste le storie meno positive (a meno che non si tratti di droga o morte), tipo pure che Ornette Coleman si ritirò per 3-4 anni, amareggiato per lo scarso riscontro ottenuto ma anche per mere questioni finanziarie è una cosa di cui si tende sempre a soprassedere nelle varie agiografie jazz.

 

bhe che negli anni 60 i musicisti più radicali fossero poveri in canna è noto e confermato, chi vendeva e faceva i sold out erano ben altri (cannonball adderley, wes montgomery, dave brubeck ...) adesso non so se anche coltrane rientrasse in questo discorso, qualche settimana c'era un documentario con un affollato live in europa del '65, ancora con il quartetto ma pienamente free

 

Si questo è probabile, la formazione era ancora il quartetto, anche se Coltrane stava gradualmente cambiando stile di musica la gente è probabile lo seguisse ancora o non sapesse ancora della svolta. Poi era pure in Europa, della serie, quando uno come Coltrane ti capita vicino a casa non perderlo!
 

Magari non era sempre vero che la gente disertasse i suoi concerti, magari appunto in posti in cui suonava di rado richiamava ancora un discreto numero di persone.


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#23 woody

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Inviato 24 July 2017 - 20:43 PM

Già la fase modale di Coltrane stupì molto. Ricordo un'intervista in cui D'Andrea spiegava di come fosse rimasto affascinato dal modo di suonare di Tyner, assolutamente altro rispetto a quello che lui avesse mai sentito. Comunque sia ribadisco la mia linea di pensiero: Coltrane, pur sfruttando una sintassi non originale, ha creato degli assoluti capolavori. Quella volontà di concentrare il tutto in un assolo pressoché infinito mi sembra la sua peculiarità. Giusto così per gradire: la sua ultima registrazione live conosciuta, The Olatunji Concert citato da Dick Laurent. 34 minuti di musica assolutamente totali, armonicamente complessi, emotivamente sopraffini. Secondo me uno dei veritici degli ultimi 50 anni di musica.

 

Giusto per precisare, a me Coltrane piace più o meno tutto, la sua musica è una spece di continuum di cui ovviamente si preferiscono alcune cose ad altre a seconda dei gusti, ma in linea di massima è valido quasi tutto. Quindi non vorrei che i miei post venissero letti come un tentativo di sminuire la sua musica o di cercare di dimostrare che Coltrane non era così importante come di soltio si dice. Sono un amante del free ma stranamente i miei dischi preferiti di Coltrane sono My Favorite Things, Olè Coltrane e A Love Supreme. Questo comunque a mio avviso non depone tanto a sfavore dei suoi disci free, quanto a favore della sua fase precedente.


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#24 ravel

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Inviato 25 July 2017 - 14:35 PM

però fammi essere gratuitamente polemico: il Coltrane free jazz in realtà non mi sembra abbia rivoluzionato nulla, arrivando ben dopo un sacco di gente. Poi oh, roba come l'Olatunji concert mi piace molto, ma credo che l'influenza di Coltrane sia dovuta soprattutto ad altre cose, più che al suo darsi al free (per quanto ovviamente anche lì ha ispirato parecchi musicisti).

 

Premesso - per quel che vale, cioè niente - che sono piuttosto d'accordo con l'affermazione di dick, oltretutto essendo io molto lontano dalla santificazione a prescindere dell'esperienza del free, che qui è invece dogma di fede, volevo solo fare notare come quel concerto sia inascoltabile, a causa della sua registrazione assai... contrastata, per usare un compassionevole eufemismo.

Non si sente niente che possa consentire un giudizio meditato e dotato di senso artistico.

E' stata una porcheria commerciale pubblicarlo. Di quelle operazioni sempre più frequenti di raschiamenti di fondi di barile.


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"Ciò che l'uomo può essere per l'uomo non si esaurisce in forme comprensibili".
(k. jaspers)

 

Caballero del corazón rojo

 

"L'abbiamo messo là per quella ragione lì".

(s. marchionne)

 


#25 Minkia Wallera

Minkia Wallera

    Torquemada dei poverissimi

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Inviato 25 July 2017 - 15:13 PM

 

però fammi essere gratuitamente polemico: il Coltrane free jazz in realtà non mi sembra abbia rivoluzionato nulla, arrivando ben dopo un sacco di gente. Poi oh, roba come l'Olatunji concert mi piace molto, ma credo che l'influenza di Coltrane sia dovuta soprattutto ad altre cose, più che al suo darsi al free (per quanto ovviamente anche lì ha ispirato parecchi musicisti).

 

Premesso - per quel che vale, cioè niente - che sono piuttosto d'accordo con l'affermazione di dick, oltretutto essendo io molto lontano dalla santificazione a prescindere dell'esperienza del free, che qui è invece dogma di fede, volevo solo fare notare come quel concerto sia inascoltabile, a causa della sua registrazione assai... contrastata, per usare un compassionevole eufemismo.

Non si sente niente che possa consentire un giudizio meditato e dotato di senso artistico.

E' stata una porcheria commerciale pubblicarlo. Di quelle operazioni sempre più frequenti di raschiamenti di fondi di barile.

 

 

:facepalm:


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Bara dei Pupi(ci sei?)

 

"io ho allargato le mani come il Cristo quando si rende conto di una situazione inevitabile".

 

BOY

 

mentre sognavo ricordo di aver pronunciato questa frase:
"nell'era della smania per l'immagine, soffrire d'ansia è obbligo morale"


eppure a cena ho mangiato leggero


#26 woody

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Inviato 25 July 2017 - 18:03 PM

 

 

però fammi essere gratuitamente polemico: il Coltrane free jazz in realtà non mi sembra abbia rivoluzionato nulla, arrivando ben dopo un sacco di gente. Poi oh, roba come l'Olatunji concert mi piace molto, ma credo che l'influenza di Coltrane sia dovuta soprattutto ad altre cose, più che al suo darsi al free (per quanto ovviamente anche lì ha ispirato parecchi musicisti).

 

Premesso - per quel che vale, cioè niente - che sono piuttosto d'accordo con l'affermazione di dick, oltretutto essendo io molto lontano dalla santificazione a prescindere dell'esperienza del free, che qui è invece dogma di fede, volevo solo fare notare come quel concerto sia inascoltabile, a causa della sua registrazione assai... contrastata, per usare un compassionevole eufemismo.

Non si sente niente che possa consentire un giudizio meditato e dotato di senso artistico.

E' stata una porcheria commerciale pubblicarlo. Di quelle operazioni sempre più frequenti di raschiamenti di fondi di barile.

 

 

:facepalm:

 

Beh si sente che è una performance intensa e carica di energia e che poteva in effetti essere una delle migliori tra quelle pubblicate, ma anche secondo me è quasi inascoltabile proprio a livello di qualità audio.


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#27 crocus behemoth

crocus behemoth

    Roadie

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Inviato 02 December 2017 - 18:15 PM

Per i coltraniani segnalo questo documentario uscito ad aprile negli Usa:

https://www.musicoff...u-john-coltrane

 

Tra l’altro tra poco uscirà in blu ray e dvd e (dio sia lodato!) già disponibile su Netflix:

https://www.netflix.com/title/80147403


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Le merendine di quand'ero bambino non torneranno più! I pomeriggi di Maggio!

#28 lazlotoz

lazlotoz

    Classic Rocker

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Inviato 05 December 2017 - 10:20 AM

 

 

Tra l’altro tra poco uscirà in blu ray e dvd e (dio sia lodato!) già disponibile su Netflix:

https://www.netflix.com/title/80147403

 

Visto questo, un po' da vedere per chi è a digiuno di Coltrane. E forse ha il difetto che molti lavori del genere hanno in nuce, la santificazione del protagonista. Appunto sull'apporto al freejazz, come si diceva su: chi vede questo documentario senza saperne nulla capisce che il free jazz è un'invenzione di Coltrane, che nessuno attorno a lui faceva ricerca in tal senso.

Poi va bene eh, io son solo un amante, non un esperto. E Coltrane è uno dei miei preferiti, però ci starebbe di dare delle coordinate migliori per spiegare quel fenomeno del free.

 

Fa ridere che fra gli intervistati ci sia Kamasi, come per nobilitare la figura di Coltrane ai più giovani.

 

 

 

p.s. avete da consigliare altri documentari sul jazz? Anche non solo su Coltrane. 


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#29 crocus behemoth

crocus behemoth

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Inviato 05 December 2017 - 19:45 PM

 

p.s. avete da consigliare altri documentari sul jazz? Anche non solo su Coltrane. 

 

 

of course!

Se ti trovi dalle parti di Milano giovedì 7 dicembre non perderti assolutamente questo:

 

ornettebanner2.png

 

Allo Spazio Oberdan nell'ambito del Filmaker Festival..

Non capita spesso di vederlo in sala .…poi è di Shirley Clarke.

Qualche info qui:

http://www.projectsh...om/ornette.html

https://quinlan.it/2...ade-in-america/


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Le merendine di quand'ero bambino non torneranno più! I pomeriggi di Maggio!

#30 crocus behemoth

crocus behemoth

    Roadie

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Inviato 05 December 2017 - 19:56 PM

Ah, per rimanere in ambito Netflix ti consiglio di vedere questi muy interessanti:

Hi Called Him Morgan

https://www.netflix.com/title/80147988

I retroscena della storia di Lee Morgan con Helen e il suo omicidio

 

What Happened, Miss Simone?

https://www.netflix.com/title/70308063

Forse uno dei migliori documentari in assoluto!

Se interessa l'argomento i tipi de Il Saggiatore hanno pubblicato il libro in italiano:

http://www.ilsaggiat...ed-miss-simone/

 

E poi Nat King Cole:

https://www.netflix.com/title/80164143

 

 

 


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Le merendine di quand'ero bambino non torneranno più! I pomeriggi di Maggio!

#31 Leeeo

Leeeo

    nazi-core

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Inviato 06 December 2017 - 18:13 PM

Visto anch'io. Sinceramente speravo in qualcosa di più approfondito, dato che a grandi linee la storia mi è nota. 

Però belle le foto, belli i colori. E finalmente ho visto che faccia ha Naima.

Sempre a proposito, dato che l'autore compare anche nel video, consiglio caldamente questo

 

41xFrLWKCtL.jpg

 

Bellissimo libro, mangiato in tre serette, con interviste, foto, aneddoti non solo inerenti all'Album in questione ma sull'intera vita di Coltrane.

Si sente proprio, tra le righe, l'ammirazione, la gratitudine, l'affetto dell'autore verso John.


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"Скучно на этом свете, господа!"

RYM RYM RYM

ANOBII ANOBII


#32 Bernardus

Bernardus

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Inviato 07 December 2017 - 19:58 PM

Beh, nella biografia di Robin D.G. Kelley dal titolo esplicativo "Monk" emergono alcune riflesisoni importanti, nell'ambito del free ovviamente. Gira e rigira la frittata, Coleman in persona afferma che sia stato Monk dal suo punto di vista il primo musicita free della storia. Lungi da me tornare sul dibattito odioso su chi abbia inventato cosa, mi pare però un dato da considerare. Senza contare che lo stesso Monk vedendo Coleman in concerto esclama "Fa roba che io suonavo venticinque anni fa, solo che non ci facevo sopra un intero disco". 

 

Questa è una premessa, perchè detto ciò vorrei soffermarmi sull'importanza capitale che Monk abbia avuto nella vita artistica di Coltrane. Lo stesso Trane andava di prima mattina a svegliare Thelonious per farsi dare lezioni di armonia. Possiamo dire, come poi può essere(perchè Coltrane era onnivoro culturalmente, non solo musicalmente parlando) che non fosse certo estraneo alla musica di Coleman. Io credo però che dalla sua collaborazione con Monk nascano le prime volontà di andare oltre i binari stabiliti della musica tonale e modale. 


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#33 dick laurent

dick laurent

    ...

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Inviato 07 December 2017 - 21:48 PM

Beh, nella biografia di Robin D.G. Kelley dal titolo esplicativo "Monk" emergono alcune riflesisoni importanti, nell'ambito del free ovviamente. Gira e rigira la frittata, Coleman in persona afferma che sia stato Monk dal suo punto di vista il primo musicita free della storia. Lungi da me tornare sul dibattito odioso su chi abbia inventato cosa, mi pare però un dato da considerare. Senza contare che lo stesso Monk vedendo Coleman in concerto esclama "Fa roba che io suonavo venticinque anni fa, solo che non ci facevo sopra un intero disco". 

 

Questa è una premessa, perchè detto ciò vorrei soffermarmi sull'importanza capitale che Monk abbia avuto nella vita artistica di Coltrane. Lo stesso Trane andava di prima mattina a svegliare Thelonious per farsi dare lezioni di armonia. Possiamo dire, come poi può essere(perchè Coltrane era onnivoro culturalmente, non solo musicalmente parlando) che non fosse certo estraneo alla musica di Coleman. Io credo però che dalla sua collaborazione con Monk nascano le prime volontà di andare oltre i binari stabiliti della musica tonale e modale. 

 

 

 

guarda non so cosa suonasse Monk per i fatti suoi ma per quanto riguarda i dischi la sua musica estremamente strutturata e complessa mi sembra l'antitesi del free, che invece andava una direzione dove la struttura contava molto meno. 


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