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Andrea Scanzi


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290 replies to this topic

#261 paloz

paloz

    Poo-tee-weet?

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Inviato 20 maggio 2021 - 12:49

Dietro questo continuo auto-incensamento / sciacallaggio si nasconde, con ogni evidenza, la consapevolezza di essere una nullità assoluta.


  • 1

esoteros

 

I have spoken softly, gone my ways softly, all my days, as behoves one who has nothing to say, nowhere to go, and so nothing to gain by being seen or heard.

 

(Samuel Beckett, Malone Dies)


#262 Sandor

Sandor

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Inviato 20 maggio 2021 - 13:39

Dietro questo continuo auto-incensamento / sciacallaggio si nasconde, con ogni evidenza, la consapevolezza di essere una nullità assoluta.

Fa parte anche del personaggio alla ricerca disperata di click e noi stupidi che ci caschiamo.

Magari lo sopravvaluto ed è solo scemo.


  • 0

#263 Trespassive-aggressive

Trespassive-aggressive

    Strawberry Switchblade

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Inviato 20 giugno 2021 - 18:43

Oggi pomeriggio mentre prendevo un caffè, una signora distinta col nipotino mi chiede un paio di indicazioni. Gliele dò e ci inchiacchieriamo, sembra una persona molto gradevole e a modo. Nel parlare scopro che è di Arezzo, quindi le chiedo: "Ah la città di Scanzi, per curiosità com'è visto in città?"
Risposta: "È un povero coglione pieno di sè, che si inventa pure gli aneddoti sui personaggi famosi".
:wub:
  • 5

#264 simon

simon

    Scaruffiano

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Inviato 20 giugno 2021 - 20:34

Oggi pomeriggio mentre prendevo un caffè, una signora distinta col nipotino mi chiede un paio di indicazioni. Gliele dò e ci inchiacchieriamo, sembra una persona molto gradevole e a modo. Nel parlare scopro che è di Arezzo, quindi le chiedo: "Ah la città di Scanzi, per curiosità com'è visto in città?"
Risposta: "È un povero coglione pieno di sè, che si inventa pure gli aneddoti sui personaggi famosi".
:wub:

 

SCANZI me lo ricordo alcuni anni fa, ospite praticamente fisso della GRUBER. Un ragazzetto esile che andava dall'estetista almeno tre volte al mese. Autore di teatro, opinionista politico, non discuteva mai con l'antagonista di turno, ma sapeva mettere del veleno su ogni cosa. Dalle ragazzine che si prostituivano per l'allora Presidente del Coniglio SILVIO BERLUSCONI, sul terrorismo griffato ISIS e sguazzava parole mordaci sul cinema. Un tuttofare che stringi stringi non ha concluso niente, è affondato come la velleità anarchica del movimento cinque stelle.

 

Fossili che il flusso catodico si sono già ingoiati, strozzandone l'alterigia. Ma la televisione è sorpassata, il mondo è internet.


  • 0

„Non si può che confermarsi 'stranieri nella propria lingua'. Il plurilinguismo (crogiuolo di idioletti, arcaismi, neologismi di che trabocca il poema) è il contrario d'una accademia di scuola interpreti. È 'Nomadismo': divagazione, digressione, chiosa, plurivalenza, ecc. Il testo intentato è (deve essere) smentito, travolto dall'atto, cioè de-pensato.“

CARMELO BENE
 

 

 


#265 Twin アメ

Twin アメ

    pendolare pre post attilio lombardo

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Inviato 20 giugno 2021 - 21:03

 

 

Ma la televisione è sorpassata, il mondo è internet.

 

Schermata-2021-01-18-alle-10.27.46.jpg


  • 2

“Era un animale difficile da decifrare, il gigante di Makarska, con quella faccia da serial killer e i piedi in grado di inventare un calcio troppo tecnico per essere stato partorito da un corpo così arrogante." (Marco Gaetani  - UU)

 


#266 barun barun

barun barun

    why don't it all just burn away?

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Inviato 20 giugno 2021 - 22:17

Presidente del Coniglio è voluta, nevvero?
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#267 simon

simon

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Inviato 20 giugno 2021 - 23:13

Presidente del Coniglio è voluta, nevvero?

 

ovvio


  • 0

„Non si può che confermarsi 'stranieri nella propria lingua'. Il plurilinguismo (crogiuolo di idioletti, arcaismi, neologismi di che trabocca il poema) è il contrario d'una accademia di scuola interpreti. È 'Nomadismo': divagazione, digressione, chiosa, plurivalenza, ecc. Il testo intentato è (deve essere) smentito, travolto dall'atto, cioè de-pensato.“

CARMELO BENE
 

 

 


#268 razzledazzle

razzledazzle

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Inviato 28 giugno 2021 - 11:38

«Quella dose spettava ad altri, ma non c’è reato»: la procura chiede l’archiviazione per il caso del vaccino a Scanzi
 
 
 
La procura di Arezzo ha chiesto l’archiviazione per il caso del vaccino somministrato al giornalista aretino Andrea Scanzi, vicenda di marzo per cui venne criticato per ‘aver saltato la fila’. Stando alle conclusioni del pm Marco Dioni, Scanzi non rientrava in alcuna categoria vaccinale di quel momento e dunque non aveva diritto ad anticipare la somministrazione. Tuttavia, dal punto di vista giuridico-legale, per la procura non si configura alcun reato nella condotta del giornalista. In virtù, viene spiegato, della riforma del reato di abuso d’ufficio, ipotesi su cui lavorava la procura, tale fattispecie penale non si è configurata.
 
 
Perché non è reato
Perché vi sia reato di abuso di ufficio nella condotta di Scanzi, è stato ancora spiegato alla procura di Arezzo, occorre che la violazione sia a una legge o a un regolamento, cosa che per il pm Dioni non è accaduta in questo episodio. Dunque, sottolineano dalla procura, anche se eticamente il gesto può da taluni essere considerato censurabile, dal punto di vista giuridico non è penalmente perseguibile. Il 22 marzo scorso Scanzi aveva raccontato sui social di aver ricevuto il vaccino come ‘riservista’ e in qualità di caregiver familiare dei genitori. La procura di Arezzo, città dove gli fu fatto il vaccino, aprì un fascicolo. In questi mesi sono stati ascoltati i principali responsabili del servizio della Asl. Ora la richiesta di archiviazione.
 
 
La versione di Scanzi
A marzo Scanzi aveva dato sui social la propria versione dei fatti: «Dopo l’ordinanza del generale Figliuolo che ribadiva di dover usare a fine giornata tutte le dosi di vaccino a qualsiasi costo e di non sprecarne neanche mezza, ho detto al mio medico di base che se fosse avanzata una dose a fine giornata io c’ero, senza scavalcare nessuno. E sono stato inserito nella lista dei panchinari. Una lista che a dire il vero esisteva anche prima dell’ordinanza di Figliuolo, ma che era meramente verbale. Per meglio dire, tu lo dicevi al tuo medico di base che, se ti reputava idoneo, segnalava il tuo nome al responsabile del piano vaccinale. Nel mio caso, essendo figlio unico ed essendo ritenuto da Asl “caregiver familiare” avendo due genitori nella categoria “fragili”, avrei comunque potuto vaccinarmi grazie a un’ordinanza regionale fortemente voluta anche dall’ottimo Iacopo Melio. Ma mi sono comunque – e oserei dire soprattutto – iscritto anche nella lista, fino a ieri “solo” verbale e non online, dei panchinari del vaccino».

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#269 Trespassive-aggressive

Trespassive-aggressive

    Strawberry Switchblade

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Inviato 09 luglio 2021 - 08:08

Il nostro Casto Divo ( :wub: ) si immola per noi contro la bestia Scanzi:

 

IMMANUEL.jpg


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#270 blackwater

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Inviato 12 settembre 2021 - 10:00

(Per un'esperienza corretta e appropriata dei cimiteri)
 
 
 
Va bene tutto, Morgan, o facciamo finta che sia così.
 
Passi il fatto che, ormai irrimediabilmente, hai voluto dissipare un talento non certo accecante come qualcuno diceva, ma certo esistente. Passino tutte le tue provocazioni stanche a favor di telecamera. Le tue frignate economiche. Le tue interviste da Frank Zappa ipotetico. La tua telenovela sfrangiapalle con Asia Argento (avessi detto Grace Kelly). Il tuo malinconico duettare con Sgarbi (porannoi). Passi quella volta in cui, durante lo storico monologo di Luttazzi da Santoro undici anni fa, facesti il giullare coi baffi finti per rubare colpevolmente la scena. Passi quell’altra volta in cui, al festival Gaber, salisti sul palco durante il set di Fossati e le sbagliasti tutte come neanche Raducioiu sotto porta e sott’acido. Passi la pantomima vile e scorretta contro Bugo a Sanremo. Le ospitate mosce dalla D’Urso. La resa artistica che, dopo il tuo primo ottimo disco solista e dunque ormai da sette secoli o giù di lì, è qualitativamente paragonabile a un unplugged minore di Gigi lo Zozzo a Spoiano. 
 
Passi anche il fatto che potevi essere un grande artista, e ti sei accontentato del ruolo (provvisorio) di miglior valletto della Ventura. Va bene tutto. Ognuno, di sé, fa quel che vuole e quel che può. Va bene tutto.
 
Ma non va bene, ed anzi mi fa un po’ schifo, quello che hai fatto ieri a Franco Battiato. Un artista enorme, di cui eri amico, che ti voleva bene, a cui volevi bene e che ti ha aiutato in ogni modo. Hai pubblicato la foto della sua lapide, violando il desiderio di privacy suo e della famiglia, e ti sei pure permesso di sindacare malamente su quel che c’è scritto. Il tuo comportamento è stato francamente osceno. Hai mancato di rispetto. E pure di intelletto.
 
In primo luogo, quella foto non andava pubblicata. E non perché non si pubblichino a prescindere le foto di lapidi: l’ho fatto anch’io, laddove pubbliche. Con Gaber, con Pino Daniele: sono tombe “libere” ed è doveroso omaggiare i maestri. Quella di Battiato non è una tomba “libera”. È protetta da un cancello con chiave e se ne sta “nascosta” nella cappella di famiglia. Il funerale è stato privato e la famiglia non ha voluto gridare al mondo dove riposa Battiato. Il loro desiderio di intimità è evidente. Perché rendere pubblico quello scatto? Chi sei tu per violare quel desiderio? 
 
Ma tu hai fatto di peggio. Prima di tutto, nel tuo post su Instagram, hai esordito così: “Morgan chiede”. Hai usato la terza persona come se Morgan fosse un altro, quasi denotando involontariamente un inquietante (e certo inesistente) dissesto psichiatrico. Ma “Morgan chiede” cosa, se Morgan sei tu? Chiede COSA? E poi, esattamente, chi cavolo sei tu per “chiedere”?
 
Sì, perché tu, dall’alto onestamente di non so che, hai chiesto che sulla lapide (di Battiato: mica la tua) ci venga scritto quel che vuoi tu. “Morgan chiede”: sì, chiede stocazzo. Ecco cosa chiede. Hai detto che non ti piace che il cognome sia scritto prima del nome (son problemi grossi) e hai sentenziato che ti piace ancor meno che il nome scritto sulla lapide sia “Francesco” e non “Franco”. Ti stupisci pure che fosse quello il suo vero nome: non lo sapevi. E anche questo è avvilente, perché essere stati amici di Battiato senza sapere come si chiamasse è notevole. Lo sapevano anche i muri e fu Gaber, suo grande amico, a consigliargli a inizio carriera di firmarsi “Franco”, perché funzionava di più rispetto a “Francesco”. Studia ogni tanto, Morgan, invece di perder tempo a giocare da quarant’anni allo Stockhausen di questa fava.
 
Nella tua filippica di inaudita maleducazione etica e morale, hai persino fatto di peggio. Sei infatti arrivato a chiedere che sulla lapide ci venga al più presto scritto “Franco Battiato”, perché è così che lo conosceva il pubblico. Per ribadire ciò, con la consueta logorrea distopica di un daino lesso (ops), hai ricordato che anche David Bowie è stato sepolto come David Bowie (benchéosse un altro il suo vero nome). E quindi? Ti rendi conto della “violenza” distorta della tua tesi? 
 
Secondo te un artista non è libero neanche dopo la morte di essere se stesso e di fare quel che vuole, perché deve sottostare al desiderio vincolante e totalizzante dei fans? L’artista, quindi, è per te proprietà esclusiva del pubblico? Tesi orrenda e al contempo curiosa, per un iconoclasta (apparente) come te. Cosa facciamo, Morgan, già che ci siamo dotiamo la cappella della famiglia Battiato di altoparlanti che irradino ogni giorno Centro di gravità permanente, così i fan saranno felici e non si sentiranno delusi? E magari, già che ci siamo, la foto da mettere sulla lapide (che ancora non c’è, ma che ti garantisco sarà bellissima) la facciamo scegliere ai fans attraverso una bella votazione su Instagram? Oppure ci costruiamo un avvincente talent televisivo, magari con te in giuria, una roba tipo “X Factor Lapide Edition”?
Ti rendi anche solo vagamente conto delle immani sciocchezze che ciclicamente spari da decenni, Morgan? Dio santo, adesso le spari pure sugli amici. Sugli amici! Sui maestri. Sui padri putativi. Ma ce la fai a stare zitto? Ti è sorto il vago dubbio che forse sulla lapide c’è scritto quel nome perché era Battiato a volerlo? Oppure, secondo te, è la famiglia che ne sta tradendo le indicazioni, mentre tu e solo tu sei il depositario del suo volere?
 
Sono allibito di fronte alla tua mancanza di tatto e decoro minimo, Morgan. Allibito. E lo sono perché, due settimane fa, ho visitato proprio la cappella di famiglia di Battiato. Ero dalle sue parti in tour e ho chiesto al fratello se fosse possibile salutare Franco. Il fratello è stato gentilissimo. È venuto apposta un suo caro amico perché ciò fosse possibile (il fratello non era in quel momento in Italia). L’amico ha aperto la cappella; la mia compagna ed io abbiamo ascoltato i suoi aneddoti. Avevamo gli occhi lucidi, eravamo commossi e siamo ancora provati da quelle visita. L’aura che emanava dalla sua lapide mi è parsa e ci è parsa enorme. Un’enormità che esige anzitutto affetto, pudore e rispetto.
 
Tu, invece, da un simile momento così intimo hai tratto spunto per tirar su una polemica becera e sterile, irrispettosa e vuota, con l’unico intento di avere te come protagonista. Posso dirtelo con l’affetto che meriti? Ma vaffanculo, caro Castoldi Marco in (poca) arte Morgan. E vacci senza passare dal via.
Buona vita.

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#271 woody

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Inviato 12 settembre 2021 - 11:22

Mentre lo leggevo pensavo che ha ragione e fondamentalmente ce l'ha. Però è pure vero che un giornalista adulto e serio se ne sarebbe potuto fregare della questione che va poco al di là del gossip e evitare proprio di ricavarne un articolo.
Ma la cosa brutta è tutta la prima parte, perchè tutta questa cattiveria nel denigrare Morgan? tutta questa analisi spietata per dimostrarci che Morgan è un idiota e quindi Scanzi non può che avere ragione. Poi ripeto, sono pure d'accordo sulle sue critiche, ma un professionista/essere umano di 50 anni circa, se fosse soddisfatto di se stesso e del suo operato, perderebbe gran parte del suo tempo a vomitare rabbia a destra e a manca?


  • 2

#272 paloz

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Inviato 12 settembre 2021 - 21:20

Ma infatti sta sconfinando nettamente nella maschera tragica, non è più semplice mitomania. C'è una disperazione di fondo in questo tentativo di portare giustizia morale attraverso l'insulto: è dissennato, follemente rabbioso anche laddove potrebbe avere una ragione di fondo.


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#273 Trespassive-aggressive

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Inviato 12 settembre 2021 - 21:41

Io mi stupisco (e sono quasi affascinato) della quantità di tempo che ha a disposizione, nonostante faccia (o dica di fare) ottocento cose: sotto ogni suo post, si mette a rispondere (spesso piccato) a decine di messaggi di suoi followers/haters.
Da un lato è ammirevole che voglia interagire con chi lo segue, dall'altro mi dà l'idea di avere un preoccupante complesso di inferiorità nel voler sempre rimarcare la sua superiorità. Oltre ad una vita di merda.
Sbaglierò, ma fatico a comprendere quando persone stimate e di successo, invece di vivere più serenamente, reagiscono e scrivono sempre con quel tono rabbioso da insoddisfatti cronici.
Scanzi è un esempio. Ma vedo esempi simili nella vita di tutti i giorni. Pure sul web..
  • 1

#274 bluetrain

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Inviato 13 settembre 2021 - 08:20

 

(Per un'esperienza corretta e appropriata dei cimiteri)
 
 
 
Va bene tutto, Morgan, o facciamo finta che sia così.
 
Passi il fatto che, ormai irrimediabilmente, hai voluto dissipare un talento non certo accecante come qualcuno diceva, ma certo esistente. Passino tutte le tue provocazioni stanche a favor di telecamera. Le tue frignate economiche. Le tue interviste da Frank Zappa ipotetico. La tua telenovela sfrangiapalle con Asia Argento (avessi detto Grace Kelly). Il tuo malinconico duettare con Sgarbi (porannoi). Passi quella volta in cui, durante lo storico monologo di Luttazzi da Santoro undici anni fa, facesti il giullare coi baffi finti per rubare colpevolmente la scena. Passi quell’altra volta in cui, al festival Gaber, salisti sul palco durante il set di Fossati e le sbagliasti tutte come neanche Raducioiu sotto porta e sott’acido. Passi la pantomima vile e scorretta contro Bugo a Sanremo. Le ospitate mosce dalla D’Urso. La resa artistica che, dopo il tuo primo ottimo disco solista e dunque ormai da sette secoli o giù di lì, è qualitativamente paragonabile a un unplugged minore di Gigi lo Zozzo a Spoiano. 
 
Passi anche il fatto che potevi essere un grande artista, e ti sei accontentato del ruolo (provvisorio) di miglior valletto della Ventura. Va bene tutto. Ognuno, di sé, fa quel che vuole e quel che può. Va bene tutto.
 
Ma non va bene, ed anzi mi fa un po’ schifo, quello che hai fatto ieri a Franco Battiato. Un artista enorme, di cui eri amico, che ti voleva bene, a cui volevi bene e che ti ha aiutato in ogni modo. Hai pubblicato la foto della sua lapide, violando il desiderio di privacy suo e della famiglia, e ti sei pure permesso di sindacare malamente su quel che c’è scritto. Il tuo comportamento è stato francamente osceno. Hai mancato di rispetto. E pure di intelletto.
 
In primo luogo, quella foto non andava pubblicata. E non perché non si pubblichino a prescindere le foto di lapidi: l’ho fatto anch’io, laddove pubbliche. Con Gaber, con Pino Daniele: sono tombe “libere” ed è doveroso omaggiare i maestri. Quella di Battiato non è una tomba “libera”. È protetta da un cancello con chiave e se ne sta “nascosta” nella cappella di famiglia. Il funerale è stato privato e la famiglia non ha voluto gridare al mondo dove riposa Battiato. Il loro desiderio di intimità è evidente. Perché rendere pubblico quello scatto? Chi sei tu per violare quel desiderio? 
 
Ma tu hai fatto di peggio. Prima di tutto, nel tuo post su Instagram, hai esordito così: “Morgan chiede”. Hai usato la terza persona come se Morgan fosse un altro, quasi denotando involontariamente un inquietante (e certo inesistente) dissesto psichiatrico. Ma “Morgan chiede” cosa, se Morgan sei tu? Chiede COSA? E poi, esattamente, chi cavolo sei tu per “chiedere”?
 
Sì, perché tu, dall’alto onestamente di non so che, hai chiesto che sulla lapide (di Battiato: mica la tua) ci venga scritto quel che vuoi tu. “Morgan chiede”: sì, chiede stocazzo. Ecco cosa chiede. Hai detto che non ti piace che il cognome sia scritto prima del nome (son problemi grossi) e hai sentenziato che ti piace ancor meno che il nome scritto sulla lapide sia “Francesco” e non “Franco”. Ti stupisci pure che fosse quello il suo vero nome: non lo sapevi. E anche questo è avvilente, perché essere stati amici di Battiato senza sapere come si chiamasse è notevole. Lo sapevano anche i muri e fu Gaber, suo grande amico, a consigliargli a inizio carriera di firmarsi “Franco”, perché funzionava di più rispetto a “Francesco”. Studia ogni tanto, Morgan, invece di perder tempo a giocare da quarant’anni allo Stockhausen di questa fava.
 
Nella tua filippica di inaudita maleducazione etica e morale, hai persino fatto di peggio. Sei infatti arrivato a chiedere che sulla lapide ci venga al più presto scritto “Franco Battiato”, perché è così che lo conosceva il pubblico. Per ribadire ciò, con la consueta logorrea distopica di un daino lesso (ops), hai ricordato che anche David Bowie è stato sepolto come David Bowie (benchéosse un altro il suo vero nome). E quindi? Ti rendi conto della “violenza” distorta della tua tesi? 
 
Secondo te un artista non è libero neanche dopo la morte di essere se stesso e di fare quel che vuole, perché deve sottostare al desiderio vincolante e totalizzante dei fans? L’artista, quindi, è per te proprietà esclusiva del pubblico? Tesi orrenda e al contempo curiosa, per un iconoclasta (apparente) come te. Cosa facciamo, Morgan, già che ci siamo dotiamo la cappella della famiglia Battiato di altoparlanti che irradino ogni giorno Centro di gravità permanente, così i fan saranno felici e non si sentiranno delusi? E magari, già che ci siamo, la foto da mettere sulla lapide (che ancora non c’è, ma che ti garantisco sarà bellissima) la facciamo scegliere ai fans attraverso una bella votazione su Instagram? Oppure ci costruiamo un avvincente talent televisivo, magari con te in giuria, una roba tipo “X Factor Lapide Edition”?
Ti rendi anche solo vagamente conto delle immani sciocchezze che ciclicamente spari da decenni, Morgan? Dio santo, adesso le spari pure sugli amici. Sugli amici! Sui maestri. Sui padri putativi. Ma ce la fai a stare zitto? Ti è sorto il vago dubbio che forse sulla lapide c’è scritto quel nome perché era Battiato a volerlo? Oppure, secondo te, è la famiglia che ne sta tradendo le indicazioni, mentre tu e solo tu sei il depositario del suo volere?
 
Sono allibito di fronte alla tua mancanza di tatto e decoro minimo, Morgan. Allibito. E lo sono perché, due settimane fa, ho visitato proprio la cappella di famiglia di Battiato. Ero dalle sue parti in tour e ho chiesto al fratello se fosse possibile salutare Franco. Il fratello è stato gentilissimo. È venuto apposta un suo caro amico perché ciò fosse possibile (il fratello non era in quel momento in Italia). L’amico ha aperto la cappella; la mia compagna ed io abbiamo ascoltato i suoi aneddoti. Avevamo gli occhi lucidi, eravamo commossi e siamo ancora provati da quelle visita. L’aura che emanava dalla sua lapide mi è parsa e ci è parsa enorme. Un’enormità che esige anzitutto affetto, pudore e rispetto.
 
Tu, invece, da un simile momento così intimo hai tratto spunto per tirar su una polemica becera e sterile, irrispettosa e vuota, con l’unico intento di avere te come protagonista. Posso dirtelo con l’affetto che meriti? Ma vaffanculo, caro Castoldi Marco in (poca) arte Morgan. E vacci senza passare dal via.
Buona vita.

 

 

Ahahah, tutto sto cinema moralistico per poter sottolineare che anche lui - tiè! - ha visitato il sepolcro segretissimo di Battiato. 


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#275 ucca

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Inviato 13 settembre 2021 - 08:26

Nonostante fosse in tour. Come uno dei led zeppelin o degli U2, ha trovato un ritaglio di tempo
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www.crm-music.com

 

Mettere su un gruppo anarcho wave a 40 anni.


#276 blackwater

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Inviato 21 settembre 2021 - 21:32

Schermata-2021-09-21-alle-23-04-21.png

 

 

Oggi compie 70 anni uno dei più più grandi artisti italiani: Ivano Fossati.
La foto è di due o tre vite fa. Anno 2004. Ero a casa sua e stavamo lavorando a un libro insieme: “Il volatore”. La storia della sua vita. Uscì per Giunti e lo si trova ancora.
Ivano è un genio. Ha scritto cose pazzesche, ininterrottamente, dall’inizio alla fine. Musicista dotatissimo, e questo non sempre capita nella pur gloriosa storia dei cantautori italiani. Infatti Ivano si è sempre sentito più musicista che cantautore, non amando mai granché essere etichettato come appartenente alla “canzone d’autore”.
Ha scritto almeno 50 canzoni di inaudita bellezza. Fino a Lampo viaggiatore non ha sbagliato niente, ma proprio niente, e pure dopo ha mantenuto un livello oggi impensabile. Essendo perfezionista, e al contempo innamorato della vita, ha smesso (di fare dischi solisti e concerti, non certo di scrivere e suonare) quando era ancora all’apice. Nessuno ha avuto il coraggio di farlo. Non in Italia.
Dischi come La mia banda suona il rock, Le città di frontiera, 700 giorni, La pianta del té, Discanto, Lindbergh, i due live del 1993, Lampo viaggiatore sono inauditi. Ma per me, di lui, è smisuratamente inaudito tutto. E dal vivo era puntualmente dirompente.
Insieme ci siamo divertiti, parecchio, e ogni tanto abbiamo scazzato (ma poco). Ivano è un uomo corretto, sincero, esigente, ironico e meraviglioso. Che mi è stato vicino, sempre mille vite fa, in momenti non facili. Mi aveva predetto tutto, o quasi, della mia vita. E lo ringrazio (ogni volta che ci sentiamo e vediamo) anche per questo.
Gli voglio bene. Gli sarò sempre amico. Gli sarò sempre debitore.
Tanti auguri, grande Ivano.

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... sei solo chiacchiere e Baraghini 

 


#277 pooneil

pooneil

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Inviato 22 settembre 2021 - 07:30

pregusto già il post che farà in occasione della morte di Gabriel Omar Batistuta.


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#278 simon

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    Scaruffiano

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Inviato 22 settembre 2021 - 08:18

 

Schermata-2021-09-21-alle-23-04-21.png

 

 

Oggi compie 70 anni uno dei più più grandi artisti italiani: Ivano Fossati.
La foto è di due o tre vite fa. Anno 2004. Ero a casa sua e stavamo lavorando a un libro insieme: “Il volatore”. La storia della sua vita. Uscì per Giunti e lo si trova ancora.
Ivano è un genio. Ha scritto cose pazzesche, ininterrottamente, dall’inizio alla fine. Musicista dotatissimo, e questo non sempre capita nella pur gloriosa storia dei cantautori italiani. Infatti Ivano si è sempre sentito più musicista che cantautore, non amando mai granché essere etichettato come appartenente alla “canzone d’autore”.
Ha scritto almeno 50 canzoni di inaudita bellezza. Fino a Lampo viaggiatore non ha sbagliato niente, ma proprio niente, e pure dopo ha mantenuto un livello oggi impensabile. Essendo perfezionista, e al contempo innamorato della vita, ha smesso (di fare dischi solisti e concerti, non certo di scrivere e suonare) quando era ancora all’apice. Nessuno ha avuto il coraggio di farlo. Non in Italia.
Dischi come La mia banda suona il rock, Le città di frontiera, 700 giorni, La pianta del té, Discanto, Lindbergh, i due live del 1993, Lampo viaggiatore sono inauditi. Ma per me, di lui, è smisuratamente inaudito tutto. E dal vivo era puntualmente dirompente.
Insieme ci siamo divertiti, parecchio, e ogni tanto abbiamo scazzato (ma poco). Ivano è un uomo corretto, sincero, esigente, ironico e meraviglioso. Che mi è stato vicino, sempre mille vite fa, in momenti non facili. Mi aveva predetto tutto, o quasi, della mia vita. E lo ringrazio (ogni volta che ci sentiamo e vediamo) anche per questo.
Gli voglio bene. Gli sarò sempre amico. Gli sarò sempre debitore.
Tanti auguri, grande Ivano.

 

 

 

 

Sono le nove e mezza del mattino ed ho passato una notte molto complicata: quello che sto facendo si chiama lavoro ed ha ragione mio padre quando guardandomi con estrema pietà e ammirazione mi ripete sempre la stessa frase: "è meglio un lavoro manuale che uno che ti spacca la testa".

 

Verso le tre del mattino (non ho il telefono cellulare cibernetico, chiederò ad una amica di documentare il mio studio-soggiorno, la camera da letto-libri etc.) avevo tirato giù uno schema che mi ha portato letteralmente in Paradiso: pochi minuti dopo sono crollato davanti alla mia incapacità tecnica nell'affrontare la geometria post euclidea dal punto di vista epistemologico (Voglio superare tutti i limiti). Risultato: una sorta di micro-depressione, il cervello contratto e l'immobilismo dentro il letto pensando ai miei due gatti e alla mia adorata Lola.

 

Sono sveglio ma sono un zombie, forse fra quattordici ore ritornerò in forma, intanto mi sto scaricando la Chiesa di Soavi edizione extra-lusso e.. e... ritorniamo al post.

 

Questo ragazzetto della televisione italiana che si allarga al teatro alla meta meta-scrittura parodiando l'intertestualità di una famosa filosofa tuttologa di origini bulgare senza averne il clitoride e le palle mi sembra che stia trasformando l'aforisma, l'allegorico, insomma il giornalismo-vomito dei quotidiani in un bassissimo elzeviro da quinta elementare o prima media.. Ivano si è sempre fatto i cavoli suoi e non ho la competenza aulica di qualche verace critico del Mucchio Selvaggio per addentrarmi nella poetica di questo menestrello italico molto simpatico.

 

Benedetto Croce che sputava con grazia sul piatto della prosastica (ed era il numero uno in letteratura "sentimentale" ci ritorneremo fra qualche giorno) credo che leggerebbe questo scarabocchio professionistico con tanto di caramella alla menta appiccicata ai baffettini da sparviero ansimando grottescamente un brocco brocco

 

Non guardo mai la televisione, almeno da cinque-sei anni. Internet per quanto mi riguarda è il massimo: trovo gratis libri, musica, film, la contraddizione della passera, comunicazione sociale virtuale o meno che sia, dirette sportive ed amarcord in altissima definizione.. la lascio sempre accesa su SUPER TENNIS perché riescono a quietarmi a farmi dormire almeno tre ore a notte.

 

Cinque-sei anni fa lo ricordo ospite fisso della Gruber, sembrava un dominatore culturale, un poligrafo, reggeva le dissonanze delle telecamere (procedimento tecnico schiettamente stocastico) con fare eracliteo, un misto di oscuro preambolo nozionistico che si distendeva in una dialettica pseudo-triadica di sicuro effetto, insomma un distinto coglione.

 

Sono sicuro che in questi anni avrà pubblicato più libri di Brunone Vespa, altro parassita ma almeno archeologicamente distinguibile dalla massa di parvenu dell'attuale miserrimo e più passa il tempo e più mi manca Andrea Barbato e la grande letteratura giornalistica sintetizzata garbatamente da un Biagi e da un teoria-prassi dipendente come quella del buon Sandro Curzi, ma lo stesso Giuliano Ferrara di Radio Londra fine anni ottanta era un evento, nel senso più squisitamente heideggeriano del termine.

 

Gadda, non esattamente questo vacuo ominide, veniva lasciato a casa dalle severissime questue del giornalismo ampolloso dannunziano ma empiristico de-fascista perché non si piegava al linguaggio monocromatico dell'epoca, che era futurista e geniale stravisto da un'ottica anti-storica: sensualità assoluta e inarrivabile (don Benedetto appunto, come vertice assoluto della lingua italiana assieme a Vico); tizi come "Andrea" erano letteralmente inconcepibili.

 

L'ultimo imperatore del grande teatro dell'informazione è stato Montanelli, che da una parte ballava valzer complicatissimi, dall'altra assieme al Bocca redigeva alla fine degli anni sessanta per una fantomatica SADE, una storia truculenta da bazar degli orrori, del nazismo dal primo all'ultimo minuto: non sto scherzando, la comprai per venti euro (sono circa tremila pagine e almeno diecimila fotografie) quando la miglior libreria di Trieste dichiarò bancarotta: all'epoca cercavo libri strani, come una incredibile foto-story della Giustina sadiana e altre diavolerie oscene che uscivano nell'Italia distopica democratica cristiana della fine dei sessanta e inizi settanta: il corpo gaudente dato in pasto alla classe operaia per essere controllata meglio, ma questa è un'altra storia.


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„Non si può che confermarsi 'stranieri nella propria lingua'. Il plurilinguismo (crogiuolo di idioletti, arcaismi, neologismi di che trabocca il poema) è il contrario d'una accademia di scuola interpreti. È 'Nomadismo': divagazione, digressione, chiosa, plurivalenza, ecc. Il testo intentato è (deve essere) smentito, travolto dall'atto, cioè de-pensato.“

CARMELO BENE
 

 

 


#279 ubik

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    Roadie

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Inviato 27 ottobre 2021 - 08:31

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yeah yeah, but...


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#280 blackwater

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    Scaruffiano

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Inviato 27 ottobre 2021 - 14:55

Roger gli fa comunque gli auguri di compleanno ogni anno e già nel 2004 gli aveva predetto, in esclusiva, la fine del mondo 


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... sei solo chiacchiere e Baraghini 

 





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