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Scappa - Get Out (Peele, 2017)


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24 replies to this topic

#21 cinemaniaco

cinemaniaco

    Classic Rocker

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Inviato 08 dicembre 2017 - 18:19

per essere un esordio alla regia a me sembra di tutto rispetto, mostra una personalità che raramente si trova negli horror mainstream. rinverdisce un filone abbastanza sparito negli ultimi decenni, cioè il cosiddetto "horror sociale". ma non nasconde debiti con la fantascienza paranoica (rigorosamente di serie b) degli anni 50, 60 e 70. non è un caso che faccia venire in mente pure carpenter, che con film come essi vivono si rifà proprio a quell'immaginario

poi è vero, ci sono degli scarti di tono parecchio bruschi. non parlo tanto dei momenti comici, che in verità ho trovato gustosi e politicamente scorrettissimi (il dialogo su dahmer è bellissimo asd ), quanto semmai nel finale, quando improvvisamente si trasforma in una mattanza. per come era stato costruito il film e per come era stato disegnato il personaggio, l'ho trovata una soluzione un po' "facile" ed anche ingiustificata. mi aspettavo un finale diverso e più cattivo

perché la radiografia che fa dell'america è davvero cattiva e spietata. riesce a rispecchiare bene il momento di transizione in cui è uscito, il passaggio dall'epoca obama a quella trump. e il suo bersaglio non sono i suprematisti bianchi dell'alt-right - in effetti sarebbe stato troppo scontato ... o è ancora troppo presto? - ma la borghesia liberal bianca che orgogliosamente rivendica di aver votato obama ("se si fosse candidato una terza volta, lo avrei rivotato" confessa il padre della fidanzata a chris) ma poi nei fatti esprime lo stesso razzismo del bifolco di paese, filtrato però da quegli imbarazzanti atteggiamenti dettati dall'ipocrita politicamente corretto (l'utilizzo dello slang afroamericano per entrare in "empatia"... che ricorda gli aristocratici dell'età vittoriana che compativano le prostitute chiamandole "sventurate"... del resto il background culturale è lo stesso: il puritanesimo... o i riferimenti allo sport e alle celebrità black), atteggiamenti che il film mostra e mette alla berlina con una precisione da trattato sociologico. possiamo in fondo inserirlo nel filone del revisionismo obamiano di questi anni, però da sponda afroamericana, che è qualcosa di inedito e che ci dice molto sull'america. un paese forse mai diviso come oggi, dove la pacificazione sembra impossibile e il malcontento è generale
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#22 gwoemul

gwoemul

    Roadie

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Inviato 07 marzo 2018 - 20:39

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#23 Harry Caul

Harry Caul

    se ci dice bene finiamo nella merda

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Inviato 05 febbraio 2019 - 08:58

Visto ieri, ok, sopravvalutato, ok un risultato al box office sin troppo lusinghiero (ma se un film costato 5 milioni ne incassa 150 io sinceramente son contento, magari vuol dire che la Marvel non ci ha fritto del tutto il cervello), ok premi e candidature esagerate ma aldilà di tutto rimane un buon film.

E' praticamente un rifacimento black de La Fabbrica delle Mogli, la prima parte in cui mischia satira (a tratti anche abbastanza feroce) e tensione sotterranea è molto riuscita e fila via liscia che è un piacere, poi va beh lo scioglimento del mistero è sicuramente macchinoso e la parte horror molto, troppo educata ma in ogni caso il regista non perde quasi mai il bandolo della matassa e riesce a portare a casa un prodotto tutto sommato riuscito e intrigante.

Un plauso a Daniel Kaluuya, probabilmente l'unica nomination veramente meritata, se il film è credibile e funziona gran parte è merito suo.

Per me è un 6,5.


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#24 Fox la testa parlante

Fox la testa parlante

    The key to joy is disobedience

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Inviato 05 febbraio 2019 - 14:45

Una delusione. Efficace (non epocale) la parte iniziale, con il suo ritratto - a dire il vero più realistico che satirico- della borghesia liberal (impeccabile cinemaniaco).

Davvero poca cosa dalla rivelazione della vera natura della famiglia Armitage in poi, con una lunga serie di trovate (che non starò a elencare per non passare per pedante) che mettono alla prova in ogni modo possibile la sospensione dell'incredulità e l'intelligenza dello spettatore: in questo senso quasi offensiva la spiegazione data al protagonista prigioniero da uno schermo televisivo, classico espediente per illustrare per bene le cose al pubblico con un sussidiario narrativo che ci riporta subito con la memoria ai banchi della scuola elementare (e per di più con un aggancio alla trama clamorosamente pretestuoso).

L'insignificanza della regia unita ai continui cambi di registro disperde qualunque tensione, anche se le divagazioni comiche strappano qualche risata. Anche io mi sarei aspettato un finale più cattivo e disperato, che sarebbe stato persino scontato (e d'altronde aveva fatto già tutto Romero). Anzi, visto il genere forse è l'happy ending ad essere paradossalmente sorprendente.


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#25 Harry Caul

Harry Caul

    se ci dice bene finiamo nella merda

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Inviato 05 febbraio 2019 - 14:59

Se lo guardi come il capolavoro che è stato spacciato in America la delusione è abbastanza inevitabile, se lo guardi come B movie con qualcosa da dire però è piuttosto gustoso secondo me, manca della visionarietà e probabilmente anche della perizia tecnica per mettere su una seconda parte horror di livello ma alla fine centra comunque i bersagli che si era prefisso.


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